Pampushka o Pane ucraino all'aglio
Il primo aprile è partito un progetto di cui faccio parte, Cook_my_Books, ideato dalla mia vulcanica amica Alessandra Gennaro, felice proprietaria di uno sterminato numero di libri di cucina. Tutte quelle ricette allineate sugli scaffali della libreria stavano solo aspettando che qualcuno le facesse uscire dalle pagine. E dunque cosa ha pensato Alessandra? Scegliamo un libro a settimana, prepariamo una ricetta al giorno e dopo la facciamo volare nel web, attraverso Instagram, per raccontarle ai lettori. Così dopo aver riunito un gruppetto di signore abbastanza temerarie, eccoci qua col primo libro: Mamushka di Olia Hercules, il suo libro d'esordio sulla cucina ucraina, pensato e scritto nel 2014, a seguito della guerra nel Donbass.
In quel frangente Olia si rende conto che con la guerra avrebbe potuto perdere la storia delle sue radici, una storia secolare espressa attraverso le ricette della sua particolare famiglia. Nonna siberiana, padre Uzbeko con parenti in Ossezia e Armenia, madre ebrea moldava. Un crogiuolo di culture, usi e tradizioni diverse che alla fine trovano una sintesi nella cucina di Olia.
E mai come ora è necessario farla conoscere, provare, apprezzare.
E oggi tocca a me parlarvi di questo meraviglioso pane all'aglio, che Olia chiama Pampushka e che in Ukraina si serve caldo, fragrante di aglio, come principale alleato del tradizionale Borsch rosso. Un pane dal nome evocativo, dalle forme morbide, sinuose ed accoglienti come le donne dipinte da Botero, floride e solari ed è proprio la rotondità che Pam-poo-shka sottintende e sottolinea, trasmettendo un messaggio positivo di calore, di famiglia.
Pampushka - Pane ucraino all'aglio
15 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di zucchero semolato
225 ml di acqua tiepida
400 g di farina W360
8 g di sale fino
3 cucchiai di olio di girasole
20 g di aglio (meglio se nuovo, fresco)
1 ciuffo abbondante di prezzemolo
1 uovo per la doratura
La sera prima preparate la "spugna" (starter) come lo chiama l'autrice.
In una ciotola sciogliete il lievito insieme allo zucchero in tutta l'acqua tiepida, aggiungete 200 g di farina, mescolate. Coprite la ciotola con la pellicola e lasciatela lievitare in frigorifero per tutta la notte.
La mattina successiva riprendete la ciotola, aggiungete il resto della farina all'impasto, unite anche il sale e iniziate a impastare su un piano di lavoro ben infarinato, continuate finchè l'impasto sarà liscio e si staccherà facilmente dalle mani.
Se usate la planetaria, lavorate l'impasto con il gancio per circa 10 minuti, finchè sarà liscio e si staccherà dai bordi.
Pesatelo e dividetelo in 8 pezzi di uguale peso.
Prendete ogni pezzo e formate dei panini rotondi, adagiateli uno accanto all'altro in uno stampo o una teglia rotonda da 24 cm. ben oliati
Lasciateli lievitare, coperti, in un posto caldo. Dovranno raddoppiare di volume e nel contempo si uniranno. Riscaldate il forno a 220°, statico, e tritate finissimamente il prezzemolo insieme all'aglio, mescolate il trito all'olio e a un pizzico di sale e lasciate in infusione.
Quando i Pampushki saranno belli gonfi e carnosi, sbattete l'uovo in un piatto e spennellateli generosamente con delicatezza.
Cuoceteli per 20/25 minuti o finchè non avranno una crosta dorata e lucida.
Toglieteli dal forno, cospargete abbondantemente il pane con l'olio al prezzemolo e servite subito.
Siena e i dolci senesi, cronaca di un blogtour parte seconda
La prima tappa è al Forno Ravacciano, che vanta una presenza di oltre cinquant'anni a Siena, conosciutissimo e molto apprezzato in città.
Giolisca e Fabio sono i fornai che con grande passione e professionalità producono ogni giorno il pane, ma anche i dolci tradizionali senesi come ricciarelli, cavallucci, panforte e panpepato.
Ci hanno aperto le porte del loro laboratorio facendoci assistere alla preparazione dei dolci.
Fabio ha iniziato subito coi cavallucci, e per me è stato come andare in paradiso perchè sono dolci che amo alla follia. Vederli fare, e poi assaggiare in diretta è stato bellissimo!
Arriviamo mentre Fabio completa la lavorazione del panforte Margherita:
E qui Fabio dosa gli ingredienti dei cavallucci:
i cavallucci pronti, fragranti e profumati. Una tortura dover aspettare che si freddassero
ora si passa ai ricciarelli:
ed eccoli qui, dorati e morbidi
mentre i dolci entravano ed uscivano dal forno, col loro profumo che si spandeva dappertutto, Giolisca insieme a Sabrina del blog Architettando in cucina e padrona di casa per questo blogtour, ci spiegavano alcuni passaggi delle ricette.
Giolisca e Fabio con grande generosità ci hanno anche ospitato per il pranzo, e qui ho scoperto quanti abbinamenti sono possibili con questi meravigliosi dolci. Mi ha sorpreso moltissimo la bontà del pecorino senese assaggiato insieme al panpepato o al panforte.
Il panpepato:
il panforte:
è stata una mattinata intensa e decisamente bella, siamo usciti dal Forno Ravacciano con il profumo dei ricciarelli appiccicato piacevolmente addosso, con negli occhi la bravura e la capacità di Fabio e Giolisca di rendere omaggio a questi dolci arrivati fno a noi da un tempo antico, e di continuare a tramandarne la tradizione e la bontà.
Il tempo ci ha graziato, ci ha fatto assaporare la città per ammirarne l'assoluta bellezza e così, nel pomeriggio siamo approdati alla Pasticceria Nocino altro luogo storico di Siena e dove ci ha accolto Riccardo.
La pasticceria è un posto davvero accogliente e la simpatia e la preparazione del nostro ospite ci ha messo a nostro completo agio.
Sui tavolini sono comparsi ricciarelli, ricciarelli di pasta di mandorle cruda ricoperta di cioccolato, pan co' santi, pignolata, panforte e panpepato.
il panforte e il panpepato:
il pan co' santi:
Riccardo ci ha spiegato la lavorazione di questi dolci, di come la pasticceria segue la tradizione delle ricette e ci ha dato alcune notizie sulla loro storia.
La pasticceria Nocino è un luogo di delizie, e fra queste ho scoperto anche
il bacio di Siena, inventato dalla creatività di Riccardo
briciole di torrone alla base, con crema e panna montata, ricoperti di cioccolato e congelati come i baci sottozero... Una vera delizia per il palato!
Le vetrine con i diversi formati di panforte e panpepato
e io non ho resistito, mi sono portata a casa un panforte di quelli alti, che terrò per le feste di Natale, quando tutta la famiglia sarà riunita.
è stata una giornata davvero piena di emozioni e belle sensazioni, e torno a casa un po' più ricca. Ho incontrato persone meravigliose che con tanta passione e abnegazione fanno un lavoro silenzioso ma importantissimo per continuare a tramandare tradizioni secolari.
A loro e a tutto lo staff che ha organizzato l'evento, che ci ha assistito in ogni momento durante questo blogtour, il mio grazie più sentito.
Come in tutte le cose arriva anche il momento di ripartire, e allora prima di andarmene ho fatto un ultimo giro nel giardino incantato dell'albergo Borgo Grondaie che ci ha ospitato in questi giorni.
Sono tornata da qualche giorno, ma ho ancora gli occhi pieni di quella meravigliosa città che è Siena, della sua storia, dei suoi palazzi, delle persone che la fanno grande.
E ora tocca a me ricambiare tutto quello che ho ricevuto in questo meraviglioso blog tour...
state pronti, appuntamento a dicembre.























