Lonza di maiale con vinaigrette calda di cipolle e pompelmo
Dal libro Cuba! che abbiamo esplorato la settimana scorsa con Cook_my_Books
ho scelto anche un'altra ricetta che mi aveva colpita.
Lonza di maiale con vinaigrette calda di cipolle e pompelmo
per 4- 6 persone
6 spicchi d'aglio, pelati e schiacciati
1 cucchiaio di zucchero di canna scuro
1 tazza di succo di pompelmo appena spremuto
2 cucchiaini di sale
6/8 fette di lonza di maiale, ricavate dalla parte centrale, tagliate un po' più spesse.
4 cucchiai di olio e.v.
per la vinaigrette:
2 cucchiai di olio e.v. d'oliva
1 grossa cipolla bionda tagliata ad anelli
1 cucchiaino di sale
il succo di una arancia appena spremuto
il succo di un pompelmo appena spremuto
2 cucchiai abbondanti di vino bianco
pepe macinato al momento
3 cucchiai di coriandolo tritato (in alternativa, prezzemolo)
In una ciotola mescolate insieme l'aglio schiacciato, lo zucchero di canna, il succo di pompelmo e il sale. Mettete le fette di lonza in una ciotola di vetro o di ceramica, in ogni caso non di metallo, disponendole in un solo strato. Versateci sopra la marinata preparata, coprite con la pellicola e mettete in frigorifero per almeno un paio d'ora, rigirandole a metà del tempo.
Scaldate il forno a 190° ventilato
Togliete le fette di lonza dalla marinata e asciugatele tamponandole con della carta da cucina. Scaldate due o tre cucchiai di olio in una larga padella.
Scottate le fette di lonza a fuoco alto fino a farle dorare leggermente da entrambi i lati. Fatelo in più riprese, un paio di fette per volta, per non abbassare la temperatura dell'olio.
Se la padella è abbastanza grande da contenere tutte le fette di carne, rimettetele tutte dentro e infornate nuovamente, in caso contrario trasferite le fette di lonza in una teglia e rimettetele in forno. Cuocete per una ventina di minuti, dovranno essere perfettamente cotte fino al cuore.
Nel frattempo preparate la vinaigrette.
Scaldate l'olio in una padella, aggiungete la cipolla affettata, un pizzico di sale, e continuate la cottura fino a quando le cipolle saranno morbide e leggermente dorate. A questo punto sfumatele col succo d'arancia, il succo di pompelno e il vino. Abbassate la fiamma e fate sobbollire il tutto per altri 3 o 4 minuti.
Togliete dal fuoco, regolate di sale e di pepe e tenete in caldo.
Quando la carne sarà completamente cotta, toglietela dal forno, versateci la vinaigrette calda, condite ancora con un filo d'olio e cospargetela con il coriandolo (o il prezzemolo) tritato.
Servite subito, ben caldo.
Cari poisson
Con il suo mix culturale, la cucina Réunionnaise si rifà alle combinazioni gastronomiche delle comunità che compongono la popolazione dell'isola,
prodotti e tecniche culinarie francesi, cinesi, indiane e africane hanno dato vita alla cucina creola, dove le spezie sono sapientemente combinate per dare forza e profumo ai piatti che sono quasi sempre accompagnati da riso.
Pentole che sobbollono sul fuoco a legna dei loro tradizionali pic nic domenicali, e dentro ci si può trovare carne o pesce, salsicce a pezzetti, lenticchie e cipolle sminuzzate, zenzero pestato e peperoncino e l'aria è densa del profumo delle spezie, cardamomo, curcuma, zenzero, cannella, pepe e chiodi di garofano, non ultima la vaniglia Bourbon, che viene usata anche nei piatti salati o per aromatizzare il Rhum.
Piacevole, profumata e inaspettata questa cucina, per cui grazie a Cook_my_Books che me l'ha fatta scoprire attraverso le pagine del libro di Brigitte Grondin.
Intanto io ho trovato imposssibile non provare il cari, ispirato al curry di origine indiana, a base di carne o di pesce, un altro dei piatti emblematici di Réunion.
Questa volta mi sono cimentata con il pesce. L'autrice indica i filetti di orata ma lascia la libera scelta sul pesce preferito e io, conoscendo i miei polli, ho deciso per la pescatrice, certa che sarebbe stata apprezzata.
Per cui nella ricetta troverete la mia modifica tra parentesi.
Cari poisson
per 6 persone
6 o 8 filetti di orata
(io una piccola pescatrice pulita e tagliata a pezzettoni)
6 cipolle bionde di misura media
8 o 10 pomodorini maturi
10 spicchi d'aglio
20 g di zenzero
1 cucchiaino di curcuma
1 rametto di timo
1 bicchiere d'acqua calda
5 o 6 cucchiai di olio
1 cipollotto fresco
sale
Mondate le cipolle e affettatele. Mondate anche il cipollotto, affettate anch'esso e tenetelo da parte, servirà per completare.
Lavate i pomodori e tagliateli a pezzetti piccoli.
Pelate l'aglio e pelate anche lo zenzero, tritateli insieme in modo grossolano.
In una larga padella scaldate l'olio, unite le cipolle e fatele rosolare qualche minuto. Poi aggiungete il trito di aglio e zenzero, la curcuma, il rametto di timo, il sale, e i pomodori. Cuocete a fuoco medio per una decina di minuti, mescolando spesso.
Nel frattempo preparate la pescatrice, con un coltello affilato eliminate la grossa spina centrale e tagliatela a metà per il lungo, eliminate eventuale pelle in eccedenza. Sciacquate velocemente i due filetti ottenuti sotto l'acqua corrente, asciugateli tamponandoli con carta da cucina e tagliateli a pezzettoni abbastanza grossi.
Se optate per i filetti di orata o di altro pesce, controllate che non abbiano grosse spine, in questo caso eliminatele con l'aiuto di una pinzetta poi lavateli delicatmente e tamponateli con della carta da cucina.
Ora aggiungete l'acqua nella padella, mescolate e fate riprendere il bollore, quindi unite anche il pesce in un solo strato. Coprite e fate cuocere a fuoco medio per altri 15/20 minuti circa.
Togliete dal fuoco, lasciate riposare un paio di minuti, cospargete con il cipollotto fresco affettato tenuto da parte e servite subito.
Potete accompagnare con del riso pilaf o altro a piacere.
Civet de Zourite - Polpo stufato de la Réunion
Questa settimana Cook_my_Books ci porta nell'Oceano Indiano, fra il Madagascar e le Mauritius, e anche un po' vicino alle Seychelles, a pochi gradi a nord del Tropico del Capricorno. Praticamente in un piccolo paradiso, l'isola de La Réunion.
Verosimilmente scoperta dagli arabi già dal Medioevo, e da loro chiamata Dina Morgabin l'isola che riposa, venne popolata soltanto a partire dalla metà del 17° secolo, circa 150 anni dopo la sua prima apparizione nelle carte nautiche portoghesi.
In seguito divenne scalo della compagnia francese delle Indie orientali, poi colonia francese a tutti gli effetti con una economia fondata sulla coltivazione del caffè, convertita poi in quella della canna da zucchero. Nel 1848 venne abolita la schiavitù e l'isola prese il nome attuale. Réunion, l’isola più esotica delle colonie francesi d'Oltremare, la più
intatta, la più autentica nonché la più speziata.
Molte sono le attrattive dell’isola, in primis
la gente del luogo, sempre accogliente, cordiale e ospitale. Infatti lo
“spirito della Réunion” è proprio quello di unire tutti coloro che
arrivano qui, nel cuore dell’oceano Indiano, crocevia di gente di origine europea, africana, malgascia, indiana, annamita, malese e cinese e questa diversità ha influenzato notevolmente la sua cultura, di cui sono elementi distintivi la sua lingua, il creolo della Riunione, la sua musica e soprattutto la sua cucina.
Sfogliando questo libro non si può resistere alle ricette che racchiude, un invito a provare questi sapori meravigliosamente mescolati e fusi fra le loro diverse provenienze.
La mia prima scelta è stata una ricetta con il polpo, in creolo zourite. Uno dei piatti più emblematici dell'isola.
Civet de Zourite - Polpo stufato de La Réunion
per 6 persone
500/600 g di polpo
6 spicchi d'aglio
20 g di zenzero
3 cipolle medie
2 pomodori
1 rametto di timo
1/4 di vino rosso
3 cucchiai di olio
sale
1 cipollotto fresco per completare
Sbucciate l'aglio, sbucciate anche lo zenzero.
Pelate le cipolle e tritatele. Scottate i pomodori e pelate anch'essi poi tritateli grossolanamente.
Tagliate a pezzetti il polpo.
In una casseruola mettete a scaldare l'olio, aggiungete il polpo, lasciatelo rosolare poi aggiungete le cipolle tritate, lo zenzero grattugiato e l'aglio schiacciato, i pomodori, il rametto di timo.
Regolate di sale e lasciate cuocere per una mezz'ora a fuoco dolce.
Unite il vino rosso e continuate la cottura finchè il polpo sarà morbido e il liquido si sarà ristretto. Una volta pronto, cospargetelo con il cipollotto mondato, lavato e affettato.
Servitelo con del riso pilaf e dei pomodori a parte.

Maiale croccante con salsa al mango
La settimana di Cook_my_Books è iniziata all'insegna di un libro molto interessante, Cuba! scritto a tre mani da Dan Goldber, Andrea Kuhn, Jody Eddy.
Un vero e proprio réportage del viaggio gastronomico degli autori, partiti carichi di pregiudizi e tornati ammirati ed entusiasti per un popolo che ha saputo conservare e affermare la sua cultura con calore, ospitalità, memoria per le radici, ma soprattutto anche per il cibo, pensato come modo di comunicare. Ricette preparate in case private, o sulle strade, addirittura in cucine improvvisate sul retro di un camion...Un libro che racconta di come il cibo scandisca anche i momenti più critici della storia cubana, di come un popolo abbia mantenuto la propria identità pur essendo in continuo cambiamento e si appresti ad accettare le sfide del futuro.
Sarà una settimana davvero stimolante che ci racconterà, attraverso le ricette di questo libro, la bellezza di questo Paese e della sua gente.
Per tornare al cibo di Cuba, il maiale la fa abbastanza da padrone nella cucina dell'isola, tanto da essere preparato in mille modi. Uno di questi è quello che ho scelto dal libro.
Maiale croccante con salsa al mango
(Crispy pork with mango sauce)
per 4 persone
900 g di carne di spalla di maiale
6 spicchi d'aglio schiacciati
1 cucchiaino di origano secco
1 cucchiaino di cumino macinato
il succo di 3 lime appena spremuto
un cucchiaino e mezzo di sale
q.b. di olio vegetale per friggere
Per la salsa al mango
1 grosso mango maturo
una piccola cipolla rossa tritata
1 cetriolo
mezzo peperone verde
mezzo peperoncino piccante senza semi (habanero)
1 cucchiaio di miele
2 cucchiai di succo di lime appena spremuto
una manciata di coriandolo fresco tritato
sale, pepe macinato al momento
Tagliate la carne di maiale a pezzetti grandi più o meno 3 o 4 cm.
In una capiente ciotola mescolate l'aglio schiacciato, l'origano, il cumino macinato, il sale, il succo dei lime. Aggiungete la carne e mescolate lungamente con le mani in modo che sia ben ricoperta dalla marinata. Coprite con della pellicola e lasciate riposare in frigorifero per almeno 2 ore.
Nel frattempo preparate la salsa al mango.
Tritate la cipolla rossa, tagliate a piccoli pezzi il cetriolo, lavato e asciugato, conservando la buccia, tagliate a piccoli pezzi anche il peperone verde, tritate il coriandolo lavato e asciugato, tritate bene anche il peperoncino piccante, sbucciate il mango e tagliate anch'esso a piccoli pezzi.
Riunite tutto in una ciotola, aggiungete il miele, il succo di lime, il sale e il pepe.
Mescolate, coprite e lasciate a temperatura ambiente per una mezz'ora.
Riprendete il maiale, scolatelo dalla marinata e asciugatelo tamponandolo con della carta da cucina.
Friggete i bocconcini in olio profondo, caldissimo, pochi alla volta, per 4 o 5 minuti finchè diventano ben dorati e croccanti, posateli su della carta da cucina per eliminare eventuale olio in eccesso.
Procedete a piccole quantità in modo da non far raffreddare troppo l'olio e continuate fino ad esaurire la carne.
Servite i bocconcini ben caldi insieme alla salsa al mango e a fette di lime
Un piatto davvero rappresentativo che ci ha favorevolmente stupito per l'armonia dei sapori ben accostati, la dolcezza del mango e il contraltare del peperoncino, la sapidità della cipolla e la freschezza del cetriolo, il tutto esaltato dal sapore piacevolmente agro del lime appena spremuto.
Un piatto che sarà spesso sulla mia tavola.






