Semifreddo alla grappa per l'Italia nel piatto
Febbraio, per L'Italia nel piatto , è il mese dedicato ai dolci al cucchiaio. Il Friuli non vanta un'ampia scelta di dolci ...
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Febbraio, per L'Italia nel piatto , è il mese dedicato ai dolci al cucchiaio. Il Friuli non vanta un'ampia scelta di dolci ...
LEGGI TUTTO →Febbraio, per L'Italia nel piatto, è il mese dedicato ai dolci al cucchiaio.
Il Friuli non vanta un'ampia scelta di dolci e quelli più tradizionali non sono quasi mai al cucchiaio.
Ma a me questo tema piace molto perchè, come ormai sanno anche i sassi, questo tipo di dessert è fra i miei preferiti.
Ma come legare le tradizioni della mia regione con il tema scelto per il mese di febbraio?
Semplice, attingendo ai ricordi della mia famiglia. Ho scelto un ingrediente che in Friuli è quasi parte del nostro DNA. La grappa, il distillato italiano per eccellenza che si ottiene esclusivamente dal sapiente trattamento della vinaccia, le preziose bucce d'uva rimaste dopo la vinificazione.
Le sue origini risalgono addirittura al Medioeve, quando i monaci alchimisti iniziarono a distillare con scopi medicinali e spirituali. Le prime testimonianze di cui si ha traccia risalgono al XIV secolo, ma è fra il Cinquecento e il Settecento che la distillazione si fa strada nei territori agricoli del Nord Italia, soprattutto in Veneto, Friuli, Trentino e Piemonte, dove per ovvi motivi la vinaccia era facilmente reperibile. Nel corso del tempo la grappa è diventata un distillato prestigioso, perdendo la sua connotazione di prodotto rurale e contadino e oggi rappresenta una importante parte del nostro patrimonio culturale in grado di competere con i molti liquori blasonati internazionali.
Distillare in casa, in Italia, è storicamente e attualmente vietato, se non hai la licenza. Le principali ragioni sono principalmente fiscali e sanitarie. Si rischia addirittura la reclusione da 3 a 6 mesi e una multa salatissima, oltre al sequestro delle attrezzatura. Si può però possede un alambicco, basta che sia inferiore alla capacità di 3 litri, ma non si può usare per produrre alcol etilico.
Ma c'è stato un tempo, quando ero bambina, che molte famiglie in Friuli la grappa la distillavano lo stesso, di nascosto.
Mio nonno lo ha sempre fatto, di notte, di nascosto, ta la blava, dentro al grande campo di granturco delle Grave.
Aveva l'alambicco e sapeva come si doveva procedere. Un sapere tramandato da generazioni. Lui sapeva come riscaldare le vinacce nel suo alambicco discontinuo, separava i vapori alcoolici dalle parti solide e raccoglieva il prezioso "corpo" scartando "teste" e "code" Quello che ne usciva era un liquido trasparente, molto aromatico e abbastanza alcoolico, credo sui 50°, ma a volte anche più alto. Il sapore dipendeva da quali vinacce usava, a volte era più marcato e a volte più delicato.
In paese si sapeva, a volte ci si aiutava pure, e le autorità chiudevano un occhio, spesso anche tutti e due.
Così ho immaginato questo dolce al cucchiaio profumato alla grappa, in grado di raccontare i profumi e le tradizioni della terra in cui sono nata.
Ne ho scelta una delicata, quella di Moscato, molto amata perchè il suo aroma ha una nota dolce che persiste a lungo senza disturbare.
Semifreddo alla grappa e salsa al caffé
Per 6 persone
Per il semifreddo:
3 tuorli di uova grandi
120 g di zucchero
80 ml di grappa di Moscato (o altra a piacere, di buona qualità)
2 albumi a temperatura ambiente
250 g di panna liquida fresca
Per la salsa al caffè:
150 g di caffè espresso
80 g di zucchero
6 o 7 g di maizena
4 g di caffé solubile
2 g di cacao amaro
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
20 g di burro
Foderate uno stampo rettangolare non troppo grande, o altro a piacere, con la pellicola.
In una ciotola montate i tuorli con lo zucchero e la grappa, su fuoco e a bagnomaria,come per uno zabaione.
Continuate a montare finchè il composto si ispessisce e diventa una crema gonfia e spumosa. Se avete un termometro controllate che la temperatura arrivi a 75°.
Togliete dal fuoco e immergete la ciotola in acqua fredda, continuando a montare con le fruste elettriche fino a raffreddamento completo.
In una ciotola montate a neve ferma gli albumi, in un'altra la panna ma non completamente, deve rimanere morbida, semimontata.
Quando la crema è fredda, unite gli albumi a neve mescolando dal basso verso l'alto per non smontare tutto, finchè sono perfettamente incorporati. In ultimo aggiungete la panna e continuate a mescolare per amalgamare.
Una volta che il composto è omogeneo, trasferitelo nello stampo foderato di pellicola, sbattetelo leggermente per far uscire eventuali bolle d'aria, copritelo con dell'altra pellicola e mettete in freezer fino al momento di servire.
Mentre il semifreddo riposa, preparate la salsa.
In una ciotola mescolate le polveri usando una frusta per evitare grumi, unite il caffè caldo, l'essenza di vaniglia, miscelate bene e ponete su fuoco dolce mescolando continuamente finché la crema si addensa, a questo punto aggiungete il burro e continuate a mescolare per incorporarlo completamente.
Fate raffreddare la salsa, sigillatela in un vasetto o in una ciotola e conservatela in frigorifero.
Se dovesse ispessire troppo, allungatela leggeremente con un altro goccio di caffè.
Togliete il semifreddo dal frigo qualche minuto prima di servirlo. Affettatelo e accompagnatelo con la salsa al caffè, completate con qualche frutto di stagione. Io ho preferito gli alchechengi ma andrà bene anche dell'uvetta sotto grappa, o dell'uva caramellata.
Piemonte Il Bonet piemontese
Liguria panna cotta
Lombardia https://www.pensieriepasticci.it/2026/02/il-caulat-dolce-al-cucchiaio-lodigiano.html
Trentino-Alto Adige: Crema di yogurt al miele, piccoli frutti e biscotto alle noci
Veneto Tiramisù classico https://www.ilfiordicappero.com/2026/02/tiramisu-classico.html
Emilia-Romagna Lo stracchino della Duchessa
Toscana Lattaiolo toscano
Umbria La crema: dolce umbro al cucchiao
Marche https://www.forchettaepennello.com/2026/02/tre-sei-nove-la-crema-al-cacao-di-pretare.html
Lazio Le uova stregate
Abruzzo Lattacciolo abruzzese: l’antenato del Crème Caramel
Campania https://www.fusillialtegamino.com/2026/02/dolce-al-cucchiaio-con-crema-di-ricotta.html Puglia Espressino freddo pugliese con granella di mandorle di Toritto
Basilicata Panna cotta con il pistacchio di Stigliano
Calabria Tartufo di Pizzo
Sicilia Gelo di AgrumiSardegna Crema Gallurese https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2026/02/crema-gallurese.html
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Tocca a me l'onore di aprire la settimana Cook_my_Books con le ricette scelte dal libro Persiana Easy di Sabrina Ghayour.
Una autrice che abbiamo già incontrato con il libro del suo esordio, Persiana, che avevamo apprezzato moltissimo grazie al suo approccio alla cucina persiana mescolata alla cucina fusion, e al tocco di leggerezza che brillava in ogni ricetta.
Con questo nuovo libro, che fa già capire le ultime tendenze (cucinare presto) ci regala comunque i suoi soliti sapori intriganti, tipici della cucina persiana.
Lasciatemi dire che di questi tempi trovo doveroso rivolgere un pensiero al popolo iraniano che sta lottando per conquistare la propria libertà, una lotta soffocata nel sangue, con la speranza che riesca a conquistare quei diritti per cui sta combattendo.
Insalata di anatra e melograno, con salsa al miele e succo di melograno
per 2/4 persone
2 cosce d'anatra (circa 460 g)
3 grossi cipollotti freschi
100 g di foglie di insalata mista o a scelta
100 g di semi di melograno,
mezzo melograno da spremere
§una manciata di foglie di menta, arrotolate strettamente e
tagliate a striscioline sottili
q.b. di fiocchi di sale Maldon e pepe nero macinato fresco
Per il condimento:
2 cucchiai di melassa di melograno
2 cucchiaini di miele liquido
2 cucchiai di olio d'oliva
il succo ricavato dal melograno spremuto
Preriscaldate il forno 170 °C ventilato. Rivestire una piccola teglia con carta da forno e un piatto con un
doppio strato di carta da cucina.
Disponete le cosce d'anatra sulla teglia foderata, condite abbondantemente la pelle con sale e pepe e fate arrostire per 1 ora abbondante.
Nel frattempo, tagliate la parte bianca dei cipollotti a bastoncini, quindi affettateli molto sottili a fiammifero. Immergeteli in acqua fredda e teneteli da parte. Tagliare a rondelle sottili le parti verdi rimanenti. Lavate e asciugate l'insalata che avete scelto.
Una volta cotte togliete le cosce d'anatra dalla teglia, lasciandole sulla carta da forno, e tenetele da parte.
Togliete con attenzione la pelle dall'anatra senza romperla
(usate un coltello affilato per staccarla), adagiatela sulla
teglia foderata e arrostitela per 10 minuti, o fino a quando non sarà molto croccante. Togliete la pelle dall'anatra e trasferitela sul piatto rivestito
di carta assorbente per farla scolare.
Mescolate gli ingredienti del condimento in una ciotolina, condite con sale e pepe e mettete da parte. Sfilacciate la carne d'anatra con le mani o con l'aiuto di due forchette.
Per servire, disponete le foglie di insalata su un piatto grande, cospargetele con alcuni semi di melograno e le parti verdi e bianche dei cipollotti. Distribuite la carne d'anatra sopra e condite con sale e pepe, quindi aggiungete i semi di melograno rimanenti e la menta. Con un cucchiaio, versate il condimento. Infine, spezzettate la pelle d'anatra in bocconcini, aggiungetela all'insalata e servite.
Per 8 crostatine o una crostata da 23 cm
6 tuorli d'uovo grandi, leggermente sbattuti
150 g di zucchero bianco semolato
2 cucchiai di amido di mais
1 cucchiaio colmo di scorza d'arancia grattugiata finemente
190 ml di succo d'arancia appena spremuto (circa 3 arance)
120 g di burro non salato a cubetti
per la frolla al cocco:
170 g di farina 00,
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
u pizzico di sale
30 g di farina di cocco
100 g di burro non salato, freddo e ammorbidito
3 cucchiai di zucchero semolato
1 uovo grande
1 cucchiaino di scorza d'arancia grattugiata finemente
1 arancia piccola, non più di 225 g
3 cucchiai di zucchero
250 ml di acqua
per guarnire:
Da 2 a 3 cucchiai di cocco in scaglie
poca granella di pistacchi
Preparate la crema all'arancia il giorno prima o, almeno,
diverse ore prima di preparare le tartellette. Preparate l'impasto il giorno
seguente e candite le fette d'arancia mentre l'impasto è in frigorifero prima
di cuocere le tartellette. Assemblate le tartellette una volta che tutti gli
elementi sono stati preparati e raffreddati.
Preparate la crema all'arancia. Mettete i tuorli d'uovo in una grande ciotola resistente al caloe e sbatteteli leggermente.
Togliete il curd dal fuoco e incorporate il burro, 1 o 2 cubetti alla
volta, mescolando fino a quando tutto il burro non sarà amalgamo e il curd non sarà liscio e denso. Raccogliete il composto in una ciotola o in
un misurino capiente, coprite con pellicola trasparente, direttamentre a contatto premendola bene e lasciate raffreddare fino a quando non sarà tiepida prima di
riporre in frigorifero per diverse ore, o preferibilmente per tutta la notte.
Preparate la frolla al cocco.
Mescolate farina, lievito, sale e cocco in
una ciotola media. In una ciotola capiente, sbattete il burro con lo zucchero
fino a ottenere un composto liscio e cremoso. Aggiungete l'uovo e la scorza
grattugiata.
Unite il composto di farina in 2 volte fino a ottenere un impasto completamente amalgamato. Versatelo sulla spianatoria infarinata e impastare fino a quando la farina non
sarà assorbita e si formerà un impasto liscio e omogeneo, morbido ma non
appiccicoso. Avvolgete nella pellicola trasparente e riponete in frigorifero
finché non si sarà solidificato, per almeno 20-30 minuti.
Imburrate leggermente 8 stampi rotondi per tartellette da 7,5 a 8,5 cm e appoggiateli su una teglia.
Dividete l'impasto in 8 porzioni uguali e stendere ciascuna
porzione in cerchi non troppo spessi. Foderare gli stampi, sollevando con attenzione l'impasto e premendolo per farlo
aderire, pizzicando eventuali strappi nell'impasto morbido. Rifilate l'eccesso
di pasta suii bordi. Lasciate raffreddare in frigo i gusci delle tartellette mentre
il forno si riscalda.
Preriscaldare il forno a 200 °C. Foderate ogni guscio con carta da forno o
alluminio, riempiteli con pesi per dolci o fagioli secchi e cuocete per 6 minuti.
Sollevate con cautela i pesi e la carta da forno e rimettere i gusci in forno
per completare la cottura per altri 8-10 minuti, fino a doratura. Togliete e fate raffreddare completamente
Preparate le fette d'arancia candite.
Tenete conto che ogni fetta verrà adagiata sulla crema dentro al guscio di frolla, quindi fate attenzione che la circonferenza della fetta non sia più larga dell'interno del guscio, quindi scegliete una arancia della misura adatta.
Tagliate le
estremità dell'arancia, circa 1-2 cm, fino a quando non avrete una bella vista
del frutto. Affettate l'arancia in fette molto sottili e uniformi: ne serviranno
8 per le singole tortine.Mettete lo zucchero e l'acqua in una pentola
abbastanza larga da contenere tutte le fette d'arancia in un unico strato, con
spazio sufficiente per girarle durante la cottura. Portate a ebollizione e
lasciate bollire per circa 2 minuti, finché lo zucchero non si sarà sciolto.
Fate scivolare le fette d'arancia nel liquido. Continuate la cottura a fuoco
lento per 11-13 minuti, girando con cura le fette ogni pochi minuti, finché la
parte bianca e la scorza dell'arancia non saranno morbide e abbastanza
traslucide e sotto le arance rimarrà solo un sottile strato di sciroppo.
Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare completamente nella pentola.
Quando siete pronti per assemblare le tortine, sollevate con cautela le fette
dalla teglia e disponetele su un piatto. Versate lo sciroppo rimasto nella
teglia sulle fette d'arancia.
Ora montate i dolci.
Estraete i gusci di pasta dagli stampi e disponeteli su una
griglia o un piatto da portata. Togliete la crema dal frigorifero e mescolatela brevemente per renderla morbida e liscia. Dividetela equamente tra i gusci di
pasta e livellate la superficie. Guarnite ogni tartelletta con 1 fetta
d'arancia candita e spolverate con altro cocco, se lo desiderate, completate con un pizzico di granella di pistacchi.
In caso optiate per una crostata intera, procedete allo stesso modo usando uno stampo a cerniera da 23 cm. e decorate la superficie disponendo tutte le fette di arancia candite, completando con una leggera spolverata di farina di cocco e mettendo al centro di ogni fetta, un pizzico di granella di pistacchi per colorare.
Portatele immediatamente in tavola, o conservate in frigorifero fino al momento di servire.
Il libro Cook_my_Books della settimana è una bellissima monografia Orange Appeal di Jamie Schler.
Inutile che vi dica quanto io ami cucinare con le arance, il mio blog è pieno di ricette con questo meraviglioso frutto.
E furono sempre le arance, quei piccoli soli arancione che usavo spesso, a
scatenare una mini guerra in casa! Le mie figlie a un certo punto sbottarono: - Mamma,
ancora arance? Ma basta!" E io, che sono una mamma tenera e comprensiva...
beh, diciamo che ho un debole per la vendetta a base di vitamine. Così, per mesi, ogni volta che si sedevano a tavola, zac! Un
secondo a base di arance! Un dolce con le arance! Un'insalata con le arance! Eh, che ci volete fare, quando
mi pizzicano il lato oscuro, io rispondo con un goccio di... perfidia!
Sono passati anni, ma il ricordo è ancora vivido. Oggi, se
solo sentono odore di arancia, le mie figlie, in silenzio, mi regalano un sorriso... uno di quelli alla "vabbè, mamma, stavolta ti lascio fare, ma non
dimentico!" Insomma, un sorriso che dice "Non ti sfugge niente, eh?
Aspetta e spera!". E io, nel frattempo, continuo a pensare a nuove
ricette... con le arance.
Infatti, questo libro è veramente una miniera di idee, di soluzioni, di tecniche, l'ho apprezzato molto.
Queste cozze per esempio. L'autrice racconta che, prima di sposarsi, andò in viaggio da Parigi a Dieppe, in Normandia, col suo futuro marito e facevano lunghe passeggiate sulla spiaggia battuta dal vento e dalla pioggia e poi andavano a mangiare le moules e les frites, piatto locale, in un piccolo bistrot sul mare.
Da allora ha cucinato innumerevoli volte le moules marinières in vari modi, sempre servite con il consueto piatto di patatine fritte. Quella che propone nel libro è una delle tantissime versioni.
Il connubio arancia e finocchio è già un must, aggiungete la sapidità marina delle cozze e avrete un piatto inaspettato, fresco, semplicemente delizioso che, accompagnato da croccanti patatine fritte, evoca le atmosfere della Normandia e vi trasporterà direttamente sulle coste normanne, fra i suoi profumi, i suoi sapori di mare e le sensazioni tipiche di quella regione...
Cozze al vapore con arancia e finocchi
per 4 persone
2 kg di cozze fresche
2 arance grandi e succose, non trattate
1 piccolo finocchio
3-4 cucchiai di olio d'oliva
4 scalogni piccoli o 2 grandi, tritati
1 manciata abbondante di prezzemolo fresco, tritato
Sale e pepe nero macinato fresco, a piacere
250 ml di vino bianco, fruttato, leggero.
Per la gremolata:
2 cucchiai di pinoli (facoltativi)
1 piccola arancia non trattata
1 piccolo limone non trattato
2 cucchiai di prezzemolo fresco a foglia piatta tritato finemente
Per le patatine:
2 o 3 grosse patate a pasta gialla
olio di arachidi per friggere
sale
Pulite bene le cozze, raschiate i gusci per liberarli da impurità, togliete il bisso.
Passatele in acqua corrente fredda.
Ricavate 2 o 3 strisce (circa 2cm x 8 cm) da una delle arance, senza la parte bianca. Eventualmente, raschiatela via con un coltellino affilato. Spremete entrambe le arance e tenete da parte.
Mondate il finocchio, eliminate le foglie esterne se sono rovinate, conservate le barbe.
Lavatelo e asciugatelo poi tagliatelo a striscioline lunghe e sottili, o a fiammifero.
Scaldate l'olio in una pentola molto capiente, che abbia un coperchio. Aggiungete gli scalogni, il finocchio e le scorze d'arancia; cuocete a fuoco medio-alto, mescolando, per 5 minuti circa o finché il finocchio non sarà tenero e trasparente. Aggiungete parte delle barbe del finocchio, il prezzemolo, il sale e il pepe. Aggiungete le cozze e, con una schiumarola grande, mescolate. Versate il vino e il succo d'arancia sulle cozze e coprite bene la pentola.
Cuocete a vapore, ben coperte, per 15-20 minuti, sollevando il coperchio solo
per girare le cozze di tanto in tanto per una cottura uniforme. Le cozze si
apriranno delicatamente e gradualmente; una volta aperte, lasciatele cuocere
per altri pochi minuti in modo che la carne sia tenera ma al contempo soda.
Eliminate eventualmene quelle rimaste chiuse.
Mentre le cozze cuociono, preparate la gremolata.
Tostate leggermene i pinoli in una padella antiaderente, mescolando e controllando che non brucino, fino a doratura. Ci vorranno un paio di minuti.
Grattugiate finemente la scorza della arancia e del limone, ben lavati e asciugati.
Mescolate le scorze grattugiate con il prezzemolo tritato e i pinoli tostati.
Ripartite le cozze nei piatti fondi, con un po' del loro liquido, completate ogni piatto con un po' di gremolata, decorate con il resto delle barbe di finocchio tenute da parte.
Se volete servirle con le patate fritte, dovrete calcolare i tempi in modo che siano pronte allo stesso tempo delle cozze. Quindi pelate, lavate e asciugate le patate, tagliatele a spicchi e friggetele in abbondante olio di arachidi.
Accompagnatele con il resto della bottiglia di vino
bianco, io ho usato un buon Sauvignon.
Assicuratevi di avere una grande ciotola al
centro del tavolo per i gusci vuoti. E un sacco di tovaglioli.
Buon appetito!
Anno nuovo, libro nuovo con Cook_my_Books.
Ricomincia il viaggio con The Flexitarian CookBook di Julia Charles, un invito ad esplorare l'alimentazione flessibile che predilige piatti a base vegetale concedendosi, occasionalmente, carne e pesce. In effetti,dopo gli eccessi delle feste appena trascorse, si sente la necessità di una alimentazione leggera, nutriente e detossificante ma comunque gustosa.
Ho fatto diverse ricette da questo libro, oggi vi propongo questa:
Gnocchetti sardi con chorizo e gamberi
per 4 persone
200 g di gamberoni crudi grandi, sgusciati e denervati
1 cucchiaio di aceto di vino rosso
2 o 3 abbondanti cucchiai di olio d'oliva
1 cipolla rossa tritata
1 piccolo peperone verde, privato dei semi e affettato finemente
100 g di chorizo tritato finemente
½ cucchiaino di paprika dolce affumicata
400 g di pomodori pelati a pezzi in scatola
300 g di gnocchetti secchi (in alternativa fusilli)
una manciata di prezzemolo fresco tritato
sale, e pepe nero macinato al momento
spicchi di limone, per servire
Mettete i gamberi in una ciotola con l'aceto e
1 cucchiaio di olio d'oliva. Condite con un po' di sale e pepe, mescolate e mettete da
parte. Scaldate l'olio d'oliva rimanente in una casseruola dal fondo spesso a
fuoco vivo. Aggiungete la cipolla, il peperone verde e il chorizo e cuocete
per 4-5 minuti, finché non si saranno insaporiti e ammorbiditi. Aggiungete la paprika e cuocete per un paio di minuti, mescolando per
amalgamare. Unite i pomodori, mezza tazza d'acqua e portate a
ebollizione. Cuocete per 5 minuti, finché la salsa non si sarà leggermente
addensata. Mettete da parte, in caldo.
Portate a ebollizione una pentola capiente di acqua leggermente salata. Aggiungete la pasta e cuocetela per 12-15 minuti, finché non sarà tenera ma leggermente al dente. Scolatela bene e rimettetela nella padella calda. Aggiungete la salsa di pomodoro e tenetela in caldo a fuoco molto basso.
Scaldate una padella antiaderente a fuoco vivo con un cucchiaio di olio. Cuocete i gamberi per 2 minuti per lato, finché non diventano rosa.
Aggiungete i gamberi alla pasta, regolate di sale, condite con il restante olio e una generosa macinata di pepe nero. Distribuite nei piatti e cospargete con il prezzemolo. Servite con spicchi di limone a parte, da spremere.
Il libro che Il Club del 27 propone è un compendio di idee davvero perfette per le festività. Archiviato il Natale, La Bible des recettes des fêtes, ci aiuta ad aprire una cena, o ad allestire il tavolo di un buffet, e anche per il Cenone di Capodanno. Ho faticato a scegliere, sono tutte ricette facili, veloci e da porca figura e la mia scelta è caduta, infine, su questi fragranti, meravigliosi bigné.
Credo che questo libro andrà a far compagnia a quelli che tengo a portata di mano...
Bigné di scampi
per 4 persone
20/25 di code di scampi
125 g di farina
1 uovo
1 cucchiaio di olio d'oliva
10 cl di latte
10 cl di birra
q.b. di olio di arachidi per friggere
sale, pepe
In una ciotola mescolate la farina, salate, unite anche l'olio d'oliva poi, aiutandovi prima con il latte e poi con la birra, mescolate tutto molto bene con una frusta per evitare i grumi e lasciate riposare la pastella per qualche minuto, il tempo per pulire i crostacei.
Pulite le code di scampi, eliminando il carapace, lavatele e asciugatele accuratamente, poi tagliatele in due o tre pezzi e tuffateli nella pastella.
In un pentolino fate scaldare l'olio di arachidi, in quantità sufficiente a friggere in olio profondo, e versate la pastella con gli scampi a cucchiaiate. Friggetene massimo un paio per volta, in modo da non raffreddare troppo l'olio ad ogni aggiunta e per poter controllare bene la cottura del bigné.
Prelevateli quando sono ben dorati e posateli man mano su un piatto ricoperto di carta da cucina in modo che possa assorbire l'eventuale olio in eccesso.
Serviteli caldissimi.
Potete accompagnarli con una salsa di formaggio cremoso alle erbe, oppure con la maionese, o con quello che vi suggerisce la fantasia. Io non li ho accompagnati con nulla, volevo sentire bene il loro sapore.
Andati a ruba, come le ciliegie!
Con i biscotti che vi propongo oggi, seguendo la ricetta tratta dal libro "Dorie's Cookies" di Dorie Greenspan, per il Calendario dell'Avvento di Cook_my_Books, preparatevi a sporcarvi le mani.
Più crumble che biscotti, dimenticate la precisione perchè non nascono per essere perfetti ma per essere spezzati e condivisi in compagnia. Una esperienza piacevolissima che inizia in cucina e che continua, pezzo dopo pezzo, sulla tavola, fino all'ultima briciola. Siete pronti a fare festa?
120 g di noci pecan (intere o a pezzi) tostate
150 g di farina 00
100 g di amido di mais
150 grammi di zucchero di canna chiaro
½ cucchiaino di sale marino fino
150 g di burro freddo non salato, tagliato in 20 pezzi
2 tuorli d'uovo grandi freddi, leggermente sbattuti
1 cucchiaino di zucchero semolato, per spolverizzare
½ cucchiaino di fleur de sel, o sale fino, per spolverizzare
Posizionate la griglia al centro del forno e preriscaldate a 175°
Foderate una teglia 23x33 cm con carta da
forno.
Mettete le noci pecan, la farina, l'amido di mais, lo zucchero di canna e il sale in un robot da cucina e frullate a intermittenza.
Unite i pezzetti di burro e continuate a frullare a intermittenza fino ad ottenere
un composto granuloso e umido. Versate un po' di tuorlo d'uovo, frullate ancora un
paio di volte, quindi aggiungete il resto e frullate di nuovo, sempre a intermittenza, continuando fino a quando tutto il tuorlo sarà stato assorbito e l'impasto
avrà formato grumi e briciole. Sembrerà uno streusel e i pezzetti
premuti tra le dita si terranno insieme.
Rovesciate l'impasto nella teglia e distribuitelo uniformemente sul fondo, quindi, con la punta delle dita e un tocco molto
delicato, premete l'impasto . Cospargete la superficie
dell'impasto con zucchero e sale.
Quando è freddo, rompete il biscotto in bocconcini o lasciate che lo facciano i vostri ospiti
I pezzetti spezzati si conservano in un contenitore coperto a temperatura ambiente per almeno 1 settimana. Conservati in un contenitore ermetico, saranno buoni fino a 2 mesi, nel congelatore.