La Brovada è un contorno tipico della cucina friulana, costituito da rape bianche (devono  però avere il  colletto viola) sottoposte a una particolare fermentazione in vinaccia. Il risultato è un prodotto dal sapore agrodolce, leggermente piccante e con una consistenza croccante.

La storia della Brovada affonda le radici nella tradizione contadina del Friuli Venezia Giulia. La necessità di conservare le rape per l'inverno portò i contadini a usare  questa tecnica di fermentazione che si  è sviluppata nel corso dei secoli,  ma è con la diffusione della viticoltura e la conseguente disponibilità di vinaccia, che la brovada ha trovato la sua caratteristica  definitiva.
Oggi è diffusa in tutto il Friuli, con variazioni locali sia nelle ricette che nel metodo di preparazione, ma mantenendo sempre la base della fermentazione in vinaccia.

E’ un alimento fondamentale per le famiglie contadine, che la consumavano durante i mesi invernali in abbinamento a piatti di carne, come il muset, o per insaporire minestre e zuppe.

Le rape si raccolgono in autunno, quando raggiungono la maturazione ottimale, vengono private dalle foglie, pulite e immerse in vasche contenenti la vinaccia per un periodo che varia dai 40 ai 60 giorni. La vinaccia deve essere quella di uve rosse, come Refosco o Merlot, per conferire il colore e il sapore caratteristici. Durante la fermentazione si sviluppano batteri lattici che trasformano gli zuccheri delle rape conferendo il sapore agrodolce,  e consentono la conservazione del prodotto.
Durante la fermentazione si controlla assiduamente il  processo, per assicurarsi che le rape siano sempre coperte dalla vinaccia e che la temperatura sia adeguata. Una volta terminata la fermentazione, la Brovada viene scolata, le rape vengono   lavate, grattugiate  grossolanamente  e confezionate in sacchetti  generalmente  da 1 kg.

Di solito la brovada ha un colore che varia dal bianco al rosa-violaceo, a seconda del tempo di fermentazione e del tipo di vinaccia utilizzata. Il sapore è intenso, agrodolce, leggermente piccante e con un retrogusto che ricorda la vinaccia. Ha una consistenza croccante e fibrosa, ha un profumo aromatico con note di terra, vino e fermentazione. E’ un alimento che non  ammette mezze misure, o ti piace oppure no. Io la amo molto e quando è stagione cerco sempre di procurarmene un paio di sacchetti da tenere in congelatore.
 Oggi  La Brovada è riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale italiano (PAT), a testimonianza della sua importanza storica e culturale.

 Il Muset  invece è un insaccato di carne suina, tipico della tradizione culinaria friulana, in particolare delle zone di Udine e Pordenone. È molto simile al cotechino, ma presenta alcune caratteristiche distintive che lo rendono unico. E’ composto principalmente da cotenna, carne del muso, guanciale, parti meno nobili della testa, e pancetta. Si insaporisce con aglio, sale, pepe nero, chiodi di garofano, cannella, a volte noce moscata e altre spezie a discrezione del norcino di turno. Si mescola il tutto insieme a del buon vino rosso e si insacca in budello naturale poi si lascia stagionare per un periodo variabile, secondo le condizioni ambientali.

L’abbinamento di brovada e muset rappresenta un connubio perfetto tra due prodotti tipici della tradizione friulana, entrambi legati alla stagionalità e alla cultura contadina della mia regione.


Per l'Italia nel piatto, che per questo mese aveva come argomento " Pentole, padelle e  teglie tradizionali regionali", ho scelto di usare la pentola di coccio e la ricetta della brovada e muset  è quella della mia famiglia. Alcuni storceranno il naso per via della cipolla, altri per l'uso del burro, altri ancora per quel poco di brodo di carne,  ma a casa mia si è sempre fatta così e  io continuerò a fare così.




 Brovada e muset


per 2/3 persone

1 piccolo muset, o cotechino
1 kg di brovada già grattugiata (di solito la vendono già in sacchetti da chilo)
1  noce di burro
2 cucchiai di olio e.v. d'oliva
2 foglie di alloro
2 spicchi d'aglio
1 piccola cipolla
poco brodo di carne (facoltativo)
sale, pepe


Mentre il muset, o il cotechino cuoce al solito modo, preparate la brovada.
Se non amate l'acidità, datele velocemente una sciacquata sotto l'acqua corrente, altrimenti usatela tal quale.
In una casseruola di coccio,  mettete a scaldare l'olio insieme al burro, unite la cipolla tritata finemente e i due spicchi d'aglio, lasciate ammorbidire poi eliminate l'aglio.
Aggiungete la brovada, mescolate e abbassate il fuoco. Unite le foglie di alloro, regolate di sale e di pepe, aggiungete  poco, pochissimo brodo o acqua calda coprite e lasciate cuocere dolcemente per più di un'ora, mescolando spessissimo in modo che non si attacchi. A questo proposito, frapponete sempre la reticella fra fiamma e coccio.
E' pronta quando sarà ascciutta e  morbida, non acquosa.
Eliminate le foglie di alloro e servitele ben calda con le fette di muset o cotechino.

Normalmente si accompagna con la polenta, nella mia zona rigorosamente bianca, ma è perfetta anche con un puré di patate.






Liguria: le pentole di terracotta e la zuppa di pesce

Lombardia  https://www.pensieriepasticci.it/2026/04/il-paiolo-di-rame-e-la-polenta.html 

Trentino-Alto Adige Polenta Macafana 

Veneto: https://www.ilfiordicappero.com/2026/04/paiolo-e-polenta.html

Emilia-Romagna: I passatelli al sugo di pomodorini confit

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