Ballotine di piccione e ciliegie arrostite
In questa stagione cerco sempre di svuotare il freezer, anche se è un compito abbastanza arduo. In fondo a un cassetto ho scoperto di avere ...
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In questa stagione cerco sempre di svuotare il freezer, anche se è un compito abbastanza arduo. In fondo a un cassetto ho scoperto di avere ...
LEGGI TUTTO →In questa stagione cerco sempre di svuotare il freezer, anche se è un compito abbastanza arduo.
In fondo a un cassetto ho scoperto di avere ancora un piccione. Di solito ne compro qualcuno sotto Natale perchè è più facile procurarseli e perchè piacciono molto sia a mio marito che a mio genero. Questo piccoletto era rimasto sepolto da altre cose e me ne ero dimenticata.
Che fare? E' una carne che di solito si presta a cotture brasate, con ripieni di sapore deciso. Volevo comunque utilizzarlo, pensando a una versione più adatta a questo caldo. Ci ho rimuginato e rimuginato, poi si è accesa la lampadina. Ho chiamato questa ricetta "ballotine" — una via di mezzo tra una terrina e un'insalata — anche se il termine non è del tutto esatto.
Ballotine di piccione e ciliegie arrostite
per 4/6 persone
1 piccione medio
60 g di pancetta liscia a fette
4 o 5 foglie di salvia
1 spicchietto d'aglio
1 noce di burro abbondante
un filo d'olio e.v. d'oliva
1/2 bicchiere di brandy
1/2 bicchiere di vino bianco
3 g di gelatina in fogli
sale, pepe
per le ciliegie arrostite:
500 g di ciliegie, denocciolate
1 cucchiaino colmo di miele
1 pizzico di sale
una noce di burro
per servire:
insalata a piacere
Fiammeggiate il piccione, svuotatelo dalle interiora, lavatelo e asciugatelo.
Avvolgete le fette di pancetta insieme a un paio di foglie di salvia e farcitelo in modo che sia ben pieno.
Scaldate un filo d'olio d'oliva in una padella antiaderente, unite il piccione e lasciatelo dorare bene da tutte le parti, aggiungete anche la noce di burro, le altre foglie di salvia e lo spicchietto d'aglio.
Salate e pepate. Quando è tutto ben rosolato, sfumatelo con il Brandy, abbassate il fuoco e portate a cottura, aggiungete poca acqua se vedete che il fondo si asciuga troppo. Ci vorrà circa un'ora. Abbiate cura che resti un po' del suo fondo.
Una volta cotto, lasciatelo raffreddare, poi spolpatelo per bene, eliminando la pelle.
Raccogliete la carne in una terrina, insieme a qualche pezzetto di pancetta del ripieno.
Rimettete le ossa e la pelle nella teglia dove avete cotto il piccione, fate rosolare il tutto a fuoco vivo per un paio di minuti, poi sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare. Cuocete ancora un minuto e poi filtrate il fondo di cottura e tenetelo da parte.
Ammollate la gelatina. Mettete due o tre cucchiai abbondanti del fondo in un pentolino, fatelo scaldare e unite la gelatina ammollata e strizzata, mescolate finchè è completamente sciolta. Conservate il resto del fondo in una tazza e tenetela in frigorifero.
Versate il composto nella terrina con la carne di piccione e mescolate bene in modo che ne sia ben impregnata. Regolate di sale e di pepe se necessario.
Ora stendete un po' di pellicola, disponete la carne di piccione ben compressa e cercate di darle la forma di un piccolo salame, quindi avvolgetela stretta nella pellicola facendola ruotare a caramella finchè avrete un pacchettino rotondo ben stretto. Non sarà molto grande. Mettete in frigorifero, meglio se per una notte.
Poco prima di servire, preparate le ciliegie. Lavatele e denocciolatele. Scaldate il forno a 180/200° ventilato.
Mettete le ciliegie ben distese in una padella antiaderente con una noce di burro. Non devono sovrapporsi.
Irroratele con il miele, e il pizzico di sale.
Mettete in forno e lasciatele cuocere per una ventina di minuti, facendo attenzione che non si brucino o si attacchino al fondo del tegame.
Toglietele e lasciatele raffreddare.
Portate a temperatura ambiente il fondo di cottura del piccione che avete messo da parte.
Per servire, fate un letto di insalata a piacere su un vassoio, conditela con un filo d'olio e poco sale.
Affettate con cautela il piccione, cercate di avere fette sottili senza che si rompano.
Appoggiatele sull'insalata, irroratele con il fondo di cottura tenuto da parte e aggiungete le ciliegie.
E' stato molto apprezzato.
Ancora una ricetta dal libro Fruitful di Sarah Johnson, sfogliato la settimana scorsa con Cook_my_Books.
Nonostante il caldo, è stata molto apprezzata. Ma si sa, i dolci al cioccolato non conoscono stagione.
Forse è stata la sua consistenza fresca e cremosa, forse il sapore aromatico delle ciliegie, oppure quella soffice, delicata crema al Kirsch che accompagnava armoniosamente tutto. Quale che sia il motivo, una cosa è certa: questo è un dolce eclettico e appagante, ed è sparito in un nano secondo.
Mi viene voglia di provarlo con le prugne rosse e, magari più avanti, con le pere. Dovrebbero starci molto bene,
Per 8 persone
200 g di cioccolato fondente al 70%
320 ml di latte intero
400 ml di panna fresca
65 g di zucchero semolato
1 baccello di vaniglia, tagliato a metà (o 1 cucchiaino di estratto)
8 tuorli d'uovo
Per la crema al kirsch:
250 ml di panna fresca fredda
1 cucchiaio e mezzo di zucchero
1 cucchiaio scarso di kirsch o altro liquore alla ciliegia
Per le ciliegie arrostite:
500 g di ciliegie denocciolate
1 cucchiaio di zucchero
2o 3 cucchiaini di succo di limone
2 cucchiai di Kirsch o altro liquore alla ciliegia
un pezzetto di cannella
Arrostite le ciliegie.
Sistematele, intere, denocciolate e in un solo strato, dentro una pirofila. Cospargetele uniformemente con lo zucchero, il succo di limone, il vino e la
cannella
Cuocete in forno ventilato a 200° C per circa 20 minuti poi togliete dal forno e lasciate raffreddare. Tenetele d'occhio in modo che il loro fondo non si asciughi troppo. Potete prepararle anche il giorno
prima, conservatele in un contenitore in frigorifero.
Preparate la crema. Scaldate il forno a 160° ventilato.
Fondete il cioccolato in
microonde alla potenza più bassa, oppure a bagnomaria. In un'altra casseruola unite il latte, la panna e lo zucchero.
Raschiate i semi dal baccello di vaniglia, quindi aggiungete sia i semi che il
baccello al composto, ma se preferite
usate l’estratto. Mettete su fuoco medio
e portate a ebollizione. Mentre il latte si scalda, mettete i tuorli d'uovo in una ciotola. Quando il
latte è caldo e lo zucchero si è sciolto, togliete dal fuoco, filtrate ed iniziate a versare lentamente il
latte sui tuorli, mescolando continuamente con una frusta. Una volta aggiunto
tutto il latte, unite il cioccolato
fuso e, usando una spatola,
incorporatelo lentamente. Filtrate nuovamente il
composto attraverso un colino a maglia fine, quindi dividetelo equamente in
otto stampini individuali o coppette resistenti al calore.
Una volta fredde, coprite ognuna con la pellicola e conservate in frigorifero.
Per preparare la crema al kirsch, unite la panna e lo
zucchero in una ciotola e montate con una frusta fino a quando la panna si
addenserà ma senza montare del tutto. Aggiungete il kirsch, mescolate per
incorporarlo e assaggiate. Regolate la quantità di zucchero o di liquore a piacere. Continuate con le fruste finchè la
panna al Kirsch sarà ben montata.
Sapori d'acqua è il tema di questo mese de l'Italia nel Piatto. Per la mia regione, il Friuli Venezia Giulia, ho scelto una ricetta molto semplice con le sardine. Quella che mia nonna preparava in alternativa alle solite sarde ripiene e fritte di cui ho già parlato.
Nei paesi dell'entroterra friulano non era come adesso che il pesce, più o meno, lo trovi abbastanza facilmente, soprattutto nella grande distribuzione. Un tempo arrivava sulle due ruote, direttamente da Marano Lagunare. Ricordo il grido che il venerdì annunciava l'arrivo dell'omino con la sua bicicletta, dove, legata dietro il sellino, c'era una grande cassetta di legno colma di ghiaccio e di poco pesce, perlopiù azzurro, e qualche anguilla. "donne vegnè quaaaa, sardeleeee, sgombriiii, bisatiii"
Allora mia nonna mollava qualunque cosa stesse facendo in quel momento e si precipitava fuori, in strada, per andare incontro a quell'uomo in bicicletta e riuscire a comprare qualche sardina prima che andassero esaurite.
Questa è la ricetta di mia nonna e io la seguo pedissequamente da quando mi sono sposata, ormai 56 anni fa.
Sardelle all'agro
per 2 persone
500 g di sardine fresche
2 limoni, il succo
40 g di capperini sotto sale, dissalati
olio e.v. d'oliva abbondante
sale, pepe
un ciuffo di prezzemolo
1 spicchio d'aglio pelato
Pulite le sardine, eliminate la testa ed apritele a libro, eliminate le interiora, la coda e la spina centrale, sciacquatele molto bene sotto l'acqua corrente..
Man mano mettetele in una ciotola con acqua molto fredda. Una volta terminate, lasciatele a bagno nell'acqua freddissima per un quarto d'ora circa, poi scolatele e tamponatele bene per asciugarle.
Scaldate il forno a 180° statico.
Nel frattempo spremete i limoni e filtrate il succo.
Tritate il prezzemolo e dissalate i capperini.
In una ciotola mescolate il succo dei limoni con abbondante olio e.v. d'oliva, il prezzemolo tritato e i capperini ben scolati e strizzati leggermente
Prendete una pirofila da forno, strofinate abbondantemente l'interno con lo spicchio d'aglio e ungetela con un filo d'olio.
Disponete i filetti di sardine con l'interno rivolto verso l'alto.
Cospargete tutto con il condimento preparato in precedenza e mettete in forno per 12-15 minuti circa.
Servite ben caldo.
Liguria: orata al forno con erbe aromatiche e limone
Trentino-Alto Adige Insalata di trota affumicata
Veneto: Pesce incovercià
Emilia-Romagna Risotto con le poveracce https://zibaldoneculinario.blogspot.com/2026/07/risotto-con-le-poveracce-vongole.html
Toscana. Zuppa di pescatrice
Marche https://www.forchettaepennello.com/2026/07/mazzancolle-in-padella-con-verdure.html
Umbria Lumachine alla schegginese - pasta umbra con trota e tartufo
Lazio Votapiatto di calamarelle
Abruzzo Spaghetti alla Trappitara
Molise Taccozze con cicale e ricotta
Campania Gamberoni alla Cilentana
Puglia Triglie al limone
Basilicata Insalata di baccalà con peperoni cruschi e lampascioni
Calabria https://dolcementeinventando.com/panino-col-pesce-spada-di-scilla/
Sicilia Totani Abbuttunati alla Griglia
Sardegna https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2026/07/insalata-di-spigola-golosa.html
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Il libro Cook_my_Books della settimana è Fruitful di Sarah Johnson. Un immancabile appuntamento estivo con la frutta. Ma questo è un libro che sicuramente risfoglieremo anche in altre stagioni, vista la ricchezza delle sue pagine e l'originalità delle idee che contiene. Sarah Johnson è una giovane pasticcera che si è formata seguendo la filosofia di Alice Waters, con cui ha lavorato nel suo ristorante californiano, e cioè dal produttore al consumatore, garantendo materie prime freschissime e di qualità.
E quindi io ho scelto di produrre, e consumare, una meravigliosa crostata con un frutto che ora è perfettamente di stagione, le albicocche.
Crostata di albicocche al Moscato
(Apricot Muskat tart)
Per 10/12
125 g di burro non salato freddo, a cubetti
250 g di farina 00, più altra per infarinare
3 cucchiaini di zucchero semolato
½ cucchiaino di sale
1 uovo, più 1 tuorlo
125 g di purea di albicocche
150 ml di panna fresca
2 uova
100 g di zucchero semolato
80 g di mandorle tritate
½ cucchiaino di sale
30 g di burro fuso
da 2 a 4 cucchiai di Moscato
Per la purea di albicocche:
5 o 6 grosse albicocche mature denocciolate
40 g di zucchero
poca acqua
Per le albicocche arrostite:
5 o 6 grosse albicocche, denocciolate e divise a metà
4 cucchiai colmi di Moscato
50 g di zucchero semolato
1 bacca di vaniglia (i semini) o 2 cucchiaini di essenza di vaniglia
poca acqua
Per accompagnare:
albicocche arrostite
crème fraîche o panna montata
Preparate la pasta. Mescolate il burro con la farina fino ad avere un composto granuloso, riponete in un contenitore ermetico e conservartelo in frigorifero per almeno 30 minuti, meglio per tutta la notte.
Una volta che il burro e la farina si saranno raffreddati a
sufficienza, toglieteli dal frigorifero e versateli in un robot da cucina
insieme allo zucchero e al sale. Azionate fino a ottenere un impasto dalla
consistenza simile a quella del pangrattato. Con il robot in funzione,
aggiungete l'uovo intero e il tuorlo e continuate a mescolare fino a quando le
uova non saranno completamente incorporate. Trasferite l'impasto sulla spianatoia e lavoratelo con le mani. Dategli la forma di un disco,
avvolgetelo nella carta forno e mettetelo in frigorifero per almeno 3 ore, preferibilmente per tutta la notte.
Togliete la carta da forno e spolverate leggermente entrambi i lati con della farina. Adagiate l'impasto tra due fogli di carta da forno, quindi, partendo dal centro, iniziate a stenderlo verso l'esterno. Ruotate l'impasto di un quarto di giro e continuate a stenderlo fino ad ottenere un cerchio uniforme di circa 28 cm di diametro. Se l'impasto risultasse difficile da stendere, lasciatelo sul piano di lavoro per 5 minuti per ammorbidirlo leggermente. Se al contrario l'impasto risultasse troppo morbido o iniziasse ad attaccarsi, rimettetelo in frigorifero prima di continuare. Prendete una tortiera apribile da 25 cm, rimuovete la carta da forno e spolverate leggermente la superficie della pasta con la farina. Trasferite la pasta nella tortiera e con le dita premete sul fondo e uniformemente sui lati. Rifilate i bordi e mettete in frigorifero a raffreddare.
Una volta raggiunto il bollore, sbattete leggermente con una
frusta, lasciate riprendere di nuovo il bollore, poi togliete dal fuoco e
trasferite le albicocche cotte in una ciotola.
Quando la purea si sarà raffreddata a sufficienza per
poterla maneggiare, passatela al passaverdure o al setaccio per eliminare le
bucce. Misurate 120 g di purea e aggiungete 40 g di zucchero. Rimettete il
composto nel pentolino e cuocete per 10 minuti a fuoco molto basso fino a
ottenere una purea lucida. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
Aumentate la temperatura del forno a 180 °
Una volta che il guscio di pasta si sarà raffreddato, distribuitevi uniformemente la purea di albicocche.
In una ciotola capiente, unite la panna fresca, le uova, lo zucchero, le mandorle tritate e il sle.
Sbattete tutto insieme e incorporate pian piano il burro fuso. Versate due terzi del ripieno sulla purea di albicocche. Adagiate delicatamente lo stampo con la crostata sul ripiano centrale del forno e versate il resto del ripieno nella crostata.
Cuocete per altri 25 - 30 minuti finché la superficie sarà ben dorata e i bordi sodi, ma il centro ancora leggermente tremolante.
Togliete la crostata dal forno e adagiatela su un canovaccio
o una superficie resistente al calore. Irrorate la superficie con il Moscato e lasciate riposare per 5 minuti. Trasferite la crostata su
una gratella e fatela raffreddare completamente.
Mentre la crostata si raffredda, preparate le albicocche arrostite.
Disponete tutte le mezze albicocche ben distese in una pirofila, con la parte tagliata verso l'alto. Cospargetele con 2
cucchiai di Moscato e aggiungete acqua sufficiente a ricoprire
leggermente il fondo della pirofila (circa 2-3 cucchiai). Infornate a 180°per 7 o 8 minuti.
Nel frattempo, raschiate i semi dal baccello di vaniglia (o l'essenza se preferite usare quella) e
metteteli in una ciotola insieme allo zucchero. Con la punta delle dita,
strofinate la vaniglia nello zucchero e mettete da parte. Quando le albicocche
saranno calde e inizieranno a sfrigolare leggermente sui bordi, distribuite
uniformemente il composto di zucchero sulla superficie e continuate la cottura
per altri 7-10 minuti, finché lo zucchero si sarà sciolto nella frutta e i
bordi avranno iniziato a scurirsi. Le albicocche dovranno risultare tenere mantenendo però la loro forma. Togliete la teglia dal forno e assaggiate un pezzetto di
una delle albicocche e regolate la dolcezza aggiungendo lo
zucchero rimanente, se necessario.
Cospargete le albicocche con i restanti 2
cucchiai di Moscato e lasciatele raffreddare su una griglia.
Servite la crostata a temperatura ambiente con
2-3 albicocche arrostite, una cucchiaiata di crème fraîche o, come nel mio caso, di panna montata, e irrorate con il
succo rimasto dalle albicocche arrostite.
Un po' laboriosa questa ricetta, con i tempi di riposo e le varie preparazioni, ma ne è valsa davvero la pena.
Il libro del mese per Il Club del 27 è Grilling di Martha Stewart.
Con questo libro Martha ci illustra tecniche e ricette che si concentrano sulla preparazione impeccabile con la cottura ad altissime temperature e su abbinamenti raffinati. Le sue linee guida per il barbecue spaziano dai classici burger alle cotture affumicate fino alla preparazione della griglia, il controllo della temperatura e le cotture. Un libro perfetto per riuscire a padroneggiare bene la cottura al BBQ.
Io ho scelto una delle più classiche, gli spiedini.
450 g di punta di controfiletto, tagliata a
cubetti di circa 4 cm
1 zucchina media, tagliata a rondelle spesse circa
1 peperone rosso, tagliato a pezzi di circa 2,5 cm
1 peperone giallo, tagliato a pezzi di circa 2,5 cm
olio d'oliva, per la griglia e per spennellare
2 cucchiai di aceto balsamico
1 cucchiaio di salsa di soia
un pizzico di pepe nero macinato al momento
Chimichurri:
60 g di cipolla rossa tritata finemente
un ciuffo abbondante di prezzemolo, tritato
q.b. di olio extravergine di oliva
30 g di aceto di Sherry
2 cucchiai di origano fresco tritato
1 cucchiaio di aglio tritato finemente
2 cucchiaini di sale grosso
½ cucchiaino di peperoncino in fiocchi
pepe nero a piacere, macinato al momento
Preparate il chimichurri. Mescolate tutti gli ingredienti in una ciotola media fino a ottenere un composto omogeneo. (potete conservarlo in frigorifero in un contenitore ermetico fino a 2 giorni).
Se utilizzate spiedini di legno, lasciateli a bagno in acqua
per almeno 30 minuti, così non si bruceranno in cottura.
In una pirofila bassa, mescolate l'aceto, la salsa di soia e una macinata abbondante di pepe nero. Aggiungete la carne e mescolate affinché si insaporisca
uniformemente.
Coprite e lasciare marinare per 30 minuti. Trascorso il tempo, togliete la carne
dalla marinata, lasciando sgocciolare l'eccesso, poi asciugatela tamponando con carta assorbente.
Servite gli spiedini conditi con il chimichurri.
Con un po' di ritardo pubblico la mia ultima ricetta dal libro Convivir di Rogelio Garcia, che abbiamo sfogliato un paio di settimane fa con Cook_my_Books.
La carne Apache è una preparazione tradizionale a base di
manzo tipica dello stato messicano del Michoacán. Solitamente preparata con
carne macinata magra, è una sorta di incrocio tra una tartare di manzo e un
ceviche. Come nel ceviche, l'acidità del lime "cuoce" la carne cruda.
Più a lungo la carne viene lasciata nella marinata di lime, più
"cotta" risulterà. Sebbene venga spesso servita con tortilla chips, l'autore ha rivisitato la ricetta servendola in cestini di lattuga, con l'aggiunta di patate croccanti. La vinaigrette di tomatillo e acciughe aggiunge
acidità e sapore umami, armonizzando il tutto.
per 4 persone
455 g di carne di filetto o di costata di manzo
2 cespi di lattuga romana
Per la vinaigrette:
1 spicchio d'aglio schiacciato
1 scalogno piccolo, tritato
2 filetti di acciuga sott'olio
1 cucchiaino di capperi tritati
1 peperoncino fresco, tritato
2 tomatillos piccoli, o due pomodori verdi,
sciacquati e tritati grossolanamente
120 ml di olio extravergine d'oliva
1 mazzetto di coriandolo fresco, tritate
grossolanamente
succo di 3 lime
sale
Per le patate:
4 patate da circa 170 g ciascuna (ho usato le rosse)
q.b. olio dei semi di arachide per friggere
sale
Per completare:
2 cucchiai di chicchi di mais
il succo di 2 lime
sale
Mettete la carne in congelatore per circa 20 minuti, questo faciliterà il taglio.
Con un coltello affilato tagliate la carne a cubetti di circa 6 mm e trasferitela in una ciotola, coprite bene con la pellicola e tenete in frigo.
Preparate la vinaigrette. In un piccolo mortaio mettete un cucchiaino raso di sale, aggiungete l'aglio schiacciato e lo scalogno tritato e pestate il tutto fino a formare una pasta.
Aggiungete i capperi, i filetti di acciuga, il peperoncino e continuate a pestare per amalgamare bene tutti gli ingredienti. Ora aggiungete il trito di pomodori verdi (o tomatillo) e continuate a lavorare di pestello fino ad ottenere una salsa densa. A questo punto incorporate l'olio sbattendo in modo da emulsionare per bene, quindi aggiungete il coriandolo e il succo di limone. Se non avete un mortaio, tritate tutto finissimamente a coltello, seguendo l'ordine degli ingredienti come indicato. Assaggiate ed eventualmente regolate di sale.
Ora passate alle patate.
Pelatele, lavatele e asciugateloe e, con la mandolina, affettatele sottilmente nel senso della larghezza. Trasferitele in una ciotola piena d'acqua fredda. Lasciatele in ammollo per una mezz'ora, poi scolatele e stendetele in un unico strato su un canovaccio pulito o su della carta da cucina e lasciatele asciugare per altri 30 minuti.
Quando l'olio è in temperatura, friggete le fette di patate in più riprese, senza riempire troppo la pentola, girandole una volta, per 5 o 6 minuti, fino a quando saranno dorate. Salatele da calde.
Quindi spezzettatele grossolanamente.
Mondate, lavate e asciugate le 8 foglie più belle della lattuga, facendo attenzione a non romperle.
Togliete la carne dal frigorifero, aggiungete la vinaigrette e il succo di lime e mescolate per ricoprire uniformemente la carne. Assaggiate e aggiustate di sale e, se necessario, di altro succo di lime. Meglio farlo pochi minuti prima di servire, in modo che la carne non si cuocia troppo, ma se la preferite più cotta, lasciatela riposare ancora qualche minuto. Incorporate i chicchi di mais al composto.
Guarnite con le patate croccanti e servite subito.
Qui è piaciuta moltissimo, e credo che sarà uno dei piatti dell'estate.
Il libro della settimana Cook_my_Books è Falafel, di Dunja Gulin, una interessante monografia su queste deliziose "polpette".
Immagino che le avrete assaggiate e anche preparate. Questi bocconcini vegetali sono qualcosa di irresistibile. Tradizionali e amati in tutto il Medio Oriente, i falafel si preparano solitamente con legumi secchi e ammollati insieme a spezie come cumino, coriandolo, aglio e prezzemolo, e l'impasto che si ottiene viene modellato in piccoli bocconcini o frittelle appiattite. Poi fritti fino a farli diventare croccanti e dorati.
Serviti con pane arabo o con Pita, accompagnati solitamente da hummus, sono una buona fonte di proteine vegetali e fibre, ideali per le diete vegane e vegetariane.
Ma questo libro contiene tantissime idee diverse, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Io ho optato per questa, molto fresca e gustosa, accompagnata da uno tzatziki un po' rivisitato, che è stato molto apprezzato.
Falafel di zucchine alla greca
560 g di zucchine grattugiate
1 cucchiaino di sale, più altro a piacere
4 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
¼ di cucchiaino di curcuma in polver
¼ di cucchiaino di cumino in polvere
½ cucchiaino di coriandolo in polvere
80 g di farina di ceci
Pepe nero macinato fresco
Olio d'oliva per friggere
Tzatziki:
2 cetrioli (circa 400 g), pelati e grattugiati
500 ml di yogurt greco
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di aceto
2 spicchi d'aglio schiacciati
succo di limone fresco, a piacere
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
1 cucchiaio di erba cipollina fresca tritata
sale
Mettete le zucchine grattugiate in una ciotola, aggiungete 1
cucchiaino abbondante di sale, mescolate bene e lasciate riposare per 10 minuti, poi trasferitele in un colino a maglia fine e lasciatele sgocciolare per una ventina di minut, poi strizzatele fra le mani per eliminare il più possibile il liquido rimasto.
Trasferitele in una ciotola e aggiungete
il prezzemolo, la curcuma, il cumino, il coriandolo, la farina di ceci, il pepe e altro
sale a piacere, quindi mescolate velocemente con una spatola.
Con l'aiuto di un piccolo tagliabiscotti rotondo o di un
cucchiaio dosatore, formate 14-16 polpette di dimensioni uguali e appiattitele
leggermente.
Preparate lo tzatziki.
In una ciotola, mescolate tutti gli altri ingredienti e
aggiungete la polpa dei cetrioli, mescolate nuovamente per amalgamare il tutto. Mettete in frigorifero fino al
momento di servire.
Scaldate una padella antiaderente a fuoco medio, aggiungete
un filo d'olio d'oliva e friggete i falafel per 3-4 minuti per lato, fino a
quando non saranno dorati.
Serviteli con la salsa tzatziki, spicchi di limone, coriandolo e pane pita, o pane arabo o come più vi piace!