Confettura di Kumquats
La mia seconda scelta dal libro Mes Confitures di Christine Ferber, che stiamo esplorando questa settimana con Cook_my_Books è una ricetta perfetta per l'inverno. Naturalmente l'ho preparata in stagione, l'inverno scorso, seguendo la ricetta della Ferber, come faccio per tutte le mie marmellate. Avevo trovato i frutti, non trattati, all'Essselunga e non ho resistito.
Approfitto quindi del fatto che Cook_my_Book dedica la settimana al libro di Christine Ferber, per condividerla.
Salvate la ricetta e preparatevi a realizzarla quando i kumquats, i mandarini cinesi, saranno di nuovo disponibili. Questa confettura ha un sapore paradisiaco, ve la consiglio caldamente.
Confettura di Kumquats
850 g di kumquats non trattati
800 g di zucchero semolato
30c cl di succo d'arancia (in pratica il succo di tre belle arance)
il succo di mezzo limone
Il primo giorno:
Spazzolate e lavate bene i frutti, armatevi di pazienza e tagliateli a metà togliendo i semi interni che andranno raccolti e messi in una mussola o tessuto leggero pulito, legato a sacchettino.
Tagliate a pezzettini le metà pulite dai semi e trasferite tutto in una bassine da marmellate o in una casseruola.
Nella casseruola aggiungete 400 g di zucchero, il succo di limone, quello d'arancia e il sacchettino con i semini.
Mettete sul fuoco e, mescolando delicatamente, portate il tutto a un leggero bollore, deve solo fremere.
Ora trasferite il tutto in una ciotola, coprite con della carta da cucina e mettete in frigo o al fresco per una notte.
Il secondo giorno:
rimettete tutto nella bassine, o nella casseruola e ponete sul fuoco fino a ebollizione, mescolando delicatamente. Unite i restanti 400 g di zucchero e riportate a ebollizione a fuoco vivo, mescolando sempre continuamente, per almeno 10 minuti. Nel frattempo schiumate con cura.
Verificate la cottura facendo scivolare un po' di confettura su un piattino freddo, inclinato. Deve essere leggermente gelificata.
Togliete il sacchettino con i semi.
Togliete la bassine dal fuoco, invasate e tappate subito.
NOTA:
La scorza dei kumquats rimane abbastanza presente e ancora un po' dura.
Io ho preferito dare una veloce frullata con il minipimer e ho ottenuto la consistenza che volevo, con la buccia che risulta poi piacevole al palato, come succede con la marmellata di arance.
Prugne in Armagnac
Sempre dal libro Cook_my_Books di questa settimana, A Whisper for Cardamom di Eleanor Ford,
una ricetta che per me sa di casa, di sere invernali seduti vicino alla stufa a legna, con le bucce del mandarino a profumare l'ambiente e una piccola tazza con le prugne sotto grappa, messe via pensando al Natale ma che inevitabilmente si assaggiavano prima, impazienti.
Le ho sempre fatte anche io, frutta secca da conservare sotto spirito insieme all'uvetta o alle albicocche secche, da servire come fine pasto quando arrivano le feste, poi a un certo punto ho smesso. Non so per quale motivo, non me lo ricordo, ma a a volte succede di perdere per strada qualche usanza di famiglia.
Vedere la foto sul libro mi ha fatto subito ricordare e immediatamente mi è venuta la voglia di farle.
Eleanor però ha una ricetta di gran lunga più buona della mia di antica memoria.
E infatti son già tre volte che le rifaccio, qui durano pochissimo.
Il vantaggio è che queste si possono fare velocemente e dopo una settimana sono pronte da assaggiare quindi, ve lo dico sinceramente, sono entrata in un loop inarrestabile ...
Prugne in Armagnac
350g di prugne secche
350 ml di acqua
2 cucchiai colmi di zucchero di canna
6 chiodi di garofano
6 bacche di pepe aromatico
2 bacche di anice stellato
1 pezzetto di stecca di cannella
120 ml di Armagnac
Mettete le prugne più sode in un barattolo che le contenga senza premere troppo.
Fate bollire l'acqua, unite tutte le spezie e lo zucchero, lasciate in ebollizione un paio di minuti poi versate tutto nel barattolo delle prugne, che arriverà a metà o poco più del barattolo, rabboccate con l'Armagnac fino a coprire le prugne. Chiudete il vasetto e lasciate raffreddare, poi conservatelo in frigorifero.
Fatto. Ora lasciatele riposare almeno una settimana prima di assaggiarle.
Servitele con del gelato al cioccolato, o con la panna montata, con quello che preferite, ma anche così da sole da gustare una per una, con il loro sapore speziato e il fondo leggermente alcolico, che aiuta sempre.
Riepilogando il mio Natale - Natale e S. Stefano
Proseguo con il recap delle ricette un po' fuori tradizione che ho preparato per Natale e Santo Stefano, mentre le ricette preparate per la vigilia le ho descritte nel Post Precedente.
Cominciamo coi paté:
Paté di vitello in gelatina all'arancia
per 8/10 persone
500 g di fesa di vitello, un pezzo solo
120 g di prosciutto di Praga
260 g di burro
2 scalogni
1 bicchierino abbondante di Cognac
1 rametto di salvia
sale pepe
per la gelatina:
il succo di due arance, filtrato
1 conf da 25 g di gelatina Ideal
q. b. di acqua
Poco liquore all'arancia
Tagliate la carne a tocchetti non troppo grossi ma preferibilmente di misura uguale.
Scaldate 30 g di burro in una padella aniaderente, aggiungete lo scalogno tritato finemente e fatelo appassire insieme al rametto di salvia. Unite la carne a tocchetti, fatela insaporire e poi condite con sale e pepe. Una volta che si è rosolata, sfumate con il Cognac e portate a cottura a fuoco basso.
Lasciate raffreddare poi eliminate la salvia e trasferite tutto nel Bimby, se lo avete, o nel mixer tritatutto. Unite il prosciutto di Praga tagliato a pezzi col restante burro ammorbidito.
Frullate lungamente il tutto fino ad avere un composto perfettamente liscio e spumoso.
Tenete da parte.
Spremete le arance, filtrate il succo poi misuratelo e aggiungete acqua fino ad arrivare a mezzo litro di liquido in totale. Profumate con un cucchiaio o due di liquore all'arancia.
Preparate la gelatina seguendo le istruzioni sulla confezione Ideal. Fate intiepidire poi versatene metà in uno stampo a scelta, io ne ho usato uno piccolo da plumcake.
Mettete in frigorifero a rassodare. Una volta che la gelatina è rappresa, riprendete lo stampo e versate il composto di vitello tenuto da parte. Premete bene per evitare vuoti, date qualche colpetto con lo stampo, livellate la superficie e mettete in frigorifero a indurire, o per fare presto, anche nel freezer per pochi minuti. Quando il paté è indurito, coprite tutto con la restante gelatina all'arancia.
Rimettete in frigorifero fino al momento di servire. Se avanza la gelatina, mettetela in una ciotola, lasciatela indurire in frigo e alla fine tagliatela a cubetti, vi serviranno per contornare il paté.
Paté di fegatini al Recioto
per 8/10 persone
500 g di fegatini di pollo
250 g di cipolle bianche
230 g di burro
1 bicchiere abbondante di Recioto di Soave, bianco
2 o 3 pezzetti di scorza di limone, senza parte bianca
2 foglie di salvia
2 foglie di alloro
q.b. di latte
sale, pepe bianco
per accompagnare:
2 cachi persimon o altra frutta a piacere
Pulite i fegatini, eliminate parti con il fiele e grasso poi tagliateli a pezzetti. Metteteli in una ciotola con una foglia di alloro e una di salvia e copriteli di latte. Sigillate la ciotola e metteteli in frigo per tutta la notte.
Scolateli dal latte.
A parte tritate bene le cipolle e fatele appassire con 100 g di burro, l'altra foglia di salva e l'altra foglia di alloro.. Non devono colorire. Unite i fegatini scolati e le scorzette di limone. Lasciate insaporire e sfumateli con il Recioto e portate a cottura a fuoco bassissimo. Regolate di sale e di pepe e lasciate intiepidire.
Eliminate le erbe aromatiche e le scorzette di limone e passate tutto al Bimby o al mixer tritatutto insieme al burro fino ad avere un composto liscio e cremoso.
Trasferitelo in uno stampo a piacere e mettete in frigorifero fino al momento di servire.
Accompagnate il paté con i cachi persimon, o con una composta di fichi, o altra frutta.
Faraona in forma con maionese di mele
per 6/8 persone
1 grossa faraona e i suoi fegatini
2 cipollotti freschi
1 carota
1 costa di sedano
3 uova grandi
120 g di burro
1/2 l. di vino bianco
1/2 l. di brodo di carne
sale, pepe
per la maionese:
1 tuorlo di uovo grande
2 mele verdi
q.b. di olio di semi delicato
Tritate insieme i cipollotti, la carota e il sedano. Fateli soffriggere in una teglia con 30 g di burro. Unite la faraona intera, pulita e fiammeggiata. salatela dentro e fuori e fatela rosolare. Sfumatela con un goccio di vino e mettetela in forno a 170/180° statico, aggiungendo poco per volta tutto il vino, alternato con il brodo. A metà cottura aggiungete i suoi fegatini.
Una volta cotta, toglietela dal forno, lasciatela riposare fino ad intiepidirsi poi dividetela in quarti e disossatela. Mettete la carne ottenuta nel fondo di cottura, tenendo da parte metà del petto.
Fate insaporire di insieme a 30 g di burro poi traferite la carne nel mixer, o nel Bimby, con tutto il suo fondo e i fegatini.
Separate le uova. Nel frullatore insieme alla carne mettete i tuorli e il resto del burro e tritate tutto in modo che l'impasto risulti omogeneo.
Trasferitelo in una ciotola.
Montate a neve gli albumi e con pazienza incorporateli nel composto.
Imburrate uno stampo d'alluminio a piacere, e cospargetelo con il pane grattugiato.
Versate metà del composto, premendo e sbattendo leggermente lo stampo per farlo assestare ed evitare dei vuoti, allineate al centro il petto di faraona tenuto da parte e diviso in
pezzi abbastanza grossi. poi terminate con un altro strato di composto, di nuovo premete e sbattete lo stampo, livellate la superficie . Coprite con della carta forno e cuocete a bagnomaria a 180° in forno già caldo.
Ci vorranno 40/50 minuti circa. E' pronto quando al tatto è ben sodo.
Togliete dal forno, lasciatelo nel suo bagnomaria finchè è freddo poi coprite e mettete in frigorifero per almeno un paio d'ore. Io ce l'ho lasciato una notte.
Per la maionese:
Centrifugate le mele verdi, raccogliete il succo.
Nel bicchiere del mixer a immersione mettete il tuorlo, un pizzico di sale e un terzo del centrifugato di mele poi iniziate a montare aggiungendo, poco alla volta, l'olio di semi e succo di mele insieme finchè la maionese sarà montata. Lasciate in frigorifero per un paio d'ore anch'essa perchè si stabilizzi.
Togliete la faraona dal frigo, tagliatela a fette e accompagnatela con la maionese di mele.
Un accostamente che mi è piaciuto particolarmente.
Blinis di salmone al formaggio e composta di mirtilli rossi
per 18 pezzi
40 g di farina
50 g di farina di grano saraceno
1/2 cucchiaino di miele
60 g di panna acida
1 uovo, separando albume e tuorlo
80 g di latte
10 g di burro
4 g di lievito di birra secco
per completare:
250 g circa di salmone affumicaro a fette
2 o 3 cucchiai abbondanti di composta di mirtilli rossi
250 g di formaggio spalmabile (io Robiola Osella)
Preparate i blinis, potete farlo anche con anticipo e congelarli.
Mescolate le due farina insieme al lievito.
Separate l'uovo.
In un pentolino scaldate a fuoco basso il latte col miele e il burro.Mescolate per fare sciogliere bene il miele poi spegnete e fate intiepidire.
Aggiungete la panna acida, il tuorlo e il sale, mescolate di nuovo quindi versate tutto sulle farine. Mescolate fino ad avere un composto omogeneo. Coprite con la pellicola e lasciate riposare finchè vedrete delle bolle sulla superficie e l'impasto sarà cresciuto di volume.
Montate a neve l'albume tenuto da parte e, con una spatola, incorporatelo all'impasto.
Scaldate a fuoco medio una padella, preferibilmente con fondo spesso o di ghisa, ungetela con il burro eliminando l'eccesso con un poco di carta da cucina.
Cuocete l'impasto a cucchiaiate, tenendo ben divise le "frittelle" e girandole quando la superificie inizia a riempirsi di bollicine. Cuocete qualche altro secondo poi prelevate i blinis e impilateli in modo che mantengano il calore più a lungo.
Ovviamente questo potete evitarlo se pensate di congelarli.
Spalmate ognuno col formaggio (meglio che abbia un gusto un po' acido), aggiungete uno strato di composta di mirtilli rossi e una fetta, o parte di essa, di salmone affumicato, colorate con dell'aneto o dell'erba cipollina.
Insalata di petti di quaglia
per 10 persone
6/8 quaglie
100 g di pancetta a dadini
2 o 3 foglie di salvia
1/2 bicchiere scarso di Cognac
una grossa noce di burro
poco brodo di carne
sale, pepe
per servire:
1 grappolino d'uva bianca senza semi
1 cestinetto di fragole
1 cestinetto di alchechengi
1 cestinetto di Ribes rosso
1 grossa arancia
qualche chicco di melograno
qualche ciuffo di soncino, o altra insalata verde
se vi piace, anche qualche fogliolina di rucola
per la vinaigrette:
1 ciuffo di prezzemolo
1 ciuffo di basilico
poco olio e.v. d'oliva
Pulite, fiammeggiate e parate le quaglie.
Sciogliete una grossa noce di burro in una casseruola, unite la salvia e la pancetta a cubetti, lasciate insaporire poi unite le quaglie, rosolatele da tutti i lati e regolate di sale e di pepe.
Una volta che si sono colorite, sfumatele con il cognac. Lasciate evaporare poi aggiungete del brodo di carne, coprite il tegame e portatele a cottura.
Lasciatele intiepidire poi eliminate la pelle e spolpatele tenendo separati i petti interi.
Rimettete tutto nel tegame, nel fondo di cottura e lasciate insaporire bene ancora per qualche minuto. Lasciate intiepidire.
Nel frattempo mondate e lavate frutta e insalata, asciugate bene e tagliate a metà i chicchi d'uva, gli alchechengi in caso fossero molto grossi, a pezzettoni le fragole, pelate a vivo le arance e ricavatene gli spicchi.
Lavate e asciugate prezzemolo e basilico e tritateli insieme finissimamente, poi mescolate il trito con dell'olio buono.
In un largo piatto, mettete sotto l'insalata, aggiungete la frutta preparata, appoggiate i petti di quaglia, spezzati con le mani in modo che restino comunque ben riconoscibili, e condite con la vinaigratte di olio e erbe aromatiche.
Particolarmente apprezzata.
Sashimi di salmone affumicato
per 6/8 persone
1 pezzo intero di salmone affumicato (blocchetto da 300 g circa)
1 cetriolo
1 arancia
1 mela verde
3 o 4 fragoloni
q.b. di crème fraiche
qualche rametto di aneto
poco succo di limone
poco olio d'oliva delicato
Tagliate a fette spesse il blocchetto di salmone e disponetelo in un largo piatto.
Mondate i cetrioli, sbucciateli, tagliateli a metà, eliminate i semini interni e tagliate di nuovo a metà, poi riduceteli in pezzetti.
Sbucciate la mela verde, eliminate il torsolo e tagliate a pezzetti anch'essa. Spruzzateli con un poco di succo di limone.
Pelate a vivo l'arancia e i suoi spicchi.
Mescolate bene la crème fraiche
Mondate, lavate e asciugae le fragole, dividete ognuna in quattro pezzi
Mondate l'aneto e sciacquatelo dolcemente
Distribuite la frutta nel piatto del salmone, con un cucchiaino o una sac à poche fate dei ciuffi di crème fraiche qua e là nel piatto, completate con l'aneto e un sottile filo d'olio.
Crostini con formaggio, puntarelle, cipolle agrodolci e alici del Cantabrico
q.b. di pane di grano duro a fette
100/120 g di caprino vaccino, ricotta, o mascarpone
q.b. di alici del Cantabrico
1 cestino di puntarelle
per le cipolle rosse:
2 cipolle rosse
1 cucchiaio di sale
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 foglia di alloro
q.b. di aceto di mele
q.b. di acqua calda
Mondate le puntarelle, tagliatele il più possibile sottili, se avete l'attrezzo apposito, usate quello e mettetele a bagno con del ghiaccio per farle arricciare.
Preparate per tempo le cipolle.
Mondate, lavate, asciugate e affettate le cipolle a rondelle.
Mettetele direttamente in un vaso Bormioli o in una arbanella con il tappo ermetico.
Aggiungete l'alloro, il sale e lo zucchero.
Riempite metà del vaso con l'aceto di mele e l'altra metà con l'acqua ben calda ma non bollente.
Chiudete, sbattete bene per far sciogliere sale e zucchero e poi dimenticatevele per qualche giorno in frigorifero.
Io le faccio spesso, perchè bastano 10 minuti e alla fine son talmente buone che non durano molto. Dentro la piadina, in un panino, in una insalata...
Tostate le fette di pane, senza seccarle troppo.
Scolate le puntarelle e conditele con un sottile filo d'olio e un pizzico di sale.
Spalmate ogni fetta con il formaggio che avete scelto. Appoggiatevi un po' di puntarelle, un po' di cipolle agrodolci e completate con un paio di filetti di alici del Cantabrico.
Ricetta che ho visto sulla pagina IG delle sorelle Passera, che mi è piaciuta molto.
Crostini con burro, aringhe affumicate e cipolle agrodolci.
1 conf da 3 filetti di aringhe affumicate
1 foglia di alloro
qualche bacca di ginepro
qualche bacca di pepe nero
1 litro abbondante di latte
pane di grano duro a fette
cipolle agrodolci (vedi sopra)
Mettete a bagno nel latte le aringhe affumicate, cambiando il latte ogni 4 ore per tre volte.
La quarta volta unite l'alloro e le spezie. Coprite di latte e mettete in frigorifero per una notte.
Poi scolatele e asciugatele, tagliatele a fettine.
Tostate il pane, spalmatelo col burro, aggiungete tre o quattro fettine di aringa, completate con le cipolle agrodolci.
Ora ripongo tutto, tolgo le decorazioni natalizie e metto in archivio anche il 2023.
auguri per un anno di salute e serenità a tutti quelli che passeranno di qui.
Cetrioli sott'aceto
Siamo sul finire dell'estate e arriva il tempo delle conserve. Un modo per ritrovare poi, durante l'anno, i sapori e i colori della bella stagione.
E il libro che Cook_my_Books ha scelto per questa settimana è Not Just Jams di Mattew Evans, altrimenti chiamato The Dirty chef, il cuoco sporco, grazie alla sua autobiografia in cui si definiva così. Uno degli chef che ha lasciato le cucine cittadine per trasferirsi in campagna e ripartire dalla terra. Molto famoso in Australia, è andato a vivere in Tasmania dove ha comprato una fattoria e da dove cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica per il rispetto della natura e dei suoi abitanti (soprattutto la fauna ittica). Con questo libro ci racconta la storia, a volte divertente e anche commovente e faticosa, della sua trasformazione da critico gastronomico cittadino di alto profilo a contadino gourmet, e lo fa attraverso tantissime ricette talmente interessanti che le vorrei fare tutte!
Comincio con questa che è davvero strepitosa, e se vi piacciono i cetrioli almeno la metà di quanto piacciono a me, non potete non provarci!
Cetrioli sott'aceto
600 g di cetrioli a fette sottili
1 cipolla bionda, affettata sottilmente
1 cucchiaino e mezzo di sale fino
60 ml di acqua calda
250 ml di aceto di vino bianco
200 g di zucchero
2 cucchiai di semi di senape
3 cucchiai rasi di aneto tritato
1/4 di cucchiaino di curcuma macinata
un pizzico di peperoncino (facoltativo)
Lavate e sterilizzate 2 vasetti da 500 ml ognuno.
In una grande ciotola di vetro, o ceramica, mettete i cetrioli affettati con la buccia, il sale, la cipolla affettata finissima, l'acqua calda. Coprite con la pellicola e lasciateli a bagno per almeno 3 ore.
Trascorso il tempo, scolateli salvando il liquido che si sarà formato.
In una casseruola media mettete l'aceto, lo zucchero, i semi di senape, l'aneto, la curcuma e il peperoncino (se optate per utilizzarlo). Mettete su fuoco alto e portate a ebollizione, aggiungete i cetrioli e il loro liquido di ammollo, abbassate la fiamma e contate un paio di minuti da quando riprende il bollore. Spegnete e invasate subito i cetrioli nei barattoli sterilizzati.
Conservateli per almeno un mese, idealmente, prima dell'assaggio. Giusto per far sviluppare i sapori.
Una volta aperto il vasetto, conservatelo in frigorifero.
Meglio scegliere cetrioli che non siano troppo grossi. Optate per quelli più sottili e corti, avranno meno semi.
Ottimi in accompagnamento coi salumi, con il carpaccio di carne, con i formaggi. Anche semplicemente con una fetta di pane spalmata di burro.
Terrine, la mia passione
L'ho detto e ribadito tantissime volte, adoro le terrine! Questa è stata particolarmente apprezzata ed è perfetta anche fredda, quindi si presta per moltissime situazioni quali buffet, scampagnate, pic nic ecc. ed è pure senza glutine. Vamolà.
Terrina di maiale ai pistacchi e marmellata di cipolle di Tropea
200 gr abbondanti di pancetta tesa a fette
600 gr polpa di maiale tritata
200 gr pancetta affumicata
1 uovo
1 rametto di rosmarino
1 cucchiaio di prezzemolo
1 cucchiaio abbondante di pistacchi
1/2 spicchio d'aglio
2 o 3 cucchiai di panna liquida
sale, pepe
Imburrate una terrina da 1,5 l. (va bene anche uno stampo da plumcake), e foderatelo con le fette di pancetta tesa in modo da coprire perfettamente il fondo e i lati, lasciando debordare un poco le fette.
In una ciotola mettete la carne di maiale tritata e lavoratela con le mani per ammorbidirla, aggiungete l'uovo, la pancetta affumicata a dadin. Continuate a mescolare con le mani, impastando come se fosse pane. Tritate finemente sia il rosmarino che il prezzemolo. Date una tritata grossolana anche ai pistacchi. Tritate finemente anche l'aglio.
Unite tutti questi ingredienti alla carne , regolate di sale e di pepe e mescolate, sempre con le mani, a lungo finché avrete un impasto morbido e ben amalgamato.
Mettete l'impasto dentro la terrina foderata, premete bene per far assestare il tutto e ricoprite con le fette di pancetta debordanti. Coprite la terrina con un doppio foglio di alluminio a misura dove avrete fatto dei piccoli fori. Siguillate con il coperchio della terrina stessa e mettete in forno già caldo a 180°per circa un'ora e mezza.
Una volta cotta, lasciatela riposare una mezz'ora a forno spento, dopodiché toglietela, eliminate l'alluminio e con attenzione scolate il liquido di risulta che si sarà formato.
Coprite la carne con un poco di alluminio e metteteci sopra un peso, in modo che si compatti. Lasciatela raffreddare così, con sopra il peso, poi eliminate l'alluminio, sigillate tutto con la pellicola e tenetela in frigorifero per almeno 6 o 8 ore.
Io l'ho accompagnata con la mia marmellata di cipolle rosse, fatta a settembre dell'anno scorso.
Marmellata di cipolle rosse:
1 kg di cipolle rosse Tropea
600 gr di zucchero 1 bicchiere di aceto rosso
un po' di sale e qualche granello di pepe e ginepro
un paio di foglie piccole di alloro
Affettare le cipolle in modo uniforme utilizzando una mandolina, unire tutti gli ingredienti in una pentola, fare macerare le cipolle per 3 o 4 ore. Cuocere per 20/25 minuti, mezzora al massimo lasciando un po’ liquida la marmellata. Se si cuoce di più rischia di caramellarsi e cristallizzarsi e dopo sarà difficile poterla consumare. Con la sterilizzazione e col tempo, la marmellata si addenserà un po’ di più, ma con i formaggi va bene anche morbida. Una volta cotta, invasare a caldo, chiudere bene i barattoli e sterilizzarli, coperti d’acqua, facendoli bollire per 20 minuti almeno. Non servirebbe per via della presenza dell'aceto, ma io preferisco sterilizzare comunque.
Veramente eccellente ed ottima per accompagnare i formaggi stagionati: Pecorino stagionato, Pecorino di Fossa, Castelmagno Caprino, ma straordinaria con il Gorgonzola piccante o con il Roquefort.
Accompagna bene la cacciagione, l'arista di maiale e le terrinedi carne.
Ringrazio di cuore Nicola, per noi di coquinaria l'Ing, per la bellissima foto.
Pensando alle feste che arrivano
Fra noi c'è l'abitudine consolidata di regalarci cose buone, magari un po' particolari, che sono le cose che apprezziamo tutti di più.
Per quest'anno, oltre ai fichi caramellati, alla composta piccante di fichi e mandorle, alla mostarda di arance
e alle ciliegie sotto aceto le marmellate, i vari biscotti e il sempre gradito limoncello home made con i limoni della costiera, aggiungo questo elisir, molto molto gradevole. Pensando a tutte le festività che arrivano e i pranzi che si faranno, sarà un ottimo digestivo...
Elisir di melograno, zenzero e limone
3,5 dl alcool per liquori
1/2 l. acqua
150 gr zucchero
100 gr zenzero
3 melograni
1 grosso limone con la buccia non trattata
Sgranare i melograni e raccogliere i chicchi in un capiente vaso di vetro a chiusura ermetica, lavare e asciugare lo zenzero, sbucciarlo e tagliarlo a fettine sottili, lavare bene e asciugare anche il limone, togliergli la scorza con una mandolina in modo che resti senza la parte bianca il più possibile e tagliarlo a pezzettoni.
Aggiungere sia zenzero a fettine che il limone e la sua scorza ai chicchi di melograno.
Coprire il tutto con l'alcool per liquori.
Chiudere il vaso e lasciarlo riposare per una settimana, agitandolo di tanto in tanto.
Trascorso il tempo, preparare lo sciroppo facendo bollire l'acqua con lo zucchero per 5 minuti. Lasciar raffreddare, poi filtrare l'elisir con un colino a maglia fine, aggiungerlo allo sciroppo di zucchero ormai freddo e trasferirlo nelle bottiglie scelte per il regalo.
Per rendere questo elisir, e i liquori fatti in casa in genere, trasparenti e perfettamente privi di piccole impurità che magari il colino fine non riesce a trattenere, io uso filtrare anche con filtri di carta che compro in un negozio che ha tutto per l'enologia: Enosacchi.
Per cui, se avete un filtro di carta a disposizione, va bene anche quello per il caffè americano, oppure lo trovate al consorzio agrario, fatelo. Il risultato sarà ancora migliore.
Con le dosi della ricetta ne viene un litro circa, io ne ho fatto doppia dose. Ho trovato delle bottigliette molto carine non molto capienti a dire la verità, ma mi piacciono troppo, e immagino piaceranno anche agli amici.
Questo elisir non se lo aspettano...
conserve d'autunno
Mi piace, come una volta, aspettare che ogni frutto o ogni ortaggio abbia la sua stagione....lo aspetto e quando finalmente arriva il momento, me lo assaporo con molto più gusto. Faccio il pieno, aspettando quello che porterà la stagione successiva..
Ora è il momento dell'uva fragola...non posso dire di amarla particolarmente, ma avendone un bel pergolato in Friuli, è un peccato sprecare tutta quell'abbondanza di grappoli blu scuro, profumati e dolci.
E allora ecco un bel modo di conservarne il sapore..
Gelatina di uva fragola
1 kg chicchi d'uva fragola
1 bicchiere di vino rosso di buona qualità, non barricato naturalmente.
350 gr zucchero
1 pezzetto di cannella
1 pezzetto di scorza di limone
sgranare e lavare bene i chicchi d'uva fragola raccogliendoli in una pentola d'acciaio a fondo spesso.
Aggiungere il bicchiere di vino, il pezzetto (piccolo) di cannella e la scorza di limone, altrettanto piccola.
Mettere tutto sul fuoco e portare a ebollizione mescolando continuamente. Continuare la cottura per circa 10/15 minuti, dopodichè posizionare un colino su un'altra pentola d'acciaio dal fondo spesso, e premendo e mescolando con forza estrarre il più possibile polpa e succo.
E' un lavoro un po' improbo, ma va fatto con pazienza. Nel colino resteranno gli acini, le bucce, la cannella e la scorzetta.
Trasferire la pentola con succo e polpa sul fuoco, aggiungere lo zucchero e cuocere la gelatina finchè è bella lucida e si addensa un pochino. Ci vorranno dai 15 ai 20 minuti.
Invasare a caldo in barattoli di vetro precedentemente sterilizzati (in forno a 100°) metterci il coperchio, avvitare strettamente e capovolgere finchè son freddi. Faranno il sottovuoto quando si rigirano. la gelatina resterà un poco liquidina, si rassoderà un poco nel tempo.
Conservare al fresco, se avete una cantina è perfetto. Non ha durata lunghissima, circa tre mesi, poi è meglio consumarla.
Con questa dose me ne sono venuti tre vasetti come quello della foto.
Cosa ne farò? Magari qualche crostata, oppure la userò su qualche dolce al cucchiaio, non so .....seguirò quello che la fantasia mi suggerirà al momento..
Tempo di conserve
Però ce ne sono alcune che non devono mancare, e sono quelle che accompagnano i formaggi, Quelle sì, piacciono molto.
Questa in particolare, che faccio da tempo immemore secondo una ricetta che non ricordo dove ho letto, è passato troppo tempo. La mia memoria perde colpi ormai....
Composta piccante di fichi e mandorle
700 gr di zucchero semolato
100 gr di mandorle pelate
50 gr di Cognac o Rhum
Tagliare i fichi in quarti, metterli direttamente nella pentola di cottura e unire lo zucchero e la buccia del limone grattugiata lasciandoli riposare coperti per un po' più di un'ora.
Invasare bollente, versare ancora un goccio del Cognac o del Rhum sopra la marmellata e sigillare il vasetto.
E’ molto indicata per accompagnare formaggi piccanti, e gli erborinati come il gorgonzola, il roquefort, il bleu d’Auvergne, tutti i pecorini stagionati ed il formaggio di fossa, ma non la disdegno anche con i formaggi a pasta molle, tipo crescenza, taleggio ecc.ecc.
arrivano i fichi
Il difficile, alla fine, è resistere almeno tre mesi dopo averli preparati, tocca lasciar loro il tempo di sciropparsi ancora di più.......diciamo che sono perfetti a Natale.


























