Maiale in agrodolce alla Cantonese
Mi è sempre piaciuta la cucina cinese, anche se, al ristorante, mi son sempre soffermata sui piatti più conosciuti, tipo il pollo con le mandorle, o i ravioli al vapore, o ancora gli involtini primavera, qualche volta l'anatra alla pechinese, che adoro. Pochissime volte mi sono cimentata con piatti sconosciuti, andando a "naso" leggendo gli ingredienti, e non sempre con buoni risultati. Inutile chiedere ai camerieri, difficilmente sanno spiegare bene cosa c'è nel piatto.
Ma questa settimana,Cook_my_Books mi dà l'opportunità di approfondire la conoscenza della cucina cinese di casa.
Kwoklyn Wan, l'autore di The complete chinese takeaway cookbook, è colui che ha preso in mano la ristorazione di famiglia, ereditata dal nonno che aprì il primo ristorante cinese a Leicester nel 1962
Il suo libro ci propone una cucina veloce, pochi ingredienti e tempi molto brevi, basata sulla tradizione ma che si può preparare in casa, senza dover andare per forza al ristorante.
La prima ricetta che ho scelto di fare è una di quelle che preferisco.
Maiale in agrodolce alla cantonese
per 2/3 persone
300 g di lonza di maiale, tagliata a pezzetti
1 uovo sbattuto
50 g di amido di mais
un pizzico di sale
q.b. di olio di arachidi per friggere
per la salsa agrodolce:
240 ml di succo d'arancia (fresco)
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 cucchiaio di Ketchup
3 cucchiai di aceto di vino bianco
1/2 peperone rosso, privato di semi e filamenti, a pezzi
1/2 cipolla tritata grossolanamente
3 fette di ananas (fresco, o in scatola) a pezzi
3 cucchiai di amido di mais
6 cucchiai di acqua
1 pizzico di sale
Raccogliete tutti gli ingredienti della salsa, tranne l'amido di mais, in una larga casseruola, mettetela su fuoco medio e portate a ebollizione. Abbassate il fuoco e cuocete per circa 5 minuti.
Sciogliete l'amido di mais nell'acqua mescolando velocemente per non fare grumi, aggiungete la miscela nella salsa poco per volta, mescolando continuamente. Lasciate addensare finchè è abbastanza densa da ricoprire bene il dorso di un cucchiaio.
Tenete in caldo.
Mettete i pezzetti di lonza in una ciotola, aggiungete l'uovo sbattuto e il sale, mescolate bene assicurandovi che la carne ne sia ben avvolta. In un'altra ciotola mettete l'amido di mais, unite la carne bagnata di uova e mescolate abbondantemente in modo che la lonza ne sia ben ricoperta. Eliminate l'eccesso di amido scuotendo la carne in un colino.
Scaldate abbondante olio di semi di arachide in una larga padella, portatelo alla temperatura di 170° e friggete i pezzi di lonza. Lasciateli dorare da tutti i lati per circa 5 minuti, fino a completa cottura.
Man mano friggete, prelevate la carne con una schiumarola e appoggiatela su un piatto coperto di carta da cucina in modo che perda un po' dell'olio di frittura.
La salsa agrodolce è originaria della provincia di Hunan. Originariamentre una miscela di aceto e zucchero, e pochissima somiglianza con il piatto colorato e brillante che si serve oggi un po' dappertutto.
L'autore ci regala un modo di dire della zona:
"La vita è un paio di bacchette. Che ci servono dolce, acido, amaro e piccante. Ove possibile rendiamo la vita dolce"
Goloso anche solo alla vista. Alla fine abbiamo fatto pure la scarpetta...
Risotto mantecato al paté di foie gras e pere caramellate al Porto
Venerdì, giorno di risotto per il Club del risotto del venerdì.
Non sempre posso partecipare, ma stavolta mi intrigava l'idea di Cristina di preparare un risotto senza mantecarlo con il burro e il grana.
La prima idea era di fare un risotto con i gamberi e mantecarlo con una crema di ceci. Poi ho aperto il frigorifero e ho visto quella piccola busta sigillata che conteneva due piccoli medaglioni di paté di foie gras, rimanenza di un pacco regalo che ho ricevuto da un fornitore a Natale.
Allora ho cambiato idea. Ho deciso di fare un risotto decisamente molto semplice, poco elaborato, ma data la materia prima non ho voluto aggiungere altro.
Risotto mantecato al paté di foie gras e pere caramellate al Porto
per 2 persone, di buon appetito
300 g di riso Carnaroli
1 piccola cipolla bionda
80 g di paté di foie gras, d'oca in questo caso, ma va bene anche di anatra
un filo d'olio
mezzo bicchiere di Porto bianco
q.b. di brodo vegetale
sale
Per completare:
2 pere kaiser
30 g di burro
3 cucchiai di zucchero di canna
50 ml di Porto bianco
poco succo di limone
poco pepe di Sichuan
Preparate le pere, sbucciatele, eliminate il torsolo e tagliatele a grossi spicchi.
Mettetele in un piatto e bagnatele con del succo di limone per non farle annerire.
In una larga padella antiaderente mettete il burro, lasciatelo fondere poi aggiungete lo zucchero di canna, mescolate per farlo sciogliere e aggiungete il Porto.
Mescolate e aggiungete gli spicchi di pera e il pepe di Sichuan. Fate cuocere qualche minut0 poi prelevatele e trasferitele in un piatto, non devono essere troppo cotte. Continuate la cottura del liquido che si sarà formato e fate ridurre fino a consistenza sciropposa, filtratelo e versatelo sulle pere in modo che siano ben coperte, coprite e tenete da parte.
Preparate il risotto al solito modo. Tritate finissimamente la cipolla, alla fine non si dovrà trovare nel piatto, fatela stufare in un filo d'olio poi aggiungete il riso, mescolate e lasciatelo insaporire finchè inizia a "cantare"
Sfumatelo con il Porto e mescolate, fate evaporare e bagnate con un mestolo di brodo vegetale bollente. Continuate a mescolare e a unire il brodo poco per volta finchè il riso è quasi pronto.
A questo punto unite il paté di foie gras a pezzetti e iniziate a mantecare il riso, dapprima sul fuoco, poi spegnete e continuate a mantecare sbattendo leggermente il tegame e mescolando vigorosamente.
Assaggiate e regolate di sale e di pepe. Lasciatelo riposare qualche istante poi servitelo con le pere caramellate e un po' del loro sciroppo.
Non so se ho rispettato le regole, ma credo di sì. il paté in questo caso è fegato d'oca cotto in terrina, poi tagliato in medaglioni, non contiene burro.
In ogni caso ne è uscito un risotto delicato, le pere e la riduzione al Porto hanno esaltato il sapore del foie gras.
Ci ho abbinato delle bollicine ed è stato un pranzo molto gratificante.
Natale, quest'anno
Non riesco ad uscire dalla pigrizia di questi giorni del dopo feste. Starò smaltendo la stanchezza accumulata? Non lo so. So solo che starei fissa sul divano con un libro o a pisolare vicino a Duca, il mio gatto rosso "guardatemi-ma-non-toccatemi", o anche a vedere un bel film.
Se guardo indietro mi sembra impossibile essere riuscita a fare tutto quello che avevo in mente. E da sola, a parte un aiuto sporadico ed estemporaneo di mio marito, se andare dal macellaio a ritirare quello che avevo ordinato può considerarsi un aiuto.
Ho passato giorni infernali durante il "prima" fra spesa, lavoro, cucina. Poi, d'improvviso, come sempre e come per magia, tutto si incastra, tutto va come deve, tutto funziona e la paura di non riuscire a farcela, svanisce e la tensione si allenta.
Un Natale sereno, all'insegna della famiglia. Un Capodanno altrettanto sereno e piacevole con amici molto cari e una Epifania invece un po' triste perchè mia figlia Chiara riparte, torna alla sua attuale residenza, a Maputo.
La mia cucina è stata una specie di campo di battaglia per giorni, riordinata e ripulita ogni volta e ributtata per aria senza soluzione di continuità. Un girone infernale di "carica e svuota" lavastoviglie, di lavandini pieni di cose da lavare e poi da asciugare e riporre, pulizia continua. Perchè non mi riesce di lavorare nel caos. Finisco una ricetta, sistemo e pulisco poi ricomincio, è più forte di me.
A pensarci ora, quasi non ci credo... la mia schiena sì invece.
Comunque, chi mi segue da qualche tempo, sa che le tradizioni natalizie qui sono praticamente obbligate, per cui alcune cose che ho preparato sono già nel blog.
Nella rubrica del Natale per esempio oppure in quella delle Ricette per le feste o anche disseminate nelle varie voci (antipasti, secondi ecc.ecc.) per cui faccio un breve elenco:
Panbrioche
Mousse di tonno
Polpo e patate
Insalata russa
Salmone marinato agli agrumi
Cappone ripieno
LI TROVATE QUI
Il paté di fegatini al Porto E' QUI
Ravioli in brodo
Terrina di maiale e albicocche la trovate QUI
Terrina micuit di foie gras de canard , senza foto anche quest'anno, non son riuscita a fargliela
I calamari ripieni con la polenta e le seppie a cacciucchino della vigilia non le ho fotorafate
questi i menù. Vigilia e Natale
Le new entry di quest'anno sono state diverse.
Inizio con quella che ho servito con l'aperitivo e che è stata davvero molto, molto apprezzata
Ciambella Gougère
da Sale&pepe di dicembre
250 g di farina
75 g di burro
5 uova grandi
150 g di provolone
3 dl di acqua
1 mazzetto di erba cipollina
2 cucchiai di mandorle a lamelle
sale, pepe
Imburrate molto bene uno stampo a ciambella da 22 cm. Mettetelo in frigorifero.
Grattugiate il provolone, tritate l'erba cipollina.
In una casseruola portate a ebollizione l'acqua con il burro e un pizzico di sale.
Setacciate bene la farina e unitela all'acqua bollente tutta insieme, mescolate con una spatola in modo che non si formino grumi, e continuate a mescolare sul fuoco finchè l'impasto si stacca bene dalle pareti della casseruola.
Trasferite il composto nella ciotola della planetaria, se non l'avete mettetelo in una capiente ciotola. Lasciate intiepidire.
Iniziate ad aggiungere un uovo e mescolate con la frusta a paletta finchè non è ben incorporato. Potete usare le fruste elettriche se avete optato per la ciotola.
Ripetete l'operazione con tutte le uova, sempre incorporandole una alla volta.
Unite il formaggio conservandone due cucchiai per la finitura, aggiungete anche l'erba cipollina tranne un cucchiaio che terrete da parte.
Mescolate ancora e poi riprendete lo stampo dal frigorifero. Versateci l'impasto a cucchiaiate in modo che sia ben distribuito, cospargetelo con il provolone grattugiato tenuto da parte e con le mandorle a lamelle, mettete in forno già caldo, statico, a 180° per 25 minuti, poi alzate la temperaruta a 200° e continuate a cuocere per altri 25 minuti. A me ce ne sono voluti un po' meno, per cui dipende dal forno.
Togliete dal forno e lasciate riposare la ciambella qualche minuto, poi sformatela su un piatto di servizio, completate con il resto dell'erba cipollina tenuta da parte e servitela ancora calda.
Usate tassativamente uno stampo a ciambella.
Io, non avendolo da 22, ho usato quello da 24 e non ho avuto problemi, ma meglio seguire le indicazioni. Si alzerà ancora di più.
Talmente golosa che l'ho rifatta anche la sera di capodanno.
Anche questa new entry è piaciuta molto, e anche questa rifatta per la sera di Capodanno.
Insalata di gamberi e frutta al Martini Dry
per 6/8 persone
20/24 gamberoni (vanno bene anche i Carabineros surgelati)
1 mango
1 kiwi giallo
1 kiwi verde
1 ananas fresco non troppo grosso
2 cucchiai abbondanti di chicchi di melograno
2 arance
1 finocchio
2 o tre fette di melone bianco (facoltativo)
300 g di soncino o altra insalata verde
1 cespo di radicchio trevisano
1 spicchio d'aglio
poco olio
2 cucchiai di Martini Dry
per la vinaigrette:
il succo di una arancia
3 o 4 fette di ananas
3 cucchiai di Martini dry
1 limone
1 cucchiaio abbondante di chicchi di melograno
3 o 4 cucchiai di olio e.v. d'oliva
Pulite i gamberi togliendo il carapace e il budelletto. Sciacquateli velocemente e teneteli da parte.
Pulite i kiwi e tagliateli a rondelle, spelate e tagliate a vivo l'arancia ricavandone degli spicchi, mettetene da parte qualcuno per la decorazione, sbucciate e tagliate a pezzetti il mango, pulite anche l'ananas e tagliatelo a metà e una delle due parti fatela a pezzetti.
Mondate e lavate l'insalata, tagliate a pezzetti il radicchio trevisano, affettate il finocchio con la mandolina.
Raccogliete tutto in una larga ciotola che possa poi andare a tavola.
Preparate il condimento. Nel bicchiere del frullatore mettete l'ananas rimasto, tagliato a pezzetti, insieme al succo di una arancia, di un limone e il melograno, il Martini Dry e frullate tutto per qualche minuto, poi filtrate il composto ottenuto attraverso un colino fine.
Raccogliete il liquido in una ciotola, aggiungete sale, pepe e un goccio d'olio d'oliva. Sbattete per emulsionare tutto.
In un padellino antiaderente scaldate un filo d'olio, fate imbiondire l'aglio poi unite i gamberi e fateli cuocere velocemente tre o quattro minuti, sfumateli con il Martini dry e spegnete il fuoco.
Lasciateli intiepidire poi disponeteli nella ciotola con l'insalata e la frutta.
Condite tutto con la vinaigrette preparata, guarnite con gli spicchi d'arancia tenuti da parte e il melograno.
Un altro piatto particolarmente apprezzato è stata la tartare di salmone marinato agli agrumi.
Il salmone che ho marinato l'ho diviso in due parti per farne due cose diverse, un carpaccio che ho preparato la sera della vigilia e una tartare per il giorno di Natale. Servita con dei piccoli savarin di panna cotta salata e crème fraiche.
Mini savarin di pannacotta salata e crème fraiche con tartare di salmone marinato agli agrumi
per 8 persone
per i mini savarin:
400 g di panna liquida fresca
100/120 g di crème fraiche o panna acida
10 g di gelatina in fogli
un pizzico di sale
un pizzico di pepe bianco
poco aneto tritato.
Del salmone marinato agli agrumi ho messo il link più sopra
Ho usato la stessa vinaigrette all'arancia per condire la tartare, aggiungendo delle bacche di pepe rosa e poco aneto tritato.
Mescolate lungamente per fare in modo che il composto sia omogeneo, e quando è freddo aggiungete un cucchiaio scarso di aneto tritato e regolate di sale e pepe.
Dividete il composto nel multistampo di silicone apposito e trasferitelo nel congelatore.
Un'ora prima di portare a tavola, toglietelo dal freeze, sformate i mini savarin su delle ciotoline che li contengano a misura, o tutti su un grande piatto. Quando sono scongelati riempiteli con la tartare di salmone e servite.
una lombata di coniglio, disossata
la scorza di una arancia non trattata
1 cucchiaio di pinoli
1 ciuffo abbondante di basilico
1 cespo di radicchio trevisano tardivo
300 g di soncino o lattughino
1 cestino di ribes rosso
1 limone
4 cucchiai di aceto di lampone
2 cucchiai di aceto balsamico
6 cucchiai di olio e.v. d'oliva
un pizzico di sale e uno di pepe
Per l'acqua della cottura a vapore:
q.b. di acqua per il cestello della cottura a vapore
1 rametto di rosmarino
1 rametto di timo
qualche bacca di ginepro pestata
qualche bacca di pepe nero
mezzo bicchiere di vino bianco
Dall'arancia prelevate la scorza, pulitela il più possibile dall'albedo, scottatela in acqua bollente per un paio di minuti, poi scolatela e asciugatela con uno strofinaccio pulito. Tritatela grossolanamente.
Spremete il limone.
Mettete la lombata disossata su un tagliere con la parte interna rivolta verso di voi.
Spruzzatela con il succo di limone, salate e pepate, cospargetela abbondantemente con le foglie di basilico, la scorza d'arancia tritata e i pinoli.
Arrotolatela strettamente e avvolgetela nella pellicola, cercando di stringerla più possibile facendo rotolare l'involucro sul piano della cucina, tenendolo dai due lembi laterali.
Chiudete bene il rotolo.
Preparate il liquido per la cottura a vapore. Nella pentola mettete tanta acqua quanta ne serve per la cottura a vapore, quindi fino a livello della base del cestello. Unite il vino bianco e le erbe, le bacche di ginepro e il pepe.
Adagiate il rollé di coniglio nel cestello e mettetelo nella pentola per la cottura a vapore, coprite e lasciate cuocere per 30/40 minuti.
Togliete e lasciate raffreddare completamente poi mettete il rotolo in frigorifero come minimo per due ore, in modo che si compatti bene. In una ciotola mettete l'olio, il succo d'arancia, i due tipi di aceto, il sale e e il pepe ed emulsionate la vinaigrette.
Mondate e lavate le insalate, raccoglietele in un piatto di servizio un po' concavo.
Tagliate a fette il rotolo di coniglio, adagiatelo sull'insalata, guarnite con i grappolini di ribes rosso, irrorate il tutto con la vinaigrette preparata e portate in tavola.
10/12 filetti di triglia (vanno bene anche surgelati)
400 g di filetti di pesce a carne bianca (merluzzo, nasello...)
4 uova
200 ml di panna liquida
80 g di fagiolini freschi
10 g di funghi secchi
la scorza tritata di un limone non trattato
il succo di mezzo limone
sale, pepe bianco
per la salsa al lime:
un piccolo scalogno o, in alternativa, un cipollotto fresco
1 o 2 lime, scorza e succo
1 cucchiaino di zucchero
sale, pepe
Con pazienza, muniti di una pinzetta, eliminate eventuali spine dai filetti di triglia.
Foderate con la pellicola uno stampo a piacere, facendo in modo che la pellicola debordi. Io ne ho uno a forma mezza tonda, ma va bene anche un piccolo stampo da plumcake.
Immergete i funghi secchi in acqua bollente. Sciacquateli e ripetete l'operazione finchè saranno morbidi, a quel punto scolateli e asciugateli, tritateli grossolanamente.
Mondate i fagiolini e cuoceteli al dente in acqua bollente salata.
Quando sono pronti scolateli e passateli immediatamente sotto l'acqua molto fredda o immergeteli in acqua e ghiaccio, per fissare il colore. Scolateli e tagliateli a pezzettini.
Pelate il limone possibilmente senza la parte bianca, sbollentate la scorza per un minuto, scolatela e asciugatela, poi tritatela finemente.
Rivestite lo stampo con i filetti di triglia, con la pelle rossa rivolta verso il basso, appoggiata sulla pellicola, cercando di sormontarli in modo da non lasciare spazi vuoti fra i filetti.
Nel bicchiere del frullatore mettete la polpa di pesce bianco tagliata a pezzsetti, la panna, le uova, la scorza di limone tritata, il succo del mezzo limone, un pizzico di sale e uno di pepe bianco.
Frullate bene il tutto, poi raccogliete la farcia in una ciotola. Unite i fagiolini a pezzetti e i funghi tritati, mescolate molto bene poi versate la farcia nello stampo, sopra le triglie, riempite bene e livellate con una spatolina. Sbattete leggermente lo stampo in modo che non ci siano vuoti d'aria. Ripiegate i lembi della pellicola sulla farcia.
Cuocete la terrina a bagnomaria in forno già caldo a 180° statico per circa 40 minuti. E' pronta quando, al tatto, la superficie è solida.
Togliete dal forno e lasciatela raffreddare completamente. Poi mettete in frigorifero.
Preparate la salsa al lime.
Tritate finissimamente lo scalogno, o il cipollotto fresco. Grattugiate la scorza del lime e poi spremetene il succo. Montate la panna con la scorza del lime, il succo e lo zucchero fino ad avere una consistenza morbida e vaporosa. Aggiungete lo scalogno e aggiustate di sale e di pepe, mescolate molto bene e delicatamente per non smontare il tutto. Tenete in frigorifero.
Poco prima di servire, toglietela dallo stampo sollevandola coi lembi della pellicola. Eliminate eventuali residui della cottura, affettatela e servitela accompagnata dalla salsa al lime.
Appuntamento per il resto, a breve!
Consumo consapevole, la mia ricetta per l'Italia nel piatto
Il consumo consapevole ha a che fare con l'acquisto di prodotti o servizi che tengano conto anche della sostenibilità. In ambito alimentare si può dire che le nostre scelte sono in gran parte dettate dall'abitudine, dall'esperienza e dai condizionamenti sociali.
Noi che viviamo in un paese "ricco" rispetto al sud del mondo, tendiamo a mangiare più del necessario, e lo spreco alimentare è davvero molto alto. In che cosa consiste lo spreco alimentare? E' il malcostume di gettare via alimenti che invece possono essere comunque utilizzati quindi, alla fine, un gran spreco di risorse.
Dunque cerchiamo di essere creativi, perchè dagli scarti possono nascere piatti davvero gustosi.
L'Italia nel piatto ha deciso di aprire questo nuovo anno dedicando il mese di Gennaio al consumo consapevole.
Veniamo dalle tavole delle festività, dal cibo cucinato in abbondanza e sicuramente qualcosa è rimasto in frigorifero, resto delle preparazioni.
A me è rimasta la carne del bollito.
La ricetta che pubblico è semplicemente quella che mia madre usava per poter consumare la carne del bollito. Alla maniera friulana, con tante spezie e tante cipolle, il tutto annaffiato da un buon Merlot.
Lesso rifatto, con polenta bianca
per 3 o 4 persone
700/800 g di carne avanzata dal brodo (nel mio caso biancostato e muscolo)
2 grosse cipolle bionde
1 costa di sedano
1 piccola carota
1 spicchio d'aglio
2 foglie di alloro
1 cucchiaino di bacche di ginepro
3 chiodi di garofano
1 pezzetto di cannella
1 cucchiaino di pepe nero in grani
una scatola di pomodori pelati o polpa pronta
1 bicchiere di vino rosso ( per me Merlot)
un pizzico di sale
poco olio d'oliva
Tagliate a pezzi regolari la carne bollita, ancora ben fredda da frigorifero. In questo modo si potrà tagliare agilmente senza che si rompa o sbricioli.
Mondate le cipolle e affettatele.
Mondate e lavate anche carota e sedano e riducetele in un trito molto sottile, non si dovranno vedere una volta pronto il piatto.
Scaldate un goccio d'olio, unite il trito di sedano e carota e le cipolle affettate, le foglie di alloro, lasciate insaporire qualche minuto finchè le cipolle iniziano ad ammorbidirsi, aggiungete le spezie e la carne e lasciate cuocere il tutto ancora qualche minuto.
Sfumate con il vino rosso e fate evaporare. Unite i pomodori pelati o la polpa pronta di pomodoro, regolate di sale e coprite il tegame.
Cuocete a fuoco dolce in modo che il sugo si restringa e le cipolle siano morbide ma ancora visibili.
Servite ben caldo con abbondante pane, meglio ancora con della polenta. A casa mia si fa bianca, ma anche gialla è perfetta.
P.S. Questa era la carne bollita da cui sono partita:
Liguria. https://arbanelladibasilico.blogspot.com/2023/01/coste-di-bietole-ripiene-per-litalia.html
Lombardia. https://www.pensieriepasticci.it/2023/01/pancotto-lombardo-alluovo-pancott-maridaa.html
Trentino-Alto Adige.
https://profumiecolori.blogspot.com/2023/01/la-panada.html
Veneto. https://www.ilfiordicappero.com/2023/01/insalata-di-nervetti.html
Emilia-Romagna https://zibaldoneculinario.blogspot.com/2023/01/collo-di-gallina-ripieno.html
Toscana. https://acquacottaf.blogspot.com/2023/01/trippa-alla-montalcinese-con-lo.html
Umbria. https://www.dueamicheincucina.it/2023/01/fave-con-le-cotiche.html
Lazio. https://www.merincucina.it/2023/01/minestra-di-pane-sotto.html
Abruzzo. https://unamericanatragliorsi.com/2023/01/pane-in-galluccio-ricetta-tipica-abruzzese.html/
Molise.
https://tartetatina.it/2023/01/02/pancotto-alla-contadina-molisano/
Campania. https://fusillialtegamino.blogspot.com/2023/01/involtini-di-cotiche-di-maiale.html
Puglia. https://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2023/01/fegato-allarancia.html
Basilicata. https://www.quellalucinanellacucina.it/acquasale-con-lampascioni-e-peperoni-cruschi
Calabria.
https://ilmondodirina.blogspot.com/2023/01/suzu-calabrese.html
Sicilia.
https://www.profumodisicilia.net/2023/01/02/pane-fritto-alla-siciliana/
Sardegna. https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2023/01/su-pani-indorau.html
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