Cheesecake ai mirtilli
Un dolce che piace sempre, la cheesecake. Ho provato a farla coi mirtilli, frutto amato da mio marito che se ne mangerebbe a chili. Al solito, la mia poca manualità salta all'occhio con quei bordi ondulati. Ma, ahimè, non avevo abbastanza nastro di acetato e ho rimediato con delle strisce di carta forno. Il risultato è lì da vedere...comunque è piaciuto molto, bordi lisci o bordi ondulati...
Cheesecake ai mirtilli
per la base:
280/300 g di biscotti al cioccolato
140 g di burro fuso
per il ripieno:
300 g di mirtilli freschi
220 g di zucchero
300 g di formaggio spalmabile (Philadelphia)
200 g di mascarpone
180 g di panna liquida fresca
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
12/14 g di gelatina in fogli
2 cucchiai di liquore al Mirtillo
per completare:
mirtilli
foglioline di menta
Cuocete i mirtilli, lavati e ben scolati, in un pentolino con 100 g di zucchero preso dalla dose.
Non appena iniziano a disfarsi, togliete dal fuoco e trasferiteli nel bicchiere del frullatore. Frullate per un paio di minuti, poi versateli in una ciotola filtrando tutto attraverso un colino a maglia fine. Lasciate raffreddare. Dovrete avere un coulis abbastanza denso.
Nel tritatutto mettete i biscotti spezzettati e frullateli fino ad avere una polvere grossolana.
Mettetela in una ciotola e aggiungete il burro fuso. Mescolate bene.
Imburrate e foderate il fondo e i lati di una teglia apribile da 22 cm.
Versate il mix di biscotti e burro e distribuite bene tutto sul solo fondo, cercando di mantenere lo stesso spessore in tutto lo stampo e mettete in frigo a rassodare.
In una ciotola, con le fruste elettriche, frullate a bassa velocità i due formaggi, unite il resto dello zucchero e continuate a montare. Profumate con la vaniglia e aggiungete la composta di mirtilli ormai fredda. Mescolate a bassa velocità finchè è tutto incorporato.
In una ciotola a parte montate la panna, lasciandola un po' più morbida, e aggiungetela al composto. Mescolate di nuovo per rendere tutto omogeneo,
Mettete a bagno i fogli di gelatina in acqua fredda.
In un piccolo pentolino, a fuoco dolce, mettete i due cucchiai di liquore al Mirtillo e una volta accennata l'ebollzione, strizzate bene la gelatina ammorbidita e fatela sciogliere bene nel liquore, mescolando continuamente.
Riprendete il composto ai mirtilli e, azionando le fruste a bassa velocità, unite a filo la gelatina sciolta nel liquore. Continuate a mescolare con le fruste elettriche per un altro minuto.
Prendete dal frigo lo stampo con il fondo di biscotti che ormai sarà solido, versate il composto dentro lo stampo. Date una leggera sbattuta in modo che si assesti e non si creino bolle d'aria. Coprite con la pellicola e mettete in frigorifero almeno per quattro o cinque ore. Io l'ho preparato la sera prima.
Infine, poco prima di portarlo in tavola, sformate il dolce sul piatto di servizio e decoratelo a piacere con altri mirtilli, lavati e asciugati, e foglioline di menta.
Petits pots al cioccolato con ciliegie arrostite e crema al KIrsch
Ancora una ricetta dal libro Fruitful di Sarah Johnson, sfogliato la settimana scorsa con Cook_my_Books.
Nonostante il caldo, è stata molto apprezzata. Ma si sa, i dolci al cioccolato non conoscono stagione.
Forse è stata la sua consistenza fresca e cremosa, forse il sapore aromatico delle ciliegie, oppure quella soffice, delicata crema al Kirsch che accompagnava armoniosamente tutto. Quale che sia il motivo, una cosa è certa: questo è un dolce eclettico e appagante, ed è sparito in un nano secondo.
Mi viene voglia di provarlo con le prugne rosse e, magari più avanti, con le pere. Dovrebbero starci molto bene,
Per 8 persone
200 g di cioccolato fondente al 70%
320 ml di latte intero
400 ml di panna fresca
65 g di zucchero semolato
1 baccello di vaniglia, tagliato a metà (o 1 cucchiaino di estratto)
8 tuorli d'uovo
Per la crema al kirsch:
250 ml di panna fresca fredda
1 cucchiaio e mezzo di zucchero
1 cucchiaio scarso di kirsch o altro liquore alla ciliegia
Per le ciliegie arrostite:
500 g di ciliegie denocciolate
1 cucchiaio di zucchero
2o 3 cucchiaini di succo di limone
2 cucchiai di Kirsch o altro liquore alla ciliegia
un pezzetto di cannella
Arrostite le ciliegie.
Sistematele, intere, denocciolate e in un solo strato, dentro una pirofila. Cospargetele uniformemente con lo zucchero, il succo di limone, il vino e la
cannella
Cuocete in forno ventilato a 200° C per circa 20 minuti poi togliete dal forno e lasciate raffreddare. Tenetele d'occhio in modo che il loro fondo non si asciughi troppo. Potete prepararle anche il giorno
prima, conservatele in un contenitore in frigorifero.
Preparate la crema. Scaldate il forno a 160° ventilato.
Fondete il cioccolato in
microonde alla potenza più bassa, oppure a bagnomaria. In un'altra casseruola unite il latte, la panna e lo zucchero.
Raschiate i semi dal baccello di vaniglia, quindi aggiungete sia i semi che il
baccello al composto, ma se preferite
usate l’estratto. Mettete su fuoco medio
e portate a ebollizione. Mentre il latte si scalda, mettete i tuorli d'uovo in una ciotola. Quando il
latte è caldo e lo zucchero si è sciolto, togliete dal fuoco, filtrate ed iniziate a versare lentamente il
latte sui tuorli, mescolando continuamente con una frusta. Una volta aggiunto
tutto il latte, unite il cioccolato
fuso e, usando una spatola,
incorporatelo lentamente. Filtrate nuovamente il
composto attraverso un colino a maglia fine, quindi dividetelo equamente in
otto stampini individuali o coppette resistenti al calore.
Una volta fredde, coprite ognuna con la pellicola e conservate in frigorifero.
Per preparare la crema al kirsch, unite la panna e lo
zucchero in una ciotola e montate con una frusta fino a quando la panna si
addenserà ma senza montare del tutto. Aggiungete il kirsch, mescolate per
incorporarlo e assaggiate. Regolate la quantità di zucchero o di liquore a piacere. Continuate con le fruste finchè la
panna al Kirsch sarà ben montata.
Il vortice d'amore per il Club del 27
Il Club del 27 questo mese propone ricette golosissime tratte dal libro Chocolate di Julie Andrieu.
Il cioccolato, con la sua ricchezza e profondità, è l'espressione perfetta dell'amore. Il dolce che ho scelto, nato per celebrare i sentimenti più intensi, evoca momenti preziosi, creati con cura per chi amiamo e incarna la promessa di un'esperienza indimenticabile. Morbidezza, intensità, un sapore che avvolge e conquista. E il suo nome, "Vortice d'amore", ne svela l'essenza: un viaggio goloso nel cuore delle emozioni.
Vortice d'amore
per 4 persone
200 g di cioccolato fondente al 70%
150 g di caffè nero
10 g di zucchero a velo
3 cucchiai di liquore all' Amaretto
70 g di mascarpone
30 ml di panna liquida fresca
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
4 biscotti al cioccolato o nougatine (facoltativo)
Preparate il caffè e versatelo, bollente, in una ciotola in cui avrete spezzettato il cioccolato. Fatelo fondere completamente, poi mescolatelo e aggiungete lo
zucchero, la cannella e l'Amaretto. Mescolate di nuovo.
Suddividete il composto in 4 bicchieri e lasciate raffreddare.
In una piccola ciotola, montate il mascarpone con la panna
liquida.
Versate un cucchiaio del composto di mascarpone e panna al
centro di ogni bicchiere e fatelo roteare con la punta di un coltello, o con uno stuzzicadente, per
creare un effetto "vortice".
Mettete in frigorifero per almeno 2 ore. Io l'ho preparato la sera prima.
Prima di servire, cospargete con biscotti sbriciolati, se avete scelto di usarli.
Budini di cioccolato con salsa calda al cioccolato
L'ultima mia ricetta scelta da Chocolate All Day, di Kirsten Tibballs, il libro Cook_my_Books che abbiamo sfogliato la settimana appena trascorsa, è un dolce morbido, profumato e molto, molto goloso grazie alla crema setosa e calda che lo accompagna.
Budini di cioccolato con salsa calda al cioccolato
per 5 o 6 persone (dipende dalla grandezza degli stampi)
2 uova grandi
100 g di burro morbido
50 g di zucchero (possibilmente Zefiro, quello superfino)
50 g di zucchero di canna
110 g di farina autolievitante, setacciata
100 g di cioccolato fondente
60 ml di panna liquida fresca
150 g di gocce di cioccolato al latte
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale
per la salsa al cioccolato:
150 g di cioccolato al latte
200 ml di panna liquida fresca
30 ml di sciroppo d'acero
per completare:
frutta fresca a piacere (lamponi, fragole,alchechengi)
Mettete le uova con il guscio in una ciotola di acqua tiepida per portarle a temperatura corporea. (dai 36 ai 37 gradi)
Nella ciotola di una planetaria con la frusta a foglia, unite il burro, la vaniglia, lo zucchero semolato e quello
di canna, quindi sbattete a velocità medio-alta fino a ottenere un
composto spumoso.
Rompete le uova tiepide in una ciotola separata e sbattetele leggermente con una frusta. Con la planetaria in funzione a
velocità media, aggiungetele gradualmente al composto di burro.
Togliete la ciotola dalla planetaria, aggiungete la farina e
il sale e mescolate delicatamente.
Sciogliete il cioccolato fondente nel microonde o a bagno maria, mescolando di tanto in tanto fino a completo scioglimento. Incorporate il cioccolato fuso e la panna all'impasto. seguito dalle gocce di cioccolato al latte.
Distribuite equamente il composto in cinque ciotole o
stampini da forno da 250 ml (9 fl oz).
Ricoprite ogni ciotola con un disco di carta da forno
imburrata e un pezzo di alluminio, quindi disponete le ciotole in una teglia o
pirofila ampia e dai bordi alti.
Versate acqua bollente nella teglia fino a raggiungere metà altezza delle ciotole.
Inserite con cura la teglia in forno e cuocere per circa 40 minuti, finché i budini non si saranno gonfiati ma saranno sodi al tatto o finché uno stuzzicadenti inserito al centro non ne uscirà pulito.
Per la salsa al cioccolato fondente, mettete il cioccolato
in una ciotola.
Scaldate la panna e lo sciroppo d'acero in un pentolino a fuoco medio finché il composto inizia a bollire. Togliete dal fuoco, versate il composto sul cioccolato e mescolate con una frusta.
Trasferite la salsa in una brocca da portata.
Guarnite i budini con un po' di salsa al cioccolato e servite con la frutta fresca che avrete scelto
Serviteli e mettete in tavola la brocca con la salsa rimasta in modo che i commensali possano servirsene all'occorrenza.
I budini sono ottimi appena sfornati. Tuttavia, potete prepararli il giorno prima e conservarli in
frigorifero senza cuocerli.In caso cuoceteli al momento.
Il mio consiglio, se potete, è di mangiarli caldi, appena sfornati .
La salsa può essere preparata il giorno prima, in questo caso tenetela coperta con la pellicola messa direttamente a contatto e, naturalmente, riscaldatela prima di servire.
Veramente deliziosi!
Semifreddo alla grappa per l'Italia nel piatto
Febbraio, per L'Italia nel piatto, è il mese dedicato ai dolci al cucchiaio.
Il Friuli non vanta un'ampia scelta di dolci e quelli più tradizionali non sono quasi mai al cucchiaio.
Ma a me questo tema piace molto perchè, come ormai sanno anche i sassi, questo tipo di dessert è fra i miei preferiti.
Ma come legare le tradizioni della mia regione con il tema scelto per il mese di febbraio?
Semplice, attingendo ai ricordi della mia famiglia. Ho scelto un ingrediente che in Friuli è quasi parte del nostro DNA. La grappa, il distillato italiano per eccellenza che si ottiene esclusivamente dal sapiente trattamento della vinaccia, le preziose bucce d'uva rimaste dopo la vinificazione.
Le sue origini risalgono addirittura al Medioeve, quando i monaci alchimisti iniziarono a distillare con scopi medicinali e spirituali. Le prime testimonianze di cui si ha traccia risalgono al XIV secolo, ma è fra il Cinquecento e il Settecento che la distillazione si fa strada nei territori agricoli del Nord Italia, soprattutto in Veneto, Friuli, Trentino e Piemonte, dove per ovvi motivi la vinaccia era facilmente reperibile. Nel corso del tempo la grappa è diventata un distillato prestigioso, perdendo la sua connotazione di prodotto rurale e contadino e oggi rappresenta una importante parte del nostro patrimonio culturale in grado di competere con i molti liquori blasonati internazionali.
Distillare in casa, in Italia, è storicamente e attualmente vietato, se non hai la licenza. Le principali ragioni sono principalmente fiscali e sanitarie. Si rischia addirittura la reclusione da 3 a 6 mesi e una multa salatissima, oltre al sequestro delle attrezzatura. Si può però possede un alambicco, basta che sia inferiore alla capacità di 3 litri, ma non si può usare per produrre alcol etilico.
Ma c'è stato un tempo, quando ero bambina, che molte famiglie in Friuli la grappa la distillavano lo stesso, di nascosto.
Mio nonno lo ha sempre fatto, di notte, di nascosto, ta la blava, dentro al grande campo di granturco delle Grave.
Aveva l'alambicco e sapeva come si doveva procedere. Un sapere tramandato da generazioni. Lui sapeva come riscaldare le vinacce nel suo alambicco discontinuo, separava i vapori alcoolici dalle parti solide e raccoglieva il prezioso "corpo" scartando "teste" e "code" Quello che ne usciva era un liquido trasparente, molto aromatico e abbastanza alcoolico, credo sui 50°, ma a volte anche più alto. Il sapore dipendeva da quali vinacce usava, a volte era più marcato e a volte più delicato.
In paese si sapeva, a volte ci si aiutava pure, e le autorità chiudevano un occhio, spesso anche tutti e due.
Così ho immaginato questo dolce al cucchiaio profumato alla grappa, in grado di raccontare i profumi e le tradizioni della terra in cui sono nata.
Ne ho scelta una delicata, quella di Moscato, molto amata perchè il suo aroma ha una nota dolce che persiste a lungo senza disturbare.
Semifreddo alla grappa e salsa al caffé
Per 6 persone
Per il semifreddo:
3 tuorli di uova grandi
120 g di zucchero
80 ml di grappa di Moscato (o altra a piacere, di buona qualità)
2 albumi a temperatura ambiente
250 g di panna liquida fresca
Per la salsa al caffè:
150 g di caffè espresso
80 g di zucchero
6 o 7 g di maizena
4 g di caffé solubile
2 g di cacao amaro
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
20 g di burro
Foderate uno stampo rettangolare non troppo grande, o altro a piacere, con la pellicola.
In una ciotola montate i tuorli con lo zucchero e la grappa, su fuoco e a bagnomaria,come per uno zabaione.
Continuate a montare finchè il composto si ispessisce e diventa una crema gonfia e spumosa. Se avete un termometro controllate che la temperatura arrivi a 75°.
Togliete dal fuoco e immergete la ciotola in acqua fredda, continuando a montare con le fruste elettriche fino a raffreddamento completo.
In una ciotola montate a neve ferma gli albumi, in un'altra la panna ma non completamente, deve rimanere morbida, semimontata.
Quando la crema è fredda, unite gli albumi a neve mescolando dal basso verso l'alto per non smontare tutto, finchè sono perfettamente incorporati. In ultimo aggiungete la panna e continuate a mescolare per amalgamare.
Una volta che il composto è omogeneo, trasferitelo nello stampo foderato di pellicola, sbattetelo leggermente per far uscire eventuali bolle d'aria, copritelo con dell'altra pellicola e mettete in freezer fino al momento di servire.
Mentre il semifreddo riposa, preparate la salsa.
In una ciotola mescolate le polveri usando una frusta per evitare grumi, unite il caffè caldo, l'essenza di vaniglia, miscelate bene e ponete su fuoco dolce mescolando continuamente finché la crema si addensa, a questo punto aggiungete il burro e continuate a mescolare per incorporarlo completamente.
Fate raffreddare la salsa, sigillatela in un vasetto o in una ciotola e conservatela in frigorifero.
Se dovesse ispessire troppo, allungatela leggeremente con un altro goccio di caffè.
Togliete il semifreddo dal frigo qualche minuto prima di servirlo. Affettatelo e accompagnatelo con la salsa al caffè, completate con qualche frutto di stagione. Io ho preferito gli alchechengi ma andrà bene anche dell'uvetta sotto grappa, o dell'uva caramellata.
Piemonte Il Bonet piemontese
Liguria panna cotta
Lombardia https://www.pensieriepasticci.it/2026/02/il-caulat-dolce-al-cucchiaio-lodigiano.html
Trentino-Alto Adige: Crema di yogurt al miele, piccoli frutti e biscotto alle noci
Veneto Tiramisù classico https://www.ilfiordicappero.com/2026/02/tiramisu-classico.html
Emilia-Romagna Lo stracchino della Duchessa
Toscana Lattaiolo toscano
Umbria La crema: dolce umbro al cucchiao
Marche https://www.forchettaepennello.com/2026/02/tre-sei-nove-la-crema-al-cacao-di-pretare.html
Lazio Le uova stregate
Abruzzo Lattacciolo abruzzese: l’antenato del Crème Caramel
Campania https://www.fusillialtegamino.com/2026/02/dolce-al-cucchiaio-con-crema-di-ricotta.html Puglia Espressino freddo pugliese con granella di mandorle di Toritto
Basilicata Panna cotta con il pistacchio di Stigliano
Calabria Tartufo di Pizzo
Sicilia Gelo di AgrumiSardegna Crema Gallurese https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2026/02/crema-gallurese.html
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Goat cheese crème brulée per Il Club del 27
(Goat cheese crème brulée)
500 ml di panna liquida fresca
150 g di mascarpone
150 g di zucchero di canna Demerara
2 cucchiaini di essenza di vaniglia
2 cucchiaini di semi di cardamomo, pestati nel mortaio
1 limone, scorza e succo
60 g di formaggio di capra fresco (tipo spalmabile)
5 tuorli d'uovo
1 pizzico di sale
Trasferite tutto in un pentolino, unite la vaniglia, 100 g di zucchero, il cardamomo, la scorza e il succo di limone, il sale.
Ponete su fuoco dolce e portatelo quasi a ebollizione. Spegnete, unite il formaggio di capra ben schiacciato e fatelo sciogliere dentro al liquido. Tenete tutto da parte per circa 15 minuti.
Unite a filo i liquidi alle uova montate, mescolate bene fino a quando il composto è ben amalgamato.
Scaldate il forno a 150/160° ventilato.
In una larga teglia che possa andare in forno, allineate 6 ramequin o stampini a piacere.
Riempite i ramequin facendo scendere il composto attraverso un colino. Potete arrivare poco sotto all'orlo.
Cuocete a bagnomaria, quindi aggiungete acqua bollente nella teglia, fino ad arrivare a metà degli stampi.
Mettete in forno e fate cuocere per circa 40 minuti circa. E' pronto quando, al tatto, la crema sarà abbastanza resistente ma ancora tremolante.
Togliete dal forno e lasciate riposare nel bagno maria.
Una volta che la crema è completamente fredda, togliete dalla teglia e coprite ogni ramequin con la pellicola. Riponete in frigo almeno per una notte.
Se non lo avete, passate gli stampi sotto al grill finchè lo zucchero si caramella.
Rimettete in frigorifero in questo caso, perchè la crema si scalderà e va servita fredda.
Un ottimo dessert, profumato di limone.
Trifle al Madeira e arancia
Un'altra ricetta dal libro Ginger Pig Christmas Cook Book di Tim Wilson e Rebecca Seal che abbiamo sfogliato la settimana appena trascorsa di Cook_my_Books.
L'autrice racconta che è il risultato della fusione di due ricette della madre di Tim, una sorta di zuppa inglese fatta con le fette di torta al Madeira, marmellata di albicocche, crema pasticcera e panna montata, di cui il figlio era particolarmente ghiotto da bambino.
Tim l'ha rivisitata dandole un aspetto più attuale, moderno ma ugualmente goloso.
Trifle al Madeira e arancia
Per 6-8 persone
300 g di torta al
Madeira già pronta ( o pan di spagna)
4 cucchiai di Madeira (o sherry dolce, o Marsala o Pedro Ximénez)
350 ml di panna da montare
Per la crema pasticcera:
500 ml di latte
I semi di 1 baccello di vaniglia (o un cucchiaino di
estratto)
6 tuorli d'uovo
100 g di zucchero
2 cucchiai di amido di mais
2 cucchiai di farina 00
scorza di ½ arancia
Per la gelatina all’arancia:
il succo di tre arance filtrato
2 cucchiai di zucchero
6 g di gelatina in fogli
Per le arance caramellate:
100 g di acqua
100 g di zucchero
1 arancia non trattata a fette sottilissime
Per completare:
q.b. di wafer ricoperti di cioccolato
qualche pezzetto di cioccolato fondente
Preparate la gelatina: In un pentolino mettete il succo delle arance filtrato con i due cucchiai di zucchero. Mettete a bagno la gelatina in acqua fredda.
Quando il succo sarà caldo unite la gelatina ammollata e strizzata e fate
sciogliere completamente. Lasciate raffreddare mescolando spesso per non farla
tirare.
Tagliate a fette sottili l’arancia, lasciando la scorza. Mettete su fuoco dolce una larga padella con l’acqua
e lo zucchero, non appena raggiunge il bollore, abbassate il fuoco e adagiate le fettine nel liquido in modo che siano tutte ben coperte
e in un solo strato. Lasciate cuocere finchè lo sciroppo si addensa quasi
completamente e le fette d’arancia sono morbidissime.
Preparate la crema pasticcera. Scaldate il latte con la vaniglia portandolo
quasi a ebollizione.
Nel frattempo sbattete i tuorli con lo zucchero, unite le due farine fino ad
avere un composto liscio.
Versate a filo il latte caldo nel composto di uova e rimettete su fuoco dolce
mescolando continuamente finché la crema si addensa e continuate la cottura
ancora per un minuto poi aggiungete la scorza d’arancia. Tenete da parte
coperta con la pellicola direttamente a contatto.
Tagliate la torta o il pan di spagna in pezzi da 8 cm di
lato, più o meno.
Sistemateli sul fondo dei bicchieri o degli stampi individuali o ancora in una
ciotola trasparente da Trifle. Bagnateli con qualche cucchiaiata del liquore
scelto.
Ora disponete le fette d’arancia caramellata sopra al pan di spagna, bagnate
con lo sciroppo rimasto dalla cottura delle arance.
Colate un velo di gelatina all’arancia sopra
le arance caramellate e mettete in frigo finchè la gelatina si sarà rappresa.
Una volta rassodata la gelatina, suddividete la crema pasticcera nei bicchieri o negli stampi,
o in uno strato unico se usate la coppa da Trifle.
Montate la panna fino
a formare dei picchi morbidi, quindi versatela sulla crema fino a riempire
tutto.
Conservate in frigorifero fino al momento di servire.
Per completare, spezzettate dei wafer al cioccolato e qualche quadretto di
cioccolato e decorate il dolce.
Affondare il cucchiaio in tutta quella cremosità è qualcosa di voluttuoso!
Pannacotta al cioccolato bianco e pepe rosa
La settimana Cook_my_Books che va finendo è tutta dedicata ad un libro sul cioccolato che ho amato molto, Everythings chocolate pubblicato da America's Test Kichen. Questo volume è una vera e propria enciclopedia del cioccolato, con ricette per ogni gusto e occasione, dai biscotti alle torte, dai lievitati ai gelati, fino alla piccola pasticceria e alle creme. Ovviamente non posso chiudere la settimana senza proporre un dolce al cucchiaio, non mi riconoscerei!
La ricetta che condivido funziona benissimo perché è ben bilanciata fra la dolce cremosità del cioccolato bianco e il pepe rosa delicatamente pungente. Queste bacche di un albero tropicale sempre verde, (Schinus Molle) un falso pepe, sono fruttate e floreali e ben si abbinano al dessert. Potete prepararla in stampini individuali o, come ho fatto io, in uno stampo Tupperware, comodo per sformare più facilmente il dolce.
Pannacotta al cioccolato bianco e pepe rosa
per 6 persone
500 g di panna liquida fresca
3 cucchiai di pepe rosa, pestati
8 g di gelatina in fogli
170 g di cioccolato bianco tritato
3 cucchiai colmi di zucchero
1/2 cucchiaino di sale
200 g di latticello
riccioli di cioccolato bianco
1 cucchiaino di pepe rosa in grani
Ammollate la gelatina in acqua fredda.
Rimettete sul fuoco e una volta che la panna è calda, strizzate la gelatina, unitela nella casseruola e, continuando a cuocere, fatela sciogliere completamente.
Togliete dal fuoco e unite lo zucchero, il cioccolato bianco e il sale, lasciate riposare un paio di minuti poi mescolate il composto finché sarà omogeneo e il cioccolato sarà completamente sciolto.
Ora lasciatelo intiepidire, mescolando spesso in modo che non inizi a tirare. Quando si sarà intiepidito aggiungete il latticello e mescolate di nuovo. Fate attenzione perché il latticello è sensibile alla temperatura, per cui aggiungetelo solo dopo che la base si è raffreddata a sufficienza.
Filtrate il composto distribuendolo uniformemente negli stampini o nello stampo grande.
Coprite con la pellicola, sigillando bene, e mettete in frigorifero.
Di solito preparo la sera prima, in modo che la pannacotta abbia il tempo di assestare tutti i sapori. Comunque basteranno dalle 4 alle 12 ore perché si rassodi.
N.B. Per ricavare dei riccioli servirà un blocco di cioccolato bianco.
Ammorbiditelo in microonde, alla potenza più bassa, per circa 1 minuto. Non deve sciogliersi.
Ora fate scorrere la lama di un pelapatate, o di una mandolina, lungo la larghezza del cioccolato ammorbidito per ottenere un ricciolo. Metteteli man mano su un piatto ben separati. Fateli riposare qualche minuto in frigorifero prima di utilizzarli
Gâteau en Gelée per il Club del 27
Questo mese, il Club del 27 propone ricette freschissime, tratte dal libro Gâteau sans cuisson, di Maya Barakat Nuq perfette con questo caldo.
Io ne ho scelta una a base di frutta, che mi ha conquistato al primo sguardo, e non vi dico poi all'assaggio.
Una idea veramente indovinata per concludere una cena estiva, fresca e gradevolissima.
Gâteau en Gelée
per 6 persone
600 g di frutta a polpa gialla, mista
(melone, pesche, albicocche, mango, prugne)
25 cl di Cognac
100 g di zucchero
Per la gelée:
150 g di zucchero
25 cl di Kirsch (in alternativa Maraschino)
20 g di gelatina In polvere
(in alternativa potete usare la gelatina in fogli)
Sbucciate la frutta, eliminate i noccioli da pesche e albicocche, tagliate tutto a dadini possibilmente della stessa misura.
Trasferite tutto in una ciotola, aggiungete lo zucchero e il Cognac, mescolate. Coprite la ciotola con la pellicola e mettete a macerare in frigo per un'ora circa.
Mentre la frutta riposa, preparate la gelée.
In una casseruola mescolate lo zucchero con 75 cl d'acqua e mettetelo su fuoco dolce portando tutto a ebollizione quindi incorporate la gelatina e lasciatela fondere mescolando. Se optate per la gelatina in fogli, fatela prima ammollare in acqua fredda, poi strizzatela bene e unitela allo sciroppo di acqua e zucchero.
Lasciatela raffreddare poi unite il Kirsch, o il Maraschino.
Scegliete dei bicchieri a piacere, colate un po' di gelatina sul fondo fino a fare uno strato.
Mettete in frigorifero a rassodare. Per velocizzare la cosa potete usare il freezer.
Una volta rassodata la gelatina, scolate bene la frutta dalla marinata.
Con un cucchiaio mettete la frutta sopra la gelatina e compattatela in uno strato. Versate poca gelatina in modo che penetri nella frutta e rimettete in frigorifero a rassodare.
Una volta soda, fate un ulteriore strato di gelatina e rimettete in frigo finché è soda e ripetete la stessa operazione frutta-gelatina terminando con un ultimo strato di gelatina.
Mettete tutto in frigorifero fino al momento di servire.
Se volete velocizzare la preparazione, basterà mescolare tutta insieme la frutta con la gelatina e riempire i bicchieri prescelti e poi mettere in frigo a rassodare.
Una ricetta veramente furba, leggera e fresca, di quelle che piacciono a me, massima resa e minimo sforzo.
Provatela!
Mango Melba
Chiudo il mio menu dal libro Cooking & The Crown, di Tom Parker Bowles , che è stato proposto questa settimana da Cook_my_Books, con un dessert tanto semplice quanto goloso. La rivisitazione di un grande classico, Pêches Melba, il dessert ideato da Escoffier in onore della famosa soprano Nellie Melba, che teneva concerti trionfali alla Royal Opera House, frequentata abitualmente dallo stesso Escoffier. Questi, colpito dalla performance della Melba nel Lohengrin di Wagner, decise di dedicarle un dolce a base di pesche e gelato alla vaniglia e glielo servì in una coppa d'argento incastonata fra le ali di un cigno scolpito nel ghiaccio, cosparso di zucchero filato. Ovviamente la soprano restò molto colpita sia dal gesto che dal dessert, a differenza di Queen Camilla che invece preferisce una versione con il mango in sostituzione delle pesche, e devo dire che il cambio di frutto ne fa un dolce molto piacevole, fresco e goloso, con un tocco esotico.
Mango Melba
per 4 persone
2 bei manghi maturi ma sodi
1 vaschetta di gelato alla vaniglia da 500 g.
per la salsa ai lamponi
60/70 g di lamponi freschi
1 cucchiaio di zucchero finissimo, in alternativa quello a velo
2 cucchiai di acqua
1 cucchiaino di amido di mais
per completare
150 ml di panna liquida fresca
q.b. di mandorle a lamelle, tostate
Preparate la salsa di lamponi.
Lavate e scolate velocemente i lamponi, metteteli in un pentolino su fuoco dolce, aggiungete lo zucchero fate cuocere qualche minuto finchè i lamponi si saranno completamente sfatti.
In una tazzina mettete l'acqua e unite il cucchiaino di amido di mais e mescolate velocemente per scioglierlo. Unitelo subito al coulis di lamponi e mescolate. Lasciate addensare la salsa un altro minuto.
Trasferitela in una ciotola facendola passare da un colino a maglia fine per eliminare i semini e lasciatela raffreddare.
Montate a neve ferma la panna.
Sbucciate e affettate sottilmente il mango. Distribuitelo in quattro bicchieri, o coppette, ricopritelo con un paio di cucchiai di salsa di lamponi, unite un paio di palline di gelato ciascuno, completate con un ciuffo abbondante di panna montata, le mandorle tostate e un altro cucchiaio di salsa di lamponi.
Decisamente goloso e appagante.
Se avete la possibilità di trovare il mango via aerea (quello dalla buccia completamente arancione) preferite quello, ha molto più sapore e non sa di lucido da scarpe come quello brasiliano che normalmente è sui banchi del supermercato.
Un dessert che si fa in pochi minuti e che è veramente da porca figura. Chiude con bontà ed eleganza un pranzo o una cena. Penso che sarà spesso sulla mia tavola, visto con quale rapidità è sparito dai bicchieri...
Soufflé al Grand Marnier
Dal libro Cook_my_Books della settimana, Soufflés di Matthieu Dumas, ho scelto anche una ricetta dolce, attratta dalla presenza del Grand Marnier.
E poi ci voleva un dolcetto per San Valentino, no?
Un dolce davvero elegante, delicato, dove il liquore fa piacevolmente la sua parte.
Certo ci vuole un po' di pazienza e di attenzione e bisogna seguire scrupolosamente le istruzioni dello chef . Solo così la riuscita è assicurata e poi, quando lo vedi gonfiarsi e salire, salire sotto i tuoi occhi, è una bella soddisfazione.
40 g di maizena
6 uova, divise in 5 tuorli e 6 albumi
80 g di zucchero + quello per gli stampi
10 g circa di burro morbido
1 pizzico di sale
poco zucchero a velo
Mettete in frigorifero.
Scaldate il forno STATICO a 210°.
Preparate la crema pasticcera. Scaldate il latte. Separate le uova, mettete i 5 tuorli in una ciotola e i 6 albumi in un'altra. Aggiungete i due terzi dello zucchero ai tuorli e iniziate a montarli con le fruste elettriche finché sono spumosi e chiari, ora unite la maizena continuando a montare con le fruste.
Versate il grosso del latte nelle uova, mescolate con una spatola o una frusta a mano per amalgamare e poi unite il resto del latte e rimettete su fuoco dolce e, continuando a mescolare, fate cuocere la crema fino a quando si ispessisce. Toglietela dal fuoco, unite il liquore, mescolate e lasciatela raffreddare a temperatura ambiente, coperta a contatto con la pellicola.
Nel frattempo montate gli albumi con un pizzico di sale, unendo pian piano il resto dello zucchero fino ad ottenere una neve ben densa.
Una volta fredda la crema, iniziate ad incorporare la meringa aggiungendo pochi cucchiai alla volta, mescolando delicatamente con movimenti dal basso verso l'alto per non smontare tutto.
Dovrete ottenere una crema molto soffice e gonfia.
Riprendete gli stampi dal frigo, riempite ognuno fino a 1 cm dal bordo, senza fare sbavature.
Mettete gli stampi su una placca, o su una teglia, mettete in forno al livello più basso e abbassate la temperatura a 190°
Col mio forno c'è voluto qualche minuto in più, quindi regolatevi col vostro forno.
Come sempre, saliranno di botto, verso fine cottura. Lasciateli andare più su possibile, finchè la doratura sarà un po' più marcata.
Una volta pronti, togliete la teglia dal forno, spolverate velocemente di zucchero a velo e servite immediatamente.
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Budino di panettone con crema inglese all'arancia per Villegiardini
Le feste di Natale sono un periodo di grandi preparativi, aperitivi con gli amici, pranzi, cene e spese non indifferenti per acquistare tutto ciò che serve ad imbandire la tavola ma purtroppo, alla fine, ci ritroviamo con quantità di avanzi, soprattutto di panettoni e pandori, da smaltire. Perciò riciclare ci aiuta quantomeno a ridurre gli sprechi in cucina e di questi tempi è una attenzione più che doverosa e importante.
Siete amanti del Pandoro o preferite il Panettone? Una cosa però è certa, dopo
averne mangiato fino ad esagerare, ora chi ha voglia di finire tutte quelle
fette avanzate?
E poi, dato che per la dieta c’è sempre
tempo domani, date spazio alla fantasia e seguite questo suggerimento su come
utilizzare il panettone, o il pandoro
avanzati, per realizzare un delizioso dolce al cucchiaio.
Se poi lo accompagnerete con una golosa salsa all’arancia, diventerà un dessert
che vi farà fare una gran bella figura.
E, cosa non trascurabile, otterrete il
massimo risultato con il minimo sforzo perché è un dolce davvero facile e veloce da preparare.
Budino di panettone con crema inglese all'arancia
(per 10/12 piccoli budini)
600 gr panettone
150gr zucchero
4 uova
2 dl latte
3 dl panna
la scorza di mezza arancia non trattata
1 dl
Cointreau o di Grand Marnier
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
70 gr mandorle a lamelle, tostate
70 gr cioccolato fondente tritato
poco burro fuso per gli stampini
un pizzico di sale.
per la crema inglese all'arancia:
6 tuorli
300 gr latte
200 gr panna liquida fresca
130 gr zucchero
1 cucchiaino essenza di vaniglia
la scorza grattugiata di una arancia
il succo di mezza arancia, filtrato
2 cucchiai di Cointreau o di Grand Marnier
per guarnire:
poco zucchero a velo
frutta fresca di stagione
Con un pennello da cucina, imburrate
generosamente 10 o 12 stampini di alluminio.
Tostate leggermente le mandorle in un padellino, lasciatele raffreddare poi
tritatele grossolanamente. Tritate grossolanamente a coltello anche il
cioccolato fondente.
Affettate il panettone e riducete a dadini ogni fetta.
Scaldate il forno a 170° statico.
In una capiente ciotola sbattete con la frusta le
uova intere con lo zucchero, il pizzico
di sale, la vaniglia, aggiungete la panna e il latte, mescolate tutto molto
bene. Unite i dadini di panettone,
mescolate in modo che siano ben coperti con il composto poi aggiungete
all’impasto le mandorle e il cioccolato, la scorza
dell’arancia. Dovrete ottenere un composto molto morbido. Con un cucchiaio o un
mestolino, riempite gli stampini con l’impasto, lasciandolo a filo dello stampo
e se vi sembra che il panettone galleggi un po’ nel liquido non preoccupatevi,
è giusto così, cuocendo si rassoderà.
Mettete tutti gli stampini in una teglia che possa contenerli di misura ben
allineati, versate dell’acqua calda nello stampo in modo che arrivi a metà
degli stampini e mettete in forno. Cuocete così, a bagnomaria, per circa 35 minuti,
poi alzate la temperatura a 180° e passate alla funzione ventilata per altri 10
minuti. Si gonfieranno un po’ e potrete controllare la cottura al tatto, se
resistono, sono pronti. Toglieteli dal forno e lasciateli raffreddare nella
teglia col bagnomaria.
Una volta raffreddati completamente, avvolgete ognuno nella pellicola e
conservateli in frigorifero.
Preparate la crema inglese.
In un pentolino mettete il latte e la panna, aggiungete la scorza grattugiata
dell’arancia e scaldate leggermente su
fuoco dolce. Spegnete e lasciate
riposare per almeno un’ora. Poi, al momento di cuocere la crema, rimettete
tutto su fuoco basso aggiungendo il succo filtrato della mezza arancia.
Mettete i tuorli in un pentolino, aggiungete lo zucchero e montateli finché
diventano chiari e spumosi.
Versate il latte caldo a filo, sempre sbattendo con la frusta a mano.
Rimettete il pentolino su fuoco dolce e cuocete la crema mescolando
continuamente finché si addensa e vela il cucchiaio. Togliete dal fuoco e profumate con il Cointreu
o il Grand Marnier, a seconda del liquore che avete usato per il budino.
Passate la crema al colino per eliminare le scorze d’arancia, mettete la crema
inglese in un contenitore ermetico, copritela con la pellicola appoggiata direttamente
a contatto, chiudete con il coperchio e
conservatela in frigorifero fino al momento di servire.
Questo dolce potete servirlo sia a
temperatura ambiente (in questo caso togliete entrambi dal frigo almeno una
mezz’ora prima) o anche appena tiepido. Se optate per questa soluzione, intiepidite
sia il budino che la crema inglese in Microonde pochissimi minuti.
Portate in tavola i budini appoggiati su uno strato di crema inglese
all’arancia, spolverati di zucchero a velo e accompagnati da frutta di
stagione. Io ho optato per ribes e spicchi d’arancia pelati a vivo, ma anche il
tocco verde del kiwi sarebbe perfetto.
Sono ancora in tempo per fare gli
auguri? Buon anno a tutti!
Tarte alla crema di marroni
Quando ho iniziato a sfogliare il libro Cook_my_Books di questa settimana, Les Tartes d'Eric Kayser,
mi sono resa conto di avere fra le mani un tesoretto di crostate dolci e salate, tutte pensate dal panettiere-pasticcere parigino, perfette per le giornate di festa così come per la vita di tutti i giorni, tutte ugualmente golose e appetibili.
Arrivata alla sezione dedicata al cioccolato, mi sono stupita di quante idee contenessero quelle pagine, sia che seguissero la tradizione, sia che regalassero un tocco di modernità. Accostamenti, suggerimenti, trucchi e le immancabili basi della pasticceria dolce e salata. Poi ho girato un'altra pagina e mi è comparsa la ricetta che ho scelto di condividere oggi. Perchè quando si parla di castagne io non resisto, soprattutto a quella delizia che è la crema di marroni.
Tarte alla crema di marroni
Per la pasta sablé al cioccolato:
90 g di burro morbido
20 g di farina di nocciole
50 g di zucchero a velo
1 uovo grande, intero
150 g di farina
5 g di lievito
5/6 g di cacao
3 g di cannella in polvere
un pizzico di sale
Per il ripieno:
250 g di pasta sablé
180 g di crema di marroni
4 g di gelatina in fogli
3 cl di Rum scuro
245 g di crème fraiche densa
80 g di marrons glacés più qualcuno per decorare
per la copertura di cioccolato:
180 g di cioccolato fondente
300 g di panna liquida fresca
Il giorno prima preparate la pasta sablé:
Nella impastatrice o in un robot da cucina mescolate il burro morbido con lo zucchero a velo e il pizzico di sale. Incorporate l'uovo poi versate la farina, la farina di nocciole, la cannella, il lievito e il cacao e mescolate di nuovo. Prendete l'impasto, lavoratelo un momento e dategli la forma di una palla, schiacciatelo leggermente, avvolgetelo nella pellicola e conservatelo in frigorifero per una notte.
Preparate il dolce.
Imburrate uno stampo quadrato da 24x24
Stendete la pasta e foderate lo stampo preparato. Copritela con della carta forno e riempitela di fagioli o con le apposite palline refrattarie quindi cuocetela in bianco, in forno ventilato a 160°.
Cuocete per circa 30 minuti. Poi toglietela dal forno, lasciate intiepidire e togliete la carta da forno con i fagioli o le palline. Lasciate raffreddare completamente.
Preparate il ripieno.
Mettete a bagno la gelatina in acqua fredda.
In una ciotola mescolate la crema di marroni, il Rum, i marrons glacés ridotti in briciole.
A parte, con le fruste elettriche, montate per un paio di minuti la crème fraiche, poi unitela al composto di crema di marroni.
Scaldate 20 g di panna e appena accenna al bollore, unite la gelatina ammollata e strizzata. Fatela sciogliere e poi, mescolando continuamente con le fruste elettriche, unitela al composto.
Mescolate bene e versate la crema ottenuta nel guscio di pasta sablé.
Coprite e conservate in frigorifero per un paio d'ore. Nel frattempo preparate la salsa.
In una piccola casseruola scaldate la panna. Tritate il cioccolato. Quando la panna è calda, unite il cioccolato tritato, mescolate fino a quando la salsa sarà perfettamente liscia. Lasciate raffreddare.
Riprendete la torta dal frigorifero che ormai sarà rassodata. Versate la ganache sulla superficie, livellatela con una spatola.
Rimettete in frigorifero.
Al momento di servire, togliete la torta dallo stampo e decoratela con degli altri marrons glacés
Crème brulée con lamponi e lavanda
Il libro Cook_my_Books di questa settima, A Whisper Of Cardamom di Eleanor Ford. mi è piaciuto tantissimo.. Ho preparato tre ricette e ho fatto molta fatica a sceglierle perché sono tutte belle, affidabili e golose da fare per cui, anche se la settimana dedicata volge al termine, mi sono ripromessa di farne molte altre, pian piano. Le vedrete.
Poteva mancare un irresistibile dolce al cucchiaio?
La lavanda nella crema è una aggiunta classica, che evoca l'estate in Provenza, ma va usata con mano leggera perché così regala una piacevole sensazione erbaceo-floreale mentre i lamponi si riparano sotto la coltre cremosa protetta dal guscio di zucchero caramellato offrendo, all'assaggio, una esplosione di sapori contrastanti, equilibratissimi.
Crème brulée con lamponi e lavanda
per 4 persone
500 ml panna liquida fresca
1 cucchiainio di fiori di lavanda essiccati
(o 3 se avete la possibilità di avere quelli freschi, non trattati)
20 lamponi
5 tuorli d'uovo
50/60 g di zucchero semolato
Mettete in un pentolino i fiori di lavanda, ponete su fuoco dolcissimo e scaldate fin quasi a ebollizione.
Spegnete il fuoco e tenete da parte. Lasciate in infusione per circa mezz'ora, poi filtrate e rimettete nel pentolino.
Preparate una teglia e posizionateci quattro piccoli stampi da crème brulée, mettete cinque lamponi in ognuno.
Scaldate il forno a 160° ventilato.
Scaldate di nuovo la panna.
In una ciotola mescolate i tuorli d'uovo con 30 grammi di zucchero, poi fate colare a filo la panna calda dentro le uova, mescolando continuamente.
Suddividete il composto negli stampini, facendolo passare attraverso un colino. Con un ago pungete i lamponi in modo che non vengano troppo a galla.
Versate dell'acqua calda nella teglia, fino ad arrivare a circa due terzi degli stampi.
Mettete in forno e cuocete per circa 25 minuti, o fino a quando la crema è abbastanza densa ma, se muovete uno stampo, è ancora un po' tremolante nel mezzo.
Togliete dal forno, lasciate raffreddare il dolce nella teglia poi trasferite la crema in frigo, coperta con la pellicola. Lasciateceli almeno qualche ora, meglio se tutta una notte.
Poco prima di servire, togliete gli stampini dal frigorifero, spolverateli con lo zucchero rimasto e bruciatelo con il cannello o, se non lo avete, metteteli sotto la griglia calda del forno a caramellare.
Un dolce veramente buono, la lavanda è solo un sentore piacevolissimo che ben si sposa con il sapore un po' acidulo dei lamponi.
Come vedete dalla ricetta, è un dolce che si fa in pochi minuti ed è perfetto per terminare in bellezza un pranzo importante, una cena fra amici. Insomma, un dolce da porca figura.
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