Consumo consapevole, la mia ricetta per l'Italia nel piatto
Il consumo consapevole ha a che fare con l'acquisto di prodotti o servizi che tengano conto anche della sostenibilità. In ambito alimentare si può dire che le nostre scelte sono in gran parte dettate dall'abitudine, dall'esperienza e dai condizionamenti sociali.
Noi che viviamo in un paese "ricco" rispetto al sud del mondo, tendiamo a mangiare più del necessario, e lo spreco alimentare è davvero molto alto. In che cosa consiste lo spreco alimentare? E' il malcostume di gettare via alimenti che invece possono essere comunque utilizzati quindi, alla fine, un gran spreco di risorse.
Dunque cerchiamo di essere creativi, perchè dagli scarti possono nascere piatti davvero gustosi.
L'Italia nel piatto ha deciso di aprire questo nuovo anno dedicando il mese di Gennaio al consumo consapevole.
Veniamo dalle tavole delle festività, dal cibo cucinato in abbondanza e sicuramente qualcosa è rimasto in frigorifero, resto delle preparazioni.
A me è rimasta la carne del bollito.
La ricetta che pubblico è semplicemente quella che mia madre usava per poter consumare la carne del bollito. Alla maniera friulana, con tante spezie e tante cipolle, il tutto annaffiato da un buon Merlot.
Lesso rifatto, con polenta bianca
per 3 o 4 persone
700/800 g di carne avanzata dal brodo (nel mio caso biancostato e muscolo)
2 grosse cipolle bionde
1 costa di sedano
1 piccola carota
1 spicchio d'aglio
2 foglie di alloro
1 cucchiaino di bacche di ginepro
3 chiodi di garofano
1 pezzetto di cannella
1 cucchiaino di pepe nero in grani
una scatola di pomodori pelati o polpa pronta
1 bicchiere di vino rosso ( per me Merlot)
un pizzico di sale
poco olio d'oliva
Tagliate a pezzi regolari la carne bollita, ancora ben fredda da frigorifero. In questo modo si potrà tagliare agilmente senza che si rompa o sbricioli.
Mondate le cipolle e affettatele.
Mondate e lavate anche carota e sedano e riducetele in un trito molto sottile, non si dovranno vedere una volta pronto il piatto.
Scaldate un goccio d'olio, unite il trito di sedano e carota e le cipolle affettate, le foglie di alloro, lasciate insaporire qualche minuto finchè le cipolle iniziano ad ammorbidirsi, aggiungete le spezie e la carne e lasciate cuocere il tutto ancora qualche minuto.
Sfumate con il vino rosso e fate evaporare. Unite i pomodori pelati o la polpa pronta di pomodoro, regolate di sale e coprite il tegame.
Cuocete a fuoco dolce in modo che il sugo si restringa e le cipolle siano morbide ma ancora visibili.
Servite ben caldo con abbondante pane, meglio ancora con della polenta. A casa mia si fa bianca, ma anche gialla è perfetta.
P.S. Questa era la carne bollita da cui sono partita:
Liguria. https://arbanelladibasilico.blogspot.com/2023/01/coste-di-bietole-ripiene-per-litalia.html
Lombardia. https://www.pensieriepasticci.it/2023/01/pancotto-lombardo-alluovo-pancott-maridaa.html
Trentino-Alto Adige.
https://profumiecolori.blogspot.com/2023/01/la-panada.html
Veneto. https://www.ilfiordicappero.com/2023/01/insalata-di-nervetti.html
Emilia-Romagna https://zibaldoneculinario.blogspot.com/2023/01/collo-di-gallina-ripieno.html
Toscana. https://acquacottaf.blogspot.com/2023/01/trippa-alla-montalcinese-con-lo.html
Umbria. https://www.dueamicheincucina.it/2023/01/fave-con-le-cotiche.html
Lazio. https://www.merincucina.it/2023/01/minestra-di-pane-sotto.html
Abruzzo. https://unamericanatragliorsi.com/2023/01/pane-in-galluccio-ricetta-tipica-abruzzese.html/
Molise.
https://tartetatina.it/2023/01/02/pancotto-alla-contadina-molisano/
Campania. https://fusillialtegamino.blogspot.com/2023/01/involtini-di-cotiche-di-maiale.html
Puglia. https://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2023/01/fegato-allarancia.html
Basilicata. https://www.quellalucinanellacucina.it/acquasale-con-lampascioni-e-peperoni-cruschi
Calabria.
https://ilmondodirina.blogspot.com/2023/01/suzu-calabrese.html
Sicilia.
https://www.profumodisicilia.net/2023/01/02/pane-fritto-alla-siciliana/
Sardegna. https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2023/01/su-pani-indorau.html
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Mezzi rigatoni e scarti aromatici di un cavolfiore.
L'idea è di cucinare con quello che dovrebbero essere scarti derivati dalla pulizia delle verdure, o di quello che normalmente non si utilizza quasi mai. Eppure in cucina non si dovrebbe buttare nulla in teoria, ma forse siamo diventati troppo "pasciuti" per pensare di dover usare anche lo scarto. Le nostre nonne e probabilmente anche le nostre madri ottimizzavano tutto, cercando di sprecare il minimo durante i tempi molto difficili della guerra e del dopoguerra. Ma anche i giorni che stiamo vivendo tutti in questo momento storico sono difficili per molti versi, per la mancanza di libertà soprattutto, e per l'inquietudine oltre al dolore per quelle migliaia di morti. E visto che dobbiamo restare a casa, all'idea di Alessandra e Greta, ho fatto la Ola seduta sul divano, poi ho aperto il frigo in cerca di una idea. La spesa di questi tempi si fa ad ostacoli e dovendosi accontentare parecchio per giunta, il mio frigo in questo momento offre come papabile alla bisogna un bel cavolfiore bianco, un piccolo sedano rapa, un piccolo finocchio che sta rinsecchendo, e qualche altra verdura che però non ha scarti a sufficienza. Andata, opto per il cavolfiore. Lo divido in cimette, separo le foglie dal torsolo e mi soffermo un attimo a guardarlo lì, davanti a me sul tagliere, smembrato e sezionato, pensando a come aggiungere sapore a quel torsolo e a quelle foglie, e la lampadina si accende.
Mezzi rigatoni e scarti aromatici di un cavolfiore
per 2/3 persone
250 g di mezzi rigatoni (o altro formato a piacere)
torsolo e foglie di un piccolo cavolfiore bianco
un goccio d'olio
poco parmigiano grattugiato
per il brodo aromatico:
1 carota
2 coste di sedano
2 porri, la parte bianca
1 scalogno
la metà di un piccolo finocchio
un pezzetto di sedano rapa
una grossa cipolla
1 rametto di basilico
2 fettine piccole di porcini secchi (fatte rinvenire)
2 bastoncini di lemongrass
1 pezzetto di circa 3 o 4 cm di zenzero fresco
1 bacca di anice stellato
1 peperoncino fresco privato dei semi
1 cucchiaino abbondante di pepe nero del Madagascar (o altro, aromatico)
1 spicchio d'aglio
sale grosso
3 l. d'acqua
per completare:
1 cucchiaio abbondante di sesamo nero
1 albume
1 cucchiaio abbondante di semola
Dividete il cavolfiore in cimette che userete per altre preparazioni.
Conservate il torsolo e le foglie più belle, scartando quelle più esterne e coriacee. Lavate bene il tutto e tenete da parte.
Mondate e lavate tutte le verdure e gli ingredienti aromatici per il brodo, riducete tutto a pezzetti o a rondelle.
Mettete a bollire l'acqua. In una larga padella scaldate un filo d'olio, quindi unite tutte le verdure e gli altri ingredienti e fate insaporire per 5 o 6 minuti
poi trasferite le verdure nell'acqua bollente, aggiungete un paio di cucchiai di sale grosso, coprite e fate sobbollire dolcemente per almeno un'ora buona.
Nel frattempo scegliete qualche foglia fra le più sane e carnose, sbollentatele per un paio di minuti, scolate e e lasciatele asciugare ben allargate su un canovaccio pulito.
Tagliate sottilmente il torsolo del cavolfiore
Mettetelo in una padella con un filo d'olio e il resto delle foglie, lasciate insaporire quindi bagnate con un paio di mestoli di brodo fatti passare da un colino a maglia fine.
Salate leggermente e portate a cottura pian piano, aggiungendo dell'altro brodo man mano che il fondo si asciuga. Dovrete lasciarlo abbastanza lento.
Riprendete le foglie che avete sbianchito, tagliatele a fettine non troppo sottili, passatele nell'albume leggermente sbattuto e poi nella semola
Friggetele in un piccolo pentolino, in olio d'oliva, finchè saranno dorate ma ancora croccanti. Lasciatele su un piatto coperto di carta assorbente.
In un altro padellino tostate il sesamo nero per un paio di minuti, mescolando sempre. Togliete dal padellino e lasciatelo raffreddare su un piattino.
Filtrate il brodo e aggiungete dell'altra acqua calda in quantità sufficiente per poterci cuocere la pasta. Riportate a ebollizione e calate la pasta.
Mentre la pasta cuoce, col minipimer frullate a crema il torsolo e rimettete il tutto in una larga padella antiaderente insieme a un filo d'olio e un paio di cucchiai di parmigiano grattugiato.
3 o 4 minuti prima che la cottura sia completa, prelevate la pasta e mettetela dentro la padella con la crema, aggiungete un altro mestolino del brodo di cottura e iniziate a mantecare la pasta, aggiungendo altro liquido se fosse necessario, fino a cottura completata.
Mettete nei piatti, aggiungete le foglie croccanti e una spolverata di sesamo tostato.
il sapore del cavolfiore resta, smorzato dal brodo aromatico. Il lemongrass nel brodo regala un profumo delicatissimo che tuttavia non pervade, anzi, è piacevolissimo.
Per correttezza vi dico l'idea del brodo mi è venuta perchè ho un bellissimo libro sui brodi moderni, e ho voluto sperimentare.
cucinare con gli avanzi
Certo, a volte mi capita di non riuscire a fare la spesa e quindi mi succede di restare sguarnita, ma il più delle volte capita l'inverso.
Ma in cucina, ovviamente, non si butta nulla. Mai. Almeno, questa è la mia regola.
Così, riorganizzando il frigorifero, mi sono trovata con qualche avanzo dall'ultimo pranzo di famiglia. Una tazza di besciamella, un cuore di verza, 3 o 4 salamelle mantovane, qualche sfoglia di pasta fresca che avevo comprato dal mio pastaio di fiducia, per fare le lasagne. Le sue sono grandi, a misura di teglia, comodissime per me. Come sempre, per paura che la roba mi manchi quando ho ospiti, preferisco abbondare. Nella scatola dei formaggi poi stazionava da troppo tempo un pezzetto di gorgonzola....
Così, ho pensato di utilizzare tutto per una cosa tipo questa
Lasagnette invernali
il cuore di una verza, circa 300 gr
4 salamelle mantovane (in alternativa 300 gr di salsiccia a nastro)
1 tazza media di besciamella
3 grandi sfoglie di pasta fresca da lasagna,
(6 se sono di quelle piccole, rettangolari)
1 cipolla
70 gr gorgonzola
mezzo bicchiere abbondante di vino bianco
1 spicchio d'aglio
poco latte
parmigiano grattugiato
poco olio, sale, pepe
foglioline di salvia per decorare
Prendete la verza e riducetela a striscioline, lavatela e lasciatela sgrondare l'acqua in un colapasta. Scaldate un poco di olio con l'aglio e aggiungete le verze, mescolate affinchè prendano calore e calino un poco, quindi salate, pepate e coprite la padella. Lasciate cuocere a fuoco basso finchè son morbide e asciutte, ma non sfatte. Tenete in caldo.
In una larga padella scaldate un goccio d'olio, poco. Aggiungete la cipolla affettata, le salamelle (o la salsiccia) sbriciolate e lasciate rosolare abbastanza a lungo, finchè il tutto è ben rosolato.
Sfumate con il vino bianco, assaggiate ed eventualmente regolate di sale e di pepe. Lasciate asciugare bene e tenete in caldo anche questa preparazione.
Mettete la besciamella in un pentolino, aggiungete un goccio di latte, non troppo, serve solo a stemperare la besciamella, e il gorgonzola a pezzetti. Lasciate scaldare bene tutto e mescolate fino ad avere una salsa morbida, densa ma non troppo.
Tagliate le sfoglie in rettangoli, badando che stiano nel piatto.
In una larga teglia cuocete le sfoglie una a una, prelevatele aiutandovi con un cucchiaio di legno o una spatolina, asciugatele un attimo su un canovaccio pulito e componete il piatto.
Per prima cosa mettete un poco di salsa al gorgonzola sul fondo, poi adagiatevici sopra la prima sfoglia,
cospargetela con un paio di cucchiaiate di salsa, quindi con la salsiccia ed infine con la verza e il parmigiano.
Ripetete questa operazione con tutte le tre sfoglie.
Colorate con qualche fogliolina di salvia, o altro a piacere, e servite ben caldo.
Beh, mi è piaciuto molto, un vero piatto unico, e proprio saporito. Tipicamente invernale, e con la pioggia che batteva fuori dalla finestra, anche molto confortante...










