carpaccio di trota e frutta con vinaigrette al Martini dry
E allora cerco di mettere in tavola qualcosa che possa invogliare a prendere la forchetta e assaggiare.
2 o 3 pmodorini Piccadilly o pizzutelli
qualche foglia di basilico
il succo e la scorza di 1 lime
q.b. di olio e.v.d'oliva di buona qualità
2 cucchiai di Martini dry
Con un coltello da sfiletto, ben affilato, ricavate delle fettine sottili sottili dalla polpa del pesce.
Fatelo quando è ancora leggermente congelato, sarà meno complicato.
Disponetele su un bel piatto di servizio. Ho scelto il mio prezioso Royal Albert, che adoro.
Lavate le ciliegie, denocciolatele e dividetele a metà.
Lavate e asciugate la nettarina, che dovrà essere ancora croccante, tagliatela a fette e poi a pezzetti, lasciando la buccia.
Lavate e asciugate i pomodorini, tagliateli a metà, svuotateli dei semi e tagliateli in coriandoli.
Distribuite la frutta e il pomodoro sul pesce in modo omogeneo, completate con un tocco di verde, qualche fogliolina di basilico o prezzemolo.
Versate la vinaigrette sul carpaccio con la frutta in modo che ne venga poi ben ricoperto. Coprite con una pellicola e lasciatelo riposare in frigo per circa un quarto d'ora, poi servitelo.
Spiedini di controfiletto e verdure per il Club del 27
Il libro del mese per Il Club del 27 è Grilling di Martha Stewart.
Con questo libro Martha ci illustra tecniche e ricette che si concentrano sulla preparazione impeccabile con la cottura ad altissime temperature e su abbinamenti raffinati. Le sue linee guida per il barbecue spaziano dai classici burger alle cotture affumicate fino alla preparazione della griglia, il controllo della temperatura e le cotture. Un libro perfetto per riuscire a padroneggiare bene la cottura al BBQ.
Io ho scelto una delle più classiche, gli spiedini.
450 g di punta di controfiletto, tagliata a
cubetti di circa 4 cm
1 zucchina media, tagliata a rondelle spesse circa
1 peperone rosso, tagliato a pezzi di circa 2,5 cm
1 peperone giallo, tagliato a pezzi di circa 2,5 cm
olio d'oliva, per la griglia e per spennellare
2 cucchiai di aceto balsamico
1 cucchiaio di salsa di soia
un pizzico di pepe nero macinato al momento
Chimichurri:
60 g di cipolla rossa tritata finemente
un ciuffo abbondante di prezzemolo, tritato
q.b. di olio extravergine di oliva
30 g di aceto di Sherry
2 cucchiai di origano fresco tritato
1 cucchiaio di aglio tritato finemente
2 cucchiaini di sale grosso
½ cucchiaino di peperoncino in fiocchi
pepe nero a piacere, macinato al momento
Preparate il chimichurri. Mescolate tutti gli ingredienti in una ciotola media fino a ottenere un composto omogeneo. (potete conservarlo in frigorifero in un contenitore ermetico fino a 2 giorni).
Se utilizzate spiedini di legno, lasciateli a bagno in acqua
per almeno 30 minuti, così non si bruceranno in cottura.
In una pirofila bassa, mescolate l'aceto, la salsa di soia e una macinata abbondante di pepe nero. Aggiungete la carne e mescolate affinché si insaporisca
uniformemente.
Coprite e lasciare marinare per 30 minuti. Trascorso il tempo, togliete la carne
dalla marinata, lasciando sgocciolare l'eccesso, poi asciugatela tamponando con carta assorbente.
Servite gli spiedini conditi con il chimichurri.
Carne apache in cestini di lattuga
Con un po' di ritardo pubblico la mia ultima ricetta dal libro Convivir di Rogelio Garcia, che abbiamo sfogliato un paio di settimane fa con Cook_my_Books.
La carne Apache è una preparazione tradizionale a base di
manzo tipica dello stato messicano del Michoacán. Solitamente preparata con
carne macinata magra, è una sorta di incrocio tra una tartare di manzo e un
ceviche. Come nel ceviche, l'acidità del lime "cuoce" la carne cruda.
Più a lungo la carne viene lasciata nella marinata di lime, più
"cotta" risulterà. Sebbene venga spesso servita con tortilla chips, l'autore ha rivisitato la ricetta servendola in cestini di lattuga, con l'aggiunta di patate croccanti. La vinaigrette di tomatillo e acciughe aggiunge
acidità e sapore umami, armonizzando il tutto.
per 4 persone
455 g di carne di filetto o di costata di manzo
2 cespi di lattuga romana
Per la vinaigrette:
1 spicchio d'aglio schiacciato
1 scalogno piccolo, tritato
2 filetti di acciuga sott'olio
1 cucchiaino di capperi tritati
1 peperoncino fresco, tritato
2 tomatillos piccoli, o due pomodori verdi,
sciacquati e tritati grossolanamente
120 ml di olio extravergine d'oliva
1 mazzetto di coriandolo fresco, tritate
grossolanamente
succo di 3 lime
sale
Per le patate:
4 patate da circa 170 g ciascuna (ho usato le rosse)
q.b. olio dei semi di arachide per friggere
sale
Per completare:
2 cucchiai di chicchi di mais
il succo di 2 lime
sale
Mettete la carne in congelatore per circa 20 minuti, questo faciliterà il taglio.
Con un coltello affilato tagliate la carne a cubetti di circa 6 mm e trasferitela in una ciotola, coprite bene con la pellicola e tenete in frigo.
Preparate la vinaigrette. In un piccolo mortaio mettete un cucchiaino raso di sale, aggiungete l'aglio schiacciato e lo scalogno tritato e pestate il tutto fino a formare una pasta.
Aggiungete i capperi, i filetti di acciuga, il peperoncino e continuate a pestare per amalgamare bene tutti gli ingredienti. Ora aggiungete il trito di pomodori verdi (o tomatillo) e continuate a lavorare di pestello fino ad ottenere una salsa densa. A questo punto incorporate l'olio sbattendo in modo da emulsionare per bene, quindi aggiungete il coriandolo e il succo di limone. Se non avete un mortaio, tritate tutto finissimamente a coltello, seguendo l'ordine degli ingredienti come indicato. Assaggiate ed eventualmente regolate di sale.
Ora passate alle patate.
Pelatele, lavatele e asciugateloe e, con la mandolina, affettatele sottilmente nel senso della larghezza. Trasferitele in una ciotola piena d'acqua fredda. Lasciatele in ammollo per una mezz'ora, poi scolatele e stendetele in un unico strato su un canovaccio pulito o su della carta da cucina e lasciatele asciugare per altri 30 minuti.
Quando l'olio è in temperatura, friggete le fette di patate in più riprese, senza riempire troppo la pentola, girandole una volta, per 5 o 6 minuti, fino a quando saranno dorate. Salatele da calde.
Quindi spezzettatele grossolanamente.
Mondate, lavate e asciugate le 8 foglie più belle della lattuga, facendo attenzione a non romperle.
Togliete la carne dal frigorifero, aggiungete la vinaigrette e il succo di lime e mescolate per ricoprire uniformemente la carne. Assaggiate e aggiustate di sale e, se necessario, di altro succo di lime. Meglio farlo pochi minuti prima di servire, in modo che la carne non si cuocia troppo, ma se la preferite più cotta, lasciatela riposare ancora qualche minuto. Incorporate i chicchi di mais al composto.
Guarnite con le patate croccanti e servite subito.
Qui è piaciuta moltissimo, e credo che sarà uno dei piatti dell'estate.
Falafel di zucchine alla greca
Il libro della settimana Cook_my_Books è Falafel, di Dunja Gulin, una interessante monografia su queste deliziose "polpette".
Immagino che le avrete assaggiate e anche preparate. Questi bocconcini vegetali sono qualcosa di irresistibile. Tradizionali e amati in tutto il Medio Oriente, i falafel si preparano solitamente con legumi secchi e ammollati insieme a spezie come cumino, coriandolo, aglio e prezzemolo, e l'impasto che si ottiene viene modellato in piccoli bocconcini o frittelle appiattite. Poi fritti fino a farli diventare croccanti e dorati.
Serviti con pane arabo o con Pita, accompagnati solitamente da hummus, sono una buona fonte di proteine vegetali e fibre, ideali per le diete vegane e vegetariane.
Ma questo libro contiene tantissime idee diverse, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Io ho optato per questa, molto fresca e gustosa, accompagnata da uno tzatziki un po' rivisitato, che è stato molto apprezzato.
Falafel di zucchine alla greca
560 g di zucchine grattugiate
1 cucchiaino di sale, più altro a piacere
4 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
¼ di cucchiaino di curcuma in polver
¼ di cucchiaino di cumino in polvere
½ cucchiaino di coriandolo in polvere
80 g di farina di ceci
Pepe nero macinato fresco
Olio d'oliva per friggere
Tzatziki:
2 cetrioli (circa 400 g), pelati e grattugiati
500 ml di yogurt greco
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di aceto
2 spicchi d'aglio schiacciati
succo di limone fresco, a piacere
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
1 cucchiaio di erba cipollina fresca tritata
sale
Mettete le zucchine grattugiate in una ciotola, aggiungete 1
cucchiaino abbondante di sale, mescolate bene e lasciate riposare per 10 minuti, poi trasferitele in un colino a maglia fine e lasciatele sgocciolare per una ventina di minut, poi strizzatele fra le mani per eliminare il più possibile il liquido rimasto.
Trasferitele in una ciotola e aggiungete
il prezzemolo, la curcuma, il cumino, il coriandolo, la farina di ceci, il pepe e altro
sale a piacere, quindi mescolate velocemente con una spatola.
Con l'aiuto di un piccolo tagliabiscotti rotondo o di un
cucchiaio dosatore, formate 14-16 polpette di dimensioni uguali e appiattitele
leggermente.
Preparate lo tzatziki.
In una ciotola, mescolate tutti gli altri ingredienti e
aggiungete la polpa dei cetrioli, mescolate nuovamente per amalgamare il tutto. Mettete in frigorifero fino al
momento di servire.
Scaldate una padella antiaderente a fuoco medio, aggiungete
un filo d'olio d'oliva e friggete i falafel per 3-4 minuti per lato, fino a
quando non saranno dorati.
Serviteli con la salsa tzatziki, spicchi di limone, coriandolo e pane pita, o pane arabo o come più vi piace!
Ali di pollo agridulce con salsa Goddess
"Convivir", è il bellissimo libro che stiamo esplorando questa settimana
con Cook_my_Books, e che va oltre il
semplice ricettario.
Scritto dallo chef stellato Rogelio Garcia e premiato con il prestigioso James Beard Award,
il libro unisce il racconto della
bellezza del Messico a una storia di immigrazione e contaminazione gastronomica
contemporanea.
Attraverso
più di 150 ricette, ingredienti tradizionali e locali si fondono in piatti
affascinanti. In linea con il titolo (che in spagnolo significa "stare
insieme"), l'autore si dimostra un narratore coinvolgente e un anfitrione
generoso, invitando i lettori a mettersi ai fornelli e a sedersi a tavola per
scoprire come il cibo possa raccontare l'identità delle persone in modo
autentico. Un libro e un autore che mi è piaciuto molto e che mi ha consentito, con curiosità e semplicità, un approccio alla cucina messicana che non conoscevo molto bene.
Ali di pollo agridulce con salsa Goddess
Per 10 persone
2,3 kg di ali di
pollo
320 g di farina di riso
260 g di amido di mais
1 cucchiaino di peperoncino in polvere macinato
q.b. di olio di semi di arachide per friggere
Per la
salamoia:
120 ml di succo di limone fresco
120 ml di succo d'arancia fresco
140 g di sale kosher
110 g di zucchero di canna scuro compattato
2 foglie di alloro
½ cucchiaino di timo secco
½ cucchiaino di rosmarino secco
½ cucchiaino di aglio schiacciato o tritato
3 strisce di scorza di limone
Per la salsa agridulce:
5 peperoncini
guajillo secchi, privati del picciolo e dei semi
5 peperoncini pasilla secchi, privati del picciolo e dei semi
100 g di zucchero
120 ml di aceto di vino rosso
240 ml di succo d'arancia fresco
115 g di burro non salato a temperatura ambiente
Succo di 2 lime
Sale
Per il
condimento verde Goddess
un grosso mazzo di
basilico fresco, lavato e asciugato
un grosso mazzo di coriandolo fresco, lavato e asciugato
un grosso mazzo di prezzemolo fresco, lavato e asciugato
un mazzetto di menta fresca, lavata e asciugata
240 ml di yogurt greco intero naturale
90 ml di aceto di vino rosso
3 cucchiai di succo di limone fresco
1 cucchiaio di miele
Da ½ a 1 spicchio d'aglio (a piacere), grattugiato
Da 1½ a 2 peperoncini jalapeño, privati del picciolo
Preparate la salamoia. In una pentola capiente unite circa 8 litri di acqua, il succo di limone, il succo
d'arancia, il sale, lo zucchero di canna, le foglie di alloro, il timo, il
rosmarino, l'aglio e la scorza di limone. Portate a ebollizione a fuoco
medio-alto, mescolando per far sciogliere il sale e lo zucchero. Togliete dal
fuoco e lasciare raffreddare completamente.
Immergete le ali di pollo, fiammeggiate
e pulite, alla salamoia raffreddata in
modo che siano completamente immerse,
quindi coprite e mettete in frigorifero per almeno 8 ore o fino a una notte
intera.
Mentre le alette riposano,
preparate la salsa agridulce.
In una ciotola, mettete
i peperoncini guajillo e pasilla con
acqua sufficiente a coprirli e lasciateli reidratare per 20 minuti.
In una padella, mescolate lo zucchero e
60 ml di acqua fino a quando non sarà tutto inumidito. Mettete su fuoco medio-basso e
portate a ebollizione, mescolando solo fino a quando lo zucchero non si sarà
sciolto quindi smettete di mescolare e
proseguite la cottura finché il caramello non assume un colore che va dal dorato al marrone scuro.
Aggiungete l'aceto, con molta attenzione, e sfumate il fondo di cottura mescolando per staccare
eventuali residui. Scolate i peperoncini, strizzateli per eliminare l'acqua in
eccesso e aggiungeteli al composto insieme al succo d'arancia. Cuocete a fuoco
basso, mescolando di tanto in tanto, per circa 30 minuti, o finché non si
addensa leggermente, raggiungendo la consistenza di una salsa barbecue.
Togliete dal fuoco
e lasciate raffreddare leggermente. Versate un terzo del composto coi peperoncini in un frullatore con un terzo del burro e frullate fino a ottenere
un composto omogeneo. Trasferite in una ciotola. Ripetete l'operazione con il
restante composto coi peperoncini e il burro in due riprese e aggiungete il
tutto alla ciotola. Aggiungete il succo di lime e regolate di sale. Conservate
in un contenitore ermetico in frigorifero per un massimo di 5 giorni.
In un robot da
cucina, unite il basilico, il coriandolo, la menta, il prezzemolo, lo yogurt,
l'aceto, il succo di limone, il miele, l'aglio e il peperoncino jalapeño (a
piacere) e frullate fino a ottenere una consistenza omogenea. Regolate di sale. Si
conserva in un contenitore ermetico in
frigorifero per massimo una settimana.
Versate l'olio in
una padella ampia e profonda, fino a raggiungere un'altezza di 4 cm e
scaldatelo arrivando a 175 °C.
Rimuovete eventuali residui di panatura
fritta dall'olio prima di friggere la successiva porzione di alette. Se l'olio
inizia a scurirsi, scartatelo e usatene
di nuovo. Ripetete l'operazione fino a quando tutte le alette non saranno
fritte e ricoperte di salsa.
Toç in braide per l'Italia nel piatto
La Giornata mondiale del latte, che quest’anno si è celebrata ieri, 1° giugno, evidenzia l’importanza dei prodotti lattiero-caseari nella nutrizione umana e unisce diverse campagne nazionali sotto un’unica iniziativa globale. Promuove abitudini alimentari sane, sensibilizza su temi come la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile, e offre l’opportunità di diffondere informazioni accurate.
Il latte è riconosciuto come un alimento completo, ricco di nutrienti
essenziali come calcio, proteine e vitamine, fondamentali per la salute,
specialmente nei giovani. Le celebrazioni del 2026 hanno messo in campo eventi locali e
online, visite a fattorie, seminari educativi e distribuzioni gratuite nelle
scuole. Partecipare alle iniziative sostiene l’agricoltura locale e permette di
fare scelte alimentari consapevoli, riconoscendo l’impatto significativo del
settore lattiero-caseario sulla nutrizione e l’economia rurale.
Un momento prezioso a cui anche l’Italia nel piatto vuole
dare un piccolo contributo, mettendo al centro, come argomento del mese, ricette
italiane a base di latte e dei suoi derivati.
Io, per la mia regione, il Friuli Venezia Giulia, ho scelto forse una delle ricette più
rappresentative, a pari merito col più conosciuto frico, il Toç in braide, dove la ç si pronuncia come
la c di ciliegie.
Intingolo nell’orto, la traduzione più vicina al significato.
Un piatto robusto, forse più autunnale, e la tradizione, sempre rispettata, vuole che si condisca con la morcje, che al mio paese si chiama Trida (burro nocciola dove si fa rosolare della farina di mais o della farina 00) a volte si aggiungono funghi trifolati o, come nel mio caso, salsiccia cotta in padella e sfumata con il vino.
Accompagnato da un vino rosso corposo e sincero, è un piatto che si farà ricordare.
per 4 persone
250 g di farina di mais da polenta
250 g di salsiccia a nastro
100 ml di panna liquida
250 g di formaggio misto fra Montasio e altre latterie
1 cucchiaio abbondante di parmigiano
1 spicchio d'aglio
q.b. di ricotta affumicata
poco olio e.v. d'oliva
mezzo bicchiere di vino bianco
sale, pepe
per la morcje (trida):
100 g di burro
50 g di farina di mais
Preparate il condimento.
Fondete il burro in un tegamino, aggiungete i 50 g di farina di mais e cuocete dolcemente finchè il burro sarà diventato nocciola e la farina ben dorata.
Preparate la polenta portando a ebollizione 4 dl di acqua in una casseruola. Togliete dal fuoco e versate a pioggia la farina mescolando energicamente con una frusta in modo che non si formino grumi.
Rimettete sul fuoco e cuocete, a fuoco basso, per circa 40 minuti. Dovrete ottenere una polenta abbastanza morbida.
Grattugiate i formaggi friulani, il parmigiano, scaldate la panna e aggiungeteli in modo che si fondano.
Frullate un minuto col minipimet in modo da ottenere una crema liscia ma abbastanza fluida. Profumate con una macinata di pepe e tenete in caldo.
Togliete la pelle alla salsiccia, tagliatela a piccoli rocchetti.
In una padella antiaderente scaldate un goccio d'olio, unite la salsiccia e lo spicchio d'aglio, lasciatela rosolare bene poi sfumatela con il vino bianco. Cuocete per qualche minuto lasciando un po' di fondo di cottura.
Distribuite nel centro dei piatti un po' di polenta, versatevi sopra un po' di salsiccia e un mestolino della crema di formaggio preparata, condite bene con la morcje (trida) preparata, una macinata di pepe e completate con la ricotta affumicata grattugiata.
Liguria: focaccia al formaggio
Lombardia https://www.pensieriepasticci.it/2026/06/il-taleggio-dop-formaggio-tipico-lombardo.html
Trentino-Alto Adige Gelato ai frutti di bosco (senza gelatiera)
Veneto Porseo al late, ovvero lonza di maiale al latte
Emilia-Romagna Latte in piedi o latte alla portoghese
Toscana Semifreddo di ricotta ’briaca
Marche https://www.forchettaepennello.com/2026/06/crema-fritta-cremini-marchigiana.html
Umbria Plumcake salato al formaggio e yogurt di pecora
Lazio Crostini con fiordilatte e alici
Molise Stracciata molisana con ciliegie guanciale e verdurine
Campania Frullato di mela annurca campana e latte fresco alta qualità
Puglia Muddrica, il dolce di ricotta e latte di Lucugnano
Basilicata Tagliolini al latte
Calabria https://dolcementeinventando.com/polpette-di-ricotta-alla-calabrese/
Sicilia Flan di Ricotta con Pomodorini Confit
Sardegna https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2026/06/sa-timballa-e-latte.html
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