Terrina di porri, salmone affumicato e mascarpone
Di Yvette Van Boven ve ne avevo già parlato IN QUESTO POST quando con
Cook_my_Books abbiamo presentato il suo libro Home Made Summer.
Questa eclettica donna ha pubblicato anche Home Made Christmas ed è il libro di cui io e le ragazze di Cook_my_Books ci occupiamo questa settimana.
Non vi sto a dire che, sfogliando sfogliando, le farei tutte e scegliere è stata una vera impresa, ma quella che propongo oggi, per esempio, è perfetta per le tavole delle feste.
Terrina di porri, salmone affumicato e mascarpone
per 10/12 persone
10 porri di media grandezza (o 6 grandi)
225 g di mascarpone
230 g di formaggio morbido (ho usato Osella)
200 g di salmone affumicato di buona qualità
1 mazzetto di erba cipollina
18 g di gelatina in fogli
2 cucchiai di panna o latte
sale, pepe nero
Preriscaldate il forno a 200°
Imburrate leggermente uno stampo da terrina da 1 litro, o uno stampo da plumcake.
Foderatelo con la pellicola trasparente, lasciandola debordare bene oltre i bordi.
Mondate i porri eliminando la radice e la parte verde superiore, sfogliateli scartando le foglie più esterne e dure. Lavateli nolto accuratamente e asciugateli. Se fossero molto grossi, tagliateli a metà nel senso della lunghezza.
Allineateli su una teglia ricoperta di carta forno e arrostiteli in forno fino a quando saranno ben morbidi e dorati, ci vorranno circa 30 minuti, dipende dal forno. Eventualmente si scurissero troppo, copriteli con un poco di alluminio.
Lasciateli raffreddare.
In una ciotola raccogliete il mascarpone e la robiola, o altro formaggio morbido a piacere, mescolateli con le fruste elettriche per ammorbidirli e renderli omogenei, salate e pepate.
Ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda.
Mettete i 2 cucchiai di panna (o di latte) in un pentolino e portate quasi a ebollizione e quando la gelatina si sarò ammollata, strizzatela bene e fatela sciogliere nel pentolino con la panna (o il latte) mescolando.
Poi, sempre mescolando con le fruste elettriche alla massima velocità, aggiungetela al composto di mascarpone in modo che venga incorporata senza indurirsi. Tenete da parte.
Sfogliate i porri delicatamente in modo che ne rimangano solo i cuori più interni morbidi. Tenete da parte quelle più larghe , aperte e distese.
Tagliateli a misura esatta della lunghezza della terrina.
Con le foglie più grandi esterne dei porri che avete conservato, rivestite accuratamente lo stampo in modo che non ci siano spazi vuoti, lasciandole debordare leggermente. Premete le foglie in modo che aderiscano bene al fondo e ai lati dello stampo e della pellicola.
Versate metà del composto di mascarpone e stendetelo bene, sbattete leggermente lo stampo in modo che si assesti senza che si creino vuoti.
Appoggiate i porri sul formaggio, ben allineati per tutta la lunghezza dello stampo, facendo un unico strato.
Sui porri distribuite uno strato di fette di salmone affumicato, poi uno strato di steli di erba cipollina.
Premete leggermente per assestare il tutto e chiudete con il resto del mascarpone.
Distribuitelo in maniera omogena, e sbattete leggermente lo stampo per eliminare eventuali vuoti.
Ora ripiegate le foglie di porro debordanti sul composto in modo da chiuderlo completamente. Premete leggermente con le mani in modo che sia tutto ben coperto e aderente. Ricoprite con la pellicola e conservate in frigrifero almeno per una notte.
Togliete la terrina dal frigo circa un'ora prima di servire. Eliminate la pellicola di copertura e rovesciate lo stampo su un tagliere, sollevate lo stampo e rimuovete il resto della pellicola trasparente.
Con un coltello molto affilaoto a cui avrete scaldato la lama con dell'acqua calda, tagliate la terrina a fette, sciacquando il coltello ogni volta con l'acqua calda, e disponetele su un piatto da portata, aggiungendo del pepe macinato al momento o dei cetriolini sott'aceto.
Questo è un ottimo antipasto che si può preparare con un paio di giorni in anticipo. Se non amate il salmone affumicato, potete sostituirlo con delle verdure cotte al dente (carote, fagiolini, ecc.ecc.)
i miei milanesini per il Club del 27
Abbiamo aspettato il periodo dell'Avvento per pubblicare la ricetta del Club del 27 anzichè rispettare la data classica di novembre.
Giusto per essere più vicini al Natale e rispettare le tradizioni del periodo che ci vedono impegnate a pensare e a preparare regali e regalini.
E anche un modo per fare gli auguri di Natale a tutti voi che ci seguite.
Il tema infatti sono i biscotti, quelli da mettere nei pacchettini dedicati agli amici, e i miei li dedico a tutte le mie compagne di viaggio del Club, con l'augurio a tutte noi di continuare questo cammino insieme con l'armonia che ci contraddistingue.
Ho scelto di fare i "milanesini" dolcetti tipici del periodo natalizio molto diffusi, soprattutto in Svizzera, Austria e nel sud della Germania.
Pare abbiano avuto origine a fine del 1700, infatti la loro ricetta si trova già pubblicata in un libro del 1780 da Andreas Morel, mentre in un libro di cucina bernese del 1840 compare con il nome gâteau de Milan.
Comunque a Milano è probabile che esistesse un dolce simile, in pasta sfoglia e, forse, per questo motivo anche a questi dolci è stato dato il nome di "milanesini"
Questa ricetta l'ho scelta sfogliando le riviste Bake from Scratch 2018-19 e Canadian Living Special Edition 2022.
Potevo resistere a un biscotto che si chiama milanesino?
Milanesini
ne vengono circa una sessaantina, se li tagliate di diverse misure come ho fatto io
Premessa: tutti gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente.
270 g di burro morbido
200 g di zucchero semolato
500 g di farina 00
2 uova grandi
2 cucchiaini di scorza di limone grattugiata
1 pizzico di sale
per la glassa:
180 g di zucchero a velo
2 cucchiai di succo di limone filtrato
qualche goccia di colorante alimentare giallo.
Nella ciotola della planetaria, o in una ciotola dove lavorerete a mano, mettete lo zucchero insieme al burro ed iniziate a lavorarli a bassa velocità con la lancia piatta,(o con la frusta) poi unite le uova man mano ed infine il sale.
Ora aggiungete la farina, poca alla volta, e la scorza di limone.
Continuate a bassa velocità finchè tutta la farina sarà incorporata nell'impasto.
Un paio di volte, durante la lavorazione, fermate la planetaria e rigirate l'impasto aiutandovi con una spatola. Una volta che la pasta è omogenea e liscia, raccoglietela, lavoratela a mano ancora un paio di minuti, poi avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare in frigorifero per un paio d'ore almeno.
Trascorso il tempo. Accendete il forno a 200°.
Stendete la pasta fra due fogli di carta forno o di pellicola e, con uno stampino a scelta, meglio se due o tre stampini uguali ma di diversa misura, ricavate i biscotti e posateli man mano, distanziati, su una teglia foderata di carta forno. A me ce ne sono volute due, per diversificare la cottura. In una ho lasciato le forme più grandi che ho cotto un minuto in più. Nell'altra teglia le forme più piccole.
Mettete entrambe nel forno usando due ripiani e cuocete i biscotti per 10/12 minuti. Sfornateli quando sono dorati e lasciateli raffreddare.
Nel mentre raffreddano preparate la glassa.
Sciogliete lo zucchero a velo con il succo di limone e coloratelo a piacere con il colorante giallo.
Glassate i biscotti e man mano appoggiateli su una gratella. Lasciateli riposare finchè la glassa è ben soda e indurita.
Poi gustateli con una tazza di tè.
E Buone Feste da me e dalle amiche del Club del 27!
Biscotti fondenti al caffè
Concludo (per ora) le ricette da Advent, il libro di questa settimana proposto da Cook_my_Books, con deliziosi biscotti al caffè.
Amo tutto quello che ha un sapore anche vagamente di caffè, la bevanda stessa, creme al caffè, dolci al cucchiaio, éclairs, cioccolatini al caffé, e potrei continuare.
Non potevo non fare questi, con quella glassa al caffé golosa e fondente.
Biscotti fondenti al caffè
(Kaffeeplätzchen)
per circa 25/30 biscotti
50 g di nocciole tostate e macinate finemente
12 g di amido di mais (Maizena)
150 g di farina per tutti gli usi
125 g di burro morbido, a temperatura ambiente
90 g di zucchero di canna
1 cucchiaio abbondante di caffè espresso forte
1 pizzico di sale
poco zucchero a velo
per la glassa:
30 g di burro non salato
2 cucchiai di caffè forte
200 g di zucchero a velo setacciato.
per completare:
nocciole intere
chicchi di caffé di cioccolato
Scaldate il forno a 180°ventilato.
Foderate due grandi teglie con la carta forno.
In una ciotola unite le nocciole tritatissime, la farina, la maizena, il sale.
Aggiungete il burro morbido a pezzetti e iniziate a strofinare il tutto con la punta delle dita fino ad avere un composto che somiglia al pangrattato. Aggiungete lo zuccherp e mescolate. Unite il caffè e amalgamate l'impasto con le mani. Impastate per circa 3 o 4 minuti finchè diventa morbido e malleabile.
Se avete una planetaria fate con quella, usando la lancia piatta e a bassa velocità.
Spolverate un piano di lavoro con poco zucchero a velo e stendete l'impasto ad uno spessore di circa 3 mm.
Ritagliate la pasta con un tagliabiscotti tondo liscio o scanalato e disponete i biscotti nella teglia lasciando uno spazio di 2 cm. fra ognuno.
Reimpastate i ritagli, stendete la pasta e ricavate altri biscotti, fino a terminare l'impasto.
Cuocete in forno per 8/10 minuti fino a quando saranno leggermente dorati.
Lsciateli raffreddare nelle teglie per qualche minuto, senza toccarli che sono molto fragili, poi trasferiteli su una gratella a raffreddare completamente.
Una volta freddi, preparate la glassa.
Fate sciogliere il burro nel caffè in un pentolino a fuoco dolce. Versatelo sullo zucchero a velo setacciato e mescolate velocemente per rendere la glassa omogenea.
Lavorando rapidamente, glassate la parte superiore di ogni biscotto e al centro di ciascuno mettete o un chicco di caffè o una nocciola tostata.
Lasciateli riposare tutto il tempo che serve alla glassa per solidificarsi completamente.
Conservati in un contenitore ermetico o in una scatola di latta si conservano anche per due settimane. Io non lo so, non ho potuto scoprirlo, sono finiti in due giorni.
Orzo e fagioli
Questa ricetta chiude il 2022 delle ricette regionali per L'Italia nel piatto
La ricetta di casa mia, era il tema di dicembre.
Fra tutte quelle che amo perchè legate a persone care della mia famiglia, ho scelto la minestra di orzo e fagioli. Uno dei cavalli di battaglia di mia nonna Lucia. Nonna paterna, nata a ottobre del 1900. Rimasta orfana a 15 anni con 7 fratelli più piccoli da tirar grandi. Una donna che ha visto due guerre, che ha vissuto la fame e la povertà assoluta di quei tempi, indurita dalla fatica dei campi e dal lavoro in famiglia, orto, casa, bestie e dalla necessità quotidiana di mettere insieme il pranzo con la cena in periodi non certo facili.
Le ho voluto molto bene e il suo ricordo mi accompagna sempre. Invecchiando le somiglio anche un po'...
La rivedo, nell'orto intenta a raccogliere i fagioli per la minestra, e poi a prepararla sul fogolar. Rivedo la grande pentola fumante, e quel profumo misto di fuoco e di fagioli che arrivava in tutta la casa.
Usava mettere l'orzo a volte, soprattutto quando c'ero anche io. Sapeva che mi piaceva molto.
Questa è una di quelle ricette di cui
ogni famiglia ha la propria versione. C'è chi fa un battuto di
lardo, cipolla, carota, sedano ed erbe, chi ci mette il porro, chi
la salsiccia. Mia nonna la faceva semplice semplice, e io continuo così,
mettendo tutto a freddo ma niente lardo, non ne amo il sapore.
Mescolate ogni tanto, e alla fine, una volta pronta la minestra, eliminate le verdure lasciate intere e schiacciate le patate che fossero rimaste in pezzi. Alla fine dovrà essere abbastanza densa.
Liquore di Natale
Ecco un'altra ricetta da Advent il libro della settimana di Cook_my_Books
Stavolta ho scelto qualcosa che so per certo che piacerà molto qui. Qualcosa che aiuterà a concludere meglio gli abbondanti pasti che si fanno a casa mia durante le feste.
Un liquore.
L'autrice, Anja Dunk, lo definisce uno Schnapps, un tipo di bevanda alcolica che può
assumere diverse forme, tra cui distillati di frutta, liquori alle erbe,
infusi e liquori aromatizzati preparati aggiungendo sciroppi
alla frutta, spezie o aromi artificiali agli alcolici a grani neutri.
La parola "schnapps" deriva dalla parola tedesca colloquiale Schnaps che
viene usata in riferimento alle bevande alcoliche ed è correlata al termine tedesco
"schnappen", che si riferisce al fatto che la bevanda alcolica o
liquorosa viene solitamente consumata come “cicchetto” (cioè un
bicchierino).
Non so se in casa mia se un bicchierino basterà, chissà...
Liquore di Natale
(Weihnachtsschnapp)
500 ml di Vodka
125 g di zucchero di canna Demerara
1 stecca di cannella
la scorza di una arancia non trattata e priva dell'albedo
1 bacca di vaniglia
20 g di chicchi di caffè
Pestate nel mortaio i chicchi di caffè, tagliate la vaniglia per il lungo.
Raccogliete tutti gli ingredienti in un vaso ermetico mettetelo in un luogo buio per una settimana. Ricordatevi però di agitare il vaso almeno una volta al giorno per sciogliere bene lo zucchero.
Trascorso il tempo, filtrate il liquore attraverso una etamine, o un filtro da enologia. Mettetelo in bottiglia e conservatela in frigo.
Va usato diluito. Potete fare come ho fatto io
col succo d'arancia:
50 ml di liquore di Natale
il succo di una arancia filtrato
1 cucchiaio di succo di limone
ghiaccio.
Riempite di ghiaccio un bicchiere old fashioned, versateci sopra il liquore di Natale seguito dal succo d'arancia e poi di limone, mescolate e prosit!
oppure con il latte:
25 ml di liquore di Natale
50 ml di latte.
Mescolare il liquore con il latte e versare in un
bicchierino colmo di ghiaccio.
Il perfetto toccasana, tenetene una bottiglia in frigorifero a portata di mano e gustatelo come una sorta di 'espresso' macchiato con il latte o come un digestivo allungandolo con il succo d'arancia fresco. Caffè e arancia è un connubio raffinatissimo, lo sapevate?
Un consiglio: raddoppiate le dosi.










