Sardelle all'agro per l'Italia nel piatto
Sapori d'acqua è il tema di questo mese de l'Italia nel Piatto. Per la mia regione, il Friuli Venezia Giulia, ho scelto una ricetta molto semplice con le sardine. Quella che mia nonna preparava in alternativa alle solite sarde ripiene e fritte di cui ho già parlato.
Nei paesi dell'entroterra friulano non era come adesso che il pesce, più o meno, lo trovi abbastanza facilmente, soprattutto nella grande distribuzione. Un tempo arrivava sulle due ruote, direttamente da Marano Lagunare. Ricordo il grido che il venerdì annunciava l'arrivo dell'omino con la sua bicicletta, dove, legata dietro il sellino, c'era una grande cassetta di legno colma di ghiaccio e di poco pesce, perlopiù azzurro, e qualche anguilla. "donne vegnè quaaaa, sardeleeee, sgombriiii, bisatiii"
Allora mia nonna mollava qualunque cosa stesse facendo in quel momento e si precipitava fuori, in strada, per andare incontro a quell'uomo in bicicletta e riuscire a comprare qualche sardina prima che andassero esaurite.
Questa è la ricetta di mia nonna e io la seguo pedissequamente da quando mi sono sposata, ormai 56 anni fa.
Sardelle all'agro
per 2 persone
500 g di sardine fresche
2 limoni, il succo
40 g di capperini sotto sale, dissalati
olio e.v. d'oliva abbondante
sale, pepe
un ciuffo di prezzemolo
1 spicchio d'aglio pelato
Pulite le sardine, eliminate la testa ed apritele a libro, eliminate le interiora, la coda e la spina centrale, sciacquatele molto bene sotto l'acqua corrente..
Man mano mettetele in una ciotola con acqua molto fredda. Una volta terminate, lasciatele a bagno nell'acqua freddissima per un quarto d'ora circa, poi scolatele e tamponatele bene per asciugarle.
Scaldate il forno a 180° statico.
Nel frattempo spremete i limoni e filtrate il succo.
Tritate il prezzemolo e dissalate i capperini.
In una ciotola mescolate il succo dei limoni con abbondante olio e.v. d'oliva, il prezzemolo tritato e i capperini ben scolati e strizzati leggermente
Prendete una pirofila da forno, strofinate abbondantemente l'interno con lo spicchio d'aglio e ungetela con un filo d'olio.
Disponete i filetti di sardine con l'interno rivolto verso l'alto.
Cospargete tutto con il condimento preparato in precedenza e mettete in forno per 12-15 minuti circa.
Servite ben caldo.
Liguria: orata al forno con erbe aromatiche e limone
Trentino-Alto Adige Insalata di trota affumicata
Veneto: Pesce incovercià
Emilia-Romagna Risotto con le poveracce https://zibaldoneculinario.blogspot.com/2026/07/risotto-con-le-poveracce-vongole.html
Toscana. Zuppa di pescatrice
Marche https://www.forchettaepennello.com/2026/07/mazzancolle-in-padella-con-verdure.html
Umbria Lumachine alla schegginese - pasta umbra con trota e tartufo
Lazio Votapiatto di calamarelle
Abruzzo Spaghetti alla Trappitara
Molise Taccozze con cicale e ricotta
Campania Gamberoni alla Cilentana
Puglia Triglie al limone
Basilicata Insalata di baccalà con peperoni cruschi e lampascioni
Calabria https://dolcementeinventando.com/panino-col-pesce-spada-di-scilla/
Sicilia Totani Abbuttunati alla Griglia
Sardegna https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2026/07/insalata-di-spigola-golosa.html
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carpaccio di trota e frutta con vinaigrette al Martini dry
E allora cerco di mettere in tavola qualcosa che possa invogliare a prendere la forchetta e assaggiare.
2 o 3 pmodorini Piccadilly o pizzutelli
qualche foglia di basilico
il succo e la scorza di 1 lime
q.b. di olio e.v.d'oliva di buona qualità
2 cucchiai di Martini dry
Con un coltello da sfiletto, ben affilato, ricavate delle fettine sottili sottili dalla polpa del pesce.
Fatelo quando è ancora leggermente congelato, sarà meno complicato.
Disponetele su un bel piatto di servizio. Ho scelto il mio prezioso Royal Albert, che adoro.
Lavate le ciliegie, denocciolatele e dividetele a metà.
Lavate e asciugate la nettarina, che dovrà essere ancora croccante, tagliatela a fette e poi a pezzetti, lasciando la buccia.
Lavate e asciugate i pomodorini, tagliateli a metà, svuotateli dei semi e tagliateli in coriandoli.
Distribuite la frutta e il pomodoro sul pesce in modo omogeneo, completate con un tocco di verde, qualche fogliolina di basilico o prezzemolo.
Versate la vinaigrette sul carpaccio con la frutta in modo che ne venga poi ben ricoperto. Coprite con una pellicola e lasciatelo riposare in frigo per circa un quarto d'ora, poi servitelo.
Zuppa di pesce alla provenzale
La settimana Cook_my_Books che si è chiusa era dedicata al libro Modern Bistro, di America's Test Kitchen, che è stato una vera, piacevole, sorpresa. Ricette della tradizione francese, piatti semplici e gustosi, come devono essere quelli che trovi nei bistro di quartiere, quelli che a leggerli sul menù ti fanno venire voglia di provarli tutti. Insomma, piatti che spaziano dai grandi classici francesi alle reintrepretazioni più attuali.
Come la ricetta che propongo oggi.
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(Provençal fish soup)
170 g di pancetta, tritata finemente
1 piccolo finocchio, tagliato a metà e privato del torsolo
1 cipolla tritata
2 coste di sedano
4 spicchi d'aglio
un bicchiere di Vermut secco, o vino bianco
1 cucchiaino di paprika dolce
1 bustina di zafferano
2 foglie di alloro
2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
240 ml di fumetto di pesce, meglio se di vongole
q. b. di acqua
q.b. di olio e.v.
un pizzico di peperoncino secco
sale, pepe
Mondate e lavate il finocchio, eliminate la parte dura del torsolo, tagliatelo a pezzi piccoli ma conservate le barbe.
Lavate i pezzi di filetto di nasello e tagliateli in sei pezzi abbastanza grandi.
Lavate il sedano, sfibratelo e tagliatelo a metà per il lungo, poi ogni metà in pezzi di circa un centimetro e mezzo.
Scaldate un goccio d'olio in una casseruola, aggiungete la pancetta e lasciatela dorare per due o tre minuti. Unite i pezzi di finocchio, la cipolla tritata, il sedano. Salate e cuocete fin quando le verdure si saranno ammorbidite. Unite l'aglio, la paprika, il peperoncino e lo zafferano. Lasciate soffriggere un istante, poi sfumate con il vermut per deglassare il fondo.
Versate il fumetto, già caldo, e le foglie di alloro. Riportate a ebollizione e lasciate sobbollire per circa 10/15 minuti per amalgamare i sapori.
Spostate la casseruola dal fuoco, eliminate le foglie di alloro, adagiate i pezzi di pesce nel liquido, coprite, rimettete su fuoco dolce e fate ripartire l'ebollizione, poi spegnete il fuoco, coprite la casseruola e lasciate riposare il tutto fin quando, punzecchiando il pesce con un coltello, si sfalda leggeremente.
A questo punto, aggiungete il prezzemolo tritato finemente, la scorza d'arancia ricavata con un rigalimoni, le barbe di finocchio tenute da parte.
Sminuzzate grossolanamente il pesce, regolate di sale e di pepe.
Versatelo nelle ciotole condito con un ulteriore filo d'olio.
Caldine di Goa - Curry di pesce al cocco, peperoncino e tamarindo
Questa settimana, il libro Cook_my_Books da non perdere è "Curry" di Maunika Gowardhan. Preparatevi a un'avventura culinaria nel cuore dell'India, esplorando i sapori unici e regionali dei suoi curry. Un libro che è molto più di un semplice ricettario: è una guida completa che vi svelerà le origini e le sfumature di ogni piatto, portandovi alla scoperta degli straordinari sapori indiani. Una delle mie scelte è stata il Caldine, un curry di pesce, delicato, cremoso e perfetto per chi si avvicina alla cucina di Goa, uno stato dell'India con le coste affacciate sul Mar Arabico, la parte occidentale dell'Oceano Indiano. Questa regione offre una varietà di piatti incredibile, ognuno con il suo mix di spezie unico. Il Caldine, semplice e gustoso, è un'ottima introduzione a questa cucina. Servitelo con riso basmati fumante e un'insalata fresca per un'esperienza gradevolissima.
Caldine di Goa
(Curry di pesce con cocco, peperoncino e tamarindo)
600 g di filetti di merluzzo
1 cucchiaino di curcuma in polvere
1 cucchiaio di aceto di Goa (o un aceto dolce e delicato)
un pizzico di sale
2 cucchiai di olio d'oliva
80 g di cipolla tritata finemente
100 g di pomodoro fresco tritato finemente
3 spicchi d'aglio schiacciati fino a ottenere una pasta
2,5 cm di radice di zenzero fresco macinata molto finemente
400 ml di latte di cocco
80 ml di acqua
1 cucchiaio di pasta di tamarindo
3 peperoncini verdi, tagliati a metà nel senso della lunghezza
un pizzico di zucchero
1 cucchiaio di foglie di coriandolo tritate
Per il mix di spezie:
1 cucchiaino di semi di cumino
15-18 semi neri grani di pepe
1 cucchiaio di semi di coriandolo
Mettete i filetti di merluzzo in una ciotola e cospargeteli
con curcuma, aceto e sale. Mescolate bene in modo che ne siano ben ricoperti, quindi lasciateli marinare per 15-20
minuti.
Nel frattempo, preparate il mix di spezie. Mettete i semi di
cumino, i grani di pepe e i semi di coriandolo in un macina spezie e macinateli
fino a ottenere una polvere fine, quindi mettete da parte.
Ora aggiungete il mix di spezie e mescolate bene. Continuate a soffriggere per 2 minuti, aggiungete il pesce marinato, rigirandolo per ricoprirlo con la salsa speziata. Versate il latte di cocco e
l'acqua, aggiungete la pasta di tamarindo.
Coprite e fate sobbollire a
fuoco lento per non più di 7-8 minuti, finché il pesce non è cotto. Aggiungete
i peperoncini verdi, lo zucchero e il coriandolo e regolate il condimento,
aggiustandolo se necessario, prima di servire.
Accompagnate con abbondante riso Basmati cotto pilaf.
Un piatto che ci ha conquistato, delicato e rotondo, grazie anche alla reschezza di zenzero e tamarindo, con quella spinta in più che regala il peperoncino verde. Un insieme di sapori ben bilanciati e in armonia fra loro.
Etouffée di gamberi
La settimana Cook_my_Books dedicata al libro The Hog Island Cookbook of Fish&Seafood di Chef John Ash è terminata da un paio di giorni, già si è affacciata quella nuova e io, in perenne ritardo, pubblico la mia terza ricetta da quel bellissimo libro.
L'étouffée è una parola francese che significa "soffocato" ma qui si riferisce a uno stufato piccante di crostacei che va accompagnato con del riso. Di questo piatto iconico, sia i creoli che i cajun hanno diverse versioni, ma partono entrambi da un roux addensante usato per cucinare "la santa trinità" (cipolla, sedano e peperone). Il risultato è un piatto cremoso e saporito che, boccone dopo boccone, si fa sempre più goloso.
Etouffée di gamberi
per 4/6 persone
85 g di burro
30 g di farina 00
110 g di cipolla tritata
75 g di sedano tritato
110 g di peperone verde privato dei semi e tritato
3 spicchi d'aglio grandi, tritati
1 cucchiaino di timo secco
½ cucchiaino di semi di finocchio
1 cucchiaino di condimento cajun o creolo
720 ml di fumetto di pesce
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
1 cucchiaio di salsa Worcestershire
½ cucchiaino di salsa piccante
700 g di code di gamberi puliti dal carapace e denervati
15 g di cipollotto tritato finemente, comprese le parti verdi
2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato finemente
Sale e pepe nero macinato fresco
Riso bianco cotto, per servire
Limone spicchi, per servire
Sciogliete il burro in una padella capiente o in una
casseruola dal fondo pesante, a fuoco medio. Aggiungete gradualmente la farina. Cuocete,
mescolando regolarmente, finché il roux non avrà raggiunto il colore del latte macchiato, circa 15 minuti. Fate attenzione a non bruciarlo o dovrete
ricominciare da capo. Tenete la fiamma bassa e mescolate continuamente con pazienza.
Aggiungete la cipolla, il sedano e il peperone e cuocete,
mescolando di tanto in tanto, finché le verdure non si saranno ammorbidite,
circa 7 minuti. Il roux continuerà a scurirsi fino a diventare del color del caffelatte.
Aggiungete l'aglio, il timo, i semi di finocchio e il
condimento cajun o creolo. Continuate a cuocere mescolando per altri 2 minuti.
Aggiungete il fumetto, il concentrato di pomodoro, la salsa Worcestershire e la
salsa piccante, lasciate sobbollire e addensare leggermente, poi aggiungete le code di gambero e cuocete finché non saranno sode
e rosa, circa 6 o 7 minuti.
Aggiungete il cipollotto e il prezzemolo e condite a
piacere con sale e pepe.
Servite con riso e spicchi di limone da poter spremere al momento.
Un suggerimento, preparate la salsa anche in anticipo, ma non aggiungete i gamberi prima di averla ben riscaldata poco prima di servire.
Zuppa di vongole di Hog Island
La settimana di Cook_my_Books si apre con un libro tutto dedicato al pesce: The Hog Island Book of Fish & Seafood di John Ash, chef pluripremiato, scrittore gastronomico e ristoratore.
La ricetta di oggi è una zuppa di vongole in stile New England, eletta a ricetta perfetta dal fondatore di Hog Island, John Finger, in quanto ricordava quella con cui era cresciuto, senza addensanti, a differenza di molte versioni che utilizzavano un roux.
In questo modo, il sapore delle vongole si esprime al meglio, sostenuto dalla sapidità della pancetta, dalla cremosità delle patate e dalla dolcezza dei porri.
Zuppa di vongole di Hog Island
(Hog Island clam chowder)
per 6/8 persone
2,7 kg di vongole veraci piccole con il guscio, lavate
8-10 patate (circa 1,400 kg) pelate e tagliate a cubetti
60 g abbondanti di burro non salato
3 rametti di timo fresco
225 g di pancetta a fette spesse, tagliata a dadini
2 porri grandi, solo la parte bianca, affettati sottilmente e ben lavati
½ costa di sedano affettata sottilmente
1 carota grande, pelata e affettata sottilmente
800 ml di panna da cucina
Sale e pepe macinato fresco
Prezzemolo fresco tritato, per guarnire
Pane croccante caldo, per servire
Dopo aver lavato molto benele vongole, lasciatele scolare nello
scolapasta nel lavandino mentre preparate la base.
In un'altra pentola, fate sciogliere il burro con il timo a fuoco basso. Aggiungete la pancetta e laciatela stufare finché non avrà rilasciato il suo grasso. Aggiungete i porri, il sedano e la carota e cuocete, mescolando, finché le verdure non inizieranno a prendere colore, per circa 3 minuti. Aggiungete le patate e circa 1 litro della loro acqua di cottura, conservando il resto eventualmente per diluire la zuppa.
Alzate la fiamma e aggiungere le vongole nella
pentola. Coprite e cuocete a fuoco lento finché non si aprono, per 5-6 minuti. Controllate e scartate le vongole che non si sono aperte.
Cozze al vapore con arancia e finocchi
Il libro Cook_my_Books della settimana è una bellissima monografia Orange Appeal di Jamie Schler.
Inutile che vi dica quanto io ami cucinare con le arance, il mio blog è pieno di ricette con questo meraviglioso frutto.
E furono sempre le arance, quei piccoli soli arancione che usavo spesso, a
scatenare una mini guerra in casa! Le mie figlie a un certo punto sbottarono: - Mamma,
ancora arance? Ma basta!" E io, che sono una mamma tenera e comprensiva...
beh, diciamo che ho un debole per la vendetta a base di vitamine. Così, per mesi, ogni volta che si sedevano a tavola, zac! Un
secondo a base di arance! Un dolce con le arance! Un'insalata con le arance! Eh, che ci volete fare, quando
mi pizzicano il lato oscuro, io rispondo con un goccio di... perfidia!
Sono passati anni, ma il ricordo è ancora vivido. Oggi, se
solo sentono odore di arancia, le mie figlie, in silenzio, mi regalano un sorriso... uno di quelli alla "vabbè, mamma, stavolta ti lascio fare, ma non
dimentico!" Insomma, un sorriso che dice "Non ti sfugge niente, eh?
Aspetta e spera!". E io, nel frattempo, continuo a pensare a nuove
ricette... con le arance.
Infatti, questo libro è veramente una miniera di idee, di soluzioni, di tecniche, l'ho apprezzato molto.
Queste cozze per esempio. L'autrice racconta che, prima di sposarsi, andò in viaggio da Parigi a Dieppe, in Normandia, col suo futuro marito e facevano lunghe passeggiate sulla spiaggia battuta dal vento e dalla pioggia e poi andavano a mangiare le moules e les frites, piatto locale, in un piccolo bistrot sul mare.
Da allora ha cucinato innumerevoli volte le moules marinières in vari modi, sempre servite con il consueto piatto di patatine fritte. Quella che propone nel libro è una delle tantissime versioni.
Il connubio arancia e finocchio è già un must, aggiungete la sapidità marina delle cozze e avrete un piatto inaspettato, fresco, semplicemente delizioso che, accompagnato da croccanti patatine fritte, evoca le atmosfere della Normandia e vi trasporterà direttamente sulle coste normanne, fra i suoi profumi, i suoi sapori di mare e le sensazioni tipiche di quella regione...
Cozze al vapore con arancia e finocchi
per 4 persone
2 kg di cozze fresche
2 arance grandi e succose, non trattate
1 piccolo finocchio
3-4 cucchiai di olio d'oliva
4 scalogni piccoli o 2 grandi, tritati
1 manciata abbondante di prezzemolo fresco, tritato
Sale e pepe nero macinato fresco, a piacere
250 ml di vino bianco, fruttato, leggero.
Per la gremolata:
2 cucchiai di pinoli (facoltativi)
1 piccola arancia non trattata
1 piccolo limone non trattato
2 cucchiai di prezzemolo fresco a foglia piatta tritato finemente
Per le patatine:
2 o 3 grosse patate a pasta gialla
olio di arachidi per friggere
sale
Pulite bene le cozze, raschiate i gusci per liberarli da impurità, togliete il bisso.
Passatele in acqua corrente fredda.
Ricavate 2 o 3 strisce (circa 2cm x 8 cm) da una delle arance, senza la parte bianca. Eventualmente, raschiatela via con un coltellino affilato. Spremete entrambe le arance e tenete da parte.
Mondate il finocchio, eliminate le foglie esterne se sono rovinate, conservate le barbe.
Lavatelo e asciugatelo poi tagliatelo a striscioline lunghe e sottili, o a fiammifero.
Scaldate l'olio in una pentola molto capiente, che abbia un coperchio. Aggiungete gli scalogni, il finocchio e le scorze d'arancia; cuocete a fuoco medio-alto, mescolando, per 5 minuti circa o finché il finocchio non sarà tenero e trasparente. Aggiungete parte delle barbe del finocchio, il prezzemolo, il sale e il pepe. Aggiungete le cozze e, con una schiumarola grande, mescolate. Versate il vino e il succo d'arancia sulle cozze e coprite bene la pentola.
Cuocete a vapore, ben coperte, per 15-20 minuti, sollevando il coperchio solo
per girare le cozze di tanto in tanto per una cottura uniforme. Le cozze si
apriranno delicatamente e gradualmente; una volta aperte, lasciatele cuocere
per altri pochi minuti in modo che la carne sia tenera ma al contempo soda.
Eliminate eventualmene quelle rimaste chiuse.
Mentre le cozze cuociono, preparate la gremolata.
Tostate leggermene i pinoli in una padella antiaderente, mescolando e controllando che non brucino, fino a doratura. Ci vorranno un paio di minuti.
Grattugiate finemente la scorza della arancia e del limone, ben lavati e asciugati.
Mescolate le scorze grattugiate con il prezzemolo tritato e i pinoli tostati.
Ripartite le cozze nei piatti fondi, con un po' del loro liquido, completate ogni piatto con un po' di gremolata, decorate con il resto delle barbe di finocchio tenute da parte.
Se volete servirle con le patate fritte, dovrete calcolare i tempi in modo che siano pronte allo stesso tempo delle cozze. Quindi pelate, lavate e asciugate le patate, tagliatele a spicchi e friggetele in abbondante olio di arachidi.
Accompagnatele con il resto della bottiglia di vino
bianco, io ho usato un buon Sauvignon.
Assicuratevi di avere una grande ciotola al
centro del tavolo per i gusci vuoti. E un sacco di tovaglioli.
Buon appetito!
Gnocchetti sardi con chorizo e gamberi
Anno nuovo, libro nuovo con Cook_my_Books.
Ricomincia il viaggio con The Flexitarian CookBook di Julia Charles, un invito ad esplorare l'alimentazione flessibile che predilige piatti a base vegetale concedendosi, occasionalmente, carne e pesce. In effetti,dopo gli eccessi delle feste appena trascorse, si sente la necessità di una alimentazione leggera, nutriente e detossificante ma comunque gustosa.
Ho fatto diverse ricette da questo libro, oggi vi propongo questa:
Gnocchetti sardi con chorizo e gamberi
per 4 persone
200 g di gamberoni crudi grandi, sgusciati e denervati
1 cucchiaio di aceto di vino rosso
2 o 3 abbondanti cucchiai di olio d'oliva
1 cipolla rossa tritata
1 piccolo peperone verde, privato dei semi e affettato finemente
100 g di chorizo tritato finemente
½ cucchiaino di paprika dolce affumicata
400 g di pomodori pelati a pezzi in scatola
300 g di gnocchetti secchi (in alternativa fusilli)
una manciata di prezzemolo fresco tritato
sale, e pepe nero macinato al momento
spicchi di limone, per servire
Mettete i gamberi in una ciotola con l'aceto e
1 cucchiaio di olio d'oliva. Condite con un po' di sale e pepe, mescolate e mettete da
parte. Scaldate l'olio d'oliva rimanente in una casseruola dal fondo spesso a
fuoco vivo. Aggiungete la cipolla, il peperone verde e il chorizo e cuocete
per 4-5 minuti, finché non si saranno insaporiti e ammorbiditi. Aggiungete la paprika e cuocete per un paio di minuti, mescolando per
amalgamare. Unite i pomodori, mezza tazza d'acqua e portate a
ebollizione. Cuocete per 5 minuti, finché la salsa non si sarà leggermente
addensata. Mettete da parte, in caldo.
Portate a ebollizione una pentola capiente di acqua leggermente salata. Aggiungete la pasta e cuocetela per 12-15 minuti, finché non sarà tenera ma leggermente al dente. Scolatela bene e rimettetela nella padella calda. Aggiungete la salsa di pomodoro e tenetela in caldo a fuoco molto basso.
Scaldate una padella antiaderente a fuoco vivo con un cucchiaio di olio. Cuocete i gamberi per 2 minuti per lato, finché non diventano rosa.
Aggiungete i gamberi alla pasta, regolate di sale, condite con il restante olio e una generosa macinata di pepe nero. Distribuite nei piatti e cospargete con il prezzemolo. Servite con spicchi di limone a parte, da spremere.
Psari Spetsiota, filetti di merluzzo al forno
Concludo la settimana Cook_my_Books dedicata al libro sulla cucina delle isole greche The Greek Islands Cook Book di Carolina Doriti, con una ricetta molto colorata e saporita. Una specialità locale che arriva dall'isola di Spetses, immersa nel Golfo Saronico, vicino al nord-est del Peloponneso.
Uso le parole di Carolina Doriti che, nel libro, la descrive così:
"Spetses incanta i visitatori. I Veneziani un tempo la chiamavano
Isola di Spezie, grazie alle erbe aromatiche e ai fiori dell'isola, ed è così
che il suo nome è diventato Spetses. Con la sua ricca storia, la sua
architettura suggestiva e il suo fascino cosmopolita, Spetses offre
un'atmosfera tranquilla dove i veicoli a motore sono rari. Le persone si
spostano a piedi, in bicicletta, in moto o in carrozza, il che non fa che
aumentare il suo fascino antico. Arrivando in traghetto, la prima cosa che si
vede di Spetses è Dapia, la piazza storica che funge da porto principale, un
pittoresco porto fiancheggiato da caffè, taverne e negozi"
La cucina dell'isola è più che altro a base di pesce e frutti di mare, e la spetsiota è la specialità del posto.
Quella che vi propongo è la versione preferita dall'autrice, che l'ha pubblicata con alcune varianti.
Psari Spetsiota
per 4 persone
500 g di patate, pelate e tagliate a fette di 1 cm.
300 g di zucchine, lavate e tagliate a striscioline di 1 cm. di spessore
4 filetti di merluzzo di circa 250 g l'uno (vanno bene anche surgelati e scongelati)
poco olio d'oliva per spennellare
Per la salsa:
2 cipolle affettate sottili
2 spicchi d'aglio pelati e affettati
1 peperoncino rosso secco, intero
1 foglia di alloro
150 ml di vino bianco secco
500/600 g di pomodorini, frullati
1/2 cucchiaino di origano secco
prezzemolo
sale e pepe nero macinato al momento
q.b. di olio d'oliva
Scaldate il forno a 180° ventilato.
Ungete con olio d'oliva una pirofila da forno di circa 23x30 cm.
Disponete le fette di patate in un unico strato sul fondo.
Spennellate le patate con altro olio e cospargetele di sale e di pepe.
Mettetela in forno caldo e fate cuocere per 10/12 minuti, poi toglietela dal forno.
Ora distribuite le zucchine sopra le patate formando un nuovo strato, spennellate di olio anch'esse e conditele con sale e pepe.
Rimettete in forno a cuocere per altri 20/25 minuti finché le zucchine saranno tenere.
Nel frattempo preparate il sugo.
Scaldate 2 o 3 cucchiai di olio in una capiente padella, fate rosolare le cipolle con un pizzico di sale fin quando saranno dorate, aggiungete l'aglio, il peperoncino e l'alloro e continuate la cottura fin quando si saranno ammorbidite.
Ora versate il vino, fate evaporare l'alcool, unite i pomodorini frullati, mescolate e abbassate la fiamma a medio bassa e continuate la cottura per altri 10/15 minuti, finché il sugo si restringe, aggiungete altri 3 cucchiai di olio e l'origano secco e cuocete per altri 3 o 4 minuti..
Togliete la padella dal fuoco, eliminate l'alloro e il peperoncino e unite il prezzemolo.
Una volta che le patate saranno pronte, togliete la pirofila dal forno e versateci metà della salsa.
Condite i filetti di merluzzo con sale e pepe, adagiateli sopra le verdure con la pelle rivolta verso il basso (se ce l'hanno). Coprite il pesce con la salsa rimasta, fate un bel giro d'olio e aggiungete ancora un po' di pepe nero.
Rimettete in forno e finite la cottura per altri 15 minuti o finché il pesce sarà cotto.
Al momento di servire, guarnite con altro prezzemolo, se lo desiderate.
Per una versione più semplice, omettete le verdure e
cuocete semplicemente il pesce nel sugo, poi lo potete accompagnare con altri
contorni, come riso o purè di patate, o quello che preferite.
Peperoni ripieni di pesce
Questa è un'altra ricetta che ho scelto dal libro Cook_my_Books di questa settimana, La cocina vasca di Maria José Sevilla.
L'idea dei peperoni ripieni di pesce e poi fritti mi ha intrigato parecchio, solo che il tipo di peperone della ricetta, il Piquillo tipico della Navarra, qui da noi non è molto frequentato ma si può ovviare con i peperoni rossi a corno, di quelli piccoli.
Di solito al super si trovano confezionati insieme sia rossi che gialli. Per questa preparazione servono quelli rossi.
Peperoni ripieni di pesce
per 4 persone
200 g di pesce a polpa bianca e soda (nasello, merluzzo, pescatrice)
300 g di peperoni rossi a corno, piccoli
1 cipolla tritata finemente
1 spicchio d'aglio, tritato finemente
1 carota, pelata, lavata e tritata a dadini
1 peperone verde, mondato e privato da semi e filamenti, tritato a dadini
1 cucchiaio abbondante di prezzemolo tritato finemente
100 ml di olio e.v. d'oliva
2 uova medie, sbattute
poca farina
sale, pepe nero macinato al momento
per la salsa:
250 ml di fumetto di pesce
1/2 cipolla piccola, affettata sottile
2 peperoni rossi normali, arrostiti
2 peperoni a corno rossi, piccoli
2 o 3 cucchiai di olio e.v. d'oliva
1 cucchiaino di prezzemolo tritato
sale, pepe
Scaldate metà dell'olio in una capiente casseruola. Unite la cipolla, l'aglio, la carota, il peperone verde a dadini e lasciate soffriggere a fuoco basso. Quando le verdure saranno appassite, unite il pesce sminuzzato e il prezzemolo. Condite con il sale e il pepe nero. Continuate la cottura per qualche minuto mescolando. Una volta che il pesce è pressocchè cotto, spegnete, date una ulteriore mescolata e tenete da parte.
Arrostite i peperoni rossi, potete farlo nella friggitrice ad aria, o in forno, o direttamente sulla fiamma del fornello, come preferite, anche il giorno prima, l'importante è che siano arrostiti. Una volta pronti, spellateli e teneteli da parte.
Con un cucchiaio riempiteli bene con il composto di pesce e verdure.
In un largo piatto sbattete le uova.
Mettete a scaldare il resto dell'olio in una piccola casseruola in modo che friggano nell'olio profondo.
Ora passate ogni peperone ripieno nella farina e poi nell'uovo sbattuto. Friggeteli, pochi per volta, nell'olio caldo rigirandoli solo una volta per farli colorire un po'.
Scolateli man mano su un piatto coperto di carta da cucina per eliminare eventuale unto in eccesso.
Trasferiteli in una casseruola bassa, o in una pentola di terracotta assicurandovi che non si tocchino fra loro. Teneteli in caldo.
A parte, in un'altra padella soffriggete delicatamente la cipolla nell'olio e.v. d'oliva fino ad ammorbidirla, aggiungete i peperoni a corno tritati, i peperoni rossi bruciati e tagliati a pezzetti. Lasciate insaporire poi unite il fumetto e il prezzemolo tritato. Continuate a cuocere il tutto per un altro paio di minuti e poi passate tutto al minipimer.
Regolate di sale e di pepe.
Versate la salsa sui peperoni ripieni dentro la casseruola o la pentola di terracotta.
Passatela in forno qualche minuto in modo che si riscaldi, completate con un pizzico di prezzemolo tritato e poi servite.
Un piatto goloso e, se ne avessi preparata doppia dose, non ci sarebbe bastato lo stesso.
Bocconcini di pesce croccanti - Crunchy fish bites
La settimana di Cook_my_Books si apre con un libro di Tieghan Gerard, Half baked harvest quick & cozy, e se avete mai avuto bisogno di piatti saporiti, freschi, inaspettati e subito pronti, questo libro fa al caso vostro.
Tieghan, autrice di grandi bestsellers, è sempre impegnata a creare ricette e a scattare fotografie. In questo libro valorizza ingredienti semplici, facili da mettere in tavola. Abituata a cucinare per la sua numerosissima famiglia sin da piccola, con questa raccolta di ricette si concentra sul comfort food per cui è famosa, ma con l'obiettivo di prepararlo in fretta e con una attenzione speciale al sapore.
Io comincio con questi stuzzicanti bocconcini di pesce.
Bocconcini di pesce croccanti
Crunchy fish bites
(con maionese ai sottaceti)
per 2 persone
400 g di cornflakes
50 g di parmigiano grattugiato fresco
1 cucchiaino di paprika affumicata
1 cucchiaino di peperoncino in polvere
½ cucchiaino di cipolla in polvere
½ cucchiaino di aglio in polvere
2 uova grandi
500/600 g di filetti di pesce senza pelle, (merluzzo, salmone, pescatrice) tagliati a pezzetti
Olio extravergine di oliva, per spennellare
sale
Spicchi di limone e lime (facoltativo)
per la maionese ai sottaceti
200 g di maionese
2 cucchiai di cetriolini sottaceto tritati finemente
2 cucchiai del liquido dei cetriolini sottaceto
2 cucchiaini di miele
Sale
Per completare
Preriscaldate il forno a 220°
Rivestite una teglia con carta
da forno.
Tagliate i filetti di pesce a pezzi.
In un robot da cucina unite i cornflakes, il parmigiano, la paprika, il peperoncino, la cipolla in polvere, l'aglio in polvere e un pizzico di sale. Tritate fino ad ottenere delle briciole,, circa 15 secondi.
Trasferite tutto in una ciotola dai bordi bassi.
In un'altra ciotola sbattete le uova, aggiungete i pezzetti di pesce e mescolateli in modo che siano ben ricoperti, passateli nella panatura della ciotola bassa, premendo per farla aderire bene.
Trasferite i bocconcini impanati nella teglia preparata, spennellateli leggermente con poco olio d'oliva e mettete in forno.
Cuocete finchè la panatura diventa ben croccante, dorata, e il pesce è cotto.
Nel frattempo preparate la maionese. In una piccola ciotola mescolate la maionese, i certiolini tritati finemente, i due cucchiai del loro liquido di conserva e il miele, mescolate e aggiungete un pizzico di sale.
Serviteli con la maionese ai sottaceti a parte, ed eventualmente anche spicchi di limone o lime.
Come le ciliegie, uno tira l'altro. Golosissimi!
Sgombro marinato con insalata tiepida di patate e ravanelli
Ancora una ricetta dal libro Revolutionary French Cooking che stiamo sfogliando con Cook_my_Books questa settimana.
Una preparazione che mi ha incuriosito, anche perché lo sgombro non è fra i pesci che posso cucinare spesso, l'uomo di casa non gradisce il suo sapore deciso e quindi evito. Ma a me piace e leggendo la ricetta ho pensato che magari preparato in questo modo poteva avere una possibilità.
Un po' di indecisione mi ha sfiorato ma in fondo, ho pensato, male che vada lo mangerò tutto io. E ho pensato male perché non ne è avanzata nemmeno mezza coda.
Sgombro marinato con insalata tiepieda di patate e ravanelli
per 4 persone
4 sgombri interi, eviscerati, puliti e sfilettati
300 g di patatine novelle, pelate e lavate
8 o 10 ravanelli grandi, affettati sottilmente
1 cipollotto fresco, affettato in diagonale
sale, pepe
per la marinatura:
100 g di aceto di vino bianco di buona qualità
70 g di aceto balsamico bianco
4 cucchiai di zucchero di canna chiaro
1 piccola cipolla rossa affettata finemente
2 cucchiaini rasi di semi di coriandolo
1 spicchio d'aglio
2 o 3 rametti di coriandolo
per la salsa:
2 cucchiai di maionese
1 cucchiaio di yogurt greco
1 cucchiaio colmo di senape
1 cucchiaio colmo di aceto bianco
pepe nero macinato al momento
poco coriandolo fresco tritato
1 lime, succo e scorza
Scaldate una padella antiaderente a fuoco medio, aggiungete i semi di coriandolo e fateli tostare leggermente per un minuto, scuotendo la padella, finché non si colorano leggermente e iniziano a profumare. Rovesciateli su un tagliere e, con la lama di un grosso coltello dal lato piatto, schiacciateli leggermente. Tenete da parte.
Mettete i due tipi di aceto in un pentolino, unite lo zucchero e cuocete a fuoco medio per un paio di minuti finché lo zucchero è completamente sciolto. Togliete dal fuoco e aggiungete i semi di coriandolo tostati. Lasciate raffreddare.
Mettete i filetti di sgombro in un piatto largo e basso (non metallico) con la pelle rivolta verso il basso.
Cospargete con il sale, versate la miscela di aceto fredda e tre quarti della cipolla rossa affettata. Coprite con la pellicola e mettete in frigo a marinare per almeno 6 ore, rigirando il pesce ogni 3 ore. Trascorso il tempo comunque controllate che i filetti siano compatti e di colore chiaro, segno che sono marinati bene, altrimenti prolungate per altre 3 ore il riposo in frigo.
Poco prima che lo sgombro sia pronto, mettete le patate novelle nell'apposito cestello per la cottura a vapore e inseritelo in una larga casseruola. Se avete la vaporiera, usate quella.
Nell'acqua che servirà a creare il vapore mettete la cipolla rossa rimanente, i rametti di coriandolo freschi e l'aglio.
Coprite la casseruola e cuocete a vapore per circa 15/18 minuti, finché le patate saranno tenere. Spegnete il fuoco e lasciatele riposare nella pentola altri 5 minuti.
Nel frattempo preparate la salsa. Mescolate insieme la maionese, la senape, l'aceto, lo yogurt greco, quindi aggiungete il succo e la scorza di lime, salate e pepate a piacere.
Quando le patate si saranno intiepidite, trasferitele in una ciotola che possa andare in tavola, tagliate a metà quelle più grandi, aggiungete i ravanelli affettati con la mandolina e il coriandolo tritato, condite con la salsa preparata e mescolate delicatamente. Completate con il cipollotto affettato.
Scolate gli sgombri dalla marinata, ripartite i filetti nei piatti di servizio, aggiungete un po' di cipolla rossa della marinata e qualche rondella di ravanello.
Serviteli con l'insalata di patate.
Potranno essere un antipasto oppure un secondo leggero.
Salmone arrosto con spinaci al curry verde
La mia ultima scelta da Veg-Table di Nick Sharma, il libro Cook_my_Books della settimana appena conclusa, è una ricetta che mi ha dato molta soddisfazione.
Benchè avessi smesso di comprare salmone fresco, vista una precedente esperienza non troppo felice, mi sono lasciata catturare da un piatto che mi ha colpito sin dalla foto, complice anche una cena a casa di mia sorella che ha preparato un salmone al forno degno di tale nome e che mi ha fatto pensare di ritornare sui miei passi. Vedere quella foto e leggere quella ricetta è stato il segno che dovevo dargli un'altra possibilità.
Salmone arrosto con spinaci al curry verde
per 4 persone
4 filetti di salmone di circa 200 g ognuno
450/500 g di spinacini novelli
120 g di piselli freschi o surgelati
1 grossa cipolla rossa, tritata
240 ml di latte di cocco non zuccherato
120 ml di acqua
2 cucchiai di pasta di curry verde, se vi piace molto piccante, altrimenti riducete a piacere
2 cucchiai di capperi dissalati e ben scolati
4 spicchi d'aglio, affettati sottilissimi
1 cucchiaio abbondante di succo di lime o di limone
1 cucchiaio di salsa di soia
poco coriandolo tritato
4 cucchiai abbondanti di olio e.v. d'oliva
1 grossa noce di burro
sale, pepe
In una larga padella scaldate 2 cucchiai abbondanti di olio, a fuoco medio alto. Aggiungete i capperi e lasciate rosolare finché diventano croccanti e leggermente dorati.
Unite la cipolla tritata, continuate far rosolare il tutto per qualche minuto, aggiungete il curry verde, gli spicchi d'aglio e lasciate insaporire un altro paio di minuti. A questo punto aggiungete gli spinaci baby, ben lavati e scolati. Continuate la cottura mescolando finché le foglie si sono completamente appassita e il liquido un po' evaporato: Unite i piselli, il latte di cocco, l'acqua, salate e pepate.
Portate a ebollizione e lasciate sobbollire dolcemente finché i piselli saranno teneri.
Unite il succo di lime (o di limone) e la salsa di soia. Assaggiate e regolate di sale se serve. Togliete dal fuoco e tenete in caldo.
Lavate i tranci di salmone, tamponateli con carta da cucina e lasciate la pelle. Conditeli da tutti i lati con sale e pepe.
In una larga padella antiaderente fate fondere 2 o 3 cucchiai di burro, quando inizia a spumeggiare aggiungete anche gli altri 2 cucchiai di olio rimasti. Disponete i filetti di salmone nella padella calda, con la parte della pelle rivolta verso il basso. Lasciate rosolare bene senza muoverli altrimenti si corre il rischio che si rompano.
Dopo 5 minuti inclinate leggermente la padella e, con l'aiuto di un cucchiaio, raccogliete il condimento dalla padella e versatelo sui filetti di pesce, continuate così fin quando la pelle inizia a diventare dorata e croccante sui bordi.
A questo punto, abbassate il fuoco e coprite la padella per qualche minuto, in modo che il salmone finisca di cuocere, poi trasferitelo nella padella del curry e servitelo con il coriandolo tritato.
N.B. - Io l'ho preparato per 2 persone e ho preferito utilizzare un trancio intero invece 4 piccoli pezzi. In questo modo è stato più facile gestirne la cottura.
Il curry verde in pasta è molto piccante, quindi regolatevi secondo i vostri gusti. Io ne ho messo pochissimo in cottura ed è stato sufficientemente piccante per i nostri palati.
Un ottimo piatto, il salmone è rimasto morbidissimo e abbiamo apprezzato molto.
In una grande padella di ghisa o acciaio inossidabile a
fuoco medio, fai sciogliere 2 cucchiai di burro non salato. Cuoci finché il
burro non smette di scoppiettare e la sua acqua evapora, da 2 a 3 minuti.
Aggiungi 2 cucchiai di olio extravergine di oliva. Disponi i filetti di salmone
sulla padella calda, con la pelle rivolta verso il basso. Cuoci senza muovere i
filetti (se li muovi prima che la pelle sia completamente cotta, la polpa
potrebbe staccarsi facilmente dalla pelle). Dopo i primi 5 minuti di cottura,
inclina la padella verso di te e usa un cucchiaio grande per raccogliere l'olio
nella padella e versalo sui filetti di pesce. Cuoci finché la pelle non inizia
a diventare dorata e croccante sui lati, altri 1 o 2 minuti. Trasferisci il
pesce cotto dalla padella a un piatto. Servi con gli spinaci e guarnisci con
qualche rametto di coriandolo o microgreens come rucola o cavolo riccio.
Insalata di radicchio grigliato, carote sott'aceto e tonno scottato al sesamo
Questa insalata colorata mescola tanti sapori e consistenze, a tratti vivaci, che appaga vista e palato. L'ho scelta dal libro Cook_my-Books di questa settimana Honey di Amy Newsome, una vera bibbia dedicata al miele, alle api che lo producono, alle sue proprietà ed anche alle ricette, tutte bellissime, che si possono realizzare con questo alimento così importante.
Insalata di radicchio grigliato, carote sott'aceto e tonno scottato al sesamo
per 2 persone
2 bei tranci di tonno fresco
1 piccolo cespo di radicchio trevisano tardivo
q.b. di semi di sesamo bianco e di sesamo nero
per la marinata:
1 cucchiaio e mezzo di miele di acacia
1 cucchiaio di Mirin
1 cucchiaino di aceto di riso
4 cucchiai di salsa di soia
1/2 bastoncino di citronella (lemon grass) tagliato a metà per la lunghezza
un cucchiaio scarso di olio di sesamo
per le carote:
1 carota viola
1 carota gialla
100 ml di aceto di riso
100 ml di acqua
1 cucchiaino di miele di acacia
1(2 bastoncino di cannella tagliato a metà per la lunghezza
Per condire:
1 cucchiaio di miele di acacia
1 cucchiaio e mezzo di aceto di riso
il succo di mezzo lime
1 cucchiaino di olio di sesamo
1 cucchiaino di salsa di soia
sale
Ora pulite le carote, affettatele sottilmente nel senso della lunghezza usando una mandolina.
In un contenitore unite l'aceto, l'acqua, il miele e la citronella mescolando fino a sciogliere completamente il miele.
Unite le carote e mettete in frigo per lo stesso tempo del tonno.
Un quarto d'ora prima di andare in tavola, preparate l'insalata. Dividete a metà il cespo di radicchio e grigliatelo in una padella ben calda e asciutta.
Scolate le carote e aggiungetele all'insalata grigliata.
Mescolate tutti gli ingredienti del condimento e versatene un po' per condire l'insieme.
In un piattino poco profondo, mettete i semi di sesamo, mescolateli.
Togliete i tranci di tonno dalla marinata e lasciateli scolare qualche minuto.
Passate i tranci nel sesamo, dalla parte dei bordi, in modo che siano ben ricoperti.
Scaldate una padella, o una bistecchiera. Scottate il tonno per circa 1 minuto su ogni lato. Se vi piace che resti crudo all'interno è sufficiente, se lo preferite più cotto, lasciatelo cuocere secondo il vostro gusto.
Trasferite i tranci su un tagliere e affettateli sottili, metteteli in un piatto fondo e conditeli con un po' della marinata avanzata.
Infine trasferiteli nella ciotola insieme all'insalata, irrorate con il resto del condimento.
Cospargete il tutto con un pizzico dei semi di sesamo rimasti e servite.
Goujons di pesce con salsa tartara
Sempre dal libro di questa settimana Cook_my_Books, Cooking & The Crown di Tom Parker Bowles,
di cui ho parlato nel post precedente ho scelto anche questa ricetta, praticamente pesce fritto con un forte accento francese, favorito reale senza tempo. L'autore, figlio della regina Camilla e noto critico gastronomico, racconta che tradizionalmente andrebbe utilizzata la sogliola di Dover, ma sarebbe uno spreco terribile. Come non essere d'accordo? Anche perchè è difficile che la sogliola di Dover arrivi fino a qui. Per cui viene consigliato l'eglefino o la passera di mare, ma anche il merluzzo, pesce abbastanza noioso ma estremamente sostenibile, ed è quello che ho scelto.
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Goujons di pesce con salsa tartara
(o 250 g di Panko)
110 g di farina bianca 00
2 uova sbattute
450 g di filetti di pesce bianco senza pelle (io merluzzo)
(merluzzo, eglefino, passera, sogliola)
sale, pepe
q.b di olio d'oliva
1 limone tagliato a spicchi per accompagnare
Per la salsa tartara:
120 g di maionese
1 cucchiaino raso di senape in polvere
1 cucchiaio e mezzo di capperi tritati finemente
2 cucchiai di cetriolini sott'aceto tritati finemente
1 piccolo scalogno, tritato finemente
1 cucchiaio di prezzemolo fresco, tritato
Preparate la salsa tartara. Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola, mescolate bene e tenete da parte.
Nel robot da cucine mettete il pane e frullate fino ad avere delle briciole non troppo grosse, trasferitele in un piatto.
Sbattete le uova in un altro piatto, salate e pepate.
Mettete anche la farina in un ulteriore piatto o ciotola.
Tagliate il pesce a strisce spesse circa 3 cm.
Passate le strisce di merluzzo prima nella farina, poi nell'uovo sbattuto e infine nel pane grattugiato o nel Panko, scrollando via ogni eccesso e premete bene in modo che siano ben impanate.
Scaldate l'olio in una capiente padella a fuoco medio alto.
Quando è ben caldo, friggete il pesce poco per volta, finché diventa croccante e dorato.
Tenete in caldo man mano lo scolate, mentre cuocete il resto.
Servitelo ben caldo con gli spicchi di limone e la salsa tartara
Mousse di trota affumicata
Il libro della settimana Cook_my_Book è Cooking & The Crown diTom Parker Bowles, noto critico gastronomico inglese e figlio della regina Camilla, il quale, godendo di una posizione privilegiata in seno alla famiglia reale, ci offre uno sguardo su quello che arriva sulle tavole di Buckingam Palace, sui gusti della Royal Family in fatto di cibo.
Un libro che ho sfogliato con curiosità e da cui ho scelto alcune ricette, regalandomi una vero e proprio menù, dall'aperitivo al dolce.
L'aperitivo lo trovate pubblicato sulla mia pagina Instagram a questo link e ora ecco un antipasto decisamente goloso. Una mousse creata appositamente dall'executive chef Stéphane Pacoud del ristorante Bellamy's a Mayfair, che era uno dei ristoranti preferiti della defunta regina Elisabetta, di proprietà di Gavin Rankin.
Mousse di trota affumicata
225 g di filetti di trota affumicata
(la ricetta prevede sia anguilla affumicata che trota affumicata)
240 ml di panna liquida fredda
90 g di maionese
150 ml di brodo di fumetto di gamberi o di pesce
6 g di gelatina in fogli
pane tostato per servire
Serviranno 4 piccoli ramequins, o altri stampi a scelta, da 7 cm.
Scaldate il fumetto di gamberi o di pesce.
Ammollate la gelatina in acqua fredda, quando è pronta fatela sciogliere nel fumetto di gamberi, o di pesce, scaldato e lasciate intiepidire.
Prendete i ramequins e versate all'interno un cucchiaio ciascuno dello stesso composto, o abbastanza da ricoprirne bene il fondo, e mettete in frigo finchè la gelatina non si sarà rassodata.
Montate la panna a neve morbida, unite 4 cucchiai scarsi del composto con la gelatina ormai fredda e continuate a montare la panna fino a neve ferma.
In un robot da cucina mettete i filetti di trota e la maionese e tritateli finissimamente fino ad avere un composto cremoso e liscio. Trasferitelo in una ciotola e aggiungete la panna che avete montato con la gelatina.
Con una spatola, e con pazienza, mescolate tutto fino ad incorporare completamente la panna. Allo stesso tempo, ogni tanto, date una mescolata al fumetto in modo che non inizi a tirare. In caso succedesse, scaldatelo leggermente in microonde per farlo tornare fluido mentre preparate la mousse.
Riprendete i ramequins o gli stampi che avete scelto, controllate che il velo di gelatina si sia completamente rappreso e versate il composto in ognuno, sbattendoli leggermente in modo da non lasciare bolle d'aria all'interno, riempiendoli fino a tre quarti. Livellate la superficie con un cucchiaio e rimettete in frigorifero.
Quando la mousse si sarà rassodata, riprendete i ramequins e completateli con la gelatina rimasta.
Abbiate cura di ricoprirne bene e abbondantemente la superficie.
Rimettete in frigorifero fino a completo rassodamento.
Servite con crostini di pane tostato, caldo

































