antipasti
Iniziative
piatti unici
primi
Orzo tiepido in ratatouille di verdure e crema di melanzane
per due persone
180 gr orzo perlato
mezzo peperone rosso
mezzo peperone giallo
1 zucchina
2 melanzane (1 piccola e 1 un poco più grossa)
1 spicchio d'aglio
2 o 3 foglie di basilico
sale, pepe
olio e.v.
per guarnire: poco speck a filettini (facoltativo)
mettere a bagno l'orzo per qualche ora.
Mondare, lavare e asciugare le verdure.
Ridurre in dadolata non troppo piccola né troppo grossa sia i peperoni che la zucchina e una sola melanzana.
In una larga padella antiaderente scaldare un goccio d'olio d'oliva, aggiungere lo spicchio d'aglio intero, quindi unire le verdure tagliate, il basilico e cuocere mescolando spesso finchè sono morbide ma non sfatte. Regolare di sale e tenere da parte.
Nel frattempo mettere in forno già caldo al massimo l'altra melanzana intera, completa di picciolo, lavata e asciugata, avendo cura di foderare la leccarda del forno con della stagnola, in modo da evitare che, se si rompe per il grande calore, il liquido interno colando non bruci e non sporchi.
Se la melanzana è soda e sana non succederà.
Questo modo di cuocere farà sì che la polpa all'interno resterà molto chiara e di conseguenza la crema lo sarà altrettanto.
il metodo migliore sarebbe di friggerla intera e integra in olio fino a quando si ammorbidisce, poi scolata e lasciata raffreddare su della carta assorbente per ricavarne poi la sua polpa ancora candida, ma qui si parla di salute e quindi la cottura in forno, in questo caso, è sicuramente più indicata.
Una volta cotta la melanzana, lasciarla intiepidire, quindi aprirla a metà e con un cucchiaio raccogliere tutta la polpa bianca trasferendola nel bicchiere del Minipimer. Frullarla aggiungendo poco olio di oliva a filo, come fosse una maionese.
A questo punto cuocere l'orzo in acqua bollente salata, e scolarlo non appena è pronto, condirlo con un paio di cucchiai di crema di melanzana e un paio di cucchiai di ratatouille.
Nei piatti fare uno strato di crema di melanzane, aggiungere la porzione di orzo e completare con un cappellino di ratatouille.
Spargere qua e la qualche bastoncino di speck e guarnire con una fogliolina di basilico.
la mia ricetta di giugno per Salutiamoci
come avevo detto anche l'altra volta, non riesco, per mancanza di tempo, a partecipare ai vari contest che vengono promossi fra blog, ma a questo partecipo molto volentieri, per cui eccovi la seconda ricetta che ho preparato appositamente con l'ingrediente di questo mese: l'orzo.
copio dal blog Galline2ndlife:
L'orzo è ricco di sali minerali (ferro calcio, fosforo, potassio e
magnesio, cloro, zolfo, zinco, sodio e rame) e di vitamine (PP, B1, B2,
B6 ed E).
Purtroppo il più diffuso oggi è l'orzo perlato, purtroppo perchè
attraverso la raffinazione si perde parte delle sue proteine e dei suoi
grassi, si eliminano praticamente tutte le vitamine e parte dei sali
minerali. E' preferibile utilizzare quindi l'orzo mondo o integrale,
perchè così conserva tutte le sue caratteristiche migliori.
Già Ippocrate consigliava l'orzo ai suoi pazienti proprio per le sue
virtù in tutti i casi di bronchite, enterite, diarrea e cistite.
Infatti è un cereale "rinfrescante", dato che oltre ad essere un
buon alimento energetico e di facile digestione ha un importante
funzione terapeutica in tutte le infiammazioni respiratorie, intestinali
e delle vie urinarie. E' un cereale perfetto per l'estate e per i
caldi, grazie alle sue propietà rinfrescanti.
Devo dire che a me piace molto, lo trovo un ingrediente davvero eclettico, perfetto nelle minestre invernali come nelle preparazioni fredde anticaldo...
Le ricette della seconda puntata sono raccolte sul blog Galline2andlife
questa è la mia:
per due persone
180 gr orzo perlato
mezzo peperone rosso
mezzo peperone giallo
1 zucchina
2 melanzane (1 piccola e 1 un poco più grossa)
1 spicchio d'aglio
2 o 3 foglie di basilico
sale, pepe
olio e.v.
per guarnire: poco speck a filettini (facoltativo)
mettere a bagno l'orzo per qualche ora.
Mondare, lavare e asciugare le verdure.
Ridurre in dadolata non troppo piccola né troppo grossa sia i peperoni che la zucchina e una sola melanzana.
In una larga padella antiaderente scaldare un goccio d'olio d'oliva, aggiungere lo spicchio d'aglio intero, quindi unire le verdure tagliate, il basilico e cuocere mescolando spesso finchè sono morbide ma non sfatte. Regolare di sale e tenere da parte.
Nel frattempo mettere in forno già caldo al massimo l'altra melanzana intera, completa di picciolo, lavata e asciugata, avendo cura di foderare la leccarda del forno con della stagnola, in modo da evitare che, se si rompe per il grande calore, il liquido interno colando non bruci e non sporchi.
Se la melanzana è soda e sana non succederà.
Questo modo di cuocere farà sì che la polpa all'interno resterà molto chiara e di conseguenza la crema lo sarà altrettanto.
il metodo migliore sarebbe di friggerla intera e integra in olio fino a quando si ammorbidisce, poi scolata e lasciata raffreddare su della carta assorbente per ricavarne poi la sua polpa ancora candida, ma qui si parla di salute e quindi la cottura in forno, in questo caso, è sicuramente più indicata.
Una volta cotta la melanzana, lasciarla intiepidire, quindi aprirla a metà e con un cucchiaio raccogliere tutta la polpa bianca trasferendola nel bicchiere del Minipimer. Frullarla aggiungendo poco olio di oliva a filo, come fosse una maionese.
A questo punto cuocere l'orzo in acqua bollente salata, e scolarlo non appena è pronto, condirlo con un paio di cucchiai di crema di melanzana e un paio di cucchiai di ratatouille.
Nei piatti fare uno strato di crema di melanzane, aggiungere la porzione di orzo e completare con un cappellino di ratatouille.
Spargere qua e la qualche bastoncino di speck e guarnire con una fogliolina di basilico.
classici di casa mia
piatti freddi
pollame
secondi
pollo marinato
questo è uno di quei piatti perfetti per tutta estate... me l'ero inventato parecchio tempo fa ed è rimasto fra quelli che la mia famiglia ama di più.
Veloce da preparare, ancor più buono dopo un giorno di riposo in frigorifero perchè ha il tempo di assorbire meglio condimento e sapore...
Pollo marinato
4 bei petti di pollo
1 ciuffetto di prezzemolo
1 ciuffetto di basilico
1 ciuffetto di dragoncello
1 ciuffetto di origano fresco
1 ciuffetto di maggiorana fresca
2 o 3 rametti di timo fresco
1 rametto di rosmarino
2 o 3 foglie di salvia
1 spicchio d'aglio
bacche di pepe rosa
poco aceto bianco o limone
sale in cristalli, o Maldon
pepe nero macinato al momento
olio e.v. di ottima qualità
arroventare una bistecchiera, possibilmente in ghisa. Proprio arroventata. Io la lascio sul fuoco anche 20 minuti prima di cuocere, così il pollo si sigilla bene e conserva la morbidezza interna.
Nel frattempo parare i petti di pollo eliminando eventuali filamenti o parti grasse.
Pulire e lavare le erbe aromatiche, tritarle finemente con l'aglio e raccogliere il trito in una ciotolina, aggiungere sale e pepe abbondante, macinato al momento, unire poco aceto bianco o il succo di un limone, e olio e.v. di ottima qualità. Mescolare e sbattere bene con una forchetta per ottenere una emulsione. Aggiungere anche bacche di pepe rosa per colorare.
Sulla bistecchiera rovente spargere dei cristalli di sale Maldon, o di altro sale relativamente dolce.
Appoggiare sul sale i petti di pollo e lasciarli cuocere girandoli dopo qualche minuto per grigliarli anche dall'altro lato finchè son pronti.
Man mano che si grigliano, disporli ben allineati in una ciotola, una tortiera di vetro, una pirofila, a voi la scelta., e tagliarli a pezzetti regolari.
Una volta cotti e tagliati i petti, coprirli con il condimento di olio ed erbe aromatiche preparato.
Lasciarli riposare in frigorifero almeno due o tre ore prima di assaggiare, meglio un giorno intero affinché abbiano il tempo di assorbire bene il condimento e di insaporirsi.
Dura comunque parecchio conservato in frigorifero, anche se confesso che a casa mia non ha il tempo di invecchiare...
antipasti
pesce
secondi
anche oggi siamo a 34°, ma l'umidità che c'è te ne fa sentire oltre 40...
accendo i fornelli solo il minimo indispendabile, cercando di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo..
a voler guardare, per fare questo piatto ho dovuto friggere...ma ho preparato solo per noi due, quindi non ci è voluto molto...la resa valeva la spesa, come si suol dire..
insieme al polpo avevo comprato del branzino già sfilettato, comodo, pronto per la padella, e quale modo migliore di cucinarlo con questo caldo?
Carpione di branzino
6 filetti di branzino misura media
6/7 grosse cipolle
1 carota
1 costola di sedano
2 foglie di salvia
2 foglie di alloro
pepe nero in grani
sale
olio e.v.
mezzo bicchiere di aceto bianco
mezzo bicchiere di vino bianco
(avevo la Ribolla gialla già aperta e ho usato quella)
C'è chi il carpione lo fa di solo aceto, io preferisco una versione più morbida per cui faccio mezzo aceto e mezzo vino bianco. C'è chi non mette carota e sedano, a me invece piace di più così, con un tocco di colore...
per cui eccovi il carpione a modo mio:
Pulire le cipolle, lavarle e asciugarle. Affettarle non troppo sottili. Pulire la carota e la costa di sedano, lavare bene, lavare anche le foglie di salvia. Asciugare tutto e ridurre a tocchetti la carota e il sedano.
In una capace padella scaldare dell'olio buono, quindi aggiungere le verdure, la salvia, l'alloro e i grani di pepe, e lasciarle stufare avendo cura che non coloriscano. Una volta che riprendolo il bollore, regolare di sale, abbassare il fuoco e incoperchiare la padella. Quando sono quasi cotte, ma ancora "nervose", aggiungere l'aceto e il vino, riportare a bollore e finire la cottura. Tenere in caldo.
Nel frattempo, pulire bene i filetti di branzino, lavarli e asciugarli molto bene. Dividerli in due tagliandoli in diagonale.
Infarinarli ben bene scuotendo la farina in eccesso e friggerli in olio di oliva ben caldo, finché son ben dorati, metterli a scolare su carta da cucina, poi allinearli in una teglia o un contenitore che possa andare in frigorifero, salarli e peparli leggermente.
coprirli con la marinata calda, che dovrà comunque essere ancora un po' brodosa.
a me non ci son stati tutti in uno strato, per cui ne ho fatti due, coprendo bene con le cipolle anche il secondo strato.
Mi è andata bene, sono bastati per due cene..
Conservare in frigo e consumare almeno il giorno dopo, se rinmane anche un paio di giorni è ancora più buono.
cucina fredda
accendo i fornelli solo il minimo indispendabile, cercando di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo..
a voler guardare, per fare questo piatto ho dovuto friggere...ma ho preparato solo per noi due, quindi non ci è voluto molto...la resa valeva la spesa, come si suol dire..
insieme al polpo avevo comprato del branzino già sfilettato, comodo, pronto per la padella, e quale modo migliore di cucinarlo con questo caldo?
Carpione di branzino
6 filetti di branzino misura media
6/7 grosse cipolle
1 carota
1 costola di sedano
2 foglie di salvia
2 foglie di alloro
pepe nero in grani
sale
olio e.v.
mezzo bicchiere di aceto bianco
mezzo bicchiere di vino bianco
(avevo la Ribolla gialla già aperta e ho usato quella)
C'è chi il carpione lo fa di solo aceto, io preferisco una versione più morbida per cui faccio mezzo aceto e mezzo vino bianco. C'è chi non mette carota e sedano, a me invece piace di più così, con un tocco di colore...
per cui eccovi il carpione a modo mio:
Pulire le cipolle, lavarle e asciugarle. Affettarle non troppo sottili. Pulire la carota e la costa di sedano, lavare bene, lavare anche le foglie di salvia. Asciugare tutto e ridurre a tocchetti la carota e il sedano.
In una capace padella scaldare dell'olio buono, quindi aggiungere le verdure, la salvia, l'alloro e i grani di pepe, e lasciarle stufare avendo cura che non coloriscano. Una volta che riprendolo il bollore, regolare di sale, abbassare il fuoco e incoperchiare la padella. Quando sono quasi cotte, ma ancora "nervose", aggiungere l'aceto e il vino, riportare a bollore e finire la cottura. Tenere in caldo.
Nel frattempo, pulire bene i filetti di branzino, lavarli e asciugarli molto bene. Dividerli in due tagliandoli in diagonale.
Infarinarli ben bene scuotendo la farina in eccesso e friggerli in olio di oliva ben caldo, finché son ben dorati, metterli a scolare su carta da cucina, poi allinearli in una teglia o un contenitore che possa andare in frigorifero, salarli e peparli leggermente.
coprirli con la marinata calda, che dovrà comunque essere ancora un po' brodosa.
a me non ci son stati tutti in uno strato, per cui ne ho fatti due, coprendo bene con le cipolle anche il secondo strato.
Mi è andata bene, sono bastati per due cene..
Conservare in frigo e consumare almeno il giorno dopo, se rinmane anche un paio di giorni è ancora più buono.
antipasti
pesce
secondi
il polpo a colori
ora che è arrivato questo caldo passa la voglia di mettersi ai fornelli.
Casa mia è un forno malgrado il sole picchi solo fino al primo pomeriggio, i muri restano roventi nonostante le tende da sole abbassate...
In questi periodi rimpiango la campagna, dove fa caldo sì, ma la sera ci vuole il maglioncino leggero e si dorme senza problemi...
Non soffro particolarmente il caldo, quasi lo preferisco al freddo dell'inverno, ma ciò non toglie che mi passi la voglia di stare ai fornelli...allora cerco di fare cose veloci, con cotture brevi e il più possibile sane, ma che allo stesso tempo siano fresche e stuzzicanti.
Ieri mi sono fermata davanti alla pescheria dell'Alta Sfera, una specie di market all'ingrosso qui vicino, dove il pesce è sempre uno spettacolo. Ogni volta, guardando tutto quel ben di Dio esposto, mi si accendono mille lampadine... ieri però, pensando al caldo, lo sguardo mi è scivolato su un bellissimo polpo...
poco lavoro e ottima resa ho pensato, e poi a noi il polpo piace tantissimo. Ma come cucinarlo stavolta? Ormai ho sfoderato tutto il repertorio...così, una volta a casa ho aperto il frigorifero e....
il risultato è questo...
Polpo a colori
1 bel polpo, possibilmente non decongelato
1 mango di medie dimensioni, non troppo maturo
350 gr fagiolini verdi
1 ciuffo di prezzemolo
1 spicchio e mezzo d'aglio,
1 foglia di alloro
1 bicchiere di vino bianco
1 carota
1 costola di sedano
sale, pepe,
olio e.v. di ottima qualità.
poco aceto bianco
Lavare bene il polpo, eviscerarlo se non lo è già.
In una capace pentola mettere il polpo, la carota pulita, la costola di sedano, una foglia di alloro, uno spicchio d'aglio, poco sale, e coprire il tutto con acqua fredda, aggiungendo il bicchiere di vino bianco.
Portare a ebollizione pian piano e cuocere il polpo finchè è morbido.
Lasciarlo intiepidire nella sua acqua di cottura.
Nel frattempo mondare e lavare i fagiolini, cuocerli in acqua salata fino a che sono ancora un poco croccanti.
Scolarli e tuffarli velocemente in acqua fredda, scolarli, asciugarli il più possibile, tagliarli a pezzetti irregolari e tenere da parte.
Pulire il polpo da ventose e pelle in eccesso, tagliarlo a pezzetti anch'essi abbastanza irregolari mettendoli man mano in una ciotola.
Sbucciare il mango e con la mandolina ricavarne qualche fetta sottile che servirà anche da decorazione, tenerle da parte in frigorifero coperte da pellicola, e tagliare il resto a pezzetti.
Riunire a questo punto fagiolini e mango a pezzetti nella ciotola del polpo.
Tritare finemente un ciuffetto di prezzemolo insieme a mezzo spicchio d'aglio.
Versare il trito nella ciotola, condire con il sale, il pepe, l'olio e una spruzzata leggera, proprio un' idea di aceto bianco, mescolare molto bene e lasciar riposare in frigorifero per un po' di tempo. Io l'ho lasciato circa mezz'ora, più o meno..
Al momento di andare a tavola, mettere i petali di mango sul piatto a mo' di corolla, appoggiarvi sopra il polpo e via...
ottimo, davvero ottimo. Mi è piaciuto moltissimo il contrasto fra il mango e tutto il resto...
può essere un antipasto come un secondo, perfetto per queste sere di calura...
provate!
dolci al cucchiaio
dolci e dessert
Spuma di zabaione al Moscato e fragoline di bosco
4 tuorli
50 gr zucchero
2 dl Moscato spumante
200 cc panna liquida fresca
fragoline di bosco q.b. (io ne ho usati 4 cestini per 3 persone)
qualche savoiardo
Kirsch
poco zucchero a velo
menta per guarnire
Condire parte delle fragoline con dello zucchero e il Kirsch, lasciare riposare finchè avranno rilasciato il succo. Conservare la rimenenza delle fragoline in frigorifero, serviranno per finire il dessert.
Preparare lo zabaione: in un pentolino mettere tuorli, zucchero e Moscato, dare una leggere frullata con le fruste, quindi mettere a bagnomaria caldo e cuocere sempre montando con le fruste finchè sarà gonfio e spumoso.
A questo punto togliere dal fuoco continuando a montare finchè il tutto è completamente freddo. Si avrà una crema densa e gonfia.
Unire la panna montata ben ferma, mescolando con pazienza dal basso verso l'alto per non smontare il tutto.
Spezzettare qualche savoiardo, bagnarlo bene con il succo delle fragoline e porre due o tre pezzetti sul fondo della coppa o di un bicchiere, di uno stampo a piacere.
Versare la crema e tenere in frigorifero ben coperto.
Al momento di servire, coprire la superficie della mousse con le rimanenti fragoline di bosco, guarnire con un ciuffetto di menta e sporcare il tutto con dello zucchero a velo.
fresco e dolce
eccomi di ritorno, dopo una settimana di lavoro faticoso e intenso, nel mio amato Friuli.
La casa lassù comincia a prendere una forma più definita e mi fa pensare a quanto sarà più comoda e funzionale quando saremo tutti là fra un po'..
Una bella truppa di sicuro, ci sarà da lavorare parecchio, ma ne varrà la pena...
Ho lasciato là una giornata caldissima e ne ho trovata una altrettanto calda qui, niente aria, solo afa. Preludio alle temperature altissime che sono previste per i giorni che verranno...meglio non pensarci, altrimenti sento ancora più caldo..
I gatti cercano l'angolo più fresco del pavimento per sdraiarsi, manco da una settimana e solo Perla è venuta a strusciarsi sulle mie gambe miagolandomi un saluto. Golia si è accontentato di guardarmi e di lanciarmi un verso sommesso, sente troppo il caldo per fare la fatica di alzarsi dal suo angolino fresco...come non capirlo? Si boccheggia anche a quest'ora ormai...
Ho voglia di un dolce, di qualcosa di fresco e morbido, che mi gratifichi un poco dopo il viaggio in auto e che scacci la stanchezza che si affaccia prepotente...
qualcosa come questo. Spuma di zabaione al Moscato e fragoline di bosco
4 tuorli
50 gr zucchero
2 dl Moscato spumante
200 cc panna liquida fresca
fragoline di bosco q.b. (io ne ho usati 4 cestini per 3 persone)
qualche savoiardo
Kirsch
poco zucchero a velo
menta per guarnire
Condire parte delle fragoline con dello zucchero e il Kirsch, lasciare riposare finchè avranno rilasciato il succo. Conservare la rimenenza delle fragoline in frigorifero, serviranno per finire il dessert.
Preparare lo zabaione: in un pentolino mettere tuorli, zucchero e Moscato, dare una leggere frullata con le fruste, quindi mettere a bagnomaria caldo e cuocere sempre montando con le fruste finchè sarà gonfio e spumoso.
A questo punto togliere dal fuoco continuando a montare finchè il tutto è completamente freddo. Si avrà una crema densa e gonfia.
Unire la panna montata ben ferma, mescolando con pazienza dal basso verso l'alto per non smontare il tutto.
Spezzettare qualche savoiardo, bagnarlo bene con il succo delle fragoline e porre due o tre pezzetti sul fondo della coppa o di un bicchiere, di uno stampo a piacere.
Versare la crema e tenere in frigorifero ben coperto.
Al momento di servire, coprire la superficie della mousse con le rimanenti fragoline di bosco, guarnire con un ciuffetto di menta e sporcare il tutto con dello zucchero a velo.
antipasti
memorie
torte salate
Un cesto di zucchine
L'ho sempre conosciuto come Gambarel,
il suo nome di battesimo non l'ho mai saputo.
Un soprannome il suo, come si usa dare
alle famiglie nei piccoli paesi. Quello della mia famiglia è
sempre stato Faro, una specie di contrazione dialettale del nostro
cognome, Fabris...
Gambarel era il frutto della colpa di
una amica di mia nonna, Maria Gàmbara, nato fuori dal matrimonio,
e per questo condannato a vivere in una situazione abbastanza
difficile, in una famiglia che andava avanti solo per
convenienza....il padre vero non si è mai saputo chi fosse, e il
marito di sua madre lo odiava profondamente, avendolo sotto gli occhi ogni
santo giorno a ricordagli che in testa aveva un cesto di lumache....e allora di divorzio non si poteva nemmeno parlare...
Avrà avuto si e no 35/40 anni, e io si e
no 7 o 8....
Quando l'ho conosciuto io, viveva solo,
in una stanza della grande casa che dava su un'aia enorme, l'aia
dove arrivava la mietitrebbia per trebbiare il grano a luglio...
Era un omettino di bassa statura, magro
magro e con un volto scarno, illuminato da grandi occhi scuri e
dallo sguardo spiritato, con un berretto a visiera perennemente
calcato sulla fronte, le gambe arcuate come fosse un fantino...ce l'aveva tutto il fisico da fantino..
Del suo passaggio si accorgevano
tutti...aveva una voce stentorea e grossa, e lo si sentiva arrivare
fin dal fondo della strada, perché era sempre allegro e cordiale
con tutti..
Io passavo le estati dalla
nonna...erano gli anni a cavallo fra il '50 e il '60, e in quel
piccolo paese sprofondato nella campagna della bassa friulana l'unico
svago, la sera, era munirsi di seggiole e piazzarsi fuori dal
portone di casa, in gruppi più o meno numerosi, ad osservare il
passaggio, una specie di struscio fatto di gente a piedi, uomini in
bicicletta, ragazzini che giocavano a nascondino o a rincorrersi,
ragazzi che andavano “a morosa” . Un gran via vai di persone
molto vivace, che movimentava la serata di tutti....
E il passatempo delle “babe” ovvero
le donne pettegole, era commentare ogni passante, raccontandosi
l'ultimo pettegolezzo che girava sul suo conto, infiorandolo e
aggiungendovi dell'altro, sorridendo fra loro sotto i baffi con maliziosi
sguardi d'intesa..
La mia casa è proprio in posizione
centrale, vicino alla piazza del Municipio, con la fontana proprio
nel mezzo della piazza dove si affacciano tuttora sia lo spaccio
dei Combattenti, che il Bar Caffé....l'uno era praticamente un
circolino, con tre cabine per l'unico telefono pubblico del
paese, e l'altro era semplicemente il “Café”.....Mio nonno
aveva la compagnia di amici allo Spaccio...non di rado mi portava
insieme a lui quando andava a bere un taj...ma questa è un'altra
storia..
Diciamo che il Café era il posto
frequentato dai notabili del paese, mentre lo Spaccio era più
proletario...
davanti a casa mia scorreva una piccola
roggia, la roja, e al di là della strada c'era una specie di campo
da bocce, di pertinenza del Café..
La sera era illuminato a giorno, ed era
tutto uno sbattere di bocce sulle assi di legno che lo delimitavano, e tutto
un gridare degli uomini impegnati nel gioco...a volte, dopo vari giri di vino e di bocciate al volo, si levava anche
qualche canzonaccia..
Mia nonna si sedeva sulla sua seggiola
davanti casa, con la roggia che le scorreva in basso, vicino ai
piedi, aspettava le sue amiche “babe” e finchè non era buio
pesto io scorazzavo con AnnaMaria, Ennio e sua sorella in giro su
per i Viali, una stradina interna che taglia il paese, allora
sterrata....le mie ginocchia ne sanno qualcosa... quanti voli ho
fatto su quel ghiaietto! Ho una cicatrice abbastanza visibile che me
lo ricorda ogni volta che la guardo...
Gambarel era un grande, appassionato
giocatore di bocce, roba da campionati regionali, casa sua era piena
di coppe e trofei vinti a bocce, e non mancava mai alle partite
serali, era come un allenamento per lui...
Immancabilmente a una certa ora
spuntava dal fondo della strada diretto al campetto davanti a casa
nostra, armato delle sue bocce personali, che teneva in una piccola
sporta di stoffa.
Arrivato davanti a casa mia, con
quella sua voce così forte mi apostrofava, naturalmente in dialetto
friulano “ Ciao Farùcula!! Dove te ne vai in giro stasera? Vieni a
giocare a bocce con me?..
Io gli rispondevo che avevo gli amici
ad aspettarmi sull'aia della trebbia e lui ridendo allegramente se ne
andava....tutte le sere questo rito, le poche volte che non mi
salutava c'era da preoccuparsi..
ma non l'ho quasi mai visto arrabbiato,
né cupo...eppure la sua vita non era proprio felice. Lui cercava di
cavarsela meglio possibile, cercando di prendere il meglio, se c'era,
un meglio.
Una sera passò con un zej, un grosso
cesto intrecciato, tipico delle nostre zone, colmo di zucchine...man
mano saliva dalla strada ne regalava alle donne sedute fuori, chissà
dove le aveva prese..toccò anche a mia nonna la sua abbondante
dose...
Poi, una delle estati seguenti, quando
arrivai al paesello per le vacanze scoprii che il Café era chiuso,
il proprietario era morto e la moglie stava cercando qualcuno per
darlo in affitto, ma ancora non aveva trovato nessuno.....
di conseguenza anche il gioco delle
bocce fu chiuso, niente più luce a rischiarare casa mia, niente più
colpi di bocce contro i legni, niente più voci e niente più gente
in giro come prima..il paese era come spento..
Non l'ho più rivisto, anche se mia
nonna mi teneva comunque sempre aggiornata sulle news del paese..
Si è anche sposato ad un certo punto,
con una ragazza madre che aveva un figlio. So che l'ha cresciuto come
fosse stato veramente suo padre, dandogli tutto quell'amore che lui
non aveva mai avuto.
L'ultima parte della sua vita è stata
serena, e questo mi ha fatto molto piacere, perché era fondamentalmente un buono
che aveva tanto sofferto, sin da quando era nato..
Ciao Gambarel, la tua Farùcula ti ricorda sempre..
In onore di quel cesto di zucchine, di
cui ho memoria così vivida anche oggi...vi dedico questa
Tatin di zucchine, pecorino e mandorle
1 conf. Pasta sfoglia
3 zucchine un po’ grosse
150 gr pecorino fresco
3 o 4 cucchiai di mandorle a lamelle
1 spicchio d’aglio
olio e.v. q.b.
sale e pepe nero
Pulire, spuntare e lavare le zucchine.
Tagliarle a tronchetti non troppo spessi.
In una padella mettere un paio di
cucchiai di olio d’oliva, spelare l’aglio, schiacciarlo con le
mani e metterlo a rosolare sul fuoco vivo, quindi toglierlo e mettere
le zucchine a rosolare.
Ci vorranno circa 10/15 minuti.
Regolare di sale e pepe nero.
Nel frattempo tagliare il pecorino a
fettine sottili.
Ungere una teglia o uno stampo a
piacere, versare le mandorle a lamelle e spargerle in modo omogeneo,
adagiarvi sopra le zucchine e infine il pecorino.
Prendere la sfoglia e coprire il tutto
rincalzando intorno ai bordi per evitare che qualcosa fuoriesca
durante la cottura. Dare una lieve schiacciatina al tutto con le mani e
infornare in forno già caldo a 200°
Cottura per circa mezzora.
Togliere dal forno, lasciar riposare
qualche minuto quindi rovesciare la tarte tatin sul piatto di
servizio.
E’ ottima sia calda che fredda.
E ora vi saluto, vado nel mio Friuli, ma non sarà una vacanza, anzi...
ci ritroviamo fra un po'...
antipasti
carne
secondi
Minimalismo
è un periodo parecchio incasinato, non mi bastano le ore....anche col cibo ormai sono alla cucina di sussistenza.
Ci sono momenti così convulsi che arrivo alla sera stremata, e non mi riesce assolutamente di pensare a cucinare qualcosa che non sia una cosa di veloce fattura e che non mi faccia mettere a soqquadro la cucina.
Però a volte basta poco per trasformare un piatto abbastanza banale ormai, come il carpaccio, in qualcosa di gustoso e diverso....come questo, messo nei piatti l'altra sera.
Io che amo poco il carpaccio classico, (rucola e grana) l'ho divorato con molto piacere...
Lo rifarò sicuramente, ora che il caldo comincia ad affacciarsi davvero.
E' molto semplice, come piace a me.
Carpaccio rosso
300 gr carne di manzo affettata sottile per carpaccio
2 vaschette lamponi freschi
un ciuffo di basilico
qualche foglia di dragoncello fresco
olio e.v. di ottima qualità
erba cipollina per guarnire
sale, pepe bianco.
Nel mortaio pestare il dragoncello e il basilico grossolanamente, mescolarlo ad abbondante olio e lasciarlo riposare almeno una mezz'ora.
Pulire e sciacquare una vaschetta di lamponi velocemente, quindi frullarli con un pizzico di sale, fino ad ottenere un coulis abbastanza denso.
Passarlo poi al setaccio per eliminare i semini, raccogliendolo in un contenitore che possa consentire l'uso di un minipimer.
Preparare la carne nel piatto da portata, salare e pepare.
Filtrare l'olio dal basilico pestato, conservando un poco di quest'ultimo per colorare il piatto finale.
Montare col minipimer il coulis di lamponi aggiungendo metà dell'olio aromatizzato, come fosse una maionese..
aggiungerlo a cucchiaiate sul carpaccio, finire di condire con l'altro olio rimasto, aggiungere i lamponi avanzati, guarnire con qualche filo di erba cipollina, un poco del pesto di basilico e dragoncello qua e là e il gioco è fatto......
strano, ma buono buono. L'acidità del lampone si sposa perfettamente con il profumo delle erbe e la sapidità della carne..
il piatto versione minimal..
Ci sono momenti così convulsi che arrivo alla sera stremata, e non mi riesce assolutamente di pensare a cucinare qualcosa che non sia una cosa di veloce fattura e che non mi faccia mettere a soqquadro la cucina.
Però a volte basta poco per trasformare un piatto abbastanza banale ormai, come il carpaccio, in qualcosa di gustoso e diverso....come questo, messo nei piatti l'altra sera.
Io che amo poco il carpaccio classico, (rucola e grana) l'ho divorato con molto piacere...
Lo rifarò sicuramente, ora che il caldo comincia ad affacciarsi davvero.
E' molto semplice, come piace a me.
Carpaccio rosso
300 gr carne di manzo affettata sottile per carpaccio
2 vaschette lamponi freschi
un ciuffo di basilico
qualche foglia di dragoncello fresco
olio e.v. di ottima qualità
erba cipollina per guarnire
sale, pepe bianco.
Nel mortaio pestare il dragoncello e il basilico grossolanamente, mescolarlo ad abbondante olio e lasciarlo riposare almeno una mezz'ora.
Pulire e sciacquare una vaschetta di lamponi velocemente, quindi frullarli con un pizzico di sale, fino ad ottenere un coulis abbastanza denso.
Passarlo poi al setaccio per eliminare i semini, raccogliendolo in un contenitore che possa consentire l'uso di un minipimer.
Preparare la carne nel piatto da portata, salare e pepare.
Filtrare l'olio dal basilico pestato, conservando un poco di quest'ultimo per colorare il piatto finale.
Montare col minipimer il coulis di lamponi aggiungendo metà dell'olio aromatizzato, come fosse una maionese..
aggiungerlo a cucchiaiate sul carpaccio, finire di condire con l'altro olio rimasto, aggiungere i lamponi avanzati, guarnire con qualche filo di erba cipollina, un poco del pesto di basilico e dragoncello qua e là e il gioco è fatto......
strano, ma buono buono. L'acidità del lampone si sposa perfettamente con il profumo delle erbe e la sapidità della carne..
il piatto versione minimal..
antipasti
aperitivi
pesce
pranzi e cene
secondi
una cena sul cucchiaio
si potrebbe dire anche "a tutto tonno".
Pensato, comprato e portato a casa.
a mio marito piace molto il tonno appena appena scottato o crudo, mentre io il pesce crudo faccio proprio fatica a farmelo piacere. Allora ho pensato che potevo far diventare un pranzo normale (primo - secondo - contorno) una cosa alternativa preparando diversi assaggi, sfiziosi ma allo stesso tempo sostanziosi. Niente piatti però, meglio una serie di cucchiai di vario tipo, giusto per avere ancora di più l'impressione di assaggiare...
Bocconcini aromatici di tonno nella patata
Insalata simil-nizzarda
è stato un gioco, un divertissement....un modo per vedere come si può utilizzare un solo ingrediente: il tonno.
L'idea mi è venuta in pescheria, guardando un bellissimo e freschissimo filetto di tonno.
L'idea mi è venuta in pescheria, guardando un bellissimo e freschissimo filetto di tonno.
Pensato, comprato e portato a casa.
E' stato un esperimento fatto tempo fa, ancora non bazzicavo nel mondo dei blogger, ma mi piace condividere e far viaggiare le mie sperimentazioni.....
abbiate pazienza per le foto, sono terribili, lo so.
a mio marito piace molto il tonno appena appena scottato o crudo, mentre io il pesce crudo faccio proprio fatica a farmelo piacere. Allora ho pensato che potevo far diventare un pranzo normale (primo - secondo - contorno) una cosa alternativa preparando diversi assaggi, sfiziosi ma allo stesso tempo sostanziosi. Niente piatti però, meglio una serie di cucchiai di vario tipo, giusto per avere ancora di più l'impressione di assaggiare...
Diverse preparazioni dicevo, così siamo stati contenti in due.
cominciamo con le ricette:
Innanzitutto porre in congelatore il pezzo intero di tonno, per evitare sorprese dovute all'Anisakis, lasciarlo congelare a - 18 almeno, se avete un abbattitore tanto di guadagnato
poi, una volta scongelato, pronti via...
Dal pezzo intero ricavarne uno più piccolo, che andrà per il carpaccio, e che sarà più facile tagliare da semicongelato.
Tonno in gelée di zenzero
1/2 fetta di tonno spessa 2 cm
zenzero fresco
poco succo di lime
2 gr gelatina in fogli
maggiorana
sale, pepe
ridurre in piccoli cubi la polpa del
tonno, metterla in una scodella a marinare con della maggiorana, sale
e pepe, un cucchiaio di succo di lime e una grattugiata di zenzero fresco.
Ammollare la gelatina in acqua fredda.
Dallo zenzero ricavare due pezzetti non
troppo grossi e metterli a bollire in un pentolino con un bicchiere
abbondante d'acqua. Lasciar cuocere per circa 10 minuti, dopodichè
eliminare lo zenzero, aggiungere la colla di pesce ben strizzata,
lasciar fondere bene, togliere dal fuoco e filtrare. Lasciarla
intiepidire.
Una volta che la gelatina comincia a
intiepidire, ma non del tutto, togliere i bocconcini di tonno dalla
marinata, asciugarli e pulirli da eventuali foglioline di maggiorana
o dallo zenzero, devono essere nudi. Porli nel centro del cucchiaio
in cui verranno serviti e, con l'aiuto di un cucchiaio da cucina
coprirli totalmente con la gelatina ancora tiepida, cosa che un po'
li scalderà lasciandoli però ben rosati. Lasciar rapprendere il
frigo fino al momento di servire.
Carpaccio di tonno in salsa appetitosa
1 piccolo pezzo intero di tonno
5/6 grosse foglie di basilico
2 o 3 rametti di prezzemolo
3/4 rametti di aneto
1 cucchiaio di aceto bianco
2 cucchiai olio d'oliva buono
1/2 spicchio d'aglio
mezzo cucchiaio di capperi dissalati
1 cucchiaio yogurt bianco
1 pizzico di sale
Prendere il pezzo più
piccolo che si è congelato a parte e lasciarlo scongelare in frigorifero, ma non completanmente, sarà più agevole lavorarlo.
Affettarlo il più possibile
sottile e metterlo direttamente sul cucchiaio di servizio.
Per la salsa:
Tritare insieme basilico, prezzemolo, aneto,
capperi e aglio e ridurli in un trito molto fine.
In una scodella mettere l'aceto e
l'olio, il sale e sbattere con una forchetta, aggiungere il trito e lo
yogurt mescolando velocemente per
emulsionare il tutto.
Versare a cucchiaiate questa salsa sul
carpaccio, senza annegarlo.
Decorare con piccoli capperi e aneto fresco.
Tartare di tonno allo zenzero e salsa di soia
2 fette di tonno non troppo alte
3 o 4 cucchiai salsa di soia
maggiorana
1/2 spicchio d'aglio
un piccolo pezzetto di zenzero fresco,
deve dare solo un sentore.
poco olio d'oliva
sale, pepe.
Tagliare a cubetti molto piccoli le
fette di tonno, metterle a marinare con la maggiorana, sale, pepe l'aglio e lo zenzero tritati finissimi, un leggero filo d'olio, mescolare bene per amalgamare i
sapori.
Lasciarli riposare una mezzoretta.
Poco prima di servire, prendere il
tutto e batterlo a coltello in modo da avere una specie di poltiglia
non troppo fine. A questo punto rimettere il tutto nella ciotola e
aggiungere la salsa di soia, mescolare bene e fare le
quenelles, metterle sul cucchiaio decorando con una fettina sottile
di lime.
La salsa di soia lo renderà scuro, non
è bellissimo da vedere, ma vi assicuro che è molto buono.
Fagottino di tonno in pasta Fillo e crema di zucchine
1 fetta di tonno alta circa 2/3 cm.
aglio, sale pepe
pasta fillo
olio
1 rametto di rosmarino
1 rametto di rosmarino
per la crema di zucchine
1 zucchina
1 cipollotto fresco (solo la parte
bianca)
2/3 foglioline di basilico
sale, pepe
olio e poco burro.
tagliare per il lungo la fetta di tonno
ottenendone 3o 4 specie di bastoncini. Tagliarli a loro volta a
metà. Oppure regolatevi secondo la misura del vostro cucchiaio.
Devono comunque essere abbastanza spessi perchè non devono diventare
troppo cotti.
Strofinarli con sale, pepe e poco aglio. Lasciarli riposare 10 minuti circa.
Strofinarli con sale, pepe e poco aglio. Lasciarli riposare 10 minuti circa.
Prendere due fogli di pasta fillo, e
lasciandola doppia, ricavarne dei rettangolini che contengano di
misura i bastoncini.
Avvolgere ora i medesimi dentro i
rettangolini di pasta fillo a mo' di fagottino, chiudendola
inumidendo i lembi e premendo.
Preparare la crema di zucchine:
in una piccola casseruola mettere un
goccio d'olio e una piccola noce di burro, mondare e tagliare a rondelle il
cipollotto e anche la zucchina.
Quando il condimento è fuso, non deve
sfrigolare, unire cipollotto e zucchina, lasciar insaporire senza
colorire. Salare e pepare, quindi coprire e lasciar brasare a fuoco
basso basso finchè saranno morbide e schiacciabili con la forchetta.
Al limite aggiungere pochissima acqua calda se tendessero ad
attaccare.
Una volta cotte, mettere il tutto nel
bicchiere del frullatore e frullare alla massima velocità versando
dell'olio a filo come fosse una maionese.
Tenere da parte.
Poco prima di servire, in un piccolo
pentolino mettere a scaldare dell'olio d'oliva e quando è ben caldo
aggiungere un rametto di rosmarino quindi buttarci i fagottini due
alla volta, rigirandoli per dorarli bene da tutte le parti.
Si dorano subitissimo, il tempo di
buttarli nell'olio ed è fatto. Così il tonno all'interno resta ben
rosato e morbido.
Metterli un attimo su carta assorbente
per eliminare eventuale olio in eccesso.
Versare nel cucchiaio la crema di
zucchine, appoggiarvi sopra il fagottino.
Tonno brasato al Marsala con composta di cipolle rosse
1 fetta di tonno
1 bicchiere abbondante di Marsala
2 foglie di alloro
1 spicchio d'aglio
sale, pepe
poco burro
per la composta:
2 cipolle rosse affettate molto sottili
il succo di 1/2 arancia
1/2 bicchiere di aceto di mele
1 pizzico di sale
5 cucchiai di zucchero
preparare innanzitutto la composta.
Tagliare le cipolle con la mandolina in
modo che le fette abbiano tutte lo stesso spessore.
In un pentolino mettere le cipolle, lo
zucchero, l'aceto, il sale e il succo d'arancia. far cuocere pian
piano finchè son cotte ed hanno una consistenza marmellatosa. Se si
asciugassero troppo, aggiungere ancora del succo o poca acqua calda.
Tenere da parte.
In un pentolino che contenga la fetta
di misura, mettere, tutto a freddo, il tonno, il marsala, l'alloro e
l'aglio.
mettere sul fuoco e quando il bollore
è allegro, togliere dal fuoco e lasciare che il tonno si cuocia per
induzione.
Levare il tonno dal suo liquido,
dividerlo a metà, in modo che stia sul cucchiaio. Eliminare l'alloro e l'aglio e rimettere il
pentolino sul fuoco, far bollire a fuoco dolce finchè il liquido si
è ridotto alla metà, togliere dal fuoco e aggiungere un piccolo
pezzetto di burro freddissimo, sempre fuori dal fuoco mescolare roteando il
pentolino finchè il burro si è completamente sciolto e amalgamato
al fondo, addensansolo.
Fare un letto di cipolle nel cucchiaio,
adagiarvi sopra la mezza fetta di tonno, nappare col fondo di Marsala.
2 fette di tonno non troppo alte.
3 o 4 rametti di aneto
3 o 4 rametti di maggiorana
3 o 4 rametti di prezzemolo
3 o 4 foglie di basilico
aglio, sale e pepe
1 patata novella abbastanza grossa
1 uovo
farina
pangrattato
olio
Tritare le erbe insieme a un piccolo spicchio d'aglio. Tagliare il tonno a cubetti non troppo piccoli nè troppo grossi.
Metterli in una
ciotola con un la maggior parte del trito di erbe e aglio, sale e pepe. Lasciarli riposare per circa una mezzora.
Preparare una panure composta da
pangrattato, il resto del trito di erbe. Miscelare bene il tutto.
In un piccolo pentolino mettere
dell'olio d'oliva in modo che si possa friggere in olio profondo.
Ci vorrà pazienza perchè bisognerà
friggere pochi bocconcini alla volta, ma si risparmierà sulla
quantità di olio e il fritto sarà croccante e leggero.
Scaldare bene l'olio. Intanto lavare la
patata lasciandole la buccia, asciugarla bene e tagliarla a metà.
Con lo scavino eliminare un po' di polpa in modo da ricavarne una
specie di barchetta, quindi friggere le due metà (una alla volta)
nell'olio bollente, mettendole poi, a parte vuota in giù, ad
asciugare su carta assorbente. Non importa se non saranno del tutto
cotte, servono solo da contenitore.
Nello stesso olio, magari rabboccato se dovesse calare troppo, si potranno friggere i bocconcini.
Nello stesso olio, magari rabboccato se dovesse calare troppo, si potranno friggere i bocconcini.
Impanare quindi il tonno.
Sbattere l'uovo. Passare i bocconcini
prima nella farina, poi nell'uovo sbattuto, infine nella panure
aromatica.
Friggere nello stesso olio dove abbiamo
fritto le patate, ben caldo.
Togliere i bocconcini fritti,
appoggiarli qualche istante su carta assorbente, poi servirli dentro
alla barchetta di patata.
Io ho messo questa al centro del
piatto, appoggiata su un mucchietto di sale affumicato.
Ma si può usare anche normale sale
grosso.
E' solo per l' estetica.
e poi, per completare la sperimentazione a tutto tonno, ho usato anche quello in scatola...
e poi, per completare la sperimentazione a tutto tonno, ho usato anche quello in scatola...
2 pomodorini ciliegia
mezzo cetriolo
ventresca di tonno sott'olio
olive taggiasche denocciolate
basilico
sale, pepe, olio, pochissimo aceto.
tagliare i pomodorini in spicchi,
eliminare i semini interni, tagliare anche il cetriolo a pezzetti
eliminando i semi.
Condire le verdure insieme alle olive
con olio, sale, pepe e qualche goccia d'aceto. Unire poi qualche
pezzetto di ventresca di tonno sgocciolata dal suo olio e una foglia
di basilico.
Spuma di tonno alle erbe
1 scatola di tonno al naturale, ben
sgocciolato
30 gr burro morbido
2 cucchiai mascarpone
1 ciuffo di aneto
1 ciuffo di coriandolo o prezzemolo
il succo di mezzo limone
1 pizzico di sale
2 o 3 gocce di Tabasco
Passare il tonno ben sgocciolato al
mixer insieme al burro, raccoglierlo in una ciotola. Tritare
grossolanamente le erbe, unirle al tonno, unire anche il mascarpone,
il Tabasco, il succo di limone, un pizzico di sale e mescolare
benissimo fino ad avere un composto omogeneo.
Tenere in frigo e al momento di servire
fare delle quenelles ed appoggiarle sul cucchiaio insieme a un
crostino di pane tostato.
e per finire, cosa poteva starci bene con tutto questo tonno? Qualcosa al limone naturalmente...
Crema al limoncello e frutti rossi
120 gr mascarpone
120 gr panna montata
50 gr zucchero a velo
1/2 bicchierino di limoncello
poca scorza di un limone non trattato
per decorare:
frutti rossi a piacere, qualche foglia
di menta se c'è.
in una ciotola mescolare molto bene a
crema il mascarpone con lo zucchero a velo, la scorza di limone e il
limoncello, montare la panna ben ferma e incorporarla delicatamente
al composto. Tenere in frigo nel reparto più freddo per un'ora
almeno.
All'ultimo momento prima di servire,
prendere la crema, fare le quenelle con l'aiuto di due cucchiai,
adagiarle sul cucchiaio di servizio e guarnire con un frutto rosso a
piacere e una fogliolina di menta (io non l'avevo ma ci sarebbe stata
davvero bene) e se vi piace, anche con una spolverata di zucchero a
velo.
Mi sono proprio divertita, sia a preparare che ad assaggiare, e non è stato
troppo faticoso anche se le preparazioni erano tante e diverse.
Ero proprio soddisfatta, anche nel vedere la velocità con la quale mio marito puliva i cucchiai....
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