cucinare con gli avanzi
pasta
piatti unici
primi
cucinare con gli avanzi
il mio frigorifero è sempre abbastanza pieno, non mi piace aprirne la porta e vedere i ripiani vuoti.
Certo, a volte mi capita di non riuscire a fare la spesa e quindi mi succede di restare sguarnita, ma il più delle volte capita l'inverso.
Ma in cucina, ovviamente, non si butta nulla. Mai. Almeno, questa è la mia regola.
Così, riorganizzando il frigorifero, mi sono trovata con qualche avanzo dall'ultimo pranzo di famiglia. Una tazza di besciamella, un cuore di verza, 3 o 4 salamelle mantovane, qualche sfoglia di pasta fresca che avevo comprato dal mio pastaio di fiducia, per fare le lasagne. Le sue sono grandi, a misura di teglia, comodissime per me. Come sempre, per paura che la roba mi manchi quando ho ospiti, preferisco abbondare. Nella scatola dei formaggi poi stazionava da troppo tempo un pezzetto di gorgonzola....
Così, ho pensato di utilizzare tutto per una cosa tipo questa
Lasagnette invernali
il cuore di una verza, circa 300 gr
4 salamelle mantovane (in alternativa 300 gr di salsiccia a nastro)
1 tazza media di besciamella
3 grandi sfoglie di pasta fresca da lasagna,
(6 se sono di quelle piccole, rettangolari)
1 cipolla
70 gr gorgonzola
mezzo bicchiere abbondante di vino bianco
1 spicchio d'aglio
poco latte
parmigiano grattugiato
poco olio, sale, pepe
foglioline di salvia per decorare
Prendete la verza e riducetela a striscioline, lavatela e lasciatela sgrondare l'acqua in un colapasta. Scaldate un poco di olio con l'aglio e aggiungete le verze, mescolate affinchè prendano calore e calino un poco, quindi salate, pepate e coprite la padella. Lasciate cuocere a fuoco basso finchè son morbide e asciutte, ma non sfatte. Tenete in caldo.
In una larga padella scaldate un goccio d'olio, poco. Aggiungete la cipolla affettata, le salamelle (o la salsiccia) sbriciolate e lasciate rosolare abbastanza a lungo, finchè il tutto è ben rosolato.
Sfumate con il vino bianco, assaggiate ed eventualmente regolate di sale e di pepe. Lasciate asciugare bene e tenete in caldo anche questa preparazione.
Mettete la besciamella in un pentolino, aggiungete un goccio di latte, non troppo, serve solo a stemperare la besciamella, e il gorgonzola a pezzetti. Lasciate scaldare bene tutto e mescolate fino ad avere una salsa morbida, densa ma non troppo.
Tagliate le sfoglie in rettangoli, badando che stiano nel piatto.
In una larga teglia cuocete le sfoglie una a una, prelevatele aiutandovi con un cucchiaio di legno o una spatolina, asciugatele un attimo su un canovaccio pulito e componete il piatto.
Per prima cosa mettete un poco di salsa al gorgonzola sul fondo, poi adagiatevici sopra la prima sfoglia,
cospargetela con un paio di cucchiaiate di salsa, quindi con la salsiccia ed infine con la verza e il parmigiano.
Ripetete questa operazione con tutte le tre sfoglie.
Colorate con qualche fogliolina di salvia, o altro a piacere, e servite ben caldo.
Beh, mi è piaciuto molto, un vero piatto unico, e proprio saporito. Tipicamente invernale, e con la pioggia che batteva fuori dalla finestra, anche molto confortante...
Certo, a volte mi capita di non riuscire a fare la spesa e quindi mi succede di restare sguarnita, ma il più delle volte capita l'inverso.
Ma in cucina, ovviamente, non si butta nulla. Mai. Almeno, questa è la mia regola.
Così, riorganizzando il frigorifero, mi sono trovata con qualche avanzo dall'ultimo pranzo di famiglia. Una tazza di besciamella, un cuore di verza, 3 o 4 salamelle mantovane, qualche sfoglia di pasta fresca che avevo comprato dal mio pastaio di fiducia, per fare le lasagne. Le sue sono grandi, a misura di teglia, comodissime per me. Come sempre, per paura che la roba mi manchi quando ho ospiti, preferisco abbondare. Nella scatola dei formaggi poi stazionava da troppo tempo un pezzetto di gorgonzola....
Così, ho pensato di utilizzare tutto per una cosa tipo questa
Lasagnette invernali
il cuore di una verza, circa 300 gr
4 salamelle mantovane (in alternativa 300 gr di salsiccia a nastro)
1 tazza media di besciamella
3 grandi sfoglie di pasta fresca da lasagna,
(6 se sono di quelle piccole, rettangolari)
1 cipolla
70 gr gorgonzola
mezzo bicchiere abbondante di vino bianco
1 spicchio d'aglio
poco latte
parmigiano grattugiato
poco olio, sale, pepe
foglioline di salvia per decorare
Prendete la verza e riducetela a striscioline, lavatela e lasciatela sgrondare l'acqua in un colapasta. Scaldate un poco di olio con l'aglio e aggiungete le verze, mescolate affinchè prendano calore e calino un poco, quindi salate, pepate e coprite la padella. Lasciate cuocere a fuoco basso finchè son morbide e asciutte, ma non sfatte. Tenete in caldo.
In una larga padella scaldate un goccio d'olio, poco. Aggiungete la cipolla affettata, le salamelle (o la salsiccia) sbriciolate e lasciate rosolare abbastanza a lungo, finchè il tutto è ben rosolato.
Sfumate con il vino bianco, assaggiate ed eventualmente regolate di sale e di pepe. Lasciate asciugare bene e tenete in caldo anche questa preparazione.
Mettete la besciamella in un pentolino, aggiungete un goccio di latte, non troppo, serve solo a stemperare la besciamella, e il gorgonzola a pezzetti. Lasciate scaldare bene tutto e mescolate fino ad avere una salsa morbida, densa ma non troppo.
Tagliate le sfoglie in rettangoli, badando che stiano nel piatto.
In una larga teglia cuocete le sfoglie una a una, prelevatele aiutandovi con un cucchiaio di legno o una spatolina, asciugatele un attimo su un canovaccio pulito e componete il piatto.
Per prima cosa mettete un poco di salsa al gorgonzola sul fondo, poi adagiatevici sopra la prima sfoglia,
cospargetela con un paio di cucchiaiate di salsa, quindi con la salsiccia ed infine con la verza e il parmigiano.
Ripetete questa operazione con tutte le tre sfoglie.
Colorate con qualche fogliolina di salvia, o altro a piacere, e servite ben caldo.
Beh, mi è piaciuto molto, un vero piatto unico, e proprio saporito. Tipicamente invernale, e con la pioggia che batteva fuori dalla finestra, anche molto confortante...
dolci alla frutta
dolci e dessert
torte
a volte capita...
di comprare frutta che poi non si riesce a finire....poca in verità, prchè la frutta difficilmente staziona a lungo sul portafrutta o in frigo. Solo le banane restano più del dovuto nel ciotolone della frutta....le compro in caso mio nipotino voglia farci merenda, ma mio marito non le può mangiare anche se le adora, e io non ne vado matta....ma Valerio non sempre le chiede, o meglio, le cerca quando non ce le hai in casa, e quando invece le hai, lui vuole altro... la solita legge di Murphy....sta di fatto che a volte mi ritrovo con le banane che scuriscono tristemente sul portafrutta...
Anche il dolce che vi propongo oggi è nato dalla necessità di utilizzare delle banane che stavano aspettando da troppo tempo... Avevo visto la foto di questo dolce gironzolando su Pinterest, e mi ero salvata la ricetta da un blog americano, così mi sono convertita tutte le dosi da cup, once, libbre e mi son messa all'opera...
L'unica differenza, io ho usato farina normale e non integrale come previsto dalla ricetta, ma la prossima volta, perchè lo rifarò sicuramente, userò quella.
Comunque ecco qui, un dolce davvero ottimo, perfetto per le merende dei bambini e con una tazza di the o di caffè...
Banana bread al caramello
per il primo caramello:
100 gr zucchero di canna
3 cucchiai di burro a pezzetti
2 banane a fette non troppo sottili
per la torta:
2 banane molto mature
200 gr farina integrale
100 gr zucchero
15 gr lievito in polvere
mezzo cucchiaino di sale
un pizzico di cannella
2 uova grandi
80 gr burro fuso
80 gr latticello oppure, in alternativa, crème fraiche
1 cucchiaino estratto di vaniglia
per la glassa di copertura
2 cucchiai burro
2 cucchiai colmi di zucchero di canna
2 cucchiai panna liquida fresca
Scaldate il forno a 160° e preparate il primo caramello.
Sul fondo di uno stampo rettangolare da plumcake di circa 28x15 mettete lo zucchero di canna e il burro a pezzetti distribuito su tutta la superficie dello zucchero. Mettete lo stampo in forno e lasciate fondere il burro con lo zucchero.
Togliete dal forno e allineate bene sullo zucchero sciolto le fette di banana tagliate non troppo sottili. Tenete da parte lo stampo. Schiacciate bene le banane con una forchetta.
In una ciotola capiente riunite tutti gli ingredienti secchi, la farina, il lievito, lo zucchero, il pizzico di sale, la cannella, date una leggera mescolata al tutto.
Unite a questo punto il burro fuso, il latticello o la crème fraiche, le uova grandi intere, e l'estratto di vaniglia, le banane schiacciate. Mescolate il tutto in modo che non faccia grumi, ma non troppo.
A questo punto, con delicatezza, a cucchiaiate per non spostare le fette di banana, versate l'impasto nello stampo. Cuocete in forno a 160° statico, per un'ora circa, o forse qualcosa in più, dipende dal forno.
E' pronto quando il solito stecchino esce pulito.
Lasciate raffreddare un po' nello stampo, poi capovolgetelo direttamente sul piatto da portata. Fate con calma e attenzione in modo che le banane non restino attaccate allo stampo. In caso succeda, poco male, riposizionatele con delicatezza sulla superficie nel posto da dove si sono staccate. La glassa caramellata di copertura coprirà le magagne.
Una volta freddo il dolce, preparate la copertura.
In un pentolino mettete lo zucchero, la panna e il burro e portate a ebollizione, lasciate sobbollire dolcemente per qualche minuto, poi versate la glassa sul dolce in modo uniforme. Lasciate pure che coli ai lati, senza problemi.
è davvero un modo diverso di preparare il solito banana bread, molto più ricco e profumato di banana....
lo rifarò senz'altro usando la farina integrale come previsto dalla ricetta americana, infatti l'interno del dolce, nella foto che avevo salvato, è più scuro del mio, ma il sapore credo non ne abbia risentito troppo....vedremo come sarà con la farina integrale..
Provatelo!
Anche il dolce che vi propongo oggi è nato dalla necessità di utilizzare delle banane che stavano aspettando da troppo tempo... Avevo visto la foto di questo dolce gironzolando su Pinterest, e mi ero salvata la ricetta da un blog americano, così mi sono convertita tutte le dosi da cup, once, libbre e mi son messa all'opera...
L'unica differenza, io ho usato farina normale e non integrale come previsto dalla ricetta, ma la prossima volta, perchè lo rifarò sicuramente, userò quella.
Comunque ecco qui, un dolce davvero ottimo, perfetto per le merende dei bambini e con una tazza di the o di caffè...
Banana bread al caramello
per il primo caramello:
100 gr zucchero di canna
3 cucchiai di burro a pezzetti
2 banane a fette non troppo sottili
per la torta:
2 banane molto mature
200 gr farina integrale
100 gr zucchero
15 gr lievito in polvere
mezzo cucchiaino di sale
un pizzico di cannella
2 uova grandi
80 gr burro fuso
80 gr latticello oppure, in alternativa, crème fraiche
1 cucchiaino estratto di vaniglia
per la glassa di copertura
2 cucchiai burro
2 cucchiai colmi di zucchero di canna
2 cucchiai panna liquida fresca
Scaldate il forno a 160° e preparate il primo caramello.
Sul fondo di uno stampo rettangolare da plumcake di circa 28x15 mettete lo zucchero di canna e il burro a pezzetti distribuito su tutta la superficie dello zucchero. Mettete lo stampo in forno e lasciate fondere il burro con lo zucchero.
Togliete dal forno e allineate bene sullo zucchero sciolto le fette di banana tagliate non troppo sottili. Tenete da parte lo stampo. Schiacciate bene le banane con una forchetta.
In una ciotola capiente riunite tutti gli ingredienti secchi, la farina, il lievito, lo zucchero, il pizzico di sale, la cannella, date una leggera mescolata al tutto.
Unite a questo punto il burro fuso, il latticello o la crème fraiche, le uova grandi intere, e l'estratto di vaniglia, le banane schiacciate. Mescolate il tutto in modo che non faccia grumi, ma non troppo.
A questo punto, con delicatezza, a cucchiaiate per non spostare le fette di banana, versate l'impasto nello stampo. Cuocete in forno a 160° statico, per un'ora circa, o forse qualcosa in più, dipende dal forno.
E' pronto quando il solito stecchino esce pulito.
Lasciate raffreddare un po' nello stampo, poi capovolgetelo direttamente sul piatto da portata. Fate con calma e attenzione in modo che le banane non restino attaccate allo stampo. In caso succeda, poco male, riposizionatele con delicatezza sulla superficie nel posto da dove si sono staccate. La glassa caramellata di copertura coprirà le magagne.
Una volta freddo il dolce, preparate la copertura.
In un pentolino mettete lo zucchero, la panna e il burro e portate a ebollizione, lasciate sobbollire dolcemente per qualche minuto, poi versate la glassa sul dolce in modo uniforme. Lasciate pure che coli ai lati, senza problemi.
è davvero un modo diverso di preparare il solito banana bread, molto più ricco e profumato di banana....
lo rifarò senz'altro usando la farina integrale come previsto dalla ricetta americana, infatti l'interno del dolce, nella foto che avevo salvato, è più scuro del mio, ma il sapore credo non ne abbia risentito troppo....vedremo come sarà con la farina integrale..
Provatelo!
crostate
dolci al cioccolato
dolci e dessert
torte
non mi basta una vita...
......e nemmeno due o tre, per riuscire a fare tutte le ricette che ho scelto e salvato nel corso degli anni, con l'intenzione di farle al più presto. No, non credo che basterebbero due o tre vite...
Durante i primi momenti in cui ho iniziato a navigare in rete, molti anni fa, stampavo come una forsennata tutto quello che mi interessava, ed ero arrivata al punto che avevo montagne di carta impilate a lato del tavolino del salotto, o sulla scrivania dello studio. Poi, stufa di vedere quelle pile, avevo dato una prima sfoltita e avevo archiviato tutte quelle che in quel momento mi sembravano le più interessanti. Tutto messo per bene nei raccoglitori, diviso per argomento. Non so quante volte ho consultato tutti quei fogli, parecchie credo, ma non tanto da riuscire a fare tutte le ricette salvate.
Ogni tanto tiro giù dalla mensolona i raccoglitori, gli dò una spolverata e riapro, sfoglio qua e là, e in mezzo alle stampe dei forum di Coqui, trovo anche ricette dei vecchi forum della Cucina Italiana, che mi salvavo quando lo frequentavo assiduamente insieme alle colonne portanti di allora, Alberto Baccani, Sergio Salomoni, Fulvio Biagioni, Claudia Cadoni per esempio... anche su quelle pagine leggo nomi conosciuti, alcuni solo virtualmente, altri di persona.....e anche leggendo quei nomi mi sono resa conto che sono passati molti anni, e le cose, come sappiamo, cambiano per tutti.
Alcuni si sono un po' sparpagliati in rete e bene o male li ritrovo qua e là dove si parla di cucina oppure su FB, altri non ci sono più purtroppo, come Alda Muratore. Una persona che non ho mai avuto il piacere di incontrare, ma che avevo imparato a conoscere attraverso le ricette che condivideva sempre con grande generosità.
Lei se ne è andata qualche anno fa, ma è sempre presente fra noi.
E per noi intendo tutti quelli che come me hanno avuto la fortuna di incontrarla sia virtualmente che nella vita.
Le sue ricette volano nella rete a disposizione di tutti e questo ce la fa ricordare sempre con molto affetto e gratitudine.
Curiosando fra quei fogli archiviati, sono arrivata ad un sua ricetta che ancora non avevo fatto.
Ho tolto la pagina dal raccoglitore, una occhiatina in dispensa...sì, avevo tutto l'occorrente e allora mi ci sono messa subito.
E' un dolce semplice, sa di domeniche con la famiglia riunita intorno al tavolo.....
ho fatto un paio di modifiche, perchè preferisco la frolla alla specie di brisée della ricetta di Alda, e ho aggiunto del caffè, che amo molto insieme alle noci. Il risultato finale era strepitosamente buono, e tutta la mia famiglia ha apprezzato molto.
Crostata noci e cioccolato profumata al caffè
per la frolla:
350 gr farina
200 gr burro
130 gr zucchero
2 tuorli d'uovo
poco estratto di vaniglia
un pizzico di sale
per la farcia
1 albume (di uova grandi, 2 albumi se piccole)
75 gr gherigli di noce
75 gr zucchero
75 gr burro
per la copertura:
120 gr cioccolato fondente
120 gr panna liquida fresca
1 cucchiaio scarso caffè solubile
per completare:
mezzi gherigli di noce q.b.
preparate la frolla come siete abituati.
Io ho fatto tutto nella planetaria, partendo dal burro freddo e lo zucchero, poi ho aggiunto i tuorli e l'estratto di vaniglia, il pizzico di sale, e per ultima la farina. Ho mescolato a velocità media, lasciato che l'impasto si raccogliesse a palla, ho tolto, appiattito leggermente e avvolto in pellicola. Ho lasciato riposare in frigorifero per poco meno di un'ora.
Dopo il riposo, stendete la pasta frolla e con questa foderate uno stampo basso da circa 24/25 cm. imburrato e infarinato.
Cuocete in bianco con i soliti fagioli o con le palline di ceramica. Tenetela in forno a 180° finchè inizia a dorarsi.
Mentre la frolla cuoce, preparate la farcia.
Fondete il burro e lasciatelo raffreddare completamente.
Tritate le noci insieme allo zucchero, fatene un trito sottile ma non troppo. Usate un tritatutto, azionandolo a intermittenza in modo da poter controllare la texture man mano.
Montate a neve ben ferma l'albume.
Piano piano, poco per volta unite le noci sfarinate alla neve, mescolando con delicatezza per non smontarla.
Dovrete ottenere un composto morbido e denso.
Unite il burro completamente freddo, poco alla volta anch'esso. Mescolate sempre delicatamente finchè il burro è perfettamente amalgamato.
Trascorsi i 20 minuti di cottura in bianco, controllate che la frolla sia leggermente dorata, quindi togliete dal forno, eliminate i fagioli o quello che avete scelto per la cottura in bianco. Versate il composto di noci e albume sulla frolla, livellate bene con una spatola e rimettete in forno per almeno altri 40 minuti.
Una volta cotti, togliete dal forno e lasciate raffreddare.
Un paio d'ore prima di servire il dolce, preparate la ganache di copertura.
In un pentolino scaldate la panna, aggiungete un cucchiaio scarso di caffè solubile e mescolate fino a che è completamente sciolto. Lasciate prendere il bollore alla panna, poi versatela sul cioccolato che avrete ridotto a pezzetti in una ciotola. Lasciate riposare qualche minuto, poi mescolate per rendere tutto liscio e amalgamato.
Versare la ganache ottenuta sulla superficie della torta, tralasciando i bordi e coprendo perfettamente la farcia di noci.
Decorate a piacere con i mezzi gherigli di noce e lasciate raffredare bene il tutto in modo che il cioccolato si ispessisca e si rassodi.
Ecco fatto. Semplice e veloce.
Io ho volutamente lasciato più alta la frolla, perchè volevo "sentirla" nell'imsieme, è una questione di gusti. Si può tirarla più sottile, se preferite.
Era davvero molto buona. Ancora una volta grazie Alda, so che saresti contenta di vedere quanto camminano le tue ricette...
Ciao, un bacio ovunque tu sia.
Durante i primi momenti in cui ho iniziato a navigare in rete, molti anni fa, stampavo come una forsennata tutto quello che mi interessava, ed ero arrivata al punto che avevo montagne di carta impilate a lato del tavolino del salotto, o sulla scrivania dello studio. Poi, stufa di vedere quelle pile, avevo dato una prima sfoltita e avevo archiviato tutte quelle che in quel momento mi sembravano le più interessanti. Tutto messo per bene nei raccoglitori, diviso per argomento. Non so quante volte ho consultato tutti quei fogli, parecchie credo, ma non tanto da riuscire a fare tutte le ricette salvate.
Ogni tanto tiro giù dalla mensolona i raccoglitori, gli dò una spolverata e riapro, sfoglio qua e là, e in mezzo alle stampe dei forum di Coqui, trovo anche ricette dei vecchi forum della Cucina Italiana, che mi salvavo quando lo frequentavo assiduamente insieme alle colonne portanti di allora, Alberto Baccani, Sergio Salomoni, Fulvio Biagioni, Claudia Cadoni per esempio... anche su quelle pagine leggo nomi conosciuti, alcuni solo virtualmente, altri di persona.....e anche leggendo quei nomi mi sono resa conto che sono passati molti anni, e le cose, come sappiamo, cambiano per tutti.
Alcuni si sono un po' sparpagliati in rete e bene o male li ritrovo qua e là dove si parla di cucina oppure su FB, altri non ci sono più purtroppo, come Alda Muratore. Una persona che non ho mai avuto il piacere di incontrare, ma che avevo imparato a conoscere attraverso le ricette che condivideva sempre con grande generosità.
Lei se ne è andata qualche anno fa, ma è sempre presente fra noi.
E per noi intendo tutti quelli che come me hanno avuto la fortuna di incontrarla sia virtualmente che nella vita.
Le sue ricette volano nella rete a disposizione di tutti e questo ce la fa ricordare sempre con molto affetto e gratitudine.
Curiosando fra quei fogli archiviati, sono arrivata ad un sua ricetta che ancora non avevo fatto.
Ho tolto la pagina dal raccoglitore, una occhiatina in dispensa...sì, avevo tutto l'occorrente e allora mi ci sono messa subito.
E' un dolce semplice, sa di domeniche con la famiglia riunita intorno al tavolo.....
ho fatto un paio di modifiche, perchè preferisco la frolla alla specie di brisée della ricetta di Alda, e ho aggiunto del caffè, che amo molto insieme alle noci. Il risultato finale era strepitosamente buono, e tutta la mia famiglia ha apprezzato molto.
Crostata noci e cioccolato profumata al caffè
per la frolla:
350 gr farina
200 gr burro
130 gr zucchero
2 tuorli d'uovo
poco estratto di vaniglia
un pizzico di sale
per la farcia
1 albume (di uova grandi, 2 albumi se piccole)
75 gr gherigli di noce
75 gr zucchero
75 gr burro
per la copertura:
120 gr cioccolato fondente
120 gr panna liquida fresca
1 cucchiaio scarso caffè solubile
per completare:
mezzi gherigli di noce q.b.
preparate la frolla come siete abituati.
Io ho fatto tutto nella planetaria, partendo dal burro freddo e lo zucchero, poi ho aggiunto i tuorli e l'estratto di vaniglia, il pizzico di sale, e per ultima la farina. Ho mescolato a velocità media, lasciato che l'impasto si raccogliesse a palla, ho tolto, appiattito leggermente e avvolto in pellicola. Ho lasciato riposare in frigorifero per poco meno di un'ora.
Dopo il riposo, stendete la pasta frolla e con questa foderate uno stampo basso da circa 24/25 cm. imburrato e infarinato.
Cuocete in bianco con i soliti fagioli o con le palline di ceramica. Tenetela in forno a 180° finchè inizia a dorarsi.
Mentre la frolla cuoce, preparate la farcia.
Fondete il burro e lasciatelo raffreddare completamente.
Tritate le noci insieme allo zucchero, fatene un trito sottile ma non troppo. Usate un tritatutto, azionandolo a intermittenza in modo da poter controllare la texture man mano.
Montate a neve ben ferma l'albume.
Piano piano, poco per volta unite le noci sfarinate alla neve, mescolando con delicatezza per non smontarla.
Dovrete ottenere un composto morbido e denso.
Unite il burro completamente freddo, poco alla volta anch'esso. Mescolate sempre delicatamente finchè il burro è perfettamente amalgamato.
Trascorsi i 20 minuti di cottura in bianco, controllate che la frolla sia leggermente dorata, quindi togliete dal forno, eliminate i fagioli o quello che avete scelto per la cottura in bianco. Versate il composto di noci e albume sulla frolla, livellate bene con una spatola e rimettete in forno per almeno altri 40 minuti.
Una volta cotti, togliete dal forno e lasciate raffreddare.
Un paio d'ore prima di servire il dolce, preparate la ganache di copertura.
In un pentolino scaldate la panna, aggiungete un cucchiaio scarso di caffè solubile e mescolate fino a che è completamente sciolto. Lasciate prendere il bollore alla panna, poi versatela sul cioccolato che avrete ridotto a pezzetti in una ciotola. Lasciate riposare qualche minuto, poi mescolate per rendere tutto liscio e amalgamato.
Versare la ganache ottenuta sulla superficie della torta, tralasciando i bordi e coprendo perfettamente la farcia di noci.
Decorate a piacere con i mezzi gherigli di noce e lasciate raffredare bene il tutto in modo che il cioccolato si ispessisca e si rassodi.
Ecco fatto. Semplice e veloce.
Io ho volutamente lasciato più alta la frolla, perchè volevo "sentirla" nell'imsieme, è una questione di gusti. Si può tirarla più sottile, se preferite.
Era davvero molto buona. Ancora una volta grazie Alda, so che saresti contenta di vedere quanto camminano le tue ricette...
Ciao, un bacio ovunque tu sia.
pollame
ricette per le feste
secondi
Sfogliando sfogliando
Ogni tanto mi piace riprendere in mano i miei vecchi libri di cucina, accumulati nel corso degli anni, ritrovare ricette che ho fatto più volte e cercare quelle che magari ho dimenticato o che volevo fare e non ho fatto.
Fra questi libri ce n'è uno, piccolino, con la copertina flessibile, tutto dedicato a Norbert Niederkofler, lo chef stellato del S. Hubertus, nelle Dolomiti.
Mi era stato regalato non ricordo se in occasione di un compleanno o di qualche altra ricorrenza. Mi era molto piaciuto, non conoscevo questo chef e mi ha favorevolmente colpito la sua cucina fatta con i prodotti del suo territorio, leggermente rivisitata, ma dove le radici altoatesine sono ben piantate e riconoscibili in ogni piatto.
Così, sfogliando sfogliando, sono capitata su una ricetta talmente bella che non ho esitato a farla quasi subito, il tempo di procurarmi le mele cotogne.
Eccola
Petto d'anatra glassato con mele cotogne e tartufo nero
Per 2 persone
2 petti d'anatra abbastanza grossini
2 cucchiai abbondanti Miele di castagno
sale, pepe
per il puré di mele cotogne:
3 mele cotogne
40 gr zucchero
100 ml vino bianco
200 ml succo di mela
2 chiodi di garofano
1 anice stellato
sale, pepe
Per la salsa al tartufo:
1 piccolo tartufo
20 ml di Porto rosso
70 ml vino rosso
150 ml circa fondo di cottura del petto d'anatra
sale, pepe
una noce di burro
per decorare il piatto:
gherigli di noce
poco zucchero
qualche fogliolina di salvia
Per prima cosa preparate le mele cotogne.
Sbucciatele e tagliatele a tocchetti possibilmente di misura uguale.
Scaldate leggermente il vino.
Caramellate lo zucchero in una casseruola, aggiungete, con molta cautela, il vino scaldato, poi il succo di mela, le spezie, il sale e il pepe, e infine i cubetti di mela cotogna. Lasciate sobbollire dolcemente per circa 20 o 30 minuti, poi eliminate chiodi di garofano e anice stellato, tenete da parte metà dei cubetti di mela e passate il resto al minipimer per avere una crema densa come un puré.
Tenete tutto in caldo.
Pulite i petti d'anatra, incidete leggermente la pelle con un coltellino affilato.
Insaporiteli con sale e pepe. In una padella antiaderente scaldate un poco di olio, quindi rosolate molto bene i petti dalla parte della pelle fino a farla diventare quasi croccante, poi girateli per qualche minuto, spennellate la pelle croccante con il miele di castagno e mettete in forno già caldo a 120° per circa 13 minuti. Io ce l'ho lasciato un paio di minuti in più perchè troppo al sangue non ci piace.
Togliete dal forno, lasciateli riposare tenuti in caldo.
Preparate la salsa al tartufo. Se non riuscite a procurarvelo, potete usare 40/50 gr di pasta di tartufo.
In un pentolino preparate una riduzione di Porto e vino, alla quale dovrete aggiungere il tartufo tagliato a pezzetti (o la pasta di tartufo) e il fondo di cottura del petto d'anatra.
Lasciate addensare a fiamma bassa e regolate di sale e pepe. Una volta che è pronto, fuori dal fuoco, unite una noce di burro ben freddo, e roteando il pentolino lasciate che si fonda,. La differenza di temperatura ispessirà la salsa.
Preparate un caramello a secco, piuttosto scuro e fuori dal fuoco, con l'aiuto di uno stecchino, caramellate dei gherigli di noce e lasciateli raffreddare e indurire su un foglio di carta forno.
A questo punto è tutto pronto per preparare il piatto.
Scaloppate il petto d'anatra. Posatelo nel piatto appoggiandolo a gran parte ai dadini di mela cotogna tenuti da parte, aggiungete le noci caramellate, qualche altro dadino di mela qua e là e e foglioline di salvia.
Contornate con il puré di mela cotogna e con un goccio della salsa al tartufo.
Fra questi libri ce n'è uno, piccolino, con la copertina flessibile, tutto dedicato a Norbert Niederkofler, lo chef stellato del S. Hubertus, nelle Dolomiti.
Mi era stato regalato non ricordo se in occasione di un compleanno o di qualche altra ricorrenza. Mi era molto piaciuto, non conoscevo questo chef e mi ha favorevolmente colpito la sua cucina fatta con i prodotti del suo territorio, leggermente rivisitata, ma dove le radici altoatesine sono ben piantate e riconoscibili in ogni piatto.
Così, sfogliando sfogliando, sono capitata su una ricetta talmente bella che non ho esitato a farla quasi subito, il tempo di procurarmi le mele cotogne.
Eccola
Petto d'anatra glassato con mele cotogne e tartufo nero
Per 2 persone
2 petti d'anatra abbastanza grossini
2 cucchiai abbondanti Miele di castagno
sale, pepe
per il puré di mele cotogne:
3 mele cotogne
40 gr zucchero
100 ml vino bianco
200 ml succo di mela
2 chiodi di garofano
1 anice stellato
sale, pepe
Per la salsa al tartufo:
1 piccolo tartufo
20 ml di Porto rosso
70 ml vino rosso
150 ml circa fondo di cottura del petto d'anatra
sale, pepe
una noce di burro
per decorare il piatto:
gherigli di noce
poco zucchero
qualche fogliolina di salvia
Per prima cosa preparate le mele cotogne.
Sbucciatele e tagliatele a tocchetti possibilmente di misura uguale.
Scaldate leggermente il vino.
Caramellate lo zucchero in una casseruola, aggiungete, con molta cautela, il vino scaldato, poi il succo di mela, le spezie, il sale e il pepe, e infine i cubetti di mela cotogna. Lasciate sobbollire dolcemente per circa 20 o 30 minuti, poi eliminate chiodi di garofano e anice stellato, tenete da parte metà dei cubetti di mela e passate il resto al minipimer per avere una crema densa come un puré.
Tenete tutto in caldo.
Pulite i petti d'anatra, incidete leggermente la pelle con un coltellino affilato.
Insaporiteli con sale e pepe. In una padella antiaderente scaldate un poco di olio, quindi rosolate molto bene i petti dalla parte della pelle fino a farla diventare quasi croccante, poi girateli per qualche minuto, spennellate la pelle croccante con il miele di castagno e mettete in forno già caldo a 120° per circa 13 minuti. Io ce l'ho lasciato un paio di minuti in più perchè troppo al sangue non ci piace.
Togliete dal forno, lasciateli riposare tenuti in caldo.
Preparate la salsa al tartufo. Se non riuscite a procurarvelo, potete usare 40/50 gr di pasta di tartufo.
In un pentolino preparate una riduzione di Porto e vino, alla quale dovrete aggiungere il tartufo tagliato a pezzetti (o la pasta di tartufo) e il fondo di cottura del petto d'anatra.
Lasciate addensare a fiamma bassa e regolate di sale e pepe. Una volta che è pronto, fuori dal fuoco, unite una noce di burro ben freddo, e roteando il pentolino lasciate che si fonda,. La differenza di temperatura ispessirà la salsa.
Preparate un caramello a secco, piuttosto scuro e fuori dal fuoco, con l'aiuto di uno stecchino, caramellate dei gherigli di noce e lasciateli raffreddare e indurire su un foglio di carta forno.
A questo punto è tutto pronto per preparare il piatto.
Scaloppate il petto d'anatra. Posatelo nel piatto appoggiandolo a gran parte ai dadini di mela cotogna tenuti da parte, aggiungete le noci caramellate, qualche altro dadino di mela qua e là e e foglioline di salvia.
Contornate con il puré di mela cotogna e con un goccio della salsa al tartufo.
dolci al cucchiaio
dolci e dessert
senza glutine
si sta come d'autunno
sugli alberi le foglie.
Ungaretti si trovava soldato in trincea nel bosco di Courton (Francia), e con queste poche parole esprime il dramma e la precarietà del momento storico e della condizione umana.
I soldati li paragona a foglie autunnali che, ancora appese agli alberi, di lì a poco, inevitabilmente, cadranno, vittime dello scorrere del tempo.
L'autunno a volte mi fa sentire come quelle foglie, appese ancora per poco agli alberi.
Lo pensavo in questi giorni, mentre guidando lentamente per la solita coda, osservavo lo scempio che stanno compiendo poco lontano da casa mia, distruggendo alberi e prati per far posto, in previsione dell'Expo, a una specie di mostro a 14 corsie fra viadotti e svincoli.
Già l'autunno è una stagione che non amo affatto, mi incupisce per la mancanza di luce e per la prossimità con l'inverno, e poi veder cementificare tanto territorio per qualcosa che non so nemmeno se servirà realmente, mi lascia una forte sensazione di rabbia e di impotenza e mi dà la certezza della precarietà di questa vita, in questo momento, in questa società tanto cambiata nei valori da non riuscire a riconoscercisi...
Osservo gli alberi tagliati, quel che resta dei loro tronchi mozzati, le sterpaglie dei loro rami sparsi dappertutto sul terreno. Un piccolo mandorlo nato chissà come in quel posto, è ancora in piedi, da solo in mezzo a tutta quella desolazione...lo vedevo sempre fiorito in primavera, unica nota colorata in mezzo a un piccolo bosco di grandi alberi lungo la superstrada...e mi metteva allegria.... Verrà anche il suo turno, anch'esso finirà a pezzi come tutti gli altri alberi. Mi si è stretto il cuore al pensiero, è una vera sofferenza veder tagliare gli alberi così, gratuitamente...
Cerco di scrollarmi di dosso questa specie di ansia cupa che mi attanaglia lo stomaco, penso a quegli autunni di quando ero bambina, in quella casa di ringhiera, e in quella lunga strada alberata di aceri che ad autunno stendevano un colorato tappeto di foglie.....io raccoglievo le più grandi e me ne facevo un bel ventaglio....
a pensarci, anche quegli aceri non ci sono più....
Qualche giorno dopo, sistemando la dispensa mi è capitata fra le mani una confezione di farina di mandorle che avevo comprato per chissà quale motivo, forse per una caprese, o altro, non ricordo, e che come molte altre volte poi non avevo fatto.....l'ho preso come un segno....
Pensando a quel mandorlo moribondo, ho deciso che lo avrei ricordato con un dolce alle mandorle...
Sformato di mandorle e uvetta con salsa al caffè
per 4 persone
Per lo sformato:
100 gr latte
150 gr panna liquida fresca
100 gr farina di mandorle
70 gr zucchero
1 uovo intero
1 pizzico di cannella
35 gr uvetta sultanina
poco vino bianco secco
burro e farina per gli stampini
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
1 pizzico di cannella in polvere
per la salsa al caffé:
200 gr panna liquida fresca
80 gr zucchero
1 cucchiaio abbondante di caffé solubile
per decorare:
poca panna montata
fili di caramello
La sera prima preparate lo sformato.
Sciacquate l'uvetta sotto un po' d'acqua corrente, poi mettetela in una scodella, bagnatela con due o tre cucchiai di vino bianco e versateci sopra un goccio d'acqua calda, facendo in modo che l'uvetta sia ben a mollo.
Imburrate e infarinate 4 stampini, io avevo in casa i domopack e ho usato quelli, anche perchè così non avrei avuto difficoltà a sformare.
In una ciotola. con la frusta a mano sbattete bene l'uovo con lo zucchero, aggiungete la panna e il latte, il pizzico di cannella e l'estratto di vaniglia, poi la farina di mandorle e infine l'uvetta sgocciolata e asciugata in un po' di carta da cucina, o in un canovaccio.
Mescolate bene il tutto e riempite gli stampini fino al bordo. Non aumenteranno in cottura.
Mettete nel forno già caldo a 95° e cuocete per oltre un'ora, statico. Il tempo dipende dal forno, comunque son pronti quando al tatto gli sformatini sono abbastanza solidi, morbidi ma solidi.
Togliete dal forno, fate raffreddare e coprite ogni stampino con della pellicola. Mettete in frigo fino a poco prima di servire.
Poco prima di portare in tavola preparate la salsa al caffè.
In un pentolino mettete la panna con lo zucchero, lasciate sobbollire dolcemente per circa 5 minuti, mescolando perchè la panna tende a sollevarsi con il bollore. Fate ridurre la panna poi unite il cucchiaio di caffè solubile mescolando fino al suo completo scioglimento. Tenete in caldo. Oppure mettetela in una ciotola coperta con della pellicola. Se si raffredda potrete intiepidirla al microonde quando sarà il momento.
Preparate le decorazioni di caramello.
Mettete 3 o 4 cucchiai di zucchero in un pentolino, insieme a un cucchiaio di acqua e un cucchiaino di limone, lasciate che diventi dorato e togliete dal fuoco. Lasciate riposare qualche attimo, poi, intingente una forchetta nel caramello e fate colare dei fili, dei ghirigori su un foglio di carta forno, ripetendo più volte l'operazione
Non aspettate che indurisca, non appena si intiepidiscono staccate i fili dalla carta e plasmateli come più vi piace o come riuscite.
Io che volevo raccoglierli a gomitolo, non ci sono riuscita, oltre ad essermi scottata le dita, tutto quello che son riuscita a fare è quello che vedete nella foto...
Togliete almeno mezz'ora prima gli sformatini dal frigorifero.
Al momento di andare a tavola, intiepidite la salsa al caffè, versatene due o tre cucchiai in una coppa, togliete con prudenza e con delicatezza gli sformatini dagli stampi, sono molto morbidi, e appoggiateli sulla crema.
Montate ben ferma 200 gr di panna liquida con un poco di zucchero a velo, e con la sac à poche fate un piccolo ghirigoro sopra ogni sformatino, decorate con i fili di caramello o con dei chicchi di caffè e voilà, in tavola!
Ungaretti si trovava soldato in trincea nel bosco di Courton (Francia), e con queste poche parole esprime il dramma e la precarietà del momento storico e della condizione umana.
I soldati li paragona a foglie autunnali che, ancora appese agli alberi, di lì a poco, inevitabilmente, cadranno, vittime dello scorrere del tempo.
L'autunno a volte mi fa sentire come quelle foglie, appese ancora per poco agli alberi.
Lo pensavo in questi giorni, mentre guidando lentamente per la solita coda, osservavo lo scempio che stanno compiendo poco lontano da casa mia, distruggendo alberi e prati per far posto, in previsione dell'Expo, a una specie di mostro a 14 corsie fra viadotti e svincoli.
Già l'autunno è una stagione che non amo affatto, mi incupisce per la mancanza di luce e per la prossimità con l'inverno, e poi veder cementificare tanto territorio per qualcosa che non so nemmeno se servirà realmente, mi lascia una forte sensazione di rabbia e di impotenza e mi dà la certezza della precarietà di questa vita, in questo momento, in questa società tanto cambiata nei valori da non riuscire a riconoscercisi...
Osservo gli alberi tagliati, quel che resta dei loro tronchi mozzati, le sterpaglie dei loro rami sparsi dappertutto sul terreno. Un piccolo mandorlo nato chissà come in quel posto, è ancora in piedi, da solo in mezzo a tutta quella desolazione...lo vedevo sempre fiorito in primavera, unica nota colorata in mezzo a un piccolo bosco di grandi alberi lungo la superstrada...e mi metteva allegria.... Verrà anche il suo turno, anch'esso finirà a pezzi come tutti gli altri alberi. Mi si è stretto il cuore al pensiero, è una vera sofferenza veder tagliare gli alberi così, gratuitamente...
Cerco di scrollarmi di dosso questa specie di ansia cupa che mi attanaglia lo stomaco, penso a quegli autunni di quando ero bambina, in quella casa di ringhiera, e in quella lunga strada alberata di aceri che ad autunno stendevano un colorato tappeto di foglie.....io raccoglievo le più grandi e me ne facevo un bel ventaglio....
a pensarci, anche quegli aceri non ci sono più....
Qualche giorno dopo, sistemando la dispensa mi è capitata fra le mani una confezione di farina di mandorle che avevo comprato per chissà quale motivo, forse per una caprese, o altro, non ricordo, e che come molte altre volte poi non avevo fatto.....l'ho preso come un segno....
Pensando a quel mandorlo moribondo, ho deciso che lo avrei ricordato con un dolce alle mandorle...
Sformato di mandorle e uvetta con salsa al caffè
per 4 persone
Per lo sformato:
100 gr latte
150 gr panna liquida fresca
100 gr farina di mandorle
70 gr zucchero
1 uovo intero
1 pizzico di cannella
35 gr uvetta sultanina
poco vino bianco secco
burro e farina per gli stampini
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
1 pizzico di cannella in polvere
per la salsa al caffé:
200 gr panna liquida fresca
80 gr zucchero
1 cucchiaio abbondante di caffé solubile
per decorare:
poca panna montata
fili di caramello
La sera prima preparate lo sformato.
Sciacquate l'uvetta sotto un po' d'acqua corrente, poi mettetela in una scodella, bagnatela con due o tre cucchiai di vino bianco e versateci sopra un goccio d'acqua calda, facendo in modo che l'uvetta sia ben a mollo.
Imburrate e infarinate 4 stampini, io avevo in casa i domopack e ho usato quelli, anche perchè così non avrei avuto difficoltà a sformare.
In una ciotola. con la frusta a mano sbattete bene l'uovo con lo zucchero, aggiungete la panna e il latte, il pizzico di cannella e l'estratto di vaniglia, poi la farina di mandorle e infine l'uvetta sgocciolata e asciugata in un po' di carta da cucina, o in un canovaccio.
Mescolate bene il tutto e riempite gli stampini fino al bordo. Non aumenteranno in cottura.
Mettete nel forno già caldo a 95° e cuocete per oltre un'ora, statico. Il tempo dipende dal forno, comunque son pronti quando al tatto gli sformatini sono abbastanza solidi, morbidi ma solidi.
Togliete dal forno, fate raffreddare e coprite ogni stampino con della pellicola. Mettete in frigo fino a poco prima di servire.
Poco prima di portare in tavola preparate la salsa al caffè.
In un pentolino mettete la panna con lo zucchero, lasciate sobbollire dolcemente per circa 5 minuti, mescolando perchè la panna tende a sollevarsi con il bollore. Fate ridurre la panna poi unite il cucchiaio di caffè solubile mescolando fino al suo completo scioglimento. Tenete in caldo. Oppure mettetela in una ciotola coperta con della pellicola. Se si raffredda potrete intiepidirla al microonde quando sarà il momento.
Preparate le decorazioni di caramello.
Mettete 3 o 4 cucchiai di zucchero in un pentolino, insieme a un cucchiaio di acqua e un cucchiaino di limone, lasciate che diventi dorato e togliete dal fuoco. Lasciate riposare qualche attimo, poi, intingente una forchetta nel caramello e fate colare dei fili, dei ghirigori su un foglio di carta forno, ripetendo più volte l'operazione
Non aspettate che indurisca, non appena si intiepidiscono staccate i fili dalla carta e plasmateli come più vi piace o come riuscite.
Io che volevo raccoglierli a gomitolo, non ci sono riuscita, oltre ad essermi scottata le dita, tutto quello che son riuscita a fare è quello che vedete nella foto...
Togliete almeno mezz'ora prima gli sformatini dal frigorifero.
Al momento di andare a tavola, intiepidite la salsa al caffè, versatene due o tre cucchiai in una coppa, togliete con prudenza e con delicatezza gli sformatini dagli stampi, sono molto morbidi, e appoggiateli sulla crema.
Montate ben ferma 200 gr di panna liquida con un poco di zucchero a velo, e con la sac à poche fate un piccolo ghirigoro sopra ogni sformatino, decorate con i fili di caramello o con dei chicchi di caffè e voilà, in tavola!
antipasti
ricette per le feste
mi porto avanti
curiosando in libreria mi è capitato fra le mani un piccolo libro di Philippe Conticini, con tutte ricette, dolci e salate, da presentare nei bicchieri.
Non ho resistito e me lo sono comprato. Ci sono parecchie idee carine da fare, che trovo perfette in vista delle feste che sono dietro l'angolo.
Una potrebbe essere questa:
metto la sua ricetta e fra parentesi le cose che ho sostituito:
Cappuccino di Camembert
per 4 bicchieri
per l'infusione di latte e basilico
15 cl latte intero
3 o 4 foglie di basilico fresco
1 pizzico di fior di sale
una macinata di pepe bianco
per la crema di Camembert:
15 cl di brodo di pollo (brodo leggero di carne)
4 foglie di basilico
400 gr Camembert non troppo stagionato né troppo piccante
3 cucchiai panna liquida fresca
per la vinaigrette balsamica:
mezzo cucchiaino di sale
mezzo cucchiaino di zucchero
1 pizzico di curry
1 macinata di pepe
2 cucchiai olio e.v.
4 cucchiai di riduzione di aceto balsamico
per finire:
anacardi a lamelle tostati (mandorle a lamelle tostate)
La sera prima, in una ciotola mettete il latte freddo, le foglie di basilico, la macinata di pepe e il sale. Mescolate bene, coprite con della pellicola e lasciate marinare in frigorifero fino al momento di usarlo.
Il giorno dopo scaldate il brodo di pollo, o quello di carne leggero. Conticini parla anche di brodo col dado di pollo, ma io non uso dadi di nessun tipo e ho preferito usare un brodo leggero che avevo fatto e congelato.
Comunque, scaldate questo brodo, unite il basilico e lasciatelo in infusione per mezzoretta. Dopodiche, , filtrare il liquido e rimettetelo su fuoco dolce. Aggiungete il Camembert tagliato a pezzette e fatelo sciogliere mescolando con regolarità. Una volta fuso il formaggio, togliete dal fuioco e frullate il tutto con la panna fresca. Filtrate nuovamente con un passino.
Mettete sul fondo dei bicchieri che avrete scelto, le lamelle di anacardi, o di mandorle preventivamente tostate in un padellino antiaderente, versate la crema, naturalmente senza riempire troppo i bicchieri, e lasciate raffreddare. La crema si ispessirà consentendo di aggiungere poi la vinaigrette.
Preparate la vinaigrette. In un piccolo pentolino mettete un poco di aceto balsamico, mettetelo su fuoco basso e lasciate ridurre leggermente. Dovete ricavarne i quattro cucchiai per la vinaigrette.
Una volta pronta la riduzione di aceto, aggiungete a caldo il pizzico di sale e il pizzico di zucchero, mescolate e passate ad aggiungere il curry, l'olio e il pepe. Mescolate bene il tutto.
Con questa vinaigrette fate un sottile strato nei bicchieri, sopra la crema di Camembert ormai abbastanza solida da tenerla in superficie.
Coprite e mettete in frigorifero fino al momento del consumo.
Una volta arrivato il momento di portare in tavola, prendete il latte al basilico che avete preparato la sera prima, scaldate il tutto, poi filtrate e con l'apposito attrezzo da cappuccino, o con il minipimer inclinato in modo da far entrare più aria possibile, montate il latte fino ad ottenere una schiuma densa e cremosa.
Riprendete i bicchieri dal frigorifero, passateli per pochi secondi in microonde in modo da intiepidire tutto.
Riempite i bicchieri con questa specie di mousse di latte e completate con delle mandorle a lamelle tostate, o con gli stessi anacardi a lamelle, sempre tostati.
Ecco, a noi è piaciuto, magari la prossima volta riempio di meno i bicchieri o ne uso altri più piccoli, perchè la crema è veramente sostanziosa, e per un antipasto ce ne vuole sicuramente di meno.
Non ho resistito e me lo sono comprato. Ci sono parecchie idee carine da fare, che trovo perfette in vista delle feste che sono dietro l'angolo.
Una potrebbe essere questa:
metto la sua ricetta e fra parentesi le cose che ho sostituito:
Cappuccino di Camembert
per 4 bicchieri
per l'infusione di latte e basilico
15 cl latte intero
3 o 4 foglie di basilico fresco
1 pizzico di fior di sale
una macinata di pepe bianco
per la crema di Camembert:
15 cl di brodo di pollo (brodo leggero di carne)
4 foglie di basilico
400 gr Camembert non troppo stagionato né troppo piccante
3 cucchiai panna liquida fresca
per la vinaigrette balsamica:
mezzo cucchiaino di sale
mezzo cucchiaino di zucchero
1 pizzico di curry
1 macinata di pepe
2 cucchiai olio e.v.
4 cucchiai di riduzione di aceto balsamico
per finire:
anacardi a lamelle tostati (mandorle a lamelle tostate)
La sera prima, in una ciotola mettete il latte freddo, le foglie di basilico, la macinata di pepe e il sale. Mescolate bene, coprite con della pellicola e lasciate marinare in frigorifero fino al momento di usarlo.
Il giorno dopo scaldate il brodo di pollo, o quello di carne leggero. Conticini parla anche di brodo col dado di pollo, ma io non uso dadi di nessun tipo e ho preferito usare un brodo leggero che avevo fatto e congelato.
Comunque, scaldate questo brodo, unite il basilico e lasciatelo in infusione per mezzoretta. Dopodiche, , filtrare il liquido e rimettetelo su fuoco dolce. Aggiungete il Camembert tagliato a pezzette e fatelo sciogliere mescolando con regolarità. Una volta fuso il formaggio, togliete dal fuioco e frullate il tutto con la panna fresca. Filtrate nuovamente con un passino.
Mettete sul fondo dei bicchieri che avrete scelto, le lamelle di anacardi, o di mandorle preventivamente tostate in un padellino antiaderente, versate la crema, naturalmente senza riempire troppo i bicchieri, e lasciate raffreddare. La crema si ispessirà consentendo di aggiungere poi la vinaigrette.
Preparate la vinaigrette. In un piccolo pentolino mettete un poco di aceto balsamico, mettetelo su fuoco basso e lasciate ridurre leggermente. Dovete ricavarne i quattro cucchiai per la vinaigrette.
Una volta pronta la riduzione di aceto, aggiungete a caldo il pizzico di sale e il pizzico di zucchero, mescolate e passate ad aggiungere il curry, l'olio e il pepe. Mescolate bene il tutto.
Con questa vinaigrette fate un sottile strato nei bicchieri, sopra la crema di Camembert ormai abbastanza solida da tenerla in superficie.
Coprite e mettete in frigorifero fino al momento del consumo.
Una volta arrivato il momento di portare in tavola, prendete il latte al basilico che avete preparato la sera prima, scaldate il tutto, poi filtrate e con l'apposito attrezzo da cappuccino, o con il minipimer inclinato in modo da far entrare più aria possibile, montate il latte fino ad ottenere una schiuma densa e cremosa.
Riprendete i bicchieri dal frigorifero, passateli per pochi secondi in microonde in modo da intiepidire tutto.
Riempite i bicchieri con questa specie di mousse di latte e completate con delle mandorle a lamelle tostate, o con gli stessi anacardi a lamelle, sempre tostati.
Ecco, a noi è piaciuto, magari la prossima volta riempio di meno i bicchieri o ne uso altri più piccoli, perchè la crema è veramente sostanziosa, e per un antipasto ce ne vuole sicuramente di meno.
pasta
pesce
primi
questa buonissimo piatto di pasta arriva direttamente dalla mia voglia di riprodurre sapori che mi hanno particolarmente colpito.
Nella fattispecie, una pasta assaggiata alla Kuccagna di Dovera, tanto per cambiare.
Quella che ho assaggiato da loro erano bavette fresche integrali, che io però non avevo tempo di fare e così ho ripiegato su uno spaghetto quadrato, appena comprato.
Sono andata a naso, mettendoci del mio, ma il sapore era decisamente quello!
Posso dire di esserne contenta, e lo rifarò spesso. E' un piatto che si fa velocemente e regala sfumature di sapori inattese.
E grazie a Roberto Magnani, chef de la Kuccàgna, per i suoi piatti sempre molto azzeccati e per me fonte di ispirazione e soddisfazione...
Spaghetto quadrato, calamari gamberi e spinacini novelli al profumo di zenzero
per due/tre persone
500 gr calamari di piccola pezzatura
600/700 gr gamberi rossi di Sicilia
1 ciuffo di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
1 pezzetto di zenzero, circa 3 cm
una manciata abbondante di spinacini novelli
spaghetti quadrati q.b.
olio e.v. d'oliva di buona qualità
sale, pepe
pulite i calamari, eliminate la pelle, dividete il sacco dai tentacoli, lavateli bene e tagliate a rondelle il sacco e dividete a metà i tentacoli.
Sgusciate i gamberi, eliminate il budellino, lavateli e con un coltello affilato dividetli a metà.
Lavate e asciugate il prezzemolo, sbucciate il pezzetto di zenzero e lo spicchio d'aglio.
Tritate tutto molto finemente.
Lavate e asciugate grossolanamente gli spinacini.
Mettete a bollire l'acqua della pasta.
In una larga padella scaldate un po' di olio d'oliva buono, unite il trito di prezzemolo, aglio e zenzero e lasciate insaporire qualche secondo poi aggiungete prima i calamari, lasciate cuocere circa 5 minuti poi unite i gamberi, e continuate a cuocere per altri 5 minuti più o meno. Il sugo è pronto.
Cuocete la pasta e non appena è pronta, scolatela e mettetela nella padella con i gamberi e i calamari, aggiungete gli spinacini novelli e mescolate bene il tutto affinchè prenda perfettamente il condimento.
Il calore della pasta sarà sufficiente a far appassire gli spinacini lasciandoli però ancora un po' croccanti.
Servite subito.
Veloce, non è vero?
La prossima volta farò la pasta fresca integrale, ma credo che questa ricetta andrebbe bene anche per della pasta alla chitarra o delle sottili tagliatelline all'uovo...
Riproduzioni
questa buonissimo piatto di pasta arriva direttamente dalla mia voglia di riprodurre sapori che mi hanno particolarmente colpito.
Nella fattispecie, una pasta assaggiata alla Kuccagna di Dovera, tanto per cambiare.
Quella che ho assaggiato da loro erano bavette fresche integrali, che io però non avevo tempo di fare e così ho ripiegato su uno spaghetto quadrato, appena comprato.
Sono andata a naso, mettendoci del mio, ma il sapore era decisamente quello!
Posso dire di esserne contenta, e lo rifarò spesso. E' un piatto che si fa velocemente e regala sfumature di sapori inattese.
E grazie a Roberto Magnani, chef de la Kuccàgna, per i suoi piatti sempre molto azzeccati e per me fonte di ispirazione e soddisfazione...
Spaghetto quadrato, calamari gamberi e spinacini novelli al profumo di zenzero
per due/tre persone
500 gr calamari di piccola pezzatura
600/700 gr gamberi rossi di Sicilia
1 ciuffo di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
1 pezzetto di zenzero, circa 3 cm
una manciata abbondante di spinacini novelli
spaghetti quadrati q.b.
olio e.v. d'oliva di buona qualità
sale, pepe
pulite i calamari, eliminate la pelle, dividete il sacco dai tentacoli, lavateli bene e tagliate a rondelle il sacco e dividete a metà i tentacoli.
Sgusciate i gamberi, eliminate il budellino, lavateli e con un coltello affilato dividetli a metà.
Lavate e asciugate il prezzemolo, sbucciate il pezzetto di zenzero e lo spicchio d'aglio.
Tritate tutto molto finemente.
Lavate e asciugate grossolanamente gli spinacini.
Mettete a bollire l'acqua della pasta.
In una larga padella scaldate un po' di olio d'oliva buono, unite il trito di prezzemolo, aglio e zenzero e lasciate insaporire qualche secondo poi aggiungete prima i calamari, lasciate cuocere circa 5 minuti poi unite i gamberi, e continuate a cuocere per altri 5 minuti più o meno. Il sugo è pronto.
Cuocete la pasta e non appena è pronta, scolatela e mettetela nella padella con i gamberi e i calamari, aggiungete gli spinacini novelli e mescolate bene il tutto affinchè prenda perfettamente il condimento.
Il calore della pasta sarà sufficiente a far appassire gli spinacini lasciandoli però ancora un po' croccanti.
Servite subito.
Veloce, non è vero?
La prossima volta farò la pasta fresca integrale, ma credo che questa ricetta andrebbe bene anche per della pasta alla chitarra o delle sottili tagliatelline all'uovo...
dolci al cioccolato
dolci e dessert
ricette per le feste
Divino cioccolato
era tempo che facessi un dolce al cioccolato.
Quando siamo tutti riuniti per il pranzo, la domenica, evito perchè i dolci al cioccolato piacciono più che altro a me e ad Alice, la mia nipotina. Gli altri preferiscono cose diverse. Così di solito faccio qualcosa che vada bene per tutti e lascio perdere il cioccolato.
Ma oggi eravamo solo io e mio marito a pranzo, e allora ho deciso che il dolce della domenica me lo sarei fatto come piace a me. Adoro il cioccolato.....mi piace persino quello al 90% di cacao.
Quando ero piccola, talvolta la merenda era una michetta tagliata a metà con dentro tre o quattro quadratini di cioccolato. Non di più perchè mia madre era sempre molto parca con il cioccolato, secondo lei non si poteva esagerare, nel suo modo di pensare il cioccolato "riscalda"..chissà cosa voleva intendere....
Mangiavo il pane con cioccolato, ma tenevo per ultimo un quadratino che alla fine mi lasciavo sciogliere in bocca lentamente per assaporarne tutte le sfumature di sapore....non c'era nulla di più gratificante di quello per me!
Ma veniamo al dolce di oggi.
La divina
per la frolla al cacao:
110 gr zucchero
110 gr burro
200 gr farina
25 gr cacao amaro
1 uovo
per la crema al cioccolato e caffè:
250 ml panna liquida fresca
70 gr Golden Syrup ( sostituibile con miele d'acacia)
8 ml caffè solubile
70 gr mascarpone
300 ml panna montata
450 gr cioccolato fondente al 55% di cacao
per il pan di spagna al cacao:
3 tuorli
1 uovo intero
1 albume
70 gr zucchero
20 gr Golden Syrup (sostituibile con miele d'acacia)
50 gr farina
20 gr cacao amaro
per decorare:
oro alimentare
la sera prima preparate la frolla. Impastate gli ingredienti come per una normale frolla, poi stendete l'impasto a pezzettini in una teglia foderata di carta forno e lasciatela seccare tutta la notte fuori dal frigorifero.
Il giorno dopo mettete la teglia in forno statico già caldo a 160° e lasciate cuocere per circa 25 minuti. Togliete dal forno e fare raffreddare completamente.
Passate, sempre la sera prima, al pan di spagna.
Montate molto molto bene i tuorli con lo zucchero, il Golden Syrup o il miele se non trovate il primo. Se avete una planetaria, fate tutto con quella, altrimenti una buona frusta elettrica andrà benone. Saranno pronti quando il composto è gonfio e alzando la frusta, non cade nella ciotola. Se "scrive" insomma..
Setacciate la farina insieme al cacao, aggiungeteli poco per volta e mescolate delicatamente con una spatola dal basso verso l'alto per non far smontare il composto.
Montate a neve ferma l'altro albume e con altrettanta pazienza incorporatelo alla montata di uova. Dovrete ottenere una crema liscia e gonfia.
Foderate una teglia apribile da 24 cm. con della carta forno, imburratela e imburrate i bordi, quindi versate il composto, livellatelo e mettetelo in forno già caldo a 180°, funzione statica per circa 14/15 minuti.
Trascorso il tempo, fate la prova stecchino e se esce asciutto togliete dal forno e lasciate freddare.
Il giorno dopo, un paio d'ore prima di portare in tavola il dolce, preparate la crema.
In un pentolino, miscelate la panna, il Golden Syrup (o il miele), e il caffè solubile e portate il tutto a ebollizione.
Spezzettate il cioccolato in una ciotola e quando la panna avrà preso bollore, versatela sul cioccolato e lasciate riposare qualche minuto, dopodichè mescolate il tutto fino ad avere una crema densa; lasciate raffredare completamente mescolando ogni tanto, quindi aggiungete il mascarpone e di nuovo mescolate con una spatola fino a che l'avrete perfettamente incorporato, a questo punto montate la panna e aggiungete anche questa alla crema.
Dovrete ottenere una crema perfettamente liscia e morbida, ma sostenuta
Ora riprendete il pan di spagna al cacao, appoggiatelo direttamente sul piatto di servizio, magari capovolgetelo così avrete sopra la superficie più piatta.
Visto che la crema sarà ancora morbida meglio rimettere l'anello sganciabile della tortiera intorno al pandispagna, in modo che la crema non scenda lungo i bordi. O, se l'avete, un cerchio da pasticceria abbastanza alto.
Versate la crema sulla superficie in uno strato omogeneo, spesso più o meno due dita, e livellatelo bene. Rimettete tutto in frigorifero per almeno un paio d'ore.
Poco prima di servire, finite il dolce.
Togliete dal frigorifero la torta, sfilate delicatamente il cerchio o l'anello della tortiera in modo che i bordi non si rovinino troppo, al limite prima passate la lama piatta di un coltello intorno ai bordi.
Prendete la frolla, che in cottura si sarà un po' unita e con le mani riducetela in piccoli pezzi.
Metteteli ben fitti sulla superficie della crema premendo leggermente in modo che non cadano.
Decorate con qualche pezzetto di oro alimentare, o con tutto quello che vi suggerisce la fantasia.
la fetta
la crema avanzerà sicuramente, io l'ho utilizzata mettendola in un paio di piccoli cerchi coppapasta, e una volta fredda, l'ho guarnita con un po' del crumble che avevo tenuto da parte e accompagnata da una salsa di pere allo zenzero.
Questo dolce è veramente goloso....al primo boccone arriva la morbidezza del pan di spagna, la cremosità voluttuosa della crema e la croccantezza del crumble.....
assaporandolo mi è tornata in mente una frase del libro di Joanne Harris , Chocolat:
"L'odore del cioccolato è travolgente con il suo ricco aroma polposo che scende giù per la gola in una squisita scia di dolcezza...|"
ecco, questo dolce è davvero travolgente...
Quando siamo tutti riuniti per il pranzo, la domenica, evito perchè i dolci al cioccolato piacciono più che altro a me e ad Alice, la mia nipotina. Gli altri preferiscono cose diverse. Così di solito faccio qualcosa che vada bene per tutti e lascio perdere il cioccolato.
Ma oggi eravamo solo io e mio marito a pranzo, e allora ho deciso che il dolce della domenica me lo sarei fatto come piace a me. Adoro il cioccolato.....mi piace persino quello al 90% di cacao.
Quando ero piccola, talvolta la merenda era una michetta tagliata a metà con dentro tre o quattro quadratini di cioccolato. Non di più perchè mia madre era sempre molto parca con il cioccolato, secondo lei non si poteva esagerare, nel suo modo di pensare il cioccolato "riscalda"..chissà cosa voleva intendere....
Mangiavo il pane con cioccolato, ma tenevo per ultimo un quadratino che alla fine mi lasciavo sciogliere in bocca lentamente per assaporarne tutte le sfumature di sapore....non c'era nulla di più gratificante di quello per me!
Ma veniamo al dolce di oggi.
La divina
per la frolla al cacao:
110 gr zucchero
110 gr burro
200 gr farina
25 gr cacao amaro
1 uovo
per la crema al cioccolato e caffè:
250 ml panna liquida fresca
70 gr Golden Syrup ( sostituibile con miele d'acacia)
8 ml caffè solubile
70 gr mascarpone
300 ml panna montata
450 gr cioccolato fondente al 55% di cacao
per il pan di spagna al cacao:
3 tuorli
1 uovo intero
1 albume
70 gr zucchero
20 gr Golden Syrup (sostituibile con miele d'acacia)
50 gr farina
20 gr cacao amaro
per decorare:
oro alimentare
la sera prima preparate la frolla. Impastate gli ingredienti come per una normale frolla, poi stendete l'impasto a pezzettini in una teglia foderata di carta forno e lasciatela seccare tutta la notte fuori dal frigorifero.
Il giorno dopo mettete la teglia in forno statico già caldo a 160° e lasciate cuocere per circa 25 minuti. Togliete dal forno e fare raffreddare completamente.
Passate, sempre la sera prima, al pan di spagna.
Montate molto molto bene i tuorli con lo zucchero, il Golden Syrup o il miele se non trovate il primo. Se avete una planetaria, fate tutto con quella, altrimenti una buona frusta elettrica andrà benone. Saranno pronti quando il composto è gonfio e alzando la frusta, non cade nella ciotola. Se "scrive" insomma..
Setacciate la farina insieme al cacao, aggiungeteli poco per volta e mescolate delicatamente con una spatola dal basso verso l'alto per non far smontare il composto.
Montate a neve ferma l'altro albume e con altrettanta pazienza incorporatelo alla montata di uova. Dovrete ottenere una crema liscia e gonfia.
Foderate una teglia apribile da 24 cm. con della carta forno, imburratela e imburrate i bordi, quindi versate il composto, livellatelo e mettetelo in forno già caldo a 180°, funzione statica per circa 14/15 minuti.
Trascorso il tempo, fate la prova stecchino e se esce asciutto togliete dal forno e lasciate freddare.
Il giorno dopo, un paio d'ore prima di portare in tavola il dolce, preparate la crema.
In un pentolino, miscelate la panna, il Golden Syrup (o il miele), e il caffè solubile e portate il tutto a ebollizione.
Spezzettate il cioccolato in una ciotola e quando la panna avrà preso bollore, versatela sul cioccolato e lasciate riposare qualche minuto, dopodichè mescolate il tutto fino ad avere una crema densa; lasciate raffredare completamente mescolando ogni tanto, quindi aggiungete il mascarpone e di nuovo mescolate con una spatola fino a che l'avrete perfettamente incorporato, a questo punto montate la panna e aggiungete anche questa alla crema.
Dovrete ottenere una crema perfettamente liscia e morbida, ma sostenuta
Ora riprendete il pan di spagna al cacao, appoggiatelo direttamente sul piatto di servizio, magari capovolgetelo così avrete sopra la superficie più piatta.
Visto che la crema sarà ancora morbida meglio rimettere l'anello sganciabile della tortiera intorno al pandispagna, in modo che la crema non scenda lungo i bordi. O, se l'avete, un cerchio da pasticceria abbastanza alto.
Versate la crema sulla superficie in uno strato omogeneo, spesso più o meno due dita, e livellatelo bene. Rimettete tutto in frigorifero per almeno un paio d'ore.
Poco prima di servire, finite il dolce.
Togliete dal frigorifero la torta, sfilate delicatamente il cerchio o l'anello della tortiera in modo che i bordi non si rovinino troppo, al limite prima passate la lama piatta di un coltello intorno ai bordi.
Prendete la frolla, che in cottura si sarà un po' unita e con le mani riducetela in piccoli pezzi.
Metteteli ben fitti sulla superficie della crema premendo leggermente in modo che non cadano.
Decorate con qualche pezzetto di oro alimentare, o con tutto quello che vi suggerisce la fantasia.
la fetta
la crema avanzerà sicuramente, io l'ho utilizzata mettendola in un paio di piccoli cerchi coppapasta, e una volta fredda, l'ho guarnita con un po' del crumble che avevo tenuto da parte e accompagnata da una salsa di pere allo zenzero.
Questo dolce è veramente goloso....al primo boccone arriva la morbidezza del pan di spagna, la cremosità voluttuosa della crema e la croccantezza del crumble.....
assaporandolo mi è tornata in mente una frase del libro di Joanne Harris , Chocolat:
"L'odore del cioccolato è travolgente con il suo ricco aroma polposo che scende giù per la gola in una squisita scia di dolcezza...|"
ecco, questo dolce è davvero travolgente...
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