domenica 22 settembre 2013

Lombardia, che è casa mia...

Montevecchia è stata per lungo tempo, parecchi anni fa, una località brianzola molto  trendy, un luogo dove  i milanesi andavano la domenica a mangiare il salame e i caprini sott'olio, tutto annaffiato con l'ottimo, raro vino che si produce in quella zona.
Posta su una collina che domina la Val Curone, Mario Soldati la descriveva così:

“Quella delle terrazze di Montevecchia è tra le più belle posizioni della Brianza: uno spalto altissimo, un balcone che si erge, fuori dalle nebbie, e si affaccia dritto a sud; nelle giornate di vento si vede dalla Cisa al Monte Rosa. Alti monti la difendono dalle tramontane. Le brume, le nebbie, che salgono dalle pianure e dai laghi la sfiorano fruttuosamente: è chiaro, oramai, che il vino più delicato e squisito deriva sempre da uve mature al limite estremo delle condizioni climatiche e geoponiche necessarie alla vite”

Anche noi, da fidanzati, ci andavamo qualche volta  in compagnia degli amici,   ci passammo anche un capodanno,  facendo l'alba in mezzo alle vigne bianche di neve...
una coppia di amici ci si è pure sposata nel Santuario...ricordo quella interminabile scalinata e lo strascico  di pizzo della sposa  ormai irrimediabilmente rovinato quando finalmente arrivò in cima...
C'erano molti localini dove potevi fare "merenda" con il salame locale e i formaggini, famosissimi.  
I caprini,  formaggi freschi  a latte crudo e a pasta cruda,  prodotti esclusivamente con latte di capra, solitamente in forma cilindrica.
Li potevi degustare freschi oppure potevi tentare di assaggiare quelli stagionati,  coperti da una leggera patina gialla e messi sott'olio.  Questi ultimi si spalmavano sul pane a fette e si annegavano con il Nustranel, un vinello bianco che andava giù come rosolio...
io non ci riuscivo, erano molto forti  e preferivo quelli freschi. Ancora oggi  per me è così, in ogni modo quelli stagionati non si trovano quasi più....a Montevecchia è rimasta solo una azienda che produce formaggini di capra come una volta. 
Ora in commercio vanno perlopiù quelli di latte vaccino, tipo Petit Suisse per intenderci, anche se è da poco che sono comparsi anche quelli di capra, il primo supermercato a introdurli è stato il NaturaSì ma  ora si trovano facilmente anche in altre catene di supermercati. Sempre e solo quelli freschi naturalmente...
Il periodo d'oro di Montevecchia è stato parecchio  lungo, fra la fine anni '60 fino ai primi anni '80....e anche noi a un certo punto abbiamo smesso di andarci... 
la vita cambia,  ti porta da altre parti, ma poi arriva un momento in cui ti viene la voglia di rivedere i vecchi posti conosciuti, di ritrovare certe atmosfere della giovinezza e allora una mattina, prendi la macchina fotografica e vai....ripercorri la vecchia strada e ti accorgi che non riconosci più nulla lungo il cammino, ma la vista del Santuario  fin dalla strada a valle, ti rassicura. 
E' cambiata molto Montevecchia, come è nell'ordine delle cose. Ma le terrazze coltivate a rosmarino e a vigne sono  sempre le stesse,  sali nella piazzetta ed è tutto ristrutturato,  i localini sono spariti, restano solo un paio di posti ma ritrovi la stessa sensazione di trovarti in una dimensione diversa, anche se i paesi e la città sono a  qualche esiguo chilometro di distanza. Il traffico continua a scorrere mentre tu,  dall'alto della collina, ti perdi ad osservare il patchwork disegnato dai terrazzamenti, dal verde del rosmarino, dal rosso della terra, dalla geometria dei campi e delle vigne. Uno spettacolo che ti incanta vedere la distesa della pianura, mentre una leggera foschia ammanta tutto di un'aura strana, impensata,  quasi emozionante . Il tempo passa e non te ne accorgi, continui a riempirti gli occhi con la vista delle montagne e di tutte quelle tonalità di verde....e i ricordi tornano, scorrono come un fiume in piena,  arrivano i volti, le voci, le risate e arriva anche il rimpianto per quella spensieratezza di cui a vent'anni  quasi non ti rendi nemmeno conto...
Ricordo che nelle nostre scorribande lassù concludevamo sempre le merende a base di salame e caprini, con la torta di Montevecchia. La facevo spesso un tempo, ma poi anche lei è caduta nell'oblio...
L'ho rifatta dopo essere andata lassù, giusto per ricordare i vecchi tempi e ritrovarne il sapore....



Torta di Montevecchia


 
500 gr pasta frolla
210 gr caprini di Montevecchia
(se preferite,  si possono usare i caprini vaccini )
170 gr mascarpone
210 gr zucchero
4 tuorli
3 albumi
15 gr maizena
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
la scorza grattugiata  di 1 limone non trattato

per guarnire
lamponi freschi

per il coulis
200 gr lamponi
2 cucchiai colmi di  zucchero a velo


Fare la frolla come d'abitudine, dopo il riposo stenderla in una teglia da 26 cm. bucherellare il fondo con la forchetta e cuocere in bianco per 10 minuti circa in forno a 180°. Togliere, eliminare i fagioli o altro della cottura in bianco e lasciar intiepidire.
Nel frattempo, con la frusta elettrica lavorare i formaggi in una ciotola insieme alla maizena, alla scorza di limone grattugiata e la vaniglia.
A parte montare i tuorli con 80 gr di zucchero fino ad avere un composto chiaro e spumoso.
Unire la crema di formaggi, mescolando bene.
Montare a neve gli albumi e quando sono quasi montati unire lo zucchero rimasto, pian piano sempre montando, quindi incorporare anche la meringa al composto di formaggio.
Mescolare bene e versare nel guscio di frolla.
Rimettere in forno e continuare la cottura a 180° per circa 45 minuti, dipende dal forno.
Il ripieno si gonfierà,  è normale, tornerà poi  a compattarsi a dolce freddo.

Togliere dal forno e lasciar raffreddare completamente.

preparare il coulis:

Nel bicchiere del frullatore mettere i lamponi e lo zucchero a velo, frullare  e passare il coulis al setaccio per eliminare i semini e tenere in frigo.

Servire la torta con il coulis, qualche lampone fresco e foglioline di menta.



 
 
 

qualche foto di Montevecchia:

 

 i terrazzamenti, preparati per la coltivazione del rosmarino


 la vista sulle montagne alle spalle di Montevecchia, con  i Corni di Canzo e le Prealpi...



 i terrazzamenti

















 il Santuario












Qualche nota informativa da Wikipedia:


La parola Montevecchia si ritiene sia dovuta ad una fortificazione romana che si trovava al posto dell'attuale santuario, circondata da una cerchia di mura protettiva di oltre 800 metri di sviluppo. Il nome Mons Vigiliae (monte delle Vedette), si sarebbe nel tempo involgarito in Mons Vegliae, Monte Vegiae, Monte Vegia, sino all'attuale dialetto brianzolo, nel quale Vegia significa Vecchia.
L'origine di insediamenti umani nel territorio di Montevecchia è di antica data. Nel parco di Montevecchia alla fine degli anni settanta furono rinvenuti due accampamenti risalenti all'epoca dell'uomo di Neanderthal e dell'uomo sapiens, datati rispettivamente il primo a 60.000 anni ed il secondo a 32.000. Questi insediamenti sono alcuni fra i più antichi situati in Lombardia.
Amministrata come comunità libera della Brianza per tutto il corso del Medio Evo e di parte dell'età moderna, nel 1647 Montevecchia venne concessa in feudo alla famiglia Panigarola, che si estinse nel 1703. Nel 1713 il Conte Giacomo Brivio di Brochles, originario di Montevecchia, comprò il feudo natale, e la sua famiglia lo tenne fino al 1740, quando Carlo Brivio lo vendette agli Agnesi.

 Sul punto più alto della collina di Montevecchia sorge il santuario della Beata Vergine del Carmelo  di origini medievali. Si attribuisce la costruzione della prima chiesetta ai Longobardi che la dedicarono al loro santo "preferito" San Giovanni Battista (come il Duomo di Monza realizzato dalla regina Teodolinda). Poiché in epoca romana vi era sulla sommità di Montevecchia un posto di vigilanza, e nel paese sottostante un Castrum importante dove si controllava le principali arterie, all'arrivo dei Longobardi, le postazioni romane furono utilizzate per edificare due chiese entrambe dedicate a San Giovanni Battista. Il confinante comune di Cernusco Lombardone  è infatti l'unico comune della Lombardia che ha nel suo nome quello dei "Longobardi" , dimostrandone la loro sicura presenza nel suo territorio. A maggior riprova di questo abbinamento religioso tra Montevecchia e Cernusco, sino all'epoca fascista i due comuni erano un unico comune amministrativo. Solo dagli anni sessanta Montevecchia ha ottenuto l'indipendenza comunale.
La chiesetta longobarda sulla sommità di Montevecchia è resistita sino al 1570, epoca in cui un incendio dovuto "all'incuria del parroco" (si legge dagli atti della visita di san Carlo Borromeo) la distrusse interamente insieme ai paramenti ed agli arredi sacri. Per quasi un secolo le messe furono officiate nella cappella di San Bernardo, sino al 1630 in cui il santuario fu ricostruito ma con dimensioni ridotte rispetto all'attuale. Ampliamenti con l'aggiunta della sacrestia da un lato e di ampi locali per la residenza dei preti officianti (avvenuti tra la fine del 1660 e la metà del Settecento) ha portato il santuario alle dimensioni attuali.
Nel 1924 l'attuale santuario fu dedicato alla Beata Vergine del Carmelo e consacrato nel novembre del 1954 dal card.Schuster

12 commenti:

  1. Cosa deve essere quella torta!!! Mi fai venire l'acquolina anche a quest'ora!!
    Grazie Giuli!!!

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  2. che magica atmosfera sai creare Giuli, non ho parole...grazie per aver descritto così bene quei tempi e quei posti, mentre prendo nota del dolce una fettina la mangio volentieri...Un abbraccio forte

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  3. Sempre meravigliosi i tuoi racconti, bellissime le immagini....

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  4. Conosco bene Montevecchia perché abito a pochi km, ma sai che questa torta invece non la conoscevo??:) mi salvo subito la ricetta!!!! Un bacione e a presto!

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  5. Ciao Giuliana che belli i tuoi racconti! Questo posto non lo conoscevo, magari mio marito si e chissa' che non ci si possa andare a fare un bel giretto qualche volta con i piccoli!!! Buonissima questa torta, il formaggio mi dava da fare abbinato nei dolci ma dopo aver assaggiato le cheesecake ogni scusa e' buona x nuove sperimentazioni ;)!!! Ciao ciao luisa

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  6. Musica fantastica per accompagnare una torta da favola.
    Grazie Giuliana !!!

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  7. che gran bel post su montavecchia sono molti anni che non vado anche io, non conoscevo questa torta e ne farò tesoro

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  8. Giuliana ... tu lo sai che passare da te mi crea emozioni indicibili?!? Tu sei davvero preziosa non solo per le ricette. Regali emozioni, tesori di ricordi e poi tanto altro.
    Sono stata off per un bel po' e ritrovarti con queste immagini e le tue parole è molto toccante per me. Ti abbraccio

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  9. Il tutto di cui sopra è semplicemente impeccabile ..... un po' come te gentile Giuliana.
    Non c’è nostalgia più dolorosa di quella delle cose che non sono mai state!
    Leggere dei tuoi ricordi invece, semina in noi fortunati avventori nel tuo mondo, sempre qualcosa di positivo. Grazie ed un abbraccio forte. anna giordani

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  10. grazie, davvero di cuore, a tutti.

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  11. Quanto hai scritto é emozionante, non conoscevo Montevecchia, ma adesso e so qualcosa in più. Certi luoghi legati ai ricordi assumono un fascino ai più sconosciuto...ma nel tuo racconto ci hai resi in qualche modo partecipi del fascino che questi luoghi hanno per te! Se ti fa piacere potresti partecipare ad un 'iniziativa di raccolta di post sull'Italia é una piccola cosa ideata per promuovere il nostro bel paese anche qui nel web...http://calendulaecamomilla.blogspot.it/2013/08/link-party-i-love-italy-scopriamo-le.html?showComment=1377274128637#c5128894105617083719

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  12. E poi lo chiamano cheese cake :-)

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