Frittelle di carote, parmigiano ed erbe aromatiche per il Club del 27
il Club del 27 dedica questo mese al libro Mediterranean Summer Table di Kathy Kordalis.
Io ho scelto una ricetta dal capitolo sull'orto.
200 g di carote grattugiate grossolanamente
1 piccola cipolla bionda, affettata sottilmente
1 spicchio d'aglio schiacciato
100 g di parmigiano grattugiato
100 g di farina 00
2 cucchiai di salvia tritata finemente, più qualche altra per la decorazione
1 cucchiaio raso di foglioline di timo fresco
la scorza grattugiata di 1 limone
q.b. di olio d'oliva
sale e pepe nero
aiolì allo zfferano
Aggiungete le carote grattugiate, la farina, il parmigiano, le erbe aromatiche e la scorza di limone.
Regolate di sale e di pepe e mescolate molto molto bene per amalgamare il tutto. Con il composto ottenuto formate delle polpette (ve ne verranno circa 10-12) e disponetele su un vassoio.
Ora scaldate abbondante olio e friggete le foglie di salvia fresche tenute da parte finchè si colorano.
Toglietele e conservatele su un piatto, vi serviranno per la decorazione.
Nello stesso olio delle foglie di salvia, friggete le polpette, poche alla volta, per 5 o 6 minuti, girandole a metà cottura. Dovranno essere dorate e croccanti. Scolatele su carta assorbente per eliminare eventuale olio in eccesso.
Trasferitele nel piatto di servizio, assaggiate ed eventualmente regolate di sale e di pepe.
Accompagnatele con le foglie di salvia fritte, spicchi di limone e l'aiolì allo zafferano.
Per l'aiolì, mescolate in una ciotola della maionese con uno spicchio d'aglio tritatissimo o passato allo spremiaglio, e una bustina di zafferano in polvere.
Pur non amando tantissimo le carote cotte, confesso che se ce ne fossero state il doppio le avrei proprio gradite...
Gamberi alla maniera della Carolina del Sud
Nulla evoca l'estate della Carolina Sud come un vassoio di gamberi ben freddi. Questa preparazione punta tutto su semplicità e tecnica, lasciando che la qualità dei crostacei sia la vera protagonista. Ce lo raccontano Sammy Monsour e Kassady Wiggins nel loro libro Salt and Shore, che stiamo sfogliando con Cook_my_Books questa settimana. Un libro che segna il debutto editoriale di questa coppia davvero speciale, una raccolta di ricette che raccontano l'anima vibrante del Coastal South americano, quella lunga fascia di coste, paludi e canali che dalle Caroline arriva fino al Texas. Un libro che sa di oceano, fumo, cibo e convivialità, proprio come vuole la tradizione dell'ospitalità del Sud e che, pagina dopo pagina, ti fa venire una gran voglia di metterti a tavola.
La ricetta che ho scelto è golosa e facile da realizzare, la particolarità è che i gamberi si servono ben freddi su un letto di ghiaccio, accompagnati da una salsa remoulade in cui intingerli.
Gamberi alla maniera della Carolina del Sud
per 4 persone
5 litri d'acqua circa
2 cucchiai di miscela di spezie "Lowcountry Boil"
o "Old Bay"
900 g di grossi gamberi, sgusciati e privati del
budelletto
Scorza grattugiata e succo di ½ limone
per la salsa Remoulade:
2 cucchiai di strutto (oppure olio d'oliva)
2 cucchiai di farina 00
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
1 piccola cipolla bionda tritata finemente
mezzo peperone verde tritato finemente
2 coste di sedano tritate finemente
1 cucchiaio di aglio tritato
1 pizzico di sale
½ cucchiaino di peperoncino rosso tritato (a piacere)
2 foglie di alloro
3 grossi pomodori, privati della pelle, dei semi e tritati finemente
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato, più altro per guarnire
1 ½ cucchiaini di origano fresco tritato
1 cucchiaino di basilico fresco tritato
1 cucchiaino di timo fresco tritato
1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata
1 cucchiaino di salsa Worcestershire
1 ½ cucchiaini di salsa Tabasco (o altra salsa piccante al
peperoncino)
500 ml di brodo freddo (di pollo, di gamberi o di pesce)
Preparate la salsa Remoulade.
Scaldate e fondete lo strutto (o l'olio d'oliva) in una casseruola di medie
dimensioni e dal fondo spesso. Aggiungete la farina e,
mescolando continuamente con un cucchiaio di legno, cuocete finché non
si forma un roux dorato.
Unite cipolle, sedano e peperone e cuocere a fuoco medio finché le verdure non risultano tenere, poi unite l'aglio, il sale, il peperoncino rosso e le foglie di alloro; continuate la cottura mescolando per 30 secondi.
Aggiungete il concentrato di pomodoro e cuocete, sempre mescolando, finché non inizia a scurirsi. Aggiungete i pomodori, l'origano,il basilico, il timo, la scorza di limone, la salsa Worcestershire e il Tabasco; cuocete mescolando per altri 2 minuti.
Versate il brodo e riportarte a ebollizione.
Abbassate la fiamma e portate a cottura a fuoco lento, senza coperchio, finché la salsa non si addensa e il volume si riduce di un quarto (20-25 minuti), mescolando di tanto in tanto.
Ora passate ai gamberi.
In una pentola capiente, su fiamma vivace, unite l'acqua e 1 cucchiaio di miscela Old Bay e portate a ebollizione vivace.
Aggiungete i gamberi, abbassate la fiamma per mantenere un leggero bollore e cuocete per circa 3 minuti. Poi scolateli immediatamente in un colapasta e trasferiteli in una ciotola. Non sciacquateli né raffreddateli bruscamente in acqua e ghiaccio. Aggiungete ai gamberi il cucchiaio di spezie rimasto e mescolate bene per distribuirlo uniformemente, quindi disponeteli in un unico strato su una teglia. Mettete la teglia in frigorifero finché i gamberi non saranno ben freddi, poi aggiungete la scorza e il succo di limone e mescolateli molto bene. Trasferite tutto in un contenitore ermetico e mettete in frigorifero per almeno una notte.
Servite i gamberi ben freddi – magari su un letto di
ghiaccio – accompagnandoli con la salsa rémoulade in cui intingerli.
Insalata di aringa marinata per Il Calendario del Cibo Italiano
Oggi Il Calendario del Cibo Italiano celebra il pesce dimenticato.
Pesce che può essere di acqua dolce o di mare, e annovera molte specie quali il salmerino, il pesce bandiera, l'aguglia, il pesce persico, il luccio...
E io, per non so quale congiunzione astrale, ho trovato dei freschissimi filetti di aringa. Di solito li trovo affumicati e sulla tavola di Natale non manca mai qualcosa con le aringhe, ma fresche mi era capitato poche volte di trovarle. Le avevo assaggiate anche in Olanda, al Keukenhof Park, per loro è un cibo da strada, e il chioschetto le serviva marinate crude, con cipolle e cetrioli sottaceto, buonissime.
Per le mie aringhe ho pensato a questa specie di insalata
Insalata di aringa marinata
Per 4 persone
500 g di filetti di aringa freschi
1 cipolla rossa abbastanza grande
1 foglia di alloro
1 cucchiaino di pepe nero in grani
1 spicchio d’aglio
150 ml di aceto di mele
50 ml di vino bianco
100 ml di acqua
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di sale
poco olio e.v. d’oliva
per le patate:
3 belle patate
1 cucchiaino colmo di crema di rafano (cren)
un pizzico di prezzemolo tritato
poco aglio
q.b. di olio e.v.d’oliva
sale, pepe
Per completare:
una mela Granny
un cetriolo
un paio di ravanelli
poco succo di limone
Affettate sottilmente col coltello la cipolla rossa.
In un pentolino mettete l’aceto di mele, il vino bianco, l’acqua, l’alloro, il
pepe, il pizzico di sale e lo zucchero.
Scaldate tutto mescolando per far sciogliere lo zucchero poi aggiungete la
cipolla affettata, spegnete e lasciate raffreddare completamente.
Asciugate bene i filetti di aringa, tamponandoli delicatamente con della carta da cucina.
Scaldate un filo d’olio e.v. d’oliva in una padella antiaderente.
Scottate i filetti prima dal lato della pelle tenendoli un po’ schiacciati con
una paletta o una spatola, in modo che
non si arriccino, poi girateli dall’altro lato cuocendoli per 30 secondi. Cuocetene
un paio per volta, in modo da controllare e gestire meglio la cottura.
Trasferiteli su un piatto foderato di carta da cucina per eliminare eventuale
olio in eccesso.
Una volta freddi, allineateli in una
pirofila o altro contenitore, in modo che stiano ben distesi e non sovrapposti.
, il pizzico di sale
Versate la marinata preparata in precedenza e lasciateli riposare in
frigorifero per almeno un paio d’ore.
Nel frattempo cuocete a vapore le patate intere e lasciatele
raffreddare.
Una volta fredde tagliatele a cubetti, conditele con sale, pepe, olio e.v.
d’oliva e un cucchiaino di rafano in crema.
Mescolate tutto delicatamente per non rompere le patate e tenete da parte.
Sbucciate la mela, tagliatela a pezzetti e raccoglietela in una ciotola
irrorandola con il succo di limone perché non annerisca.
Lavate e asciugate il cetriolo, eliminate qualche striscia di buccia verde,
tagliatelo a metà, svuotatelo dei semi aiutandovi con un cucchiaino, poi
riducete anch’esso a pezzetti.
Ballotine di piccione e ciliegie arrostite
In questa stagione cerco sempre di svuotare il freezer, anche se è un compito abbastanza arduo.
In fondo a un cassetto ho scoperto di avere ancora un piccione. Di solito ne compro qualcuno sotto Natale perchè è più facile procurarseli e perchè piacciono molto sia a mio marito che a mio genero. Questo piccoletto era rimasto sepolto da altre cose e me ne ero dimenticata.
Che fare? E' una carne che di solito si presta a cotture brasate, con ripieni di sapore deciso. Volevo comunque utilizzarlo, pensando a una versione più adatta a questo caldo. Ci ho rimuginato e rimuginato, poi si è accesa la lampadina. Ho chiamato questa ricetta "ballotine" — una via di mezzo tra una terrina e un'insalata — anche se il termine non è del tutto esatto.
Ballotine di piccione e ciliegie arrostite
per 4/6 persone
1 piccione medio
60 g di pancetta liscia a fette
4 o 5 foglie di salvia
1 spicchietto d'aglio
1 noce di burro abbondante
un filo d'olio e.v. d'oliva
1/2 bicchiere di brandy
1/2 bicchiere di vino bianco
3 g di gelatina in fogli
sale, pepe
per le ciliegie arrostite:
500 g di ciliegie, denocciolate
1 cucchiaino colmo di miele
1 pizzico di sale
una noce di burro
per servire:
insalata a piacere
Fiammeggiate il piccione, svuotatelo dalle interiora, lavatelo e asciugatelo.
Avvolgete le fette di pancetta insieme a un paio di foglie di salvia e farcitelo in modo che sia ben pieno.
Scaldate un filo d'olio d'oliva in una padella antiaderente, unite il piccione e lasciatelo dorare bene da tutte le parti, aggiungete anche la noce di burro, le altre foglie di salvia e lo spicchietto d'aglio.
Salate e pepate. Quando è tutto ben rosolato, sfumatelo con il Brandy, abbassate il fuoco e portate a cottura, aggiungete poca acqua se vedete che il fondo si asciuga troppo. Ci vorrà circa un'ora. Abbiate cura che resti un po' del suo fondo.
Una volta cotto, lasciatelo raffreddare, poi spolpatelo per bene, eliminando la pelle.
Raccogliete la carne in una terrina, insieme a qualche pezzetto di pancetta del ripieno.
Rimettete le ossa e la pelle nella teglia dove avete cotto il piccione, fate rosolare il tutto a fuoco vivo per un paio di minuti, poi sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare. Cuocete ancora un minuto e poi filtrate il fondo di cottura e tenetelo da parte.
Ammollate la gelatina. Mettete due o tre cucchiai abbondanti del fondo in un pentolino, fatelo scaldare e unite la gelatina ammollata e strizzata, mescolate finchè è completamente sciolta. Conservate il resto del fondo in una tazza e tenetela in frigorifero.
Versate il composto nella terrina con la carne di piccione e mescolate bene in modo che ne sia ben impregnata. Regolate di sale e di pepe se necessario.
Ora stendete un po' di pellicola, disponete la carne di piccione ben compressa e cercate di darle la forma di un piccolo salame, quindi avvolgetela stretta nella pellicola facendola ruotare a caramella finchè avrete un pacchettino rotondo ben stretto. Non sarà molto grande. Mettete in frigorifero, meglio se per una notte.
Poco prima di servire, preparate le ciliegie. Lavatele e denocciolatele. Scaldate il forno a 180/200° ventilato.
Mettete le ciliegie ben distese in una padella antiaderente con una noce di burro. Non devono sovrapporsi.
Irroratele con il miele, e il pizzico di sale.
Mettete in forno e lasciatele cuocere per una ventina di minuti, facendo attenzione che non si brucino o si attacchino al fondo del tegame.
Toglietele e lasciatele raffreddare.
Portate a temperatura ambiente il fondo di cottura del piccione che avete messo da parte.
Per servire, fate un letto di insalata a piacere su un vassoio, conditela con un filo d'olio e poco sale.
Affettate con cautela il piccione, cercate di avere fette sottili senza che si rompano.
Appoggiatele sull'insalata, irroratele con il fondo di cottura tenuto da parte e aggiungete le ciliegie.
E' stato molto apprezzato.
carpaccio di trota e frutta con vinaigrette al Martini dry
E allora cerco di mettere in tavola qualcosa che possa invogliare a prendere la forchetta e assaggiare.
2 o 3 pmodorini Piccadilly o pizzutelli
qualche foglia di basilico
il succo e la scorza di 1 lime
q.b. di olio e.v.d'oliva di buona qualità
2 cucchiai di Martini dry
Con un coltello da sfiletto, ben affilato, ricavate delle fettine sottili sottili dalla polpa del pesce.
Fatelo quando è ancora leggermente congelato, sarà meno complicato.
Disponetele su un bel piatto di servizio. Ho scelto il mio prezioso Royal Albert, che adoro.
Lavate le ciliegie, denocciolatele e dividetele a metà.
Lavate e asciugate la nettarina, che dovrà essere ancora croccante, tagliatela a fette e poi a pezzetti, lasciando la buccia.
Lavate e asciugate i pomodorini, tagliateli a metà, svuotateli dei semi e tagliateli in coriandoli.
Distribuite la frutta e il pomodoro sul pesce in modo omogeneo, completate con un tocco di verde, qualche fogliolina di basilico o prezzemolo.
Versate la vinaigrette sul carpaccio con la frutta in modo che ne venga poi ben ricoperto. Coprite con una pellicola e lasciatelo riposare in frigo per circa un quarto d'ora, poi servitelo.
Carne apache in cestini di lattuga
Con un po' di ritardo pubblico la mia ultima ricetta dal libro Convivir di Rogelio Garcia, che abbiamo sfogliato un paio di settimane fa con Cook_my_Books.
La carne Apache è una preparazione tradizionale a base di
manzo tipica dello stato messicano del Michoacán. Solitamente preparata con
carne macinata magra, è una sorta di incrocio tra una tartare di manzo e un
ceviche. Come nel ceviche, l'acidità del lime "cuoce" la carne cruda.
Più a lungo la carne viene lasciata nella marinata di lime, più
"cotta" risulterà. Sebbene venga spesso servita con tortilla chips, l'autore ha rivisitato la ricetta servendola in cestini di lattuga, con l'aggiunta di patate croccanti. La vinaigrette di tomatillo e acciughe aggiunge
acidità e sapore umami, armonizzando il tutto.
per 4 persone
455 g di carne di filetto o di costata di manzo
2 cespi di lattuga romana
Per la vinaigrette:
1 spicchio d'aglio schiacciato
1 scalogno piccolo, tritato
2 filetti di acciuga sott'olio
1 cucchiaino di capperi tritati
1 peperoncino fresco, tritato
2 tomatillos piccoli, o due pomodori verdi,
sciacquati e tritati grossolanamente
120 ml di olio extravergine d'oliva
1 mazzetto di coriandolo fresco, tritate
grossolanamente
succo di 3 lime
sale
Per le patate:
4 patate da circa 170 g ciascuna (ho usato le rosse)
q.b. olio dei semi di arachide per friggere
sale
Per completare:
2 cucchiai di chicchi di mais
il succo di 2 lime
sale
Mettete la carne in congelatore per circa 20 minuti, questo faciliterà il taglio.
Con un coltello affilato tagliate la carne a cubetti di circa 6 mm e trasferitela in una ciotola, coprite bene con la pellicola e tenete in frigo.
Preparate la vinaigrette. In un piccolo mortaio mettete un cucchiaino raso di sale, aggiungete l'aglio schiacciato e lo scalogno tritato e pestate il tutto fino a formare una pasta.
Aggiungete i capperi, i filetti di acciuga, il peperoncino e continuate a pestare per amalgamare bene tutti gli ingredienti. Ora aggiungete il trito di pomodori verdi (o tomatillo) e continuate a lavorare di pestello fino ad ottenere una salsa densa. A questo punto incorporate l'olio sbattendo in modo da emulsionare per bene, quindi aggiungete il coriandolo e il succo di limone. Se non avete un mortaio, tritate tutto finissimamente a coltello, seguendo l'ordine degli ingredienti come indicato. Assaggiate ed eventualmente regolate di sale.
Ora passate alle patate.
Pelatele, lavatele e asciugateloe e, con la mandolina, affettatele sottilmente nel senso della larghezza. Trasferitele in una ciotola piena d'acqua fredda. Lasciatele in ammollo per una mezz'ora, poi scolatele e stendetele in un unico strato su un canovaccio pulito o su della carta da cucina e lasciatele asciugare per altri 30 minuti.
Quando l'olio è in temperatura, friggete le fette di patate in più riprese, senza riempire troppo la pentola, girandole una volta, per 5 o 6 minuti, fino a quando saranno dorate. Salatele da calde.
Quindi spezzettatele grossolanamente.
Mondate, lavate e asciugate le 8 foglie più belle della lattuga, facendo attenzione a non romperle.
Togliete la carne dal frigorifero, aggiungete la vinaigrette e il succo di lime e mescolate per ricoprire uniformemente la carne. Assaggiate e aggiustate di sale e, se necessario, di altro succo di lime. Meglio farlo pochi minuti prima di servire, in modo che la carne non si cuocia troppo, ma se la preferite più cotta, lasciatela riposare ancora qualche minuto. Incorporate i chicchi di mais al composto.
Guarnite con le patate croccanti e servite subito.
Qui è piaciuta moltissimo, e credo che sarà uno dei piatti dell'estate.
Falafel di zucchine alla greca
Il libro della settimana Cook_my_Books è Falafel, di Dunja Gulin, una interessante monografia su queste deliziose "polpette".
Immagino che le avrete assaggiate e anche preparate. Questi bocconcini vegetali sono qualcosa di irresistibile. Tradizionali e amati in tutto il Medio Oriente, i falafel si preparano solitamente con legumi secchi e ammollati insieme a spezie come cumino, coriandolo, aglio e prezzemolo, e l'impasto che si ottiene viene modellato in piccoli bocconcini o frittelle appiattite. Poi fritti fino a farli diventare croccanti e dorati.
Serviti con pane arabo o con Pita, accompagnati solitamente da hummus, sono una buona fonte di proteine vegetali e fibre, ideali per le diete vegane e vegetariane.
Ma questo libro contiene tantissime idee diverse, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Io ho optato per questa, molto fresca e gustosa, accompagnata da uno tzatziki un po' rivisitato, che è stato molto apprezzato.
Falafel di zucchine alla greca
560 g di zucchine grattugiate
1 cucchiaino di sale, più altro a piacere
4 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
¼ di cucchiaino di curcuma in polver
¼ di cucchiaino di cumino in polvere
½ cucchiaino di coriandolo in polvere
80 g di farina di ceci
Pepe nero macinato fresco
Olio d'oliva per friggere
Tzatziki:
2 cetrioli (circa 400 g), pelati e grattugiati
500 ml di yogurt greco
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di aceto
2 spicchi d'aglio schiacciati
succo di limone fresco, a piacere
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
1 cucchiaio di erba cipollina fresca tritata
sale
Mettete le zucchine grattugiate in una ciotola, aggiungete 1
cucchiaino abbondante di sale, mescolate bene e lasciate riposare per 10 minuti, poi trasferitele in un colino a maglia fine e lasciatele sgocciolare per una ventina di minut, poi strizzatele fra le mani per eliminare il più possibile il liquido rimasto.
Trasferitele in una ciotola e aggiungete
il prezzemolo, la curcuma, il cumino, il coriandolo, la farina di ceci, il pepe e altro
sale a piacere, quindi mescolate velocemente con una spatola.
Con l'aiuto di un piccolo tagliabiscotti rotondo o di un
cucchiaio dosatore, formate 14-16 polpette di dimensioni uguali e appiattitele
leggermente.
Preparate lo tzatziki.
In una ciotola, mescolate tutti gli altri ingredienti e
aggiungete la polpa dei cetrioli, mescolate nuovamente per amalgamare il tutto. Mettete in frigorifero fino al
momento di servire.
Scaldate una padella antiaderente a fuoco medio, aggiungete
un filo d'olio d'oliva e friggete i falafel per 3-4 minuti per lato, fino a
quando non saranno dorati.
Serviteli con la salsa tzatziki, spicchi di limone, coriandolo e pane pita, o pane arabo o come più vi piace!
Frittata di piselli, patate e cipolle per il Club del 27
il 27 è di nuovo qui, arrivato velocemente anche questo mese.
E come d'abitudine, ecco la ricetta che ho scelto dal libro Kitchen Table di Emily Cuddeford e Rachel Morgan, fondatrici di Twelve Triangles, la rinomata catena di caffetterie e panetterie artigianali con sede ad Edimburgo.
Mi sono orientata su qualcosa di veloce, fresco e saporito, una ricetta semplice, di quelle di casa e ne sono rimasta soddisfatta.
Seguendo il consiglio dell'autrice, ho aggiunto anche un bel peperone rosso, prima arrostito ben bene nella friggitrice ad aria, giusto per dare un po' di colore in più.
Frittata di piselli, patate e cipolle con ricotta
per 4 persone
500 g di patate
3 o 4 cucchiai di olio d'oliva
q.b. di sale
q.b. di pepe nero
3 spicchi d'aglio
3 cipolle (circa 350-400 g), tagliate a mezzelune sottili
1 peperone rosso, carnoso
30 g di burro
1 cucchiaio e mezzo di aceto di vino bianco
Per le uova:
10 uova grandi
1 cucchiaino di sale marino
qualche macinata di pepe nero
1 cucchiaio di yogurt greco o di crème fraîch
15 g di prezzemolo fresco
15 g di menta fresca
50 g di parmigiano grattugiato
200 g di piselli freschi o surgelati
100 g di ricotta
Affettate le patate non troppo spesse, disponetele in una padella antiaderente con un filo d'olio, e il burro in modo che non si sovrappongano troppo. Salatele e pepatele.
Spremete gli spicchi d'aglio e uniteli alle patate. Fatele rosolare fino a portarle quasi a cottura. Schiacciatele leggermente con una forchetta. Tenete da parte.
Cuocete le cipolle in un'altra teglia con un filo d'olio e lasciatele appassire piano piano, non devono scurire. Eventualmente aggiungete un goccio scarso di acqua calda e mescolate ogni tanto, poco prima della cottura, salate, pepate e sfumatele con l'aceto e lasciatelo evaporare. Tenetele da parte.
Bruciate il peperone rosso, se avete la friggitrice ad aria sarà molto facile e comodo, altrimenti fatelo sul fornello. Una volta bruciato, mettetelo in un sacchetto di carta e aspettate qualche minuti prima di pelarlo. Fate in modo che non resti nessun pezzetto di pelle, poi eliminate semi e filamente e tagliatelo a pezzettini piccoli.
Rompete le uova in una ciotola capiente. Aggiungete il
sale e il pepe e lo yogurt, quindi mescolate bene con una frusta, o una
forchetta, finchè tutto è ben amalgamato e non ci sia traccia evidente di albume. Mondate, lavate le erbe, asciugatele e tritatele finemente..Aggiungetele al composto di uova seguite dal parmigiano grattugiato, dai piselli (potete
usarli direttamente surgelati), dalle cipolle cotte, dal peperone arrostito e dalle patate, e mescolate
bene.
Scaldate il forno a 180° ventilato.
Rimettete la padella, quella dove avete cotto le patate, su fuoco medio dopo averla unta con
un po' di olio d'oliva, versate le verdure, i piselli, il formaggio grana, le erbe e mescolate, regolate di sale e pepe.
Unite il composto di uova e mescolate per distribuirlo uniformemente nella padella.
Aggiungete la ricotta sbriciolandola sulla superficie e cuocete a fuoco basso per qualche minuto, in modo che l'uovo inizi a rapprendersi. intorno ai bordi, ma muovendo la padella il centro risulti ancora tremolante.
Trasferite tutto in forno nella parte più alta in modo che la cottura sia più veloce. Ci vorranno circa 15 minuti. E' pronta quando la superficie è dorata e soda.
Toglietela dal forno, lasciatela riposare un attimo poi capovolgetela su un piatto da portata.
Potete servirla calda, tiepida o fredda, accompagnata da una bella insalata mista.
Torta di asparagi e cipollotti per il Club del 27
Le ricette del Club del 27, questo mese sono state scelte dal libro Favorite food at Home di Rachel Alen.
E cosa c'è di più casalingo e apprezzato di una torta salata?
Torta di asparagi e cipollotti
per 6/8 persone
per la crosta:
250 g di farina 00
125 g di burro freddo
1 uovo grande
poca acqua fredda
poco sale
per il ripieno:
200 g di cipollotti freschi
250 g di asparagi già puliti
4 uova grandi
250 ml di panna liquida fresca
30 g di parmigiano grattugiato
poco olio d'oliva
sale, pepe nero macinato al momento.
In un robot da cucina o nella impastatrice, munita di gancio a K, mescolate la farina con il burro a pezzetti e un pizzico di sale fino ad ottenere un composto a briciole. A parte sbattete leggermente l'uovo e aggiungetelo con la macchina in funzione, unite anche uno o due cucchiai di acqua fredda e mescolate fino a quando l'impasto inizia a raccogliersi a palla.
Trasferite la pasta sulla spianatoia e lavoratela delicatamente per un paio di minuti, poi avvolgetela nella pellicola e conservatela in frigorifero per almeno 2 ore, ma potete prepararla anche la sera prima.
Trascorso il tempo, stendetela in modo che possa coprire una teglia da 25 cm. debitamente imburrata e infarinata.
Scaldate il forno a 180° ventilato.
Una volta che la pasta è nello stampo, copritela con un foglio di carta forno e aggiungete dei fagioli o, se le avete, le palline di ceramica per la cottura in bianco.
Cuocete per circa 15 minuti, poi toglietela dal forno, eliminate la carta forno e le palline.
Mentre la pasta cuoce, mondate e lavate i cipollotti, tagliateli a rondelle. Scaldate un filo d'olio in una piccola padella antiaderente, cuoceteli fino a quando saranno ammorbiditi.
Sbianchite per 3 o 4 minuti gli asparagi in acqua bollente salata. Scolateli, tagliateli a pezzi in obliquo, lasciando intere le punte.
In una ciotola sbattete le uova, aggiungete la panna e i cipollotti cotti, regolate di sale e di pepe.
Ora prendete il guscio di pasta preparata, versate il composto, disponete gli asparagi nell'impasto e cospargete con il parmigiano grattugiato.
Cuocete in forno, sempre a 180°, per circa 20/30 minuti, o finchè il centro non si sarà rassodato.
Potete servirla sia calda che a temperatura ambiente.
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Sedano rapa con capperi fritti e salsa Café de Paris
Il sedano rapa, un ortaggio spesso sottovalutato, si rivela un tesoro nascosto nel regno vegetale. Il suo sapore delicato, con note di nocciola e una punta di dolcezza, insieme alla sua consistenza cremosa, lo rendono un ingrediente estremamente versatile, capace di elevare sia ricette rustiche che piatti più sofisticati. Arrostito, il sedano rapa si trasforma: i bordi caramellano alla perfezione, creando una crosticina invitante, mentre l'interno rimane tenero e avvolgente come il burro. Questa preparazione porta il sedano rapa a un livello superiore, accostandolo alla salsa Café de Paris, una salsa al burro iconica della cucina francese classica, ricca di aromi e sapori intensi.
E la ricetta che vi propongo oggi, col sedano rapa, è quella di Bubala, il libro di Marc Summers che stiamo sfogliando questa settimana con Cook_my_Books e di cui ho parlato nel post precedente.
per 4 persone
1 sedano rapa di circa 600 g , sbucciato
3 cucchiai di olio d'oliva
35 g di capperi dissalati
1/2 cucchiaio di erba cipollina tagliuzzata
1/2 cucchiaio di foglie di dragoncello (va bene anche quello secco)
1 cucchiaio di panna densa da cucina
4 cucchiaini di succo di limone
1 cucchiaino di sale Maldon in fiocchi
Per la salsa Café de Paris:
75 g di scalogno tritato finemente
1 spicchio d'aglio tritato finemente
2 cucchiai di olio di semi
1 cucchiaino di pepe di Cayenna
2 cucchiaini di curry in polvere
2 cucchiaini di senape in polvere
160 ml di panna da cucina
30 g di burro non salato
un pizzico di paprika affumicata
un pizzico di sale
Scaldate il forno a 180° statico - 160° ventilato.
Dopo aver sbucciato bene il sedano rapa, ungetelo generosamente con l'olio d'oliva, conditelo con il sale e mettetelo in una teglia ad arrostire per circa 90 minuti. E' pronto quando la lama di un coltello passa facilmente attraverso il sedano rapa.
Nel frattempo preparate la salsa Café de Paris.
Soffriggete delicatamente lo scalogno e l'aglio tritati in una padella con un filo d'olio di semi, aggiungete le spezie e cuocete per circa 8 minuti, mescolando regolarmente. Unite la panna e lasciate cuocere a fuoco dolce per altri 10 minuti. Assaggiate e regolare di sale.
Mettete il burro in un pentolino e fatelo sciogliere a fuoco medio, quando inizia a schiumare mescolate con una frusta fino a quando profumerà di nocciola e diventerà marroncino. Toglietelo dal fuoco e filtratelo in una ciotolina, scartando eventuali parti solide. Conditelo con la paprika affumicata e il sale.
Ora scaldate un cucchiaio di olio di semi in un padellino piccolo, quando è caldo friggete i capperi fino a renderli croccanti. Scolateli su un piatto rivestito di carta da cucina.
Accendete il grill del forno. Passate il sedano rapa arrostito sotto il grill per qualche minuto, rigirandolo perchè sia ben dorato. Trasferitelo su un piatto da portata grande, affettatelo delicatamente e disponetelo in bell'ordine.
Unite il composto di burro nocciola alla salsa Café de Paris che avete tenuto da parte, insieme alle erbe aromatiche, il cucchiaio di panna densa e il succo di limone. Mescolate per rendere tutto ben omogeneo.
Regolate eventualmente di sale e versate la salsa sulle fette di sedano arrostito, poi guarnite con i capperi fritti e servitelo.
Qui è stato molto apprezzato. Lo rifarò sicuramente,
Carciofi alla Giudia con sale di Sichuan e salsa aioli all'arancia rossa
La settimana Cook_my_Books si apre con un libro, Bubala di Marc Summers.
Ma cos'è Bubala? E cosa significa questo nome?
Bubala è un conosciutissimo ristorante mediorentale con diverse sedi a Londra, anche, o forse soprattutto, vegetariano e vegano, fondato da Summers dopo aver lasciato il mondo della finanza per immergersi nel vibrante universo della cucina mediorientale. In effetti, la sua visione culinaria ha portato nelle cucine lo spirito del libro oltre che l'approccio creativo alle verdure. Ogni ricetta è pensata per essere condivisa fra familiari e amici e il libro ti mostra praticamente come trasformare ingredienti di uso quotidiano in piatti raffinati, portando in tavola piatti da alta ristorazione con estrema facilità.
Bubala significa "tesoro" in
yiddish; un termine affettuoso che racchiude perfettamente le sensazioni che
il ristorante trasmette a chiunque lo frequenti.
Con il suo design accattivante, le fotografie di un
fotografo pluripremiato e i preziosi consigli, questo libro è molto
più di una semplice raccolta di ricette: è un invito per gli appassionati, per i cuochi vegetariani e chiunque ami i sapori mediorientali.
Sfogliandone le pagine ho trovato una versione dei carciofi alla Giudia, ricetta tradizionale della cucina ebraica romana e, benchè non usasse le mammole, bensì i carciofi violetti, mi ha intrigato molto per l'accompagnamento consigliato.
Carciofi alla Giudia con sale di Sichuan e aioli all'arancia rossa
per 4 persone
8 carciofi violetti ben sodi
q.b. di olio di semi di arachide per friggere
spicchi di arancia rossa per accompagnare
poco succo di limone
per il sale di Sichuan:
2 cucchiaini di pepe di Sichuan in grani
2 cucchiai di sale in fiocchi
per l'aioli all'arancia rossa:
50 g di scorza d'arancia rossa (non trattata)
3 o 4 cucchiai di succo d'arancia rossa
3 cucchiai di latte di soia, o vaccino
10 g di pasta di miso chiara
1 cucchiaino di salsa di soia
1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino abbondante di olio di sesamo tostato
2 cucchiaini di aceto di moscato o altro aromatico
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai abbondanti di maionese
1 cucchiaio di olio
Preparate il sale. Tostate i grani di pepe di Sichuan in una
padella calda e asciutta mescolando continuamente finché non saranno fragranti, facendo attenzione a non
bruciarli. Frullateli nel tritatutto fino a ottenere una polvere grossolana e aggiungete il sale. Mettete da parte. Probabile che ne avanzi un pochino, conservatelo in un barattolo chiuso
nella dispensa delle spezie, lo potrete usare per altre preparazioni.
Passate all'aioli. Sbollentate la scorza dell'arancia rossa tre volte in acqua bollente,scolandola e cambiando l'acqua ogni volta, quindi mettetela in un frullatore con tutti gli altri ingredienti dell'aioli, tranne l'olio, e frullate fino a ottenere una salsa liscia, densa e ben emulsionata, a questo punto condite con l'olio e mettete da parte.
Sbucciate e scartate le foglie esterne più dure dei carciofi
(circa due strati), fino a quando non saranno visibili le foglie più delicate e
chiare. Tagliate i gambi più duri a circa 6 cm. Con un pelapatate affilato,
pelate il gambo e la base del carciofo, scoprendo il cuore chiaro. Tagliate
la parte superiore delle foglie più dure con un movimento circolare.
Sciacquateli velocemente in acqua e limone e lasciateli asciugare a testa in giù.
Con le mani allargate un po' ogni carciofo.
Mettete a scaldare l'olio in un pentolino non troppo grande, a 150° in quantità sufficiente affinché la testa dei carciofo resti ben immersa. Se avete un termometro è il caso di usarlo, in ogni caso l'olio dovrebbe fare delle piccolissime bollicine.
Immergete un carciofo alla volta, e lasciatelo nell'olio fino quando il cuore sarà tenero.
Toglieteli man mano appoggiandoli a testa in giù su della carta assorbente, premendoli leggermente e aprendo ancora un po' le foglie.
Ora portate l'olio a 180°e reimmergete i carciofi nell'olio che a questo punto sarà davvero sfrigolante, lasciateli diventare ben croccanti e dorati, friggendoli per altri due minuti almeno.
Man mano che li scolate di nuovo appoggiateli su della carta da cucina, salateli con il sale profumato al pepe di Sichuan che avete preparato in precedenza.
Trasferiteli su un piatto da portata e serviteli con la salsa aioli all'arancia e spicchi di arancia rossa. Lasciate a disposizione una ciotolina con dell'altro sale profumato, per chi ne desiderasse ancora un po'.
Devo dire che noi, in due persone, 8 carciofi li abbiamo finiti...
Sambousek
La mia seconda ricetta da Lebanese Baking di Maureen Abood, il libro della settimana Cook_my_Book
sono i Sambousek, fagottini dalla crosta croccante che nascondono un ripieno di carne umida, morbida e speziata, arricchita dai pinoli.
Un delizioso snack da accompagnare a un colorato Spritz!
Sambousek
Per il ripieno:
35 grammi di cipolla tritata finemente
230 grammi di carne macinata di manzo o agnello (io manzo)
2 cucchiai (circa 30 g) di labneh o yogurt greco
1 cucchiaio di melassa di melograno (in alternativa aceto balsamico)
2 cucchiaini di tahina
1 pizzico di cannella in polvere
½ cucchiaino di sale marino fino
una macinata di pepe nero
2 cucchiai (15 g circa) di pinoli tostati
Per l'impasto:
1 cucchiaino di amido di mais
115 grammi di acqua tiepida
240 grammi di farina integrale
1 cucchiaino di sale marino fino
65 grammi di olio di semi dal sapore neutro
q.b. di olio di semi di arachidi per friggere
Tritate finemente la cipolla.
In una ciotola media, usando una spatola o una forchetta, sminuzzate la carne.
Aggiungete il labneh o lo yogurt, la cipolla tritata, la melassa di melograno, la tahina, la
cannella, il sale e il pepe e mescolate per amalgamare bene. Mettete da parte.
Ora preparate l'impasto. In un misurino o in una piccola
ciotola, sciogliete l'amido di mais nell'acqua.
In una ciotola media, mescolate insieme la farina e il sale. Unite l'acqua
con l'amido amido di mais e mescolate fino a completo assorbimento.
Aggiungete l'olio e, con le mani, lavorate il composto, non troppo a lungo, fino ad arrivare a una
consistenza granulosa,
Formate una palla e lavoratela fino ad ottenere un impasto morbido e liscio, ci vorranno circa 2 minuti. Coprite l'impasto con pellicola trasparente e lasciatelo riposare per 10
minuti.
Dividete a metà l'impasto e lavorate mezzo impasto alla volta.
Sulla spianatoia leggermente infarinata, stendete una delle metà fino a uno
spessore di 3 mm, sollevando l'impasto e spolverandolo con altra farina per
evitare che si attacchi al piano di lavoro.
Con un tagliabiscotti rotondo da 7,5 cm o un bicchiere, ricavate 10 dischi
dall'impasto.
Recuperate gli scarti e impastateli nuovamente fino a ottenere un composto omogeneo. Copriteli con pellicola trasparente e lasciteli riposare mentre modellate i Sambousek.
Versate al centro di ogni disco 1 cucchiaio ( circa 14 grammi) di composto di
carne. Non lasciate che la carne tocchi il perimetro dell'impasto. Guarnite il
composto di carne con qualche pinolo.Inumidire leggermente i bordi dell'impasto con acqua. Piegate i dischi a
metà per formare delle mezzelune. Sigillate i bordi con un cordoncino o usate i
rebbi di una forchetta. Trasferite i sambousek crudi su una teglia non
foderata.
Ora ripetete la stessa cosa con l'altra metà dell'impasto, e con i resti reimpastati tenuti da parte.
Rivestite un conenitore con della carta da cucina e tenetela vicino ai fornelli. In un pentolino mettete abastanza olio di semi di arachide per friggere in olio profondo, mettete sul fuoco e portate la temperatura 177 °
Con una schiumarola immergete con cautela 3 o
4 sambousek alla volta nell'olio caldo. Per garantire una frittura uniforme, non friggetene più di così per volta. Cuoceteli finché la base non diventa dorata.
Utilizzate delle pinze da cucina per girarli e continuate a friggerli per dorarli anche dall'altro lato.
Man mano che sono pronti, trasferiteli sulla teglia o il contenitore foderato di carta assorbente. Riportate l'olio a 177 ° e ripetete l'operazione con il resto dei sambousek.
Lasciateli leggermente intiepidire ma serviteli caldi.
Mangiati caldi si esprimono al meglio, ma è possibile conservare in frigorifero quelli avanzati, meglio se dentro a un contenitore ermetico, fino a tre giorni, nel congelatore fino a tre mesi.
Un giro in friggitrice ad aria e torneranno fragranti come appena fatti!
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Insalata di anatra e melograno con salsa al miele
Tocca a me l'onore di aprire la settimana Cook_my_Books con le ricette scelte dal libro Persiana Easy di Sabrina Ghayour.
Una autrice che abbiamo già incontrato con il libro del suo esordio, Persiana, che avevamo apprezzato moltissimo grazie al suo approccio alla cucina persiana mescolata alla cucina fusion, e al tocco di leggerezza che brillava in ogni ricetta.
Con questo nuovo libro, che fa già capire le ultime tendenze (cucinare presto) ci regala comunque i suoi soliti sapori intriganti, tipici della cucina persiana.
Lasciatemi dire che di questi tempi trovo doveroso rivolgere un pensiero al popolo iraniano che sta lottando per conquistare la propria libertà, una lotta soffocata nel sangue, con la speranza che riesca a conquistare quei diritti per cui sta combattendo.
Insalata di anatra e melograno, con salsa al miele e succo di melograno
per 2/4 persone
2 cosce d'anatra (circa 460 g)
3 grossi cipollotti freschi
100 g di foglie di insalata mista o a scelta
100 g di semi di melograno,
mezzo melograno da spremere
§una manciata di foglie di menta, arrotolate strettamente e
tagliate a striscioline sottili
q.b. di fiocchi di sale Maldon e pepe nero macinato fresco
Per il condimento:
2 cucchiai di melassa di melograno
2 cucchiaini di miele liquido
2 cucchiai di olio d'oliva
il succo ricavato dal melograno spremuto
Preriscaldate il forno 170 °C ventilato. Rivestire una piccola teglia con carta da forno e un piatto con un
doppio strato di carta da cucina.
Disponete le cosce d'anatra sulla teglia foderata, condite abbondantemente la pelle con sale e pepe e fate arrostire per 1 ora abbondante.
Nel frattempo, tagliate la parte bianca dei cipollotti a bastoncini, quindi affettateli molto sottili a fiammifero. Immergeteli in acqua fredda e teneteli da parte. Tagliare a rondelle sottili le parti verdi rimanenti. Lavate e asciugate l'insalata che avete scelto.
Una volta cotte togliete le cosce d'anatra dalla teglia, lasciandole sulla carta da forno, e tenetele da parte.
Togliete con attenzione la pelle dall'anatra senza romperla
(usate un coltello affilato per staccarla), adagiatela sulla
teglia foderata e arrostitela per 10 minuti, o fino a quando non sarà molto croccante. Togliete la pelle dall'anatra e trasferitela sul piatto rivestito
di carta assorbente per farla scolare.
Mescolate gli ingredienti del condimento in una ciotolina, condite con sale e pepe e mettete da parte. Sfilacciate la carne d'anatra con le mani o con l'aiuto di due forchette.
Per servire, disponete le foglie di insalata su un piatto grande, cospargetele con alcuni semi di melograno e le parti verdi e bianche dei cipollotti. Distribuite la carne d'anatra sopra e condite con sale e pepe, quindi aggiungete i semi di melograno rimanenti e la menta. Con un cucchiaio, versate il condimento. Infine, spezzettate la pelle d'anatra in bocconcini, aggiungetela all'insalata e servite.
Cozze al vapore con arancia e finocchi
Il libro Cook_my_Books della settimana è una bellissima monografia Orange Appeal di Jamie Schler.
Inutile che vi dica quanto io ami cucinare con le arance, il mio blog è pieno di ricette con questo meraviglioso frutto.
E furono sempre le arance, quei piccoli soli arancione che usavo spesso, a
scatenare una mini guerra in casa! Le mie figlie a un certo punto sbottarono: - Mamma,
ancora arance? Ma basta!" E io, che sono una mamma tenera e comprensiva...
beh, diciamo che ho un debole per la vendetta a base di vitamine. Così, per mesi, ogni volta che si sedevano a tavola, zac! Un
secondo a base di arance! Un dolce con le arance! Un'insalata con le arance! Eh, che ci volete fare, quando
mi pizzicano il lato oscuro, io rispondo con un goccio di... perfidia!
Sono passati anni, ma il ricordo è ancora vivido. Oggi, se
solo sentono odore di arancia, le mie figlie, in silenzio, mi regalano un sorriso... uno di quelli alla "vabbè, mamma, stavolta ti lascio fare, ma non
dimentico!" Insomma, un sorriso che dice "Non ti sfugge niente, eh?
Aspetta e spera!". E io, nel frattempo, continuo a pensare a nuove
ricette... con le arance.
Infatti, questo libro è veramente una miniera di idee, di soluzioni, di tecniche, l'ho apprezzato molto.
Queste cozze per esempio. L'autrice racconta che, prima di sposarsi, andò in viaggio da Parigi a Dieppe, in Normandia, col suo futuro marito e facevano lunghe passeggiate sulla spiaggia battuta dal vento e dalla pioggia e poi andavano a mangiare le moules e les frites, piatto locale, in un piccolo bistrot sul mare.
Da allora ha cucinato innumerevoli volte le moules marinières in vari modi, sempre servite con il consueto piatto di patatine fritte. Quella che propone nel libro è una delle tantissime versioni.
Il connubio arancia e finocchio è già un must, aggiungete la sapidità marina delle cozze e avrete un piatto inaspettato, fresco, semplicemente delizioso che, accompagnato da croccanti patatine fritte, evoca le atmosfere della Normandia e vi trasporterà direttamente sulle coste normanne, fra i suoi profumi, i suoi sapori di mare e le sensazioni tipiche di quella regione...
Cozze al vapore con arancia e finocchi
per 4 persone
2 kg di cozze fresche
2 arance grandi e succose, non trattate
1 piccolo finocchio
3-4 cucchiai di olio d'oliva
4 scalogni piccoli o 2 grandi, tritati
1 manciata abbondante di prezzemolo fresco, tritato
Sale e pepe nero macinato fresco, a piacere
250 ml di vino bianco, fruttato, leggero.
Per la gremolata:
2 cucchiai di pinoli (facoltativi)
1 piccola arancia non trattata
1 piccolo limone non trattato
2 cucchiai di prezzemolo fresco a foglia piatta tritato finemente
Per le patatine:
2 o 3 grosse patate a pasta gialla
olio di arachidi per friggere
sale
Pulite bene le cozze, raschiate i gusci per liberarli da impurità, togliete il bisso.
Passatele in acqua corrente fredda.
Ricavate 2 o 3 strisce (circa 2cm x 8 cm) da una delle arance, senza la parte bianca. Eventualmente, raschiatela via con un coltellino affilato. Spremete entrambe le arance e tenete da parte.
Mondate il finocchio, eliminate le foglie esterne se sono rovinate, conservate le barbe.
Lavatelo e asciugatelo poi tagliatelo a striscioline lunghe e sottili, o a fiammifero.
Scaldate l'olio in una pentola molto capiente, che abbia un coperchio. Aggiungete gli scalogni, il finocchio e le scorze d'arancia; cuocete a fuoco medio-alto, mescolando, per 5 minuti circa o finché il finocchio non sarà tenero e trasparente. Aggiungete parte delle barbe del finocchio, il prezzemolo, il sale e il pepe. Aggiungete le cozze e, con una schiumarola grande, mescolate. Versate il vino e il succo d'arancia sulle cozze e coprite bene la pentola.
Cuocete a vapore, ben coperte, per 15-20 minuti, sollevando il coperchio solo
per girare le cozze di tanto in tanto per una cottura uniforme. Le cozze si
apriranno delicatamente e gradualmente; una volta aperte, lasciatele cuocere
per altri pochi minuti in modo che la carne sia tenera ma al contempo soda.
Eliminate eventualmene quelle rimaste chiuse.
Mentre le cozze cuociono, preparate la gremolata.
Tostate leggermene i pinoli in una padella antiaderente, mescolando e controllando che non brucino, fino a doratura. Ci vorranno un paio di minuti.
Grattugiate finemente la scorza della arancia e del limone, ben lavati e asciugati.
Mescolate le scorze grattugiate con il prezzemolo tritato e i pinoli tostati.
Ripartite le cozze nei piatti fondi, con un po' del loro liquido, completate ogni piatto con un po' di gremolata, decorate con il resto delle barbe di finocchio tenute da parte.
Se volete servirle con le patate fritte, dovrete calcolare i tempi in modo che siano pronte allo stesso tempo delle cozze. Quindi pelate, lavate e asciugate le patate, tagliatele a spicchi e friggetele in abbondante olio di arachidi.
Accompagnatele con il resto della bottiglia di vino
bianco, io ho usato un buon Sauvignon.
Assicuratevi di avere una grande ciotola al
centro del tavolo per i gusci vuoti. E un sacco di tovaglioli.
Buon appetito!
Gazpacho di pomodoro e anguria
Il gazpacho è un classico della cucina spagnola, è nato in Andalusia, ed è molto più di una
zuppa fredda perchè è simbolo di storie e tradizioni. In questa versione l'anguria aggiunge una nota dolce e un tocco di colore in più e ben si sposa con l'acidità del pomodoro, la freschezza del cetriolo e la sapidità del peperone. Un equilibrio perfetto fra dolce e salato, leggermente piccante.
Servitelo ben freddo, è perfetto come antipasto o come pranzo leggero. Un piatto che celebra i colori e i sapori dell'estate, provatelo e lasciatevi conquistare dalla sua freschezza e dal suo gusto unico!
Gazpacho di pomodoro e anguria
per 4 persone
300 g di pomodori maturi
300 g di anguria
1 cetriolo
mezza cipolla rossa
un po' meno di mezzo peperone rosso
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai colmi di aceto bianco
qualche fogliolina di basilico
4 o 5 gocce di Tabasco
un goccio d'olio e.v, d'oliva di buona qualità
sale, pepe
per guarnire:
pezzetti di cetriolo
pezzetti di pomodoro
pezzetti di anguria
dadini di pane tostato (facoltativo)
Tagliate a pezzetti l'anguria, eliminando semi e semini. Tenetene da parte qualcuno per la guarnizione.
Lavate bene i pomodori, tagliateli a metà ed eliminate i semini interni.
Pelate il cetriolo e fatelo a pezzetti.
Affettate la cipolla rossa.
Fate a pezzetti anche il peperone.
Mettete tutto nel bicchiere del frullatore, o nel Bimby come ho fatto io, se lo avete.
Unite l'aglio affettato, il basilico, il Tabasco e frullate lungamente fino ad avere un composto abbastanza cremoso.
Regolate di sale e di pepe e conditelo con l'olio e l'aceto. Date ancora una frullata ed è pronto.
Trasferite il gazpacho in un contenitore e conservatelo in frigorifero fino al momento di servire.
Velocissimo da preparare, ottimo da gustare e bello colorato da vedere.
Servitelo nelle ciotole o in bicchieri alti, guarnitelo con i pezzetti di anguria, cetrioli e pomodori tenuti da parte, foglie di basilico e, se vi piace, crostini di pane croccante.
Insalata greca con pesche nettarine e feta alle erbe
Salad for Days, di Alice Zaslavsky, il libro che stiamo fogliando con Cook_my_Book, tutto dedicato alle insalate, non può esimersi dai classici, quelli con gli ingredienti tradizionali. Ecco quindi che Alice ci delizia con una gustosa insalata greca. Ma anche qui la sorpresa è dietro l'angolo, nascosta tra pomodori, cipolle e peperoni. L'autrice, infatti, aggiunge pesche nettarine e feta alle erbe, creando un'esplosione di sapori agrodolci esaltata da un condimento speciale.
Insalata greca con pesche nettarine e feta alle erbe
Per 4 – 6 persone
5 o 6 pomodorini Piccadilly, a grappolo, tagliati in quarti
1 cetriolo, pelato e privato dei semi, tagliato a pezzetti da 1 cm
1 cipolla rossa, affettata finemente
2 peperoni rossi, puliti e privati dei semi, tagliati finemente a mezzaluna
2 pesche nettarine sode, con la buccia, denocciolate e tagliate a spicchi
sottili
200 g di olive Kalamata denocciolate
Per il condimento:
1 spicchio d’aglio tritato
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaio di aceto di vino rosso
1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata
60 ml di succo di limone
2 cucchiaini di senape
1 cucchiaio di origano fresco
½ cucchiaino di origano secco
½ cucchiaino di sale in fiocchi
60 ml di olio e.v. d’oliva
100 g di feta
2 cucchiai di menta tritata
un grosso ciuffo di prezzemolo, tritato
1 cucchiaio di olio e.v. d'oliva
In una ciotola sbattete insieme aglio, miele, aceto, scorza e succo di limone, senape, sale, origano fresco e origano secco. Aggiungete l'olio e di nuovo sbattete tutto con la forchetta per emulsionare.
Preparate la feta. Mescolate insieme le erbe tritate, stendetele su un largo piatto piano a formare una specie di letto. Ungete da ogni lato il blocco di feta e passatelo, premendo, sulle erbe in modo che sembri aver avuto un incontro ravvicinato col tosaerba. Dividetela in tre o quattro pezzi.
Riunite tutti gli ingredienti preparati, (olive, cipolla, peperone, cetriolo, pomodori, pesche) in una grossa ciotola, unite il condimento preparato e mescolate bene affinché ne siano ben ricoperti. Assaggiate ed eventualmente regolate di sale.
Trasferite tutto in un largo piatto di servizio, appoggiateci sopra i pezzi di feta alle erbe, completate con qualche foglia di prezzemolo e di menta e ancora un goccio di olio e.v. d'oliva. e servite.






























