sabato 19 gennaio 2013

e nevica ancora...

scende leggera, fitta fitta e asciutta, in silenzio sta coprendo tutto.
Dovrei fare tante cose, ma non mi va. Non sto tanto bene, sono raffreddatissima, la tosse mi tormenta,  e mi sono pure affettata via  un pezzo di mignolo con la mandolina di ceramica, giusto ieri sera. Maledetta  fretta!
Il dito è scomparso dentro a un chilo di garza e cerotto e  continua a farmi male,  non riesco a usare bene la mano, destra per giunta,  e non mi piace sentirmi così..
Spero che passi velocemente perchè non posso permettermi di stare ferma in questo periodo...
Pensare che avevo voglia di spignattare per bene in questi giorni....avevo trovato del pesce bellissimo che mi toccherà congelare, ed è un peccato....ma non ho alternative.
Mi godrò un w.e. al calduccio, sotto il plaid a dormicchiare sul divano, con i gatti accoccolati in grembo e sarà la volta che  quel signore che vive con me mi darà una mano. Forse.
Fuori fa troppo freddo, e quando è così  viene voglia di cibi che confortano, che scaldano. Cibi che vanno curati con amore e pazienza, affinché ti regalino tanta soddisfazione al momento dell'assaggio.
Cotture lunghe, che riempiono la casa di profumo mentre la pentola pippia dolcemente sul fuoco,  e tu pregusti, alzando il coperchio per controllare, il piacere che proverai a tavola, e già ti immagini i volti dei presenti al primo boccone....
Questa è una ricetta classica belga, che Federica ha condiviso tempo fa  su Coquinaria  e che io avevo fatto al volo.....mi sembra appropriata al meteo di questo w.e...


ve la riporto come l'ha pubblicata lei,  io ho omesso il pain d'épices in favore di un più rustico e nostrano  pane di  grano duro.


Carbonade flamande in forma di pane

1 kg  polpa di manzo, non troppo magra
3 cipolle bionde
2 bottigliette da 33 di birra, rigorosamente belga, la Leffe bionda,  o la Chimay
mezzo bicchierino di aceto rosso
1 cucchiaino di Vergeoise blonde (oppure dello zucchero di canna scuro)
1 cucchiaio di farina
2 foglie di alloro,
1 decina di rametto di timo
burro, sale, pepe nero macinato al momento
poca senape forte, o  all'antica (quella coi semini)


Per prima cosa tagliare la carne a pezzettoni. Rosolarla molto bene nel burro spumeggiante.
Nel frattempo affettare finemente le cipolle.
Una volta rosolata la carne, toglierla e tenerla in caldo. Nella stessa padella rosolare anche le cipolle affettate, insieme a un cucchiaino di Vergeoise.  Non è facile trovarla qui, io ne ho avuto un paio di pacchetti grazie a un dono, graditissimo, di Pinella, di ritorno da una sua  scorribanda a Parigi.  Per cui sostituitela con dello zucchero di canna grezzo, scuro.

Quando inizia a caramellarsi, sfumare con l'aceto rosso e lasciar evaporare un momento. Rimettere la carne nella pentola , cospargerla col cucchiaio di farina, alzare la fiamma per qualche minuto, quindi regolare di sale. Aggiungere le foglie di alloro, i rametti di timo e il contenuto delle due bottiglie di birra.
Quando ricomincia a bollire bene, abbassare la fiamma mettere il coperchio e cuocere per un paio d'ore abbondanti controllando che la carne rimanga morbida, sugosa.
Nel frattempo scavare la pagnotta di grano duro,  lasciando però un po' di mollica tutto intorno, in modo da avere una specie di zuppiera. Spalmare l'interno della pagnotta con  un leggerissimo  velo di senape e una volta cotta la carne, trasferirla lì dentro, una bella macinata di pepe ed è pronta per essere portata in tavola..
Tradizionalmente,a questo piatto è associato il pain d'épice o, nella versione "à l'ancienne",dei crostoni di pane raffermo spalmati di mostarda forte,
Anzi,il pain d'épice andrebbe messo sopra la carne prima di incoperchiare in modo da fondere letteralmente in cottura.  
Come dicevo, ho preferito una pagnotta di pane di grano duro...

Si accompagna bene con una purée di patate o delle patate al vapore.






9 commenti:

  1. ci sono alcune cose che catturano la mia attenzione e che mi invogliano a replicare immediatamente. questa la voglio preparare subito prima che finisca l'inverno che da noi è breve. grazie giuliana per dare l'opportunità di replicare le tue prelibatezze.

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  2. La voglia anch'io per questa seraaaa!!!! sembra una delizia.
    Posta una foto della neve da casa tua!
    Baci
    Elli

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  3. grazie a te Teresina! Un abbraccio

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  4. Come racconti tu Giuli, nessuno! Si parla tanto ultimamente dei cibi che danno conforto, i "comfort food" e quasi tutti vanno sul dolce, ma d'inverno un piatto salato, caldo, fumante...è veramente confortante!
    Bella la presentazione, complimenti.

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  5. Scusami, sono rimasta stregata dal piatto e mi sono scordata di dirti che mi dispiace per il dito...Spero che ti possa riprendere subito! Un abbraccio e buona domenica!

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  6. Carissima Giuliana, hai ragione in periodi come questo si avverte proprio la necessità di cibi che scaldino, il corpo ed il cuore!!! Io li chiamo i miei comfort food...perchè sanno darti conforto come nessuna altra cosa. E questo tuo piatto, che dire....solo che vorrei averlo davanti a me questa sera a cena!!!! Complimenti, sei sempre una garanzia! Mi dispiace per il dito, ma le lame in ceramica non perdonano!!!! ;-) A presto Cheriè....

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  7. guarisci presto cara Giuli, conoscendoti un poco so che l'inattività non fa parte del tuo io....fatti coccolare da tuo marito ! Segno la ricetta, perfetta per questi tempi uggiosi, un abbraccio forte...

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  8. guarisci presto!

    che ricetta golosa!!! mi attira un sacco, la devo provare! complimenti!

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  9. Mi è subito venuto in mente anni fa, quando ho fatto un viaggio a Belgio. Vedendo questo piatto, ho la voglia di tornare - o almeno di fare questa deliziosa ricetta.

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