Petits pots al cioccolato con ciliegie arrostite e crema al KIrsch
Ancora una ricetta dal libro Fruitful di Sarah Johnson, sfogliato la settimana scorsa con Cook_my_Books.
Nonostante il caldo, è stata molto apprezzata. Ma si sa, i dolci al cioccolato non conoscono stagione.
Forse è stata la sua consistenza fresca e cremosa, forse il sapore aromatico delle ciliegie, oppure quella soffice, delicata crema al Kirsch che accompagnava armoniosamente tutto. Quale che sia il motivo, una cosa è certa: questo è un dolce eclettico e appagante, ed è sparito in un nano secondo.
Mi viene voglia di provarlo con le prugne rosse e, magari più avanti, con le pere. Dovrebbero starci molto bene,
Per 8 persone
200 g di cioccolato fondente al 70%
320 ml di latte intero
400 ml di panna fresca
65 g di zucchero semolato
1 baccello di vaniglia, tagliato a metà (o 1 cucchiaino di estratto)
8 tuorli d'uovo
Per la crema al kirsch:
250 ml di panna fresca fredda
1 cucchiaio e mezzo di zucchero
1 cucchiaio scarso di kirsch o altro liquore alla ciliegia
Per le ciliegie arrostite:
500 g di ciliegie denocciolate
1 cucchiaio di zucchero
2o 3 cucchiaini di succo di limone
2 cucchiai di Kirsch o altro liquore alla ciliegia
un pezzetto di cannella
Arrostite le ciliegie.
Sistematele, intere, denocciolate e in un solo strato, dentro una pirofila. Cospargetele uniformemente con lo zucchero, il succo di limone, il vino e la
cannella
Cuocete in forno ventilato a 200° C per circa 20 minuti poi togliete dal forno e lasciate raffreddare. Tenetele d'occhio in modo che il loro fondo non si asciughi troppo. Potete prepararle anche il giorno
prima, conservatele in un contenitore in frigorifero.
Preparate la crema. Scaldate il forno a 160° ventilato.
Fondete il cioccolato in
microonde alla potenza più bassa, oppure a bagnomaria. In un'altra casseruola unite il latte, la panna e lo zucchero.
Raschiate i semi dal baccello di vaniglia, quindi aggiungete sia i semi che il
baccello al composto, ma se preferite
usate l’estratto. Mettete su fuoco medio
e portate a ebollizione. Mentre il latte si scalda, mettete i tuorli d'uovo in una ciotola. Quando il
latte è caldo e lo zucchero si è sciolto, togliete dal fuoco, filtrate ed iniziate a versare lentamente il
latte sui tuorli, mescolando continuamente con una frusta. Una volta aggiunto
tutto il latte, unite il cioccolato
fuso e, usando una spatola,
incorporatelo lentamente. Filtrate nuovamente il
composto attraverso un colino a maglia fine, quindi dividetelo equamente in
otto stampini individuali o coppette resistenti al calore.
Una volta fredde, coprite ognuna con la pellicola e conservate in frigorifero.
Per preparare la crema al kirsch, unite la panna e lo
zucchero in una ciotola e montate con una frusta fino a quando la panna si
addenserà ma senza montare del tutto. Aggiungete il kirsch, mescolate per
incorporarlo e assaggiate. Regolate la quantità di zucchero o di liquore a piacere. Continuate con le fruste finchè la
panna al Kirsch sarà ben montata.
Crostata di albicocche al Moscato
Il libro Cook_my_Books della settimana è Fruitful di Sarah Johnson. Un immancabile appuntamento estivo con la frutta. Ma questo è un libro che sicuramente risfoglieremo anche in altre stagioni, vista la ricchezza delle sue pagine e l'originalità delle idee che contiene. Sarah Johnson è una giovane pasticcera che si è formata seguendo la filosofia di Alice Waters, con cui ha lavorato nel suo ristorante californiano, e cioè dal produttore al consumatore, garantendo materie prime freschissime e di qualità.
E quindi io ho scelto di produrre, e consumare, una meravigliosa crostata con un frutto che ora è perfettamente di stagione, le albicocche.
Crostata di albicocche al Moscato
(Apricot Muskat tart)
Per 10/12
125 g di burro non salato freddo, a cubetti
250 g di farina 00, più altra per infarinare
3 cucchiaini di zucchero semolato
½ cucchiaino di sale
1 uovo, più 1 tuorlo
125 g di purea di albicocche
150 ml di panna fresca
2 uova
100 g di zucchero semolato
80 g di mandorle tritate
½ cucchiaino di sale
30 g di burro fuso
da 2 a 4 cucchiai di Moscato
Per la purea di albicocche:
5 o 6 grosse albicocche mature denocciolate
40 g di zucchero
poca acqua
Per le albicocche arrostite:
5 o 6 grosse albicocche, denocciolate e divise a metà
4 cucchiai colmi di Moscato
50 g di zucchero semolato
1 bacca di vaniglia (i semini) o 2 cucchiaini di essenza di vaniglia
poca acqua
Per accompagnare:
albicocche arrostite
crème fraîche o panna montata
Preparate la pasta. Mescolate il burro con la farina fino ad avere un composto granuloso, riponete in un contenitore ermetico e conservartelo in frigorifero per almeno 30 minuti, meglio per tutta la notte.
Una volta che il burro e la farina si saranno raffreddati a
sufficienza, toglieteli dal frigorifero e versateli in un robot da cucina
insieme allo zucchero e al sale. Azionate fino a ottenere un impasto dalla
consistenza simile a quella del pangrattato. Con il robot in funzione,
aggiungete l'uovo intero e il tuorlo e continuate a mescolare fino a quando le
uova non saranno completamente incorporate. Trasferite l'impasto sulla spianatoia e lavoratelo con le mani. Dategli la forma di un disco,
avvolgetelo nella carta forno e mettetelo in frigorifero per almeno 3 ore, preferibilmente per tutta la notte.
Togliete la carta da forno e spolverate leggermente entrambi i lati con della farina. Adagiate l'impasto tra due fogli di carta da forno, quindi, partendo dal centro, iniziate a stenderlo verso l'esterno. Ruotate l'impasto di un quarto di giro e continuate a stenderlo fino ad ottenere un cerchio uniforme di circa 28 cm di diametro. Se l'impasto risultasse difficile da stendere, lasciatelo sul piano di lavoro per 5 minuti per ammorbidirlo leggermente. Se al contrario l'impasto risultasse troppo morbido o iniziasse ad attaccarsi, rimettetelo in frigorifero prima di continuare. Prendete una tortiera apribile da 25 cm, rimuovete la carta da forno e spolverate leggermente la superficie della pasta con la farina. Trasferite la pasta nella tortiera e con le dita premete sul fondo e uniformemente sui lati. Rifilate i bordi e mettete in frigorifero a raffreddare.
Una volta raggiunto il bollore, sbattete leggermente con una
frusta, lasciate riprendere di nuovo il bollore, poi togliete dal fuoco e
trasferite le albicocche cotte in una ciotola.
Quando la purea si sarà raffreddata a sufficienza per
poterla maneggiare, passatela al passaverdure o al setaccio per eliminare le
bucce. Misurate 120 g di purea e aggiungete 40 g di zucchero. Rimettete il
composto nel pentolino e cuocete per 10 minuti a fuoco molto basso fino a
ottenere una purea lucida. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
Aumentate la temperatura del forno a 180 °
Una volta che il guscio di pasta si sarà raffreddato, distribuitevi uniformemente la purea di albicocche.
In una ciotola capiente, unite la panna fresca, le uova, lo zucchero, le mandorle tritate e il sle.
Sbattete tutto insieme e incorporate pian piano il burro fuso. Versate due terzi del ripieno sulla purea di albicocche. Adagiate delicatamente lo stampo con la crostata sul ripiano centrale del forno e versate il resto del ripieno nella crostata.
Cuocete per altri 25 - 30 minuti finché la superficie sarà ben dorata e i bordi sodi, ma il centro ancora leggermente tremolante.
Togliete la crostata dal forno e adagiatela su un canovaccio
o una superficie resistente al calore. Irrorate la superficie con il Moscato e lasciate riposare per 5 minuti. Trasferite la crostata su
una gratella e fatela raffreddare completamente.
Mentre la crostata si raffredda, preparate le albicocche arrostite.
Disponete tutte le mezze albicocche ben distese in una pirofila, con la parte tagliata verso l'alto. Cospargetele con 2
cucchiai di Moscato e aggiungete acqua sufficiente a ricoprire
leggermente il fondo della pirofila (circa 2-3 cucchiai). Infornate a 180°per 7 o 8 minuti.
Nel frattempo, raschiate i semi dal baccello di vaniglia (o l'essenza se preferite usare quella) e
metteteli in una ciotola insieme allo zucchero. Con la punta delle dita,
strofinate la vaniglia nello zucchero e mettete da parte. Quando le albicocche
saranno calde e inizieranno a sfrigolare leggermente sui bordi, distribuite
uniformemente il composto di zucchero sulla superficie e continuate la cottura
per altri 7-10 minuti, finché lo zucchero si sarà sciolto nella frutta e i
bordi avranno iniziato a scurirsi. Le albicocche dovranno risultare tenere mantenendo però la loro forma. Togliete la teglia dal forno e assaggiate un pezzetto di
una delle albicocche e regolate la dolcezza aggiungendo lo
zucchero rimanente, se necessario.
Cospargete le albicocche con i restanti 2
cucchiai di Moscato e lasciatele raffreddare su una griglia.
Servite la crostata a temperatura ambiente con
2-3 albicocche arrostite, una cucchiaiata di crème fraîche o, come nel mio caso, di panna montata, e irrorate con il
succo rimasto dalle albicocche arrostite.
Un po' laboriosa questa ricetta, con i tempi di riposo e le varie preparazioni, ma ne è valsa davvero la pena.
Carne apache in cestini di lattuga
Con un po' di ritardo pubblico la mia ultima ricetta dal libro Convivir di Rogelio Garcia, che abbiamo sfogliato un paio di settimane fa con Cook_my_Books.
La carne Apache è una preparazione tradizionale a base di
manzo tipica dello stato messicano del Michoacán. Solitamente preparata con
carne macinata magra, è una sorta di incrocio tra una tartare di manzo e un
ceviche. Come nel ceviche, l'acidità del lime "cuoce" la carne cruda.
Più a lungo la carne viene lasciata nella marinata di lime, più
"cotta" risulterà. Sebbene venga spesso servita con tortilla chips, l'autore ha rivisitato la ricetta servendola in cestini di lattuga, con l'aggiunta di patate croccanti. La vinaigrette di tomatillo e acciughe aggiunge
acidità e sapore umami, armonizzando il tutto.
per 4 persone
455 g di carne di filetto o di costata di manzo
2 cespi di lattuga romana
Per la vinaigrette:
1 spicchio d'aglio schiacciato
1 scalogno piccolo, tritato
2 filetti di acciuga sott'olio
1 cucchiaino di capperi tritati
1 peperoncino fresco, tritato
2 tomatillos piccoli, o due pomodori verdi,
sciacquati e tritati grossolanamente
120 ml di olio extravergine d'oliva
1 mazzetto di coriandolo fresco, tritate
grossolanamente
succo di 3 lime
sale
Per le patate:
4 patate da circa 170 g ciascuna (ho usato le rosse)
q.b. olio dei semi di arachide per friggere
sale
Per completare:
2 cucchiai di chicchi di mais
il succo di 2 lime
sale
Mettete la carne in congelatore per circa 20 minuti, questo faciliterà il taglio.
Con un coltello affilato tagliate la carne a cubetti di circa 6 mm e trasferitela in una ciotola, coprite bene con la pellicola e tenete in frigo.
Preparate la vinaigrette. In un piccolo mortaio mettete un cucchiaino raso di sale, aggiungete l'aglio schiacciato e lo scalogno tritato e pestate il tutto fino a formare una pasta.
Aggiungete i capperi, i filetti di acciuga, il peperoncino e continuate a pestare per amalgamare bene tutti gli ingredienti. Ora aggiungete il trito di pomodori verdi (o tomatillo) e continuate a lavorare di pestello fino ad ottenere una salsa densa. A questo punto incorporate l'olio sbattendo in modo da emulsionare per bene, quindi aggiungete il coriandolo e il succo di limone. Se non avete un mortaio, tritate tutto finissimamente a coltello, seguendo l'ordine degli ingredienti come indicato. Assaggiate ed eventualmente regolate di sale.
Ora passate alle patate.
Pelatele, lavatele e asciugateloe e, con la mandolina, affettatele sottilmente nel senso della larghezza. Trasferitele in una ciotola piena d'acqua fredda. Lasciatele in ammollo per una mezz'ora, poi scolatele e stendetele in un unico strato su un canovaccio pulito o su della carta da cucina e lasciatele asciugare per altri 30 minuti.
Quando l'olio è in temperatura, friggete le fette di patate in più riprese, senza riempire troppo la pentola, girandole una volta, per 5 o 6 minuti, fino a quando saranno dorate. Salatele da calde.
Quindi spezzettatele grossolanamente.
Mondate, lavate e asciugate le 8 foglie più belle della lattuga, facendo attenzione a non romperle.
Togliete la carne dal frigorifero, aggiungete la vinaigrette e il succo di lime e mescolate per ricoprire uniformemente la carne. Assaggiate e aggiustate di sale e, se necessario, di altro succo di lime. Meglio farlo pochi minuti prima di servire, in modo che la carne non si cuocia troppo, ma se la preferite più cotta, lasciatela riposare ancora qualche minuto. Incorporate i chicchi di mais al composto.
Guarnite con le patate croccanti e servite subito.
Qui è piaciuta moltissimo, e credo che sarà uno dei piatti dell'estate.
Falafel di zucchine alla greca
Il libro della settimana Cook_my_Books è Falafel, di Dunja Gulin, una interessante monografia su queste deliziose "polpette".
Immagino che le avrete assaggiate e anche preparate. Questi bocconcini vegetali sono qualcosa di irresistibile. Tradizionali e amati in tutto il Medio Oriente, i falafel si preparano solitamente con legumi secchi e ammollati insieme a spezie come cumino, coriandolo, aglio e prezzemolo, e l'impasto che si ottiene viene modellato in piccoli bocconcini o frittelle appiattite. Poi fritti fino a farli diventare croccanti e dorati.
Serviti con pane arabo o con Pita, accompagnati solitamente da hummus, sono una buona fonte di proteine vegetali e fibre, ideali per le diete vegane e vegetariane.
Ma questo libro contiene tantissime idee diverse, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Io ho optato per questa, molto fresca e gustosa, accompagnata da uno tzatziki un po' rivisitato, che è stato molto apprezzato.
Falafel di zucchine alla greca
560 g di zucchine grattugiate
1 cucchiaino di sale, più altro a piacere
4 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
¼ di cucchiaino di curcuma in polver
¼ di cucchiaino di cumino in polvere
½ cucchiaino di coriandolo in polvere
80 g di farina di ceci
Pepe nero macinato fresco
Olio d'oliva per friggere
Tzatziki:
2 cetrioli (circa 400 g), pelati e grattugiati
500 ml di yogurt greco
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di aceto
2 spicchi d'aglio schiacciati
succo di limone fresco, a piacere
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
1 cucchiaio di erba cipollina fresca tritata
sale
Mettete le zucchine grattugiate in una ciotola, aggiungete 1
cucchiaino abbondante di sale, mescolate bene e lasciate riposare per 10 minuti, poi trasferitele in un colino a maglia fine e lasciatele sgocciolare per una ventina di minut, poi strizzatele fra le mani per eliminare il più possibile il liquido rimasto.
Trasferitele in una ciotola e aggiungete
il prezzemolo, la curcuma, il cumino, il coriandolo, la farina di ceci, il pepe e altro
sale a piacere, quindi mescolate velocemente con una spatola.
Con l'aiuto di un piccolo tagliabiscotti rotondo o di un
cucchiaio dosatore, formate 14-16 polpette di dimensioni uguali e appiattitele
leggermente.
Preparate lo tzatziki.
In una ciotola, mescolate tutti gli altri ingredienti e
aggiungete la polpa dei cetrioli, mescolate nuovamente per amalgamare il tutto. Mettete in frigorifero fino al
momento di servire.
Scaldate una padella antiaderente a fuoco medio, aggiungete
un filo d'olio d'oliva e friggete i falafel per 3-4 minuti per lato, fino a
quando non saranno dorati.
Serviteli con la salsa tzatziki, spicchi di limone, coriandolo e pane pita, o pane arabo o come più vi piace!
Ali di pollo agridulce con salsa Goddess
"Convivir", è il bellissimo libro che stiamo esplorando questa settimana
con Cook_my_Books, e che va oltre il
semplice ricettario.
Scritto dallo chef stellato Rogelio Garcia e premiato con il prestigioso James Beard Award,
il libro unisce il racconto della
bellezza del Messico a una storia di immigrazione e contaminazione gastronomica
contemporanea.
Attraverso
più di 150 ricette, ingredienti tradizionali e locali si fondono in piatti
affascinanti. In linea con il titolo (che in spagnolo significa "stare
insieme"), l'autore si dimostra un narratore coinvolgente e un anfitrione
generoso, invitando i lettori a mettersi ai fornelli e a sedersi a tavola per
scoprire come il cibo possa raccontare l'identità delle persone in modo
autentico. Un libro e un autore che mi è piaciuto molto e che mi ha consentito, con curiosità e semplicità, un approccio alla cucina messicana che non conoscevo molto bene.
Ali di pollo agridulce con salsa Goddess
Per 10 persone
2,3 kg di ali di
pollo
320 g di farina di riso
260 g di amido di mais
1 cucchiaino di peperoncino in polvere macinato
q.b. di olio di semi di arachide per friggere
Per la
salamoia:
120 ml di succo di limone fresco
120 ml di succo d'arancia fresco
140 g di sale kosher
110 g di zucchero di canna scuro compattato
2 foglie di alloro
½ cucchiaino di timo secco
½ cucchiaino di rosmarino secco
½ cucchiaino di aglio schiacciato o tritato
3 strisce di scorza di limone
Per la salsa agridulce:
5 peperoncini
guajillo secchi, privati del picciolo e dei semi
5 peperoncini pasilla secchi, privati del picciolo e dei semi
100 g di zucchero
120 ml di aceto di vino rosso
240 ml di succo d'arancia fresco
115 g di burro non salato a temperatura ambiente
Succo di 2 lime
Sale
Per il
condimento verde Goddess
un grosso mazzo di
basilico fresco, lavato e asciugato
un grosso mazzo di coriandolo fresco, lavato e asciugato
un grosso mazzo di prezzemolo fresco, lavato e asciugato
un mazzetto di menta fresca, lavata e asciugata
240 ml di yogurt greco intero naturale
90 ml di aceto di vino rosso
3 cucchiai di succo di limone fresco
1 cucchiaio di miele
Da ½ a 1 spicchio d'aglio (a piacere), grattugiato
Da 1½ a 2 peperoncini jalapeño, privati del picciolo
Preparate la salamoia. In una pentola capiente unite circa 8 litri di acqua, il succo di limone, il succo
d'arancia, il sale, lo zucchero di canna, le foglie di alloro, il timo, il
rosmarino, l'aglio e la scorza di limone. Portate a ebollizione a fuoco
medio-alto, mescolando per far sciogliere il sale e lo zucchero. Togliete dal
fuoco e lasciare raffreddare completamente.
Immergete le ali di pollo, fiammeggiate
e pulite, alla salamoia raffreddata in
modo che siano completamente immerse,
quindi coprite e mettete in frigorifero per almeno 8 ore o fino a una notte
intera.
Mentre le alette riposano,
preparate la salsa agridulce.
In una ciotola, mettete
i peperoncini guajillo e pasilla con
acqua sufficiente a coprirli e lasciateli reidratare per 20 minuti.
In una padella, mescolate lo zucchero e
60 ml di acqua fino a quando non sarà tutto inumidito. Mettete su fuoco medio-basso e
portate a ebollizione, mescolando solo fino a quando lo zucchero non si sarà
sciolto quindi smettete di mescolare e
proseguite la cottura finché il caramello non assume un colore che va dal dorato al marrone scuro.
Aggiungete l'aceto, con molta attenzione, e sfumate il fondo di cottura mescolando per staccare
eventuali residui. Scolate i peperoncini, strizzateli per eliminare l'acqua in
eccesso e aggiungeteli al composto insieme al succo d'arancia. Cuocete a fuoco
basso, mescolando di tanto in tanto, per circa 30 minuti, o finché non si
addensa leggermente, raggiungendo la consistenza di una salsa barbecue.
Togliete dal fuoco
e lasciate raffreddare leggermente. Versate un terzo del composto coi peperoncini in un frullatore con un terzo del burro e frullate fino a ottenere
un composto omogeneo. Trasferite in una ciotola. Ripetete l'operazione con il
restante composto coi peperoncini e il burro in due riprese e aggiungete il
tutto alla ciotola. Aggiungete il succo di lime e regolate di sale. Conservate
in un contenitore ermetico in frigorifero per un massimo di 5 giorni.
In un robot da
cucina, unite il basilico, il coriandolo, la menta, il prezzemolo, lo yogurt,
l'aceto, il succo di limone, il miele, l'aglio e il peperoncino jalapeño (a
piacere) e frullate fino a ottenere una consistenza omogenea. Regolate di sale. Si
conserva in un contenitore ermetico in
frigorifero per massimo una settimana.
Versate l'olio in
una padella ampia e profonda, fino a raggiungere un'altezza di 4 cm e
scaldatelo arrivando a 175 °C.
Rimuovete eventuali residui di panatura
fritta dall'olio prima di friggere la successiva porzione di alette. Se l'olio
inizia a scurirsi, scartatelo e usatene
di nuovo. Ripetete l'operazione fino a quando tutte le alette non saranno
fritte e ricoperte di salsa.
Coscia d’anatra confit con fagioli borlotti e verdure stufate, alla maniera di Sally Abé
Questa è una vera ricetta delle feste, di quelle che riempiono la cucina di profumi. Presa dal libro James Martrin's Saturday Morning, che stiamo sperimentando questa settimana con Cook_my_Books
Un piatto che sa di domenica lunga, di pane lasciato in abbondanza per raccoglierne anche la più piccola parte che resta. La carne dell'anatra, tenerissima, quasi si sfalda nel fondo di verdure stufate piano piano, senza fretta. Ogni boccone è una armonia confortante, piacevolmente sorprendente. Una ricetta che pare fatta apposta per restare al centro della tavola e far venire voglia di restare seduti ancora un po'...
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Coscia d'anatra confit con fagioli borlotti e verdure stufate, alla maniera di Sally Abé
(Sally Abé è una chef che lavora con lui nel suo programma televisivo)
Per 2 persone
2 cosce d'anatra
½ testa d'aglio
1 rametto di timo
1 rametto di rosmarino
2 cucchiai di sale fino
q,b, di olio d'oliva
per le verdure:
Fagioli:
1 cipolla, tritata
1 carota, tritata
1 gambo di sedano, tritato
½ testa d'aglio
500 g di fagioli borlotti freschi sgusciati
2 cucchiai di brodo dashi (facoltativo, ma potete usare un dado ai funghi)
200 ml di brodo di pollo
1 ciuffo abbondante di cavolo riccio tritato (va bene anche il cavolo nero)
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 cucchiaino di aglio tritato
1 cucchiaio di aceto di sherry
Funghi:
200 g di funghi misti,
2 spicchi d'aglio, schiacciati
sale, pepe
Fiammeggiate le cosce d'anatra per eliminare eventuali spuntoni di piume o altro.
Lavatele e asciugatele accuratemente.
Massaggiate le cosce con il sale fino, riponetele in un contenitore e mettete a riposare in frigorifero per almeno 6 ore. Io ce le ho lasciate dalla sera dopocena alla mattina dopo.
Trascorso il tempo, sciaquate le cosce dal sale e asciugatele.
Mettetele in una pirofila o un tegame che possa andare in forno, irroratele abbondantemente con l'olio d'oliva.
Aggiungete la mezza testa d'aglio, il timo, il rosmarino, la metà del brodo di pollo, coprite e mettete sul fornello a fuoco molto basso, lasciate cuocere per due o tre ore. Date una occhiata ogni tanto per vedere che non si attacchino e aggiungete magari un po' di brodo di pollo. Dovranno essere morbide, quindi scolatele.
Nel frattempo cuocete i fagioli freschi. Portate a ebollizione una pentola d'acqua e cuocete i fagioli fino a quando saranno quasi cotti. Scolateli tenendo da parte una buona dose di acqua di cottura.
In una larga padella scaldate un goccio d'olio e unite tutti gli ingredienti relativi alla cottura dei fagioli, tranne il cavolo nero cha andrà messo all'ultimo, mescolate e fate ammorbidire tutte le verdure tritate, poi unite i fagioli scolati. Dovrete avere un composto con un fondo molto morbido.
In una padella, a fuoco medio, fondete il burro e fate rosolare i funghi con burro e aglio per qualche minuto, finché saranno morbidi. Salate, pepate e teneteli in caldo.
Ora, in un tegame capiente, trasferite i fagioli stufati con le verdure, i funghi e mettete su fuoco dolce, unite il resto del brodo di pollo, 100 ml dell'acqua di cottura dei fagioli tenuta da parte, e il cavolo nero. Fate prendere calore e cuocete fino a completa cottura dei fagioli, profumate con il prezzemolo, l'aglio tritato e l'aceto. Le verdure dovranno essere cotte e il loro fondo norbido.
Tenete in caldo.
Prendete le cosce d'anatra e fatele rosolare a fuoco vivo in una padella leggermente unta con la pelle rivolta verso il basso, fino a renderle croccanti.
Disponete le verdure stufate in ogni piatto e appoggiatevi le cosce d'anatra.
Servite subito.
Crostata di cioccolato al caramello salato
La seconda ricetta che ho scelto dal libro Tarts Anon di Gareth Whitton e Catherine Way, che stiamo esplorando questa settimana con Cook_my_Books, è qualcosa di veramente godurioso. Cioccolato e caramello salato, una accoppiata vincente, sempre. Metteteci una crosta croccante un po' salata, e il gioco è fatto.
Crostata di cioccolato al caramello salato
per la crosta:
200 g di farina 00
100 g di burro tagliato a cubetti
50 g di acqua fredda
3 g di sale
per il caramello:
270 g di dulce de leche *
2 g di sale
per il ripieno:
240 g di tuorli
560 g di panna liquida fresca
65 g di zucchero semolato
145 g di cioccolato fondente al 70%, a pezzetti
3 g di sale
poco cacao amaro per la finitura
Mettete il burro, la farina e il sale in una ciotola o in planetaria o anche in un robot da cucina. Con le dita, lavorate gli ingredienti fino a ottenere un composto simile a briciole fini, senza grumi di burro.
Aggiungete l'acqua un po' alla volta (o a filo continuo se usate una planetaria), fino a formare un impasto sodo ma malleabile. Se avete usato un robot da cucina in precedenza, è consigliabile terminare l'impasto a mano. Trasferite l'impasto sul piano di lavoro e dategli una forma tonda. Avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Preriscaldate il forno a 180 °C. . Con il mattarello, stendete la pasta in un cerchio di circa 35 cm di diametro e circa 3 mm di spessore. Foderate lo stampo, con un coltellino affilato eliminate la pasta lungo i bordi e mettetelo in frigorifero per almeno un'ora.
Trascorso il tempo, riprendete lo stampo con la pasta, copritela con un poco di alluminio o carta forno premendo leggermene sui bordi. Riempitelo con le palline di ceramiche, se le avete, o con fagioli secchi, per la cottura in bianco e infornate.
Cuocete per una ventina di minuti, poi togliete dal forno, eliminate le palline o i fagioli e lasciate intiepidire.
Nel frattempo procedete con le altre preparazioni e abbassate il forno a 130/140°.
Preparate la crema al cioccolato.
Spezzettate il cioccolato, raccoglietelo in una terrina.
In un pentolino, a fuoco medio scaldate la panna insieme al sale e allo zucchero fin quasi a ebollizione. Togliete dal fuoco ma tenete in caldo.
Sbattete i tuorli e unite poco per vola la panna mescolando per avere un composto omogeneo.
Ora versate il composto, ancora caldo, sul cioccolato a pezzetti, lasciate riposare un attimo poi, col minipimer frullate senza incorporare aria. Il tutto dovrà essere lucido e fluido.
Prendete il guscio che ormai sarà freddo.
Stendete bene il caramello salato sulla base, poi versate la crema al cioccolato, livellandola.
Cuocete in forno per 30 minuti circa, alla fine è pronta quando la crema sarà ancora un po' tremolante nel centro.
Togliete dal forno e fate raffreddare completamente.
Una volta fredda , spolverate la crostata con una generosa dose di cacao amaro e servitela a fette.
*il dulce de leche lo potete trovare già pronto in lattina, sia nei grandi supermercati che nei negozi etnici. Eventualmente potete farlo in casa semplicemente facendo bollire una lattina di latte condensato zuccherato, ben chiusa e sommersa completamente dall'acqua, per 2 o 3 ore. Fate attenzione a non aprire la lattina fino a quando è completamente raffreddata.
Signature pear tart o Torta di pere della casa
Nata come seconda attività durante lockdown per il Covid, è diventata talmente famosa da superare la capacità della loro cucina domestica ed è ormai un punto di riferimento nel settore con il suo negozio di punta a Cremorne, Victoria, nel settembre 2021. Gareth è conosciuto come il re delle crostate, Catherine ha svolto un ruolo fondamenteale nella costruzione del loro marchio e gestisce il lato commerciale dell'impresa. Il loro libro offre ricette che spaziano dalla classica torta al limone a creazioni più elaborate.
Quella che ho scelto e che apre la settimana è praticamente "la torta della casa", quella che ha dato inizio a tutto durante il lockdown, quella che li ha fatti pensare "forse dovremmo venderle?"
Una torta molto semplice che mi ha stupito per il contrato fra ripieno e crosta. Accompagnatela con della panna montata o con un gelato alla vaniglia.
(Torta di pere della casa)
200 g di farina 00
100 g di burro tagliato a cubetti
50 g di acqua fredda
3 g di sale
3 pere abate
140 g di farina di mandorle
75 g di farina 00
185 g di zucchero semolato
160 g di uova
160 g di burro nocciola
3 g di lievito in polvere
2 g di sale
zucchero a velo per spolverare
Preparate la crosta:
Mettete il burro, la farina e il sale in una ciotola o in planetaria o anche in un robot da cucina. Con le dita, lavorate gli ingredienti fino a ottenere un composto
simile a briciole fini, senza grumi di burro.
Aggiungete l'acqua un po' alla volta (o a filo continuo se usate una planetaria), fino a formare un impasto sodo ma malleabile. Se avete usato un robot da cucina in precedenza, è consigliabile terminare l'impasto a mano. Trasferite l'impasto sul piano di lavoro e dategli una forma tonda. Avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Preriscaldate il forno a 180 °C. . Con il mattarello, stendete la pasta in un cerchio di circa 35 cm di diametro e circa 3 mm di spessore. Foderate lo stampo, con un coltellino affilato eliminate la pasta lungo i bordi e mettetelo in frigorifero per almeno un'ora.
Trascorso il tempo, riprendete lo stampo con la pasta, copritela con un poco di alluminio o carta forno premendo leggermene sui bordi. Riempitelo con le palline di ceramiche, se le avete, o con fagioli secchi, per la cottura in bianco e infornate.
Cuocete per una ventina di minuti, poi togliete dal forno, eliminate le palline o i fagioli e lasciate intiepidire.
Nel frattempo preparate il ripieno e abbassate il forno a 165°.
Sbucciate due delle pere, eliminate il torsolo e affettatele sottili nel senso della lunghezza.
Tagliate la terza pera in quarti eliminando il torsolo.
Pesate gli ingredienti secchi, tranne lo zucchero. Mettete tutto in una ciotola e mescolate.
In una ciotola separata mettete le uova e lo zucchero. Mescolate lentamente con la frusta fino a far sciogliere completamente lo zucchero nelle uova. Se avete una planetaria potete usare quella.
Fondete il burro in un pentolin, lasciatelo cuocere finchè diventa di color nocciola. Toglietelo e fatelo intiepidire. Con un termometro controllate che abbia una temperatura vicina ai 100°
Una volta pronto, versatelo nel composto di uova, poco alla volta. Mescolate per emulsionare bene il tutto. Ora incorporate gli ingredienti secchi fino ad avere un composto perfettamente liscio.
Versate un sottile strato di impasto nel guscio di pasta (circa un terzo) disponete le fette sottili di pera sul composto, sovrapponendole leggermente, versate un altro sottile strato di impasto e di nuovo un secondo strato di pere e poi l'ultimo strato di impasto. Ora prendete le pere tagliate in quarti, affettatele non troppo spesse e disponetele sopra a ventaglio, con le punte rivolte verso il centro.
Mettete in forno per circa 30 minuti, ventilato.
E' pronta quando la crosta sarà ben dorata e il centro del dolce perfettamente sodo.
Sfornate e lasciate raffreddare nello stampo.
Per servire, estrate la crostata dallo stampo, tagliatela a fette con un con coltello affilato e spolveratela leggermente di zucchero a velo.
Sedano rapa con capperi fritti e salsa Café de Paris
Il sedano rapa, un ortaggio spesso sottovalutato, si rivela un tesoro nascosto nel regno vegetale. Il suo sapore delicato, con note di nocciola e una punta di dolcezza, insieme alla sua consistenza cremosa, lo rendono un ingrediente estremamente versatile, capace di elevare sia ricette rustiche che piatti più sofisticati. Arrostito, il sedano rapa si trasforma: i bordi caramellano alla perfezione, creando una crosticina invitante, mentre l'interno rimane tenero e avvolgente come il burro. Questa preparazione porta il sedano rapa a un livello superiore, accostandolo alla salsa Café de Paris, una salsa al burro iconica della cucina francese classica, ricca di aromi e sapori intensi.
E la ricetta che vi propongo oggi, col sedano rapa, è quella di Bubala, il libro di Marc Summers che stiamo sfogliando questa settimana con Cook_my_Books e di cui ho parlato nel post precedente.
per 4 persone
1 sedano rapa di circa 600 g , sbucciato
3 cucchiai di olio d'oliva
35 g di capperi dissalati
1/2 cucchiaio di erba cipollina tagliuzzata
1/2 cucchiaio di foglie di dragoncello (va bene anche quello secco)
1 cucchiaio di panna densa da cucina
4 cucchiaini di succo di limone
1 cucchiaino di sale Maldon in fiocchi
Per la salsa Café de Paris:
75 g di scalogno tritato finemente
1 spicchio d'aglio tritato finemente
2 cucchiai di olio di semi
1 cucchiaino di pepe di Cayenna
2 cucchiaini di curry in polvere
2 cucchiaini di senape in polvere
160 ml di panna da cucina
30 g di burro non salato
un pizzico di paprika affumicata
un pizzico di sale
Scaldate il forno a 180° statico - 160° ventilato.
Dopo aver sbucciato bene il sedano rapa, ungetelo generosamente con l'olio d'oliva, conditelo con il sale e mettetelo in una teglia ad arrostire per circa 90 minuti. E' pronto quando la lama di un coltello passa facilmente attraverso il sedano rapa.
Nel frattempo preparate la salsa Café de Paris.
Soffriggete delicatamente lo scalogno e l'aglio tritati in una padella con un filo d'olio di semi, aggiungete le spezie e cuocete per circa 8 minuti, mescolando regolarmente. Unite la panna e lasciate cuocere a fuoco dolce per altri 10 minuti. Assaggiate e regolare di sale.
Mettete il burro in un pentolino e fatelo sciogliere a fuoco medio, quando inizia a schiumare mescolate con una frusta fino a quando profumerà di nocciola e diventerà marroncino. Toglietelo dal fuoco e filtratelo in una ciotolina, scartando eventuali parti solide. Conditelo con la paprika affumicata e il sale.
Ora scaldate un cucchiaio di olio di semi in un padellino piccolo, quando è caldo friggete i capperi fino a renderli croccanti. Scolateli su un piatto rivestito di carta da cucina.
Accendete il grill del forno. Passate il sedano rapa arrostito sotto il grill per qualche minuto, rigirandolo perchè sia ben dorato. Trasferitelo su un piatto da portata grande, affettatelo delicatamente e disponetelo in bell'ordine.
Unite il composto di burro nocciola alla salsa Café de Paris che avete tenuto da parte, insieme alle erbe aromatiche, il cucchiaio di panna densa e il succo di limone. Mescolate per rendere tutto ben omogeneo.
Regolate eventualmente di sale e versate la salsa sulle fette di sedano arrostito, poi guarnite con i capperi fritti e servitelo.
Qui è stato molto apprezzato. Lo rifarò sicuramente,
Carciofi alla Giudia con sale di Sichuan e salsa aioli all'arancia rossa
La settimana Cook_my_Books si apre con un libro, Bubala di Marc Summers.
Ma cos'è Bubala? E cosa significa questo nome?
Bubala è un conosciutissimo ristorante mediorentale con diverse sedi a Londra, anche, o forse soprattutto, vegetariano e vegano, fondato da Summers dopo aver lasciato il mondo della finanza per immergersi nel vibrante universo della cucina mediorientale. In effetti, la sua visione culinaria ha portato nelle cucine lo spirito del libro oltre che l'approccio creativo alle verdure. Ogni ricetta è pensata per essere condivisa fra familiari e amici e il libro ti mostra praticamente come trasformare ingredienti di uso quotidiano in piatti raffinati, portando in tavola piatti da alta ristorazione con estrema facilità.
Bubala significa "tesoro" in
yiddish; un termine affettuoso che racchiude perfettamente le sensazioni che
il ristorante trasmette a chiunque lo frequenti.
Con il suo design accattivante, le fotografie di un
fotografo pluripremiato e i preziosi consigli, questo libro è molto
più di una semplice raccolta di ricette: è un invito per gli appassionati, per i cuochi vegetariani e chiunque ami i sapori mediorientali.
Sfogliandone le pagine ho trovato una versione dei carciofi alla Giudia, ricetta tradizionale della cucina ebraica romana e, benchè non usasse le mammole, bensì i carciofi violetti, mi ha intrigato molto per l'accompagnamento consigliato.
Carciofi alla Giudia con sale di Sichuan e aioli all'arancia rossa
per 4 persone
8 carciofi violetti ben sodi
q.b. di olio di semi di arachide per friggere
spicchi di arancia rossa per accompagnare
poco succo di limone
per il sale di Sichuan:
2 cucchiaini di pepe di Sichuan in grani
2 cucchiai di sale in fiocchi
per l'aioli all'arancia rossa:
50 g di scorza d'arancia rossa (non trattata)
3 o 4 cucchiai di succo d'arancia rossa
3 cucchiai di latte di soia, o vaccino
10 g di pasta di miso chiara
1 cucchiaino di salsa di soia
1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino abbondante di olio di sesamo tostato
2 cucchiaini di aceto di moscato o altro aromatico
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai abbondanti di maionese
1 cucchiaio di olio
Preparate il sale. Tostate i grani di pepe di Sichuan in una
padella calda e asciutta mescolando continuamente finché non saranno fragranti, facendo attenzione a non
bruciarli. Frullateli nel tritatutto fino a ottenere una polvere grossolana e aggiungete il sale. Mettete da parte. Probabile che ne avanzi un pochino, conservatelo in un barattolo chiuso
nella dispensa delle spezie, lo potrete usare per altre preparazioni.
Passate all'aioli. Sbollentate la scorza dell'arancia rossa tre volte in acqua bollente,scolandola e cambiando l'acqua ogni volta, quindi mettetela in un frullatore con tutti gli altri ingredienti dell'aioli, tranne l'olio, e frullate fino a ottenere una salsa liscia, densa e ben emulsionata, a questo punto condite con l'olio e mettete da parte.
Sbucciate e scartate le foglie esterne più dure dei carciofi
(circa due strati), fino a quando non saranno visibili le foglie più delicate e
chiare. Tagliate i gambi più duri a circa 6 cm. Con un pelapatate affilato,
pelate il gambo e la base del carciofo, scoprendo il cuore chiaro. Tagliate
la parte superiore delle foglie più dure con un movimento circolare.
Sciacquateli velocemente in acqua e limone e lasciateli asciugare a testa in giù.
Con le mani allargate un po' ogni carciofo.
Mettete a scaldare l'olio in un pentolino non troppo grande, a 150° in quantità sufficiente affinché la testa dei carciofo resti ben immersa. Se avete un termometro è il caso di usarlo, in ogni caso l'olio dovrebbe fare delle piccolissime bollicine.
Immergete un carciofo alla volta, e lasciatelo nell'olio fino quando il cuore sarà tenero.
Toglieteli man mano appoggiandoli a testa in giù su della carta assorbente, premendoli leggermente e aprendo ancora un po' le foglie.
Ora portate l'olio a 180°e reimmergete i carciofi nell'olio che a questo punto sarà davvero sfrigolante, lasciateli diventare ben croccanti e dorati, friggendoli per altri due minuti almeno.
Man mano che li scolate di nuovo appoggiateli su della carta da cucina, salateli con il sale profumato al pepe di Sichuan che avete preparato in precedenza.
Trasferiteli su un piatto da portata e serviteli con la salsa aioli all'arancia e spicchi di arancia rossa. Lasciate a disposizione una ciotolina con dell'altro sale profumato, per chi ne desiderasse ancora un po'.
Devo dire che noi, in due persone, 8 carciofi li abbiamo finiti...
Zuppa di pesce alla provenzale
La settimana Cook_my_Books che si è chiusa era dedicata al libro Modern Bistro, di America's Test Kitchen, che è stato una vera, piacevole, sorpresa. Ricette della tradizione francese, piatti semplici e gustosi, come devono essere quelli che trovi nei bistro di quartiere, quelli che a leggerli sul menù ti fanno venire voglia di provarli tutti. Insomma, piatti che spaziano dai grandi classici francesi alle reintrepretazioni più attuali.
Come la ricetta che propongo oggi.
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(Provençal fish soup)
170 g di pancetta, tritata finemente
1 piccolo finocchio, tagliato a metà e privato del torsolo
1 cipolla tritata
2 coste di sedano
4 spicchi d'aglio
un bicchiere di Vermut secco, o vino bianco
1 cucchiaino di paprika dolce
1 bustina di zafferano
2 foglie di alloro
2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
240 ml di fumetto di pesce, meglio se di vongole
q. b. di acqua
q.b. di olio e.v.
un pizzico di peperoncino secco
sale, pepe
Mondate e lavate il finocchio, eliminate la parte dura del torsolo, tagliatelo a pezzi piccoli ma conservate le barbe.
Lavate i pezzi di filetto di nasello e tagliateli in sei pezzi abbastanza grandi.
Lavate il sedano, sfibratelo e tagliatelo a metà per il lungo, poi ogni metà in pezzi di circa un centimetro e mezzo.
Scaldate un goccio d'olio in una casseruola, aggiungete la pancetta e lasciatela dorare per due o tre minuti. Unite i pezzi di finocchio, la cipolla tritata, il sedano. Salate e cuocete fin quando le verdure si saranno ammorbidite. Unite l'aglio, la paprika, il peperoncino e lo zafferano. Lasciate soffriggere un istante, poi sfumate con il vermut per deglassare il fondo.
Versate il fumetto, già caldo, e le foglie di alloro. Riportate a ebollizione e lasciate sobbollire per circa 10/15 minuti per amalgamare i sapori.
Spostate la casseruola dal fuoco, eliminate le foglie di alloro, adagiate i pezzi di pesce nel liquido, coprite, rimettete su fuoco dolce e fate ripartire l'ebollizione, poi spegnete il fuoco, coprite la casseruola e lasciate riposare il tutto fin quando, punzecchiando il pesce con un coltello, si sfalda leggeremente.
A questo punto, aggiungete il prezzemolo tritato finemente, la scorza d'arancia ricavata con un rigalimoni, le barbe di finocchio tenute da parte.
Sminuzzate grossolanamente il pesce, regolate di sale e di pepe.
Versatelo nelle ciotole condito con un ulteriore filo d'olio.
Maiale Char Siu "Cheat" - con Pak Choi
Riprende, dopo le vacanze pasquali, l'esplorazione di libri con Cook_my_Books.
Il libro scelto per questa settimana è Stir Crazy di Ching-He Huang, autrice di molti best-sellers e curatrice di alcuni seguitissimi programmi sulla BBC e su Food Network, contraddistinti da una visione un po' più attuale rispetto alle ricette della tradizione, ma che mantengono inalterate le tecniche e i sapori. In questo libro ci sono consigli su tutto. Soprattutto sulla cottura in padella, che è uno dei metodi di cottura più rapidi
e semplici, nonché uno dei più salutari, poiché utilizza poco olio e conserva
più nutrienti. Richiede inoltre pochissima
attrezzatura: bastano un wok, un coltello e un tagliere. Un libro che è una raccolta di piatti deliziosi, abbastanza semplici da preparare, molti sono senza
glutine e lattosio, adatti anche a vegani e vegetariani, e includono
ingredienti sia asiatici che occidentali, facilmente reperibili in qualsiasi
supermercato. Quindi, che mangiate carne o meno, che amiate i carboidrati o preferiate
evitarli, che vogliate qualcosa di speciale o che dobbiate cucinare per tutta
la famiglia, Stir Crazy farà al caso vostro.
Io ho scelto un piatto che l'autrice definisce "Cheat" appunto perchè imbroglia, solitamente è una ricetta per cui la cottura richiede un po' di tempo ma se volete cenare in pochi minuti, ecco che il maiale Char Siu si trasforma in un piatto "furbo" se saltato in padella come racconta Ching-He
Maiale Char Siu "Cheat" con Pak Choi
per 2 persone
1 cucchiaio di olio d'oliva
2 spicchi d'aglio, schiacciati e tritati finemente
un pezzetto di zenzero fresco (circa 1 cm.)sbucciato e grattugiato
1 cucchiaio di vino di riso o sherry secco
200 g di pak choi, lavati e tagliate a metà in diagonale
Per il maiale:
250 g di filetto di maiale, tagliato a fette di 5 mm
½ cucchiaino di salsa di soia scura
1 cucchiaino di salsa hoisi
1 cucchiaino di miele liquido
un pizzico di sale marino in fiocchi
un pizzico di pepe bianco macinato al momento
1 cucchiaio di amido di mais
Per la salsa:
50 ml di acqua fredda
1 cucchiaio di salsa di soia chiara a basso contenuto di sodio
1 cucchiaino di salsa hoisin
½ cucchiaino di pasta di miso
In una ciotola capiente, mettete la carne a fette, unite tutti gli altri ingredienti tranne l'amido di mais, e mescolate bene in modo che si ricopra uniformemente, solo a questo punto spolverate il tutto con l'amido di mais, coprite la ciotola e tenete da parte.
In una brocca mescolate gli ingredienti per la salsa..
Scaldate un wok a fuoco vivo e aggiungee l'olio. Unite aglio e zenzero e fateli soffriggere per qualche secondo, poi aggiungete le fette di filetto di maiale e lasciatelo rosolare qualche istante prima di girarlo. Rosolatelo anche dall'altro lato e sfumate con il vino di riso o con lo Sjerry secco, mescolate e continuate la cottura per qualche secondo. Unite il pak choi e versate un cucchiaio di acqua fredda facendolo scivolare lungo il bordo del wok per creare un po' di vapore. Mescolate e coprite con un coperchio per mezzo minuto o finchè le foglie del pak choi saranno appassite.
Versate la salsa e mescolate di nuovo, lasciate insaporire ancora qualche secondo e servitelo immediatamente accompagnato da riso basmati cotto pilaf.
La cottura veloce ha conservato la morbidezza della carne e il sapore, decisamente goloso.
Da rifare.
Rigatoni con ragù di arrosto di manzo e peperoni
Continua la mia serie di ricette scelte al libro Six Seasons Pasta di Joshua McFadden, che è quello della settimana Cook_my_Books.
Tutto inizia con un succulento arrosto di manzo...
Rigatoni con ragù di arrosto di manzo e peperoni
(per circa 8 persone)
900 g di arrosto di manzo disossato, privato del grasso in eccesso e di eventuali pellicine o cartilagini
900 g di peperoni rossi, privati del torsolo, dei semi e tagliati a fette spesse circa 1,25 cm
3 o 4 spicchi d'aglio schiacciati
1 cipolla media, affettata
½ cucchiaino di peperoncino in fiocchi essiccato
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
240 ml di vino bianco secco
250 g di pomodori pelati interi in scatola, schiacciati con le mani, con il loro succo
3 o 4 rametti di timo fresco
Sale, pepe
Salate e pepate generosamente la carne poi lasciatela riposare per circa 1 ora in frigo, avvolta nella pellicola.
Preriscaldate il forno a 150°C
Scaldate un generoso filo d'olio d'oliva in una grande casseruola o in una pentola adatta al forno con fondo spesso e coperchio, a fuoco medio-alto. Togliete il pezzo d'arrosto dal frigo e asciugatelo con un poco di carta da cucina e, quando l'olio è caldo, mettetela nella pentola. Magari dividetela in due o tre pezzi più piccoli in modo che cuocia in meno tempo.
Rosolate la carne su tutti i lati finchè fè bella dorata facendo attenzione a non bruciare il fondo della pentola, ci vorranno dai 15 ai 25 minuti in totale. Trasferite la carne su un piatto e mettetela da parte.
Eliminate dalla pentola il grasso di manzo sciolto, aggiungete un filo d'olio d'oliva fresco e abbassate la fiamma. Aggiungete l'aglio e cuocete finché non inizia ad ammorbidirsi. Ora unite la cipolla e il peperoncino in fiocchi e cuocete finché anche la cipolla si è ammorbidita e inizia a dorare
Aggiungete i peperoni, salate leggermente e cuocete mescolando e raschiando spesso la pentola, finché anche i peperoni non saranno morbidi e inizieranno a colorirsi. Aggiungete il concentrato di pomodoro e cuocete, distribuendolo bene, finché non sarà leggermente tostato, per 1-2 minuti.
Alzate la fiamma, sfumate con il vino e fate sobbollire finché non si sarà ridotto di circa la metà. Unite i pomodori pelati e il loro succo, il timo e 120 ml di acqua e
portate a ebollizione. Rimettete la carne nella pentola, sistemandola tra i
peperoni e cospargendola con un po' del fondo.
Coprite la pentola e mettetela in forno continuando la cottura finché la carne non si
sarà sfaldata, il sugo si sarà leggermente ridotto e i peperoni saranno
diventati molto morbidi, questo potrebbe richiedere più di un'ora e mezza, a seconda del tipo di carne che avrete scelto.
Una volta cotta, toglietela dal forno e lasciate riposare il tutto finché non si sarà raffreddato
abbastanza da poter maneggiare la carne.
Mettete la carne su un tagliere, sminuzzatela con cura tagliando i pezzi più grandi e rimuovendo, se ce ne fossero, il grasso o le cartilagini più grosse. Rimettete la carne ne fondo ai peperoni. Assaggiate il ragù e regolate di sale, se serve.
Fate cuocere ancora per una decina di minuti, per amalgamare i sapori. Lasciate intiepidire il ragù, quindi prelevate la quantità che vi servirà per i rigatoni, il resto dividetelo in porzioni da 250 g (sufficienti per condire due porzioni di pasta ). Conservatelo fino a 5 giorni in frigorifero o congelatelo fino a 4 mesi.
Cuocete la pasta al dente in abbondante acqua salata. Una volta pronta, conditela con abbastanza ragù, e impiattate con una spolverata di parmigiano grattugiato e qualche fogliolina di timo.
Un piatto unico, nutriente, con quello sprint in più che regalano i peperoni. Da rifare sicuramente.
Pasta con porri fondenti, salsiccia, origano e olive
Il libro "Six Seasons of Pasta" di Joshua McFadden, che stiamo esplorando questa settimana con Cook_my_Books, è l'ultima opera di un autore molto apprezzato per la sua coerenza e genuinità.
Il libro, che richiama il suo precedente successo "Six Seasons",
applica il principio delle sei stagioni alla pasta, trasformandola in una tela
su cui i sapori, i profumi e i colori stagionali si fondono in piatti sempre
nuovi. Il libro include sia piatti della tradizione italiana che proposte
innovative, rappresentando una sfida e un viaggio culinario guidato da un
esperto della cucina del III millennio.
Pasta con porri fondenti, salsiccia, origano e olive
170 g di salsiccia a nastro, dolce o piccante
200 g di porri tagliati a fettine sottili, ben puliti
2 cucchiaini di origano fresco o 1 cucchiaino di origano secco
Un pizzico abbondante di peperoncino secco in fiocchi, più altro a piacere
250 g di pelati interi schiacciati a mano, con il loro
succo
225 g di pasta grossa a scelta
60 g di olive verdi grandi denocciolate e schiacciate
una noce di burro
20 g di Parmigiano
20 g di pecorino
1 mozzarella fresca (facoltativo)
q,b, di olio e.v. d’oliva
sale.
Portate a ebollizione una pentola con abbondante acqua.
Mondate i porri eliminando le foglie più esterne e la parte più verde, lavateli
accuratamente e tagliateli a rondelle.
In un tegamino scaldate un goccio d'olio e unite la salsiccia sbriciolata,
lasciate rosolare a fuoco medio/alto. Dovrà essere dorata. Unite i porri, abbassate il fuoco e
lasciateli cuocere dolcemente, mescolando spesso. Se il fondo si asciugasse
troppo aggiungete un goccio di acqua calda.
Quando i porri si saranno ben ammorbiditi, profumate
con l'origano e il peperoncino; cuocete per qualche secondo poi aggiungete i pomodori pelati. Continuate la cottura a fuoco lento finché il pomodoro non si sarà
ridotto. Togliete la padella dal fuoco.
Quando l’acqua è in ebollizione, salatela e calate la pasta.
Scolatela molto al dente direttamente nel sugo ai porri, aggiungete le olive e la noce di burro e mantecatela nella padella
a fuoco medio, fino a cottura completata, insieme ai due formaggi grattugiati. Se il fondo tendesse ad asciugarsi, unite un
goccio dell’acqua di cottura.
Regolate di sale se è il caso, e servite ben caldo, completando
ogni piatto con pezzetti di mozzarella (in caso decidiate di usarla)
Un abbinamento decisamente azzeccato. Piaciuta molto a tutti.




























