Fingers shortbread al cioccolato e arancia
Il libro Cook_my_Books di questa settimana è Chocolate All Day di Kirsten Tibballs, fondatrice della rinomata Savour School e star di un programma televisivo australiano. Come una moderna Willy Wonka è soprannominata "Regina del Cioccolato" ed è una delle pasticcere e cioccolatiere asutraliane più celebri e conosciute a livello internazionale. Un libro perfetto per gli amanti del cioccolato, un invito irresistibile a preparare con facilità prelibatezze al cioccolato, ricche di effetto sorpresa, per amici e parenti.
Da questo libro ho scelto qualche ricetta e la prima che vi propongo è questo insolito dolcetto che nell'aspetto ricorda un po' una merendina italiana famosa. L'autrice li chiama Shortbread ma non so se è il nome più adatto, non sono propriamente come il famoso biscotto, quello che so è che ne sono usciti dei dolcetti buonissimi, durati lo spazio di un pomeriggio.
Fingers shortbread al cioccolato e arancia
145 g di burro
la scorza grattugiata finemente di 4 arance grandi
130 g di zucchero semolato
un pizzico sale
65 g di tuorli d'uovo
200 g di farina 00
1 bustina di lievito in polvere
Per la copertura:
600 g di cioccolato al latte o fondente, di buona qualità (io fondente)
Imburrate e foderate una tortiera quadrata 22x22
Nella planetaria, con la frusta a foglia, lavorate il burro con la scorza d'arancia, lo zucchero e il pizzico di sale, a velocità media finchè sara tutto amalgamato e senza grumi.
Aggiungete i tuorli e mescolate per incorporarli. Infine,
aggiungete la farina e il lievito e mescolate fino a quando gli ingredienti non
si saranno amalgamati.
Stendete l'impasto uniformemente nella
tortiera preparata e mettete in frigorifero per almeno 1 ora.
Preriscaldate il forno a 170 °C ventilato.
Cuocete per 18-20 minuti, fate comunque la prova stecchino. Appena tolto il dolce dal forno, con una spatola di gomma, premete delicatamente i bordi se eventualmente si saranno rialzati sui lati, in modo di livellare la superficie.
Lasciate raffreddare a temperatura ambiente, poi togliete il dolce dalla teglia e trasferitelo su un tagliere.
Misurate la lunghezza e tagliatelo in tre pezzi di ugual misura, quindi ognuno a bastoncini di 3 cm.
Ora temperate il cioccolato.
Spezzettate il cioccolato, mettetelo in una ciotola che possa andare in microonde. Impostate la potenza al massimo e ad intervalli di 30 secondi aprite e mescolate. Una volta che nella ciotola ci sarà la metà del cioccolato fuso e metà del cioccolato ancora solido, toglietelo dal microonde e mescolate energicamente finchè i solidi si saranno completamente sciolti.
Disponete i dolcetti su una griglia, posta a sua volta su una placca rivestita di alluminio.
Con un cucchiaio o una piccola brocca, colate il cioccolato fuso su ogni dolcetto, avendo cura che ne sia ben ricoperto.
Eventualmente recuperate il cioccolato che sarà caduto sulla teglia.
Una volta ricoperti, passate i rebbi di una forchetta sulla superficie per creare un movimento nel cioccolato.
Lasciate solidificare
a temperatura ambiente.
Una volta che si saranno solidificati bene, potete spennellarli o spruzzarli con oro alimentare.
Potete sostituire l'arancia con altri aromi com vaniglia, cannella, o con un tocco di noce moscata ma secondo me, con l'arancia, hanno una marcia in più.
Tortelli milanesi
I tortelli milanesi fritti, sono noti anche come "tortelli di San Giuseppe" perchè originariamente legati alla festa di San Giuseppe, a Marzo.
La ricetta, tramandata di famiglia in famiglia si è poi diffusa rapidamente e, a Milano e in Lombardia per un certo periodo, fino alla primavera, li possiamo trovare più o meno in tutte le panetterie e le pasticcerie
Con la loro pasta choux leggera e la farcitura golosa sono una delle tante espressioni della gastronomia lombarda, sono infatti diventati il dolce fritto di carnevale per eccellenza perchè incarnano lo spirito festivo, l'abbondanza e la tradizione di questo periodo dell'anno.
I tortelli si chiamano così per la loro forma tondeggiante ma non sempre è ben definita, possono essere irregolari, a volte con delle code e hanno l'aspetto di piccole nuvole dorate e croccanti, e devono conservare l'interno morbido e leggero, non unto. Lo zucchero semolato, alla fine, aggiunge dolcezza e una piacevole croccantezza.
Io li amo particolarmente e in generale li preferisco vuoti, come si usava molti anni fa quando, bambina, aspettavo l'arrivo del Carnevale appunto per poterli mangiare. L'usanza di farcirli è arrivata molto dopo.
Stavolta ho ceduto alle richieste e li ho riempiti di crema pasticcera.
Tortelli milanesi
220 g di acqua
80 g di burro
100 g di farina
30 g di amido di mais
3 uova grandi (4 se medie)
1 tuorlo di uova grandi
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale
q.b. di olio di arachidi per friggere
q.b. di zucchero semolato
Fondete il burro in una casseruola,
aggiungete l'acqua, il pizzico di sale e mettete sul fuoco fino a
quando inizia a bollire.
Nel frattempo mescolate insieme la farina e l’amido di mais
Togliete la casseruola dal fuoco e aggiungete, tutto in una volta, il mix di
farina e amido. Mescolate velocemente con una frusta per non fare grumi e riportate la pentola sul fuoco. Fate
cuocere, mescolando con una spatola, fino a quando il composto si stacca dalle
pareti ed ha una consistenza liscia.
Se avete una planetaria, trasferite
l’impasto nella ciotola munita di gancio a foglia. Oppure mettetelo in
una ciotola e usate uno sbattitore
elettrico.
Ora lavorate a bassa velocità per qualche minuto, per raffreddare un po’ il
composto , poi unite le uova uno alla
volta e aggiungete il successivo man
mano che il precedente viene assorbito, per ultimo unite il solo tuorlo.
Mescolate ancora per ottenere un impasto denso e cremoso.
Trasferitelo in una sac-à-poche
con bocchetta liscia.
Scaldate abbondante olio di arachidi in un tegame dai bordi alti. Preparatevi
dei rettangoli di carta forno con una
misura inferiore a quella del tegame che userete per friggere, in modo che
possano entrare facilmente, ce ne vorranno alcuni. Meglio averli pronti che
doverli fare al volo mentre friggete.
Con la sac-a-poche fate 4 o 5 mucchietti di pasta, della dimensione di una
noce o poco più, su ogni foglietto. Con le dita inumidite appiattite leggermente eventuali spuntoni sulla cima
della pasta.
Portate in temperatura l’olio
(170°-180°)
Ora prendete un foglietto con i tortelli e, con attenzione, rovesciatelo dentro
al tegame con l’olio. Praticamente dovrete mettere a testa in giù, dentro l’olio caldo, le montagnole di impasto .
Con un cucchiaio o una piccola pinza, muovete il foglietto per far salire
l’olio anche sulla parte superiore e, dopo un minuto, sempre con l’aiuto della pinza
toglietelo con attenzione. I tortelli si staccheranno benissimo da soli,
casomai, scuotete leggermente il foglio. Lasciateli friggere qualche minuto,
poi girateli delicatamente e fateli cuocere, girandoli molto spesso, in modo
che si gonfino bene e risultino dorati in maniera uniforme. Non abbiate
premura, lasciate che si colorino molto
bene, continuando a rigirarli. In questo modo saranno ben cotti anche
all’interno.
Preparatevi un piatto coperto di
carta da cucina e un altro con una abbondante dose di zucchero semolato.
Una volta che i tortelli sono ben dorati, prelevateli con una schiumarola,
fateli riposare qualche istante sulla
carta da cucina, in modo che perdano l’unto in eccesso, poi trasferiteli nel
piatto con lo zucchero. Rotolateli bene,
ancora caldi, in modo che ne siano completamente ricoperti.
Lasciateli raffreddare e poi potete
servirli così, nature, oppure riempiti di crema pasticcera.
Usate pure la vostra ricetta abituale,
se ne avete una che vi piace.
Io, da sempre , uso questa di Armanda Capeder,
presa da un vecchia raccolta della Fratelli Fabbri editori, edizione del
1974.
CREMA PASTICCERA
½ l di latte
6 tuorli
250 g zucchero
50 g farina setacciata
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
1 scorzetta di limone
Scaldate il latte insieme alla
scorza di limone.
Direttamente in un pentolino montate i tuorli con lo zucchero fino a farli
diventare chiari e spumosi, unite la farina e continuate a montare con le
fruste elettriche fino a completo assorbimento.
Una volta che il latte arriva quasi all’ebollizione, versatelo a filo nel
pentolino con le uova, usando una frusta a mano per stemperare il tutto.
Aggiungete un cucchiaino di essenza di vaniglia.
Riportate su fuoco dolce e iniziate a mescolare continuamente, prima con la
fusta e poi con la spatola di silicone continuando a mescolare fino a quando la
crema si addensa. Lasciatela cuocere qualche minuto, sempre mescolando, ma fate attenzione a non farla attaccare.
Eliminate la scorza di limone, spegnete il fuoco e coprite la crema con la
pellicola messa direttamente a contatto.
Lasciatela raffreddare completamente.
Per riempire i tortelli, prendete una
sac-à- poche, munitela della bocchetta ad ago, quella che si usa per
farcire i bigné, trasferite la crema
pasticcera nella sacca poi, bucando il retro dei tortelli, riempiteli di crema.
E si gode.
Ricetta per il progetto Calendario del cibo italiano
Sablés al cioccolato e caffè
Come ogni giorno di questo avvento speciale, apriamo insieme una nuova casella del nostro goloso calendario Cook-my-books direttamente dal delizioso mondo di "Dorie's Cookies" di Dorie Greenspan Oggi vi propongo una ricetta che è un vero e proprio abbraccio: I Sablés al Cioccolato e Caffè. Preparatevi a infornare, perché questi biscotti sono un'esplosione di gusto e profumo, perfetti per coccolarsi e condividere un momento di dolcezza in ogni momento della giornata.
Sablés al cioccolato e caffe
per circa 40 biscotti
1 cucchiaio e mezzo di caffè espresso solubile
1 cucchiaio di acqua bollente
230 g di burro non salato, tagliato a pezzetti,
a temperatura ambiente
80 g di zucchero a velo
½ cucchiaino di sale marino fino
Un pizzico di cannella in polvere (facoltativo)
¾ di cucchiaino di estratto di vaniglia puro
275 g di farina 00
113 g di cioccolato fondente, tritato
finemente
Sciogliete il caffè solubile nell'acqua bollente. Lasciate
intiepidire
Utilizzando una planetaria con la frusta a foglia, o in una
ciotola capiente con uno sbattitore elettrico, sbattete il burro, lo zucchero,
il sale e la cannella, a velocità media per circa 3 minuti, fino ad ottenere un composto
omogeneo. Incorporate la vaniglia e il composto di caffè a bassa velocità.
Spegnete la planetaria, aggiungete la farina tutta in una volta e azionate a
intermittenza per iniziare a incorporarla, quindi mescolate a bassa velocità
fino a quando la farina non sarà quasi assorbita dall'impasto. Con una spatola rimescolate il
fondo della ciotola, aggiungete il cioccolato tritato e mescolate nuovamente fino a
ottenere un composto omogeneo. Date all'impasto qualche ultima mescolata.
Rovesciate l'impasto sul piano di lavoro e dividetelo a metà. Date a ciascuna metà la forma di un disco. Lavorando con un pezzo di impasto alla volta, avvolgeteli tra fogli di carta da forno e stendeteli fino a ottenere uno spessore di circa 6 mm. Disporre gli impasti, stesi fra la carta forno, su una teglia e metteteli in congelatore per almeno 1 ora, oppure conservateli in frigorifero per almeno 2 ore.
Trascorso il tempo, posizionate una griglia al centro
del forno e preriscaldatelo a 160 °C. Imburrate, o spruzzate con lo staccante, uno
stampo per muffin normale, o due stampi, se li avete. Tenete a portata di mano
un tagliabiscotti da 5 cm di diametro.
Lavorando con un foglio di impasto alla volta, togliete il foglio di carta forno superiore e tagliate l'impasto con il tagliabiscotti e fate cadere i cerchi negli stampi per muffin. L'impasto potrebbe non riempire completamente gli stampi, ma lo farà una volta cotto. Reimpastate gli scarti di entrambe le parti di impasto, quindi stendeteli di nuovo, fateli raffreddare in frigo per altri 20 minuti e poi ripetete il taglio.
Cuocete i biscotti per 18-20 minuti, o finché non saranno sodi al tatto e leggermente colorati. Trasferite gli stampi per muffin su una griglia e lasciate i biscotti negli stampi per circa 10 minuti prima di sollevarli con attenzione per farli raffreddare completamente.
Ripetete l'operazione con il resto dell'impasto, se ne avete cotto solo uno, utilizzando sempre stampi freddi.
L'impasto può essere conservato in frigorifero fino a 2 giorni o congelato, ben avvolto, fino a 2 mesi; tagliare e cuocere direttamente dal congelatore. I biscotti si conservano in una scatola di latta a temperatura ambiente per circa 5 giorni o, avvolti ermeticamente, in congelatore fino a 2 mesi.
brownie crinkle al cioccolato
Dicembre è arrivato, e con lui due tradizioni che amiamo: il Calendario dell'Avvento e i biscotti! Quest'anno, con Cook_my_Books abbiamo deciso di celebrare insieme questa magica atmosfera.
Esplorando il libro "Dorie's Cookies" di Dorie Greenspan, una delle più grandi food writer americane, abbiamo scoperto un tesoro di ricette. La sua passione per la pasticceria, e in particolare per i biscotti, ci ha conquistate. Abbiamo sfornato così tante meraviglie che abbiamo pensato: perché non creare un Calendario dell'Avvento tutto dedicato ai biscotti?
Per cui, da qui a Natale, vi aspetta una nuova ricetta ogni giorno, ispirata dal libro di Dorie. Che siate alla ricerca di nuove idee per i vostri dolci natalizi, o semplicemente vogliate farvi coccolare con un po' di dolcezza, tenete d'occhio la pagina Instagram di Cook_my_Books .
Ci farebbe piacere farvi compagnia in queste settimane frenetiche.
Siete pronti a scoprire insieme a noi un mondo di sapori?
Intanto comincio a mostrarvi le mie scelte:
Brownie crinkle al cioccolato
per circa 20 biscotti
75 g di burro non salato, tagliato a pezzi
230 g di cioccolato fondente
150 g di zucchero
2 uova grandi (da frigo)
105 g di farina 00
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1/2 cucchiaino di sale
q. b. di zucchero a velo
Fondete a bagnomaria o nel microonde, alla potenza più bassa, il burro con 170 g di cioccolato tritato grossolanamente.
Tritate finemente anche il cioccolato rimasto e tenete da parte.
Mescolate di tanto in tanto finché gli ingredienti si saranno sciolti e amalgamati perfettamente.
Unite lo zucchero e mescolate finchè è ancora tutto caldo, il composto diventerà un po' granuloso ma non preoccupatevi. Ora tocca alle uova, aggiungetele una alla volta sbattendo energicamente dopo ogni aggiunta, infine, dopo aver aggiunto tutte le uova, mescolate ancora normalmente per un altro paio di minuti finché l'impasto è liscio, lucido e denso:
Incorporate la farina, la vaniglia e il sale, quindi il cioccolato tritato finemente. Date una mescolata, trasferite tutto in una ciotola, copritela con la pellicola e mettete in frigorifero per almeno 3 ore.
Ora passiamo alla cottura. Posizionate la griglia al centro del forno, accendetelo a 175°.
Rivestite un paio di teglie con carta forno.
In un piatto fondo mettete abbastanza zucchero a velo per poterci rotolare i biscotti. Fatelo passare attraverso un colino in modo che non abbia grumi.
Utilizzando un porzionatore da gelati, o un cucchiaio grande, prelevate porzioni di impasto e formate una pallina, immergetela nella ciotola dello zucchero, fatela rotolare delicatamente fino ad esserne completamente e generosamente ricoperta. Posizionate ogni pallina sulle teglie, lasciando circa 5 cm. di spazio fra ognuna.
Mettete in forno e cuocete per 12 minuti circa, ruotando la teglia dopo 6 minuti. I biscotti si saranno allargati e screpolati, i bordi dovranno essere abbastanza sodi e il centro ancora leggermente morbido.
Togliete dal forno e posizionate la teglia su una griglia, aspettate almeno 2 o 3 minuti prima di trasferire i biscotti su un largo piatto, usando una spatola larga. Lasciateli raffreddare fino a che non saranno appena tiepidi.
Ripetete l'operazione con la seconda teglia e l'impasto rimanente.
Sebbene questi biscotti siano migliori non appena preparati, si conservano per circa 3 giorni in un contenitore sigillato a temperatura ambiente. Diventeranno un po' più sodi e croccanti col passare dei giorni, ma saranno comunque deliziosi.
Se lo desiderate, potete avvolgere i biscotti in un sacchetto chiuso ermeticamente e congelarli fino a 2 mesi. Scongelateli nella confezione e poi ripassateli di nuovo nello zucchero a velo perchè il congelamento farà perdere loro la superficie candida.
Appuntamento alla prossima ricetta di biscotti!
Volevamo essere Thelma e Louise
Erano i pasticcini preferiti di Manuela, la mia amica storica. Quella che viste e prese oltre 35 anni fa, quella che non mi ha mai risparmiato pipponi e critiche quando era il caso, quella che mi ha sempre capito e accettato per come sono, quella con cui potevo parlare di tutto senza dover misurare le parole, quella che prendeva la vita con ironia e grande senso dell'umorismo anche se quella vita non era certo benevola con lei, quella che quando partiva la stupidera ridevamo fino ad avere le mascelle doloranti, quella che in borsa aveva tutto lo scibile di ogni cosa, fossero medicine o cosmetici, caramelle o cioccolatini, attrezzi da cucina o libri, quella che siamo diventate nonne sentendoci ragazze, quella che invecchiamo insieme e andiamo in giro come Thelma e Louise. Quella che avrebbe compiuto gli anni proprio oggi, il 12 ottobre, mentre inizio a scrivere questo post.
Vorrei che fosse qui adesso, ad assaggiare questi cannoncini che dedico a lei, a prendermi in giro con la sua aria ironica dicendomi, con la bocca piena, potevi fare meglio..
E niente Rolling Stones stavolta Franci, ora metto un CD della Callas e lascio che malinconia e dolore mi attraversino testa, cuore e anima. La ricetta arriverà...
Oggi 16 ottobre, altra data importante che ha cambiato la mia vita. Una data lieta questa volta, e riparto dalla ricetta. Francesca, con le tue parole.
Pasta Sfoglia per cannoli o cannoncini
Ingredienti
per il panetto
350 g burro
150 g farina 00
per il pestello
350 g farina 00
150 g burro
10 g sale
10 g malto d'orzo
50 g acqua fredda
60 g vino bianco secco (io Vermuth)
Procedimento
Per prima cosa ho provveduto a preparare il panetto. Si può fare a mano su un piano, su una spianatoia o con l'aiuto della planetaria usando la foglia.
Ho utilizzato il burro ancora freddo di frigorifero e l'ho amalgamato con la farina.
Il composto non va lavorato troppo a lungo, deve essere omogeneo ma il burro deve mantenere una discreta plasticità. Fatto questo ho modellato il panetto dandogli una forma quanto più rettangolare possibile e l'ho avvolto in pellicola alimentare e riposto in frigo per un’ora e mezzo.
Nel frattempo ho preparato il pastello inserendo la farina e il burro in planetaria munita di gancio e impastando con i liquidi; l'acqua fredda con il sale disciolto all'interno e il vino bianco secco freddo anch'esso. Si può fare anche a mano, distribuendo all'interno della farina disposta a fontana gli altri ingredienti ed impastando con i liquidi manualmente.
A questo punto ci troviamo difronte ad un bivio: alcuni sostengono sia bene lavorare molto l'impasto altri invece che sia meglio lavorarlo poco, lasciandolo un po' grezzo poiché saranno le stratificazioni successive, dovute ai passaggi dei vari giri e stesure a rendere l'impasto liscio e perfetto. Io seguo questa seconda strada, perciò lavorate l'impasto quel tanto che basta ad ottenerlo compatto anche se leggermente grumoso.
Ho avvolto l'impasto nella pellicola e l'ho fatto riposare in frigo per mezz'ora. Si può lasciare anche fuori dal frigorifero, in verità fate come preferite, personalmente preferisco i riposi al fresco. Trascorso questo tempo ho ripreso l'impasto e l'ho steso con il mattarello cercando di darli una forma rettangolare fin da subito. Tenete a mente che durante la preparazione la forma rettangolare va mantenuta il più possibile affinché non ci siano sovrapposizioni di pasta e non si rischi di ottenere una sfogliatura troppo disomogenea, ricordate anche che durante tutti i passaggi della lavorazione il mattarello e il piano andranno sempre leggermente spolverati di farina, per evitare che la pasta si attacchi.
Ho steso la pasta allo spessore di 1 cm circa e ho steso anche il panetto freddo, disponendolo tra due fogli di carta forno e dandogli inizialmente dei colpi con il mattarello fino ad abbassarlo e poi quando appare di nuovo lavorabile con il mattarello in maniera classica fino a che non è della solita altezza del pastello ma di metà lunghezza, in modo tale che una volta poggiato nella parte centrale della pasta sia possibile ricoprirlo con i due lembi di pasta.
A questo punto mantenendo i lati aperti in alto e in basso ho eseguito il primo giro a 3, portando la parte alta verso il centro e ricoprendola con quella in basso in modo tale da ottenere tre strati di pasta sovrapposti ed ho steso la pasta.
A questo punto ho eseguito tutti i giri, sono ancora 4 in totale, 2 a 3 e 2 a 4, alternandoli e intervallandoli dopo ogni giro con riposi in frigo di 20-30 minuti.
Una volta eseguiti tutti i giri la vostra sfoglia sarà pronta per essere cotta, deve fare solo un ultimo riposo in frigo di minimo un'ora. Io come già detto lo lascio proprio dormire tutta la notte.
Ed ecco la sezione di pasta che si ottiene tagliandone una parte a lavorazione e riposi completati.
(la foto invece l'ho fatta a lavorazione finita ma prima del riposo)
L'ho lasciata riposare una notte in frigorifero, quindi l'ho divisa a metà. Una parte l'ho congelata, e l'altra l'ho stesa fino ad uno spessore che, tenendo un lato fra le dita, mi è sembrato giusto, nè troppo alto nè troppo basso, e sinceramente non saprei dire di quanti millimetri. Ho tagliato strisce larghe circa 1,5 cm che ho avvolto intorno agli stampi da cannoli.
Avevo fatto prove con gli stampi a cono, ma venivano troppo piccoli, oppure si aprivano leggermente, e lo sconforto rifaceva capolino. Ma siccome ho la testa dura, ho rimesso tutto in frigo e sono uscita a comprare gli stampi giusti. Naturalmente non avevano quelli lisci e tondi, lunghi, ma quelli per i cannoli siciliani. Mi son portata a casa quelli e li ho stretti Cristina Galliti style (quella donna se non ci fosse bisognerebbe inventarla) e ho proseguito il lavoro.
Una volta pronti, tutti belli arrotolati, li ho rimessi in frigorifero per altri 15 minuti, in modo che si riprendessero dallo stress e potessi spennellarli senza rovinarli.
Spennellati a dovere con uovo sbattuto e cosparsi di zucchero a velo
messi in forno. E anche qui patema, perchè ho un forno Bosch abbastanza nuovo che cuoce in modo strano. La sfoglia, se apri lo sportello dopo 10 minuti rischia, per cui ho curato quasi a vista la cottura, ho cotto a 180° anzichè a 190° ma ce li ho lasciati un attimo di più per la paura che fuori fossero colorati e dentro crudi, e pure a funzione statica si sono scuriti. Forse ho tirato la pasta troppo sottile, o forse la cottura prolungata li ha resi fragili, a qualcuno ho rotto un pezzetto solo per farcirli... Confesso però che, dovendo scegliere, li preferisco un po' più cotti. Ma non faccio testo, amo le parti bruciate del pane e arrivo persino a raschiare il riso attaccato alla pentola!
Questo il risultato, e ce ne fosse uno uguale all'altro. Qui è evidente la mia incapacità di essere ordinata e precisa.
Le creme.
Al solito ho cercato di ottimizzare tempo e lavoro, cercando il massimo risultato col minimo sforzo, però ho pensato che tutto l'impegno e il tempo profusi per fare la pasta sfoglia meritasse più dei canonici due gusti richiesti, non fosse altro per gratificare me stessa e l'uomo che dorme alla sinistra del letto (giusto per citarti Franci), per cui ho pensato di fare almeno 5 gusti diversi.
Non amo la crema pasticcera fatta con gli amidi, ha una consistenza gelatinosa che non mi va, pertanto l' ho fatta con la storica, vecchissima e rassicurante ricetta che mi accompagna da quando ero fresca sposina, tratta da una raccolta di ricette di Armanda Capeder.
1/2 l di latte
6 tuorli d' uovo
250 g zucchero
50 g farina
Scaldate il latte. Profumatelo con una scorzetta di limone o un cucchiaino di essenza di vaniglia.
Sbattete i tuorli con lo zucchero fino a che sono ben chiari e spumosi.
Unite la farina poca per volta e amalgamate il tutto.
Diulite il tutto con il latte caldo versato a filo, mescolando.
Riportate sul fuoco e cuocete la crema finchè si addensa, continuando la cottura ancora per qualche minuto sempre mescolando perchè non attacchi. Eliminate l'eventuale scorzetta.
Una volta pronta, versatela in tre ciotole dividendola in tre parti più o meno uguali, e coprite subito ognuna con della pellicola messa direttamente a contatto.
Ho aromatizzato ognuna diversamente. Vediamo come:
Per la crema alla nocciola:
ho unito alla prima parte di crema 2 cucchiai scarsi di pasta di nocciole
per la crema al torrone:
ho unito alla seconda parte di crema 60 g di torrone duro alla mandorla, tritato finissimamente nel cutter.
per la crema al gelsomino:
ho unito alla terza parte di crema 10 gocce di olio essenziale.
Unitele una alla volta e assaggiate continuando ad aggiungerne seguendo il vostro gusto, finchè ritenete che vada bene.
Zabaione al caffè
3 tuorli d'uovo
50 g zucchero
30 g liquore al caffè
30 g caffé ristretto
2 g gelatina in fogli
100 g panna liquida fresca
Mettete a bagno la gelatina in fogli.
In un pentolino che possa andare a bagnomaria mettete tutti gli ingrendienti, poi trasferite il pentolino nel bagnomaria e iniziate a montare con le fruste elettriche fino a quando sarà ben caldo, gonfio e spumoso. Unite la gelatina ammollata e ben strizzata e montate ancora per amalgamarla perfettamente.
Togliete dal fuoco e continuate a montare fino a completo raffreddamento, lo zabaione si stabilizzerà e resterà gonfio. Montate anche la panna a neve densa e con pazienza incorporatela allo zabaione freddo. Coprite a contatto e mettete in frigo fino al momento dell'uso.
1 mango maturo
4 frutti della passione
2 uova grandi intere
100 g zucchero
80 g burro
Nel bicchiere di un frullatore a immersione mettete la polpa del mango a pezzetti, la polpa dei frutti della passione, le uova intere e lo zucchero.
Frullate tutto fino ad avere un composto perfettamente amalgamato.
Trasferitelo in un pentolino e cuocetelo su fuoco dolce a bagnomaria. Continuate la cottura finchè il tutto si addensa in una crema morbida e fluida, a questo punto aggiungete il burro a pezzetti e fate sciogliere bene. Togliete dal fuoco, trasferite tutto in una ciotola e coprite con la pellicola come al solito a contatto. Conservate in frigo. La crema diventerà densa e maggiormente lavorabile per farcire i cannoncini.
Non ho, volutamente, tolto i semini dai frutti della passione per rimarcare la loro presenza.
Nulla vieta di farlo in ogni caso, basterà filtrare o la polpa dei frutti freschi prima di cuocere, il curd una volta pronto.
Ed ecco il risultato finale
Cannoncini alla nocciola e alla crema pasticcera al gelsomino
Cannoncini al torroncino, al curd di mango e frutto della passione, allo zabaione al caffè
l'insieme
Soddisfatta? Un pochino sì ma non del tutto. Ho finalmente rotto un piccolo tabù del tutto personale, ma se uno nasce tondo non può diventare quadrato, e mi riferisco alla mia palese poca manualità e poca precisione che invece in pasticceria sono praticamente essenziali o quasi.
Francesca, in ogni caso grazie di cuore, perchè è stato anche un esercizio di pazienza e di volontà. Volevo arrivare in fondo e ci sono riuscita, merito della tua scelta.
Un pensiero per te Manu, come ogni giorno. Sai, credo che avresti preferito quelli al curd, un po' meno dolci ma poi, curiosa, ti saresti buttata su quelli al gelsomino. Ti era piaciuto così tanto quel profumo in Madagascar! Non avresti sbagliato, sono quelli che mi sono piaciuti di più.























