Bavarese di Montasio e miele
Il tema di questo mese per L'Italia nel piatto è il miele.
Il prossimo 20 maggio si celebrerà la sesta giornata mondiale delle api, festa istituita dall'ONU per celebrare il fondamentale ruolo svolto dalle api nel mantenimento dell'equilibrio naturale. Queste piccole, infaticabili amiche raccolgono minute stille di nettare che elaborano traducendolo in miele, e per produrne un chilogrammo, percorrono 150 mila chilometri.
In Friuli, dietro casa, nell'orto del vicino che confinava con il nostro, c'erano due o tre alveari di legno.
Io, quando d'agosto ero in vacanza dai nonni, mi perdevo a guardare tutto il loro andirivieni, chi entrava con le zampette piene di polline, e chi usciva per andare a bottinare, e anche le api che si fermavano all'imboccatura dell'alveare continuando a muovere le ali per raffreddare la temperatura interna, fino a consumarle e infine morire.
Vedere il vicino che le ispezionava munito di scafandro e affumicatore era veramente interessate. Mi tenevo un po' distante dalla rete di confine solo per cautela, ma non avevo paura, perchè se si sta fermi le api non ti toccano, ti volano intorno a studiarti e basta. Lui toglieva i telarini e li smielava con una specie di paletta di legno. Il miele colava misto a pezzi di favo nei contenitori e le api non si agitavano mai. Creature meravigliose.
Quindi quale modo migliore di celebrare questa giornata dedicando alle nostre preziose amiche, ricette col miele?
Io ho pensato a un piccolo antipasto, un po' particolare:
Bavarese al Montasio e miele con noci caramellate al miele
per 6 persone
500 ml di panna liquida fresca
100 g di Montasio stagionato, grattugiato
60 g di miele di castagno
10 g di gelatina in fogli
per accompagnare:
1 cucchiaio abbondante di gherigli di noci
50 g di zucchero
50 g di miele di castagno
100 g di acqua.
Mettete a bagno la gelatina per ammorbidirla, grattugiate il formaggio, scaldate la panna.
Tritate le noci e tenetele da parte.
Quando la panna è calda, aggiungete il miele e il formaggio, mescolate su fuoco dolce finchè sono ben dissolti. A questo punto unite anche la gelatina strizzata e continuate a mescolare per farla sciogliere bene.
Bagnate velocemente degli stampini a piacere, scolateli e poi riempiteli con il composto al Montasio e miele, filtrandolo attraverso un colino a maglia fine.
Sigillate bene e mettete in frigorifero fino al momento di servire.
Preparate uno sciroppo con lo zucchero, l'acqua e il miele e lasciate ridurre a fuoco dolce fino a un liquido sciropposo e denso. Aggiungete le noci tritate e mescolate, lasciate intiepidire.
Servite le piccole bavaresi con le noci caramellate al miele.
Ho scelto di usare il miele di castagno, leggermente amarognolo, perché non volevo un risultato dolciastro, ma potete usare il tipo di miele che preferite.
Liguria: pancakes con prescinseua, mirtilli, noci e miele millefiori delle 5 terre
Lombardia: Cupeta della Valtellina https://www.pensieriepasticci.it/2024/05/cupeta-della-valtellina-al-miele-e-noci.html
Trentino-Alto Adige: Mela cruda marinata, formaggio fresco e noci caramellate
Veneto: Pollo Latte e Miele: tecnica padovana di allevamento per valorizzare il pollo ruspante
Emilia-Romagna: Le streghe farcite https://zibaldoneculinario.blogspot.com/2024/05/le-streghe-farcite.html
Toscana. Crema fiorentina al miele di castagno con crumble al polline e ‘favo’ alla pappa reale
Umbria: Arvoltolo al pecorino e miele
Marche: Crescia con mele e miele
Lazio: Crostatine con ricotta, miele e kiwi
Abruzzo: Biscottoni abruzzesi con miele
Molise: Cicerchiata molisana
Campania: Portafoglio di lombata di maiale con asparagi e uova e riduzione al vino Aglianico e miele
Puglia: Insalata di arance, mozzarella, capocollo di Martina con salsa al miele
Basilicata: Biscotti al miele
Sicilia: Spaghetti con il Miele https://www.profumodisicilia.net/2024/05/02/spaghetti-con-il-miele/
Sardegna: Savoiardone di Fonni con mousse alla pardula, miele di Lavanda selvatica, cialdine di Carasau glassate al miele e granella di nocciole https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2024/05/savoiardone-di-fonni-con-mousse-alla.html
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Bavarese ai tre cioccolati
Un vecchio dolce che avevo smesso di fare, ma che riscuote sempre molto successo.
Cremoso e godurioso come tutti i dolci al cucchiaio, i miei preferiti come ormai sanno anche le pietre.
Ieri, domenica e festa della mamma, mi sono decisa a rifarlo per la gioia di mia nipote Alice che adora i dolci al cioccolato. Non è difficile da preparare, solo un po' laborioso perchè, senza abbattitore, i tempi si allungano. Comunque ce l'ho fatta.
Bavarese ai tre cioccolati
Per il fondo di pasta biscotto:
90 g di albumi
30 g di cacao amaro
95 g di zucchero
60 g di tuorli
per la crema inglese:
1/2 l. di latte
90 g di zucchero
200 g di tuorli
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
per la bavarese al cioccolato fondente:
250 ml di panna liquida fresca
125 g di cioccolato fondente tritato
5 g di gelatina in fogli
1 cucchiaio di liquore al cioccolato
per la bavarese al cioccolato al latte:
250 ml di panna liquida fresca
125 g di cioccolato al latte tritato
5 g di gelatina in fogli
1 cucchiaio di liquore al cioccolato
per la bavarese al cioccolato bianco:
250 ml di panna liquida fresca
125 g di cioccolato bianco tritato
5 g di gelatina in fogli
Per prima cosa preparate il biscotto che andrà sul fondo.
Montate gli albumi con lo zucchero a neve ferma, a parte sbattete leggermente i tuorli e aggiungeteli delicatamente alla neve di albumi, mescolando dal basso verso l'alto per non smontare tutto.
Infine il cacao, poco per volta, fatto scendere da un setaccino. Sempre mescolando con pazienza e delicatezza.
Foderate di carta forno una teglia da 30x25, scaldate il forno a 180° versate la crema nella teglia in uno strato uniforme e cuocete per circa 12/13 minuti, dipende dal forno. La pasta biscotto sarà pronta quando è ben gonfia e resistente al tatto. Tenete comunque d'occhio la cottura.
Toglietela dal forno e lasciate raffreddare.
Ora passate alla crema inglese.
Scaldate il latte, nel frattempo sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad averli gonfi e spumosi, versate quindi il latte caldo a filo sul composto e rimettete su fuoco dolce, mescolando e portando la crema a 85°, dovrà velare il cucchiaio. Profumate con l'estratto di vaniglia.
Pesate la crema e dividetela in tre parti uguali trasferendole in tre ciotole diverse.
Preparate lo stampo. Io ho messo il cerchio di una tortiera apribile da 22 cm, direttamente sul piatto di servizio. Foderatelo esternamente di pellicola fino ad arrivare appena sotto alla base, in modo che una volta appoggiato sul piatto aderisca bene e impedisca alla crema di fuoriuscire. Poi rivestite l'interno con dell'acetato abbastanza alto. Io non ne avevo e allora ho imburrato i bordi e messo strisce di carta forno in modo di avere una altezza maggiore dello stampo. Purtroppo usando la carta forno le magagne si vedono, perchè il contorno non è perfettamente liscio, ma non avevo altra scelta.
Scegliete un piatto completamente piano, per evitare che il composto possa fuoriuscire dall'anello, questo premetelo perchè aderisca bene.
Dalla pasta biscotto ricavate un disco da 20 cm. Io l'ho ricavato usando il cerchio di una tortiera apribile, premendo bene sulla pasta.
Posizionate il fondo ottenuto al centro del piatto di servizio preparato.
Partite con la bavarese al cioccolato fondente.
Mettete ad ammollare la gelatina in acqua fredda.
Prendete una dose di crema inglese che sarà ancora calda, altrimenti portatela a 30° e aggiungete il cioccolato fondente tritato, mescolate per farlo sciogliere e unite la gelatina ammollata, avendo cura che si sciolga per bene nel composto.
Lasciate raffreddare mescolando ogni tanto per evitare che indurisca, e unite il liquore al cioccolato. Quando il composto è freddo, unite anche la panna semimontata. Mescolate con pazienza fino a che tutto è perfettamente amalgamato.
Versate la crema ottenuta sopra il fondo di pasta biscotto e mettete in congelatore per 30 minuti a rassodare.
Ovviamente, ogni strato di bavarese va preparato quando quello precedente è ben solidificato.
Una volta rassodato quello al cioccolato fondente, passate a preparare quello al cioccolato a latte. Mettete ad ammollare la gelatina in acqua fredda.
Riportate a 30° la crema inglese, unite il cioccolato al latte tritato e mescolate finchè è completamente sciolto, poi la gelatina avendo cura che si dissolva perfettamente. Lasciate raffreddare mescolando ogni tanto, poi profumate con il liquore. Quando è freddo unite la panna semimontata, mescolate molto bene, al solito. Versate la crema al cioccolato al latte sul primo strato e rimettete in freezer per altri 30 m.
Quando anche la seconda bavarese è solida, preparate quella al cioccolato bianco seguendo la stessa procedura effettuata per le altre due,
Riportate a 30° la crema inglese, unite il cioccolato bianco tritato e la gelatina ammollata poi, una volta freddo, la panna semimontata e versate anche questo composto sopra quello di cioccolato al latte ormai sodo.
Mettete in frigorifero a rassodare, fino al momento di servire.
Io ho preparato tutto il pomeriggio precedente e alla fine il dolce ha avuto un bel po' di ore per riposare, consolidarsi e amalgamare i sapori.
Decorate con quello che vi suggerisce la fantasia. Io ho optato per
dei macarons (comprati) e dei rametti di pasta sigaretta che ho cotto
con uno stampo di silicone apposito.
L'interno:
Buonissima, cremosa e morbida, una vera goduria.
Peccato per quei bordi non perfetti, ma i miei ospiti non si sono formalizzati, hanno badato più alla sostanza che alla forma.
Bavarese di ricciarelli e salsa all'arancia
Voglio ricordare che l'iniziativa si è svolta sotto l'egida del
Calendario del Cibo Italiano grazie alla perfetta organizzazione della CNA Siena, e CNA Siena Food&Tourism che hanno coordinato e sponsorizzato l'evento.
La cronaca vera e propria dei giorni passati a Siena, se non l' avete ancora letta, la trovate in questo post e in questo successivo, mentre questo è il post della ricetta precedente preparata col panpepato.
Oggi invece ci dedichiamo totalmente ai Ricciarelli. Che dire di questo meraviglioso dolcetto? Funziona come con le ciliegie, uno tira l'altro, non riesci a fermarti e senza nemmeno rendertene conto ne hai già fatti fuori una decina...danno dipendenza, e lo dico io che non sono una grande fan dei dolci con le mandorle.
Ricciarelli, dolci universalmente conosciuti che identificano la meravigliosa Siena. Un bocconcino alle mandorle, abbracciato amorosamente dallo zucchero a velo, talmente morbido che si fonde in bocca regalando sapori che restano a lungo.
La pasta di mandorle, in forma di marzapane era molto diffusa in città e conosciuta anche fuori già dal XV secolo. I dolci a base di mandorle erano preziosi e venivano perlopiù riservati ai sontuosi banchetti di chi se li poteva permettere, i signori di quel tempo. Tanto preziosi da essere venduti addirittura nelle botteghe degli speziali insieme alle droghe e alle spezie più ricercate dell'epoca. Insomma, niente di nuovo sotto il sole.
Oggi fortunatamente i Ricciarelli ce li possiamo regalare sia per Natale,come tradizione vuole, che in qualsiasi altro momento dell'anno.
Vederli nascere dalle mani sapienti di Fabio e Giolisca del Forno Ravacciano
Intanto, per fare ottimi ricciarelli, il segreto è far riposare la farina di mandorle affinchè regali i suoi profumi e il suo sapore in modo da dare la texture perfetta all'impasto. Una volta pronta, la si mescola (nella impastatrice) con lo zucchero, gli albumi e la pasta di arancia ricavata tritando finemente la scorza d'arancia candita. Il tutto poi va mescolato a lungo fin quando è ben amalgamato e della consistenza giusta per poter formare i ricciarelli. Fabio lo fa con grande maestria, sul tavolo cosparso di zucchero a velo le sue mani volano. Forma dei cilindretti di circa 4 cm di diametro e ne ricava pezzetti che mette sulle placche foderate di carta forno. Cuociono pochi minuti, ed è bello osservare la rotazione delle placche nel forno e vedere che si gonfiano e coloriscono man mano poi, una volta sfornati, il loro profumo pervade qualsiasi cosa, scatenando la voglia irrefrenabile di addentarne subito uno, ancora così caldo.
Come rendere omaggio a questi dolci così buoni e al posto importante che occupano nella tradizione senese e nella nostra cultura?
Io, che adoro i dolci al cucchiaio, li ho pensati così:
Bavarese di ricciarelli e salsa all'arancia
per 6/8 persone
180 g di ricciarelli
350 g di latte
150 g di panna liquida fresca
100 g di zucchero
5 tuorli di uova grandi
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
8 g di gelatina in fogli
3 cucchiai di Vinsanto
250 ml di panna liquida fresca
per la salsa all'arancia:
200 g di succo d'arancia
200 g di zucchero
la scorza di due arance non trattate
2 cucchiaini di amido di riso
poca acqua
1 cucchiaio di Cointreau o altro liquore all'arancia
per completare:
zeste d'arancia
Preparate la crema inglese. Scaldate il latte e i 150 g di panna insieme, nel frattempo, con le fruste elettriche, sbattete i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare bianchi e spumosi, unite l'essenza di vaniglia e il latte caldo a filo mescolando con una spatola o una frusta. Ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda. Ponete la crema su fuoco dolce e cuocetela sempre mescolando finchè si addensa e vela il cucchiaio. Se avete un termometro, portatela a 82/85° e non oltre questa temperatura, non deve impazzire.
Strizzate la gelatina e unitela alla crema, mescolate per farla sciogliere completamente.
Filtratela attraverso un colino a maglia fine, profumatela con il Vinsanto e, mentre è ancora calda, sbriciolatevi dentro i ricciarelli, tenendone da parte 4 o 5 per lo stampo. Mescolate per amalgamare bene tutto e mettetela a raffreddare mescolando ogni tanto perché non cominci a tirare.
Una volta fredda o quasi, semimontate i 250 ml di panna fresca e incorporateli con pazienza al composto. Abbiate cura che la panna sia completamente amalgamata alla crema.
Foderate con un doppio strato di pellicola uno stampo a piacere, lasciandola debordare un poco e posate in fila sul fondo i ricciarelli tenuti da parte.
Con delicatezza iniziate a versare la crema nello stampo, poca alla volta per non spostare i ricciarelli. Poi sbattete delicatamente lo stampo per eliminare eventuali bolle d'aria, sigillatelo con dell'altra pellicola e mettete in frigorifero a rassodare.
Preparate la salsa all'arancia: con un rigalimoni ricavate delle striscioline di scorza dalle due arance. Un terzo di queste tenetelo da parte.
Spremete le due arance, ma sicuramente ne serviranno altre per arrivare a 200 g di succo.
Filtratelo e trasferitelo in un pentolino, unite lo zucchero, i due terzi delle scorze e scaldatelo a fuoco dolce mescolando.
In una tazza stemperate l'amido di mais con un goccio d'acqua e aggiungetelo al succo che sarà giunto a ebollizione, mescolate velocemente e lasciate addensare il tutto. Dovrete avere una crema densa e vellutata. Profumate la salsa con un cucchiaio di Cointreau o altro liquore all'arancia. Tenete in frigorifero.
Al momento di servire, estraete delicatamente la bavarese dallo stampo aiutandovi con la pellicola debordante, capovolgetela sul piatto di servizio e decoratela qua e là con le scorze tenute da parte.
Servite con la salsa d'arancia.
che dire? A noi è piaciuta moltissimo, con la sua consistenza cremosa e soffice e il sapore delicato dei ricciarelli.
E non finisce mica qui, il flash mob continua...
bavarese di zabaione al moscato e fichi
E siamo arrivati a settembre. Non ne sono contenta, la discesa verso l'inverno è iniziata e questa transizione non è il massimo, come ormai ho detto, ridetto e stradetto, quando arriva questo periodo faccio fatica anche solo a pensare al freddo e al buio che arriveranno. Non sono pronta, non sono mai pronta, non voglio essere pronta. Già le giornate si sono accorciate, alle otto di sera è quasi buio ed è ancora l'ora legale... l'esate sarà anche caldissima, o addirittura bollente come questa, ma la preferirò sempre e comunque. Quest'anno poi, non so se sono io che la vivo in questo modo, ma mi è sembrata molto più corta del solito visto che all'inizio, in queste lande, non ha fatto altro che piovere per oltre un mese, senza contare che quell'unica settimana al mare è passata talmente in fretta che quasi non mi sono nemmeno resa conto di essere in vacanza.
In pratica nessun vero stacco dal lavoro e dagli impegni e l'inverno dietro l'angolo, c'è di che essere quantomeno dell'umore storto. Ma non ci posso fare niente, devo per forza adeguarmi. Posso solo consolarmi con un dolce che inaugura la stagione dei fichi.
Il Calendario del Cibo Italiano dedica la giornata a questo saporito e dolcissimo falso frutto.
Sì, perchè quello che comunemente riteniamo sia il frutto del fico è in realtà una grossa infruttescenza carnosa, a forma di pera, all'interno della quale sono racchiusi i fiori unisessuali, piccolissimi. Lo sapevate?
In ogni caso il mio contributo alla giornata dedicata ai fichi è una semplice e banale bavarese (tanto per cambiare) senza inserti, senza basi, senza nulla di più. Così, spartana e antica ma dolce, morbida e consolatoria.
Bavarese di zabaione al Moscato, fichi e gelée di Moscato
Per chi si è eventualmente salvata la ricetta, prima di mettervi all'opera, leggete la spiega in fondo. Ho cambiato il procedimento!!!!-
3 tuorli
150 ml Moscato d'Asti
12 g gelatina in fogli
300 g fichi
70 g zucchero
250 ml panna liquida fresca
poco succo di limone
per la gelée:
150 ml Moscato d'Asti
2 cucchiai di zucchero di canna chiaro
2 g gelatina in fogli
per completare:
fichi, ribes a piacere
Togliete la pelle ai fichi, (verdi o neri non ha importanza, ma bene che siano dolci) e frullateli a crema insieme a un poco di limone in modo che non si ossidi. Trasferitela in un pentolino, aggiungete metà dello zucchero e cuocetela qualche minuto finchè si addensa leggermente, togliete dal fuoco e fate completamente raffreddare.
Mettete ad ammollare i fogli di gelatina in acqua fredda.
Direttamente in un pentolino, montate i tuorli con lo zucchero, aggiungete il Moscato e mettete su fuoco dolce diretto, continuando a montare lo zabaione con le fruste elettriche finchè sarà gonfio e spumoso, unite i fogli di gelatina ammollata e ben strizzata e fate sciogliere completamente. Inizialmente farà un po' di spuma, è normale dato che il vino è frizzante, ma cuocendo si perderà.
Trasferite lo zabaione in una ciotola, mettetela a bagno in acqua fredda e ghiaccio e continuate a montare con le fruste elettriche fino a quando si è raffreddato e stabilizzato.
Togliete la ciotola dal bagno, unite la composta di fichi tenuta da parte e mescolate bene.
Semimontate la panna e incoporatela al composto di zabaione e fichi mescolando con pazienza dall'alto verso il basso per non smontare la massa.
Dovrete ottenere una crema densa e omogenea.
Versatela nello stampo prescelto, oppure in stampini individuali e mettete in freezer.
Un'ora prima di servire la bavarese, toglietela dal freezer, sformatela su un piatto da portata e lasciatela scongelare in frigorifero. Nel frattempo preparate la gelée di Moscato.
In un pentolino portate a ebollizione il vino insieme allo zucchero e fatelo ridurre della metà, nel frattempo mettete a bagno il foglio di gelatina e quando è ammollato aggiungetelo alla riduzione di Moscato e fatelo sciogliere bene.
Lasciate che si raffreddi completamente, poi trasferitelo in un biberon da pasticceria, e disegnate dei ghirigori sulla bavarese ancora congelata. La differenza di temperatura rassoderà la gelée all'istante.
Completate la decorazione con fichi freschi e ribes, o altro a piacere.
Davvero semplice e di veloce esecuzione e molto, molto buona.
AGGIORNAMENTO:
Vi devo spiegare una cosa.
Dopo la foto per il Calendario, ho rimesso subito la bavarese in freezer pensando di assaggiarla il giorno dopo. Così la mattina, tutta contenta, l'ho spostata in frigorifero a scongelare. Mal me ne incolse. La bavarese non tiene, si trasforma pian piano in una crema da mangiare in coppetta, buona eh? Però va bene che è un dolce al cucchiaio, ma un minimo di forma la deve avere altrimenti è altro.
Panico, che succede? Ho sempre seguito la stessa procedura e non è mai successo niente del genere. Ho ripercorso mentalmente tutte le fasi della preparazione e non capivo l'errore. Alla fine il dubbio mi è venuto sui fichi , vuoi vedere che al pari di ananas e kiwi, non fanno rassodare?
Ed è proprio così e io, torda, lo ignoravo.
Qundi vanno leggermente cotti prima del loro uso, come si fa per ananas e kiwi. Mi spiace essere essere incorsa in un errore come questo perchè da sempre cerco di dare ricette affidabili e sicure, e questo sbaglio mi dispiace parecchio. Spero che chi si è salvato la ricetta torni a leggere e non mi ci mandi....
Tratto da: http://www.alimentipedia.it/fico.html
Copyright © Alimentipedia.it
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Bavarese alle mandorle
Fortunatamente ora posso tirare un respiro di sollievo e mettere tutto alle spalle, anche le mancate vacanze.
Ma poi, se devo dirla tutta, restare a casa mentre la città si svuota ha anche i suoi lati positivi. Mi sono riappropriata del silenzio e della mia città, un posto in cui il movimento è sempre frenetico a tutte le ore del giorno e della notte.
Milano d'agosto l'ho riscoperta con lentezza, senza tutte quelle situazioni da milanese imbruttito, senza code sulla tangenziale, senza corse, senza ansia. E' una gran bella città ora, e offre sempre una grande scelta su cosa fare anche nei mesi in cui tutto rallenta.. musei, sale cinema, locali, parchi e spazi aperti dove ascoltare buona musica, piscine, ristoranti... insomma non ci si annoia di certo, nemmeno in agosto. Da qualche anno non si registra più il proverbiale deserto agostano di antica memoria, negozi e supermercati difficilmente chiudono, per cui nessun problema per la spesa, o per trovare una farmacia aperta. Io ho persino trovato falegnami, fabbri e vetrai che lavorassero poco prima di ferragosto...
e poi, male che vada, ci sono i laghi vicinissimi, con le loro montagne.... qualche giro si riesce sempre a farlo, meteo permettendo..
Ora capitolo chiuso, si riparte, la fine dell'estate segna una specie di nuovo inizio...e io riparto così, con un panetto di pasta di mandorle che mi ha portato mia figlia Chiara, reduce da una vacanza in Sicilia.
Bavarese alle mandorle
per la bavarese:
400 g latte intero
200 g pasta di mandorle in panetto
3 tuorli
50 g zucchero
8 g gelatina in fogli
200 ml panna liquida fresca
per completare il dolce:
1 pesca gialla, o percoca
poco ribes rosso
qualche fiore edule a scelta
Scaldate il latte, grattugiatevi dentro la pasta di mandorle, o fatela a piccoli pezzetti.
Mescolate, a fuoco molto dolce, finché non si é sciolta completamente.
Ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda.
Montate i tuorli con lo zucchero fino a che sono gonfi, chiari e spumosi, aggiungete a filo il latte con le mandorle e rimettete su fuoco dolce, mescolando continuamente fino a che la crema comincerà a ispessirsi e velerà il cucchiaio. Se avete un termometro da cucina, controllate che la temperatura arrivi a 85°.
Unite la gelatina ben strizzata e mescolate bene affinchè si sciolga completamente, togliete dal fuoco e trasferite la crema in una terrina, ponetela a raffreddare in acqua e ghiaccio, sempre mescolando finché é completamente fredda.
Semimontate la panna e aggiungetela alla crema inglese alle mandorle mescolando con pazienza fino a quando si sarà perfettamente amalgamata. Operazione importante questa, perchè se la crema alla fine non sarà omogenea, raffreddando tenderà a dividersi. Quindi nessuna fretta finchè la panna non è perfettamente inglobata nella crema inglese. Essendo semimontata avrete meno difficoltà.
Trasferite nello stampo prescelto, o in stampi individuali e mettete in frigorifero a rassodare. Se optate per uno stampo unico in silicone, mettetelo nel congelatore, quando dovrete sformare non avrete difficoltà.
Io ho usato lo stampo Queen della Pavoni, in silicone.
Questo tipo di stampi li adopero esclusivamente per dolci da congelare. Non li uso per altro.
Basterà togliere lo stampo dal freezer un paio d'ore prima di servirlo, sformare il dolce direttamente sul piatto da portata e lasciare che si scongeli dolcemente in frigorifero. Se avete un abbattitore, usate quello per scongelare velocemente.
Poco prima di servire, decorate il dolce. Lavate la pesca e tagliatela a fette abbastanza sottili, lasciando la buccia. Usate le fette di pesca come decorazione, insieme a fiori eduli e bacche di ribes rosso.
Un consiglio, se non volete congelarla e optate per il normale raffreddamento in frigorifero, aumentate un poco la quantità di gelatina, direi di portarla a 10 grammi, altrimenti, ma dipende dal tipo di stampo usato, non si riuscirà a sformarla, oppure usate le dosi indicate e servitela nel bicchiere decorandola come preferite.
Delicatissima e, per me, quasi consolatoria.
E ora apprestiamoci ad affrontare l'autunno...
Bavarese di melone in crosta di cioccolato
che ci racconterà tutto quello che c'è da sapere sul questo meraviglioso e benefico frutto dalle antiche origini.
Adoro il melone, lo preferisco di gran lunga all'anguria e sulla mia tavola non manca mai, sia in veste salata che dolce, preparato in tantissimi modi.
Ma si sa io sono quella del dolci al cucchiaio e come potevo non contribuire alla Giornata Nazionale del melone con una bavarese?
Bavarese di melone in crosta di cioccolato
per la crosta:
250/280 g wafer al cioccolato fondente
80 g burro
per la bavarese:
300 g polpa di melone
250 g latte
4 tuorli
12 g gelatina in fogli
130 g zucchero
1 cucchiaino essenza di vaniglia
1 cucchiaio abbondante di Porto bianco
300 g panna liquida fresca
per completare il dolce:
mezzo melone
qualche lampone o qualche fragolina di bosco
qualche fogliolina di menta
Foderate il fondo di uno stampo apribile da 24 cm. con della carta forno.
Fondete il burro. Mettete i wafer nel mixer e tritateli grossolanamente aggiungendo il burro fuso.
Versate il composto nello stampo e con il dorso di un cucchiaio spargetelo su tutto il fondo facendolo anche risalire sui bordi, compattate bene il tutto e mettete lo stampo in frigo.
Mentre il biscotto si indurisce, preparate la bavarese.
Frullate benissimo la polpa di melone e tenete da parte.
Scaldate il latte, montate i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare chiari e spumosi, profumate con la vaniglia e aggiungete il latte caldo a filo, mescolando bene il tutto.
Ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda.
Rimettete la crema su fuoco dolce mescolando continuamente e se avete un termometro da cucina, portate tutto a 85°, aggiungete la gelatina ben strizzata, fatela sciogliere completamente sempre mescolando e profumate con il Porto. Se non avete il termometro, la crema inglese sarà pronta quanto velerà il cucchiaio su cui, passandoci un dito, lascerà una traccia ben definita.
Trasferite la crema inglese in una ciotola, aggiungete il frullato di melone e mescolate per amalgamare tutto perfettamente. Fate raffreddare la crema mescolando spesso in modo che non inizi a "tirare".
Quando la crema sarà completamente fredda, semimontate la panna fresca e aggiungetela al composto a base di melone.
Mescolate con pazienza fino a che tutto è diventato perfettamente omogeneo e la panna si sarà amalgamata totalmente.
Prendete dal frigorifero lo stampo e versate la crema dentro la crosta di cioccolato, senza oltrepassare il bordo dei biscotti. Se vi avanza della crema, mettetela in qualche stampino monoporzione, sarà comunque un buon dessert anche senza crosta di cioccolato.
Rimettete lo stampo in frigorifero fino al momento di servire.
Quando è ora di portare in tavola il dolce, sformate il dolce con delicatezza e appoggiatelo sul piatto di servizio poi munitevi di mandolina e affettate finemente il mezzo melone pulito da scorza e semi.
Arrotolate ogni fetta sottile a ricciolo e appoggiatela sulla superficie della bavarese, in modo da riempire tutto
Colorate con dei lamponi (o delle fragoline di bosco) e foglioline di menta qua e là e il dolce è pronto.
La fetta:
bello da vedere, fresco e goloso!
I dolci delle feste
Però vorrei raggruppare tutti i dessert che ho preparato in quei giorni. Giusto per futura memoria.
Pronti?
Per prima cosa ho messo a riposare lo Stollen, che va fatto con parecchio anticipo.
Una ricetta di Marco, un amico che non c'è più, ma che è sempre presente fra noi coquinari e non solo.
Un po' di malinconia ogni volta, ma è un modo di ricordarlo anche facendo le sue ricette.
Stollen di ricotta
E' un dolce che si prepara circa 20 giorni prima di Natale, la ricetta ve la riporto con le sue esatte parole:
500 gr farina
175 gr zucchero
125 gr zucchero vanigliato
250 gr ricotta
1 bustina di lievito
1 fialetta mandorla amara
1 pizzico di sale
5 cucchiai abbondanti di Rhum
1 cucchiaio di cardamomo ridotto in polvere
1 cucchiaio di noce moscata in polvere
1 cucchiaino di cannella
mezzo cucchiaino chiodi di garofano pestati nel mortaio
2 uova grandi
100 gr canditi di cedro a cubetti
zucchero a velo 150 g
Se non trovate l' uva di corinto, pazienza, usate 375 g di uva passa.
Cuocete un' ora a 180 gradi in forno preriscaldato. Sfornate e spennellate bene col burro fuso usandolo tutto, dopodiché spolverate con tutto lo zucchero a velo. Lasciate che si raffreddi, poi avvolgete in carta di alluminio e lasciate riposare al fresco fino a Natale. I tedeschi lo mettono sul davanzale.
La storia dice che Stollen vuol dire galleria. Le mogli dei minatori usavano dare ai loro mariti un pezzo di pane da portare con sè al lavoro. Questo è il pane speciale che preparavano per il giorno di Natale.
Crema al frutto della passione e gelatina di mango
personalissima elaborazione di una ricetta di Michalak
120 gr di zucchero
4 tuorli di uova grandi
8 frutti della passione
300 ml panna liquida fresca
6 gr gelatina in fogli
per la gelatina di mango:
2 manghi maturi ma sodi
3 gr gelatina in fogli
40 gr zucchero a velo
per finire il dolce:
1 frutto della passione
mango a fettine
Pelate i manghi. Frullate la polpa di un frutto e mezzo con lo zucchero a velo e tenete da parte il restante per la decorazione.
Mettete ad ammollare la gelatina. In un pentolino mettete un paio di cucchiai di polpa frullata e scaldatelo su fuoco dolce. quando è caldo, unite la gelatina ammollata e ben strizzata e fatela sciogliere completamente.
Versate il composto dentro il mango frullato rimasto, sbattendo velocemente con la frusta in modo che la gelatina non abbia modo di rassodarsi per la differenza di temperatura dei due composti.
Facendo attenzione a non sporcare troppo i bordi, versate un poco di composto di mango sul fondo dei bicchierini che avrete scelto per servire il dolce e mettete in fresco a rassodare.
Aprite i frutti della passione, svuotateli con un cucchiaio e filtrate il succo dai semi attraverso un colino.
Scaldate la panna fresca. Nel frattempo montate i tuorli con lo zucchero.
Togliete dal fuoco la panna quando inizia a sobbollire e versatela a filo sui tuorli.
Rimettete tutto su fuoco dolce e cuocete la crema finchè velerà il cucchiaio.
Ammollate la gelatina in acqua fredda, e quando è pronta, strizzatela bene e scioglietela nella crema calda.
Togliete dal fuoco e lasciate intiepidire, quindi aggiungete il succo filtrato dei frutti della passione e lasciate raffreddare completamente.
Riprendete i bicchierini dove la gelatina si sarà rassodata e riempiteli fin poco sotto il bordo con la crema al frutto della passione.
Rimettete in frigo fino al momento di portarli in tavola. Io ho fatto tutto la sera prima.
Al momento di servire, aprite l'altro frutto della passione, con l'aiuto di un cucchiaino ripartite il succo nei bicchieri, lasciando i semi.
Decorate con una fettina di mango e servite.
Poi è stata la volta di questa bavarese, che ho preparato per il giorno di S. Stefano
Una ricetta che ho trovato girovagando per blogs e che mi ha catturato subito. L'ho trovata perfetta per le feste di Natale.
Ne ho fatte due versioni, negli stampini e nel bicchiere. Saranno anche passati di moda ma a me piacciono sempre molto i dolci presentati così:
Bavarese al Sauternes, caramello morbido al Sauternes
3 tuorli di uova grandi
3 dl latte intero
120 gr zucchero
1 cucchiaino di estratto di vaniglia Bourbon
100 gr vino Sauternes
2,5 dl panna liquida fresca
9 gr gelatina in fogli
per il caramello:
200 gr zucchero
1 cucchiaio di glucosio
50 gr acqua
75 gr vino Sauternes
per decorare:
ribes rosso, oppure melograno o
altro a piacere
Montate i tuorli con lo zucchero, scaldate il latte con l'essenza di vaniglia e ammollate la gelatina in acqua fredda.
Una volta caldo il latte versatelo a filo sulle uova, mescolate e rimettete su fuoco dolce e cuocete la crema finchè si ispessirà e velerà il cucchiaio, se avete un termometro portatela a 85° dopodichè aggiungete la gelatina ben strizzata e fatela sciogliere completamente, aggiungete anche ul Sauternes e fate raffreddare completamente mescolando ogni tanto perchè non inizi a tirare.
Quando il tutto è perfettamente freddo, semimontate la panna e aggiungetela al composto, mescolando delicatamente e lungamente in modo che tutto sia perfettamente amalgamato e omogeneo, altrimenti si corre il rischio che il composto, solidificandosi, si divida.
Prendete gli stampi o i bicchierini e riempiteli. Mettete in frigo a rassodare.
Preparate il caramello.
In un pentolino mettete lo zucchero, il glucosio, e i 50 gr d'acqua e lasciate sul fuoco dolce.
Di pari passo mettete a scaldare il vino Sauternes, in un altro pentolino.
Quando il caramello avrà raggiunto il suo bel colore ambrato, toglietelo dal fuoco, aspettate un paio di minuti poi, facendo molta attenzione, incorporate un poco per volta il vino Sauternes caldo.
Lasciate raffreddare completamente. Riprendete i bicchieri quando la bavarese sarà perfettamente rassodata e con un cucchiaio versate un poco del caramello sulla superficie, senza arrrivare all'orlo naturalmente.
Se avrete optato per gli stampini, versate il caramello sul dolce dopo che lo avete sformato, direttamente nel piattino di servizio.
Decorate con del ribes rosso o altro a piacere.
Sformato di panettone e crema inglese all'arancia
vi metto la ricetta originale e fra parentesi le mie modifiche
Per uno stampo da plumcake da 1,5 l.
500 gr panettone (io 700 gr pesato senza crosta)
150gr zucchero
4 uova
4 dl latte (io 2 dl dato che uso il parzialmente scremato)
1 dl panna (io 3 dl.)
1 dl di Marsala secco (non ne avevo a sufficienza, ho messo il Cointreau)
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
70 gr mandorle tostate
70 gr cioccolato fondente tagliato in scaglie
burro per lo stampo
un pizzico di sale.
per la crema inglese all'arancia:
6 tuorli
300 gr latte
200 gr panna liquida fresca
130 gr zucchero
1 cucchiaino essenza di vaniglia
la scorza grattugiata di una arancia
il succo di mezza aranci
per guarnire:
poco zucchero a velo
frutta fresca di stagione
Imburrate generosamente uno stampo da plumcake.. Tostate leggermente le mandorle in un padellino, lasciatele raffreddare poi tritatele grossolanamente, Tagliate a scaglie anche il cioccolato fondente.
In una ciotola mescolate le uova intere con lo zuccherio, il pizzico di sale, la vaniglia, la panna, il latte, mescolate tutto molto bene poi filtrate atttraverso un colino. Fate le fette di panettone in modo da foderare per bene tutto il fondo. Cospargete con un po' di mandorle e con un po' di cioccolato. Poi con un mestolo versate parte del liquido a base di uova e latte. Ripetete tutte le fasi e finite con il panettone. Mettete tutto il liquido. Premete leggermente in modo che si bagni tutto per bene. Non preoccupatevi se vi sembra che sia tanto, e che il panettone galleggi,. E' giusto.
Lui dice di non riempire del tutto, io sono arrivata poco sotto il bordo, perchè tre strati mi sembravano un po' poco.. Si gonfia molto, infatti è salito leggermente oltre lo stampo, ma non è successo nulla, era abbastanza solido.
Cuocete a forno statico a 170° per 50/60 minuti. Lasciatelo raffreddare e poi capovolgetelo in un piatto e spolveratelo di zucchero a velo.
La crema inglese all'arancia è una mia idea, siccome avevo usato il Cointreau, ho preferito profumarla così, altrimenti se usate il Marsala, lasciatela semplice.
scaldate leggermente il mix di latte e panna con la scorza grattugiata della arancia. Lasciate riposare un'ora, poi rimettete sul fuoco e aggiungete il succo filtrato della mezza arancia.. Montate i tuorli con lo zucchero e poi versate a filo il latte/panna e rimettete sul fuoco. Cuocete sempre mescolando fino a che la salsa si addensa. Filtrate dalle scorze e coprite a contatto. Tenete in fresco fino al momento di servire.
d'estate, i compleanni
Domenica scorsa abbiamo festeggiato il compleanno di mia madre, e quello di mia figlia Serena, compiono gli anni ad un giorno di distanza, e stavolta cadevano di sabato quello di mia madre e giusto domenica quello di Serena.
Per cui, festa grande. Una festa calda, talmente calda che la panna della torta mi si scioglieva mentre la strizzavo dalla sac à poche...ma andiamo con ordine.
Gran caldo, quindi un menù freddo. Parecchio variato, per accontentare i gusti di tutti...per cui non storcete il naso se ho mischiato carne e pesce....ho fatto una specie di minibuffet con diverse cose...
partiamo da quelli che possono essere antipasti:
Guacamole all'aneto, salmone affunicato e gelatina di pompelmo rosa
per 10 bicchierini
3 avocado, ben maturi
2 pompelmi rosa
1 lime
1 spicchietto d'aglio
1 ciuffo abbondante di aneto fresco
un pizzico di pepe bianco
4 gr di gelatina in fogli
sale, pepe
250/300 gr salmone affumicato a fette
pelate a vivo un pompelmo, ricavate spicchietti di polpa e raccogliete anche il succo.
Spremete l'altro pompelmo.
Pelate gli avocado, schiacchiateli con la forchetta.
Tritate finemente lo spicchietto d'aglio, tritate anche l'aneto, conservandone qualche rametto per la decorazione. Mescolate bene la purea di avocado con l'aglio, il succo del lime, il pepe macinato al momento, il sale.
Ammollate la gelatina in acqua fredda.
Prelevate un paio di cucchiai del succo di pompelmo e scaldatelo a fuoco dolce, aggiungete la gelatina e fatela sciogliere completamente, quindi versate il tutto, mescolando energicamente, al resto del succo.
Preparate i bicchierini. Sul fondo mettete un poco di guacamole, aggiungete una mezza fetta di salmone, uno spicchio di pompelmo e terminate con un paio di cucchiai del succo di pompelmo a cui avete aggiunto la gelatina. Mettete in frigorifero fino al momento di servire.
Riso nero e curry di verdure
300 gr risoVenere
mezzo peperone giallo
mezzo peperone rosso
200 gr fagiolini
3 coste di sedano
3 carote non troppo grosse
2 scalogni
sale, pepe
olio e.v., curry q.b.
Mondate e pulite tutte le verdure, riducetele a pezzetti.
In una larga padella scaldate un goccio d'olio, aggiungete lo scalogno tritato, le carote e il sedano, lasciate cuocere qualche minuto, poi aggiungete i fagiolini, continuate a cuocere a fuoco basso per altri 5 minuti, mescolando, infine aggiungete anche i peperoni. Regolate di sale e aggiungete un goccio d'acqua calda. Lasciate cuocere finchè le verdure sono morbide ma ancora croccanti. A fine cottura aggiungete il curry, in quantità a piacere, secondo il vostro gusto.
Cuocete il riso in abbondante acqua salata, quindi scolatelo e conditelo con le verdure al curry. Tenete in frigo ma preparate i bicchieri almeno una mezz'ora prima.
Rotolini di tonno affumicato, crema bianca, sesamo e pistacchio
250/300 gr tonno affumicato
150 gr Philadelphia o altro formaggio spalmabile
150 gr crème fraiche
1 arancia non trattata
1 pezzetto di zenzero
sale, pepe bianco
sesamo
granella di pistacchio
tostate un paio di cucchiai di sesamo in un padellino rovente, basteranno un paio di minuti, mescolando continuamente, quindi toglietelo dal padellino e allargatelo su un foglio di carta forno finchè non si raffredda. Tenete da parte.
In una ciotola mescolate il formaggio insieme alla crème fraiche, aggiungete la scorza grattugiata dell'arancia e due o tre cucchiai di succo, non troppo perchè la crema deve essere sostenuta. Date una generosa grattugiata di zenzero fresco, regolate di sale e di pepe e mescolate bene.
Pareggiate le fette di tonno affumicato, spalmatele con la crema bianca e arrotolate. Disponete i rotolini in piedi su un piatto, cospargeteli con una pioggia di sesamo e di granella di pistacchio.
queste hanno fatto la felicità di mio genero, e anche la mia devo dire, sono ottime, andrebbero gustate insieme a delle patate lesse, ma non mi è sembrato il caso....la ricetta è sul blog di Isolina
ma ve la trascrivo, è talmente veloce...
Aringhe marinate alla moda francese
4 aringhe affumicate oppure 8 filetti
2 o 3 limoni
1 grossa cipolla
2 carote
bacche di pepe nero
alloro e timo
latte
pulite le aringhe, diliscatele e riducetele a grossi pezzi.
Mettetele a bagno nel latte per un paio di giorni, cambiando il latte una volta.
Dopodichè, toglietele dal latte, asciugatele molto bene tamponandole con della carta da cucina.
In un largo contenitore, di vetro, di ceramica, come volete, fate uno strato di aringhe, cospargetele con le carote ben pulite e affettate sottilmente con la mandolina, fettine di cipolla affettata anch'essa sottilmente, qualche bacca di pepe qua e là, rondelle di limone, timo e alloro. Continuate a strati fino a terminare col limone. Coprite bene il tutto con dell'ottimo olio d'oliva e conservate in frigorifero, saranno perfette dopo un paio di giorni. Toglietele dal frigo almeno un'ora prima di servirle.
Mousse di tonno
è la mia solita ricetta, la trovate QUI
Cous cous tonno e verdure
1 scatola di cous cous precotto
mezzo peperone rosso
mezzo peperone giallo
2 cetrioli
500 gr pomodorini Piccadilly
1 scatoletta di tonno grande
2 coste di sedano (il cuore)
un mazzetto di basilico
qualche rametto di menta
1 cipolla rossa Tropea
sale, pepe, olio e.v.
poco burro per il cous cous
il succo di un grosso limone
con la mandolina spellate le falde dei peperoni, riduceteli a pezzetti.
Preparate anche i cetrioli, pelateli, eliminate un pezzetto del capo e del fondo, tagliateli a metà ed eliminate i semi interni, riduceteli a bastoncini e poi a pezzettini.
Tagliate a pezzetti anche il sedano. Tagliate a metà i pomodorini, eliminate i semi e tagliate anch'essi a pezzetti.
Sgocciolate il tonno dall'olio. Tritate la cipolla.
Tritate finemente anche il basilico insieme con la menta, precedentemente lavati e passati in un canovaccio per asciugarli.
In una larga padella antiaderente, tostate il cous cous finchè comincia a dorarsi e a profumare di pane...
aggiungete l'acqua prevista dalle istruzioni, e una noce di burro, coprite e lasciate gonfiare. Dopodichè, aiutandovi prima con una forchetta, iniziate a sgranarlo bene. Quando si è un po' intiepidito, sfregatelo con le mani.
Quando si sarà completamente raffreddato, mescolatelo con tutte le verdure tagliate, il tonno sbriciolato, aggiungete anche il trito aromatico, il succo del limone, sale e pepe, e olio. Mescolate bene e lasciate riposare almeno una notte.
Terrina di pollo e verdure
500 gr petto di pollo
200 gr prosciutto cotto
5 uova
2 o 3 cucchiai abbondanti di parmigiano
1 pizzico di noce moscata
1 peperone rosso
1 peperone giallo
250 gr fagiolini
2 carote
2 grossi scalogni
basilico
250ml panna liquida fresca
sale, pepe
poco burro e poco pangrattato
Nel bicchiere del frullatore mettete il petto di pollo tagliato a pezzetti, il prosciutto cotto, le uova e la panna, frullate tutto fino ad avere una specie di crema. Io ho usato il Bimby.
Pulite e lavate le verdure, riducetele a pezzetti.
In una larga padella scaldate un goccio d'olio, aggiungete gli scalogni tritati, lasciate insaporire senza farli scurire, poi unite anche le verdure tutte insieme, lasciate cuocere qualche minuto in modo che appassiscano leggermente. Profumate con un poco di basilico, salate e pepate.
Trasferite la purea di pollo in una ciotola, unite le verdure ormai fredde, eliminando il basilico, e mescolate bene, aggiungete il parmigiano, mescolate nuovamente.
Non vi spaventate se la panna sembra tanta e rende tutto molto molto morbido, è giusto così.
Cuocendo, il pollo resterà morbidissimo.
Imburrate generosamente uno stampo da plumcake e cospargetelo di pane grattugiato.
Versatevi il composto di pollo e verdure e cuocetelo a bagnomaria in forno a 180° per oltre un'ora.
Oppure fimchè al tatto la terrina sarà perfettamente solida.
Servitela sia calda che fredda.
Terrina di stinco al Moscato
1 stinco di vitello compreso di ginocchietto
3 carote
2 gambi di sedano
3 scalogni
1 mazzetto aromatico:
- prezzemolo
- basilico
- rosmarino
- timo
- salvia
- alloro
- origano fresco
1 porro
200 cc di Moscato
sale, pep
fatevi tagliare lo stinco in tre o quattro grossi pezzi.
Fatevi tagliare anche le ossa del ginocchio.
Sbollentate le ossa in una pentola di acqua bollente,per circa 10 minuti.
In una capace pentola mettete a bollire la carne insieme al mazzetto aromatico e le ossa del ginocchio sbollentate. Quando alza il bollore, abbassate il fuoco e coprite la pentola. Calcolate all'incirca tre ore di cottura, o almeno finchè la carne si stacca dall'osso. Lasciate raffreddare nel suo liquido.
Mondate le verdure, tagliatele tutte a dadini, quando è fredda spolpate la carne dalle ossa, disossate anche le ossa del ginocchio.
Tagliate tutto a grossi pezzi irregolari, compresi i nervetti del ginoccho, mescolateli alle verdure, regolate di sale e di pepe nero e tenete da parte.
Filtrate il brodo di cottura, tenetene circa mezzo litro, rimettetelo sul fuoco e fatelo ridurre della metà, poi unite il Moscato.
In una terrina mettete la carne ricavata mescolata alle verdure, premete ma senza compattare, versatevi il brodo profumato al Moscato, finchè ne prende. Mettete il coperchio alla terrina e cuocete a bagnomaria
a180° per circa mezzora.
Quando la toglierete dal forno la carne sarà ricoperta di liquido, ma una volta in frigo, si rassoderà perfettamente.
Servitela a fette accompagnata da insalatina verde.
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io ho accompagnato con un battuto di pomodoro, questo:
Salsa di pomodoro crudo alle erbe
3 o 4 pomodori ramati
un mazzetto di basilico
2 spicchi d'aglio
scorza grattugiata di mezzo limone
sale, pepe, olio
scottate i pomodori in acqua bollente, spellateli, eliminate i semi e tritateli grossolanamente a coltello.
Tritate il basilico con l'aglio, aggiungetelo ai pomodori, grattugiate la scorza di mezzo limone direttamente sui pomodori, regolate di sale e di pepe, condite con olio e.v. d'oliva di buona qualità.
Ottima su carni e su pesci alla griglia.
Carré d'agnello al forno in manto di pancetta
un piccolo carré d'agnello
150 gr pancetta tesa
rosmarino, timo
2 spicchietti d'aglio
olio, sale, pepe
poco vino bianco
parate bene un piccolo carré d'agnello, con un coltello affilato, staccate un poco longitudinalmente la carne dalle ossa, senza però arrivare in fondo. Nel taglio inserite un rametto di rosmarino, un paio di rametti di timo, poco aglio a fettine sottili, sale e pepe. Ricompattate la carne e avvolgete tutto con abbondante pancetta tesa. Con la stagnola avvolgete le ossa sporgenti, una per una, in modo che cuocendo in forno non si scuriscano e brucino.
Avvolgete il tutto nella carta forno, in questo modo:
e mettete in forno a 180° per circa 15/20 minuti. La carne deve essere rosata alla fine.
A metà cottura, sfumate con un goccio di vino bianco. Togliete dal forno, eliminate la stagnola e servite a fette.
La foto del piatto finito, a fette, non ce l'ho, non ho fatto in tempo a farla.
Filetto ai 5 pepi
questa ricetta è un classico della mia amica Bruna, la potete trovare sul suo blog Tentazioni di gusto
ve la riporto pari pari come l'ha scritta lei sul blog
"1 bel pezzo di filetto, parte centrale, sui 1,200 kg
1 cucchiaio di sale grosso
2 cucchiaio di pepe nero
2 cucchiaio di pepe bianco
2 cucchiaio di pepe verde
2 cucchiaio di pepe rosa
1 cucchiaio di coriandolo
olio extravergine di oliva Costa dei Trabocchi
qualche rametto di timo
Private il filetto dalle parti grasse, lavatelo e asciugatelo con la carta assorbente.
Riunite tutti i tipi di pepe nel mortaio tenendone da parte un cucchiaio, mescolateli con il sale e pestateli, fino ad ottenere un trito grossolano (se non avete il mortaio va bene anche il frullatore); strofinatevi la carne da ogni lato ,pressando bene in modo da farlo aderire e lasciate riposare per 30 minuti, se tutta una notte è anche meglio.
Accendete il forno a 220°. Scaldate 3 cucchiai di olio in una larga pentola dal fondo spesso e fatevi rosolare la carne, avvolta in fogli di carta forno, a fuoco vivo per 6-7 minuti, finché sarà ben dorata da tutti i lati. Così rosola bene senza grassi aggiunti.
Trasferite il filetto su una griglia unta d’olio disposta su una teglia e cuocetelo in forno per 10 minuti se vi piace la cottura molto al sangue. Qui ho infilato la sonda al cuore puntata su 53°, la prossima volta la punto a 47° perché a noi piace più al sangue di come è venuto.
Trasferite la carne su un tagliere, copritela con un foglio di alluminio e lasciatela riposare per 10-15 minuti affinché si assestino i succhi.
Tagliate il filetto a fette spesse, decoratelo con il pepe tenuto da parte e con qualche fogliolina di timo e servitelo con salsa al rafano, con purè di spinaci, patate al forno, peperonata o con la verdura che preferite"
Io ho accompagnato sempre con quella salsa di pomodori a crudo e con una terrina di verdure estive:
Terrina di verdure estive
1 melanzana viola
4 grosse zucchine
2 pomodori ramati
basilico e aglio
olio
tagliate a fette spesse le melanzane dopo averle lavate e asciugate, fate lo stesso coi pomodori, lavati e asciugati. Tagliate a rondelle spesse anche le zucchine.
Tritate l'aglio.
Sul fondo della terrina fate uno strato di rondelledi zucchine a ricoprire il fondo, aggiungete l'aglio tritato e il basilico, poi mettete le verdure in verticale, alternando le fette di melanzana, di zucchina e di pomodoro.
Salate e pepate, irrorate di olio buono e aggiungete ancora delle foglie di basilico qua e la.
Mettete il coperchio alla terrina e cuocete una mezz'ora in forno a 200°. Ottima sia calda che fredda.
L'unica foto che ho dell'insieme ma non comprende le carni:
a destra della foto ci sono anche dei piccoli grissini di sfoglia e sesamo nero. Niente di particolare, sfoglia compra, tagliata e arrotolata, disposta in teglia, spennellata di latte e cosparsa di sesamo nero. Cotta in forno per circa 10/12 minuti, il tempo che si gonfi e si dori.
e per finire i dolci.
La torta "tortosa" mi è stata chiesta espressamente da mia figlia, mentre per mia madre, che adora i dolci al caffè, ho fatto una bavarese al caffè nel bicchiere.
Coprire la torta con la panna è stata una vera impresa.
Faceva talmente caldo che la panna si liquefaceva dentro la sac à poche, alla fine ho rinunciato a rivestire i bordi, non tenevano. Ho solo spalmato la panna e fatto delle strisce sulla superficie alternandole con la crema pasticcera. Stortignaccole anziché no, ma è arcinoto che io e la sac à poche non ci prendiamo per niente...
Buona era buona, peccato per la decorazione. Ma mia figlia è stata molto contenta lo stesso, era la torta farcita che voleva.
per la torta, ho usato la ricetta della ciambella alla panna, la preferisco al solito pandispagna, rimane più morbida e meno asciutta.
Ho rapportato le dosi a una teglia da 28 cm. ed è venuta bella alta, perfetta anche sulla superficie, bella dritta, non avrei nemmeno dovuto capovolgerla per decorarla. Ero proprio contenta di come era uscita dal forno. Dopo, al momento di decorarla, molto meno, anzi direi che ero proprio contrariata...ma si sa, i figli sono piezz'e core, e allora si fa anche il macello con la panna per farli contenti..
Torta alla panna e lamponi
per una teglia apribile da 28 cm.
per la torta:
490 gr farina
490 gr zucchero
490 gr panna liquida fresca
6 uova
2 bustine di lievito
1 cucchiaio di rhum, o altro a piacere
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
per la crema chantilly:
6 tuorli
50 gr farina
150 gr zucchero
1/2 l. latte
poca scorza di limone
300 gr panna liquida fresca
per la bagna:
200 gr acqua
100 gr zucchero
1 bicchierino abbondante di Kirsch
per finire:
2 o 3 cestini di lamponi
1 l. panna
Montate molto bene le uova con lo zucchero, aggiungete la panna , la vaniglia e, poco alla volta, mescolando delicatamente, la farina setacciata con il lievito.
Imburrate e infarinate uno stampo apribile da 28 cm e versarvi l'impasto. Cuocete in forno a 180° finchè facendo la prova stecchino, questo esce asciutto.
Più o meno un'ora, forse qualcosa di più.
Lasciate raffreddare completamente la torta, quindi tagliatela in tre strati, possibilmente uguali.
Preparate la crema pasticcera al solito modo, quando è pronta, eliminate la scorza e copritela a contatto con della pellicola in modo che non faccia la pellicina in superficie. Fatela completamente raffreddare.
Preparate anche lo sciroppo mettendo a bollire l'acqua con lo zucchero, lasciando ridurre un poco. Quando è intiepidito profumate con il liquore. Magari assaggiate, se pensate che sia poco profumata, aggiungetene altro, sempre assaggiando finchè vi sembra che vada bene per il vostro gusto.
Quando la crema pasticcera è fredda, montate la panna a neve ferma e unitela alla crema, mescolando con pazienza finchè tutto è perfettamente amalgamato.
Ora prendete il primo strato di torta, quello che sarà il fondo, scavate molto leggermente l'interno in modo che poi la crema non strabordi, con un pennello bagnatelo abbondantemente con lo sciroppo, spalmateci un buono strato di crema e affondateci un po' di lamponi. Passate al secondo strato, sempre col pennello bagnate di sciroppo la parte che andrà a coprire la crema e i lamponi e capovolgetela sul primo strato farcito. Ripennellata ancora di bagna e spalmate con la crema rimasta, affondateci dentro i lamponi.
Bagnate anche l'ultimo strato di torta, sempre dal lato che coprirà la crema.
Premete leggermente per assestare tutto, eliminate eventuali fuoriscite di crema e sigillate tutto molto bene con la pellicola. Tenete in frigorifero. Io ho preparato tutto il giorno prima, così la torta ha avuto modo di assestarsi bene e di amalgamare i sapori.
Al momento di portare in tavola, montate a neve ferma la panna, magari zuccheratela con un cucchiaio di zucchero a velo.
Togliete la pellicola alla torta, appoggiatela su un piatto di servizio e decoratela con la panna e i lamponi rimasti. Io avevo tenuto da parte, in frigorifero, anche un po' di crema pasticcera, prima di mescolarla alla panna montata, per la decorazione, e ho alternato strisce di panna e strisce di pasticcera. Ma fate come vi suggerisce la fantasia.
L'interno della torta:
e per finire, la bavarese al caffè
anche questa è una mia vecchia ricetta, già messa più volte nel blog, la potete trovare QUI
E' stata una bella giornata, la stanchezza è stata tanta, ma è stata ampiamente ripagata nel vedere la gioia di mia figlia e mia madre mangiare con appetito.
Bene, anche questi compleanni sono archiviati. Ora, fra non molto, tocca ad Alice...








































