Petits pots al cioccolato con ciliegie arrostite e crema al KIrsch
Ancora una ricetta dal libro Fruitful di Sarah Johnson, sfogliato la settimana scorsa con Cook_my_Books.
Nonostante il caldo, è stata molto apprezzata. Ma si sa, i dolci al cioccolato non conoscono stagione.
Forse è stata la sua consistenza fresca e cremosa, forse il sapore aromatico delle ciliegie, oppure quella soffice, delicata crema al Kirsch che accompagnava armoniosamente tutto. Quale che sia il motivo, una cosa è certa: questo è un dolce eclettico e appagante, ed è sparito in un nano secondo.
Mi viene voglia di provarlo con le prugne rosse e, magari più avanti, con le pere. Dovrebbero starci molto bene,
Per 8 persone
200 g di cioccolato fondente al 70%
320 ml di latte intero
400 ml di panna fresca
65 g di zucchero semolato
1 baccello di vaniglia, tagliato a metà (o 1 cucchiaino di estratto)
8 tuorli d'uovo
Per la crema al kirsch:
250 ml di panna fresca fredda
1 cucchiaio e mezzo di zucchero
1 cucchiaio scarso di kirsch o altro liquore alla ciliegia
Per le ciliegie arrostite:
500 g di ciliegie denocciolate
1 cucchiaio di zucchero
2o 3 cucchiaini di succo di limone
2 cucchiai di Kirsch o altro liquore alla ciliegia
un pezzetto di cannella
Arrostite le ciliegie.
Sistematele, intere, denocciolate e in un solo strato, dentro una pirofila. Cospargetele uniformemente con lo zucchero, il succo di limone, il vino e la
cannella
Cuocete in forno ventilato a 200° C per circa 20 minuti poi togliete dal forno e lasciate raffreddare. Tenetele d'occhio in modo che il loro fondo non si asciughi troppo. Potete prepararle anche il giorno
prima, conservatele in un contenitore in frigorifero.
Preparate la crema. Scaldate il forno a 160° ventilato.
Fondete il cioccolato in
microonde alla potenza più bassa, oppure a bagnomaria. In un'altra casseruola unite il latte, la panna e lo zucchero.
Raschiate i semi dal baccello di vaniglia, quindi aggiungete sia i semi che il
baccello al composto, ma se preferite
usate l’estratto. Mettete su fuoco medio
e portate a ebollizione. Mentre il latte si scalda, mettete i tuorli d'uovo in una ciotola. Quando il
latte è caldo e lo zucchero si è sciolto, togliete dal fuoco, filtrate ed iniziate a versare lentamente il
latte sui tuorli, mescolando continuamente con una frusta. Una volta aggiunto
tutto il latte, unite il cioccolato
fuso e, usando una spatola,
incorporatelo lentamente. Filtrate nuovamente il
composto attraverso un colino a maglia fine, quindi dividetelo equamente in
otto stampini individuali o coppette resistenti al calore.
Una volta fredde, coprite ognuna con la pellicola e conservate in frigorifero.
Per preparare la crema al kirsch, unite la panna e lo
zucchero in una ciotola e montate con una frusta fino a quando la panna si
addenserà ma senza montare del tutto. Aggiungete il kirsch, mescolate per
incorporarlo e assaggiate. Regolate la quantità di zucchero o di liquore a piacere. Continuate con le fruste finchè la
panna al Kirsch sarà ben montata.
Sardelle all'agro per l'Italia nel piatto
Sapori d'acqua è il tema di questo mese de l'Italia nel Piatto. Per la mia regione, il Friuli Venezia Giulia, ho scelto una ricetta molto semplice con le sardine. Quella che mia nonna preparava in alternativa alle solite sarde ripiene e fritte di cui ho già parlato.
Nei paesi dell'entroterra friulano non era come adesso che il pesce, più o meno, lo trovi abbastanza facilmente, soprattutto nella grande distribuzione. Un tempo arrivava sulle due ruote, direttamente da Marano Lagunare. Ricordo il grido che il venerdì annunciava l'arrivo dell'omino con la sua bicicletta, dove, legata dietro il sellino, c'era una grande cassetta di legno colma di ghiaccio e di poco pesce, perlopiù azzurro, e qualche anguilla. "donne vegnè quaaaa, sardeleeee, sgombriiii, bisatiii"
Allora mia nonna mollava qualunque cosa stesse facendo in quel momento e si precipitava fuori, in strada, per andare incontro a quell'uomo in bicicletta e riuscire a comprare qualche sardina prima che andassero esaurite.
Questa è la ricetta di mia nonna e io la seguo pedissequamente da quando mi sono sposata, ormai 56 anni fa.
Sardelle all'agro
per 2 persone
500 g di sardine fresche
2 limoni, il succo
40 g di capperini sotto sale, dissalati
olio e.v. d'oliva abbondante
sale, pepe
un ciuffo di prezzemolo
1 spicchio d'aglio pelato
Pulite le sardine, eliminate la testa ed apritele a libro, eliminate le interiora, la coda e la spina centrale, sciacquatele molto bene sotto l'acqua corrente..
Man mano mettetele in una ciotola con acqua molto fredda. Una volta terminate, lasciatele a bagno nell'acqua freddissima per un quarto d'ora circa, poi scolatele e tamponatele bene per asciugarle.
Scaldate il forno a 180° statico.
Nel frattempo spremete i limoni e filtrate il succo.
Tritate il prezzemolo e dissalate i capperini.
In una ciotola mescolate il succo dei limoni con abbondante olio e.v. d'oliva, il prezzemolo tritato e i capperini ben scolati e strizzati leggermente
Prendete una pirofila da forno, strofinate abbondantemente l'interno con lo spicchio d'aglio e ungetela con un filo d'olio.
Disponete i filetti di sardine con l'interno rivolto verso l'alto.
Cospargete tutto con il condimento preparato in precedenza e mettete in forno per 12-15 minuti circa.
Servite ben caldo.
Liguria: orata al forno con erbe aromatiche e limone
Trentino-Alto Adige Insalata di trota affumicata
Veneto: Pesce incovercià
Emilia-Romagna Risotto con le poveracce https://zibaldoneculinario.blogspot.com/2026/07/risotto-con-le-poveracce-vongole.html
Toscana. Zuppa di pescatrice
Marche https://www.forchettaepennello.com/2026/07/mazzancolle-in-padella-con-verdure.html
Umbria Lumachine alla schegginese - pasta umbra con trota e tartufo
Lazio Votapiatto di calamarelle
Abruzzo Spaghetti alla Trappitara
Molise Taccozze con cicale e ricotta
Campania Gamberoni alla Cilentana
Puglia Triglie al limone
Basilicata Insalata di baccalà con peperoni cruschi e lampascioni
Calabria https://dolcementeinventando.com/panino-col-pesce-spada-di-scilla/
Sicilia Totani Abbuttunati alla Griglia
Sardegna https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2026/07/insalata-di-spigola-golosa.html
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Crostata di albicocche al Moscato
Il libro Cook_my_Books della settimana è Fruitful di Sarah Johnson. Un immancabile appuntamento estivo con la frutta. Ma questo è un libro che sicuramente risfoglieremo anche in altre stagioni, vista la ricchezza delle sue pagine e l'originalità delle idee che contiene. Sarah Johnson è una giovane pasticcera che si è formata seguendo la filosofia di Alice Waters, con cui ha lavorato nel suo ristorante californiano, e cioè dal produttore al consumatore, garantendo materie prime freschissime e di qualità.
E quindi io ho scelto di produrre, e consumare, una meravigliosa crostata con un frutto che ora è perfettamente di stagione, le albicocche.
Crostata di albicocche al Moscato
(Apricot Muskat tart)
Per 10/12
125 g di burro non salato freddo, a cubetti
250 g di farina 00, più altra per infarinare
3 cucchiaini di zucchero semolato
½ cucchiaino di sale
1 uovo, più 1 tuorlo
125 g di purea di albicocche
150 ml di panna fresca
2 uova
100 g di zucchero semolato
80 g di mandorle tritate
½ cucchiaino di sale
30 g di burro fuso
da 2 a 4 cucchiai di Moscato
Per la purea di albicocche:
5 o 6 grosse albicocche mature denocciolate
40 g di zucchero
poca acqua
Per le albicocche arrostite:
5 o 6 grosse albicocche, denocciolate e divise a metà
4 cucchiai colmi di Moscato
50 g di zucchero semolato
1 bacca di vaniglia (i semini) o 2 cucchiaini di essenza di vaniglia
poca acqua
Per accompagnare:
albicocche arrostite
crème fraîche o panna montata
Preparate la pasta. Mescolate il burro con la farina fino ad avere un composto granuloso, riponete in un contenitore ermetico e conservartelo in frigorifero per almeno 30 minuti, meglio per tutta la notte.
Una volta che il burro e la farina si saranno raffreddati a
sufficienza, toglieteli dal frigorifero e versateli in un robot da cucina
insieme allo zucchero e al sale. Azionate fino a ottenere un impasto dalla
consistenza simile a quella del pangrattato. Con il robot in funzione,
aggiungete l'uovo intero e il tuorlo e continuate a mescolare fino a quando le
uova non saranno completamente incorporate. Trasferite l'impasto sulla spianatoia e lavoratelo con le mani. Dategli la forma di un disco,
avvolgetelo nella carta forno e mettetelo in frigorifero per almeno 3 ore, preferibilmente per tutta la notte.
Togliete la carta da forno e spolverate leggermente entrambi i lati con della farina. Adagiate l'impasto tra due fogli di carta da forno, quindi, partendo dal centro, iniziate a stenderlo verso l'esterno. Ruotate l'impasto di un quarto di giro e continuate a stenderlo fino ad ottenere un cerchio uniforme di circa 28 cm di diametro. Se l'impasto risultasse difficile da stendere, lasciatelo sul piano di lavoro per 5 minuti per ammorbidirlo leggermente. Se al contrario l'impasto risultasse troppo morbido o iniziasse ad attaccarsi, rimettetelo in frigorifero prima di continuare. Prendete una tortiera apribile da 25 cm, rimuovete la carta da forno e spolverate leggermente la superficie della pasta con la farina. Trasferite la pasta nella tortiera e con le dita premete sul fondo e uniformemente sui lati. Rifilate i bordi e mettete in frigorifero a raffreddare.
Una volta raggiunto il bollore, sbattete leggermente con una
frusta, lasciate riprendere di nuovo il bollore, poi togliete dal fuoco e
trasferite le albicocche cotte in una ciotola.
Quando la purea si sarà raffreddata a sufficienza per
poterla maneggiare, passatela al passaverdure o al setaccio per eliminare le
bucce. Misurate 120 g di purea e aggiungete 40 g di zucchero. Rimettete il
composto nel pentolino e cuocete per 10 minuti a fuoco molto basso fino a
ottenere una purea lucida. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
Aumentate la temperatura del forno a 180 °
Una volta che il guscio di pasta si sarà raffreddato, distribuitevi uniformemente la purea di albicocche.
In una ciotola capiente, unite la panna fresca, le uova, lo zucchero, le mandorle tritate e il sle.
Sbattete tutto insieme e incorporate pian piano il burro fuso. Versate due terzi del ripieno sulla purea di albicocche. Adagiate delicatamente lo stampo con la crostata sul ripiano centrale del forno e versate il resto del ripieno nella crostata.
Cuocete per altri 25 - 30 minuti finché la superficie sarà ben dorata e i bordi sodi, ma il centro ancora leggermente tremolante.
Togliete la crostata dal forno e adagiatela su un canovaccio
o una superficie resistente al calore. Irrorate la superficie con il Moscato e lasciate riposare per 5 minuti. Trasferite la crostata su
una gratella e fatela raffreddare completamente.
Mentre la crostata si raffredda, preparate le albicocche arrostite.
Disponete tutte le mezze albicocche ben distese in una pirofila, con la parte tagliata verso l'alto. Cospargetele con 2
cucchiai di Moscato e aggiungete acqua sufficiente a ricoprire
leggermente il fondo della pirofila (circa 2-3 cucchiai). Infornate a 180°per 7 o 8 minuti.
Nel frattempo, raschiate i semi dal baccello di vaniglia (o l'essenza se preferite usare quella) e
metteteli in una ciotola insieme allo zucchero. Con la punta delle dita,
strofinate la vaniglia nello zucchero e mettete da parte. Quando le albicocche
saranno calde e inizieranno a sfrigolare leggermente sui bordi, distribuite
uniformemente il composto di zucchero sulla superficie e continuate la cottura
per altri 7-10 minuti, finché lo zucchero si sarà sciolto nella frutta e i
bordi avranno iniziato a scurirsi. Le albicocche dovranno risultare tenere mantenendo però la loro forma. Togliete la teglia dal forno e assaggiate un pezzetto di
una delle albicocche e regolate la dolcezza aggiungendo lo
zucchero rimanente, se necessario.
Cospargete le albicocche con i restanti 2
cucchiai di Moscato e lasciatele raffreddare su una griglia.
Servite la crostata a temperatura ambiente con
2-3 albicocche arrostite, una cucchiaiata di crème fraîche o, come nel mio caso, di panna montata, e irrorate con il
succo rimasto dalle albicocche arrostite.
Un po' laboriosa questa ricetta, con i tempi di riposo e le varie preparazioni, ma ne è valsa davvero la pena.
carpaccio di trota e frutta con vinaigrette al Martini dry
E allora cerco di mettere in tavola qualcosa che possa invogliare a prendere la forchetta e assaggiare.
2 o 3 pmodorini Piccadilly o pizzutelli
qualche foglia di basilico
il succo e la scorza di 1 lime
q.b. di olio e.v.d'oliva di buona qualità
2 cucchiai di Martini dry
Con un coltello da sfiletto, ben affilato, ricavate delle fettine sottili sottili dalla polpa del pesce.
Fatelo quando è ancora leggermente congelato, sarà meno complicato.
Disponetele su un bel piatto di servizio. Ho scelto il mio prezioso Royal Albert, che adoro.
Lavate le ciliegie, denocciolatele e dividetele a metà.
Lavate e asciugate la nettarina, che dovrà essere ancora croccante, tagliatela a fette e poi a pezzetti, lasciando la buccia.
Lavate e asciugate i pomodorini, tagliateli a metà, svuotateli dei semi e tagliateli in coriandoli.
Distribuite la frutta e il pomodoro sul pesce in modo omogeneo, completate con un tocco di verde, qualche fogliolina di basilico o prezzemolo.
Versate la vinaigrette sul carpaccio con la frutta in modo che ne venga poi ben ricoperto. Coprite con una pellicola e lasciatelo riposare in frigo per circa un quarto d'ora, poi servitelo.
Spiedini di controfiletto e verdure per il Club del 27
Il libro del mese per Il Club del 27 è Grilling di Martha Stewart.
Con questo libro Martha ci illustra tecniche e ricette che si concentrano sulla preparazione impeccabile con la cottura ad altissime temperature e su abbinamenti raffinati. Le sue linee guida per il barbecue spaziano dai classici burger alle cotture affumicate fino alla preparazione della griglia, il controllo della temperatura e le cotture. Un libro perfetto per riuscire a padroneggiare bene la cottura al BBQ.
Io ho scelto una delle più classiche, gli spiedini.
450 g di punta di controfiletto, tagliata a
cubetti di circa 4 cm
1 zucchina media, tagliata a rondelle spesse circa
1 peperone rosso, tagliato a pezzi di circa 2,5 cm
1 peperone giallo, tagliato a pezzi di circa 2,5 cm
olio d'oliva, per la griglia e per spennellare
2 cucchiai di aceto balsamico
1 cucchiaio di salsa di soia
un pizzico di pepe nero macinato al momento
Chimichurri:
60 g di cipolla rossa tritata finemente
un ciuffo abbondante di prezzemolo, tritato
q.b. di olio extravergine di oliva
30 g di aceto di Sherry
2 cucchiai di origano fresco tritato
1 cucchiaio di aglio tritato finemente
2 cucchiaini di sale grosso
½ cucchiaino di peperoncino in fiocchi
pepe nero a piacere, macinato al momento
Preparate il chimichurri. Mescolate tutti gli ingredienti in una ciotola media fino a ottenere un composto omogeneo. (potete conservarlo in frigorifero in un contenitore ermetico fino a 2 giorni).
Se utilizzate spiedini di legno, lasciateli a bagno in acqua
per almeno 30 minuti, così non si bruceranno in cottura.
In una pirofila bassa, mescolate l'aceto, la salsa di soia e una macinata abbondante di pepe nero. Aggiungete la carne e mescolate affinché si insaporisca
uniformemente.
Coprite e lasciare marinare per 30 minuti. Trascorso il tempo, togliete la carne
dalla marinata, lasciando sgocciolare l'eccesso, poi asciugatela tamponando con carta assorbente.
Servite gli spiedini conditi con il chimichurri.
Carne apache in cestini di lattuga
Con un po' di ritardo pubblico la mia ultima ricetta dal libro Convivir di Rogelio Garcia, che abbiamo sfogliato un paio di settimane fa con Cook_my_Books.
La carne Apache è una preparazione tradizionale a base di
manzo tipica dello stato messicano del Michoacán. Solitamente preparata con
carne macinata magra, è una sorta di incrocio tra una tartare di manzo e un
ceviche. Come nel ceviche, l'acidità del lime "cuoce" la carne cruda.
Più a lungo la carne viene lasciata nella marinata di lime, più
"cotta" risulterà. Sebbene venga spesso servita con tortilla chips, l'autore ha rivisitato la ricetta servendola in cestini di lattuga, con l'aggiunta di patate croccanti. La vinaigrette di tomatillo e acciughe aggiunge
acidità e sapore umami, armonizzando il tutto.
per 4 persone
455 g di carne di filetto o di costata di manzo
2 cespi di lattuga romana
Per la vinaigrette:
1 spicchio d'aglio schiacciato
1 scalogno piccolo, tritato
2 filetti di acciuga sott'olio
1 cucchiaino di capperi tritati
1 peperoncino fresco, tritato
2 tomatillos piccoli, o due pomodori verdi,
sciacquati e tritati grossolanamente
120 ml di olio extravergine d'oliva
1 mazzetto di coriandolo fresco, tritate
grossolanamente
succo di 3 lime
sale
Per le patate:
4 patate da circa 170 g ciascuna (ho usato le rosse)
q.b. olio dei semi di arachide per friggere
sale
Per completare:
2 cucchiai di chicchi di mais
il succo di 2 lime
sale
Mettete la carne in congelatore per circa 20 minuti, questo faciliterà il taglio.
Con un coltello affilato tagliate la carne a cubetti di circa 6 mm e trasferitela in una ciotola, coprite bene con la pellicola e tenete in frigo.
Preparate la vinaigrette. In un piccolo mortaio mettete un cucchiaino raso di sale, aggiungete l'aglio schiacciato e lo scalogno tritato e pestate il tutto fino a formare una pasta.
Aggiungete i capperi, i filetti di acciuga, il peperoncino e continuate a pestare per amalgamare bene tutti gli ingredienti. Ora aggiungete il trito di pomodori verdi (o tomatillo) e continuate a lavorare di pestello fino ad ottenere una salsa densa. A questo punto incorporate l'olio sbattendo in modo da emulsionare per bene, quindi aggiungete il coriandolo e il succo di limone. Se non avete un mortaio, tritate tutto finissimamente a coltello, seguendo l'ordine degli ingredienti come indicato. Assaggiate ed eventualmente regolate di sale.
Ora passate alle patate.
Pelatele, lavatele e asciugateloe e, con la mandolina, affettatele sottilmente nel senso della larghezza. Trasferitele in una ciotola piena d'acqua fredda. Lasciatele in ammollo per una mezz'ora, poi scolatele e stendetele in un unico strato su un canovaccio pulito o su della carta da cucina e lasciatele asciugare per altri 30 minuti.
Quando l'olio è in temperatura, friggete le fette di patate in più riprese, senza riempire troppo la pentola, girandole una volta, per 5 o 6 minuti, fino a quando saranno dorate. Salatele da calde.
Quindi spezzettatele grossolanamente.
Mondate, lavate e asciugate le 8 foglie più belle della lattuga, facendo attenzione a non romperle.
Togliete la carne dal frigorifero, aggiungete la vinaigrette e il succo di lime e mescolate per ricoprire uniformemente la carne. Assaggiate e aggiustate di sale e, se necessario, di altro succo di lime. Meglio farlo pochi minuti prima di servire, in modo che la carne non si cuocia troppo, ma se la preferite più cotta, lasciatela riposare ancora qualche minuto. Incorporate i chicchi di mais al composto.
Guarnite con le patate croccanti e servite subito.
Qui è piaciuta moltissimo, e credo che sarà uno dei piatti dell'estate.
Falafel di zucchine alla greca
Il libro della settimana Cook_my_Books è Falafel, di Dunja Gulin, una interessante monografia su queste deliziose "polpette".
Immagino che le avrete assaggiate e anche preparate. Questi bocconcini vegetali sono qualcosa di irresistibile. Tradizionali e amati in tutto il Medio Oriente, i falafel si preparano solitamente con legumi secchi e ammollati insieme a spezie come cumino, coriandolo, aglio e prezzemolo, e l'impasto che si ottiene viene modellato in piccoli bocconcini o frittelle appiattite. Poi fritti fino a farli diventare croccanti e dorati.
Serviti con pane arabo o con Pita, accompagnati solitamente da hummus, sono una buona fonte di proteine vegetali e fibre, ideali per le diete vegane e vegetariane.
Ma questo libro contiene tantissime idee diverse, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Io ho optato per questa, molto fresca e gustosa, accompagnata da uno tzatziki un po' rivisitato, che è stato molto apprezzato.
Falafel di zucchine alla greca
560 g di zucchine grattugiate
1 cucchiaino di sale, più altro a piacere
4 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
¼ di cucchiaino di curcuma in polver
¼ di cucchiaino di cumino in polvere
½ cucchiaino di coriandolo in polvere
80 g di farina di ceci
Pepe nero macinato fresco
Olio d'oliva per friggere
Tzatziki:
2 cetrioli (circa 400 g), pelati e grattugiati
500 ml di yogurt greco
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di aceto
2 spicchi d'aglio schiacciati
succo di limone fresco, a piacere
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
1 cucchiaio di erba cipollina fresca tritata
sale
Mettete le zucchine grattugiate in una ciotola, aggiungete 1
cucchiaino abbondante di sale, mescolate bene e lasciate riposare per 10 minuti, poi trasferitele in un colino a maglia fine e lasciatele sgocciolare per una ventina di minut, poi strizzatele fra le mani per eliminare il più possibile il liquido rimasto.
Trasferitele in una ciotola e aggiungete
il prezzemolo, la curcuma, il cumino, il coriandolo, la farina di ceci, il pepe e altro
sale a piacere, quindi mescolate velocemente con una spatola.
Con l'aiuto di un piccolo tagliabiscotti rotondo o di un
cucchiaio dosatore, formate 14-16 polpette di dimensioni uguali e appiattitele
leggermente.
Preparate lo tzatziki.
In una ciotola, mescolate tutti gli altri ingredienti e
aggiungete la polpa dei cetrioli, mescolate nuovamente per amalgamare il tutto. Mettete in frigorifero fino al
momento di servire.
Scaldate una padella antiaderente a fuoco medio, aggiungete
un filo d'olio d'oliva e friggete i falafel per 3-4 minuti per lato, fino a
quando non saranno dorati.
Serviteli con la salsa tzatziki, spicchi di limone, coriandolo e pane pita, o pane arabo o come più vi piace!
Ali di pollo agridulce con salsa Goddess
"Convivir", è il bellissimo libro che stiamo esplorando questa settimana
con Cook_my_Books, e che va oltre il
semplice ricettario.
Scritto dallo chef stellato Rogelio Garcia e premiato con il prestigioso James Beard Award,
il libro unisce il racconto della
bellezza del Messico a una storia di immigrazione e contaminazione gastronomica
contemporanea.
Attraverso
più di 150 ricette, ingredienti tradizionali e locali si fondono in piatti
affascinanti. In linea con il titolo (che in spagnolo significa "stare
insieme"), l'autore si dimostra un narratore coinvolgente e un anfitrione
generoso, invitando i lettori a mettersi ai fornelli e a sedersi a tavola per
scoprire come il cibo possa raccontare l'identità delle persone in modo
autentico. Un libro e un autore che mi è piaciuto molto e che mi ha consentito, con curiosità e semplicità, un approccio alla cucina messicana che non conoscevo molto bene.
Ali di pollo agridulce con salsa Goddess
Per 10 persone
2,3 kg di ali di
pollo
320 g di farina di riso
260 g di amido di mais
1 cucchiaino di peperoncino in polvere macinato
q.b. di olio di semi di arachide per friggere
Per la
salamoia:
120 ml di succo di limone fresco
120 ml di succo d'arancia fresco
140 g di sale kosher
110 g di zucchero di canna scuro compattato
2 foglie di alloro
½ cucchiaino di timo secco
½ cucchiaino di rosmarino secco
½ cucchiaino di aglio schiacciato o tritato
3 strisce di scorza di limone
Per la salsa agridulce:
5 peperoncini
guajillo secchi, privati del picciolo e dei semi
5 peperoncini pasilla secchi, privati del picciolo e dei semi
100 g di zucchero
120 ml di aceto di vino rosso
240 ml di succo d'arancia fresco
115 g di burro non salato a temperatura ambiente
Succo di 2 lime
Sale
Per il
condimento verde Goddess
un grosso mazzo di
basilico fresco, lavato e asciugato
un grosso mazzo di coriandolo fresco, lavato e asciugato
un grosso mazzo di prezzemolo fresco, lavato e asciugato
un mazzetto di menta fresca, lavata e asciugata
240 ml di yogurt greco intero naturale
90 ml di aceto di vino rosso
3 cucchiai di succo di limone fresco
1 cucchiaio di miele
Da ½ a 1 spicchio d'aglio (a piacere), grattugiato
Da 1½ a 2 peperoncini jalapeño, privati del picciolo
Preparate la salamoia. In una pentola capiente unite circa 8 litri di acqua, il succo di limone, il succo
d'arancia, il sale, lo zucchero di canna, le foglie di alloro, il timo, il
rosmarino, l'aglio e la scorza di limone. Portate a ebollizione a fuoco
medio-alto, mescolando per far sciogliere il sale e lo zucchero. Togliete dal
fuoco e lasciare raffreddare completamente.
Immergete le ali di pollo, fiammeggiate
e pulite, alla salamoia raffreddata in
modo che siano completamente immerse,
quindi coprite e mettete in frigorifero per almeno 8 ore o fino a una notte
intera.
Mentre le alette riposano,
preparate la salsa agridulce.
In una ciotola, mettete
i peperoncini guajillo e pasilla con
acqua sufficiente a coprirli e lasciateli reidratare per 20 minuti.
In una padella, mescolate lo zucchero e
60 ml di acqua fino a quando non sarà tutto inumidito. Mettete su fuoco medio-basso e
portate a ebollizione, mescolando solo fino a quando lo zucchero non si sarà
sciolto quindi smettete di mescolare e
proseguite la cottura finché il caramello non assume un colore che va dal dorato al marrone scuro.
Aggiungete l'aceto, con molta attenzione, e sfumate il fondo di cottura mescolando per staccare
eventuali residui. Scolate i peperoncini, strizzateli per eliminare l'acqua in
eccesso e aggiungeteli al composto insieme al succo d'arancia. Cuocete a fuoco
basso, mescolando di tanto in tanto, per circa 30 minuti, o finché non si
addensa leggermente, raggiungendo la consistenza di una salsa barbecue.
Togliete dal fuoco
e lasciate raffreddare leggermente. Versate un terzo del composto coi peperoncini in un frullatore con un terzo del burro e frullate fino a ottenere
un composto omogeneo. Trasferite in una ciotola. Ripetete l'operazione con il
restante composto coi peperoncini e il burro in due riprese e aggiungete il
tutto alla ciotola. Aggiungete il succo di lime e regolate di sale. Conservate
in un contenitore ermetico in frigorifero per un massimo di 5 giorni.
In un robot da
cucina, unite il basilico, il coriandolo, la menta, il prezzemolo, lo yogurt,
l'aceto, il succo di limone, il miele, l'aglio e il peperoncino jalapeño (a
piacere) e frullate fino a ottenere una consistenza omogenea. Regolate di sale. Si
conserva in un contenitore ermetico in
frigorifero per massimo una settimana.
Versate l'olio in
una padella ampia e profonda, fino a raggiungere un'altezza di 4 cm e
scaldatelo arrivando a 175 °C.
Rimuovete eventuali residui di panatura
fritta dall'olio prima di friggere la successiva porzione di alette. Se l'olio
inizia a scurirsi, scartatelo e usatene
di nuovo. Ripetete l'operazione fino a quando tutte le alette non saranno
fritte e ricoperte di salsa.
Toç in braide per l'Italia nel piatto
La Giornata mondiale del latte, che quest’anno si è celebrata ieri, 1° giugno, evidenzia l’importanza dei prodotti lattiero-caseari nella nutrizione umana e unisce diverse campagne nazionali sotto un’unica iniziativa globale. Promuove abitudini alimentari sane, sensibilizza su temi come la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile, e offre l’opportunità di diffondere informazioni accurate.
Il latte è riconosciuto come un alimento completo, ricco di nutrienti
essenziali come calcio, proteine e vitamine, fondamentali per la salute,
specialmente nei giovani. Le celebrazioni del 2026 hanno messo in campo eventi locali e
online, visite a fattorie, seminari educativi e distribuzioni gratuite nelle
scuole. Partecipare alle iniziative sostiene l’agricoltura locale e permette di
fare scelte alimentari consapevoli, riconoscendo l’impatto significativo del
settore lattiero-caseario sulla nutrizione e l’economia rurale.
Un momento prezioso a cui anche l’Italia nel piatto vuole
dare un piccolo contributo, mettendo al centro, come argomento del mese, ricette
italiane a base di latte e dei suoi derivati.
Io, per la mia regione, il Friuli Venezia Giulia, ho scelto forse una delle ricette più
rappresentative, a pari merito col più conosciuto frico, il Toç in braide, dove la ç si pronuncia come
la c di ciliegie.
Intingolo nell’orto, la traduzione più vicina al significato.
Un piatto robusto, forse più autunnale, e la tradizione, sempre rispettata, vuole che si condisca con la morcje, che al mio paese si chiama Trida (burro nocciola dove si fa rosolare della farina di mais o della farina 00) a volte si aggiungono funghi trifolati o, come nel mio caso, salsiccia cotta in padella e sfumata con il vino.
Accompagnato da un vino rosso corposo e sincero, è un piatto che si farà ricordare.
per 4 persone
250 g di farina di mais da polenta
250 g di salsiccia a nastro
100 ml di panna liquida
250 g di formaggio misto fra Montasio e altre latterie
1 cucchiaio abbondante di parmigiano
1 spicchio d'aglio
q.b. di ricotta affumicata
poco olio e.v. d'oliva
mezzo bicchiere di vino bianco
sale, pepe
per la morcje (trida):
100 g di burro
50 g di farina di mais
Preparate il condimento.
Fondete il burro in un tegamino, aggiungete i 50 g di farina di mais e cuocete dolcemente finchè il burro sarà diventato nocciola e la farina ben dorata.
Preparate la polenta portando a ebollizione 4 dl di acqua in una casseruola. Togliete dal fuoco e versate a pioggia la farina mescolando energicamente con una frusta in modo che non si formino grumi.
Rimettete sul fuoco e cuocete, a fuoco basso, per circa 40 minuti. Dovrete ottenere una polenta abbastanza morbida.
Grattugiate i formaggi friulani, il parmigiano, scaldate la panna e aggiungeteli in modo che si fondano.
Frullate un minuto col minipimet in modo da ottenere una crema liscia ma abbastanza fluida. Profumate con una macinata di pepe e tenete in caldo.
Togliete la pelle alla salsiccia, tagliatela a piccoli rocchetti.
In una padella antiaderente scaldate un goccio d'olio, unite la salsiccia e lo spicchio d'aglio, lasciatela rosolare bene poi sfumatela con il vino bianco. Cuocete per qualche minuto lasciando un po' di fondo di cottura.
Distribuite nel centro dei piatti un po' di polenta, versatevi sopra un po' di salsiccia e un mestolino della crema di formaggio preparata, condite bene con la morcje (trida) preparata, una macinata di pepe e completate con la ricotta affumicata grattugiata.
Liguria: focaccia al formaggio
Lombardia https://www.pensieriepasticci.it/2026/06/il-taleggio-dop-formaggio-tipico-lombardo.html
Trentino-Alto Adige Gelato ai frutti di bosco (senza gelatiera)
Veneto Porseo al late, ovvero lonza di maiale al latte
Emilia-Romagna Latte in piedi o latte alla portoghese
Toscana Semifreddo di ricotta ’briaca
Marche https://www.forchettaepennello.com/2026/06/crema-fritta-cremini-marchigiana.html
Umbria Plumcake salato al formaggio e yogurt di pecora
Lazio Crostini con fiordilatte e alici
Molise Stracciata molisana con ciliegie guanciale e verdurine
Campania Frullato di mela annurca campana e latte fresco alta qualità
Puglia Muddrica, il dolce di ricotta e latte di Lucugnano
Basilicata Tagliolini al latte
Calabria https://dolcementeinventando.com/polpette-di-ricotta-alla-calabrese/
Sicilia Flan di Ricotta con Pomodorini Confit
Sardegna https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2026/06/sa-timballa-e-latte.html
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Frittata di piselli, patate e cipolle per il Club del 27
il 27 è di nuovo qui, arrivato velocemente anche questo mese.
E come d'abitudine, ecco la ricetta che ho scelto dal libro Kitchen Table di Emily Cuddeford e Rachel Morgan, fondatrici di Twelve Triangles, la rinomata catena di caffetterie e panetterie artigianali con sede ad Edimburgo.
Mi sono orientata su qualcosa di veloce, fresco e saporito, una ricetta semplice, di quelle di casa e ne sono rimasta soddisfatta.
Seguendo il consiglio dell'autrice, ho aggiunto anche un bel peperone rosso, prima arrostito ben bene nella friggitrice ad aria, giusto per dare un po' di colore in più.
Frittata di piselli, patate e cipolle con ricotta
per 4 persone
500 g di patate
3 o 4 cucchiai di olio d'oliva
q.b. di sale
q.b. di pepe nero
3 spicchi d'aglio
3 cipolle (circa 350-400 g), tagliate a mezzelune sottili
1 peperone rosso, carnoso
30 g di burro
1 cucchiaio e mezzo di aceto di vino bianco
Per le uova:
10 uova grandi
1 cucchiaino di sale marino
qualche macinata di pepe nero
1 cucchiaio di yogurt greco o di crème fraîch
15 g di prezzemolo fresco
15 g di menta fresca
50 g di parmigiano grattugiato
200 g di piselli freschi o surgelati
100 g di ricotta
Affettate le patate non troppo spesse, disponetele in una padella antiaderente con un filo d'olio, e il burro in modo che non si sovrappongano troppo. Salatele e pepatele.
Spremete gli spicchi d'aglio e uniteli alle patate. Fatele rosolare fino a portarle quasi a cottura. Schiacciatele leggermente con una forchetta. Tenete da parte.
Cuocete le cipolle in un'altra teglia con un filo d'olio e lasciatele appassire piano piano, non devono scurire. Eventualmente aggiungete un goccio scarso di acqua calda e mescolate ogni tanto, poco prima della cottura, salate, pepate e sfumatele con l'aceto e lasciatelo evaporare. Tenetele da parte.
Bruciate il peperone rosso, se avete la friggitrice ad aria sarà molto facile e comodo, altrimenti fatelo sul fornello. Una volta bruciato, mettetelo in un sacchetto di carta e aspettate qualche minuti prima di pelarlo. Fate in modo che non resti nessun pezzetto di pelle, poi eliminate semi e filamente e tagliatelo a pezzettini piccoli.
Rompete le uova in una ciotola capiente. Aggiungete il
sale e il pepe e lo yogurt, quindi mescolate bene con una frusta, o una
forchetta, finchè tutto è ben amalgamato e non ci sia traccia evidente di albume. Mondate, lavate le erbe, asciugatele e tritatele finemente..Aggiungetele al composto di uova seguite dal parmigiano grattugiato, dai piselli (potete
usarli direttamente surgelati), dalle cipolle cotte, dal peperone arrostito e dalle patate, e mescolate
bene.
Scaldate il forno a 180° ventilato.
Rimettete la padella, quella dove avete cotto le patate, su fuoco medio dopo averla unta con
un po' di olio d'oliva, versate le verdure, i piselli, il formaggio grana, le erbe e mescolate, regolate di sale e pepe.
Unite il composto di uova e mescolate per distribuirlo uniformemente nella padella.
Aggiungete la ricotta sbriciolandola sulla superficie e cuocete a fuoco basso per qualche minuto, in modo che l'uovo inizi a rapprendersi. intorno ai bordi, ma muovendo la padella il centro risulti ancora tremolante.
Trasferite tutto in forno nella parte più alta in modo che la cottura sia più veloce. Ci vorranno circa 15 minuti. E' pronta quando la superficie è dorata e soda.
Toglietela dal forno, lasciatela riposare un attimo poi capovolgetela su un piatto da portata.
Potete servirla calda, tiepida o fredda, accompagnata da una bella insalata mista.
Coscia d’anatra confit con fagioli borlotti e verdure stufate, alla maniera di Sally Abé
Questa è una vera ricetta delle feste, di quelle che riempiono la cucina di profumi. Presa dal libro James Martrin's Saturday Morning, che stiamo sperimentando questa settimana con Cook_my_Books
Un piatto che sa di domenica lunga, di pane lasciato in abbondanza per raccoglierne anche la più piccola parte che resta. La carne dell'anatra, tenerissima, quasi si sfalda nel fondo di verdure stufate piano piano, senza fretta. Ogni boccone è una armonia confortante, piacevolmente sorprendente. Una ricetta che pare fatta apposta per restare al centro della tavola e far venire voglia di restare seduti ancora un po'...
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Coscia d'anatra confit con fagioli borlotti e verdure stufate, alla maniera di Sally Abé
(Sally Abé è una chef che lavora con lui nel suo programma televisivo)
Per 2 persone
2 cosce d'anatra
½ testa d'aglio
1 rametto di timo
1 rametto di rosmarino
2 cucchiai di sale fino
q,b, di olio d'oliva
per le verdure:
Fagioli:
1 cipolla, tritata
1 carota, tritata
1 gambo di sedano, tritato
½ testa d'aglio
500 g di fagioli borlotti freschi sgusciati
2 cucchiai di brodo dashi (facoltativo, ma potete usare un dado ai funghi)
200 ml di brodo di pollo
1 ciuffo abbondante di cavolo riccio tritato (va bene anche il cavolo nero)
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 cucchiaino di aglio tritato
1 cucchiaio di aceto di sherry
Funghi:
200 g di funghi misti,
2 spicchi d'aglio, schiacciati
sale, pepe
Fiammeggiate le cosce d'anatra per eliminare eventuali spuntoni di piume o altro.
Lavatele e asciugatele accuratemente.
Massaggiate le cosce con il sale fino, riponetele in un contenitore e mettete a riposare in frigorifero per almeno 6 ore. Io ce le ho lasciate dalla sera dopocena alla mattina dopo.
Trascorso il tempo, sciaquate le cosce dal sale e asciugatele.
Mettetele in una pirofila o un tegame che possa andare in forno, irroratele abbondantemente con l'olio d'oliva.
Aggiungete la mezza testa d'aglio, il timo, il rosmarino, la metà del brodo di pollo, coprite e mettete sul fornello a fuoco molto basso, lasciate cuocere per due o tre ore. Date una occhiata ogni tanto per vedere che non si attacchino e aggiungete magari un po' di brodo di pollo. Dovranno essere morbide, quindi scolatele.
Nel frattempo cuocete i fagioli freschi. Portate a ebollizione una pentola d'acqua e cuocete i fagioli fino a quando saranno quasi cotti. Scolateli tenendo da parte una buona dose di acqua di cottura.
In una larga padella scaldate un goccio d'olio e unite tutti gli ingredienti relativi alla cottura dei fagioli, tranne il cavolo nero cha andrà messo all'ultimo, mescolate e fate ammorbidire tutte le verdure tritate, poi unite i fagioli scolati. Dovrete avere un composto con un fondo molto morbido.
In una padella, a fuoco medio, fondete il burro e fate rosolare i funghi con burro e aglio per qualche minuto, finché saranno morbidi. Salate, pepate e teneteli in caldo.
Ora, in un tegame capiente, trasferite i fagioli stufati con le verdure, i funghi e mettete su fuoco dolce, unite il resto del brodo di pollo, 100 ml dell'acqua di cottura dei fagioli tenuta da parte, e il cavolo nero. Fate prendere calore e cuocete fino a completa cottura dei fagioli, profumate con il prezzemolo, l'aglio tritato e l'aceto. Le verdure dovranno essere cotte e il loro fondo norbido.
Tenete in caldo.
Prendete le cosce d'anatra e fatele rosolare a fuoco vivo in una padella leggermente unta con la pelle rivolta verso il basso, fino a renderle croccanti.
Disponete le verdure stufate in ogni piatto e appoggiatevi le cosce d'anatra.
Servite subito.























