Torta di asparagi e cipollotti per il Club del 27
Le ricette del Club del 27, questo mese sono state scelte dal libro Favorite food at Home di Rachel Alen.
E cosa c'è di più casalingo e apprezzato di una torta salata?
Torta di asparagi e cipollotti
per 6/8 persone
per la crosta:
250 g di farina 00
125 g di burro freddo
1 uovo grande
poca acqua fredda
poco sale
per il ripieno:
200 g di cipollotti freschi
250 g di asparagi già puliti
4 uova grandi
250 ml di panna liquida fresca
30 g di parmigiano grattugiato
poco olio d'oliva
sale, pepe nero macinato al momento.
In un robot da cucina o nella impastatrice, munita di gancio a K, mescolate la farina con il burro a pezzetti e un pizzico di sale fino ad ottenere un composto a briciole. A parte sbattete leggermente l'uovo e aggiungetelo con la macchina in funzione, unite anche uno o due cucchiai di acqua fredda e mescolate fino a quando l'impasto inizia a raccogliersi a palla.
Trasferite la pasta sulla spianatoia e lavoratela delicatamente per un paio di minuti, poi avvolgetela nella pellicola e conservatela in frigorifero per almeno 2 ore, ma potete prepararla anche la sera prima.
Trascorso il tempo, stendetela in modo che possa coprire una teglia da 25 cm. debitamente imburrata e infarinata.
Scaldate il forno a 180° ventilato.
Una volta che la pasta è nello stampo, copritela con un foglio di carta forno e aggiungete dei fagioli o, se le avete, le palline di ceramica per la cottura in bianco.
Cuocete per circa 15 minuti, poi toglietela dal forno, eliminate la carta forno e le palline.
Mentre la pasta cuoce, mondate e lavate i cipollotti, tagliateli a rondelle. Scaldate un filo d'olio in una piccola padella antiaderente, cuoceteli fino a quando saranno ammorbiditi.
Sbianchite per 3 o 4 minuti gli asparagi in acqua bollente salata. Scolateli, tagliateli a pezzi in obliquo, lasciando intere le punte.
In una ciotola sbattete le uova, aggiungete la panna e i cipollotti cotti, regolate di sale e di pepe.
Ora prendete il guscio di pasta preparata, versate il composto, disponete gli asparagi nell'impasto e cospargete con il parmigiano grattugiato.
Cuocete in forno, sempre a 180°, per circa 20/30 minuti, o finchè il centro non si sarà rassodato.
Potete servirla sia calda che a temperatura ambiente.
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Sedano rapa con capperi fritti e salsa Café de Paris
Il sedano rapa, un ortaggio spesso sottovalutato, si rivela un tesoro nascosto nel regno vegetale. Il suo sapore delicato, con note di nocciola e una punta di dolcezza, insieme alla sua consistenza cremosa, lo rendono un ingrediente estremamente versatile, capace di elevare sia ricette rustiche che piatti più sofisticati. Arrostito, il sedano rapa si trasforma: i bordi caramellano alla perfezione, creando una crosticina invitante, mentre l'interno rimane tenero e avvolgente come il burro. Questa preparazione porta il sedano rapa a un livello superiore, accostandolo alla salsa Café de Paris, una salsa al burro iconica della cucina francese classica, ricca di aromi e sapori intensi.
E la ricetta che vi propongo oggi, col sedano rapa, è quella di Bubala, il libro di Marc Summers che stiamo sfogliando questa settimana con Cook_my_Books e di cui ho parlato nel post precedente.
per 4 persone
1 sedano rapa di circa 600 g , sbucciato
3 cucchiai di olio d'oliva
35 g di capperi dissalati
1/2 cucchiaio di erba cipollina tagliuzzata
1/2 cucchiaio di foglie di dragoncello (va bene anche quello secco)
1 cucchiaio di panna densa da cucina
4 cucchiaini di succo di limone
1 cucchiaino di sale Maldon in fiocchi
Per la salsa Café de Paris:
75 g di scalogno tritato finemente
1 spicchio d'aglio tritato finemente
2 cucchiai di olio di semi
1 cucchiaino di pepe di Cayenna
2 cucchiaini di curry in polvere
2 cucchiaini di senape in polvere
160 ml di panna da cucina
30 g di burro non salato
un pizzico di paprika affumicata
un pizzico di sale
Scaldate il forno a 180° statico - 160° ventilato.
Dopo aver sbucciato bene il sedano rapa, ungetelo generosamente con l'olio d'oliva, conditelo con il sale e mettetelo in una teglia ad arrostire per circa 90 minuti. E' pronto quando la lama di un coltello passa facilmente attraverso il sedano rapa.
Nel frattempo preparate la salsa Café de Paris.
Soffriggete delicatamente lo scalogno e l'aglio tritati in una padella con un filo d'olio di semi, aggiungete le spezie e cuocete per circa 8 minuti, mescolando regolarmente. Unite la panna e lasciate cuocere a fuoco dolce per altri 10 minuti. Assaggiate e regolare di sale.
Mettete il burro in un pentolino e fatelo sciogliere a fuoco medio, quando inizia a schiumare mescolate con una frusta fino a quando profumerà di nocciola e diventerà marroncino. Toglietelo dal fuoco e filtratelo in una ciotolina, scartando eventuali parti solide. Conditelo con la paprika affumicata e il sale.
Ora scaldate un cucchiaio di olio di semi in un padellino piccolo, quando è caldo friggete i capperi fino a renderli croccanti. Scolateli su un piatto rivestito di carta da cucina.
Accendete il grill del forno. Passate il sedano rapa arrostito sotto il grill per qualche minuto, rigirandolo perchè sia ben dorato. Trasferitelo su un piatto da portata grande, affettatelo delicatamente e disponetelo in bell'ordine.
Unite il composto di burro nocciola alla salsa Café de Paris che avete tenuto da parte, insieme alle erbe aromatiche, il cucchiaio di panna densa e il succo di limone. Mescolate per rendere tutto ben omogeneo.
Regolate eventualmente di sale e versate la salsa sulle fette di sedano arrostito, poi guarnite con i capperi fritti e servitelo.
Qui è stato molto apprezzato. Lo rifarò sicuramente,
Carciofi alla Giudia con sale di Sichuan e salsa aioli all'arancia rossa
La settimana Cook_my_Books si apre con un libro, Bubala di Marc Summers.
Ma cos'è Bubala? E cosa significa questo nome?
Bubala è un conosciutissimo ristorante mediorentale con diverse sedi a Londra, anche, o forse soprattutto, vegetariano e vegano, fondato da Summers dopo aver lasciato il mondo della finanza per immergersi nel vibrante universo della cucina mediorientale. In effetti, la sua visione culinaria ha portato nelle cucine lo spirito del libro oltre che l'approccio creativo alle verdure. Ogni ricetta è pensata per essere condivisa fra familiari e amici e il libro ti mostra praticamente come trasformare ingredienti di uso quotidiano in piatti raffinati, portando in tavola piatti da alta ristorazione con estrema facilità.
Bubala significa "tesoro" in
yiddish; un termine affettuoso che racchiude perfettamente le sensazioni che
il ristorante trasmette a chiunque lo frequenti.
Con il suo design accattivante, le fotografie di un
fotografo pluripremiato e i preziosi consigli, questo libro è molto
più di una semplice raccolta di ricette: è un invito per gli appassionati, per i cuochi vegetariani e chiunque ami i sapori mediorientali.
Sfogliandone le pagine ho trovato una versione dei carciofi alla Giudia, ricetta tradizionale della cucina ebraica romana e, benchè non usasse le mammole, bensì i carciofi violetti, mi ha intrigato molto per l'accompagnamento consigliato.
Carciofi alla Giudia con sale di Sichuan e aioli all'arancia rossa
per 4 persone
8 carciofi violetti ben sodi
q.b. di olio di semi di arachide per friggere
spicchi di arancia rossa per accompagnare
poco succo di limone
per il sale di Sichuan:
2 cucchiaini di pepe di Sichuan in grani
2 cucchiai di sale in fiocchi
per l'aioli all'arancia rossa:
50 g di scorza d'arancia rossa (non trattata)
3 o 4 cucchiai di succo d'arancia rossa
3 cucchiai di latte di soia, o vaccino
10 g di pasta di miso chiara
1 cucchiaino di salsa di soia
1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino abbondante di olio di sesamo tostato
2 cucchiaini di aceto di moscato o altro aromatico
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai abbondanti di maionese
1 cucchiaio di olio
Preparate il sale. Tostate i grani di pepe di Sichuan in una
padella calda e asciutta mescolando continuamente finché non saranno fragranti, facendo attenzione a non
bruciarli. Frullateli nel tritatutto fino a ottenere una polvere grossolana e aggiungete il sale. Mettete da parte. Probabile che ne avanzi un pochino, conservatelo in un barattolo chiuso
nella dispensa delle spezie, lo potrete usare per altre preparazioni.
Passate all'aioli. Sbollentate la scorza dell'arancia rossa tre volte in acqua bollente,scolandola e cambiando l'acqua ogni volta, quindi mettetela in un frullatore con tutti gli altri ingredienti dell'aioli, tranne l'olio, e frullate fino a ottenere una salsa liscia, densa e ben emulsionata, a questo punto condite con l'olio e mettete da parte.
Sbucciate e scartate le foglie esterne più dure dei carciofi
(circa due strati), fino a quando non saranno visibili le foglie più delicate e
chiare. Tagliate i gambi più duri a circa 6 cm. Con un pelapatate affilato,
pelate il gambo e la base del carciofo, scoprendo il cuore chiaro. Tagliate
la parte superiore delle foglie più dure con un movimento circolare.
Sciacquateli velocemente in acqua e limone e lasciateli asciugare a testa in giù.
Con le mani allargate un po' ogni carciofo.
Mettete a scaldare l'olio in un pentolino non troppo grande, a 150° in quantità sufficiente affinché la testa dei carciofo resti ben immersa. Se avete un termometro è il caso di usarlo, in ogni caso l'olio dovrebbe fare delle piccolissime bollicine.
Immergete un carciofo alla volta, e lasciatelo nell'olio fino quando il cuore sarà tenero.
Toglieteli man mano appoggiandoli a testa in giù su della carta assorbente, premendoli leggermente e aprendo ancora un po' le foglie.
Ora portate l'olio a 180°e reimmergete i carciofi nell'olio che a questo punto sarà davvero sfrigolante, lasciateli diventare ben croccanti e dorati, friggendoli per altri due minuti almeno.
Man mano che li scolate di nuovo appoggiateli su della carta da cucina, salateli con il sale profumato al pepe di Sichuan che avete preparato in precedenza.
Trasferiteli su un piatto da portata e serviteli con la salsa aioli all'arancia e spicchi di arancia rossa. Lasciate a disposizione una ciotolina con dell'altro sale profumato, per chi ne desiderasse ancora un po'.
Devo dire che noi, in due persone, 8 carciofi li abbiamo finiti...
Curry di verdure, con semi di senape, curcuma e peperoncini verdi (Shantula dell'Orissa)
Dal libro Curry di Maunika Gowardhan che abbiamo sfogliato la settimana scorsa con Cook_my_Books ho scelto anche un'altra ricetta, si chiama Shantula e viene da una regione dell'India orientale, l'Orissa, che ha una cucina tradizionale poco conosciuta.
E' un curry di verdure a base di semi di senape, curcuma, peperoncino e un goccio di latte. Un piatto molto semplice ma decisamente saporito. Si gusta con il chapati e sottaceti.
Curry di verdure con semi di senape, curcuma e peperoncini verdi
(Shantula dell'Orissa)
per 4 persone
300 g di melanzane a cubetti
2 cucchiaini di semi di senape nera
100 g di cipolle tritate finemente
4 spicchi d'aglio schiacciati fino a ottenere una pasta
2,5 cm di zenzero macinato fino a ottenere una pasta
150 g di patate a cubetti
400 g di carote a cubetti
1 cucchiaino di cumino macinato
½ cucchiaino di curcuma macinata
100 ml di acqua
200 ml di latte intero
2 cucchiai di foglie di coriandolo tritate finemente
2 peperoncini verdi, tagliati nel senso della lunghezza
5 cucchiai di olio d'oliva
Sale
Scaldate 2 cucchiai di olio in una casseruola dal fondo
spesso a fuoco medio.
Aggiungete le melanzane e fatele rosolare per 2-3 minuti,
mescolando bene, fino a quando saranno ben dorate e morbide. Togliete dalla
padella e mettere da parte.
Quando le verdure sono quasi cotte, aggiungete le melanzane fritte insieme al latte e continuate a cuocere a fuoco lento per 5 minuti con il coperchio. Togliete la pentola dal fuoco e schiacciate leggermente alcune patate con il dorso di un cucchiaio per addensare il sugo. Aggiungete il coriandolo tritato e i peperoncini verdi. Servite ben caldo.
L'ho accompagnato con del riso Basmati cotto a vapore e con dei sottaceti.
Galette di patate, cipolle e spinaci in agrodolce
Un'altra ricetta che ho scelto da Lugma, di Noor Murad, il libro di questa settimana Cook_my_Books, mi ha conquistato con l'idea di una galette fatta di patate. Uno scrigno morbido che nasconde un cuore verde e saporito. Cucinata nella padella di ghisa fa una crosticina deliziosa ai bordi.
Galette di patate, cipolle e spinaci in agrodolce
per 4/6 persone
Per il ripieno:
2 cipolle bionde, affettate sottilmente (circa 400 g)
300 g di spinacini novelli
2 o 3 cucchiai di olio d'oliva
3 spicchi d'aglio, pelati e schiacciati
25 g di aneto, tritato grossolanamente
2 cucchiaini e mezzo di Sumac (sommacco)
1 limone confit
2 cucchiai di succo di limone
sale e pepe nero macinato al momento
per la galette:
1,5 kg di patate a pasta gialla
2 cucchiai di amido di mais
5 cucchiai di olio d'oliva.
Per prima cosa, preparate il ripieno.
Scaldate l'olio a fuoco alto in una padella capiente di ghisa, circa 28 cm. di diametro.
Aggiungete le cipolle e un pizzico di sale, abbassate la fiamma al minimo e cuocetele, mescolando ogni tanto, per circa 20 minuti o finché non si saranno dorate e ammorbidite: Toglietele dalla padella e tenete da parte.
Rimettete la padella sul fuoco, unite gli spinaci lavati e sgrondati, abbassate il fuoco e lasciateli appassire con un cucchiaio d'acqua, trasferiteli in un colino e, con il dorso del cucchiaio, schiacciateli per eliminare quanto più liquido possibile.
Ora uniteli alle cipolle.
Dal limone confit eliminate i semi, poi tritate finemente polpa e buccia.
Aggiungeteli alle verdure tenute da parte, mescolate e completate il ripieno con il resto degli ingredienti. Salate e date una generosa macinata di pepe. Mescolate ancora per amalgamare il tutto.
Scaldate il forno a 180° ventilato.
Ora pelate, lavate e asciugate le patate, affettatele sottilissime con la mandolina e raccoglietele in una ciotola capiente, unite l'amido di mais, 2 cucchiai di olio, salate e pepate abbondantemente e mescolate tutto con le mani.
Riprendete la padella di ghisa, magari datele una sciacquata veloce e asciugatela.
Ungetela abbondantemente con altri 2 cucchiai di olio, con le mani distribuitelo anche sui lati.
Ora dividete il composto di patate in due parti, più o meno uguali.
Con una parte ricoprite il fondo della padella, disponendole in modo che siano ben distese e arrivino a 3 cm. dai lati.
Lasciando un centimetro dal bordo, ricoprite le patate con il ripieno di spinaci e cipolle tenuto da parte.
Distribuitelo il più uniformemente possibile.
Ricoprite tutto con le patate rimanenti, questa volta sovrapponendo le fette partendo dal bordo della teglia, creando dischi concentrici verso il centro.
Dovreste avere un po' di liquido amidaceo rimasto nella ciotola, distribuitelo sulle patate. Ungete un foglio di alluminio con un goccio d'olio e usatelo per coprire la teglia, con il lato unto rivolto verso il basso, sulle patate.
Cuocete in forno per 30 minuti quindi rimuovete il foglio di alluminio e irrorate la superficie con l'olio rimanente:
Alzate la temperatura del forno a 200° ventilato e cuocete per altri 30-35 minuti, ruotando la padella a metà cottura, fino a doratura completa in superficie e sui bordi.
Togliete dal forno, lasciate riposare per circa 10 minuti e servite, direttamente dalla teglia.
Se non disponete della padella di ghisa, potete usare anche una normale teglia da forno, la consistenza sarà un po' diversa ma ugualmente buona.
Zuppa fredda di cetrioli - chilled cucumber soup
Il libro Cook_my_Books di questa settimana è colorato e creativo come la sua autrice Rachel Khoo, star di tre serie televisive BBC, autrice di libri di cucina che sono ormai bestseller, nonchè illustratrice e molto altro, che con questo suo "Rachel Khoo's Kitchen Notebook" ci regala qualcosa di esuberante, quasi un robusto quaderno con gli angoli arrotondati, dove ogni pagina è una scoperta di ricette deliziose, di idee ricche di stile e di foto, di illustrazioni, di racconti e aneddoti coinvolgenti. Un libro decisamente diverso, che ti fa sorridere di sorpresa ogni volta che lo apri. E io mi sono ritrovata a sorridere da sola, sentendomi anche un po' scema, leggendo il racconto di come è nato il piatto che ho scelto di fare.
Rachel infatti dice che l'ispirazione è arrivata dopo una giornata di sci sulla neve di St.Moritz, posto alquanto improbabile per una zuppa fredda di cetrioli, e di aver bevuto un gin tonic a cui il barista aveva aggiunto del pepe e una fetta di cetriolo. Il contrasto con i sapori del ginepro e del liquore l'hanno talmente colpita che ha deciso di mettere tutto in un nuovo piatto.
Quindi se, come me , amate i cetrioli, questa zuppa con la sua combinazione di sapori vivaci e rinfrescanti, fa per voi. La amerete e sarà il piatto della vostra estate.
Zuppa fredda di cetrioli
(Chilled cucumber soup)
per 2 persone
2 o 3 cetrioli grandi
4 gambe di sedano (con le foglie)
1 o 2 cucchiaini di aceto di vino bianco
10 bacche di ginepro
4 cucchiai abbondanti di crème fraîche
sale, pepe bianco
Macinate le bacche di ginepro con 1 cucchiaino di sale fino a
ottenere una polvere fine usando un macinino per le spezie o usando un pestello e un
mortaio. Lavate e sfibrate le coste di sedano, meglio però prenderle dal cuore con le loro foglie tenere, lavate e asciugate anche i cetrioli, eliminate un pezzetto dalle estremità, poi, senza togliere la buccia, tenetene da parte circa 200 g e tritate grossolanamente il resto dei cetrioli insieme al sedano.
Trasferite il trito di sedano e cetrioli in un frullatore insieme all'aceto di vino bianco e frullate, anche a più riprese, fino ad ottenere un composto il più fine possibile.
Ora prendete un setaccio a maglia fine, foderatelo con una mussola sottile, un tessuto pulito, sempre sottile. Versate il frullato di sedano e cetrioli sulla mussola, raccogliete i lembi del tessuto in modo che l'interno sia perfettamente contenuto e chiuso e iniziate a torcere in modo da spremere ed estrarre il succo. Fate più volte questa operazione in modo che esca più succo possibile..
Raccoglietelo in una brocca e mettetela in frigorifero per almeno 30 minuti, o nel freezer 15 minuti.
Dovrà essere ghiacciato.
Trasferite la polpa spremuta rimasta nel tessuto in una ciotola, aggiungete la crème fraîche e le bacche di ginepro macinate, mescolate bene per amalgamare tutto.. Tenete in frigorifero fino al momento dell'uso.
Ora, con la mandolina, affettate sottili i 200 g di cetriolo che avevate messo da parte.
Condite con sale e abbondante pepe bianco macinato al momento e lasciateli qualche minuto in un piatto fondo.
Per servire, dividete il brodo di cetriolo fra le ciotole, scolate dal liquido i cetrioli affettati e ripartiteli nelle ciotole, con il composto di crème fraîche e trito di cetrioli preparate delle quenelles usando un paio di cucchiai e aggiungetele alla zuppa.
Servite immediatamente.
Consigli:
- la zuppa è deliziosa così, ma se volete potete aggiungere gamberi cotti e sgusciati, polpa di granchio e anche striscioline di prosciutto crudo.
- Meglio tenere cetrioli e sedano prima di preparare la zuppa, la aiuterà a raffreddare più velocemente.
Carciofi al vapore e salsa di peperoni e anacardi
Amo i carciofi, posso dire che, insieme agli asparagi, sono
fra le mie verdure preferite.
Quando ero bambina mi piaceva intingere le foglie, una per una, in una ciotola con solo sale, olio e una
lacrima di aceto, e quando arrivavo al fondo, tenerissimo e dolce, lo facevo a
pezzetti piccoli piccoli, per farmelo durare il più possibile.
Quando ho visto questa ricetta non ho avuto esitazioni. E Nick Sharma,
l’autore del libro Cook_my_Book di questa settimana, col suo tocco geniale e creativo, mi ha regalato un sapore inaspettato, un
abbinamento con una salsa un po’
inusuale, leggermente dolce ma con una nota fresca che ha esaltato quello dei
carciofi. Grazie Nick!
Carciofi a vapore con salsa di peperoni bruciati e
anacardi
Per 2 persone
4 carciofi medi (io ho scelto quelli spinosi sardi)
70 g di anacardi interi, non tostati
120 ml di acqua bollente
1 peperone rosso
2 cucchiai di zenzero fresco grattugiato
2 cucchiai di coriandolo tritato
2 cucchiai di succo di lime
1 cucchiaio di sciroppo d’acero
½ cucchiaino di paprika affumicata
1 pizzico di peperoncino in scaglie
poco succo di limone
In una ciotola mettete gli anacardi a bagno con l’acqua
bollente. Lasciateli riposare così per 30 minuti.
Sul fornello, a diretto contatto con la fiamma, fate abbrustolire il peperone
finché la pelle sarà ben bruciata. Poi pulitelo grossolanamente, lasciando
qualche pezzetto bruciato, tagliatelo a metà ed eliminate semi e filamenti,
riducetelo in striscioline. Mettetelo nel boccale di un frullatore, scolate gli
anacardi e aggiungeteli, unite lo zenzero fresco e date una prima frullata, poi
aggiungete le foglie di coriandolo tritate, il succo di lime, lo sciroppo
d’acero, la paprika affumicata e continuate a frullare fino ad ottenere un
composto liscio. Unite il peperoncino, assaggiate e regolate di sale. Potete
preparare questa salsa anche il giorno prima, basterà riportarla a temperatura
ambiente prima di servire e, se avanza, sarà ottima anche con altre verdure.
Mondate i carciofi e i loro gambi eliminate le foglie
esterne più dure, tagliate la punta e cercate di aprire un po’ le brattee. Man
mano metteteli a bagno in acqua acidulata con il limone.
Cuoceteli nel cestello per la cottura a vapore finché saranno morbidi.
Serviteli subito conditi con un filo d’olio e accompagnati
dalla salsa di peperoni e anacardi
Soparnik
La mia seconda ricetta del libro The Balkan Kitchen di Irina Janakievska che stiamo sfogliando questa settimana con Cook_my_Books è una specie di torta salata di origini molto umili, della regione Poljica, nella Dalmazia meridionale.
Ciò che la rende unica è la tecnica di cottura. Il Soparnik viene cotto direttamente sul Kamin, il camino croato con fuoco vivo all'aperto, e la parte superiore di questa preparazione viene ricoperta di braci fatte con legno di vecchie viti o ulivi. Non appena si gonfia, viene praticato un foro al centro per far uscire l'aria mentre le ceneri vengono spolverate delicatamente con uno spazzolino.
Non disponendo di un camino, ho cotto tutto nel forno, utilizzando due teglie preriscaldate come suggerisce l'autrice, sperando di trasformare un forno domestico in un vero kamin
Se avete la fortuna di disporre di un camino o un forno a legna all'aperto, e se siete bravi fuochisti, provate a cuocerlo sotto i carboni ardenti.
A noi è piaciuto molto anche cotto così
Poljički soparnik
per 4/6 persone
400 g di farina 00 più quella per spolverare
200 ml di acqua tiepida
30 ml di olio e.v. d'oliva più quello per ungere
1/2 cucchiaino di sale fino
per il ripieno:
500 g di bietole giovani, o arcobaleno, oppure spinaci baby
100/120 g di cipollotti freschi o scalogni, tritati grossolanamente
2 cucchiai colmi di olio e.v. d'oliva
sale, pepe nero macinato al momento
per completare:
60 ml di olio e.v. d'oliva
2 o 3 spicchi d'aglio
10 g di prezzemolo fresco, tritato
Setacciate la farina in una ciotola capiente, aggiungete il sale, l'acqua e l'olio. Mescolate con una forchetta giusto per amalgamare e avere un impasto grezzo. Trasferitelo sulla spianatoia leggermente infarinata e impastatelo per circa 5 minuti fino a renderlo liscio e omogeneo.
Rimettetelo nella ciotola, spennellate con un goccio d'olio, coprite e mettete da parte a riposare per almeno 30 minuti.
Nel frattempo preparate il ripieno. Togliete il gambo alle bietole, lavateli e teneteli da parte, poi lavate anche le bietole, lasciatele sgocciolare quindi avvolgetele in uno strofinaccio pulito e asciugatele senza schiacciarle troppo. Tritatele grossolanamente e mettetele in una ciotola capiente.
In una padella scaldate l'olio a fuoco medio alto, aggiungete i cipollotti, i gambi delle bietole e il sale e lasciate soffriggere per qualche minuto finché si saranno ammorbiditi ma ancora interi. Ora unite le bietole tritate e una generosa macinata di pepe. Mescolate e lasciate cuocere qualche minuto.
Lasciatele raffreddare, scolando il liquido in eccesso.
Scaldate il forno a 180°, ventilato. Mettete due grandi teglie in forno a scaldarsi.
Riprendete l'impasto, dividetelo in due pezzi di uguale dimensione e formate due palline.
Spolverate leggermente con la farina la spianatoia di lavoro. Stendete ogni pallina in un tondo di circa 36 cm. e trasferitela su un pezzo di carta forno. Distribuiteci sopra il ripieno lasciando un bordo di 3 cm circa
Coprite con l'altro tondo di pasta, ripiegate e sigillate i bordi per racchiudere bene il ripieno.
Con un ago fate molti piccoli fori in modo che l'aria possa uscire.
Togliete le teglie dal forno, con cautela trasferite il soparnik in una teglia, spostandolo con la carta forno. Coprite la preparazione con un altro foglio di carta forno e adagiatevi sopra la seconda teglia calda.
Mettete in forno e cuocete per circa venti minuti, durante i quali il Soparnik dovrebbe gonfiarsi un po' al centro e sollevare la teglia che lo ricopre. Toglietela e rimuovete anche la carta, poi rimettete in forno per altri 10 o 15 minuti, finché sarà dorato e cotto.
Mentre cuoce, tritate finissimamente il prezzemolo, lavato e asciugato, gambi compresi, con l'aglio, e mettetelo in una ciotola con l'olio. Oppure mettete tutti gli ingredienti in un frullatore e frullate fino ad avere una salsa.
Sfornate il Soparnik e spennellatelo subito abbondantemente con la salsa al prezzemolo.
Servitelo ben caldo accompagnato con dell'altra salsa..
Note dell'autrice:
Gli spinaci sono un buon sostituto delle bietole giovani,
ma provate con qualsiasi verdura a foglia che preferite.
Soufflé di zucchine e parmigiano
Questa settimana di Cook_my_Books è dedicata al libro Soufflés, di Matthieu Dumas un compendio di ricette relativo a una preparazione che ultimamente è caduta un po' nel dimenticatoio. Un classico della cucina francese che lo ha visto protagonista su tutte le tavole del mondo. Nasce nella prima metà del Settecento, e il nome viene dal verbo souffler, soffiare, a indicare la sua classica consistenza gonfia.
Una ricetta declinabile sia nel salato che nel dolce con un numero di albumi, montati a neve, più alto dei tuorli, appunto per permettergli di gonfiarsi in cottura.
E cimentarsi con questa preparazione, vuol dire attendere con pazienza e inquietudine che pian piano cresca oltre lo stampo, segno inequivocabile che la prima fase è riuscita, perchè poi incombe il pericolo che tutto si trasformi in una insignificante frittatina non appena tolto dal forno.
Fare foto poi... una corsa alla Speedy Gonzales.
Quella che ho fatto io per riuscire a ritrarlo in tutto il suo splendore prima dell'inevitabile afflosciamento.
Soufflé di zucchine e parmigiano
450 g di zucchine
100 g di parmigiano grattugiato
40 g di farina + quella per lo stampo
40 g di burro morbidi
20 cl di latte
5 uova, divise in 3 tuorli e 5 albumi
2 cucchiai di olio d'oliva
2 o 3 rametti di timo, solo le foglioline
sale, pepe
Con l'aiuto di un pennello imburrate abbondantemente uno stampo da soufflé da 1 l. avendo cura di far risalire bene il burro anche sui lati, con un movimento dal basso verso l'alto.
Fatelo una seconda volta, senza lasciare impronte di dita.
Infarinate e sbattete lo stampo rovesciato per eliminare eccedenza di farina. Mettete in frigo.
Mondate e lavate le zucchine, asciugatele poi tagliatele a pezzetti regolari.
In una padella scaldate l'olio, unite le zucchine e fatele cuocere a fuoco vivo per un paio di minuti, poi abbassate il fuoco e continuate la cottura per altri 15 minuti, Alla fine dovranno essere cotte ma non sfatte.
Ora preparate la besciamella, scaldate il latte e mettete il burro in una casseruola, fatelo fondere e dorare leggermente, unite la farina e mescolate velocemente con la frusta per non fare grumi, lasciate cuocere un paio di minuti, poi unite il latte calde sempre mescolando velocemente con la frusta. Fate cuocere la besciamella qualche minuto finchè si ispessisce poi trasferitela in una ciotola.
Lasciatela intiepidire e poi aggiungete i tuorli uno alla volta. Poi incorporate le zucchine il parmigiano e mescolate bene per amalgamare tutto, regolate di sale e di pepe.
Lasciate intiepidire e poi montate a neve ferma gli albumi.
Scaldate il forno, STATICO, a 210°.
Riprendete il composto di zucchine quasi freddo e aggiungete una parte degli albumi mescolando delicatamente dal basso verso l'alto, per ammorbidirlo. Poi continuate a unire il resto della montata sempre mescolando con delicatezza per non smontarli.
Versate il composto nello stampo, arrivando solo fino a un dito dal bordo, senza sbavature, o sporcare lo stampo.
Mettete lo stampo nella parte bassa del forno, abbassate la temperatura a 190° e non aprite MAI lo sportello in cottura.
Lasciatelo cuocere per 25 minuti circa, dipende dal forno.
Lo vedrete gonfiarsi e salire oltre lo stampo solo verso la fine della cottura o quasi.
Servitelo immediatamente.
Sformato di polenta, verze e Montasio per l'Italia nel piatto
L'argomento di Febbraio per l'Italia nel Piatto, riguarda timballi e sformati. Scrigni preziosi che racchiudono sorprese ricche e golose e che sono sempre molto graditi. Preparazioni abbastanza semplici ma che hanno una propria storia, costruita in base al contesto geografico e che può essere considerata una sorta di ricetta anti spreco perché nobilita tutti gli ingredienti che li compongono, anche i più poveri. E io ho deciso di usare la polenta, molto presente sulle tavole friulane.
Sformato di polenta, verze e Montasio
per 4 persone
200 g di farina di mais
1 l. d'acqua
1 piccola verza, circa 600 g
1 carota
1 costa di sedano
1 grossa cipolla bionda
1 foglia di alloro
1 cucchiaino di semi di cumino
180 g di formaggio Montasio fresco
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
50/60 g di burro
sale, pepe
Mondate la verza, tagliatela a strisce regolari, lavatela e scolatela. Fate un trito sottile per il soffritto di sedano, carota e cipolla.
In una padella fondete una noce di burro e unite il soffritto, lasciatelo rosolare un paio di minuti poi unite la verza, mescolate per farla insaporire, poi salate e pepate, aggiungete l'alloro e i semi di cumino. Coprite con un coperchio e fatela ammorbidire, mescolando ogni tanto. Unite dell'acqua calda e abbassate il fuoco. Continuate la cottura mescolando ogni tanto e rabboccando con poca acqua calda alla volta fino a quando è cotta ma non spappolata. Dovranno essere abbastanza asciutte.
Preparate le polenta. Portate a ebollizione l'acqua, versate a pioggia la farina e il sale, e iniziate a mescolare fin quando è cotta, poi togliete dal fuoco, aggiungete un'altra noce abbondante di burro e il parmigiano, mescolatela per amalgamare.
Tagliate il formaggio a pezzetti.
Imburrate generosamente uno stampo a cerniera da 20/22 cm. e versate metà della polenta, compattatela sul fondo e fatela risalire lungo i bordi, in modo da creare un un incavo.
Ora mettete le verze nel centro, tenendole distanziate dal bordi. Cospargete le verze col formaggio a pezzetti. Ricoprite tutto con il resto della polenta, avendo cura che l'interno sia ben sigillato, premete e livellate con una spatola.
Mettete in forno, già caldo, a 180° per circa 20/30 minuti.
Servite lo sformato ben caldo.
Piemonte: Tartrà piemontese
Liguria: buridda di molluschi con riso
Lombardia: https://www.pensieriepasticci.it/2025/02/charlotte-di-mele-alla-milanese.html
Trentino-Alto Adige: Sformato di formaggio in monoporzione
Veneto: Timballo di riso e radicchio rosso di Treviso e Verona
Emilia-Romagna: Pasticcio di maccheroni alla ferrarese
Toscana. Bomba di riso della Lunigiana
Umbria: Parmigiana di cipolle di Cannara
Marche:Vincisgrassi, il timballo marchigiano
Lazio: Sformatino di cassola
Abruzzo:Sformato di ortaggi misti del Fucino
Molise: Timballo di cicorie
Campania:Coppola di Garibaldi
Puglia: Sformato di carciofi e patate alla brindisina
Basilicata: Sformatini di borragine con salsa di caciocavallo
Calabria: https://dolcementeinventando.com/risu-chjinu-timballo-di-riso-calabrese/
Sicilia: ttps://www.profumodisicilia.net/2025/02/02/timballo-di-siciliano/
Sardegna: https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2025/01/sformato-alla-sarda.html
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Zuppa di sedano rapa con crostini all'aglio
Gennaio, ormai sinonimo di Veganuary, termine inglese composto dalle parole Vegan e January, e la settimana Cook_my_Books è appunto dedicata al libro "The Official veganuary cook book"
Credo che rappresenti una vera occasione per provare una cucina diversa. Una opportunità per capire come ci si sente mangiando, per un mese intero o anche più, quasi solo vegetali.
Io sono onnivora, più verdure non mancano mai sulla mia tavola di ogni giorno, ma sono anche curiosa e mi piace sperimentare, cambiare, provare e questo libro offre una scelta infinita di suggerimenti, ricette che utilizzano un'ampia varietà di ingredienti, o usi alternativi di alimenti che già conosciamo. Un libro che ho apprezzato molto e che terrò a portata di mano.
Zuppa di sedano rapa con crostini all'aglio
per 4 persone
1 cipolla, sbucciata e tritata finemente
2 cucchiai di olio d'oliva
2 spicchi d'aglio sbucciati e tritati o grattugiati
750 g di sedano rapa, sbucciato e tagliato grossolanamente
1 patata, sbucciata e tagliata grossolanamente
1 rametto di rosmarino fresco, intero
1 foglia di alloro
1 litro di brodo vegetale
per i crostini:
2 cucchiai di burro vegano
2 cucchiai di olio d'oliva
2 spicchi d'aglio sbucciati e tritati o grattugiati
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato finemente
sale e pepe, a piacere
200 g di pane (qualsiasi tipo) tagliato a cubetti di
2 cm
per completare:
prezzemolo fresco, tritato
25 g di nocciole tostate, tritate
fiocchi di peperoncino essiccato
Per prima cosa preparate i crostini.
Scaldare il forno a 180° ventilato
Sciogliete il burro vegano in una padella e aggiungete l’olio, l’aglio e il prezzemolo. Mescolate e condite bene. Aggiungete i cubetti di pane e mescolateli nella padella, assicurandovi che siano tutti ben conditi.
Distribuiteli in un unico strato su una teglia e lasciateli in forno fino a quando saranno dorati e croccanti. Sfornate e
mettete da parte a raffreddare.
Nel frattempo preparate la zuppa. In una padella ampia, fate
soffriggere la cipolla nell'olio d'oliva fino ad ammorbidirla. Aggiungere
l'aglio e cuocete per un altro minuto o due, mescolando sempre per evitare che l'aglio
bruci.
Aggiungete il sedano rapa, la patata, il rosmarino, l'alloro
e il brodo, portate a ebollizione, coprite e lasciate cuocere a fuoco dolce per 25-30 minuti, finché le verdure saranno morbide.
Togliete la zuppa dal fuoco, eliminare la foglia di alloro, il rametto di rosmarino e i suoi aghi che eventualmente si saranno dispersi nel liquido, frullate la zuppa fino ad ottenere una
consistenza omogenea.
Servitela ben calda con prezzemolo tritato, nocciole e scaglie di
peperoncino, e con i crostini di pane sparsi sopra.
Una zuppa ricca, dal dolce sapore un po' terroso del sedano rapa, ma anche di tutti gli extra che potete aggiungere ad una ciotola di zuppa! Una minestra cremosa che trovo perfetta in ogni momento, non solo per il veganuary.
Ve la consiglio caldamente.
Natale 2024 - terza parte
Concludo il racconto delle ricette di Natale e Santo Sefano con queste che mi sono piaciute oltremodo.
Cappone ripieno al mandarino
Un cappone disossato
2 mandarini non trattati
1 rametto di rosmarino
1 ciuffo di salvia
2 rametti di timo
2 foglie di alloro
1 spicchio d'aglio
60 g di burro
1 bicchiere di vino bianco
sale, pepe nero
olio e.v. d'oliva.
Per il ripieno:
400 g di carne di vitello tritata
100 g di petto di pollo tritato
100 g di salsiccia
1 uovo
il succo di un mandarino
2 fette di pan carré ammollate nel latte e ben strizzate
1 cucchiaio abbondante di parmigiano grattugiato
1 ciuffo di prezzemolo tritato
1 spicchio d'aglio tritato finemente
sale, pepe
In una ciotola raccogliete le carni tritate, la salsiccia spellata e sbriciolata e tutti gli altri ingredienti. Lavorate a lungo per ottenere un impasto molto ben amalgamato, se vi sembra troppo morbido aggiungete poco pane grattugiato.
Fiammeggiate il cappone per eliminare eventuale peluria.
Apritelo bene sul tagliere, eliminate delle parti di grasso in eccesso.
Salate e pepate l'interno, distribuite ben bene la farcia preparata premendo per farla aderire, spingetela anche all'interno delle cosce disossate.
Ora richiudete il cappone, ricostruendone la forma. Fermate la pelle del dorso chiudendo con degli stuzzicadenti. Ora giratelo e legatelo al meglio per tenerlo in forma.
Fondete il burro a fuoco dolce, lasciatelo raffreddare e quando inizia ad essere pastoso, unite il succo filtrato dei due mandarini, mescolate bene e salate leggermente. Conservate i mezzi mandarini spremuti.
Scaldate il forno a 180° statico.
In una teglia scaldate un filo d'olio, appoggiate il cappone a petto in su.
Con un pennello da cucina, spalmatelo col burro al mandarino.
Unite le erbe aromatiche, le 4 metà dei mandarini spremuti, lo spicchio d'aglio, salate e pepate.
Mettete in forno e lasciatelo rosolare bene per circa mezz'ora, sfumatelo col vino bianco.
Cuocetelo per un paio d'ore, ma di tanto in tanto toglietelo dal forno e spennellatelo di nuovo con il burro al mandarino, fino quando è finito, e poi col suo fondo di cottura.
Servitelo con delle patate novelle arrostite al forno con rosmarino, aglio e scorza di limone.
Non sono riuscita a fare foto una volta affettato.
FARAONA RIPIENA ALLE CASTAGNE
(ricetta senza foto)
1 faraona disossata
80 g di pancetta liscia a fette
1 piccola cipolla
1 spicchio d'aglio
abbondante salvia
2 arance non trattate, il succo
1 bicchiere di vino bianco
una noce di burro
poco olio e.v. d'oliva
una noce di burro
sale, pepe
Per il ripieno:
200 g di salsiccia
100 g di carne trita di vitello
50 g di prosciutto cotto tritato (oppure mortadella)
2 fette di pan carré bagnate nel latte e ben strizzate
1 uovo
10/12 castagne cotte, spezzettate
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di nocciole tritate
1 ciuffo di prezzemolo tritato
1 spicchio d'aglio, tritato finemente
sale, pepe
Spellate e spezzettate la salsiccia, mettetela in una ciotola con la carne trita, l'uovo, le fette di pan carré ammollate nel latte e ben strizzate, il parmigiano, le nocciole, le castagne spezzettate e il trito di aglio e prezzemolo. Lavorate bene il tutto per avere un composto ben amalgamato.
Fiammeggiate la faraona disossata per eliminare eventuali piume e pelurie rimaste.
Apritela bene sul tagliere, salate e pepate l'interno. Foderatelo con le fette di pancetta.
Spalmate il ripieno sulla carne, distribuendolo bene ovunque. Mettete anche un paio di foglie di salvia spezzettate.
Se, come me, non avete la pazienza di ricucire con ago e filo la pelle della faraona, chiudetela con l'aiuto degli stuzzicadenti, giratela e legatela con due o tre giri di spago da cucina per tenerla in forma.
In una teglia scaldate un filo d'olio insieme a una grossa noce di burro, fate rosolare la faraona ripiena con tutte le erbe aromatiche, salate e pepate, unite la cipolla a fette, lo spicchio d'aglio.
Una volta rosolata, sfumatela con il vino bianco, spremete le arance e versate il succo sulla faraona.
Tagliate una delle metà arancia spremute a pezzi grossolani, e aggiungeteli nella teglia.
Mettete in forno già caldo a 180° statico.
Cuocete per circa 1 ora e mezza, e di tanto in tanto bagnate la carne con il suo fondo di cottura.
Carpaccio di sedano rapa e glassa speziata al mandarino
(da La Cucina Italiana)
per 6 persone
1 sedano rapa di circa 700 g
200 cl di succo di mandarino
2 mandarini
1 bastoncino di lemongrass
2 cucchiai di sciroppo d'acero
1 stella di anice stellato
1 cucchiaino di pepe nero in grani
1 cucchiaio di aceto di mele
1 ciuffo di aneto
40 g di olio e.v. d'oliva
Pulite il sedano rapa, sbucciatelo e affettatene 400 g con la mandolina o con l'affettatrice, dovrà essere molto sottile. Tagliate il resto a pezzetti e cuoceteli in acqua bollente salata per circa 20 minuti, fino a quando saranno morbidi. Scolateli e frullateli col minipimer insieme all'olio e.v. d'oliva. ottenendo un puré. Tenete da parte.
Spremete i mandarini per ottenere i 200 cl di succo. Mettete a bagno i petali di sedano rapa nel succo di mandarino. La ricetta dice di lasciarle 10 minuti, io ho preferito allungare i tempi e le ho tenute nel succo dalla mattina alla sera, ma la prossima volta ce le lascio tutta una notte.
Trascorso il tempo, scolate le fette di sedano recuperando il succo di mandarino.
Filtratelo e pesatene 150 grammi, mettetelo in una casseruola con la stella di anice, il bastoncino di lemongrass affettato finemente, il pepe nero, lo sciroppo d'acero e mettete su fuoco dolce per un quarto d'ora circa, finchè si riduce e diventa sciropposo. Filtrate la glassa e completatela con l'aceto di mele.
Lasciate raffreddare completamente. Passate i petali di sedano rapa nella glassa in modo che siano ben imbevuti.
Su un largo piatto fondo mettete la purea di sedano preparata in precedenza, arrotolate le fettine di sedano e disponetele in bell'ordine sul puré.
Pelate a vivo gli spicchietti dei mandarini e disponeteli fra le fettine di sedano, completate con ciuffetti di aneto e irrorate con un poco della glassa speziata.
Coste gratinate
1 kg circa di coste
1 spicchio d'aglio
una generosa noce di burro
q.b. di parmigiano grattugiato
sale, pepe nero
per la besciamella
1 l. di latte intero
100 g di farina
100 g di burro
q.b. di noce moscata
sale, pepe
Mondate le coste, togliete il grosso della parte verde, la potrete usare per altre preparazioni. Con un coltellino a lama sottile, o uno spelucchino, eliminate la sottile pellicola esterna, resteranno più morbide. Tagliatele a pezzettoni regolari.
Scottatele qualche minuto in acqua bollente salata, poi scolatele.
In una larga padella fondete il burro, aggiungete lo spicchio d'aglio e unite le coste scolate. Lasciatele insaporire una decina di minuti.
Nel frattempo preparate la besciamella, rosolate bene la farina nel burro, unite il latte caldo mescolando energicamente con le fruste per evitare grumi, e lasciate cuocere qualche minuto, salate, pepate e unite la noce moscata.
Ora mettete qualche cucchiaiata abbondante nelle coste e mescolatele bene.
Imburrate dei piccoli stampi, oppure anche una pirofila da forno, riempite gli stampi, o la pirofila, con le coste condite. Fate su ogni stampo un generoso strato di besciamella, poi cospargete abbondantemente con il parmigiano grattugiato e mettete in forno a gratinare. Saranno pronte quando la superficie sarà ben dorata.
Insalata di Natale
(da una ricetta dello chef Cesare Battisti del ristorante Ratanà)
2 o 3 cespi di radicchio trevisano tardivo
1 grossa mela rossa
chicchi di melograno
1 rametto di rosmarino
50 g di pecorino grattugiato
2 cucchiai di aceto balsamico
1 fetta di pandoro ridotta a cubetti
q.b. di olio e.v. d'oliva
sale, pepe
Mondate il radicchio, tagliatelo a tocchi lasciando più grandi le punte e man mano si scende verso il fondo, a pezzi più piccoli. Lavatelo e asciugatelo.
In una padella tostate i cubetti di pandoro e tenete da parte.
Sgranate mezza melagrana e conservate i chicchi.
In un altro padellino mettete 40 g di olio e.v. d'oliva e aggiungete gli aghi del rametto di rosmarino, fatelo scaldare fino a quando inizia a soffriggere.
Lavate e asciugate la mela, tagliatela a metà ed eliminate il torsolo, tagliatela a fette.
In un largo piatto fondo fate un abbondante strato di pecorino grattugiato, nel centro mettete il radicchio, le fettine di mela, i chicchi di melograno. Condite con l'olio caldo e il rosmarino, unite l'aceto balsamico, sale e pepe. Per ultimo i cubetti di pandoro tostati.
Condite mescolando tutto insieme.
Lo chef ha usato una mela, sbucciata, che aveva anche la polpa rossa, ma io fatico a trovarle e ho usato una mela rossa Golden Delicious lasciando la buccia.
E' stata molto apprezzata.
e poi, oltre a Panettoni, Offelle, Panbriaconi, torroni ecc.ecc., anche dei cantucci da "pucciare" nel Vinsanto e la mia vecchia mattonella di castagne e cioccolato.
La ricetta, a cui stavolta ho aggiunto anche 70 g di albicocche secche a pezzettini,
Cantucci con farina di castagne e mandorle (senza glutine)
(Ricetta di Rossanina Maga Merletta, freefrom)
200 g di farina di castagne
(oppure 150 g di farina di castagne e 50 g di farina di riso)
70 g di fecola di patate
2 uova intere (120 g )
2 tuorli
1 uovo sbattuto per spennellare
140 g di zucchero di canna chiaro
10 g di lievito per dolci
(o 6 g di cremor tartaro e 3 di bicarbonato)
180/200 g di mandorle con la buccia
Tostate leggermente le mandorle. Lasciatele raffreddare
Montate le uova e i tuorli con lo zucchero finché tutto è gonfio e spumoso.
Unite la farina di castagne setacciata insieme a quella di riso (se la usate) alla fecola di patate e al lievito.
Mescolate e realizzate tre filoncini. Posizionateli su una teglia rivestita di carta forno, date loro una forma più o meno uguale e spennellateli con l'uovo sbattuto, avranno un aspetto lucido.
Cuocete in forno statico già caldo a 180° per circa 20/25 minuti.
Toglieteli dal forno, lasciateli intiepidire poi tagliateli in obliquo.
Rimettete in forno a 170° per altri 10 minuti.
N.B. La farina di castagne può essere completamente sostituita da farina di riso. il biscotto sarà più friabile e meno compatto.
Ottimi serviti col Vin Santo.
Mattonella di castagne e cioccolato
150 g di cioccolato fondente al 70%
500 g di marmellata di marroni (io ho usato quella dell'Ardèche)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
130 g di burro
1 cucchiaio di scorza grattugiata di una arancia non trattata
1 cucchiaio abbondante di Brandy o di Rum
50 g di zucchero a velo
cacao per spolverare
Per decorare:
qualche marron glacé
confettini argentati
qualche mandorla pralinata
qualche violetta candita
Spezzettate il cioccolato e fondetelo insieme al burro. Io lo faccio in Microonde alla potenza più bassa.
Mescolate finché è tutto ben amalgamato e trasferite tutto in una ciotola.
Unite lo zucchero a velo, la marmellata di marroni, la scorza d'arancia, la vaniglia e il liquore. Mescolate lungamente per avere un composto omogeneo.
Foderate con la pellicola un piccolo stampo a piacere. Versate il composto e date una leggera sbattuta allo stampo perchè si assesti. Coprite con altra pellicola e mettete in frigorifero per una notte.
Al momento di servire, sformate la mattonella sul piatto di servizio, spolveratela di cacao e guarnitela con le violette candite, i marron glacé, i confettini argentati e le mandorle pralinate.
Anche questo Natale è archiviato.
Buon anno a tutti quelli che passeranno di qua.





























