Petits pots al cioccolato con ciliegie arrostite e crema al KIrsch
Ancora una ricetta dal libro Fruitful di Sarah Johnson, sfogliato la settimana scorsa con Cook_my_Books.
Nonostante il caldo, è stata molto apprezzata. Ma si sa, i dolci al cioccolato non conoscono stagione.
Forse è stata la sua consistenza fresca e cremosa, forse il sapore aromatico delle ciliegie, oppure quella soffice, delicata crema al Kirsch che accompagnava armoniosamente tutto. Quale che sia il motivo, una cosa è certa: questo è un dolce eclettico e appagante, ed è sparito in un nano secondo.
Mi viene voglia di provarlo con le prugne rosse e, magari più avanti, con le pere. Dovrebbero starci molto bene,
Per 8 persone
200 g di cioccolato fondente al 70%
320 ml di latte intero
400 ml di panna fresca
65 g di zucchero semolato
1 baccello di vaniglia, tagliato a metà (o 1 cucchiaino di estratto)
8 tuorli d'uovo
Per la crema al kirsch:
250 ml di panna fresca fredda
1 cucchiaio e mezzo di zucchero
1 cucchiaio scarso di kirsch o altro liquore alla ciliegia
Per le ciliegie arrostite:
500 g di ciliegie denocciolate
1 cucchiaio di zucchero
2o 3 cucchiaini di succo di limone
2 cucchiai di Kirsch o altro liquore alla ciliegia
un pezzetto di cannella
Arrostite le ciliegie.
Sistematele, intere, denocciolate e in un solo strato, dentro una pirofila. Cospargetele uniformemente con lo zucchero, il succo di limone, il vino e la
cannella
Cuocete in forno ventilato a 200° C per circa 20 minuti poi togliete dal forno e lasciate raffreddare. Tenetele d'occhio in modo che il loro fondo non si asciughi troppo. Potete prepararle anche il giorno
prima, conservatele in un contenitore in frigorifero.
Preparate la crema. Scaldate il forno a 160° ventilato.
Fondete il cioccolato in
microonde alla potenza più bassa, oppure a bagnomaria. In un'altra casseruola unite il latte, la panna e lo zucchero.
Raschiate i semi dal baccello di vaniglia, quindi aggiungete sia i semi che il
baccello al composto, ma se preferite
usate l’estratto. Mettete su fuoco medio
e portate a ebollizione. Mentre il latte si scalda, mettete i tuorli d'uovo in una ciotola. Quando il
latte è caldo e lo zucchero si è sciolto, togliete dal fuoco, filtrate ed iniziate a versare lentamente il
latte sui tuorli, mescolando continuamente con una frusta. Una volta aggiunto
tutto il latte, unite il cioccolato
fuso e, usando una spatola,
incorporatelo lentamente. Filtrate nuovamente il
composto attraverso un colino a maglia fine, quindi dividetelo equamente in
otto stampini individuali o coppette resistenti al calore.
Una volta fredde, coprite ognuna con la pellicola e conservate in frigorifero.
Per preparare la crema al kirsch, unite la panna e lo
zucchero in una ciotola e montate con una frusta fino a quando la panna si
addenserà ma senza montare del tutto. Aggiungete il kirsch, mescolate per
incorporarlo e assaggiate. Regolate la quantità di zucchero o di liquore a piacere. Continuate con le fruste finchè la
panna al Kirsch sarà ben montata.
Falafel di zucchine alla greca
Il libro della settimana Cook_my_Books è Falafel, di Dunja Gulin, una interessante monografia su queste deliziose "polpette".
Immagino che le avrete assaggiate e anche preparate. Questi bocconcini vegetali sono qualcosa di irresistibile. Tradizionali e amati in tutto il Medio Oriente, i falafel si preparano solitamente con legumi secchi e ammollati insieme a spezie come cumino, coriandolo, aglio e prezzemolo, e l'impasto che si ottiene viene modellato in piccoli bocconcini o frittelle appiattite. Poi fritti fino a farli diventare croccanti e dorati.
Serviti con pane arabo o con Pita, accompagnati solitamente da hummus, sono una buona fonte di proteine vegetali e fibre, ideali per le diete vegane e vegetariane.
Ma questo libro contiene tantissime idee diverse, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Io ho optato per questa, molto fresca e gustosa, accompagnata da uno tzatziki un po' rivisitato, che è stato molto apprezzato.
Falafel di zucchine alla greca
560 g di zucchine grattugiate
1 cucchiaino di sale, più altro a piacere
4 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
¼ di cucchiaino di curcuma in polver
¼ di cucchiaino di cumino in polvere
½ cucchiaino di coriandolo in polvere
80 g di farina di ceci
Pepe nero macinato fresco
Olio d'oliva per friggere
Tzatziki:
2 cetrioli (circa 400 g), pelati e grattugiati
500 ml di yogurt greco
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di aceto
2 spicchi d'aglio schiacciati
succo di limone fresco, a piacere
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
1 cucchiaio di erba cipollina fresca tritata
sale
Mettete le zucchine grattugiate in una ciotola, aggiungete 1
cucchiaino abbondante di sale, mescolate bene e lasciate riposare per 10 minuti, poi trasferitele in un colino a maglia fine e lasciatele sgocciolare per una ventina di minut, poi strizzatele fra le mani per eliminare il più possibile il liquido rimasto.
Trasferitele in una ciotola e aggiungete
il prezzemolo, la curcuma, il cumino, il coriandolo, la farina di ceci, il pepe e altro
sale a piacere, quindi mescolate velocemente con una spatola.
Con l'aiuto di un piccolo tagliabiscotti rotondo o di un
cucchiaio dosatore, formate 14-16 polpette di dimensioni uguali e appiattitele
leggermente.
Preparate lo tzatziki.
In una ciotola, mescolate tutti gli altri ingredienti e
aggiungete la polpa dei cetrioli, mescolate nuovamente per amalgamare il tutto. Mettete in frigorifero fino al
momento di servire.
Scaldate una padella antiaderente a fuoco medio, aggiungete
un filo d'olio d'oliva e friggete i falafel per 3-4 minuti per lato, fino a
quando non saranno dorati.
Serviteli con la salsa tzatziki, spicchi di limone, coriandolo e pane pita, o pane arabo o come più vi piace!
Crostata di cioccolato al caramello salato
La seconda ricetta che ho scelto dal libro Tarts Anon di Gareth Whitton e Catherine Way, che stiamo esplorando questa settimana con Cook_my_Books, è qualcosa di veramente godurioso. Cioccolato e caramello salato, una accoppiata vincente, sempre. Metteteci una crosta croccante un po' salata, e il gioco è fatto.
Crostata di cioccolato al caramello salato
per la crosta:
200 g di farina 00
100 g di burro tagliato a cubetti
50 g di acqua fredda
3 g di sale
per il caramello:
270 g di dulce de leche *
2 g di sale
per il ripieno:
240 g di tuorli
560 g di panna liquida fresca
65 g di zucchero semolato
145 g di cioccolato fondente al 70%, a pezzetti
3 g di sale
poco cacao amaro per la finitura
Mettete il burro, la farina e il sale in una ciotola o in planetaria o anche in un robot da cucina. Con le dita, lavorate gli ingredienti fino a ottenere un composto simile a briciole fini, senza grumi di burro.
Aggiungete l'acqua un po' alla volta (o a filo continuo se usate una planetaria), fino a formare un impasto sodo ma malleabile. Se avete usato un robot da cucina in precedenza, è consigliabile terminare l'impasto a mano. Trasferite l'impasto sul piano di lavoro e dategli una forma tonda. Avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Preriscaldate il forno a 180 °C. . Con il mattarello, stendete la pasta in un cerchio di circa 35 cm di diametro e circa 3 mm di spessore. Foderate lo stampo, con un coltellino affilato eliminate la pasta lungo i bordi e mettetelo in frigorifero per almeno un'ora.
Trascorso il tempo, riprendete lo stampo con la pasta, copritela con un poco di alluminio o carta forno premendo leggermene sui bordi. Riempitelo con le palline di ceramiche, se le avete, o con fagioli secchi, per la cottura in bianco e infornate.
Cuocete per una ventina di minuti, poi togliete dal forno, eliminate le palline o i fagioli e lasciate intiepidire.
Nel frattempo procedete con le altre preparazioni e abbassate il forno a 130/140°.
Preparate la crema al cioccolato.
Spezzettate il cioccolato, raccoglietelo in una terrina.
In un pentolino, a fuoco medio scaldate la panna insieme al sale e allo zucchero fin quasi a ebollizione. Togliete dal fuoco ma tenete in caldo.
Sbattete i tuorli e unite poco per vola la panna mescolando per avere un composto omogeneo.
Ora versate il composto, ancora caldo, sul cioccolato a pezzetti, lasciate riposare un attimo poi, col minipimer frullate senza incorporare aria. Il tutto dovrà essere lucido e fluido.
Prendete il guscio che ormai sarà freddo.
Stendete bene il caramello salato sulla base, poi versate la crema al cioccolato, livellandola.
Cuocete in forno per 30 minuti circa, alla fine è pronta quando la crema sarà ancora un po' tremolante nel centro.
Togliete dal forno e fate raffreddare completamente.
Una volta fredda , spolverate la crostata con una generosa dose di cacao amaro e servitela a fette.
*il dulce de leche lo potete trovare già pronto in lattina, sia nei grandi supermercati che nei negozi etnici. Eventualmente potete farlo in casa semplicemente facendo bollire una lattina di latte condensato zuccherato, ben chiusa e sommersa completamente dall'acqua, per 2 o 3 ore. Fate attenzione a non aprire la lattina fino a quando è completamente raffreddata.
Torta di asparagi e cipollotti per il Club del 27
Le ricette del Club del 27, questo mese sono state scelte dal libro Favorite food at Home di Rachel Alen.
E cosa c'è di più casalingo e apprezzato di una torta salata?
Torta di asparagi e cipollotti
per 6/8 persone
per la crosta:
250 g di farina 00
125 g di burro freddo
1 uovo grande
poca acqua fredda
poco sale
per il ripieno:
200 g di cipollotti freschi
250 g di asparagi già puliti
4 uova grandi
250 ml di panna liquida fresca
30 g di parmigiano grattugiato
poco olio d'oliva
sale, pepe nero macinato al momento.
In un robot da cucina o nella impastatrice, munita di gancio a K, mescolate la farina con il burro a pezzetti e un pizzico di sale fino ad ottenere un composto a briciole. A parte sbattete leggermente l'uovo e aggiungetelo con la macchina in funzione, unite anche uno o due cucchiai di acqua fredda e mescolate fino a quando l'impasto inizia a raccogliersi a palla.
Trasferite la pasta sulla spianatoia e lavoratela delicatamente per un paio di minuti, poi avvolgetela nella pellicola e conservatela in frigorifero per almeno 2 ore, ma potete prepararla anche la sera prima.
Trascorso il tempo, stendetela in modo che possa coprire una teglia da 25 cm. debitamente imburrata e infarinata.
Scaldate il forno a 180° ventilato.
Una volta che la pasta è nello stampo, copritela con un foglio di carta forno e aggiungete dei fagioli o, se le avete, le palline di ceramica per la cottura in bianco.
Cuocete per circa 15 minuti, poi toglietela dal forno, eliminate la carta forno e le palline.
Mentre la pasta cuoce, mondate e lavate i cipollotti, tagliateli a rondelle. Scaldate un filo d'olio in una piccola padella antiaderente, cuoceteli fino a quando saranno ammorbiditi.
Sbianchite per 3 o 4 minuti gli asparagi in acqua bollente salata. Scolateli, tagliateli a pezzi in obliquo, lasciando intere le punte.
In una ciotola sbattete le uova, aggiungete la panna e i cipollotti cotti, regolate di sale e di pepe.
Ora prendete il guscio di pasta preparata, versate il composto, disponete gli asparagi nell'impasto e cospargete con il parmigiano grattugiato.
Cuocete in forno, sempre a 180°, per circa 20/30 minuti, o finchè il centro non si sarà rassodato.
Potete servirla sia calda che a temperatura ambiente.
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Fingers shortbread al cioccolato e arancia
Il libro Cook_my_Books di questa settimana è Chocolate All Day di Kirsten Tibballs, fondatrice della rinomata Savour School e star di un programma televisivo australiano. Come una moderna Willy Wonka è soprannominata "Regina del Cioccolato" ed è una delle pasticcere e cioccolatiere asutraliane più celebri e conosciute a livello internazionale. Un libro perfetto per gli amanti del cioccolato, un invito irresistibile a preparare con facilità prelibatezze al cioccolato, ricche di effetto sorpresa, per amici e parenti.
Da questo libro ho scelto qualche ricetta e la prima che vi propongo è questo insolito dolcetto che nell'aspetto ricorda un po' una merendina italiana famosa. L'autrice li chiama Shortbread ma non so se è il nome più adatto, non sono propriamente come il famoso biscotto, quello che so è che ne sono usciti dei dolcetti buonissimi, durati lo spazio di un pomeriggio.
Fingers shortbread al cioccolato e arancia
145 g di burro
la scorza grattugiata finemente di 4 arance grandi
130 g di zucchero semolato
un pizzico sale
65 g di tuorli d'uovo
200 g di farina 00
1 bustina di lievito in polvere
Per la copertura:
600 g di cioccolato al latte o fondente, di buona qualità (io fondente)
Imburrate e foderate una tortiera quadrata 22x22
Nella planetaria, con la frusta a foglia, lavorate il burro con la scorza d'arancia, lo zucchero e il pizzico di sale, a velocità media finchè sara tutto amalgamato e senza grumi.
Aggiungete i tuorli e mescolate per incorporarli. Infine,
aggiungete la farina e il lievito e mescolate fino a quando gli ingredienti non
si saranno amalgamati.
Stendete l'impasto uniformemente nella
tortiera preparata e mettete in frigorifero per almeno 1 ora.
Preriscaldate il forno a 170 °C ventilato.
Cuocete per 18-20 minuti, fate comunque la prova stecchino. Appena tolto il dolce dal forno, con una spatola di gomma, premete delicatamente i bordi se eventualmente si saranno rialzati sui lati, in modo di livellare la superficie.
Lasciate raffreddare a temperatura ambiente, poi togliete il dolce dalla teglia e trasferitelo su un tagliere.
Misurate la lunghezza e tagliatelo in tre pezzi di ugual misura, quindi ognuno a bastoncini di 3 cm.
Ora temperate il cioccolato.
Spezzettate il cioccolato, mettetelo in una ciotola che possa andare in microonde. Impostate la potenza al massimo e ad intervalli di 30 secondi aprite e mescolate. Una volta che nella ciotola ci sarà la metà del cioccolato fuso e metà del cioccolato ancora solido, toglietelo dal microonde e mescolate energicamente finchè i solidi si saranno completamente sciolti.
Disponete i dolcetti su una griglia, posta a sua volta su una placca rivestita di alluminio.
Con un cucchiaio o una piccola brocca, colate il cioccolato fuso su ogni dolcetto, avendo cura che ne sia ben ricoperto.
Eventualmente recuperate il cioccolato che sarà caduto sulla teglia.
Una volta ricoperti, passate i rebbi di una forchetta sulla superficie per creare un movimento nel cioccolato.
Lasciate solidificare
a temperatura ambiente.
Una volta che si saranno solidificati bene, potete spennellarli o spruzzarli con oro alimentare.
Potete sostituire l'arancia con altri aromi com vaniglia, cannella, o con un tocco di noce moscata ma secondo me, con l'arancia, hanno una marcia in più.
Sambousek
La mia seconda ricetta da Lebanese Baking di Maureen Abood, il libro della settimana Cook_my_Book
sono i Sambousek, fagottini dalla crosta croccante che nascondono un ripieno di carne umida, morbida e speziata, arricchita dai pinoli.
Un delizioso snack da accompagnare a un colorato Spritz!
Sambousek
Per il ripieno:
35 grammi di cipolla tritata finemente
230 grammi di carne macinata di manzo o agnello (io manzo)
2 cucchiai (circa 30 g) di labneh o yogurt greco
1 cucchiaio di melassa di melograno (in alternativa aceto balsamico)
2 cucchiaini di tahina
1 pizzico di cannella in polvere
½ cucchiaino di sale marino fino
una macinata di pepe nero
2 cucchiai (15 g circa) di pinoli tostati
Per l'impasto:
1 cucchiaino di amido di mais
115 grammi di acqua tiepida
240 grammi di farina integrale
1 cucchiaino di sale marino fino
65 grammi di olio di semi dal sapore neutro
q.b. di olio di semi di arachidi per friggere
Tritate finemente la cipolla.
In una ciotola media, usando una spatola o una forchetta, sminuzzate la carne.
Aggiungete il labneh o lo yogurt, la cipolla tritata, la melassa di melograno, la tahina, la
cannella, il sale e il pepe e mescolate per amalgamare bene. Mettete da parte.
Ora preparate l'impasto. In un misurino o in una piccola
ciotola, sciogliete l'amido di mais nell'acqua.
In una ciotola media, mescolate insieme la farina e il sale. Unite l'acqua
con l'amido amido di mais e mescolate fino a completo assorbimento.
Aggiungete l'olio e, con le mani, lavorate il composto, non troppo a lungo, fino ad arrivare a una
consistenza granulosa,
Formate una palla e lavoratela fino ad ottenere un impasto morbido e liscio, ci vorranno circa 2 minuti. Coprite l'impasto con pellicola trasparente e lasciatelo riposare per 10
minuti.
Dividete a metà l'impasto e lavorate mezzo impasto alla volta.
Sulla spianatoia leggermente infarinata, stendete una delle metà fino a uno
spessore di 3 mm, sollevando l'impasto e spolverandolo con altra farina per
evitare che si attacchi al piano di lavoro.
Con un tagliabiscotti rotondo da 7,5 cm o un bicchiere, ricavate 10 dischi
dall'impasto.
Recuperate gli scarti e impastateli nuovamente fino a ottenere un composto omogeneo. Copriteli con pellicola trasparente e lasciteli riposare mentre modellate i Sambousek.
Versate al centro di ogni disco 1 cucchiaio ( circa 14 grammi) di composto di
carne. Non lasciate che la carne tocchi il perimetro dell'impasto. Guarnite il
composto di carne con qualche pinolo.Inumidire leggermente i bordi dell'impasto con acqua. Piegate i dischi a
metà per formare delle mezzelune. Sigillate i bordi con un cordoncino o usate i
rebbi di una forchetta. Trasferite i sambousek crudi su una teglia non
foderata.
Ora ripetete la stessa cosa con l'altra metà dell'impasto, e con i resti reimpastati tenuti da parte.
Rivestite un conenitore con della carta da cucina e tenetela vicino ai fornelli. In un pentolino mettete abastanza olio di semi di arachide per friggere in olio profondo, mettete sul fuoco e portate la temperatura 177 °
Con una schiumarola immergete con cautela 3 o
4 sambousek alla volta nell'olio caldo. Per garantire una frittura uniforme, non friggetene più di così per volta. Cuoceteli finché la base non diventa dorata.
Utilizzate delle pinze da cucina per girarli e continuate a friggerli per dorarli anche dall'altro lato.
Man mano che sono pronti, trasferiteli sulla teglia o il contenitore foderato di carta assorbente. Riportate l'olio a 177 ° e ripetete l'operazione con il resto dei sambousek.
Lasciateli leggermente intiepidire ma serviteli caldi.
Mangiati caldi si esprimono al meglio, ma è possibile conservare in frigorifero quelli avanzati, meglio se dentro a un contenitore ermetico, fino a tre giorni, nel congelatore fino a tre mesi.
Un giro in friggitrice ad aria e torneranno fragranti come appena fatti!
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Torta moka e cardamomo
Il libro di questa settimana Cook_my_Books è Lebanese Baking di Maurees Abood.
Se pensiamo ai dolci mediorientali, pensiamo alla Baklava e a poco altro, ma naturalmente esiste una grande tradizione anche a quelle latitudini..
Sfogliare questo libro, che contiene oltre 100 ricette, dalle più ortodosse alle più innovative, è stato come dare voce alle pagine, sia per come sono descritte le ricette che per le storie ad esse legate, che ti trasportano in atmosfere che non frequentiamo abitualmente. Insomma un bel viaggio in paesi lontani, fra spezie, colori, sciroppi, sapori e idee.
Ho scelto questa torta perchè amo il sapore che il cardamomo regala al caffè, metteteci il cacao e anche una crema vellutata e serica...sono sicura che mi capirete...
Torta moka e cardamomo
(Mocha Cardamom Snack cake)
per circa 10/12 porzioni
per la torta:
45 g di cacao amaro in polvere
120 g di farina
200 g di zucchero semolato
55 g di olio neutro
6 g di bicarbonato di sodio
1/2 cucchiaino di lievito
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di cardamomo macinato
115 g di labneh o yogurt greco, a temperatura ambiente
170 g di acqua
12 g di caffé solubile in polvere
1 uovo grande, a temperatura ambiente
1 tuorlo di uovo grande, a temperatura ambiente
2 cucchiaini di estratto di vaniglia.
per la crema:
170 g di burro morbido
340 g di zucchero a velo
5 g di caffè solubile in polvere
30 g di acqua calda
1/4 di cucchiaino di cardamomo macinato
2 o 3 cucchiaini di panna liquida fresca
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
Scaldate il fonro a 180° e disponete la griglia nella parte centrale.
Ungete leggermente con poco olio una teglia quadrata 20x20, rivestitela con della carta forno facendola aderire bene e lasciandola debordare un po' ai lati.
Ungetela di nuovo leggermente e spolverate la carta forno, sia sul fondo che sui lati, con un po' di cacao. Eliminate l'eccesso.
In una ciotola capiente, mescolate insieme
la farina, lo zucchero, il cacao in polvere, il
bicarbonato, il lievito, il sale e il cardamomo. Mettete da parte.
In una'altra ciotola, mescolate insieme il labneh o lo yogurt greco, i 170
grammi di acqua, il caffè solubile in polvere, 50 grammi di olio, l'uovo, il tuorlo e la vaniglia. Mescolate fino ad avere un composto ben amalgamato.
Versate gli ingredienti liquidi in quelli secchi e con le fruste elettrriche montate bene fino a ottenere
un impasto liscio e senza grumi.
Versate il composto nella teglia preparata e mettete in forno e cuocete finché la superficie della
torta non risulta elastica al tatto e uno stuzzicadenti inserito al centro esce pulito, ci vorranno circa 25/30 minuti.
Lasciate riposare la torta nella teglia per 10 minuti, poi staccatela utilizzando la carta debordante per sollevarla e trasferirla su una griglia a raffreddare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti.
Trasferite la torta su un'alzata per dolci o un piatto da portata.
Mentre la torta si raffredda, preparate la crema al burro.
In una piccola ciotola, sciogliete la polvere di caffè espresso nell'acqua calda. Aggiungete il cardamomo, la panna liquida e l'estratto di
vaniglia e mescolate per amalgamare.
In un'altra ciotola capiente, usate una spatola morbida per amalgamare il
burro morbido.
Aggiungete il composto di caffè espresso e mescolate bene per renderlo uniforme. Aggiungete lo zucchero a velo, 110 g circa alla volta,
mescolando bene per farlo assorbire dopo ogni aggiunta.
Distribuite la crema al burro uniformemente sulla torta. Usate una spatola
a gomito per spalmarla in modo decorativo, creando delle onde profonde.
Lasciate i lati scoperti.
Goat cheese crème brulée per Il Club del 27
(Goat cheese crème brulée)
500 ml di panna liquida fresca
150 g di mascarpone
150 g di zucchero di canna Demerara
2 cucchiaini di essenza di vaniglia
2 cucchiaini di semi di cardamomo, pestati nel mortaio
1 limone, scorza e succo
60 g di formaggio di capra fresco (tipo spalmabile)
5 tuorli d'uovo
1 pizzico di sale
Trasferite tutto in un pentolino, unite la vaniglia, 100 g di zucchero, il cardamomo, la scorza e il succo di limone, il sale.
Ponete su fuoco dolce e portatelo quasi a ebollizione. Spegnete, unite il formaggio di capra ben schiacciato e fatelo sciogliere dentro al liquido. Tenete tutto da parte per circa 15 minuti.
Unite a filo i liquidi alle uova montate, mescolate bene fino a quando il composto è ben amalgamato.
Scaldate il forno a 150/160° ventilato.
In una larga teglia che possa andare in forno, allineate 6 ramequin o stampini a piacere.
Riempite i ramequin facendo scendere il composto attraverso un colino. Potete arrivare poco sotto all'orlo.
Cuocete a bagnomaria, quindi aggiungete acqua bollente nella teglia, fino ad arrivare a metà degli stampi.
Mettete in forno e fate cuocere per circa 40 minuti circa. E' pronto quando, al tatto, la crema sarà abbastanza resistente ma ancora tremolante.
Togliete dal forno e lasciate riposare nel bagno maria.
Una volta che la crema è completamente fredda, togliete dalla teglia e coprite ogni ramequin con la pellicola. Riponete in frigo almeno per una notte.
Se non lo avete, passate gli stampi sotto al grill finchè lo zucchero si caramella.
Rimettete in frigorifero in questo caso, perchè la crema si scalderà e va servita fredda.
Un ottimo dessert, profumato di limone.
Polpettone alle verdure ( Best ever meatloaf)
Dal libro Slow Cooking di Olivia Andrews, che stiamo sfogliando con Cook_my_Books, ho scelto anche questa ricetta che potrebbe risolvere un problema comune a molti genitori: far mangiare la verdura ai bambini! I polpettoni sono amati da tutti, grandi e piccoli, e questa versione è un modo geniale per "nascondere" broccoli, carote e altre verdure che altrimenti verrebbero rifiutate. La cottura lenta ne esalta la morbidezza e il sapore.
L'autrice lo intitola "Best ever meatloaf" io non so se è il migliore del mondo, ma è davvero buono.
Qui ha riscosso molto successo.
Polpettone alle verdure
(Best ever meatloaf)
per 4/6 persone
600 g di macinato di manzo
400 g di macinato di maiale
75 g di fiocchi d'avena
1 uovo leggermente sbattuto
50 g di parmigiano grattugiato finemente
1 carota grattugiata grossolanamente
1 zucchina grattugiata grossolanamente
2 spicchi d'aglio tritati finemente
una manciata di basilico tritato finemente
Glassa di pomodoro:
1 barattolo da 700 g di passata di pomodoro
1 cucchiaio di senape di Digione
3 cucchiai di sciroppo d'acero
2 cucchiai di salsa Worcestershire
1 cucchiaio di aceto di mele
purè di patate o spinaci al burro patate appassite spinaci, per servire
Nella Slow Cooker
Ungete e foderate la pentola a cottura lenta con carta da
forno. Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola, condite con sale e pepe e
mescolate bene. Pressate uniformemente il composto del polpettone nella pentola
a cottura lenta. Cuocete a fuoco basso per 4 ore o finché non sarà ben cotto non si staccherà dai bordi.
Sformate il polpettone e versatevi sopra la glassa, quindi
servite con purè di patate e spinaci appassiti.
In forno
Preriscaldate il forno a 170 ° ventilato . Mettete
tutti gli ingredienti in una ciotola, condite con sale e pepe e mescolate bene fino a rendere l'impasto omogeneo.
Trasferite il composto in una teglia capiente, quindi modellatelo con le mani
per dare la forma di un polpettone. Cuocete in forno per 1 ora e 15 minuti
finché non sarà cotto.
Sformate il polpettone e versateci sopra la glassa, quindi
servite con purè di patate o gli spinaci.
Tortine di riso di Bilbao - Pasteles de arroz
Chiudo la settimana Cook_my_Books dedicata al La cocina Vasca di Maria José Serrano con dei dolcetti deliziosi ma che nascondono un piccolo mistero.
Perché a Bilbao si chiama pastel de arroz (torta di riso)
una piccola crostata senza riso? È un enigma a cui, a quanto pare, l'autrice non sa dare una risposta semplice.
Dopo varie ricerche su vecchi libri e domande in giro per la città, restò con la domanda irrisolta. Potevano essere una stranezza capricciosa simile al mince pie britannico o al coniglio gallese? O l'idea venne ai marinai baschi di ritorno dall'Estremo Oriente? O ancora dalle Filippine (un tempo dominate dagli spagnoli) o forse dal Giappone dove le torte di riso sono sempre esistite?
Solo un libro scritto dalle tre sorelle Azcaray Egilor ad inizio Novecento, intitolato El Amparo: sus platos clàsicos, apre a una nuova ricerca in base a una ricetta di arroz de leche (budino di riso) arricchito con tuorli d'uovo, burro e un pizzico di cannella. Il suggerimento che nasce è che i pasteles di arroz potevano essere preparati con la farina di riso al posto di quella di grano. Sarà questa la risposta? Chissà!
Sta di fatto che del riso neanche l'ombra in questi dolcetti.
Tortine di riso di Bilbao
(Pastesles de arroz)
per 12 tortine
2 confezioni di pasta sfoglia pronta
per il ripieno:
75 g di burro morbido, a temperatura ambiente
130 g di zucchero semolato
2 uova medie
125 g di farina 00
500 ml di latte intero
1 pizzico di sale
Scaldate il forno a 180° statico, oppure 160° ventilato
Prendete una teglia da muffin, imburrate generosamente gli incavi
Ora prendete la pasta sfoglia, srotolate la pasta, copritela con un po' di carta forno e tiratela ancora leggermente col mattarello. Fate la stessa cosa anche con l'altra sfoglia. Con un coppapasta da 8 cm. ricavate tanti dischi quante sono le cavità imburrate (almeno 12) e inseriteli in ognuna, modellandoli.
Ritagliate della carta forno a misura da inserire dentro la pasta già messa negli stampi.
Riempiteli tutti con le palline di ceramica per la cottura in bianco, o con i fagioli, quello che volete.
Mettete in forno e cuocete per 10 minuti.
Nel frattempo preparate il ripieno.
Con le fruste elettriche montate il burro e lo zucchero in una ciotola, fino ad avere un composto chiaro e spumoso. Unite le uova una alla volta, e continuate a montare finché non saranno ben incorporate.
Unite la farina, poco alla volta, aiutandovi con il latte fatto scendere lentamente.
Trasferite il composto in una brocca.
Togliete lo stampo dal forno, eliminate la carta e le palline di ceramica, o i fagioli.
Versate il composto in ogni cavità con la pasta sfoglia, arrivando fino al bordo.
Rimettete nel centro del forno per 15 o 20 minuti, o fino a doratura.
Servitele calde o fredde, come preferite.
Secondo me danno il loro meglio tiepide.
Un dolcetto di quelli che si fanno in un attimo, quando ti prende la voglia di dolce, che ti sorprende per la scioglievolezza della crema in contrasto con la sfoglia croccante.
La prossima volta aggiungerò un pizzico di cannella, ci starebbe benissimo!
Champagne cake
Questa settimana Cook_my_Books propone un'affascinante raccolta di ricette aggiornate per torte classiche e dimenticate, tutte raccolte in un libro che richiama l' attenzione già dalla copertina, Vintage Cake di Julie Richardson, e una vintage come me non poteva che apprezzarlo.
Un libro che è una passeggiata dolce lungo il viale dei ricordi, quasi una deliziosa capsula del tempo della pasticceria americana, con ricette che abbracciano un secolo.
L'abbiamo deciso tutte insieme, noi amiche della squadra Cook_my_Books, scegliendo la bellezza di questi dolci per celebrare una di noi che ha da poco compiuto gli anni, Manuela di @profumicolori. Un modo per ringraziarla dell'immenso lavoro che fa dietro le quinte, per l'impegno organizzativo costante, per la sua sempre immediata disponibilità, per la sua generosità e dedizione al gruppo e a tutte noi. A parte la bravura in cucina che da anni è sotto gli occhi di tutti, lei è una amica silenziosa e sensibile, sempre attenta, sempre vicina, sempre pronta a correre in nostro aiuto nei momenti di necessità, a prevederli persino, e, naturalmente, a risolverli.
Per cui, con gratitudine e affetto, ancora tantissimi auguri Manuela!
Io le dedico questo meraviglioso, buonissimo dolce, di gran moda negli anni '50.
Champagne cake
per 8/10 porzioni
340 g di farina, setacciata
4 uova grandi a temperatura ambiente
340 g di zucchero
120 g di olio di semi delicato
120 g di champagne o spumante secco
2 cucchiaini e mezzo di lievito in polvere
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale
Per la crema:
375 g di panna liquida fresca
250 g di mascarpone
4 tuorli d'uovo
100 g di zucchero
80 g di champagne o spumante secco
2 cucchiai e mezzo di amido di mais
30 g di burro non salato
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
un pizzico di sale
per la glassa:
400 g di panna fresca (a cui andranno aggiunti 130 g presi dalla crema di farcitura)
3 cucchiai di zucchero
per completare:
frutti di bosco misti a piacere (lamponi, ribes, more, mirtilli)
fragole a piacere.
Posizionate la griglia del forno al centro e preriscaldatelo a 175°
Imburrate fondo e bordi di 2 teglie apribili da 20 cm. alte 5 cm. Foderate il fondo con la carta forno, fate lo stesso per i bordi ritagliando due strisce pari all'altezza dello stampo.
Setacciate la farina insieme al lievito e al sale, mescolate bene.
Nella planetaria con la frusta a foglia (se non avete la planetaria usate una frusta elettrica) montate le uova con lo zucchero e la vaniglia a velocità media per un minuto o due, poi abbassate la velocità e unite l'olio a filo fino a quando il composto sarà omogeneo. A questo punto unite il composto di farina in tre volte, alternandolo con il vino che invece aggiungerete in due volte, iniziando e terminando con la farina.
Dopo ogni aggiunta, fermatevi e rimescolate accuratamente il composto, che sarà morbido. Dopo l'ultima aggiunta di farina mescolate delicatamente con una spatola e non con le fruste elettriche o la planetaria.
Distribuite equamente l'impasto nelle due teglie.
Cuocete in forno finché, toccando il centro del dolce con la mano, è resistente ed elastico.
Ci vorranno circa 40 minuti, ma controllate sempre facendo la prova stecchino, dovrà uscire asciutto.
Probabilmente le tortine saranno più alte e bombate al centro, ma non è un problema. Si risolverà al taglio.
Sfornate le torte, lasciatele raffreddare nelle loro teglia per almeno 30 minuti, poi toglietele dallo stampo e lasciatele su una griglia, o su della carta forno, fino al momento di assemblarle, con la parte superiore rivolta verso l'alto, finché saranno a temperatura ambiente.
Preparate la crema.
Scaldate la panna a fuoco dolce, in una pentola di medie dimensioni, finché è calda ma non bollente.
A parte, in una ciotola, sbattete bene i tuorli insieme allo zucchero e al sale. Incorporate il vino e poi l'amido di mais. Unite lentamente circa un terzo della panna calda mescolando con una frusta e trasferite tutto nella pentola con il resto della panna calda, rimettete su fuoco medio-basso mescolando costantemente finché il composto inizia ad addensarsi, fate cuocere per circa un minuto poi filtratelo attraverso un colino facendolo cadere una una ciotola pulita, incorporate il burro e la vaniglia mescolando fino a quando il burro è perfettamente sciolto e incorporato, fate raffreddare e unite il mascarpone. Mescolate fino ad avere una crema densa e omogenea.
Coprite la crema con la pellicola a contatto, mettete in frigo fino a quando sarà completamente fredda, ci vorrà circa un'ora. Questa è una preparazione che potete fare anche il giorno prima.
Ora riprendete le tortine, ormai pronte. Se necessario, refilate un po' la parte alta della torta, in caso sia rimasta un po' bombata e rigonfia. Giusto per appiattirla un pochino.
Tagliate ogni torta a metà ottenendo due strati uguali ognuna.
Avrete quattro strati da assemblare.
Posate uno dei due strati inferiori un un piatto piano, con il taglio rivolto verso l'alto.
Con una spatola, distribuite uno strato di crema sul fondo di torta, poi sovrapponete un altra metà di torta, sempre con la parte tagliata verso l'alto, e ripetete l'operazione con altra crema.
Ora sovrapponete uno dei due strati superiori, refilati se lo avete fatto, con il lato tagliato verso l'alto. Spalmate anche questo con la crema. Ora posate l'ultimo strato superiore, questa volta con il lato tagliato verso il basso. Premetelo leggermente in modo che formi una copertura abbastanza piatta, se così non fosse, refilate di nuovo la torta..
Controllate che la crema non sia fuoriuscita dagli strati ed eventualmente distribuitela lungo i lati con una spatolina angolare.
Dovreste avere avanzato almeno mezza tazza di crema.
Mettete la torta in frigorifero per 30 minuti o più, in modo che la torta e la crema si assestino bene.
Ora preparate la glassa di copertura.
Montate la panna molto fredda in una ciotola altrettanto fredda, (magari lasciatela in frigo una mezz'ora prima di procedere) a media velocità, quando la panna inizia a tirare, unite lo zucchero e continuate a montarla in una neve densa e soda. Unite la crema tenuta da parte e continuate a montare il tutto fino a renderlo omogeneo e liscio.
Riprendete la torta dal frigorifero, posatela su una gratella e, con l'aiuto di una spatola, rivestite abbondantemente lati e superficie della torta, cercando di fare strati omogenei che coprano perfettamente quello che c'è sotto.
Una volta pronta, con molta attenzione e delicatezza, trasferite la torta sul piatto di servizio e tenetela in frigorifero fino al momento di servire.
Nel frattempo preparate i frutti di bosco lavati e asciugati delicatamente. Lavate anche le fragole, asciugatele e alcune tagliatele a metà, le altre lasciatele intere col picciolo.
Poco prima di servire, coprite la superficie della torta con la frutta preparata.
L'autrice racconta che, non avendo mai sentito parlare di una torta del genere, ma amando le bollicine dello Champagne, ne ha voluto sapere di più su questa specialità. Con orrore ha scoperto che la torta in realtà era una torta bianca fatta con crema pasticcera allo Sherry e glassa bianca tinta di rosa con il colorante alimentare rosso e non conteneva affatto Champagne! Comunque la torta rosa era di gran moda appunto negli anni '50. Lei ne ha fatto una versione aggiornata, questa volta usando lo spumante sia nella torta che nella crema. In questo modo la torta bianca ha un aspetto più elegante perfetto per un ricevimento, una occasione importante. Il suo consiglio è di abbinarla a frutti di bosco freschi, come ho fatto io, ma anche, se la preferite in rosa, di aggiungere il colorante rosso alla glassa e all'impasto della torta. Altro suggerimento è quello di usare uno spumante secco non troppo costoso per questa ricetta.
Io concordo sul non colorare la torta, ha sicuramente una allure più elegante.
Noi l'abbiamo molto apprezzata perché, nonostante il mio timore che fosse troppo "gnucca", si è rivelata morbidissima e scioglievole, lo spumante la rende deliziosa e dal sapore delicato, e quella crema... quella crema!!
In sintesi, laboriosa ma non più di tanto, visto che si possono dividere le preparazioni in due tempi. Ci ho messo di più a scrivere la ricetta con tutti i passaggi.
Terrina di coniglio con marmellata di cipolle
Chi frequenta il mio blog, o chi mi conosce da tempo, sa quanto io ami le terrine. Sono state anche l'argomento che ho indicato per una sfida MTChallenge, dopo aver vinto quella precedente sul pollo fritto. Lasciatemi vantare un po' per questo, e intanto vi invito a visitare il sito, dove potrete vedere quante belle idee sono scaturite da quella prova.
Antipasto, piatto principale o dessert, calda, tiepida o fredda, la terrina è sempre una grande protagonista della tavola. Una alleata preziosa in tantissime occasioni perché si prepara in anticipo e non sfigura nei pranzi importanti come in quelli rustici, perfetta per i buffet e i pic nic, e poi perchè piace sempre a tutti.
Facile da fare, è una preparazione che libera la fantasia. Si può spaziare con ingredienti e combinazioni di carni diverse, di pesci e di verdure, persino di frutta.
Le terrine di carne hanno un sapore squisitamente complesso, e il risultato è una pienezza di aromi per me paragonabili al bouquet di un vino pregiato. Portate in tavola stupiscono sempre, soprattutto quando tagli la prima fetta e rivelano l'interno perfetto.
E come potevo non fare una terrina scelta dal libro della nuova settimana Cook_my_Books, Revolutionary French Cooking di Daniel Galmiche? Uno degli chef francesi che hanno conquistato la stella Michelin in Inghilterra, e scusate se è poco. Come diceva Alessandra nella presentazione di questo libro, tradizione e innovazione sono già evidenti dalla classificazione delle ricette, suddivise dall'autore in tre grandi capitoli, intitolati Liberté, Egalité, Fraternité, motto nazionale della Repubblica francese.
Lui qui prende il coniglio, una carne non molto considerata, e ne fa una elegante terrina degna di pranzi reali, profumata di erbe aromatiche e accompagnata dalla dolcezza di una marmellata di cipolle. Non a caso inserita nel capitolo dedicato all'Egalité, a sottolineare il protagonismo e l'uguaglianza e di una carne umile con i piatti più nobili. E il risultato è irresistibile!
Terrina di coniglio con marmellata di cipolle
per 12/14 persone
2 kg circa fra cosce e spalle di coniglio
300 g circa di filetti di coniglio
12 cipolline borettane, tagliate a metà
8 cipollotti freschi
4 rametti di timo
poco prezzemolo tritato
2 cucchiai abbondanti di olio e.v. d'oliva
più quello per spennellare
sale, pepe nero macinato al momento
Per la marmellata di cipolle:
600 g di cipolle bianche, mondate, dimezzate e affettate sottilmente
180 g di zucchero
50 g di aceto di mele
2 bicchieri scarsi di vino bianco
2 cucchiai di aceto balsamico
1 rametto di timo
Portate il forno a 150° statico.
Disponete le cosce e le spalle di coniglio su una teglia, condite con sale e pepe, irroratele con 'olio e cospargetele di timo. Coprite con della carta forno e infornate.
Lo chef dice di cuocerle per tutta una notte, almeno 10 ore. Io non me la sono sentita e le ho cotte, sempre a 150° per poco più di 4 ore abbondanti.
Trascorso il tempo, togliete la teglia dal forno e tenete da parte.
Preparate i cipollotti eliminando le barbe finali, parte del ciuffo verde e un paio di foglie esterne.
Tagliate a metà le cipolline borettane, lavatele e asciugatele.
Riaccendete il forno a 180°
Mettete cipolline e cipollotti su una teglia, spennellate con dell'altro olio e cuocete in forno per 20 minuti.
Togliete la teglia dal forno, prelevate i cipollotti e teneteli da parte, rimettete le sole cipolline in forno per altri 20/25 minuti. Devono essere ancora un po' consistenti. Una volta pronte, togliete e tenete da parte anch'esse, e abbassate il forno a 150°
Ora è il turno dei filetti, metteteli su una teglia, salateli e cuocetele per 15 minuti circa, in modo che rimangano morbidi, poi tenete da parte insieme al resto.
Spolpate le cosce e le spalle di coniglio e raccogliete la carne in una ciotola.
Filtrate il fondo di cottura in una piccola casseruola e mettetela su fuoco dolce, lasciate sobbollire dolcemente per circa 10 minuti, per ridurre il liquido.
Sminuzzate molto bene la carne del coniglio, aggiungete il prezzemolo tritato e il liquido ridotto.
Regolate di sale e di pepe.
Foderate di pellicola trasparente uno stampo classico da Plumcake, lasciandola debordare ai lati.
Mettete sul fondo uno strato di carne di coniglio sminuzzata e premete bene.
Allineate le cipolline, con la parte tagliata verso il basso, al centro della terrina, a intervalli regolari.
Coprite con dell'altra carne di coniglio sminuzzata e adagiate metà dei filetti, con accanto metà dei cipollotti cotti, uno accanto all'altro, coprite con dell'altra carne sminuzzata. Ripetete la stessa operazione con i restanti filetti e cipollotti e coprire tutto definitivamente con il resto della carne sminuzzata. Premete molto bene e ripetutamente per evitare vuoti. Sbattete anche leggermente la terrina, poi ripiegate la pellicola debordante, a coprire. Premete ulteriormente poi posate, sulla superficie dello stampo, un peso che copra tutta la lunghezza, tipo un pacco di farina o una scatola di zucchero, avvolti anch'essi nella pellicola. L'importante è che sia lungo tanto quanto la terrina sottostante.
Lasciate riposare in frigorifero, con il peso, per almeno 10 ore, o una notte.
Mentre la terrina riposa, preparate la marmellata.
Sbucciate le cipolle, dimezzatele e affettatele sottilmente.
Scaldate l'olio in una casseruola a fuoco medio basso, poi aggiungete le cipolle e cuocete lentamente le cipolle per 15 minuti circa, o fino a quando saranno morbide e senza che abbiano preso colore.
A parte, in ina ciotola di vetro, sciogliete lo zucchero nell'aceto di mele. Unite il composto alle cipolle, aggiungete anche il vino, l'aceto balsamico e il timo.
Riportate a ebollizione, abbassate la fiamma a temperatura media e cuocete per altri 15 minuti mescolando di tanto in tanto, poi abbassate il fuoco e continuate a cuocere fino a quando il liquido diventa denso e sciropposo. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare completamente il tutto.
Eliminate il timo. Versate la marmellata in un barattolo sterilizzato che potrà essere conservato in frigorifero fino a due mesi.
Servite la terrina a fette, accompagnata con la marmellata di cipolle.
Consiglio:
Per sicurezza, meglio aggiungere un po' di gelatina al composto, in modo che non si disfi al taglio, visto che la carne è già cotta e non è molto ricca di collagene.
Basterà sciogliere una compressa di Ideal in 500 g di acqua bollente, lasciarla raffreddare e aggiungerne una parte nel composto di carne sminuzzato. Non troppa da ammollare la carne, ma a sufficienza per tenere insieme il tutto.
Sticky Boozy Toffee Pudding
Cook_my_Books questa settimana propone il libro di un autore che avevamo già incontrato e che ci era piaciuto oltremodo, Coinneach McLeod, alias The Hebridean Baker, lo scozzese delle Ebridi, acclamato food writer di Scozia.
Da questo libro ho scelto una ricetta, lo Sticky Toffee Pudding che già conoscevo di nome perchè ogni tanto mi capitava di incontrarlo ai raduni di Coquinaria, portato da qualche amica o amico. Confesso che non ha mai suscitato in me particolare favore, anzi, direi che ho continuato ad ignorarlo. Fino ad ora.
Non so cosa è stata la spinta a provare, se la descrizione della ricetta, o il fatto che amo i datteri oppure sarà stata la foto molto accattivante del nostro Hebridean, o sarà pure perché invecchiando si diventa saggi ed è più facile riconsiderare certe scelte, sta di fatto che non ci ho pensato su più di tanto e sono andata in cucina, ho aperto la dispensa e, visto che avevo tutto in casa, mi ci sono messa d'impegno.
Questo è un dolce comfort food che in Inghilterra è immancabile nei menu di tutti i Pub del Regno, un po' come da noi il Tiramisù.
Molto calorico già di suo in verità, viene accompagnato da una salsa a base di crema e da una pallina di gelato, giusto per non farsi mancare nulla. Ma poi, alla fine, con qualcosa bisogna pur gratificarsi no?
Sticky Boozy Toffee Pudding
240 g di datteri denocciolati e tritati grossolanamente
225 ml di té nero caldo
135 g di burro morbido
225 g di zucchero Muscovado
3 uova grandi
3 cucchiai di melassa nera (in alternativa Vino Cotto)
260 g di farina autolievitante
1 cucchiaino e mezzo di bicarbonato di sodio
150 ml di latte
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
Per la salsa toffee al Rum:
75 g di zucchero di canna chiaro
50 g di burro
300 ml di panna liquida fresca
2 cucchiai di melassa nera (in alternativa Vino Cotto)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
3 cucchiai di Rum scuro
Dopo aver denocciolato e tritato grossolanamente i datteri, raccoglieteli in una terrina immergendoli nel tè nero caldo e lasciateli riposare finché il tutto è completamente freddo.
Poi schiacciate bene la miscela di datteri e tè con una forchetta fino a renderli una poltiglia grossolana, aggiungete la vaniglia e tenete da parte.
Imburrate generosamente una pirofila da 23 cm. almeno.
Scaldate il forno a 150° ventilato.
Con le fruste elettriche lavorate insieme il burro e lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e soffice. Unite le uova una alla volta, incorporandole bene prima di aggiungere la successiva, quindi aggiungete la melassa nera, io ho usato il Vin Cotto che era comunque il suggerimento alternativo dell'autore.
Casomai si scurisse troppo, coprite con un foglio di alluminio dopo circa 40 minuti.
Mentre il pudding cuoce, preparate la salsa.
In una padella aggiungete lo zucchero, il burro e metà della panna. Scaldate leggermente per fare sciogliere completamente lo zucchero. Unite la melassa nera , o il Vino cotto, la vaniglia e il Rum, quindi cuocete a fuoco dolcissimo per un paio di minuti, finché avrete una salsa color caramello. Fuori dal fuoco unite anche il resto della panna.. Mescolate bene.
Togliete il budino dal forno, lasciatelo riposare per circa 15 minuti, poi foratelo abbondantemente con un ago, o uno stecchino e spennellatelo con metà della salsa fino a farla assorbire.
Fatelo riposare altri 10 minuti, poi servitelo accompagnato dal resto della salsa e da una pallina di gelato alla vaniglia.
Bene, qui è piaciuto moltissimo, fondente e profumato, ed è sparito in men che non si dica.
Persino mio genero che non ama frutta di nessun tipo, nè fresca nè secca, lo ha apprezzato parecchio.
Quindi, da rifare e rifare.
Plumcake al cioccolato Buena Vista per Il Club del 27
Il 27 è arrivato, inesorabile.
E io arrivo a pubblicare la ricetta che ho scelto dal bellissimo libro sul cioccolato, Book of great chocolate dessert di Maida Heatter, che abbiamo esplorato per il Club del 27. Sono stata attratta da
un dolce che ha vinto molti premi in diverse fiere di contea sia in Colorado che in California, ricco di cioccolato e carico di frutta secca, da incartare e regalare, così lo descrive l'autrice. Ed effettivamente era buonissimo e profumato.
Plumecake al cioccolato Buena Vista
330 g di farina
3 cucchiai colmi di cacao amaro
120 g di burro morbido
2 uova grandi
240 g di zucchero
120 g di latte
230 g di datteri morbidi
85 g di uvetta sultanina
200 g di noci pecan
170 g di cioccolato
2 cucchiaini di lievito per dolci
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaino di caffè solubile
1 cucchiaio di Rum
1/2 cucchiaino di sale
per completare:
panna montata spolverata con un pizzico di cannella
poco zucchero a velo
Tagliate a pezzetti i datteri denocciolati. Tritate grossolanamente le noci pecan, mettete a bagno l'uvetta con un goccio d'acqua tiepida mescolata a un cucchiaio di Rum, tritate il cioccolato, volendo, potete usare anche le gocce già pronte.
In una ciotola setacciate la farina con il lievito, il bicarbonato, la cannella, il cacao.
In un'altra ciotola, con le fruste elettriche, montate il burro morbido con lo zucchero fino a renderlo spumoso, aggiungete la vaniglia, il caffè solubile, mescolate poi unite le uova una alla volta finché sono ben incorporate.
Incorporate quindi gli ingredienti secchi aiutandovi man mano con il latte, mescolando fino ad avere un composto perfettamente amalgamato.
Unite l'uvetta, scolata e strizzata, le noci tagliate, i datteri e il cioccolato.
Scaldate il forno a 180° ventilato.
Imburrate uno stampo da plumcake da 23x13 circa. Foderatelo con carta forno.
Versate l'impasto, sbattete leggermente per farlo assestare, lisciate la superficie e praticate una leggera incisione lungo quasi tutto l'impasto.
Cuocete in forno già caldo per circa un'ora, un'ora e 10 minuti. Vale sempre la prova stecchino, quando esce asciutta, è pronto.
Togliete dal forno e lasciatelo riposare nello stampo per circa 10 minuti o poco più, poi sformatelo e appoggiatelo su una gratella per farlo raffreddare completamente.
E' uno di quei dolci che deve avere il tempo di assestare i sapori, per cui meglio farlo il giorno prima di servirlo.
Completatelo con lo zucchero a velo e accompagnatelo con della panna montata spolverata con un pizzico di cannella.
Mousse di trota affumicata
Il libro della settimana Cook_my_Book è Cooking & The Crown diTom Parker Bowles, noto critico gastronomico inglese e figlio della regina Camilla, il quale, godendo di una posizione privilegiata in seno alla famiglia reale, ci offre uno sguardo su quello che arriva sulle tavole di Buckingam Palace, sui gusti della Royal Family in fatto di cibo.
Un libro che ho sfogliato con curiosità e da cui ho scelto alcune ricette, regalandomi una vero e proprio menù, dall'aperitivo al dolce.
L'aperitivo lo trovate pubblicato sulla mia pagina Instagram a questo link e ora ecco un antipasto decisamente goloso. Una mousse creata appositamente dall'executive chef Stéphane Pacoud del ristorante Bellamy's a Mayfair, che era uno dei ristoranti preferiti della defunta regina Elisabetta, di proprietà di Gavin Rankin.
Mousse di trota affumicata
225 g di filetti di trota affumicata
(la ricetta prevede sia anguilla affumicata che trota affumicata)
240 ml di panna liquida fredda
90 g di maionese
150 ml di brodo di fumetto di gamberi o di pesce
6 g di gelatina in fogli
pane tostato per servire
Serviranno 4 piccoli ramequins, o altri stampi a scelta, da 7 cm.
Scaldate il fumetto di gamberi o di pesce.
Ammollate la gelatina in acqua fredda, quando è pronta fatela sciogliere nel fumetto di gamberi, o di pesce, scaldato e lasciate intiepidire.
Prendete i ramequins e versate all'interno un cucchiaio ciascuno dello stesso composto, o abbastanza da ricoprirne bene il fondo, e mettete in frigo finchè la gelatina non si sarà rassodata.
Montate la panna a neve morbida, unite 4 cucchiai scarsi del composto con la gelatina ormai fredda e continuate a montare la panna fino a neve ferma.
In un robot da cucina mettete i filetti di trota e la maionese e tritateli finissimamente fino ad avere un composto cremoso e liscio. Trasferitelo in una ciotola e aggiungete la panna che avete montato con la gelatina.
Con una spatola, e con pazienza, mescolate tutto fino ad incorporare completamente la panna. Allo stesso tempo, ogni tanto, date una mescolata al fumetto in modo che non inizi a tirare. In caso succedesse, scaldatelo leggermente in microonde per farlo tornare fluido mentre preparate la mousse.
Riprendete i ramequins o gli stampi che avete scelto, controllate che il velo di gelatina si sia completamente rappreso e versate il composto in ognuno, sbattendoli leggermente in modo da non lasciare bolle d'aria all'interno, riempiendoli fino a tre quarti. Livellate la superficie con un cucchiaio e rimettete in frigorifero.
Quando la mousse si sarà rassodata, riprendete i ramequins e completateli con la gelatina rimasta.
Abbiate cura di ricoprirne bene e abbondantemente la superficie.
Rimettete in frigorifero fino a completo rassodamento.
Servite con crostini di pane tostato, caldo

































