la mia pizza integrale con fiori di zucca, mozzarella e alici per il Club del 27
Arriva l'autunno e puntuale come una cambiale arriva anche il 27
Riprendiamo a condividere le ricette più amate delle sfide MTC.
Oggi parliamo di Pizza! e io fra quelle in lizza ho scelto questa a suo tempo proposta da Maria, del blog La Caccavella.
Pizza al piatto. Integrale con fiori di zucca, mozzarella e alici
Per l'impasto:
300 g di farina O (proteine 12,5%)
150 g di farina integrale (proteine 12%)
290 ml di acqua (ho usato minerale naturale)
12 g di sale
1 g di lievito di birra fresco
Per la farcitura:
12 fiori di zucca freschi
q.b. di filetti di acciuga sott'olio
1 mozzarella
una manciata di capperi sotto sale
olio e.v. d'oliva
pepe nero macinato al momento
Mettete l'acqua, a temperatua ambiente, in una ciotola.
Aggiungete la farina integrale ben setacciata (fatelo un paio di volte) e mescolate con la frusta poi lasciatela idratareper circa 15 minuti circa.
In un paio di cucchiai di acqua sciogliete il sale, fate la stessa cosa con il lievito in due tazzine diverse.
Trascorso il tempo, unite la farina O setacciata, il lievito e mescolate con una forchetta per amalgamare, quindi il sale e iniziate ad impastare. Fatelo lungamente ed energicamente per almeno 20 minuti. Se avete la planetaria, usate quella fino a quando l'impasto diventa morbido e setoso.
Trasferitelo in una ciotola, copritela con della pellicola e lasciate lievitare per un paio d'ore.
Una volta lievitato, dividete in due l'impasto, impastate delicatamente e formate due pallozze che metterete su un canovaccio
copritele e lasciatele riposare per 4 - 6 ore, a temperatura ambiente.
Nel frattempo tagliate a pezzetti la mozzarella e lasciatela in un colino a perdere il più possibile i suoi liquidi.
Portate il forno alla temperatura più alta possibile, funzione statica, e lasciatelo andare per almeno mezz'ora . Inserite anche la teglia in modo che si scaldi bene anch'essa.
Il mio forno arriva a 300° ma l'ho lasciato comunque scaldare insieme alla teglia.
Mentre il forno si scalda, preparate gli ingredienti. Dissalate i capperi, aprite e pulite i fiori di zucca, prelevate dal vasetto i filetti di acciuga.
Prendete un panetto, allargatelo con le mani partendo dal centro verso il bordo, portatelo a misura della teglia.
Quando il forno è pronto, prelevate la teglia, trasferiteci la pasta accompagnandola
con le mani verso il bordo e disponete la mozzarella, i fiori di zucca a raggiera, le alici e i capperi. Condite con un filo d'olio e una macinata di pepe.
Mentre la prima pizza cuoce, preparate la seconda ripetendo le operazioni che ho descritto sopra.
Servitela bollente.
Io ero appena approdata a MTC, ma ricordo che ci siamo divertite tantissimo a scegliere la pizza che più ci rappresentava, e il modo di consumarla.
Se volete divertirvi, provate anche voi cliccando QUI
dolci al cucchiaio
dolci e dessert
memorie
Semifreddo al Nocino e caramello al caffè
Ho vissuto a Lanzo d'Intelvi, sulle montagne comasche, la prima parte della mia infanzia.
Sono rimasta legata a quei luoghi, alle persone che pian piano sono entrate nella mia vita di bambina in un mondo di adulti. Ora sono tutte scomparse e c'è rimasto qualche loro lontano parente che non conosco nemmeno, però ogni tanto ci ritorno, è un posto che mi rimette in pace col mondo dove ogni vicolo, ogni ripida salita, ogni sentiero del bosco, mi riporta indietro e mi fa rivivere episodi e storie della mia piccola vita lassù.
Quando era tempo, andavamo a raccogliere le noci. Ce n'erano boschi interi. Noci e castagne facevano parte dell'economia di quella valle. Mia madre non preparava il nocino a giugno, non era un liquore che andava a casa mia, ma d'autunno noci e castagne le avevamo sempre in casa, le noci poi arrivavano fino ad inverno inoltrato. Ricordo tante domeniche con mio padre intento a cuocere le castagne nel camino, e il loro profumo che si mescolava con l'odore della legna che ardeva e che riempiva la stanza. Una volta cotta la prima pentola, le metteva in una ciotola di ceramica, le spruzzava con del vino rosso e le copriva immediatamente con uno strofinaccio, l'umidità che si creava era di aiuto a sbucciarle senza fatica. E ripartiva con un'altra pentolata... lui era ghiotto di caldarroste ed era lui che me le pelava e me le metteva davanti già bell'e pronte.
Le noci erano a consumo quasi quotidiano. Sulla credenza c'era sempre una piccola coppa con noci e nocciole da sgranocchiare a piacere.
Quando andavamo a raccogliere le noci, alcune erano già a terra e se non bastavano cercavamo di scuotere le piante più piccole per farle cadere, in modo da raccoglierne il tanto che ci serviva. Arrivati a casa le liberavamo dal mallo e poi le mettevamo in soffitta, la parte più asciutta della casa, ben distese e distanziate, su un telo. Mia madre ogni tanto le rigirava e prelevava quelle pronte. Quante ne ho mangiate!
Così, visto che avevo ancora in casa delle noci sgusciate da finire, mi è venuta l'idea di fare qualcosa di dolce, prima dell'arrivo di quelle nuove. Avevo parecchie scelte, ma alla fine ho optato per qualcosa al cucchiaio, che mi gratifica sempre e che so che accontenta un po' tutta la famiglia.
Semifreddo al Nocino e caramello al caffè
per 6 persone
5 tuorli
120 g di zucchero semolato
60 g di gherigli di noce
100 ml di liquore Nocino
500 g di panna liquida fresca
1 cucchiaio raso di amido di mais
1 pizzico di sale
per il caramello al caffè:
150 g di zucchero
1 cucchiaio di acqua
2 tazzine di caffè ristretto
per la decorazione di caramello:
150 g di zucchero
1 cucchiaio di acqua
1 cucchiaino di succo di limone
per completare:
gherigli di noce rivestiti di caramello
Tostate i gherigli di noci in una piccola padella, possibilmente antiaderente. Lasciateli raffreddare e poi tritateli grossolanamente, tenendone da parte qualcuna da caramellare per la decorazione del piatto.
Mettete i tuorli in un pentolino che possa andare a bagnomaria, aggiungete lo zucchero e il pizzico di sale e mettete il pentolino nel bagnomaria in leggera ebollizione, inziando a montare con le fruste elettriche.
Unite il liquore, poco per volta, e continuate a montare questa specie di zabaione finchè inizia ad addensarsi, quindi completate con l'amido di mais e togliete dal fuoco.
Continuate a montare con le fruste elettriche fino a quando la crema si sarà completamente raffreddata.
Montate la panna a neve ferma e aggiungetela alla crema di Nocino ormai fredda. Continuate con pazienza finché anche il più piccolo fiocco di panna è stato amalgamato, completate unendo il trito di noci. Mescolate bene poi distribuite il composto negli stampini prescelti, o in un piccolo stampo da plumcake foderato di pellicola alimentare, se volete un semifreddo intero da servire a fette.
Mettete in congelatore.
Intanto fate caramellare lo zucchero in un piccolo pentolino, e quando è di un bel colore ambrato, aggiungete il caffè bollente facendo molta attenzione.
Mescolate in modo che il liquido sia denso e omogeneo e trasferite il caramello al caffè in una ciotola, lasciate raffreddare poi coprite e conservate in frigorifero.
Qualche ora prima di servire preparate i fili di caramello per la decorazione. Preparate una ciotola e mettete un cucchiaio di legno a cavallo della superficie.
Posate tutto su un foglio di carta forno, in modo da riparare il piano della cucina o del tavolo.
Caramellate lo zucchero insieme all'acqua e al limone, sarà pronto quando avrà un bel colore dorato, toglietelo dal fuoco, tuffateci i gherigli di noci tenuti da parte e fate in modo che siano ben ricoperti di caramello, prelevateli e metteteli a indurire su un piano rivestito di carta forno, poi con la forchetta attingete nel liquido rimasto e fatela oscillare di qua e di là sul cucchiaio di legno, facendo colare il caramello che si distribuirà in fili sottili. Basterà raccoglierli da dentro la ciotola e avvolgerli delicatamente a nido mentre il caramello è ancora caldo e manovrabile.
Prima di portarlo in tavola lasciate il semifreddo un minuto fuori dal freezer, poi sformate sul piattino di servizio, aggiungete un poco di caramello al caffè e completate con il nido di fili di caramello e un gheriglio di noce caramellata.
Le noci sono delle vere e proprie alleate, ne bastano tre o quattro al giorno per la salute del cuore e del cervello e ci aiutano ad invecchiare meglio.
Sapevatelo!!
Sono rimasta legata a quei luoghi, alle persone che pian piano sono entrate nella mia vita di bambina in un mondo di adulti. Ora sono tutte scomparse e c'è rimasto qualche loro lontano parente che non conosco nemmeno, però ogni tanto ci ritorno, è un posto che mi rimette in pace col mondo dove ogni vicolo, ogni ripida salita, ogni sentiero del bosco, mi riporta indietro e mi fa rivivere episodi e storie della mia piccola vita lassù.
Quando era tempo, andavamo a raccogliere le noci. Ce n'erano boschi interi. Noci e castagne facevano parte dell'economia di quella valle. Mia madre non preparava il nocino a giugno, non era un liquore che andava a casa mia, ma d'autunno noci e castagne le avevamo sempre in casa, le noci poi arrivavano fino ad inverno inoltrato. Ricordo tante domeniche con mio padre intento a cuocere le castagne nel camino, e il loro profumo che si mescolava con l'odore della legna che ardeva e che riempiva la stanza. Una volta cotta la prima pentola, le metteva in una ciotola di ceramica, le spruzzava con del vino rosso e le copriva immediatamente con uno strofinaccio, l'umidità che si creava era di aiuto a sbucciarle senza fatica. E ripartiva con un'altra pentolata... lui era ghiotto di caldarroste ed era lui che me le pelava e me le metteva davanti già bell'e pronte.
Le noci erano a consumo quasi quotidiano. Sulla credenza c'era sempre una piccola coppa con noci e nocciole da sgranocchiare a piacere.
Quando andavamo a raccogliere le noci, alcune erano già a terra e se non bastavano cercavamo di scuotere le piante più piccole per farle cadere, in modo da raccoglierne il tanto che ci serviva. Arrivati a casa le liberavamo dal mallo e poi le mettevamo in soffitta, la parte più asciutta della casa, ben distese e distanziate, su un telo. Mia madre ogni tanto le rigirava e prelevava quelle pronte. Quante ne ho mangiate!
Così, visto che avevo ancora in casa delle noci sgusciate da finire, mi è venuta l'idea di fare qualcosa di dolce, prima dell'arrivo di quelle nuove. Avevo parecchie scelte, ma alla fine ho optato per qualcosa al cucchiaio, che mi gratifica sempre e che so che accontenta un po' tutta la famiglia.
Semifreddo al Nocino e caramello al caffè
per 6 persone
5 tuorli
120 g di zucchero semolato
60 g di gherigli di noce
100 ml di liquore Nocino
500 g di panna liquida fresca
1 cucchiaio raso di amido di mais
1 pizzico di sale
per il caramello al caffè:
150 g di zucchero
1 cucchiaio di acqua
2 tazzine di caffè ristretto
e noci sono delle vere e proprie alleate della nostra salute. Vediamo in quali modi e situazioni possono essere usate.
Continua su: https://www.donnaglamour.it/le-proprieta-delle-noci/benessere/?gclid=CjwKCAjw2qHsBRAGEiwAMbPoDJXE5M0tRpwh6l2MAc9FnpWMuaPnkebCsjyTJPSVYHd0MZw5sPMatRoCHSkQAvD_BwE&refresh_cp
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per la decorazione di caramello:
150 g di zucchero
1 cucchiaio di acqua
1 cucchiaino di succo di limone
per completare:
gherigli di noce rivestiti di caramello
Tostate i gherigli di noci in una piccola padella, possibilmente antiaderente. Lasciateli raffreddare e poi tritateli grossolanamente, tenendone da parte qualcuna da caramellare per la decorazione del piatto.
Mettete i tuorli in un pentolino che possa andare a bagnomaria, aggiungete lo zucchero e il pizzico di sale e mettete il pentolino nel bagnomaria in leggera ebollizione, inziando a montare con le fruste elettriche.
Unite il liquore, poco per volta, e continuate a montare questa specie di zabaione finchè inizia ad addensarsi, quindi completate con l'amido di mais e togliete dal fuoco.
Continuate a montare con le fruste elettriche fino a quando la crema si sarà completamente raffreddata.
Montate la panna a neve ferma e aggiungetela alla crema di Nocino ormai fredda. Continuate con pazienza finché anche il più piccolo fiocco di panna è stato amalgamato, completate unendo il trito di noci. Mescolate bene poi distribuite il composto negli stampini prescelti, o in un piccolo stampo da plumcake foderato di pellicola alimentare, se volete un semifreddo intero da servire a fette.
Mettete in congelatore.
Intanto fate caramellare lo zucchero in un piccolo pentolino, e quando è di un bel colore ambrato, aggiungete il caffè bollente facendo molta attenzione.
Mescolate in modo che il liquido sia denso e omogeneo e trasferite il caramello al caffè in una ciotola, lasciate raffreddare poi coprite e conservate in frigorifero.
Qualche ora prima di servire preparate i fili di caramello per la decorazione. Preparate una ciotola e mettete un cucchiaio di legno a cavallo della superficie.
Posate tutto su un foglio di carta forno, in modo da riparare il piano della cucina o del tavolo.
Caramellate lo zucchero insieme all'acqua e al limone, sarà pronto quando avrà un bel colore dorato, toglietelo dal fuoco, tuffateci i gherigli di noci tenuti da parte e fate in modo che siano ben ricoperti di caramello, prelevateli e metteteli a indurire su un piano rivestito di carta forno, poi con la forchetta attingete nel liquido rimasto e fatela oscillare di qua e di là sul cucchiaio di legno, facendo colare il caramello che si distribuirà in fili sottili. Basterà raccoglierli da dentro la ciotola e avvolgerli delicatamente a nido mentre il caramello è ancora caldo e manovrabile.
Prima di portarlo in tavola lasciate il semifreddo un minuto fuori dal freezer, poi sformate sul piattino di servizio, aggiungete un poco di caramello al caffè e completate con il nido di fili di caramello e un gheriglio di noce caramellata.
Le noci sono delle vere e proprie alleate, ne bastano tre o quattro al giorno per la salute del cuore e del cervello e ci aiutano ad invecchiare meglio.
Sapevatelo!!
Le noci sono delle vere
e proprie alleate della nostra salute. Vediamo in quali modi e
situazioni possono essere usate.
–Per la salute del cuore: La presenza di amminoacidi e di argina le
rendono perfette per rafforzare il cuore. Sia come prevenzione sia nelle
persone che hanno problemi di tipo cardiovascolare.
–Per la salute del cervello: La vitamina E, l’acido folico, la
melatonina, gli acidi grassi Omega 3 e gli antiossidanti questi sono
alcuni dei neuroprotettori contenuti nelle noci.
Oltre ad essere un ottimo mo
Continua su: https://www.donnaglamour.it/le-proprieta-delle-noci/benessere/?gclid=CjwKCAjw2qHsBRAGEiwAMbPoDJXE5M0tRpwh6l2MAc9FnpWMuaPnkebCsjyTJPSVYHd0MZw5sPMatRoCHSkQAvD_BwE&refresh_cp
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Le noci sono delle vere
e proprie alleate della nostra salute. Vediamo in quali modi e
situazioni possono essere usate.
–Per la salute del cuore: La presenza di amminoacidi e di argina le
rendono perfette per rafforzare il cuore. Sia come prevenzione sia nelle
persone che hanno problemi di tipo cardiovascolare.
–Per la salute del cervello: La vitamina E, l’acido folico, la
melatonina, gli acidi grassi Omega 3 e gli antiossidanti questi sono
alcuni dei neuroprotettori contenuti nelle noci.
Oltre ad essere un ottimo mo
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antipasti
memorie
pesce
piatti freddi
piatti unici
secondi
insalata di calamari, avocado e passion fruit, ricordando vecchie estati
Fine agosto, ultimi scampoli di una estate strana, pigra e sonnolenta oltre che molto calda. Quando arriva questo momento mi prende la sensazione che qualcosa sia ancora in sospeso e la sottile, malinconica consapevolezza che l'autunno sta quasi per bussare, e questa cosa mi cambia inevitabilmente l'umore.
Meglio non pensarci e godersi quel che resta del sole e della luce.
La mia cucina di questo periodo è fatta di cose leggere e fresche, anche se sto tenendo faticosamente a bada la voglia di un buon risotto. Ma l'estate dura troppo poco per non approfittare dei suoi colori e dei suoi sapori finchè si può.
Ieri, davanti al banco del pesce, ho avuto la conferma delle mie sensazioni. Non era quel trionfo che c'è sempre di ogni tipo e specie di pesce, crostacei e molluschi. Ci ho messo un po' a scegliere, niente di quello che avevo davanti mi accendeva la lampadina. Ho ripiegato svogliatamente su delle orate perchè le ho viste freschissime, e sui calamari. Le orate sono andate al cartoccio, semplici semplici, rosmarino, fetta di limone e un goccio di vino bianco, mentre per i calamari ero indecisa se friggerli o che.
Pulivo calamari e intanto pensavo a quanti ne avevamo mangiati, rigorosamente fritti, nei primi anni di matrimonio, quando andavamo in vacanza a Bibione, dai fratelli Paron.
Un piccolo albergo che mi aveva consigliato un mio collega, ispettore del giornale per il Veneto e Friuli. Erano le vacanze solo per noi dopo la settimana di rito passata in Friuli dai miei, al paese.
Ci siamo andati per due o tre anni a fila, dal 1971 al 1973 sempre verso la fine di agosto. Avevamo fatto compagnia. Era facile, c'erano sempre molti giovani, data la convenienza dei prezzi. Il primo anno che ci siamo andati abbiamo conosciuto un gruppo di ragazzi di Corsico coi quali poi siamo rimasti in contatto per molti anni.
Durante l'inverno ci vedevamo anche a Milano, si usciva insieme a mangiare la pizza, o a bere qualcosa, o ci si ritrovava a casa mia, ma l'appuntamento vero, quello più divertente era dai fratelli Paron.
Noi eravamo gli unici sposati del gruppo, gli altri perlopiù erano single e un paio di loro aveva la fidanzata, che però rimaneva a casa. Di giorno in spiaggia, giochi al sole e in mare, e la sera a ballare alla Playa, una piccola discoteca a pianta rotonda al limite della spiaggia. Ancora non c'era una vera e propria passeggiata lungomare e i locali dove passare la serata erano molto pochi, qualche ristorante, qualche birreria e i negozi aperti fino a tardi la notte.
Non vi sto a raccontare quello che succedeva, ma erano risate e divertimento quotidiano. Uno di loro, Maurizio, era soprannominato Dracula per via dei suoi canini molto evidenti, ed era il bersaglio di scherzi e prese in giro quotidiane.
A un certo punto, Dario, uno del gruppo, propone una scommessa. Andare tutti insieme a mangiare in un certo ristorante molto chic un sabato sera, giornata clou di presenze, e avrebbe pagato lui la cena a patto che Dracula si vestisse da donna e si fingesse la sua fidanzata. Ma dovevamo andarci a piedi, attraversando tutta Bibione. Ovviamente lui non aveva nessuna intenzione di travestirsi, ma tale e tanta fu l'opera di convincimento, e secondo me tanto potè anche l'ottima fama del ristorante, che alla fine si decise.
Non so come ma tutto l'albergo venne a conoscenza della scommessa e una sera, nella sala ristorante, comparvero vestiti della sua misura, scarpe n. 41 con il tacco, scialli di seta, accessori di ogni tipo e una bellissima parrucca di capelli ricci rossi. Decisamente le ospiti dei Paron avevano uno spiccato senso dell'umorismo, ma soprattutto erano della taglia giusta!
Il divertimento vero fu fargli fare le prove dei vestiti, truccarlo, vederlo camminare malfermo sui tacchi mentre prendeva confidenza.
Arriva finalmente il momento della cena. Lui a quel punto si era rassegnato alla cosa ed entrato perfettamente nella parte. Scelse un abito lungo di un bel verde brillante, uno scialle di seta bianca tutto ricamato e con lunghe frange poi, con la sua chioma fiammeggiante e truccato come una drag queen, aprì il corteo davanti a noi abbracciato a Dario. Ogni tanto incespicava, lanciava gridolini, e fingeva di volerlo baciare.
Noi e il resto del gruppo seguivamo alla spicciolata, soffocando le risate ed osservando le espressioni delle persone che si giravano incuriosite, alcuni con smorfie di disapprovazione, o fermi a guardare incapaci di capire, altri con una espressione divertita mentre facevano commenti sottovoce.
Per farla breve, la serata proseguì al ristorante, col vino bianco che scorreva a fiumi e con enormi vassoi di frittura mista che giravano in continuazione...riuscimmo in qualche modo ad evitare che cantasse canzonacce, credo che altrimenti ci avrebbero sbattuto fuori senza guardare troppo per il sottile.
Mi vien da ridere al solo ricordo di lui, leggermente alticcio, col trucco sfatto e la parrucca ormai sbilenca sulla testa, seduto davanti a un piatto colmo di calamari fritti...
Intanto ho deciso come cucinare i miei:
Insalata di calamari, avocado e passion fruit
per 2 persone di buon appetito
500 g di calamari
1 avocado maturo
2 lime
1 cetriolo
5 o 6 pomodorini piccadilly
il cuore di un sedano verde
1 cipollotto rosso di Tropea (2 se sono piccoli)
5 o 6 frutti della passione
sale, pepe
olio e.v.
poco peperoncino
qualche foglia di prezzemolo per colorare
per il court bouillon:
1 carota
1 piccolo porro
1 costa di sedano
1 foglia di alloro
qualche rametto di prezzemolo
1 piccola cipolla bionda
qualche grano di pepe
mezzo bicchiere di vino bianco
sale.
Portate a ebollizione l'acqua con le verdure per il court bouillon lavate e mondate. Lasciatele cuocere a fuoco basso una mezz'oretta poi filtrate.
Rimettete sul fuoco.
Nel frattempo pulite i calamari eliminando le interiora, le alette e la pelle.
Lavateli bene sotto l'acqua corrente e poi tagliateli a rondelle non troppo alte.
Lasciate da parte i tentacoli, congelateli per un'altra ricetta.
Tuffate le rondelle di calamari nel court bouillon, aggiungete il vino bianco, regolate di sale, riportate a bollore poi abbassate il fuoco e controllate spesso
la cottura. Non devono essere gommosi.
Mentre i calamari cuociono, pulite tutte le verdure, lavatele asciugatele.
Eliminate i semi interni dei pomodorini e tagliateli a pezzetti, tagliate il cetriolo prima a bastoncini, lasciando la scorza ed eliminando i semi interni, e poi ogni bastoncino a pezzetti. Tagliate a pezzetti anche il cuore di sedano lasciando le foglie, affettate finemente il cipollotto.
Raccogliete tutto in una ciotola.
A parte tagliate a metà i passion fruit e raccogliete la polpa in un contenitore, quindi frullate tutto col minipimer e filtrate il succo. Tenete da parte.
Spremete i due lime, filtrate e unite il succo al passion fruit. Aggiungete il sale, il pepe, il peperoncino a piacere e un goccio d'olio, quindi emulsionate bene il tutto.
Trasferite i calamari insieme alle verdure, aggiungete l'avocado a pezzetti e l'emulsione di lime e passion fruit.
Mescolate delicatamente e guarnite con qualche fettina di lime e qualche fogliolina di prezzemolo.
Con il gruppo di Corsico poi ci siamo persi di vista, è nata Serena, e dopo è arrivata anche Chiara e per qualche anno siamo stati impegnati a fare i genitori, le uscite in compagnia si sono inevitabilmente diradate fino a cessare del tutto..alcuni di loro si sono sposati, Maurizio so che aveva passato il concorso per vigile urbano del suo comune, alcuni come Giorgino e Dario ho continuato a sentirli telefonicamente, ma poi la vita ha portato tutti da altre parti.
Sono ritornata un paio di volte a Bibione, l'ultima due o tre anni fa, una domenica fuori stagione. Naturalmente è tutto cambiato, talmente tanto che ho faticato a riconoscere i "nostri" luoghi. La discoteca c'è sempre ma non si chiama più La Playa, l'alberghetto dei Paron è diventato una gelateria-pasticceria, e i condominii sono aumentati a dismisura, i negozi hanno quasi tutti insegne scritte in tedesco, il piazzale del Sole è un enorme parcheggio a pagamento ed è rimasto molto poco dell'atmosfera di quei giorni...
Purtroppo tutto cambia e si trasforma, a volte in meglio e a volte in peggio, ma io conservo il ricordo di giorni spensierati e allegri, di un futuro che ci prometteva tantissimo ma che ormai è dietro le spalle.
Meglio non pensarci e godersi quel che resta del sole e della luce.
La mia cucina di questo periodo è fatta di cose leggere e fresche, anche se sto tenendo faticosamente a bada la voglia di un buon risotto. Ma l'estate dura troppo poco per non approfittare dei suoi colori e dei suoi sapori finchè si può.
Ieri, davanti al banco del pesce, ho avuto la conferma delle mie sensazioni. Non era quel trionfo che c'è sempre di ogni tipo e specie di pesce, crostacei e molluschi. Ci ho messo un po' a scegliere, niente di quello che avevo davanti mi accendeva la lampadina. Ho ripiegato svogliatamente su delle orate perchè le ho viste freschissime, e sui calamari. Le orate sono andate al cartoccio, semplici semplici, rosmarino, fetta di limone e un goccio di vino bianco, mentre per i calamari ero indecisa se friggerli o che.
Pulivo calamari e intanto pensavo a quanti ne avevamo mangiati, rigorosamente fritti, nei primi anni di matrimonio, quando andavamo in vacanza a Bibione, dai fratelli Paron.
Un piccolo albergo che mi aveva consigliato un mio collega, ispettore del giornale per il Veneto e Friuli. Erano le vacanze solo per noi dopo la settimana di rito passata in Friuli dai miei, al paese.
Ci siamo andati per due o tre anni a fila, dal 1971 al 1973 sempre verso la fine di agosto. Avevamo fatto compagnia. Era facile, c'erano sempre molti giovani, data la convenienza dei prezzi. Il primo anno che ci siamo andati abbiamo conosciuto un gruppo di ragazzi di Corsico coi quali poi siamo rimasti in contatto per molti anni.
Durante l'inverno ci vedevamo anche a Milano, si usciva insieme a mangiare la pizza, o a bere qualcosa, o ci si ritrovava a casa mia, ma l'appuntamento vero, quello più divertente era dai fratelli Paron.
Noi eravamo gli unici sposati del gruppo, gli altri perlopiù erano single e un paio di loro aveva la fidanzata, che però rimaneva a casa. Di giorno in spiaggia, giochi al sole e in mare, e la sera a ballare alla Playa, una piccola discoteca a pianta rotonda al limite della spiaggia. Ancora non c'era una vera e propria passeggiata lungomare e i locali dove passare la serata erano molto pochi, qualche ristorante, qualche birreria e i negozi aperti fino a tardi la notte.
Non vi sto a raccontare quello che succedeva, ma erano risate e divertimento quotidiano. Uno di loro, Maurizio, era soprannominato Dracula per via dei suoi canini molto evidenti, ed era il bersaglio di scherzi e prese in giro quotidiane.
A un certo punto, Dario, uno del gruppo, propone una scommessa. Andare tutti insieme a mangiare in un certo ristorante molto chic un sabato sera, giornata clou di presenze, e avrebbe pagato lui la cena a patto che Dracula si vestisse da donna e si fingesse la sua fidanzata. Ma dovevamo andarci a piedi, attraversando tutta Bibione. Ovviamente lui non aveva nessuna intenzione di travestirsi, ma tale e tanta fu l'opera di convincimento, e secondo me tanto potè anche l'ottima fama del ristorante, che alla fine si decise.
Non so come ma tutto l'albergo venne a conoscenza della scommessa e una sera, nella sala ristorante, comparvero vestiti della sua misura, scarpe n. 41 con il tacco, scialli di seta, accessori di ogni tipo e una bellissima parrucca di capelli ricci rossi. Decisamente le ospiti dei Paron avevano uno spiccato senso dell'umorismo, ma soprattutto erano della taglia giusta!
Il divertimento vero fu fargli fare le prove dei vestiti, truccarlo, vederlo camminare malfermo sui tacchi mentre prendeva confidenza.
Arriva finalmente il momento della cena. Lui a quel punto si era rassegnato alla cosa ed entrato perfettamente nella parte. Scelse un abito lungo di un bel verde brillante, uno scialle di seta bianca tutto ricamato e con lunghe frange poi, con la sua chioma fiammeggiante e truccato come una drag queen, aprì il corteo davanti a noi abbracciato a Dario. Ogni tanto incespicava, lanciava gridolini, e fingeva di volerlo baciare.
Noi e il resto del gruppo seguivamo alla spicciolata, soffocando le risate ed osservando le espressioni delle persone che si giravano incuriosite, alcuni con smorfie di disapprovazione, o fermi a guardare incapaci di capire, altri con una espressione divertita mentre facevano commenti sottovoce.
Per farla breve, la serata proseguì al ristorante, col vino bianco che scorreva a fiumi e con enormi vassoi di frittura mista che giravano in continuazione...riuscimmo in qualche modo ad evitare che cantasse canzonacce, credo che altrimenti ci avrebbero sbattuto fuori senza guardare troppo per il sottile.
Mi vien da ridere al solo ricordo di lui, leggermente alticcio, col trucco sfatto e la parrucca ormai sbilenca sulla testa, seduto davanti a un piatto colmo di calamari fritti...
Intanto ho deciso come cucinare i miei:
Insalata di calamari, avocado e passion fruit
per 2 persone di buon appetito
500 g di calamari
1 avocado maturo
2 lime
1 cetriolo
5 o 6 pomodorini piccadilly
il cuore di un sedano verde
1 cipollotto rosso di Tropea (2 se sono piccoli)
5 o 6 frutti della passione
sale, pepe
olio e.v.
poco peperoncino
qualche foglia di prezzemolo per colorare
per il court bouillon:
1 carota
1 piccolo porro
1 costa di sedano
1 foglia di alloro
qualche rametto di prezzemolo
1 piccola cipolla bionda
qualche grano di pepe
mezzo bicchiere di vino bianco
sale.
Portate a ebollizione l'acqua con le verdure per il court bouillon lavate e mondate. Lasciatele cuocere a fuoco basso una mezz'oretta poi filtrate.
Rimettete sul fuoco.
Nel frattempo pulite i calamari eliminando le interiora, le alette e la pelle.
Lavateli bene sotto l'acqua corrente e poi tagliateli a rondelle non troppo alte.
Lasciate da parte i tentacoli, congelateli per un'altra ricetta.
Tuffate le rondelle di calamari nel court bouillon, aggiungete il vino bianco, regolate di sale, riportate a bollore poi abbassate il fuoco e controllate spesso
la cottura. Non devono essere gommosi.
Mentre i calamari cuociono, pulite tutte le verdure, lavatele asciugatele.
Eliminate i semi interni dei pomodorini e tagliateli a pezzetti, tagliate il cetriolo prima a bastoncini, lasciando la scorza ed eliminando i semi interni, e poi ogni bastoncino a pezzetti. Tagliate a pezzetti anche il cuore di sedano lasciando le foglie, affettate finemente il cipollotto.
Raccogliete tutto in una ciotola.
A parte tagliate a metà i passion fruit e raccogliete la polpa in un contenitore, quindi frullate tutto col minipimer e filtrate il succo. Tenete da parte.
Spremete i due lime, filtrate e unite il succo al passion fruit. Aggiungete il sale, il pepe, il peperoncino a piacere e un goccio d'olio, quindi emulsionate bene il tutto.
Trasferite i calamari insieme alle verdure, aggiungete l'avocado a pezzetti e l'emulsione di lime e passion fruit.
Mescolate delicatamente e guarnite con qualche fettina di lime e qualche fogliolina di prezzemolo.
Con il gruppo di Corsico poi ci siamo persi di vista, è nata Serena, e dopo è arrivata anche Chiara e per qualche anno siamo stati impegnati a fare i genitori, le uscite in compagnia si sono inevitabilmente diradate fino a cessare del tutto..alcuni di loro si sono sposati, Maurizio so che aveva passato il concorso per vigile urbano del suo comune, alcuni come Giorgino e Dario ho continuato a sentirli telefonicamente, ma poi la vita ha portato tutti da altre parti.
Sono ritornata un paio di volte a Bibione, l'ultima due o tre anni fa, una domenica fuori stagione. Naturalmente è tutto cambiato, talmente tanto che ho faticato a riconoscere i "nostri" luoghi. La discoteca c'è sempre ma non si chiama più La Playa, l'alberghetto dei Paron è diventato una gelateria-pasticceria, e i condominii sono aumentati a dismisura, i negozi hanno quasi tutti insegne scritte in tedesco, il piazzale del Sole è un enorme parcheggio a pagamento ed è rimasto molto poco dell'atmosfera di quei giorni...
Purtroppo tutto cambia e si trasforma, a volte in meglio e a volte in peggio, ma io conservo il ricordo di giorni spensierati e allegri, di un futuro che ci prometteva tantissimo ma che ormai è dietro le spalle.
Polpettone di tonno e patate, e l'estate va
Siamo a luglio ormai, ed è parecchio tempo che non pubblico nulla. Però cucino eh? E parecchio.
E' un periodaccio di incasinamenti e impegni, ma questa ricetta la voglio condividere perchè è perfetta per l'estate. Veloce e versatile, buona per le cene in terrazza o per i pic nic, o da portare al mare. Un gustoso polpettone, ottima alternativa allo sformato di melanzane e tonno che è ormai il must di casa mia ogni estate.
Polpettone di tonno e patate
per 6/8 persone
300/350 g di tonno sott'olio (pesato sgocciolato)
3 grosse patate
2 uova grandi
1 cucchiaino abbondante di capperi sotto sale
2 filetti di acciughe sott'olio
50 g di parmigiano grattugiato
q.b. di pane grattugiato
1 ciuffo di prezzemolo
2 rametti di basilico
1 spicchietto d'aglio
1 pizzico di coriandolo in polvere
sale, pepe
Cuocete le patate con la buccia. Mentre le patate cuociono lasciate sgocciolare il tonno dalla scatoletta o dal vasetto. Tritate il prezzemolo e il basilico con lo spicchio d'aglio e tritate anche le acciughe insieme ai capperi dissalati. Una volta cotte le patate, pelatele, mettetele in una ciotola e schiacciatele il più possibile con la forchetta. Lasciatele intiepidire poi aggiungete il tonno sbriciolato e di nuovo mescolate con la forchetta schiacciando eventuali pezzi grossi e grumi, dovrete avere un impasto non troppo fine, ma nemmeno troppo grossolano.
Unite le uova, le erbe e le acciughe tritati, il parmigiano, il coriandolo, un paio di cucchiai di pane grattugiato, un pizzico di sale e una macinata di pepe.
Di nuovo impastate bene il tutto con le mani finchè è omogeneo e non troppo morbido, nel caso aggiungete dell'altro pane grattugiato, o ancora un poco di parmigiano, fino ad arrivare ad una consistenza non appiccicosa, maneggiabile senza problemi.
Su un foglio di alluminio mettete un poco di pane grattugiato, quindi prendete l'impasto e dategli la forma di un polpettone facendolo rotolare sul pangrattato. Poi trasferitelo su un foglio di carta forno e arrotolatelo a caramella, ripiegando i bordi al di sotto.
Mettete il polpettone in una teglia e mettetela in forno già caldo a 180° per circa 35 minuti. Dopodichè prendete la teglia, aprite la carta e lasciatelo in forno per altri 10 minuti.
Una volta cotto lasciatelo intiepidire.
Si può servire sia tiepido che freddo, accompagnato da una fresca insalatina o dalla maionese.
Qui è andato a ruba, e so già che mi toccherà rifarlo e rifarlo...
P.S. - Se non avete il coriandolo in polvere, basterà pestare le piccole bacche nel mortaio.
E' un periodaccio di incasinamenti e impegni, ma questa ricetta la voglio condividere perchè è perfetta per l'estate. Veloce e versatile, buona per le cene in terrazza o per i pic nic, o da portare al mare. Un gustoso polpettone, ottima alternativa allo sformato di melanzane e tonno che è ormai il must di casa mia ogni estate.
Polpettone di tonno e patate
per 6/8 persone
300/350 g di tonno sott'olio (pesato sgocciolato)
3 grosse patate
2 uova grandi
1 cucchiaino abbondante di capperi sotto sale
2 filetti di acciughe sott'olio
50 g di parmigiano grattugiato
q.b. di pane grattugiato
1 ciuffo di prezzemolo
2 rametti di basilico
1 spicchietto d'aglio
1 pizzico di coriandolo in polvere
sale, pepe
Cuocete le patate con la buccia. Mentre le patate cuociono lasciate sgocciolare il tonno dalla scatoletta o dal vasetto. Tritate il prezzemolo e il basilico con lo spicchio d'aglio e tritate anche le acciughe insieme ai capperi dissalati. Una volta cotte le patate, pelatele, mettetele in una ciotola e schiacciatele il più possibile con la forchetta. Lasciatele intiepidire poi aggiungete il tonno sbriciolato e di nuovo mescolate con la forchetta schiacciando eventuali pezzi grossi e grumi, dovrete avere un impasto non troppo fine, ma nemmeno troppo grossolano.
Unite le uova, le erbe e le acciughe tritati, il parmigiano, il coriandolo, un paio di cucchiai di pane grattugiato, un pizzico di sale e una macinata di pepe.
Di nuovo impastate bene il tutto con le mani finchè è omogeneo e non troppo morbido, nel caso aggiungete dell'altro pane grattugiato, o ancora un poco di parmigiano, fino ad arrivare ad una consistenza non appiccicosa, maneggiabile senza problemi.
Su un foglio di alluminio mettete un poco di pane grattugiato, quindi prendete l'impasto e dategli la forma di un polpettone facendolo rotolare sul pangrattato. Poi trasferitelo su un foglio di carta forno e arrotolatelo a caramella, ripiegando i bordi al di sotto.
Mettete il polpettone in una teglia e mettetela in forno già caldo a 180° per circa 35 minuti. Dopodichè prendete la teglia, aprite la carta e lasciatelo in forno per altri 10 minuti.
Una volta cotto lasciatelo intiepidire.
Si può servire sia tiepido che freddo, accompagnato da una fresca insalatina o dalla maionese.
Qui è andato a ruba, e so già che mi toccherà rifarlo e rifarlo...
P.S. - Se non avete il coriandolo in polvere, basterà pestare le piccole bacche nel mortaio.
Pesce in lattuga e agrumi per il Club del 27
Dopo qualche appuntamento saltato, finalmente eccomi con la ricetta dedicata al Club del 27.
Si avvicina l'estate e anche se piove da quel dì, la speranza del bel tempo la coltivo lo stesso, prima o poi arriverà. E allora non facciamoci trovare impreparati, cerchiamo di metterci in forma con ricette saporite e leggere.
Tipo questa:
Merluzzo, lattuga romana e agrumi
per 2 persone
1 bel cespo di lattuga romana
3 o 4 filetti di pesce bianco (in questo caso Merluzzo)
1 scalogno
la scorza di un'arancia non trattata + 2 cucchiai di succo
la scorza di un limone non trattato + 1 cucchiaio di succo
la scorza di un lime + 1 cucchiaio di succo
40 gr di burro
sale, pepe
Dal cespo di lattuga romana pelevate le foglie esterne più grandi e sane, sbollentatele un minuto in acqua bollente salata e tuffatele immediatamente in acqua molto fredda, poi stendetele su un canovaccio pulito. Schiacciate la costa centrale col palmo delle mani per appiattirla un poco. Copritele con un altro canovaccio pulito e premete delicatamente in modo da asciugarle il più possibile.
Poi mettetene due su un tagliere, leggermente sovrapposte e avvolgete ogni filetto con le foglie formando una sorta di pacchetto che si chiuda sotto il pesce.
Fondete metà del burro in una padella antiaderente e quando inizia a spumeggiare unite i filetti tenendo sempre la chiusura verso il basso, coprite la padella, abbassate il fuoco e calcolate circa 10 minuti di cottura, poi spegnete e lasciate riposare coperto.
Nel frattempo, con un rigalimoni, prelevate la scorza dal limone, dall'arancia e dal lime, quindi ricavate due cucchiai di succo dall'arancia, un cucchiaio dal limone e uno dal lime raccogliendo i succhi tutti insieme.
Tritate finissimamente lo scalogno.
In un'altra padella fondete il resto del burro, unite lo scalogno tritato e lasciatelo appassire, poi unite le zeste degli agrumi, i loro succhi e lasciate insaporire. Prelevate delicatamente i filetti di pesce tenuti da parte, posateli nel condimento a base di agrumi e terminate la cottura per altri 5 minuti a tegame coperto.
Servite il pesce caldissimo con il suo fondo di agrumi.
Si avvicina l'estate e anche se piove da quel dì, la speranza del bel tempo la coltivo lo stesso, prima o poi arriverà. E allora non facciamoci trovare impreparati, cerchiamo di metterci in forma con ricette saporite e leggere.
Tipo questa:
Merluzzo, lattuga romana e agrumi
per 2 persone
1 bel cespo di lattuga romana
3 o 4 filetti di pesce bianco (in questo caso Merluzzo)
1 scalogno
la scorza di un'arancia non trattata + 2 cucchiai di succo
la scorza di un limone non trattato + 1 cucchiaio di succo
la scorza di un lime + 1 cucchiaio di succo
40 gr di burro
sale, pepe
Dal cespo di lattuga romana pelevate le foglie esterne più grandi e sane, sbollentatele un minuto in acqua bollente salata e tuffatele immediatamente in acqua molto fredda, poi stendetele su un canovaccio pulito. Schiacciate la costa centrale col palmo delle mani per appiattirla un poco. Copritele con un altro canovaccio pulito e premete delicatamente in modo da asciugarle il più possibile.
Poi mettetene due su un tagliere, leggermente sovrapposte e avvolgete ogni filetto con le foglie formando una sorta di pacchetto che si chiuda sotto il pesce.
Fondete metà del burro in una padella antiaderente e quando inizia a spumeggiare unite i filetti tenendo sempre la chiusura verso il basso, coprite la padella, abbassate il fuoco e calcolate circa 10 minuti di cottura, poi spegnete e lasciate riposare coperto.
Nel frattempo, con un rigalimoni, prelevate la scorza dal limone, dall'arancia e dal lime, quindi ricavate due cucchiai di succo dall'arancia, un cucchiaio dal limone e uno dal lime raccogliendo i succhi tutti insieme.
Tritate finissimamente lo scalogno.
In un'altra padella fondete il resto del burro, unite lo scalogno tritato e lasciatelo appassire, poi unite le zeste degli agrumi, i loro succhi e lasciate insaporire. Prelevate delicatamente i filetti di pesce tenuti da parte, posateli nel condimento a base di agrumi e terminate la cottura per altri 5 minuti a tegame coperto.
Servite il pesce caldissimo con il suo fondo di agrumi.
Un dolce al tè Matcha
Sto trascurando il blog, me ne rendo conto. Ma è un periodo particolarmente frenetico per molti motivi e quindi tutto si accumula. Non potendo trascurare lavoro e famiglia, il blog passa per forza in secondo piano.
Ma questo dolce lo devo proprio pubblicare perchè è buonissimo e molto coreografico. Sembra difficile ma non lo è affatto, e rispecchia la filosofia del "massimo risultato con il minimo sforzo" che sto praticando da un po'.
Torta al tè Matcha e frutta fresca
per la crosta:
150 g di biscotti Shortbread
100 g di biscotti Lotus
1 cucchiaio abbondante di zucchero a velo
90 g di burro fuso
per la crema inglese:
120 ml di panna liquida fresca
120 ml di latte
3 tuorli d'uovo
60 g di zucchero
per il cremoso:
250 ml di crema inglese
150 g di cioccolato bianco
100 g mascarpone
1 cucchiaino abbondante di tè Matcha ( o più, a piacere)
6 g di gelatina in fogli
poco latte
per la panna alla menta:
200 g di panna liquida fresca
1 manciata di foglie di menta fresca
1 cucchiaio di zucchero a velo
per completare:
frutta a piacere
Preparate la crosta. Tritate finemente i biscotti nel tritatutto, trasferiteli in
una ciotola, unite lo zucchero a velo e il burro fuso tiepido. Mescolate bene.
Foderate il fondo di una teglia apribile da 24 cm. distribuite parte del composto di biscotti lungo la circonferenza in modo da formare un bordo, poi unite
il resto sul fondo, pareggiate e compattatelo bene. Dovrete avere una specie di guscio come fosse una crostata. Cuocete in forno già caldo a 180° per 10/15 minuti, poi lasciatelo raffreddare completamente.
Nel frattempo preparate le crema inglese. Portate a ebollizione il latte mescolato con la panna, spezzettate il cioccolato bianco in una ciotola. Mettete in ammollo i fogli di gelatina. Sbattete le uova con lo zucchero, unite il latte poco per volta mescolando con la frusta, e rimettete su fuoco dolce. Cuocete mescolando continuamente fino a quando la crema si ispessirà e velerà il cucchiaio. A questo punto unite la gelatina ben strizzata e fatela sciogliere completamente. Sciogliete il thè Matcha in un goccio di latte, mescolate bene per dissolvere eventuali piccoli grum.
Versate la crema inglese sul cioccolato spezzettato, laciatela riposare un paio di minuti poi mescolate fino a quando il cioccolato è completamente sciolto, unite anche il tè Matcha, mescolate con pazienza fino a quando il tutto si sarà perfettamente amalgamato. Lasciate raffreddare mescolando spesso perchè non inizi a tirare.
Quando tutto è completamente freddo, incorporate il mascarpone. Usate le fruste elettriche in modo da rendere ben omogeno il composto.
Prendete il guscio ormai freddo, riempitelo con la crema e mettete in frigorifero fino al momento di servire.
Una mezz'ora prima di portare in tavola il dolce, preparate la panna alla menta.
Scaldate leggermente la panna, unite una manciata di foglie di menta lavate, asciugate e sminuzzate con le mani. Lasciate in infusione in frigorifero per una mezz'ora, poi filtrate per eliminare le foglie e montate la panna a neve insieme a un cucchiaio di zucchero a velo, trasferitela in una sac à poche munita di bocchetta liscia.
Con attenzione sganciate la tortiera e sformate la torta posandola con delicatezza sul piatto da portata.
Lavate e asciugate la frutta che avete scelto, in questo caso lamponi, mirtilli e fragole e disponetela tutta da un lato, lungo il bordo del dolce, aggiungete qua e là qualche spuntone di panna alla menta e decorate con foglioline di menta fresca.
Se non amate la menta, non fate altro che montare la panna normalmente, senza lasciarla in infusione.
Voilà!
Ma questo dolce lo devo proprio pubblicare perchè è buonissimo e molto coreografico. Sembra difficile ma non lo è affatto, e rispecchia la filosofia del "massimo risultato con il minimo sforzo" che sto praticando da un po'.
Torta al tè Matcha e frutta fresca
per la crosta:
150 g di biscotti Shortbread
100 g di biscotti Lotus
1 cucchiaio abbondante di zucchero a velo
90 g di burro fuso
per la crema inglese:
120 ml di panna liquida fresca
120 ml di latte
3 tuorli d'uovo
60 g di zucchero
per il cremoso:
250 ml di crema inglese
150 g di cioccolato bianco
100 g mascarpone
1 cucchiaino abbondante di tè Matcha ( o più, a piacere)
6 g di gelatina in fogli
poco latte
per la panna alla menta:
200 g di panna liquida fresca
1 manciata di foglie di menta fresca
1 cucchiaio di zucchero a velo
per completare:
frutta a piacere
Preparate la crosta. Tritate finemente i biscotti nel tritatutto, trasferiteli in
una ciotola, unite lo zucchero a velo e il burro fuso tiepido. Mescolate bene.
Foderate il fondo di una teglia apribile da 24 cm. distribuite parte del composto di biscotti lungo la circonferenza in modo da formare un bordo, poi unite
il resto sul fondo, pareggiate e compattatelo bene. Dovrete avere una specie di guscio come fosse una crostata. Cuocete in forno già caldo a 180° per 10/15 minuti, poi lasciatelo raffreddare completamente.
Nel frattempo preparate le crema inglese. Portate a ebollizione il latte mescolato con la panna, spezzettate il cioccolato bianco in una ciotola. Mettete in ammollo i fogli di gelatina. Sbattete le uova con lo zucchero, unite il latte poco per volta mescolando con la frusta, e rimettete su fuoco dolce. Cuocete mescolando continuamente fino a quando la crema si ispessirà e velerà il cucchiaio. A questo punto unite la gelatina ben strizzata e fatela sciogliere completamente. Sciogliete il thè Matcha in un goccio di latte, mescolate bene per dissolvere eventuali piccoli grum.
Versate la crema inglese sul cioccolato spezzettato, laciatela riposare un paio di minuti poi mescolate fino a quando il cioccolato è completamente sciolto, unite anche il tè Matcha, mescolate con pazienza fino a quando il tutto si sarà perfettamente amalgamato. Lasciate raffreddare mescolando spesso perchè non inizi a tirare.
Quando tutto è completamente freddo, incorporate il mascarpone. Usate le fruste elettriche in modo da rendere ben omogeno il composto.
Prendete il guscio ormai freddo, riempitelo con la crema e mettete in frigorifero fino al momento di servire.
Una mezz'ora prima di portare in tavola il dolce, preparate la panna alla menta.
Scaldate leggermente la panna, unite una manciata di foglie di menta lavate, asciugate e sminuzzate con le mani. Lasciate in infusione in frigorifero per una mezz'ora, poi filtrate per eliminare le foglie e montate la panna a neve insieme a un cucchiaio di zucchero a velo, trasferitela in una sac à poche munita di bocchetta liscia.
Con attenzione sganciate la tortiera e sformate la torta posandola con delicatezza sul piatto da portata.
Lavate e asciugate la frutta che avete scelto, in questo caso lamponi, mirtilli e fragole e disponetela tutta da un lato, lungo il bordo del dolce, aggiungete qua e là qualche spuntone di panna alla menta e decorate con foglioline di menta fresca.
Se non amate la menta, non fate altro che montare la panna normalmente, senza lasciarla in infusione.
Voilà!
dolci al cioccolato
dolci al cucchiaio
dolci e dessert
Tiramisù ciocco-cocco
Questo dolce è stato il dessert di ieri, domenica. Non vado matta per tutto quello che profuma di cocco, però mi piace il frutto fresco e ho avuto la fortuna di poterlo mangiare e bere il suo latte, in Madagascar, staccato direttamente dalla palma appositamente per noi.
In famiglia però piace a tutti e ogni tanto un piatto salato o un dolcetto con il cocco compaiono anche sulla mia tavola. Soprattutto quando vengono a pranzo mia figlia e mia nipote Alice, patita per il cioccolato fra l'altro.
Una occasione per sperimentare un dolce al cucchiaio che contemplasse entrambi, giusto per fare felice mia nipote, core de nonna sua.
Quello che ne è uscito è un dessert delicato ma appagante, molto equilibrato e che mi è pure piaciuto parecchio. Starò cambiando gusti?
Tiramisù ciocco-cocco
per 6 o 8 persone
500 g di mascarpone
300 ml di panna liquida fresca
5 tuorli d'uovo
5 cucchiai colmi di zucchero
2 bicchierini di liquore al cioccolato (Bols bianco)
300 g circa di Pistoccus, savoiardi di Sardegna
150 g di cioccolato fondente al 70%
per la bagna:
600 ml di latte di cocco
150 g di cioccolato fondente al 70%
1 bicchierino abbondante di liquore al cioccolato (Bols scuro)
per completare:
poco cocco fresco grattugiato
poco cioccolato grattugiato
Preparate le bagna per i savoiardi. Scaldate il latte di cocco, io qui ho usato quello di Alpro che non ha un gusto di cocco troppo deciso. Tritate a coltello il cioccolato per la bagna e fatelo sciogliere dentro il latte di cocco caldo. Mescolate fino a quando si è perfettamente dissolto, poi profumate il tutto con il liquore al cioccolato. Tenete da parte.
Tritate a coltello gli altri 150 g di cioccolato fondente, lasciandolo un po' grossolano.
In un pentolino che possa andare a bagnomaria, montate i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare una crema densa e gonfia. Unite il liquore e mettete il pentolino a bagnomaria continuando a montare fino a quando la crema sarà gonfia e avrà una temperatura fra gli 82° e gli 84°.
Toglietela dal fuoco e continuate a montarla fino a quando non sarà completamente fredda. Unite il mascarpone e incorporatelo con le fruste elettriche, infine montate la panna a neve ferma, incorporate anch'essa con pazienza e unite il cioccolato tritato preparato in precedenza. Mescolate bene fino ad avere una crema tipo stracciatella.
Ora montate il dolce. Potete farlo dentro a uno stampo, o nei bicchieri.
Se utilizzate uno stampo, una pirofila o altro, fate uno strato di crema sul fondo, poi bagnate bene i savoiardi con la bagna al cocco, strizzateli leggermente in modo che siano ben imbibiti, senza romperli, mi raccomando, e appoggiateli sulla crema, coprendola bene. Procedete così con un altro strato di crema e savoiardi e terminate con la crema. Poi sigillate con la pellicola e tenete in frigorifero.
Se optate per i bicchieri, usatene di non troppo grandi altrimenti la porzione sarà troppa, mettete sul fondo di ogni bicchiere un poco di crema, aggiungete un savoiardo bagnato, strizzato e diviso in due o tre pezzi in modo che faccia uno strato, poi completate con un altro poco di crema arrivando un poco sotto dell'orlo. Sigillate con la pellicola e tenete in frigo.
Al momento di servire, grattugiate il cocco usando la grattugia coi fori grossi.
Grattugiate anche un pezzetto di cioccolato.
Spolverate la superficie del tiramisù con il cioccolato e il cocco grattugiati.
davvero buono, tutto ben equilibrato, un insieme di sapori davvero gradevole.
Il cocco non prevaleva, sarà per quello che mi è piaciuto molto?
In famiglia però piace a tutti e ogni tanto un piatto salato o un dolcetto con il cocco compaiono anche sulla mia tavola. Soprattutto quando vengono a pranzo mia figlia e mia nipote Alice, patita per il cioccolato fra l'altro.
Una occasione per sperimentare un dolce al cucchiaio che contemplasse entrambi, giusto per fare felice mia nipote, core de nonna sua.
Quello che ne è uscito è un dessert delicato ma appagante, molto equilibrato e che mi è pure piaciuto parecchio. Starò cambiando gusti?
Tiramisù ciocco-cocco
per 6 o 8 persone
500 g di mascarpone
300 ml di panna liquida fresca
5 tuorli d'uovo
5 cucchiai colmi di zucchero
2 bicchierini di liquore al cioccolato (Bols bianco)
300 g circa di Pistoccus, savoiardi di Sardegna
150 g di cioccolato fondente al 70%
per la bagna:
600 ml di latte di cocco
150 g di cioccolato fondente al 70%
1 bicchierino abbondante di liquore al cioccolato (Bols scuro)
per completare:
poco cocco fresco grattugiato
poco cioccolato grattugiato
Preparate le bagna per i savoiardi. Scaldate il latte di cocco, io qui ho usato quello di Alpro che non ha un gusto di cocco troppo deciso. Tritate a coltello il cioccolato per la bagna e fatelo sciogliere dentro il latte di cocco caldo. Mescolate fino a quando si è perfettamente dissolto, poi profumate il tutto con il liquore al cioccolato. Tenete da parte.
Tritate a coltello gli altri 150 g di cioccolato fondente, lasciandolo un po' grossolano.
In un pentolino che possa andare a bagnomaria, montate i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare una crema densa e gonfia. Unite il liquore e mettete il pentolino a bagnomaria continuando a montare fino a quando la crema sarà gonfia e avrà una temperatura fra gli 82° e gli 84°.
Toglietela dal fuoco e continuate a montarla fino a quando non sarà completamente fredda. Unite il mascarpone e incorporatelo con le fruste elettriche, infine montate la panna a neve ferma, incorporate anch'essa con pazienza e unite il cioccolato tritato preparato in precedenza. Mescolate bene fino ad avere una crema tipo stracciatella.
Ora montate il dolce. Potete farlo dentro a uno stampo, o nei bicchieri.
Se utilizzate uno stampo, una pirofila o altro, fate uno strato di crema sul fondo, poi bagnate bene i savoiardi con la bagna al cocco, strizzateli leggermente in modo che siano ben imbibiti, senza romperli, mi raccomando, e appoggiateli sulla crema, coprendola bene. Procedete così con un altro strato di crema e savoiardi e terminate con la crema. Poi sigillate con la pellicola e tenete in frigorifero.
Se optate per i bicchieri, usatene di non troppo grandi altrimenti la porzione sarà troppa, mettete sul fondo di ogni bicchiere un poco di crema, aggiungete un savoiardo bagnato, strizzato e diviso in due o tre pezzi in modo che faccia uno strato, poi completate con un altro poco di crema arrivando un poco sotto dell'orlo. Sigillate con la pellicola e tenete in frigo.
Al momento di servire, grattugiate il cocco usando la grattugia coi fori grossi.
Grattugiate anche un pezzetto di cioccolato.
Spolverate la superficie del tiramisù con il cioccolato e il cocco grattugiati.
davvero buono, tutto ben equilibrato, un insieme di sapori davvero gradevole.
Il cocco non prevaleva, sarà per quello che mi è piaciuto molto?
dolci al cucchiaio
dolci e dessert
Il Club del 27
E sono due! Buon compleanno Club del 27!
Due anni di ricette, di sperimentazioni, di condivisione e di apprendimento.
Sì perchè in questi due anni ho imparato tantissime cose , soprattutto ad aprire la mente e ad uscire dalla routine e dagli schemi abituali della solita cucina, ho imparato ad usare ingredienti e tecniche e a destreggiarmi con la scelta dei sapori. Due anni che mi hanno arricchito ancora di più, in molti sensi.
Quindi sono felice di festeggiare questo compleanno e lo faccio con un tipo di dolce, il trifle, che mi era piaciuto molto la volta che l'abbiamo avuto come tema. Allora mi ero ripromessa di farli tutti col tempo ma, come sempre succede, gli impegni si accavallano e i buoni propositi vanno nel dimenticatoio.
E allora quale migliore occasione di questa per un dolce ricco e cremoso?
Sherry Trifle Wally Ladd
per 2 persone
4 cucchiai di marmellata di ciliegie
50 ml di Sherry
5 o 6 savoiardi
per la crema pasticcera:
200 ml di latte
2 tiorli di uova grandi
30 g di farina
70 g di zucchero
1 cucchiaino scarso di essenza di vaniglia
per completare il dolce:
150 g di panna liquida fresca
15 g di zucchero a velo
20 g di mandorle a lamelle
poca granella di pistacchi
Tostate le mandorle in un padellino e tenetele da parte.
Preparate la crema pasticcera. Scaldate il latte, montate i tuorli con lo zucchero fino a che sono gonfi e spumosi, aggiungete la farina, incorporate tutto con le fruste elettriche, poi unite il latte a filo, mescolando con una spatola o un cucchiaio di legno. Rimettete sul fuoco, unite la vaniglia e cuocete la crema fino a quando è densa. Copritela subito con la pellicola direttamente a contatto.
In un altro pentolino mettete la marmellata di ciliegie e metà dello Sherry, scaldate tutto a fuoco dolce, mescolando per qualche minuto. Lasciate raffreddare.
Montate la panna a neve ferma insieme allo zucchero a velo e trasferitela in una sac à poche munita di bocchetta liscia. Tagliate a metà i savoiardi e passateli velocissimamente nel resto dello Sherry.
Ora potete preparare i bicchieri o le coppe, o anche una sola grande coppa da Trifle. Iniziate partendo col fare uno strato di marmellata sul fondo, posateci i savoiardi, poi la crema pasticcera, ancora marmellata e savoiardi e finite con la crema pasticcera.
Completate la superficie con la panna montata. Distribuite su ciascun bicchiere, o coppa, la granella di pistacchi e le mandorle tostate.
Tanti auguri Club del 27, e lunga vita!
Buon Compleanno Club del 27! Il mio Sherry Trifle Wally Ladd
Due anni di ricette, di sperimentazioni, di condivisione e di apprendimento.
Sì perchè in questi due anni ho imparato tantissime cose , soprattutto ad aprire la mente e ad uscire dalla routine e dagli schemi abituali della solita cucina, ho imparato ad usare ingredienti e tecniche e a destreggiarmi con la scelta dei sapori. Due anni che mi hanno arricchito ancora di più, in molti sensi.
Quindi sono felice di festeggiare questo compleanno e lo faccio con un tipo di dolce, il trifle, che mi era piaciuto molto la volta che l'abbiamo avuto come tema. Allora mi ero ripromessa di farli tutti col tempo ma, come sempre succede, gli impegni si accavallano e i buoni propositi vanno nel dimenticatoio.
E allora quale migliore occasione di questa per un dolce ricco e cremoso?
Sherry Trifle Wally Ladd
per 2 persone
4 cucchiai di marmellata di ciliegie
50 ml di Sherry
5 o 6 savoiardi
per la crema pasticcera:
200 ml di latte
2 tiorli di uova grandi
30 g di farina
70 g di zucchero
1 cucchiaino scarso di essenza di vaniglia
per completare il dolce:
150 g di panna liquida fresca
15 g di zucchero a velo
20 g di mandorle a lamelle
poca granella di pistacchi
Tostate le mandorle in un padellino e tenetele da parte.
Preparate la crema pasticcera. Scaldate il latte, montate i tuorli con lo zucchero fino a che sono gonfi e spumosi, aggiungete la farina, incorporate tutto con le fruste elettriche, poi unite il latte a filo, mescolando con una spatola o un cucchiaio di legno. Rimettete sul fuoco, unite la vaniglia e cuocete la crema fino a quando è densa. Copritela subito con la pellicola direttamente a contatto.
In un altro pentolino mettete la marmellata di ciliegie e metà dello Sherry, scaldate tutto a fuoco dolce, mescolando per qualche minuto. Lasciate raffreddare.
Montate la panna a neve ferma insieme allo zucchero a velo e trasferitela in una sac à poche munita di bocchetta liscia. Tagliate a metà i savoiardi e passateli velocissimamente nel resto dello Sherry.
Ora potete preparare i bicchieri o le coppe, o anche una sola grande coppa da Trifle. Iniziate partendo col fare uno strato di marmellata sul fondo, posateci i savoiardi, poi la crema pasticcera, ancora marmellata e savoiardi e finite con la crema pasticcera.
Completate la superficie con la panna montata. Distribuite su ciascun bicchiere, o coppa, la granella di pistacchi e le mandorle tostate.
Tanti auguri Club del 27, e lunga vita!
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