Pasqua
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anche per quest'anno è stata archiviata. E io finalmente riesco a ritgliarmi un paio d'ore da tutti gli impegni per aggiornare il blog.
Una Pasqua tranquilla, fredda il tanto che bastava a farti stare volentieri a casa, al calduccio. Un poco tribolata perchè mia mamma è stata poco bene. Niente di grave, solo un malessere dovuto alla sua età e ai dolori che la tormentano da un po'.
Appurato che non era nulla di preoccupante, ci siamo relativamente tranquillizzati ed abbiamo cominciato.
con l'aperitivo
Salsiccia brioché
liberamente tratta dal libro Fait Maison -Classiques d'hier et d'aujourd'hui
250 gr farina (ho usato la Garofalo W 260)
15 gr zucchero a velo
1 gr sale
1 bustina di lievito Mastro Fornaio
2 tuorli
100 cc di latte tiepido + quello per spennellare
80 gr burro a pomata
250 gr circa di salsicccia grossa
in una ciotola, se avete l'impastatrice meglio, mescolate la farina, lo zucchero, il lievito, il sale. Aggiungete i rossi leggermente sbattuti, il latte tiepido e mescolate il tutto con la forchetta o una spatola, aggiungendo pian piano il burro morbido.
Impastate a mano direttamente nella ciotola, fino a che la pasta sarà consistente ma modbida e perfettamente liscia. Se vi sembra troppo dura, aggiugete un goccio di latte, se al contrario è troppo morbida, aggiungete un poco di farina.
Coprite la ciotola e mettetela a lievitare in un luogo tiepido, coperta con un canovaccio, per circa un'ora, un'ora e mezza. O quantomeno finchè raddoppia di volume.
Dopodichè rovesciate la pasta su un piano infarinato e lavoratela per un po' impastandola con le mani.. Quindi stendetela con il mattarello ben infarinato, fino ad avere un rettangolo abbastanza regolare.
Spellate la salsiccia,, rotolatela nella farina in modo che ne sia ben ricoperta e allungatela in due file allineate sulla pasta stesa. Ripiegate i due lembi di pasta sulla salsiccia e richiudete bene le estremità.
Trasferite il rotolo in uno stampo da plumcake foderato di carta forno, con un pennello spennellate delicatamente la superficie della brioche con un goccio di latte e infornate a 180° statico. E' cotto dopo circa 45/50 minuti, dipende dal forno. Togliete dal forno, lasciate intiepidire poi sformate la brioche su una gratella fino a completo raffreddamento.
e che Pasqua sarebbe senza le uova?? E' che non ho avuto il tempo di colorare le uova, e allora ho scartabellato nei miei ritagli e ho trovato una vecchissima ricetta di Cucinare bene che faceva al caso mio.
Uova di quaglia impanate e fritte
per 6 persone
18 uova di quaglia (un piccolo plateau)
250 gr ricotta romana
3 cucchiai di parmigiano
1 cucchiaio di pecorino (non l'ho messo)
2 uova intere
1 tuorlo
100 gr farina
una grattatina di noce moscata
sale, pepe
pane grattugiato
cuocete le uova di quaglia facendole bollire partendo da acqua fredda, per 5 minuti, lasciatele raffreddare una decina di minuti in una ciotola di acqua fredda , quindi armatevi di pazienza e sgusciatele tenendole sotto il getto del rubinetto. Tenete da parte.
Setacciate la ricotta in una ciotola, aggiungete il parmigiano, il pecorino, il tuorlo, la noce moscata, il sale e il pepe. Unite 30 gr di farina e mescolate bene con la forchetta fino ad avere un impasto di ricotta ben amalgamato e abbastanza sodo da poter essere manipolato senza problemi.
Mettete la restante farina in un largo piatto, rotolateci dentro più volte le uova di quaglia sode in modo che siano ben ricoperte. A parte sbattete le due uova intere e in un altro recipiente mettete il pane grattugiato.
Ungete le mani con un poco di olio , prendete un poco di impasto di ricotta, appiattitelo leggermente sul palmo della mano e appoggiatevi in mezzo un uovo, rivestitelo completamente col composto di ricotta, rotolandolo fra le mani e cercando di dargli una forma ovoidale.
Passate le polpette di uova e ricotta infarinate nell'uovo sbattuto e subito rotolatele nel pane grattugiato. allineate bene tutte le uova su un vassoio ricoperto di alluminio.
Una volta terminato, fate fare alle uova una sosta di mezz'oretta in freezer. Un riposo gelato che servirà ad evitare che, friggendo, la ricotta si sciolga..
Poco prima di servire, friggete le uova ricoperte, tolte direttamente dal freezer, in olio di arachidi tenendole sotto se tendessero a stare in superficie. Lasciate che si dorino bene dappertutto e scolatele su un foglio di cartapaglia o carta assorbente per eliminare l'unto in eccesso Servitele ben calde.
Alla fine, se le avessi colorate, ci avrei messo sicuramente meno tempo...ma una volta letta la ricetta mi ha intrigato parecchio e non ci ho rinunciato.
Zuppa di lattuga, crema di burrata e chips di patate viola
una ricetta di Diego Crosara, aggiustata secondo i nostri gusti.
per la zuppa di lattuga
300 gr di lattuga Canasta
240 gr acqua
3 gr dado vegetale
50 gr burro
5 gr di sale
ghiaccio per l'acqua di raffreddamento
per la crema di burrata
200 gr burrata
100 gr panna liquida fresca
50 gr parmigiano grattugiano
6 gocce di salsa di soia
2 gr gelatina in fogli
per completare:
1 patata viola, meglio se grossa.
altrimenti le chips saranno troppo piccole.
portare a bollore l'acqua con il dado, immergetevi le foglie di lattuga Canasta ben lavate e scolate.
Lasciatele in ammollo nel brodo caldo qualche minuto, poi scolatele direttamente in acqua e ghiaccio conservando un poco dell'acqua di cottura.
Fondete il burro e lasciatelo intiepidire.
Prelevate la lattuga dal bagno gelato, scolatela e asciugatela su un telo o su carta da cucina, quindi frullatela con un minipimer abbastanza a lungo da avere una crema morbida ma non liquida, aiutatevi con un goccio del brodo di cottura eventualmente. Unite il burro a filo continuando a frullare.
Versate la crema di lattuga nei bicchierini che avrete scelto e mettete in frigorifero.
Pelate le patate viola, tagliatele sottilissime con la mandolina. Mettetele man mano in una ciotola di acqua fredda e lasciatele così per un paio d'ore, coperte. Vedrete che sembreranno scolorire, ma non preoccupatevi, friggendo torneranno a scurirsi. Anche se devo dire che trovare patate completamente viola è una impresa, sono tutte più o meno venate di bianco e un po' pregiudicano la resa cromatica della ricetta.
Comunque in acqua perderanno un po' del loro amido. Poco prima di completare il bicchierino, toglietele e asciugatele molto bene. Friggetele, ben distanziate fra loro, in olio di semi a 160° per pochi istanti. Dovranno essere croccanti come le patatine che si comprano in busta. Prelevatele man mano con una pinza da cucina e posatele, sempre distanziandole fra loro, su un piatto coperto un foglio di carta da cucina ad asciugare, infine salatele leggermente.
Preparate la crema di burrata. Mettete la burrata in un contenitore abbastanza alto dove si possa inserire il minipimer, e frullatela a crema. Dovrà essere perfettamente liscia. Trasferitela in una terrina, aggiungete le gocce di salsa di soia, il parmigiano grattugiato e date una mescolata per amalgamare tutto. Ammollate il foglio di gelatina in acqua fredda. Prelevate dalla dose della panna un paio di cucchiai,scaldatela in un pentolino, e quando la gelatina si è ammorbidita, strizzatela e fatela sciogliere dentro alla panna calda.
Lasciate intiepidire un attimo, poi, sempre frullando col minipimer, versatela a filo dentro la crema di burrata.
Montate la panna ben densa, aggiungetela alla crema di burrata e mescolate delicatamente con una spatola per non smontare tutto. Quando la crema è perfettamente omogenea e gonfia, trasferitela in una sac à poche dotata di beccuccio spizzato.
Riprendete i bicchieri dal frigorifero e con la sac à poche ultimateli con la crema di burrata, decorate con una chips di patate viola.
La ricetta prevedeva ricotta e burrata di bufala. Ma a me la ricotta non piace molto, in più trovare burrata e ricotta di bufala è un poco complicato, per cui ho preferito usare la classica burrata e sostituire la ricotta con della panna montata. Sicuramente l'esito è stato più delicato ma a noi è piaciouto moltissimo lo stesso.
Con le dosi indicate mi sono venuti esattamente 4 bicchierini, ma mi è avanzata un poco di crema di burrata e panna.
E siccome in cucina non si getta mai nulla, l'ho utilizzata nell'impasto di questo:
Terrina di formaggi e verdure
8/10 asparagi verdi di media pezzatura
8/10 asparagi bianchi di media pezzatura
1 grosso porro
1 carota
1 ciuffo di prezzemolo
3 o 4 foglie di basilico
4 formaggini caprini di latte vaccino
100 gr crema di burrata (sostituibili con altrettanti di mascarpone o con altro caprino vaccino)
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
3 dl panna liquida fresca
3 fogli di gelatina
sale, pepe bianco
mondate e lavate gli asparagi e la carota. Lessate le verdure senza stracuocerle. Scolatele e lasciatele raffreddare. Tagliate la carota a bastoncini per il lungo, laciate interi gli asparagi. Tenete da parte.
Sfogliate delicatamente il porro senza rompere le foglie, eliminate quelle più dure esterne. Lavatele e scottatele velocemente in acqua bollente per 5 minuti circa. Scolatele in un bagno di acqua e ghiaccio in modo che conservino il loro verde brillante, poi toglietele dall'acqua e mettetele ben distese ad asciugare su un canovaccio, copritele con un altro canovaccio e premete leggermente per asciugarle il più possibile.
Tritate finemente prezzemolo e basilico insieme, lavati e ben scolati.
Ammollate la gelatina in acqua fredda. Una volta ammorbidita prelevate un paio di cucchiai dalla dose prevista di panna, scaldatela in un pentolino e fatela sciogliere mescolando. Lasciate intiepidire mentre preparate la farcia. In una terrina frullate i formaggi con la frusta elettrica fino a renderli cremosi, aggiungete un cucchiaio abbondante di parmigiano grattugiato, la crema di burrata e continuando a frullare unite anche la gelatina sciolta nella panna che avevate lasciato intiepidire. Mescolate bene per rendere omogeneo il tutto. Montate ben ferma la panna e unitela al composto aiutandovi con una marysa, una spatola, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto per non smontare il tutto, a questo punto unite le erbe tritate e mescolate ulteriormente fino a che si siano perfettamente amalgamate, regolate di sale e di pepe bianco.
Prendete uno stampo da plumcake non troppo grande. Io ne ho usato uno 22x10 alto 6 cm. ungetelo leggermente e foderatelo con le foglie di porro sovrapponendole un poco e lasciandole debordare ai lati.
Prendete la farcia, fate un primo strato sul fondo, abbastanza uguale di spessore. allineatevi gli asparagi alternando quelli verdi a quelli bianchi, e i bastoncini di carota. Versate sopra un altro leggero strato di crema, spalmandola sopra le verdure aiutandovi con la spatola . Di nuovo un altro giro di verdure allineate e finite con l'ultimo strato di crema di formaggio, sempre spalmando in modo che copra tutti gli spazi.
Ripiegate le foglie di porro sopra la crema, premete leggermente con le mani in modo che non resti aria all'interno e date qualche leggero colpetto allo stampo, per lo stesso motivo. Sigillate con la pellicola e tenete in frigorifero fino al momento di servire. Ottima con dei crostini di pane nero o dei grissinetti al sesamo.
l'antipasto caldo è stato questo:
Flan di carciofi, crema di fave e raspadura di parmigiano
4 bei carciofi romaneschi
4 uova
1 spicchio d'aglio
50 gr parmigiano grattugiato
olio e.v. , sale, pepe
poco succo di limone
poco burro e poco pangrattato per gli stampi
per la crema di fave
300 gr fave fresche (in alternativa vanno bene anche surgelate)
1 scalogno
60 cc panna liquida fresca
poco olio
per completare: petali di raspadura di parmigiano
Pulite e mondate i carciofi, eliminate le foglie dure il più possibile, tagliateli a metà, eliminate l'eventuale fieno e metteteli a bagno in acqua acidulata col succo di limone. Lasciateli così una mezz'ora.
Dopodichè scolateli bene tagliate ogni metà a piccoli spicchi e passateli in padella con lo spicchio d'aglio e dell'olio buono, lasciateli insaporire poi aggiungete un goccio d'acqua calda, o del brodo vegetale, poco alla volta fino a che sono cotti e molto morbidi. Tenete da parte qualche spicchio per la decorazione del piatto.
Trasferiteli in un frullatore e frullateli a crema.
Lasciate raffreddare poi mettete la crema di carciofi in una ciotola, aggiungete il parmigiano grattugiato, il sale e il pepe. Separate le uova, sbattete i soli tuorli in un piatto, quindi uniteli alla crema di carciofi, mescolate bene.
Montate a neve ben ferma gli albumi e uniteli al composto mescolando delicatamente per amalgamare il tutto senza smontare troppo.
Fondete una noce di burro, con un pennello spennellate 6 stampini Domopack usa e getta, passate all'interno del pangrattato in modo da ricoprirli.
Distribuite l'impasto di carciofi negli stampini, arrivando quasi al bordo. Cuocete in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti. Sono pronti quando al tatto sono sodi.
Mentre il flan cuoce, sgusciate le fave, cuocetele in abbondante acqua salata finchè sono morbide, scolatele, eliminate la pellicina. Spelate lo scalogno, tritatelo e rosolatelo in una padella, aggiungete le fave sgusciate tenendone qualcuna da parte per la decorazione, abbassate il fuoco e fate cuocere per altri 10 minuti aggiungendo poca acqua calda.
Passate le fave al frullatore, incorporando la panna liquida e regolando di sale.
Distribuite la crema velando a specchio i piattini, appoggiatevi un piccolo flan, e completate con petali di raspadura, uno spicchio di carciofo e qualche favetta sgusciata che avete tenuto da parte.
il primo
Nidi di tagliolini gratinati agli asparagi e crema di parmigiano
per 6 persone
350/400 gr tagliolini freschi all'uovo
2 mazzetti di asparagi verdi
1 mazzetto di asparagi bianchi
2 cipollotti freschi
250 gr parmigiano grattugiato
latte q.b.
burro
sale, pepe
mondate e lavate gli asparagi, tagliateli a pezzetti lasciando intere le punte.
In una padella stufate i cipollotti freschi, lavati, asciugati e tagliati a rondelle, in una abbondante noce di burro.
Unite gli asparagi preparati e lasciate insaporire, salate, date una macinata di pepe bianco, aggiungete poca acqua calda o brodo vegetale e lasciate cuocere a fuoco basso, coperti. Ogni tanto controllate che il fondo non si asciughi troppo, altrimenti aggiungete altra acqua o brodo, poca alla volta. Portate a cottura in modo che siano teneri ma consistenti. Prelevatene una buona metà e frullatela a crema.
Mettete il parmigiano in un pentolino, aggiungete il latte fino a coprire tutto. Mettete sul fuoco e fate sciogliere il formaggio fino a che tutto diventerà una crema densa ma fluida. Regolatevi se fosse troppo liquido aggiungete dell'altro parmigiano, oppure dell'altro latte se la salsa fosse troppo densa. Tenete in caldo.
Cuocete i tagliolini, facendo attenzione che non scuociano. Un paio di minuti e sono pronti, scolateli e conditeli con la crema di asparagi, metà della crema di parmigiano e una noce di burro, mescolate bene e poi arrotolateli a nido posandoli nelle pirofiline da forno, aggiungete nel centro del nido agli altri asparagi e un paio di cucchiaiate di crema di parmigiano.
Lasciateli qualche minuto sotto il grill del forno, in modo che prendano leggermente colore e serviteli ben caldi.
I secondi:
Filetto di maiale in crosta di patate
da Il meglio di Sale&Pepe - Arrosti di festa
1 filetto di maiale (il mio pesava 600 gr.)
2 grosse patate
2 cucchiai farina
2 cucchiai di senape al pepe verde
qualche rametto di timo
sale, pepe
poco olio e.v.
poco burro
In una larga padella rosolate in olio e burro il filetto. Quando è ben dorato da tutte le parti, toglietelo dalla padella e appoggiatelo su un tagliere, spalmatelo dappertutto con la senape al pepe verde.
Pulite le patate, grattugiatele con la grattugia a fori grossi. Radunate tutto in una ciotola, mescolatele coni due cucchiai di farina, un pizzico di sale e una macinata di pepe nero.
Distribuite le patate su un foglio di carta forno posato direttamente su una teglia da forno. Formate, sulla carta un rettangolo a misura del filetto e cospargetelo di foglioline di timo e premete leggermente per compattare tutto..
Mettete il filetto sulle patate, non troppo nel centro, lasciando un lato di patate più largo.. Aiutandovi con la carta del forno ricoprite il filetto con le patate del lato più largo. Controllate che il filetto sia completamente ricoperto e sigillate le estremità, premendo bene ed eliminando eventuali eccedenze di patate. Lasciatelo sulla carta e cuocete in forno a 200° ventilato finchè le patate sono ben dorate.
Togliete dal forno, affettate e servite subito accompagnandolo con una insalatina.
Mini pie di carne
queste le ho fatte perchè mio marito non ama molto la carne di maiale e allora ho voluto dargli una alternativa.
E' una ricetta che ho trovato in rete parecchi anni fa, l'avevo stampata, come facevo forsennatamente i primi tempi in cui navigavo, ed è rimasta sepolta per anni nel raccoglitore.
Ma è arrivato anche il suo turno. Peccato non averla fatta prima, è letteralmente strepitosa! Avreste dovuto sentire il profumo che girava per casa mentre la carne cuoceva!
Mi scuso con l'autore o l'autrice ma non me lo ero salvato. In ogni caso, onore al merito, è una grande idea!
per 8 tortini
5 ossibuchi di vitello, non troppo grossi
1 carota
2 coste di sedano
1 cipolla bionda abbastanza grande, o due piccole
2 spicchi d'aglio
1 cucchiaino di bacche di coriandolo, pestate nel mortaio
salvia e rosmarino
1 cucchiaio salsa di soia
1 bicchiere di vino bianco
poca farina
poco burro
olio e.v. sale e pepe
per la pasta:
400 gr farina 0 (ho usato la garofalo W 260)
80 ml olio e.v. di buona qualità
80 ml acqua
1 uovo intero
1 pizzico di sale
qualche rametto di timo
lavate bene gli ossibuchi per eliminare tracce di ossa dovute al taglio, asciugateli accuratemente e dividete la carne dalle ossa, tenete queste ultime da parte. Con un coltello affilato tagliate ed eliminate le parti esterne nervose e riducete tutto a piccoli cubetti abbastanza regolari fra loro. Trasferite tutto in una ciotola, cospargete di sale, pepe, il coriandolo macinato e un ciuffo di salvia tritata grossolanamente. Mescolate tutto coprite e lasciate riposare per un'ora circa al fresco, in modo che la carne si insaporisca.
Trascorso il tempo, mettete della farina in una capiente ciotola e aggiungeteci i cubetti di carne, scuotete o mescolate tutto per bene in modo che si infarinino completamente, poi passate i cubetti al setaccio per eliminare eccedenze di farina.
Tritate finissimamente sedano, carota e cipolla e fateli stufare in un goccio d'olio caldo, con gli spicchi d'aglio per qualche minuto, poi quando il tutto inizia a sfrigolare, spegnete e tenete da parte. In un'altra larga padella scaldate un goccio d'olio, aggiungete la carne e fatela dorare da tutti i lati, mescolando ogni tanto in modo che non attacchi alla padella. Sfumate la carne con il vino bianco e quando è evaporato, aggiungete le verdure stufate, lasciate insaporire, poi copritele a filo con del brodo di carne se l'avete, o dell'acqua calda.
Aggiungete la salsa di soia e due rametti di rosmarino lavati e asciugati. Unite anche le ossa con il midollo tenute da parte. Coprite il tegame e portate a cottura rabboccando il liquido se il tutto si asciugasse troppo, e mescolando ogni tanto affinchè non si attacchi. A metà cottura, togliete le ossa dal tegame, con un cucchiaino ricavate il midollo ormai cotto e aggiungetelo alla carne in cottura. Eiminate le ossa.
Cuocete per più di un'ora e mezza, fino a quando la carne sarà molto tenera, tanto da disfarsi e il fondo si sarà assorbito per la maggior parte.
Eliminate il più possibile gli aghi di rosmarino e lasciate raffreddare.
Nel frattempo preparate la pasta. Io ho messo tutti gli ingredienti nel Kenwood, e ho impastato a bassa velocità fino a quando la pasta si è raccolta a palla. Allora l'ho tolta dall'impastatrice, avvolta nella pellicola e messa a riposare in frigorifero per un'oretta.
Una volta che la pasta ha riposato, stendetela col mattarello come per le crostate.
Imburrate e infarinate degli stampini Domopack.
Con un tagliapasta rotondo o con altro, ricavate dei pezzi di pasta con i quali foderare gli stampini. La pasta deve arrivare più su del bordo perchè poi dovrà saldarsi con la pasta di chiusura.
Riempite gli stampi foderati di pasta con la carne ormai fredda.
Dalla pasta ricavate dei dischetti più piccoli. Appoggiateli sopra alla carne, premete leggermente per fare uscire eventuale aria e sigillate premendoli tutto intorno con la pasta debordante dallo stampo. Controllate che non ci siano aperture da nessuna parte per evitare fuoriscite.
Cuocete in forno statico a 180/200° fino a che sono ben dorati.
Mangiate le mini pie tiepide.
Se le fate in anticipo basterà solo passarle qualche minuto nel forno caldo e torneranno fragranti come appena fatte.
La ricetta parlava genericamente di carne di vitello e di una Pie intera. Io ho scelto la carne degli ossibuchi perchè è molto più mostosa e morbida, e visto che doveva essere chiusa in uno scrigno secco mi è sembrata più indicata e ho preferito fare le monoporzioni, più facili da mangiare e più belle da presentare.
Credo che possano andare bene anche nei buffets
e infine il dolce, oltra alla solita colomba:
Dacquoise al pistacchi, crema pasticcera all'arancia e frutti rossi
liberamente ispirata a una ricetta di Montersino
per la dacquoise:
140 gr albumi (circa 3 di uova grandi)
80 gr zucchero semolato
130 gr farina di pistacchi
35 gr maizena
90 gr zucchero a velo
per la crema pasticcera all'arancia:
la scorza di una arancia grattugiata
il succo di mezza arancia
3 tuorli
250 ml latte
125 gr zucchero
25 gr farina
1 cucchiaino estratto di vaniglia
per completare:
frutti rossi a piacere
200 ml panna liquida fresca
foglie di menta fresca
preparate la dacquoise. Montate gli albumi a temperatura ambiente, con lo zucchero semolato fino ad ottenere una meringa molto soda.
Setacciate la farina di pistacchi insieme alla maizena e allo zucchero a velo.
Pian piano, molto piano e con pazienza, aggiungetela alla meringa mescolando delicatamente con una spatola, con un movimento dal basso verso l'alto per non farla smontare.
Una volta pronta, versate tutto in uno stampo di silicone a piacere, basta che la dacqouise si stenda in uno strato non troppo alto, in modo che possa cuocere bene.
Cuocete in forno a 180° per circa 20 minuti, mezz'ora.
Togliete dal forno e lasciate raffreddare, quindi sformatela sul piatto di servizio con molta cautela, è davvero delicata.
Quando si sarà raffreddata completamente, con un cucchiaio scavate dolcemente la superficie eliminando un poco di dacqouise per fare spazio alla crema pasticcera.
Grattugiate, direttamente nel pentolino del latte, la buccia di una arancia non trattata, lavata, spazzolata sotto l'acqua corrente e asciugata. Mettete a scaldare il latte. Nel frattempo con le fruste elettriche montate i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare bianchi e spumosi, aggiungete la farina setacciandola e l'estratto di vaniglia. Quando il latte è caldo, filtratelo dalla scorza e versatelo sulle uova montate. Mescolate bene tutto e riportate il pentolino sul fuoco, fate cuocere la crema a fuoco dolce, aggiungete anche il succo filtrato della mezza arancia. Quando la crema si addensa lasciate cuocere qualche minuto mescolando in modo che non attacchi e spegnete. Se non la utilizzate subito, se la fate la sera prima, copritela a diretto contatto con la pellicola trasparente e tenetela in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.
Prendete la dacquoise, spalmate la crema pasticcera sulla superficie che avete svuotato e livellate tutto.
Decorate con i frutti rossicome più vi piace.
Montate 200 ml di panna fresca con poco zucchero a velo, e con una sac à poche fate dei ciuffetti a riempimento fra la frutta.
Decorate con due o tre foglioline di menta fresca.
Ci è piaciuta molto! Non ne ho salvata nemmeno una microfettina per le mie voglie di dolce notturne....
Ecco, è tutto.
E ora mi riprendo...fino alla prossima festa...
Una Pasqua tranquilla, fredda il tanto che bastava a farti stare volentieri a casa, al calduccio. Un poco tribolata perchè mia mamma è stata poco bene. Niente di grave, solo un malessere dovuto alla sua età e ai dolori che la tormentano da un po'.
Appurato che non era nulla di preoccupante, ci siamo relativamente tranquillizzati ed abbiamo cominciato.
con l'aperitivo
Salsiccia brioché
liberamente tratta dal libro Fait Maison -Classiques d'hier et d'aujourd'hui
250 gr farina (ho usato la Garofalo W 260)
15 gr zucchero a velo
1 gr sale
1 bustina di lievito Mastro Fornaio
2 tuorli
100 cc di latte tiepido + quello per spennellare
80 gr burro a pomata
250 gr circa di salsicccia grossa
in una ciotola, se avete l'impastatrice meglio, mescolate la farina, lo zucchero, il lievito, il sale. Aggiungete i rossi leggermente sbattuti, il latte tiepido e mescolate il tutto con la forchetta o una spatola, aggiungendo pian piano il burro morbido.
Impastate a mano direttamente nella ciotola, fino a che la pasta sarà consistente ma modbida e perfettamente liscia. Se vi sembra troppo dura, aggiugete un goccio di latte, se al contrario è troppo morbida, aggiungete un poco di farina.
Coprite la ciotola e mettetela a lievitare in un luogo tiepido, coperta con un canovaccio, per circa un'ora, un'ora e mezza. O quantomeno finchè raddoppia di volume.
Dopodichè rovesciate la pasta su un piano infarinato e lavoratela per un po' impastandola con le mani.. Quindi stendetela con il mattarello ben infarinato, fino ad avere un rettangolo abbastanza regolare.
Spellate la salsiccia,, rotolatela nella farina in modo che ne sia ben ricoperta e allungatela in due file allineate sulla pasta stesa. Ripiegate i due lembi di pasta sulla salsiccia e richiudete bene le estremità.
Trasferite il rotolo in uno stampo da plumcake foderato di carta forno, con un pennello spennellate delicatamente la superficie della brioche con un goccio di latte e infornate a 180° statico. E' cotto dopo circa 45/50 minuti, dipende dal forno. Togliete dal forno, lasciate intiepidire poi sformate la brioche su una gratella fino a completo raffreddamento.
e che Pasqua sarebbe senza le uova?? E' che non ho avuto il tempo di colorare le uova, e allora ho scartabellato nei miei ritagli e ho trovato una vecchissima ricetta di Cucinare bene che faceva al caso mio.
Uova di quaglia impanate e fritte
per 6 persone
18 uova di quaglia (un piccolo plateau)
250 gr ricotta romana
3 cucchiai di parmigiano
1 cucchiaio di pecorino (non l'ho messo)
2 uova intere
1 tuorlo
100 gr farina
una grattatina di noce moscata
sale, pepe
pane grattugiato
cuocete le uova di quaglia facendole bollire partendo da acqua fredda, per 5 minuti, lasciatele raffreddare una decina di minuti in una ciotola di acqua fredda , quindi armatevi di pazienza e sgusciatele tenendole sotto il getto del rubinetto. Tenete da parte.
Setacciate la ricotta in una ciotola, aggiungete il parmigiano, il pecorino, il tuorlo, la noce moscata, il sale e il pepe. Unite 30 gr di farina e mescolate bene con la forchetta fino ad avere un impasto di ricotta ben amalgamato e abbastanza sodo da poter essere manipolato senza problemi.
Mettete la restante farina in un largo piatto, rotolateci dentro più volte le uova di quaglia sode in modo che siano ben ricoperte. A parte sbattete le due uova intere e in un altro recipiente mettete il pane grattugiato.
Ungete le mani con un poco di olio , prendete un poco di impasto di ricotta, appiattitelo leggermente sul palmo della mano e appoggiatevi in mezzo un uovo, rivestitelo completamente col composto di ricotta, rotolandolo fra le mani e cercando di dargli una forma ovoidale.
Passate le polpette di uova e ricotta infarinate nell'uovo sbattuto e subito rotolatele nel pane grattugiato. allineate bene tutte le uova su un vassoio ricoperto di alluminio.
Una volta terminato, fate fare alle uova una sosta di mezz'oretta in freezer. Un riposo gelato che servirà ad evitare che, friggendo, la ricotta si sciolga..
Poco prima di servire, friggete le uova ricoperte, tolte direttamente dal freezer, in olio di arachidi tenendole sotto se tendessero a stare in superficie. Lasciate che si dorino bene dappertutto e scolatele su un foglio di cartapaglia o carta assorbente per eliminare l'unto in eccesso Servitele ben calde.
Alla fine, se le avessi colorate, ci avrei messo sicuramente meno tempo...ma una volta letta la ricetta mi ha intrigato parecchio e non ci ho rinunciato.
Zuppa di lattuga, crema di burrata e chips di patate viola
una ricetta di Diego Crosara, aggiustata secondo i nostri gusti.
per la zuppa di lattuga
300 gr di lattuga Canasta
240 gr acqua
3 gr dado vegetale
50 gr burro
5 gr di sale
ghiaccio per l'acqua di raffreddamento
per la crema di burrata
200 gr burrata
100 gr panna liquida fresca
50 gr parmigiano grattugiano
6 gocce di salsa di soia
2 gr gelatina in fogli
per completare:
1 patata viola, meglio se grossa.
altrimenti le chips saranno troppo piccole.
portare a bollore l'acqua con il dado, immergetevi le foglie di lattuga Canasta ben lavate e scolate.
Lasciatele in ammollo nel brodo caldo qualche minuto, poi scolatele direttamente in acqua e ghiaccio conservando un poco dell'acqua di cottura.
Fondete il burro e lasciatelo intiepidire.
Prelevate la lattuga dal bagno gelato, scolatela e asciugatela su un telo o su carta da cucina, quindi frullatela con un minipimer abbastanza a lungo da avere una crema morbida ma non liquida, aiutatevi con un goccio del brodo di cottura eventualmente. Unite il burro a filo continuando a frullare.
Versate la crema di lattuga nei bicchierini che avrete scelto e mettete in frigorifero.
Pelate le patate viola, tagliatele sottilissime con la mandolina. Mettetele man mano in una ciotola di acqua fredda e lasciatele così per un paio d'ore, coperte. Vedrete che sembreranno scolorire, ma non preoccupatevi, friggendo torneranno a scurirsi. Anche se devo dire che trovare patate completamente viola è una impresa, sono tutte più o meno venate di bianco e un po' pregiudicano la resa cromatica della ricetta.
Comunque in acqua perderanno un po' del loro amido. Poco prima di completare il bicchierino, toglietele e asciugatele molto bene. Friggetele, ben distanziate fra loro, in olio di semi a 160° per pochi istanti. Dovranno essere croccanti come le patatine che si comprano in busta. Prelevatele man mano con una pinza da cucina e posatele, sempre distanziandole fra loro, su un piatto coperto un foglio di carta da cucina ad asciugare, infine salatele leggermente.
Preparate la crema di burrata. Mettete la burrata in un contenitore abbastanza alto dove si possa inserire il minipimer, e frullatela a crema. Dovrà essere perfettamente liscia. Trasferitela in una terrina, aggiungete le gocce di salsa di soia, il parmigiano grattugiato e date una mescolata per amalgamare tutto. Ammollate il foglio di gelatina in acqua fredda. Prelevate dalla dose della panna un paio di cucchiai,scaldatela in un pentolino, e quando la gelatina si è ammorbidita, strizzatela e fatela sciogliere dentro alla panna calda.
Lasciate intiepidire un attimo, poi, sempre frullando col minipimer, versatela a filo dentro la crema di burrata.
Montate la panna ben densa, aggiungetela alla crema di burrata e mescolate delicatamente con una spatola per non smontare tutto. Quando la crema è perfettamente omogenea e gonfia, trasferitela in una sac à poche dotata di beccuccio spizzato.
Riprendete i bicchieri dal frigorifero e con la sac à poche ultimateli con la crema di burrata, decorate con una chips di patate viola.
La ricetta prevedeva ricotta e burrata di bufala. Ma a me la ricotta non piace molto, in più trovare burrata e ricotta di bufala è un poco complicato, per cui ho preferito usare la classica burrata e sostituire la ricotta con della panna montata. Sicuramente l'esito è stato più delicato ma a noi è piaciouto moltissimo lo stesso.
Con le dosi indicate mi sono venuti esattamente 4 bicchierini, ma mi è avanzata un poco di crema di burrata e panna.
E siccome in cucina non si getta mai nulla, l'ho utilizzata nell'impasto di questo:
Terrina di formaggi e verdure
8/10 asparagi verdi di media pezzatura
8/10 asparagi bianchi di media pezzatura
1 grosso porro
1 carota
1 ciuffo di prezzemolo
3 o 4 foglie di basilico
4 formaggini caprini di latte vaccino
100 gr crema di burrata (sostituibili con altrettanti di mascarpone o con altro caprino vaccino)
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
3 dl panna liquida fresca
3 fogli di gelatina
sale, pepe bianco
mondate e lavate gli asparagi e la carota. Lessate le verdure senza stracuocerle. Scolatele e lasciatele raffreddare. Tagliate la carota a bastoncini per il lungo, laciate interi gli asparagi. Tenete da parte.
Sfogliate delicatamente il porro senza rompere le foglie, eliminate quelle più dure esterne. Lavatele e scottatele velocemente in acqua bollente per 5 minuti circa. Scolatele in un bagno di acqua e ghiaccio in modo che conservino il loro verde brillante, poi toglietele dall'acqua e mettetele ben distese ad asciugare su un canovaccio, copritele con un altro canovaccio e premete leggermente per asciugarle il più possibile.
Tritate finemente prezzemolo e basilico insieme, lavati e ben scolati.
Ammollate la gelatina in acqua fredda. Una volta ammorbidita prelevate un paio di cucchiai dalla dose prevista di panna, scaldatela in un pentolino e fatela sciogliere mescolando. Lasciate intiepidire mentre preparate la farcia. In una terrina frullate i formaggi con la frusta elettrica fino a renderli cremosi, aggiungete un cucchiaio abbondante di parmigiano grattugiato, la crema di burrata e continuando a frullare unite anche la gelatina sciolta nella panna che avevate lasciato intiepidire. Mescolate bene per rendere omogeneo il tutto. Montate ben ferma la panna e unitela al composto aiutandovi con una marysa, una spatola, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto per non smontare il tutto, a questo punto unite le erbe tritate e mescolate ulteriormente fino a che si siano perfettamente amalgamate, regolate di sale e di pepe bianco.
Prendete uno stampo da plumcake non troppo grande. Io ne ho usato uno 22x10 alto 6 cm. ungetelo leggermente e foderatelo con le foglie di porro sovrapponendole un poco e lasciandole debordare ai lati.
Prendete la farcia, fate un primo strato sul fondo, abbastanza uguale di spessore. allineatevi gli asparagi alternando quelli verdi a quelli bianchi, e i bastoncini di carota. Versate sopra un altro leggero strato di crema, spalmandola sopra le verdure aiutandovi con la spatola . Di nuovo un altro giro di verdure allineate e finite con l'ultimo strato di crema di formaggio, sempre spalmando in modo che copra tutti gli spazi.
Ripiegate le foglie di porro sopra la crema, premete leggermente con le mani in modo che non resti aria all'interno e date qualche leggero colpetto allo stampo, per lo stesso motivo. Sigillate con la pellicola e tenete in frigorifero fino al momento di servire. Ottima con dei crostini di pane nero o dei grissinetti al sesamo.
l'antipasto caldo è stato questo:
Flan di carciofi, crema di fave e raspadura di parmigiano
4 bei carciofi romaneschi
4 uova
1 spicchio d'aglio
50 gr parmigiano grattugiato
olio e.v. , sale, pepe
poco succo di limone
poco burro e poco pangrattato per gli stampi
per la crema di fave
300 gr fave fresche (in alternativa vanno bene anche surgelate)
1 scalogno
60 cc panna liquida fresca
poco olio
per completare: petali di raspadura di parmigiano
Pulite e mondate i carciofi, eliminate le foglie dure il più possibile, tagliateli a metà, eliminate l'eventuale fieno e metteteli a bagno in acqua acidulata col succo di limone. Lasciateli così una mezz'ora.
Dopodichè scolateli bene tagliate ogni metà a piccoli spicchi e passateli in padella con lo spicchio d'aglio e dell'olio buono, lasciateli insaporire poi aggiungete un goccio d'acqua calda, o del brodo vegetale, poco alla volta fino a che sono cotti e molto morbidi. Tenete da parte qualche spicchio per la decorazione del piatto.
Trasferiteli in un frullatore e frullateli a crema.
Lasciate raffreddare poi mettete la crema di carciofi in una ciotola, aggiungete il parmigiano grattugiato, il sale e il pepe. Separate le uova, sbattete i soli tuorli in un piatto, quindi uniteli alla crema di carciofi, mescolate bene.
Montate a neve ben ferma gli albumi e uniteli al composto mescolando delicatamente per amalgamare il tutto senza smontare troppo.
Fondete una noce di burro, con un pennello spennellate 6 stampini Domopack usa e getta, passate all'interno del pangrattato in modo da ricoprirli.
Distribuite l'impasto di carciofi negli stampini, arrivando quasi al bordo. Cuocete in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti. Sono pronti quando al tatto sono sodi.
Mentre il flan cuoce, sgusciate le fave, cuocetele in abbondante acqua salata finchè sono morbide, scolatele, eliminate la pellicina. Spelate lo scalogno, tritatelo e rosolatelo in una padella, aggiungete le fave sgusciate tenendone qualcuna da parte per la decorazione, abbassate il fuoco e fate cuocere per altri 10 minuti aggiungendo poca acqua calda.
Passate le fave al frullatore, incorporando la panna liquida e regolando di sale.
Distribuite la crema velando a specchio i piattini, appoggiatevi un piccolo flan, e completate con petali di raspadura, uno spicchio di carciofo e qualche favetta sgusciata che avete tenuto da parte.
il primo
Nidi di tagliolini gratinati agli asparagi e crema di parmigiano
per 6 persone
350/400 gr tagliolini freschi all'uovo
2 mazzetti di asparagi verdi
1 mazzetto di asparagi bianchi
2 cipollotti freschi
250 gr parmigiano grattugiato
latte q.b.
burro
sale, pepe
mondate e lavate gli asparagi, tagliateli a pezzetti lasciando intere le punte.
In una padella stufate i cipollotti freschi, lavati, asciugati e tagliati a rondelle, in una abbondante noce di burro.
Unite gli asparagi preparati e lasciate insaporire, salate, date una macinata di pepe bianco, aggiungete poca acqua calda o brodo vegetale e lasciate cuocere a fuoco basso, coperti. Ogni tanto controllate che il fondo non si asciughi troppo, altrimenti aggiungete altra acqua o brodo, poca alla volta. Portate a cottura in modo che siano teneri ma consistenti. Prelevatene una buona metà e frullatela a crema.
Mettete il parmigiano in un pentolino, aggiungete il latte fino a coprire tutto. Mettete sul fuoco e fate sciogliere il formaggio fino a che tutto diventerà una crema densa ma fluida. Regolatevi se fosse troppo liquido aggiungete dell'altro parmigiano, oppure dell'altro latte se la salsa fosse troppo densa. Tenete in caldo.
Cuocete i tagliolini, facendo attenzione che non scuociano. Un paio di minuti e sono pronti, scolateli e conditeli con la crema di asparagi, metà della crema di parmigiano e una noce di burro, mescolate bene e poi arrotolateli a nido posandoli nelle pirofiline da forno, aggiungete nel centro del nido agli altri asparagi e un paio di cucchiaiate di crema di parmigiano.
Lasciateli qualche minuto sotto il grill del forno, in modo che prendano leggermente colore e serviteli ben caldi.
I secondi:
Filetto di maiale in crosta di patate
da Il meglio di Sale&Pepe - Arrosti di festa
1 filetto di maiale (il mio pesava 600 gr.)
2 grosse patate
2 cucchiai farina
2 cucchiai di senape al pepe verde
qualche rametto di timo
sale, pepe
poco olio e.v.
poco burro
In una larga padella rosolate in olio e burro il filetto. Quando è ben dorato da tutte le parti, toglietelo dalla padella e appoggiatelo su un tagliere, spalmatelo dappertutto con la senape al pepe verde.
Pulite le patate, grattugiatele con la grattugia a fori grossi. Radunate tutto in una ciotola, mescolatele coni due cucchiai di farina, un pizzico di sale e una macinata di pepe nero.
Distribuite le patate su un foglio di carta forno posato direttamente su una teglia da forno. Formate, sulla carta un rettangolo a misura del filetto e cospargetelo di foglioline di timo e premete leggermente per compattare tutto..
Mettete il filetto sulle patate, non troppo nel centro, lasciando un lato di patate più largo.. Aiutandovi con la carta del forno ricoprite il filetto con le patate del lato più largo. Controllate che il filetto sia completamente ricoperto e sigillate le estremità, premendo bene ed eliminando eventuali eccedenze di patate. Lasciatelo sulla carta e cuocete in forno a 200° ventilato finchè le patate sono ben dorate.
Togliete dal forno, affettate e servite subito accompagnandolo con una insalatina.
Mini pie di carne
queste le ho fatte perchè mio marito non ama molto la carne di maiale e allora ho voluto dargli una alternativa.
E' una ricetta che ho trovato in rete parecchi anni fa, l'avevo stampata, come facevo forsennatamente i primi tempi in cui navigavo, ed è rimasta sepolta per anni nel raccoglitore.
Ma è arrivato anche il suo turno. Peccato non averla fatta prima, è letteralmente strepitosa! Avreste dovuto sentire il profumo che girava per casa mentre la carne cuoceva!
Mi scuso con l'autore o l'autrice ma non me lo ero salvato. In ogni caso, onore al merito, è una grande idea!
per 8 tortini
5 ossibuchi di vitello, non troppo grossi
1 carota
2 coste di sedano
1 cipolla bionda abbastanza grande, o due piccole
2 spicchi d'aglio
1 cucchiaino di bacche di coriandolo, pestate nel mortaio
salvia e rosmarino
1 cucchiaio salsa di soia
1 bicchiere di vino bianco
poca farina
poco burro
olio e.v. sale e pepe
per la pasta:
400 gr farina 0 (ho usato la garofalo W 260)
80 ml olio e.v. di buona qualità
80 ml acqua
1 uovo intero
1 pizzico di sale
qualche rametto di timo
lavate bene gli ossibuchi per eliminare tracce di ossa dovute al taglio, asciugateli accuratemente e dividete la carne dalle ossa, tenete queste ultime da parte. Con un coltello affilato tagliate ed eliminate le parti esterne nervose e riducete tutto a piccoli cubetti abbastanza regolari fra loro. Trasferite tutto in una ciotola, cospargete di sale, pepe, il coriandolo macinato e un ciuffo di salvia tritata grossolanamente. Mescolate tutto coprite e lasciate riposare per un'ora circa al fresco, in modo che la carne si insaporisca.
Trascorso il tempo, mettete della farina in una capiente ciotola e aggiungeteci i cubetti di carne, scuotete o mescolate tutto per bene in modo che si infarinino completamente, poi passate i cubetti al setaccio per eliminare eccedenze di farina.
Tritate finissimamente sedano, carota e cipolla e fateli stufare in un goccio d'olio caldo, con gli spicchi d'aglio per qualche minuto, poi quando il tutto inizia a sfrigolare, spegnete e tenete da parte. In un'altra larga padella scaldate un goccio d'olio, aggiungete la carne e fatela dorare da tutti i lati, mescolando ogni tanto in modo che non attacchi alla padella. Sfumate la carne con il vino bianco e quando è evaporato, aggiungete le verdure stufate, lasciate insaporire, poi copritele a filo con del brodo di carne se l'avete, o dell'acqua calda.
Aggiungete la salsa di soia e due rametti di rosmarino lavati e asciugati. Unite anche le ossa con il midollo tenute da parte. Coprite il tegame e portate a cottura rabboccando il liquido se il tutto si asciugasse troppo, e mescolando ogni tanto affinchè non si attacchi. A metà cottura, togliete le ossa dal tegame, con un cucchiaino ricavate il midollo ormai cotto e aggiungetelo alla carne in cottura. Eiminate le ossa.
Cuocete per più di un'ora e mezza, fino a quando la carne sarà molto tenera, tanto da disfarsi e il fondo si sarà assorbito per la maggior parte.
Eliminate il più possibile gli aghi di rosmarino e lasciate raffreddare.
Nel frattempo preparate la pasta. Io ho messo tutti gli ingredienti nel Kenwood, e ho impastato a bassa velocità fino a quando la pasta si è raccolta a palla. Allora l'ho tolta dall'impastatrice, avvolta nella pellicola e messa a riposare in frigorifero per un'oretta.
Una volta che la pasta ha riposato, stendetela col mattarello come per le crostate.
Imburrate e infarinate degli stampini Domopack.
Con un tagliapasta rotondo o con altro, ricavate dei pezzi di pasta con i quali foderare gli stampini. La pasta deve arrivare più su del bordo perchè poi dovrà saldarsi con la pasta di chiusura.
Riempite gli stampi foderati di pasta con la carne ormai fredda.
Dalla pasta ricavate dei dischetti più piccoli. Appoggiateli sopra alla carne, premete leggermente per fare uscire eventuale aria e sigillate premendoli tutto intorno con la pasta debordante dallo stampo. Controllate che non ci siano aperture da nessuna parte per evitare fuoriscite.
Cuocete in forno statico a 180/200° fino a che sono ben dorati.
Mangiate le mini pie tiepide.
Se le fate in anticipo basterà solo passarle qualche minuto nel forno caldo e torneranno fragranti come appena fatte.
La ricetta parlava genericamente di carne di vitello e di una Pie intera. Io ho scelto la carne degli ossibuchi perchè è molto più mostosa e morbida, e visto che doveva essere chiusa in uno scrigno secco mi è sembrata più indicata e ho preferito fare le monoporzioni, più facili da mangiare e più belle da presentare.
Credo che possano andare bene anche nei buffets
e infine il dolce, oltra alla solita colomba:
Dacquoise al pistacchi, crema pasticcera all'arancia e frutti rossi
liberamente ispirata a una ricetta di Montersino
per la dacquoise:
140 gr albumi (circa 3 di uova grandi)
80 gr zucchero semolato
130 gr farina di pistacchi
35 gr maizena
90 gr zucchero a velo
per la crema pasticcera all'arancia:
la scorza di una arancia grattugiata
il succo di mezza arancia
3 tuorli
250 ml latte
125 gr zucchero
25 gr farina
1 cucchiaino estratto di vaniglia
per completare:
frutti rossi a piacere
200 ml panna liquida fresca
foglie di menta fresca
preparate la dacquoise. Montate gli albumi a temperatura ambiente, con lo zucchero semolato fino ad ottenere una meringa molto soda.
Setacciate la farina di pistacchi insieme alla maizena e allo zucchero a velo.
Pian piano, molto piano e con pazienza, aggiungetela alla meringa mescolando delicatamente con una spatola, con un movimento dal basso verso l'alto per non farla smontare.
Una volta pronta, versate tutto in uno stampo di silicone a piacere, basta che la dacqouise si stenda in uno strato non troppo alto, in modo che possa cuocere bene.
Cuocete in forno a 180° per circa 20 minuti, mezz'ora.
Togliete dal forno e lasciate raffreddare, quindi sformatela sul piatto di servizio con molta cautela, è davvero delicata.
Quando si sarà raffreddata completamente, con un cucchiaio scavate dolcemente la superficie eliminando un poco di dacqouise per fare spazio alla crema pasticcera.
Grattugiate, direttamente nel pentolino del latte, la buccia di una arancia non trattata, lavata, spazzolata sotto l'acqua corrente e asciugata. Mettete a scaldare il latte. Nel frattempo con le fruste elettriche montate i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare bianchi e spumosi, aggiungete la farina setacciandola e l'estratto di vaniglia. Quando il latte è caldo, filtratelo dalla scorza e versatelo sulle uova montate. Mescolate bene tutto e riportate il pentolino sul fuoco, fate cuocere la crema a fuoco dolce, aggiungete anche il succo filtrato della mezza arancia. Quando la crema si addensa lasciate cuocere qualche minuto mescolando in modo che non attacchi e spegnete. Se non la utilizzate subito, se la fate la sera prima, copritela a diretto contatto con la pellicola trasparente e tenetela in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.
Prendete la dacquoise, spalmate la crema pasticcera sulla superficie che avete svuotato e livellate tutto.
Decorate con i frutti rossicome più vi piace.
Montate 200 ml di panna fresca con poco zucchero a velo, e con una sac à poche fate dei ciuffetti a riempimento fra la frutta.
Decorate con due o tre foglioline di menta fresca.
Ci è piaciuta molto! Non ne ho salvata nemmeno una microfettina per le mie voglie di dolce notturne....
Ecco, è tutto.
E ora mi riprendo...fino alla prossima festa...
antipasti
aperitivi
dolci al cucchiaio
dolci alla frutta
dolci e dessert
Pasqua
pollame
pranzi e cene
primi
ricette per le feste
secondi
terrine
la mia Pasqua
anche questi giorni di festa sono passati, molto piacevolmente, nella serenità familiare.
Ranghi ridotti perchè in forza di quel proverbio Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi, mia figlia Chiara è andata al mare con la sua famiglia.
Niente spostamenti per noi, mamma non è stata tanto bene e abbiamo preferito non allontanarci.
E appunto per questo per una volta, a Pasqua, mi sono divertita in cucina. Non capita tutti gli anni, perchè molte volte ci prendiamo una piccola vacanza in questa occasione, oppure andiamo al ristorante.
Così, fatta la conta dei presenti, ho immaginato questo menù per 6 persone.
con l'aperitivo:
per accompagnare salame e uova sode:
Focaccia gialla alle olive
100 gr farina gialla finissima fioretto
120 gr farina 00
2 rametti di rosmarino
10 gr lievito per dolci
2 uova intere
2,5 dl latte
sale, pepe macinato fresco
70 gr olive taggiasche denocciolate
Con pazienza, in una ciotola setacciate le due farine e il lievito, tritate finemente il rosmarino lavato e asciugato e aggiungetelo alle farine.
A parte, con la frusta elettrica, sbattete le uova fino ad amalgamarle, poi aggiungete il latte e stemperate bene tutto.
Aggiungete il composto di latte e uova alle farine setacciate mescolando con una frusta a mano per non fare grumi. Unite un pizzico di sale e una generosa macinata di pepe nero.
Aggiungete le olive tagliate a metà e mescolate di nuovo molto bene.
Imburrate e spolverate con la farina fioretto uno stampo a ciambella da 24 cm, versate l'impasto nello stampo e sbattetelo o scuotetelo in modo che il composto versato si pareggi, oppure, se preferite pareggiatelo con una spatola.
Cuocete in forno già caldo ventilato a 180° per 40 minuti.
Togliete dal forno, lasciate raffreddare e tagliate a fette per accompagnare salumi e uova sode.
l'antipasto:
Terrina di robiola, uova di quaglia e asparagi
da un vecchio Sale & Pepe
700/800 gr di robiola (Osella)
18/20 uova di quaglia
10 grossi asparagi verdi
1 cipollotto rosso, un po' grossino
1 cucchiaio colmo di prezzemolo e basilico tritati insieme
qualche cucchiao di latte o panna liquida
pane integrale a fette
sale, pepe bianco
qualche stelo di erba cipollina per decorare
Questa terrina va preparata la sera prima.
Cuocete gli asparagi al dente, dopo aver eliminato il fondo più duro e lavati.
Cuocete anche le uova di quaglia. Mettetele in un pentolino, copritele di acqua fredda e calcolate circa 3 minuti da quando inizia a bollire. Fate raffreddare e sgusciatele, con santissima pazienza, cercando di non rovinarle più di tanto.
Tritate finemente il cipollotto rosso e poi le erbe aromatiche,
In una ciotola lavorate la robiola con le fruste elettriche fino a farla diventare una crema, aggiungete un pizzico di sale e una generosa macinata di pepe bianco.
Foderate di carta forno bagnata e strizzata, oppure di pellicola trasparente, uno stampo da plumcake da 1 l. circa.
Copritene il fondo con le fette di pane integrale, bagnate leggermente di latte o di panna la superficie, senza esagerare.
Cominciate a fare uno strato di robiola sul pane, spalmandola con il dorso di un cucchiaio.
Allineate in due file parallele le uova di quaglia, inframmezzatele con gli asparagi sbollentati, cospargete con un poco di cipolla e di erbe tritate.
Proseguite con un altro strato di robiola a coprire bene il tutto, e continuate con le uova rimaste, la cipolla e le erbe. Coprite per bene con la robiola rimasta, e fate in modo che tutto sia ben coperto, quindi bagnate leggermente con il latte o la panna altre fette di pane e chiudete la terrina mettendole sull'ultimo strato di robiola con la parte bagnata verso il formaggio.
Premete leggermente per assestare il tutto e per evitare che rimangano spazi vuoti, coprite tutto con la pellicola e conservate in frigorifero fino al momento di servire.
Affettate, mettete nel piatto e decorate con qualche filo di erba cipollina.
il primo:
Lasagnetta in verde
ho calcolato 2 sfoglie di lasagna a testa, poi tagliate ognuna a metà
per il ragù di asparagi:
1 scalogno
2 mazzi di aspargina
1 mazzo di asparagi un po' più grossi
poco olio e una noce di burro
sale, pepe bianco
per la besciamella alla crema di piselli:
600 gr latte
60 gr burro
60 gr farina
500 gr piselli (surgelati)
1 cipollotto fresco
salvia
sale, pepe, noce moscata
poco olio e una noce di burro
per finire il piatto:
2 tuorli sodi
mondate e lavate gli asparagi, tagliateli a tocchetti irregolari, salvando a parte le punte.
In una padella scaldate un goccio d'olio, aggiungete una noce di burro e fate appassire lo scalogno tritato,
aggiungete i tocchetti di asparagi e lasciate insaporire, quindi regolate di sale e di pepe, coprite di acqua calda e cuocete una decina di minuti, dopodichè aggiungete le punte tenute da parte e portate a cottura, lasciando però il fondo un poco lento. Non cuoceteli troppo altrimenti si sfalderanno. Meglio un pochino al dente, non troppo.
In un'altra padella scaldate di nuovo un goccio d'olio, una noce di burro, aggiungete il cipollotto affettato, e lasciatelo stufaer un attimo, poi i piselli surgelati, magari date loro una sciacquata veloce sotto l'acqua fredda prima, un paio di foglioline di salvia e coprite di acqua calda. Regolate di sale e pepe e portate a cottura aggiungendo poca acqua calda alla volta se si asciugasse troppo. Lasciate lenti anche questi, ma non acquosi.
Preparate la besciamella al solito modo, fondete il burro, aggiungete la farina, lasciatela tostare poi il latte caldo e mescolate con la frusta per non fare grumi, fate sobbollire un attimo, regolate di sale, pepe e aggiungete un pizzico di noce moscata.
A questo punto, tenete da parte un poco di piselli per la decorazione del piatto, poi frullateli a crema con il minipimer.
Unite la crema di piselli alla besciamella. Mescolate in modo che il tutto sia perfettamente omogeneo.
Tenete tutto in caldo mentre preparate piatto per piatto.
Procedete ora a cuocere le lasagne. Mettete a bollire l'acqua in una capace teglia che possa contenere almeno due lasagne per volta, salate e cuocete le sfoglie qualche minuto, scolatele su un canovaccio pulito, tagliatele a metà e montate il piatto. Sul fondo un poco di asparagi, poi un quadrato di lasagna, spalmatelo con la besciamella ai piselli, un altro po' di ragù di asparagi, quindi un'altra lasagnetta e ripetete la stessa sequenza. Sopra l'ultima, una leggera spalmata di besciamella, ancora un poco di asparagi, piselli di quelli tenuti da parte e una grattugiata di tuorlo sodo a mimosa.
I secondi:
Spinacino di vitello ripieno
1 spinacino di vitello, aperto a tasca
300 gr carne di manzo tritata
100 gr mortadella tritata
100 gr carne di maiale, un po' mista, tritata
2 uova
1 ciuffo di prezzemolo
1 piccolo spicchio d'aglio
la mollica di un panino, bagnata nel latte e strizzata
2 cucchiai colmi di parmigiano grattugiato
sale, pepe,
1 pizzico di noce moscata
poco olio, poco burro
1 bicchiere di vino bianco
salvia, rosmarino, timo
per accompagnare:
agretti all'olio
1 tuorlo sodo per colorare
in una ciotola mescolate le carni tritate. Fatevele passare un paio di volte al tritacarne dal macellaio.
Unite la mortadella tritata finemente, il prezzemolo tritato con l'aglio, il parmigiano, la mollica bagnata nel latte e strizzata, salate, pepate e aggiungete un pizzico di noce moscata, le uova. Mescolate lungamente il tutto lavorandolo con le mani, poi riempite con questo impasto di carne la tasca dello spinacino.
Premete e spingete il ripieno fino in fondo il più possibile, quindi chiudete l'apertura cucendola con un poco di filo bianco.
Scaldata un goccio d'olio insieme al burro in una teglia da forno, rosolate ben bene da tutti i lati l'arrosto ripieno, aggiungete uno spicchio d'aglio, un rametto di rosmarino, qualche foglia di salvia e qualche rametto di timo fresco. Sfumate con il vino bianco, poi, una volta evaporato il vino, aggiungete un paio di mestoli di acqua calda, o se ne avete, di brodo e cuocete in forno a 180/200° rigirando l'arrosto ogni tanto e bagnandolo col suo fondo di cottura.
Servite a fette accompagnato da un nido di agretti scottati e conditi con un goccio d'olio dove metterete un tuorlo sodo o quello che vi suggerisce la fantasia.
Costolette d'agnello in frittura panata e patate rosmarine
15/20 costolette d'agnello
per la marinatura:
rosmarino q.b
timo q.b.
2 spicchi d'aglio
la scorza di un limone
poco olio, pepe
per la cottura:
2 uova
pangrattato
1 rametto di rosmarino tritato finemente
olio per friggere
sale
per le patate:
rosmarino
aglio
scorza di limone
la sera prima sistemate le costolette, eliminate eventuale grasso in eccesso e paratele.
Lavatele e asciugatele tamponandole con carta da cucina. Man mano mettetele in una ciotola, cospargetele di aghi di rosmarino, rametti di timo, pezzetti di aglio, scorza di limone, un leggero giro d'olio e una macinata di pepe.
Alla fine, con le mani, date una vigorosa mescolata a tutto, coprite e lasciate a marinare tutta la notte.
Arrivato il momento di impanare, eliminate tutti i pezzetti di scorza di limone e passate le costolette nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato a cui avrete mescolate il rosmarino tritato finemente, premete ognuna per consolidare la panatura e friggetele in olio caldo. Servitele caldissime con le patate.
Le patate al forno. Lavate e asciugate, tagliate a tocchetti, mescolate con un trito di rosmarino e aglio, messe in teglia con qualche pezzetto di scorza di limone, un giro d'olio, sale, pepe. Cotte in forno a 180/200° finché sono ben dorate.
poi ho rifatto la Faraona all'arancia con la ricetta di Barbara che avevo fatto tempo fa, e l'ho accompagnata a una bella insalata mista primaverile, con rapanelli e cipollotto fresco.
E per finire, prima qualcosa di fresco..
Ananas, arancia e kiwi al Maraschino
frutta fresca pulita, affettata, messa in un piatto da portata un po' concavo, con aggiunta di qualche cucchiaiata di Maraschino.
poi dulcis in fundo:
Tre consistenze al Blu Curaçao e mango
mezzo litro di latte
3 tuorli
80 gr zucchero
1 anice stellato
1 dl Blu Curaçao più 2 cucchiai colmi
250 gr panna liquida fresca
8 gr. gelatina in fogli
2 manghi maturi
3 gr gelatina in fogli
qualche anice stellato
qualche alchechengi
Preparate la crema inglese. Mettete a bollire il latte insieme all'anice stellato.
Nel frattempo montate le uova con lo zucchero fino a renderle belle spumose.
Unite il latte caldo a filo mescolando fino a rendere omogeneo il tutto. Rimettete su fuoco dolce e cuocete la crema sempre mescolando, se avete un termometro, portatela a 85°, altrimenti controllate che sia pronta quando vela il cucchiaio.
Ammollate la gelatina in fogli, una volta pronta, strizzatela e aggiungetela alla crema, lasciate sciogliere completamente mescolando. Unite anche il decilitro di liquore. Mescolate bene.
Togliete dal fuoco, eliminate l'anice stellato e dividete la crema in due parti. In una ciotola mettetene un terzo o poco più, e il resto nell'altra ciotola.
Alla prima ciotola con il terzo di crema, aggiungete i due cucchiai abbondanti di Curaçao, mescolate e colatela nei bicchieri facendo uno strato di circa un dito scarso, lasciate che si raffreddi un poco e mettete in frigorifero.
Lasciate completamente raffreddare il resto della crema, poi semimontate la panna e aggiungetela alla crema, mescolando con pazienza finchè è perfettamente e completamente amalgamata e il composto è omogeneo.
Riprendete i bicchieri, controllate che il primo strato di crema inglese al Curaçao sia ormai solido e colatevi sopra la bavarese cercando di fare strati più o meno alti uguali. Rimettete in frigorifero a solidificare.
Sbucciate i manghi, frullateli lungamente per ridurli a una purea perfettamente liscia, trasferitela in una terrina.
Mettete ad ammollare la gelatina.
Prendete una piccola parte della crema di mango (due o tre cucchiai) e scaldatela in un pentolino, quando è calda aggiungete la gelatina ormai morbida, ben strizzata, e fate sciogliere mescolando.
Togliete dal fuoco e sempre mescolando molto velocemente con una frusta a mano, fatela colare a filo nella crema di mango.
Riprendete ancora una volta i bicchieri dal frigorifero, controllate sempre che tutto sia ormai solido, quindi versate la crema di mango facendo un leggero strato. Coprite ogni bicchiere con la pellicola e lasciate in frigo a riposare. Meglio preparare tutto la sera prima.
Al momento di servire, decorate con un piccolo anice stellato e un alchechengi.
Questa la tavola, apparecchiata molto semplicemente da mia figlia Serena, mentre spignattavo..
Bene, passata la festa, ripartiamo...
Buon dopo Pasqua a tutti!
Ranghi ridotti perchè in forza di quel proverbio Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi, mia figlia Chiara è andata al mare con la sua famiglia.
Niente spostamenti per noi, mamma non è stata tanto bene e abbiamo preferito non allontanarci.
E appunto per questo per una volta, a Pasqua, mi sono divertita in cucina. Non capita tutti gli anni, perchè molte volte ci prendiamo una piccola vacanza in questa occasione, oppure andiamo al ristorante.
Così, fatta la conta dei presenti, ho immaginato questo menù per 6 persone.
con l'aperitivo:
per accompagnare salame e uova sode:
Focaccia gialla alle olive
100 gr farina gialla finissima fioretto
120 gr farina 00
2 rametti di rosmarino
10 gr lievito per dolci
2 uova intere
2,5 dl latte
sale, pepe macinato fresco
70 gr olive taggiasche denocciolate
Con pazienza, in una ciotola setacciate le due farine e il lievito, tritate finemente il rosmarino lavato e asciugato e aggiungetelo alle farine.
A parte, con la frusta elettrica, sbattete le uova fino ad amalgamarle, poi aggiungete il latte e stemperate bene tutto.
Aggiungete il composto di latte e uova alle farine setacciate mescolando con una frusta a mano per non fare grumi. Unite un pizzico di sale e una generosa macinata di pepe nero.
Aggiungete le olive tagliate a metà e mescolate di nuovo molto bene.
Imburrate e spolverate con la farina fioretto uno stampo a ciambella da 24 cm, versate l'impasto nello stampo e sbattetelo o scuotetelo in modo che il composto versato si pareggi, oppure, se preferite pareggiatelo con una spatola.
Cuocete in forno già caldo ventilato a 180° per 40 minuti.
Togliete dal forno, lasciate raffreddare e tagliate a fette per accompagnare salumi e uova sode.
l'antipasto:
Terrina di robiola, uova di quaglia e asparagi
da un vecchio Sale & Pepe
700/800 gr di robiola (Osella)
18/20 uova di quaglia
10 grossi asparagi verdi
1 cipollotto rosso, un po' grossino
1 cucchiaio colmo di prezzemolo e basilico tritati insieme
qualche cucchiao di latte o panna liquida
pane integrale a fette
sale, pepe bianco
qualche stelo di erba cipollina per decorare
Questa terrina va preparata la sera prima.
Cuocete gli asparagi al dente, dopo aver eliminato il fondo più duro e lavati.
Cuocete anche le uova di quaglia. Mettetele in un pentolino, copritele di acqua fredda e calcolate circa 3 minuti da quando inizia a bollire. Fate raffreddare e sgusciatele, con santissima pazienza, cercando di non rovinarle più di tanto.
Tritate finemente il cipollotto rosso e poi le erbe aromatiche,
In una ciotola lavorate la robiola con le fruste elettriche fino a farla diventare una crema, aggiungete un pizzico di sale e una generosa macinata di pepe bianco.
Foderate di carta forno bagnata e strizzata, oppure di pellicola trasparente, uno stampo da plumcake da 1 l. circa.
Copritene il fondo con le fette di pane integrale, bagnate leggermente di latte o di panna la superficie, senza esagerare.
Cominciate a fare uno strato di robiola sul pane, spalmandola con il dorso di un cucchiaio.
Allineate in due file parallele le uova di quaglia, inframmezzatele con gli asparagi sbollentati, cospargete con un poco di cipolla e di erbe tritate.
Proseguite con un altro strato di robiola a coprire bene il tutto, e continuate con le uova rimaste, la cipolla e le erbe. Coprite per bene con la robiola rimasta, e fate in modo che tutto sia ben coperto, quindi bagnate leggermente con il latte o la panna altre fette di pane e chiudete la terrina mettendole sull'ultimo strato di robiola con la parte bagnata verso il formaggio.
Premete leggermente per assestare il tutto e per evitare che rimangano spazi vuoti, coprite tutto con la pellicola e conservate in frigorifero fino al momento di servire.
Affettate, mettete nel piatto e decorate con qualche filo di erba cipollina.
il primo:
Lasagnetta in verde
ho calcolato 2 sfoglie di lasagna a testa, poi tagliate ognuna a metà
per il ragù di asparagi:
1 scalogno
2 mazzi di aspargina
1 mazzo di asparagi un po' più grossi
poco olio e una noce di burro
sale, pepe bianco
per la besciamella alla crema di piselli:
600 gr latte
60 gr burro
60 gr farina
500 gr piselli (surgelati)
1 cipollotto fresco
salvia
sale, pepe, noce moscata
poco olio e una noce di burro
per finire il piatto:
2 tuorli sodi
mondate e lavate gli asparagi, tagliateli a tocchetti irregolari, salvando a parte le punte.
In una padella scaldate un goccio d'olio, aggiungete una noce di burro e fate appassire lo scalogno tritato,
aggiungete i tocchetti di asparagi e lasciate insaporire, quindi regolate di sale e di pepe, coprite di acqua calda e cuocete una decina di minuti, dopodichè aggiungete le punte tenute da parte e portate a cottura, lasciando però il fondo un poco lento. Non cuoceteli troppo altrimenti si sfalderanno. Meglio un pochino al dente, non troppo.
In un'altra padella scaldate di nuovo un goccio d'olio, una noce di burro, aggiungete il cipollotto affettato, e lasciatelo stufaer un attimo, poi i piselli surgelati, magari date loro una sciacquata veloce sotto l'acqua fredda prima, un paio di foglioline di salvia e coprite di acqua calda. Regolate di sale e pepe e portate a cottura aggiungendo poca acqua calda alla volta se si asciugasse troppo. Lasciate lenti anche questi, ma non acquosi.
Preparate la besciamella al solito modo, fondete il burro, aggiungete la farina, lasciatela tostare poi il latte caldo e mescolate con la frusta per non fare grumi, fate sobbollire un attimo, regolate di sale, pepe e aggiungete un pizzico di noce moscata.
A questo punto, tenete da parte un poco di piselli per la decorazione del piatto, poi frullateli a crema con il minipimer.
Unite la crema di piselli alla besciamella. Mescolate in modo che il tutto sia perfettamente omogeneo.
Tenete tutto in caldo mentre preparate piatto per piatto.
Procedete ora a cuocere le lasagne. Mettete a bollire l'acqua in una capace teglia che possa contenere almeno due lasagne per volta, salate e cuocete le sfoglie qualche minuto, scolatele su un canovaccio pulito, tagliatele a metà e montate il piatto. Sul fondo un poco di asparagi, poi un quadrato di lasagna, spalmatelo con la besciamella ai piselli, un altro po' di ragù di asparagi, quindi un'altra lasagnetta e ripetete la stessa sequenza. Sopra l'ultima, una leggera spalmata di besciamella, ancora un poco di asparagi, piselli di quelli tenuti da parte e una grattugiata di tuorlo sodo a mimosa.
I secondi:
Spinacino di vitello ripieno
1 spinacino di vitello, aperto a tasca
300 gr carne di manzo tritata
100 gr mortadella tritata
100 gr carne di maiale, un po' mista, tritata
2 uova
1 ciuffo di prezzemolo
1 piccolo spicchio d'aglio
la mollica di un panino, bagnata nel latte e strizzata
2 cucchiai colmi di parmigiano grattugiato
sale, pepe,
1 pizzico di noce moscata
poco olio, poco burro
1 bicchiere di vino bianco
salvia, rosmarino, timo
per accompagnare:
agretti all'olio
1 tuorlo sodo per colorare
in una ciotola mescolate le carni tritate. Fatevele passare un paio di volte al tritacarne dal macellaio.
Unite la mortadella tritata finemente, il prezzemolo tritato con l'aglio, il parmigiano, la mollica bagnata nel latte e strizzata, salate, pepate e aggiungete un pizzico di noce moscata, le uova. Mescolate lungamente il tutto lavorandolo con le mani, poi riempite con questo impasto di carne la tasca dello spinacino.
Premete e spingete il ripieno fino in fondo il più possibile, quindi chiudete l'apertura cucendola con un poco di filo bianco.
Scaldata un goccio d'olio insieme al burro in una teglia da forno, rosolate ben bene da tutti i lati l'arrosto ripieno, aggiungete uno spicchio d'aglio, un rametto di rosmarino, qualche foglia di salvia e qualche rametto di timo fresco. Sfumate con il vino bianco, poi, una volta evaporato il vino, aggiungete un paio di mestoli di acqua calda, o se ne avete, di brodo e cuocete in forno a 180/200° rigirando l'arrosto ogni tanto e bagnandolo col suo fondo di cottura.
Servite a fette accompagnato da un nido di agretti scottati e conditi con un goccio d'olio dove metterete un tuorlo sodo o quello che vi suggerisce la fantasia.
Costolette d'agnello in frittura panata e patate rosmarine
15/20 costolette d'agnello
per la marinatura:
rosmarino q.b
timo q.b.
2 spicchi d'aglio
la scorza di un limone
poco olio, pepe
per la cottura:
2 uova
pangrattato
1 rametto di rosmarino tritato finemente
olio per friggere
sale
per le patate:
rosmarino
aglio
scorza di limone
la sera prima sistemate le costolette, eliminate eventuale grasso in eccesso e paratele.
Lavatele e asciugatele tamponandole con carta da cucina. Man mano mettetele in una ciotola, cospargetele di aghi di rosmarino, rametti di timo, pezzetti di aglio, scorza di limone, un leggero giro d'olio e una macinata di pepe.
Alla fine, con le mani, date una vigorosa mescolata a tutto, coprite e lasciate a marinare tutta la notte.
Arrivato il momento di impanare, eliminate tutti i pezzetti di scorza di limone e passate le costolette nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato a cui avrete mescolate il rosmarino tritato finemente, premete ognuna per consolidare la panatura e friggetele in olio caldo. Servitele caldissime con le patate.
Le patate al forno. Lavate e asciugate, tagliate a tocchetti, mescolate con un trito di rosmarino e aglio, messe in teglia con qualche pezzetto di scorza di limone, un giro d'olio, sale, pepe. Cotte in forno a 180/200° finché sono ben dorate.
poi ho rifatto la Faraona all'arancia con la ricetta di Barbara che avevo fatto tempo fa, e l'ho accompagnata a una bella insalata mista primaverile, con rapanelli e cipollotto fresco.
E per finire, prima qualcosa di fresco..
Ananas, arancia e kiwi al Maraschino
frutta fresca pulita, affettata, messa in un piatto da portata un po' concavo, con aggiunta di qualche cucchiaiata di Maraschino.
poi dulcis in fundo:
Tre consistenze al Blu Curaçao e mango
mezzo litro di latte
3 tuorli
80 gr zucchero
1 anice stellato
1 dl Blu Curaçao più 2 cucchiai colmi
250 gr panna liquida fresca
8 gr. gelatina in fogli
2 manghi maturi
3 gr gelatina in fogli
qualche anice stellato
qualche alchechengi
Preparate la crema inglese. Mettete a bollire il latte insieme all'anice stellato.
Nel frattempo montate le uova con lo zucchero fino a renderle belle spumose.
Unite il latte caldo a filo mescolando fino a rendere omogeneo il tutto. Rimettete su fuoco dolce e cuocete la crema sempre mescolando, se avete un termometro, portatela a 85°, altrimenti controllate che sia pronta quando vela il cucchiaio.
Ammollate la gelatina in fogli, una volta pronta, strizzatela e aggiungetela alla crema, lasciate sciogliere completamente mescolando. Unite anche il decilitro di liquore. Mescolate bene.
Togliete dal fuoco, eliminate l'anice stellato e dividete la crema in due parti. In una ciotola mettetene un terzo o poco più, e il resto nell'altra ciotola.
Alla prima ciotola con il terzo di crema, aggiungete i due cucchiai abbondanti di Curaçao, mescolate e colatela nei bicchieri facendo uno strato di circa un dito scarso, lasciate che si raffreddi un poco e mettete in frigorifero.
Lasciate completamente raffreddare il resto della crema, poi semimontate la panna e aggiungetela alla crema, mescolando con pazienza finchè è perfettamente e completamente amalgamata e il composto è omogeneo.
Riprendete i bicchieri, controllate che il primo strato di crema inglese al Curaçao sia ormai solido e colatevi sopra la bavarese cercando di fare strati più o meno alti uguali. Rimettete in frigorifero a solidificare.
Sbucciate i manghi, frullateli lungamente per ridurli a una purea perfettamente liscia, trasferitela in una terrina.
Mettete ad ammollare la gelatina.
Prendete una piccola parte della crema di mango (due o tre cucchiai) e scaldatela in un pentolino, quando è calda aggiungete la gelatina ormai morbida, ben strizzata, e fate sciogliere mescolando.
Togliete dal fuoco e sempre mescolando molto velocemente con una frusta a mano, fatela colare a filo nella crema di mango.
Riprendete ancora una volta i bicchieri dal frigorifero, controllate sempre che tutto sia ormai solido, quindi versate la crema di mango facendo un leggero strato. Coprite ogni bicchiere con la pellicola e lasciate in frigo a riposare. Meglio preparare tutto la sera prima.
Al momento di servire, decorate con un piccolo anice stellato e un alchechengi.
Questa la tavola, apparecchiata molto semplicemente da mia figlia Serena, mentre spignattavo..
Bene, passata la festa, ripartiamo...
Buon dopo Pasqua a tutti!
dolci al cucchiaio
dolci e dessert
Pasqua
ricette per le feste
Passata la festa..
rimesso a posto tutta la cucina, sistemato tutta la cristalleria, resta la casa vuota e una grande stanchezza, la sento tutta, ma non importa, passerà.
Sono stati giorni sereni, con tutta la mia famiglia, e questo è quello che conta di più.
Non vi sto a raccontare tutto quello, parecchio, che è uscito dalla mia cucina, perchè non è stato niente di particolarmente diverso dalla Pasqua dell'anno scorso. Però stavolta ho deciso di non cucinare agnello o capretto. L'avrebbero apprezzato solo in tre. Ho preferito cambiare, per una volta.
Vi racconto però il dolce, quello sì.....
Oltre alla colomba fatta da mia figlia Serena, e una pastiera regalo di una amica napoletana, io ho pensato bene di utilizzare tutti quei pistacchi di Bronte che aspettavano da un po' in dispensa...
Bavarese al pistacchio e profumo d'arancia
Versare in uno stampo a piacere e al momento di servire sformate su un letto di crema inglese all'arancia e guarnire con granella di pistacchi e scorzette d'arancia.
Sono stati giorni sereni, con tutta la mia famiglia, e questo è quello che conta di più.
Non vi sto a raccontare tutto quello, parecchio, che è uscito dalla mia cucina, perchè non è stato niente di particolarmente diverso dalla Pasqua dell'anno scorso. Però stavolta ho deciso di non cucinare agnello o capretto. L'avrebbero apprezzato solo in tre. Ho preferito cambiare, per una volta.
Vi racconto però il dolce, quello sì.....
Oltre alla colomba fatta da mia figlia Serena, e una pastiera regalo di una amica napoletana, io ho pensato bene di utilizzare tutti quei pistacchi di Bronte che aspettavano da un po' in dispensa...
Bavarese al pistacchio e profumo d'arancia
3 dl latte
3 dl panna liquida fresca
4 tuorli
200 gr pistacchi (meglio se di Bronte)
200 gr zucchero
13gr gelatina in fogli
3 dl panna liquida fresca
4 tuorli
200 gr pistacchi (meglio se di Bronte)
200 gr zucchero
13gr gelatina in fogli
la scorza di una arancia
grattugiata
per la crema inglese profumata all'arancia:
200 gr latte
300 gr panna
70 gr zucchero
6 tuorli
la scorza di una arancia grattugiata
2 cucchiai succo d'arancia
per guarnire
pistacchi tritati
scorzette d'arancia
per la crema inglese profumata all'arancia:
200 gr latte
300 gr panna
70 gr zucchero
6 tuorli
la scorza di una arancia grattugiata
2 cucchiai succo d'arancia
per guarnire
pistacchi tritati
scorzette d'arancia
la bavarese:
per prima
cosa sbollentare i pistacchi qualche minuto in acqua bollente,
scolarli e sgusciarli subito, quindi stenderli in un unico strato su
un foglio di carta forno e farli asciugare in forno a temperatura
bassa, non devono tostare.
Una volta asciutti, tritarli finissimamente o frullarli finchè sono poltiglia.
Idratare la gelatina in acqua fredda.
Scaldare il latte con la scorza d'arancia grattugiata.
Sbattere i tuorli con lo zucchero finchè saranno quasi bianchi e spumosi, e versarvi a filo il latte caldo con la scorza, mescolando con un cucchiaio di legno, quindi versare il composto in una casseruola e rimettere a cuocere a fuoco dolce, mescolando sempre finchè la crema si ispessisce e vela il cucchiaio. Unire la gelatina strizzata e mescolare per far sciogliere bene, quindi togliere dal fuoco e passare il composto attraverso un colino fine.
Una volta asciutti, tritarli finissimamente o frullarli finchè sono poltiglia.
Idratare la gelatina in acqua fredda.
Scaldare il latte con la scorza d'arancia grattugiata.
Sbattere i tuorli con lo zucchero finchè saranno quasi bianchi e spumosi, e versarvi a filo il latte caldo con la scorza, mescolando con un cucchiaio di legno, quindi versare il composto in una casseruola e rimettere a cuocere a fuoco dolce, mescolando sempre finchè la crema si ispessisce e vela il cucchiaio. Unire la gelatina strizzata e mescolare per far sciogliere bene, quindi togliere dal fuoco e passare il composto attraverso un colino fine.
A questo punto unire il trito di pistacchi
e mescolare ben bene.
Lasciar raffreddare mescolando spesso perchè non rapprenda. Quando è completamente fredda la crema, semimontare la panna e incorporarla con pazienza fino ad ottenere un composto del tutto liscio e omogeneo.
Lasciar raffreddare mescolando spesso perchè non rapprenda. Quando è completamente fredda la crema, semimontare la panna e incorporarla con pazienza fino ad ottenere un composto del tutto liscio e omogeneo.
Versare in uno stampo a piacere e al momento di servire sformate su un letto di crema inglese all'arancia e guarnire con granella di pistacchi e scorzette d'arancia.
Per
la crema inglese all'arancia:
scaldare il latte e la panna con la scorza grattugiata.
Montare i tuorli con lo zucchero fino a crema quasi bianca.
Diluire la crema di uova con il latte/panna caldo a filo, mescolare bene e rimettere sul fuoco. Cuocere a fuoco dolce mescolando sempre finchè la crema diventa spessa e vela il cucchiaio, evitando di farla bollire. Profumare con i due cucchiai di succo, lasciar cuocere ancora qualche secondo, togliere dal fuoco e filtrare al colino fine. Tenere in frigo fino al momento di servire.
scaldare il latte e la panna con la scorza grattugiata.
Montare i tuorli con lo zucchero fino a crema quasi bianca.
Diluire la crema di uova con il latte/panna caldo a filo, mescolare bene e rimettere sul fuoco. Cuocere a fuoco dolce mescolando sempre finchè la crema diventa spessa e vela il cucchiaio, evitando di farla bollire. Profumare con i due cucchiai di succo, lasciar cuocere ancora qualche secondo, togliere dal fuoco e filtrare al colino fine. Tenere in frigo fino al momento di servire.
Pasqua
pranzi e cene
250 gr di formaggio grattugiato misto (SOLAMENTE Parmigiano Reggiano e Pecorino Romano in proporzione variabile secondo i propri gusti. Metà e metà forse è il giusto mezzo. Se piace più saporita aumentare la quantità di pecorino. Per questo il sale va dosato in base al tipo di formaggi)
Mettere la farina in una ciotola capiente e fare un buco, un pozzetto.
Colare dentro il pozzetto il lievito fermentato del bicchiere e con un cucchiaino prendere un pochino di farina e amalgamare per ottenere una pasta molliccia (tipo ciambellone).
Coprire con altra farina senza impastare, in modo da isolare dall'aria il panetto, e lasciare fermentare 40-50 min. (io ho messo meno lievito e fatto fermentare poco più di un'ora).
Nel frattempo sbattere le uova, unire il sale, il pepe, i formaggi grattugiati ed infine l'olio: lasciar amalgamare i sapori...
Quando il pastello sarà tutto screpolato unire mano a mano l'impasto di uova e formaggio ed impastare con la farina...
Impastare bene e alla fine unire lo strutto morbido. Impastare bene e a lungo. L'impasto è morbido non superare i 600g di farina.
Lasciar riposare l'impasto a temperatura ambiente per 45 min. coperto, (io impasto nella mdp e lo lascio lievitare un'ora) quindi mettelo nella teglia alta, stretta e svasata, ben unta, e far lievitare in luogo caldo fino al bordo della teglia
Cuocere a 200°C con vapore nei primi 20 min. Introdurre la teglia nel forno appena acceso in questo modo la torta non fa subito la crosta e sviluppa di più. Cottura un'ora circa.
Dopo 45 min. controllare con lo stecco. Deve essere comunque ben asciutta.
NOTE di PAOLA sulla COTTURA e sullo STAMPO:
Accendere il forno posizionare la manopola sulla temperatura consigliata (190°-200°C) e lasciarlo con lo sportello semi aperto in modo che non diventi troppo caldo, ma che le pareti arrivino a temperatura...
Dopo qualche minuto inserire la torta e versare sul FONDO del forno stesso circa un bicchiere di acqua. Questa a contatto con il fondo del forno rovente, si trasformerà subito in vapore. Chiudere immediatamente il forno e cuocere per 45' senza mai aprire lo sportello.
Passato il tempo controllare con uno stecco. Di solito occorrono 5 min. in più al massimo.
Se l'impasto ha lievitato bene 45-50 min. sono più che sufficienti.
Se la torta si è invece sviluppata poco occorrerà un pochino di più.
Va mangiata dopo 3 o 4 giorni dalla cottura altrimenti non acquista il suo sapore.
poca noce moscata
la mollica di un panino bagnata nel latte e strizzata
poco vino bianco
sale, pepe,
pane grattugiato
olio, rosmarino
Tritare le carni insieme alla salsiccia e alla mortadella, un paio di volte affinchè siano ben amalgamate.
Trasferire il tutto in una capace terrina, aggiungere le uova intere, il prezzemolo lavato e tritato con l'aglio, la mollica di pane bagnata nel latte e strizzata, il parmigiano, la noce moscata, il sale, il pepe e mescolare a lungo, anche con le mani, per rendere tutto ben omogeneo.
Con queste dosi è meglio formare due piccoli polpettoni, sarà più agevole manovrarli e cuoceranno più velocemente.
Formare quindi i polpettoni dividendo in due il composto, io faccio a occhiometro.Rotolarli ben bene nel pane grattugiato in modo che siano ben impanati.
Scaldare abbondante olio in una larga teglia, possibilmente antiaderente, quando è caldo adagiarvi con dolcezza i polpettoni e farli rosolare da tutti i lati, aiutandosi con un paio di mestoli-paletta o simili, aggiungendo un rametto di rosmarino. Una volta rosolati, sfumare con il vino bianco e trasferire in forno a 180° girandoli a metà cottura. Sono pronti quando sono ben dorati. Ci vorrà poco meno di un'ora.
Rotolo di vitello farcito
una fetta di carne di vitello del peso di circa 600 gr
2 uova
poco latte
1 cucchiaio abbondante di parmigiano
150 gr salsiccia dolce
150 gr prosciutto cotto a fette
1 ciuffo di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
1 bicchiere vino bianco
sale, pepe, olio e.v.
una noce di burro
rosmarino, salvia
dal macellaio fatevi preparare un pezzo di vitello aperto e leggermente battuto in modo da avere una fetta di forma abbastanza simmetrica.
Tritare il ciuffo di prezzemolo insieme a mezzo spicchio d'aglio.
Sbattere le uova insieme a un goccio di latte, una volta sbattute aggiungere anche il parmigiano, un pizzico di sale e una macinata di pepe nero, unire anche il trito di prezzemolo e aglio continuando a sbattere ancora qualche secondo.
Cuocere la frittata in una padella appena unta e tenere da parte
Appoggiare la fetta di carne su un tagliere, salare e pepare l'interno, foderarla con le fette di prosciutto cotto, appoggiarvi sopra la frittata tenuta da parte, spellare la salsiccia e inserirla intera per tutta la lunghezza della carne.
Arrotolare dal lato lungo e legare l'arrosto.
In una casseruola che possa andare in forno, rosolare l'arrosto in olio e burro, insieme a un rametto di rosmarino e a due o tre foglie di salvia, e l'aglio avanzato, salare, pepare e una volta rosolato sfumare con il vino bianco. Aggiungere acqua calda, o brodo caldo, coprire e lasciar cuocere fuoco dolce per circa mezz'ora. Quindi trasferire in forno già caldo a 180° e portare a cottura girando il rotolo ogni tanto e aggiungendo acqua calda, o brodo caldo, poco alla volta se necessario. E' pronto quando è morbido e perfettamente rosolato.
Carciofi ripieni
carciofi romaneschi, 1 a testa
pane grattugiato
3 o 4 filetti di acciuga sott'olio
abbondante prezzemolo
2 o 3 spicchi d'aglio
sale, pepe
olio e.v. di buona qualità
mondare i carciofi, eliminando le foglie più dure e conservando la parte più alta dei gambi, meno legnosa, ben puliti anch'essi e tagliati i modo che il carciofo possa stare in piedi, tagliare anche le punte.
Metterli, man mano che si tagliano, in acqua acidulata con il limone per non farli annerire, aprendoli un poco con le mani in modo da distanziare le foglie.
Preparare il pane grattugiato in una ciotola, aggiungere un trito abbondante di prezzemolo, 1 spicchio d' aglio e acciughe, sale e pepe, e mescolare bene il tutto.
Scolare i carciofi dal loro bagno, asciugandoli alla bell' e meglio.
Con l'ausilio di un cucchiaino, riempire i carciofi allargando le foglie e premendo affinchè il pane aromatico penetri bene sia nel cuore che fra foglia e foglia.
Allineare i carciofi in una larga pentola, aggiungere i gambi, condirli con abbondante olio e.v. versato direttamente sulla verdura e aggiungere acqua calda in modo che arrivi a metà dei carciofi, aggiungere anche l'altro aglio, sale e pepe.
Coprire la pentola e cuocere a fuoco dolce finchè i carciofi sono completamente morbidi e cotti, aggiungendo altra acqua poca alla volta se fosse necessario. Di solito non serve, ma bisogna controllare ogni tanto che non attacchino. Sono pronti quando provando a tastare i carciofi con la lama di un coltello, questa penetra facilmente.
naturalmente, oltre ai carciofi ripieni c'erano anche patate al forno, spinaci al burro e insalatina mista, che non mi sembrava il caso di fotografare..
poi una bella coppa di fragole al Porto, e per i più golosi anche con una quenelle di panna montata....
stranamente, le fragole erano buone, belle mature e profumate. Dico stranamente perchè di solito sanno di poco, non so quanto tempo è che non assaggio fragole degne di questo nome...
invidio chi ha un orto o un giardino dove farle crescere....
il dolce....sono stata in dubbio se andare, oltre che sulla classica colomba, anche su un dolce al cucchiaio, data la mia preferenza, ma poi ho pensato che a Pasqua ci stava bene, considerato il menu tradizionale, un dolce altrettanto tradizionale. Magari fuori dalle tradizioni di casa mia, ma io credo che niente più della pastiera napoletana rappresenti la Pasqua...
per cui mi son fatta non so quanti negozi e quanti supermercati per trovare l'acqua di fior d'arancia, ormai introvabile.....
colpa mia che ho deciso troppo tardi, in ogni caso, il risultato è stato questo:
La ricetta è quella di Elisabetta Cuomo, una garanzia.
Seguendo i suoi consigli, letti su non ricordo quale sito, ho preparato la frolla e il ripieno venerdì, li ho lasciati a riposare in frigorifero per una notte, sabato ho tirato la frolla e ho cotto. Nell'unico stampo più grande che avevo, uno stampo da crostata tipo pirofila, non disponendo del ruoto classico di alluminio....dovrò procurarmente uno prima o poi...
Pastiera napoletana
Aromi:
1/2 cucchiaino da caffè di cannella
anche Pasqua è alle spalle
in archivio sia Pasqua che Pasquetta, ritorno ad affacciarmi...
Vedendo tutte le piante fiorite potrei pensare di essere in primavera, ma le temperature di questi giorni mi dicono che forse non è così....fa un freddo becco, anche oggi..
d'altra parte, piuttosto che la pioggia che di solito accompagna le feste di Pasqua, forse preferisco così, forse....
Domenica tirava un vento talmente forte e gelido che mi ha rovesciato persino i vasi sul terrazzo.....uno, vuoto, è volato via ed è finito chissà dove...ieri poi, sul lago di Como, c'era un cielo che pareva novembre, ma nonostante il freddo pungente a Villa Olmo la coda per vedere la mostra Dinastia Bruegel era lunghissima. Ho deciso che andrò a vederla durante la settimana, tanto dura fino a luglio....
Ricordo poche volte Pasqua con questo freddo, forse succedeva di più molti anni fa, quando si andava in Friuli con i miei.
Erano quasi sempre date "obbligate" la Pasqua e Ognissanti per andare in Friuli al di fuori delle vacanze estive....si approfittava dei classici ponti italiani...si partiva di venerdì sera e il lunedì seguente, di pomeriggio, ci si rimetteva in macchina, si affrontava la coda sempre chilometrica a Mestre o al casello di Milano, il telepass non era ancora stato inventato, e si rientrava a casa che era sera inoltrata, per non dire di notte qualche volta....
L'autostrada non era ancora completata e ricordo che finiva a Mestre, poi attraversavamo tutti i paesi del trevisano e si continuava con la statale Pontebbana, fin quasi al paesello.
Non si arrivava mai, colpa anche delle varie processioni del venerdì santo che trovavamo in quasi tutti i paesi che traversavamo, capitandoci regolarmente dentro all'ora giusta....non c'è stato mai un anno in cui siamo riusciti ad evitarle... Si partiva dopo il lavoro da Milano, per cui era praticamente matematico arrivare proprio nel momento clou...così ci armavamo di pazienza e aspettavamo di poter ripartire...
in Friuli le tradizioni pasquali sono più o meno simili a quelle di ogni altra regione...sulla tavola di Pasqua non possono mancare in nessun caso le uova sode colorate
le uova le colorava mia nonna, anzi, era anche capace di stampare sul guscio le violette o le primule, usando il fiore vero e proprio. Non ho mai visto nè saputo come faceva.....stupidamente è una cosa che non le ho mai chiesto, e me ne dispiace tantissimo...era capace anche di candire i piccoli grappoli dei fiori di robinia, ma questa è tutta un'altra storia...per colorarle ricordo che usava le bucce delle cipolle, o la carta da zucchero...
le trovavi sulla tavola già dalla mattina, fino all'ora di pranzo e immancabilmente in ogni casa, dove si andava a salutare e a fare gli auguri. Si sgusciavano, si mangiavano con del salame friulano e si annaffiavano con dell'ottimo Tocai....quelle che avanzavano dalla mattina, le trovavai sulla tavola del pranzo...
questa tradizione continua ancora oggi, anche a casa mia, benchè io non ami particolarmente le uova....ma la tradizione va rispettata, altrimenti che tradizione è?
Quest'anno eravamo tutti qui, nessun w.e. al mare o in altre città, per cui indovinate....ho cucinato.
Niente di particolarmente raffinato, anzi....sono stata molto sul classico di Pasqua, e ho anche tenuto conto dei vari gusti presenti in famiglia.....chi non mangia ovini, chi non mangia verdura e via discorrendo....come il solito ho cercato di portare in tavola qualcosa che piacesse ad ognuno.
Questo è stato il nostro pranzo, le foto non sono bellissime, ma non importa, lascio le belle foto a chi ha l'attrezzatura giusta e il tempo di farle, io col cibo che si raffredda non voglio stare in ballo quarti d'ora solo per fare una foto patinata e neppure mi piace fotografare il cibo ore dopo, da freddo, per cui prendetele come sono...
Iniziato con la tradizione, che più tradizione non si può, magari mescolata con quella di altre regioni....
Pizza di Pasqua, uova colorate, salame e salame d'oca.
Ho colorato le uova sabato sera.
Ho usato i coloranti alimentari, sciolti nell'acqua di bollitura. Più di quello che si vede non son riuscita a fare, ma mi accontento.
per la Pizza di Pasqua ho scelto una ricetta umbra che ha messo Paoletta molto tempo fa sul suo blog
ve la riporto così, come l'ha scritta lei, con anche le sue note esplicative:
Pizza al formaggio
5 uova
300 gr di farina 0
200 g di manitoba
100ml di acqua
25-30 gr di lievito di birra )io ne
metto 20 gr. e faccio lievitare circa 10' in più)
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale (assaggiare)
1 cucchiaino di pepe
5 cucchiai di olio evo (umbro)
50 gr di strutto (No sostituti)
250 gr di formaggio grattugiato misto (SOLAMENTE Parmigiano Reggiano e Pecorino Romano in proporzione variabile secondo i propri gusti. Metà e metà forse è il giusto mezzo. Se piace più saporita aumentare la quantità di pecorino. Per questo il sale va dosato in base al tipo di formaggi)
Sciogliere il lievito con lo zucchero
nell'acqua tiepida e lasciare fermentare nel bicchiere, meglio se di
plastica, per 5-6 min.
Mettere la farina in una ciotola capiente e fare un buco, un pozzetto.
Colare dentro il pozzetto il lievito fermentato del bicchiere e con un cucchiaino prendere un pochino di farina e amalgamare per ottenere una pasta molliccia (tipo ciambellone).
Coprire con altra farina senza impastare, in modo da isolare dall'aria il panetto, e lasciare fermentare 40-50 min. (io ho messo meno lievito e fatto fermentare poco più di un'ora).
Nel frattempo sbattere le uova, unire il sale, il pepe, i formaggi grattugiati ed infine l'olio: lasciar amalgamare i sapori...
Quando il pastello sarà tutto screpolato unire mano a mano l'impasto di uova e formaggio ed impastare con la farina...
Impastare bene e alla fine unire lo strutto morbido. Impastare bene e a lungo. L'impasto è morbido non superare i 600g di farina.
Lasciar riposare l'impasto a temperatura ambiente per 45 min. coperto, (io impasto nella mdp e lo lascio lievitare un'ora) quindi mettelo nella teglia alta, stretta e svasata, ben unta, e far lievitare in luogo caldo fino al bordo della teglia
Cuocere a 200°C con vapore nei primi 20 min. Introdurre la teglia nel forno appena acceso in questo modo la torta non fa subito la crosta e sviluppa di più. Cottura un'ora circa.
Dopo 45 min. controllare con lo stecco. Deve essere comunque ben asciutta.
NOTE di PAOLA sulla COTTURA e sullo STAMPO:
Accendere il forno posizionare la manopola sulla temperatura consigliata (190°-200°C) e lasciarlo con lo sportello semi aperto in modo che non diventi troppo caldo, ma che le pareti arrivino a temperatura...
Dopo qualche minuto inserire la torta e versare sul FONDO del forno stesso circa un bicchiere di acqua. Questa a contatto con il fondo del forno rovente, si trasformerà subito in vapore. Chiudere immediatamente il forno e cuocere per 45' senza mai aprire lo sportello.
Passato il tempo controllare con uno stecco. Di solito occorrono 5 min. in più al massimo.
Se l'impasto ha lievitato bene 45-50 min. sono più che sufficienti.
Se la torta si è invece sviluppata poco occorrerà un pochino di più.
Per il tegame quelli di alluminio pesante
lasciano la torta un po' crudina...
Anche io li utilizzavo, ma alla fine ho optato per quelle teglie leggere di banda o stagno che a Roma si chiamano "caldaiette" che venivano utilizzate per cuocere la pasta.
Anche io li utilizzavo, ma alla fine ho optato per quelle teglie leggere di banda o stagno che a Roma si chiamano "caldaiette" che venivano utilizzate per cuocere la pasta.
Va mangiata dopo 3 o 4 giorni dalla cottura altrimenti non acquista il suo sapore.
siamo passati subito al primo:
Risotto agli asparagi
per 6/7 persone
2 mazzi di asparagi verdi
2 scalogni
riso Carnaroli, q.b. (io misuro due pugni a persona più due per la pentola)
brodo vegetale
olio, burro,
parmigiano grattugiato
sale e pepe bianco
mondare e raschiare gli asparagi spezzandoli e conservando anche la parte più dura dei gambi.
Lavarli bene. Ridurre a pezzetti quelli che serviranno per il risotto, conservando a parte qualche bella punta.
Ridurre a pezzi anche lo scarto dei gambi, la parte più sana ovviamente, e metterli a bollire in una capace pentola. L'acqua di cottura servirà, mescolata al brodo vegetale, per la cottura del risotto.
In una risottiera, o una larga pentola bassa, far appassire in olio e una noce di burro lo scalogno tritato, aggiungere gli asparagi da risotto a pezzetti, e lasciar stufare pian piano per circa 10 minuti, in modo che cominci la cottura. (Io perferisco sentire ancora un poco intera la verdura, ma se vi piace più cotta, prolungate ancora un pochino prima di aggiungere il riso)
Aggiungere poi il riso e procedere come per un normale risotto, aggiungendo poco per volta il brodo vegetale addizionato dell'acqua della bollitura dei gambi.
A metà cottura unire anche le punte tenute da parte e portare a cottura, lasciando il risotto un poco lento, regolare di sale e di pepe e mantecare con una generosa noce di burro e il parmigiano.
Servire ben caldo.
Il secondo...anzi no, i secondi:
Tris di arrosti e carciofi ripieni
capretto al forno:
spalla o coscia di capretto
abbondante rosmarino
abbondante timo
1 bicchiere di vino bianco
aglio, sale pepe
olio e.v. di buona qualità
la sera prima pulire bene il capretto, metterne i pezzi in una teglia, possibilmente in un unisco strato, a marinare con aglio, rosmarino abbondante e il timo.
Io ho steccato i pezzi più grossi sia con l'aglio che con il rosmarino.
Niente sale, ma una macinata di pepe e un giro d'olio. Coprire e lasciar marinare fino al momento della cottura.
Al momento di cuocere, rosolare il tutto a fuoco vivo, quindi aggiungere il sale, di nuovo una macinata di pepe, e sfumare con il vino bianco. Una volta evaporato, allungare con un goccio di acqua calda e trasferire in forno già caldo a 170°/180°, coprendo la teglia con un foglio di alluminio, girando i pezzi ogni tanto, e bagnandoli con il loro sugo. A metà cottura, togliere il foglio e finire la cottura..
Polpettone:
carni miste, passate un paio di volte al tritacarne.. per me ci pensa il macellaio:
800g manzo
200 gr polpa di maiale
100 gr mortadella
150 gr salsiccia dolce
3 uova intere
3 o 4 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 ciuffo di prezzemolo
1 spicchio d'agliopoca noce moscata
la mollica di un panino bagnata nel latte e strizzata
poco vino bianco
sale, pepe,
pane grattugiato
olio, rosmarino
Tritare le carni insieme alla salsiccia e alla mortadella, un paio di volte affinchè siano ben amalgamate.
Trasferire il tutto in una capace terrina, aggiungere le uova intere, il prezzemolo lavato e tritato con l'aglio, la mollica di pane bagnata nel latte e strizzata, il parmigiano, la noce moscata, il sale, il pepe e mescolare a lungo, anche con le mani, per rendere tutto ben omogeneo.
Con queste dosi è meglio formare due piccoli polpettoni, sarà più agevole manovrarli e cuoceranno più velocemente.
Formare quindi i polpettoni dividendo in due il composto, io faccio a occhiometro.Rotolarli ben bene nel pane grattugiato in modo che siano ben impanati.
Scaldare abbondante olio in una larga teglia, possibilmente antiaderente, quando è caldo adagiarvi con dolcezza i polpettoni e farli rosolare da tutti i lati, aiutandosi con un paio di mestoli-paletta o simili, aggiungendo un rametto di rosmarino. Una volta rosolati, sfumare con il vino bianco e trasferire in forno a 180° girandoli a metà cottura. Sono pronti quando sono ben dorati. Ci vorrà poco meno di un'ora.
Rotolo di vitello farcito
una fetta di carne di vitello del peso di circa 600 gr
2 uova
poco latte
1 cucchiaio abbondante di parmigiano
150 gr salsiccia dolce
150 gr prosciutto cotto a fette
1 ciuffo di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
1 bicchiere vino bianco
sale, pepe, olio e.v.
una noce di burro
rosmarino, salvia
dal macellaio fatevi preparare un pezzo di vitello aperto e leggermente battuto in modo da avere una fetta di forma abbastanza simmetrica.
Tritare il ciuffo di prezzemolo insieme a mezzo spicchio d'aglio.
Sbattere le uova insieme a un goccio di latte, una volta sbattute aggiungere anche il parmigiano, un pizzico di sale e una macinata di pepe nero, unire anche il trito di prezzemolo e aglio continuando a sbattere ancora qualche secondo.
Cuocere la frittata in una padella appena unta e tenere da parte
Appoggiare la fetta di carne su un tagliere, salare e pepare l'interno, foderarla con le fette di prosciutto cotto, appoggiarvi sopra la frittata tenuta da parte, spellare la salsiccia e inserirla intera per tutta la lunghezza della carne.
Arrotolare dal lato lungo e legare l'arrosto.
In una casseruola che possa andare in forno, rosolare l'arrosto in olio e burro, insieme a un rametto di rosmarino e a due o tre foglie di salvia, e l'aglio avanzato, salare, pepare e una volta rosolato sfumare con il vino bianco. Aggiungere acqua calda, o brodo caldo, coprire e lasciar cuocere fuoco dolce per circa mezz'ora. Quindi trasferire in forno già caldo a 180° e portare a cottura girando il rotolo ogni tanto e aggiungendo acqua calda, o brodo caldo, poco alla volta se necessario. E' pronto quando è morbido e perfettamente rosolato.
Carciofi ripieni
carciofi romaneschi, 1 a testa
pane grattugiato
3 o 4 filetti di acciuga sott'olio
abbondante prezzemolo
2 o 3 spicchi d'aglio
sale, pepe
olio e.v. di buona qualità
mondare i carciofi, eliminando le foglie più dure e conservando la parte più alta dei gambi, meno legnosa, ben puliti anch'essi e tagliati i modo che il carciofo possa stare in piedi, tagliare anche le punte.
Metterli, man mano che si tagliano, in acqua acidulata con il limone per non farli annerire, aprendoli un poco con le mani in modo da distanziare le foglie.
Preparare il pane grattugiato in una ciotola, aggiungere un trito abbondante di prezzemolo, 1 spicchio d' aglio e acciughe, sale e pepe, e mescolare bene il tutto.
Scolare i carciofi dal loro bagno, asciugandoli alla bell' e meglio.
Con l'ausilio di un cucchiaino, riempire i carciofi allargando le foglie e premendo affinchè il pane aromatico penetri bene sia nel cuore che fra foglia e foglia.
Allineare i carciofi in una larga pentola, aggiungere i gambi, condirli con abbondante olio e.v. versato direttamente sulla verdura e aggiungere acqua calda in modo che arrivi a metà dei carciofi, aggiungere anche l'altro aglio, sale e pepe.
Coprire la pentola e cuocere a fuoco dolce finchè i carciofi sono completamente morbidi e cotti, aggiungendo altra acqua poca alla volta se fosse necessario. Di solito non serve, ma bisogna controllare ogni tanto che non attacchino. Sono pronti quando provando a tastare i carciofi con la lama di un coltello, questa penetra facilmente.
naturalmente, oltre ai carciofi ripieni c'erano anche patate al forno, spinaci al burro e insalatina mista, che non mi sembrava il caso di fotografare..
poi una bella coppa di fragole al Porto, e per i più golosi anche con una quenelle di panna montata....
stranamente, le fragole erano buone, belle mature e profumate. Dico stranamente perchè di solito sanno di poco, non so quanto tempo è che non assaggio fragole degne di questo nome...
invidio chi ha un orto o un giardino dove farle crescere....
il dolce....sono stata in dubbio se andare, oltre che sulla classica colomba, anche su un dolce al cucchiaio, data la mia preferenza, ma poi ho pensato che a Pasqua ci stava bene, considerato il menu tradizionale, un dolce altrettanto tradizionale. Magari fuori dalle tradizioni di casa mia, ma io credo che niente più della pastiera napoletana rappresenti la Pasqua...
per cui mi son fatta non so quanti negozi e quanti supermercati per trovare l'acqua di fior d'arancia, ormai introvabile.....
colpa mia che ho deciso troppo tardi, in ogni caso, il risultato è stato questo:
La ricetta è quella di Elisabetta Cuomo, una garanzia.
Seguendo i suoi consigli, letti su non ricordo quale sito, ho preparato la frolla e il ripieno venerdì, li ho lasciati a riposare in frigorifero per una notte, sabato ho tirato la frolla e ho cotto. Nell'unico stampo più grande che avevo, uno stampo da crostata tipo pirofila, non disponendo del ruoto classico di alluminio....dovrò procurarmente uno prima o poi...
Ve la copio pari pari, con le mie minime modifiche fra parentesi:
Pastiera napoletana
Pasta frolla:
400 gr di farina 00
200 gr di burro
130 gr di zucchero Zefiro
3 tuorli
30 gr di latte
scorza di limone grattugiata
1 bustina vanillina (non ne uso, ho messo un cucchiaino estratto di vaniglia)
1 pizzico di sale.
Montare il burro e lo zucchero con gli aromi e il sale, aggiungere i tuorli e il latte, amalgamare e incorporare velocemente la farina setacciata, raccogliere l'impasto e formare un panetto piatto, tenere in frigo 8 ore, è meglio farla il giorno prima. (Ho lasciato una notte)
Crema di ricotta:
500 gr di ricotta asciutta (l'ho lasciata un'ora in un colino cinese per farla perdere liquido)
300gr/350gr di zucchero, se vi piace più dolce anche 400 gr
3 uova da 70 gr
400 gr di farina 00
200 gr di burro
130 gr di zucchero Zefiro
3 tuorli
30 gr di latte
scorza di limone grattugiata
1 bustina vanillina (non ne uso, ho messo un cucchiaino estratto di vaniglia)
1 pizzico di sale.
Montare il burro e lo zucchero con gli aromi e il sale, aggiungere i tuorli e il latte, amalgamare e incorporare velocemente la farina setacciata, raccogliere l'impasto e formare un panetto piatto, tenere in frigo 8 ore, è meglio farla il giorno prima. (Ho lasciato una notte)
Crema di ricotta:
500 gr di ricotta asciutta (l'ho lasciata un'ora in un colino cinese per farla perdere liquido)
300gr/350gr di zucchero, se vi piace più dolce anche 400 gr
3 uova da 70 gr
1 tuorlo.
Mescolare bene ricotta e zucchero, tenere in frigo per 2 ore, setacciare la ricotta o frullarla brevemente, unire le uova e il tuorlo sbattute leggermente.
Crema di grano:
un barattolo di grano da 560gr cotto
150 gr di latte
30 gr di burro
scorza di 1 limone.
Cuocere il grano con il latte e il burro per 10 minuti girandolo spesso
con un cucchiaio per evitare che si attacchi al fondo.
Crema pasticcera:
300 gr di latte
2 tuorli grossi
80 gr di zucchero
35 gr di farina
1 arancia
3 cucchiai di Cointreau.
Mescolare bene ricotta e zucchero, tenere in frigo per 2 ore, setacciare la ricotta o frullarla brevemente, unire le uova e il tuorlo sbattute leggermente.
Crema di grano:
un barattolo di grano da 560gr cotto
150 gr di latte
30 gr di burro
scorza di 1 limone.
Cuocere il grano con il latte e il burro per 10 minuti girandolo spesso
con un cucchiaio per evitare che si attacchi al fondo.
Crema pasticcera:
300 gr di latte
2 tuorli grossi
80 gr di zucchero
35 gr di farina
1 arancia
3 cucchiai di Cointreau.
Aromi:
1/2 cucchiaino da caffè di cannella
1 bustina vanillina (non ne uso, ho messo un cucchiaino di essenza di vaniglia home made)
1 fialetta piccola di millefiori o fior
d'arancio, sconsiglio Cameo.
Preparare la crema pasticcera, farla raffreddare nel freezer, è una sorta di pastorizzazione (io non l'ho fatto, ho lasciato raffreddare in frigo).
Preparare la crema pasticcera, farla raffreddare nel freezer, è una sorta di pastorizzazione (io non l'ho fatto, ho lasciato raffreddare in frigo).
poi
frullarla con il succo di mezza arancia e il liquore, fino a renderla
fluida e senza grumi.
Mescolare tutte le creme, il grano e gli aromi, senza frullarli. Unire anche della scorza di arancia grattugiata e dei canditi se piacciono, (io non ne ho messi, non li amo per nulla..)
Per evitare che la pastiera si gonfi in cottura è preferibile far riposare l'impasto un paio di ore in frigo. (Come dicevo, io l'ho lasciato una notte).
Stendere la frolla sottile a 4 mm e foderare una teglia di 28/30 cm in alluminio alta 4/5 cm con bordi svasati, imburrata, versarvi il ripieno e decorare con strisce di pasta frolla incrociate.
Mescolare tutte le creme, il grano e gli aromi, senza frullarli. Unire anche della scorza di arancia grattugiata e dei canditi se piacciono, (io non ne ho messi, non li amo per nulla..)
Per evitare che la pastiera si gonfi in cottura è preferibile far riposare l'impasto un paio di ore in frigo. (Come dicevo, io l'ho lasciato una notte).
Stendere la frolla sottile a 4 mm e foderare una teglia di 28/30 cm in alluminio alta 4/5 cm con bordi svasati, imburrata, versarvi il ripieno e decorare con strisce di pasta frolla incrociate.
Cuocere a metà altezza a 160° per 1 ora e 40 circa, la
pastiera è cotta quando diventa color caramello.
mia figlia Serena ha provato a fare la colomba.
Ha voluto provare la convivenza col lievito madre, e grazie alla mia amica Eva che gliene ha dato un poco del suo, bello vivo, ha iniziato a confrontarsi con questa specie di Tamagochi...
il risultato era molto bello, bella la lievitazione, bella l'alveolatura, perfetta la cottura, golosissima la crosticina
l'unico neo era che si sentiva ancora un pochino il lievito madre, e l'errore potrebbe essere un ulteriore rinfresco mancato, prima di prepararla...
Ma è stata davvero brava per essere la prima esperienza e sono sicura che la prossima le verrà perfetta! Lei ha molta più manualità rispetto a me, e molta più frequentazione con i lievitati di me...
Brava Sere! So che non demorderai, per cui voglio assolutamente assaggiare la prossima...
Bene, Pasqua tanto desiata, in un giorno è passata, così recita un vecchio proverbio....
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