classici di casa mia
dolci al cioccolato
dolci e dessert
ricette per le feste
Noblesse oblige
la Marquise è un classico della pasticceria, se ne fanno tantissime variazioni, ma la base è sempre lui, il cioccolato.
In questo caso però è assolutamente fondamentale usare un cioccolato di altissima qualità....d'altra parte si chiama Marquise......noblesse oblige...
Se fate un giro in rete, troverete tantissime ricette, tutte diverse, vedrete che c'è chi la fa cotta e chi la fa cruda...io le amo entrambe, anche se non sono proprio la stessa cosa.
La prima volta che ho assaggiato questo dolce, cotto, è stato grazie al mio amico Maurizio, chef patissier del Mulino di Ospiate, molti, molti anni fa. E' stata una scoperta voluttuosa, che mi è rimasta impressa indelebilmente nella memoria. E naturalmente mi ha dato la ricetta, com'era consuetudine quando un suo dolce mi colpiva particolarmente e volevo riprodurmelo a casa..
Da quella volta io la cuocio quasi sempre, ma è una questione che decido al momento, secondo il tempo che ho a disposizione, o secondo l'umore...
però anche quella "a crudo", ha una consistenza da deliquio totale, voluttuosa e morbida che accarezza il palato con mille sensazioni...
questa è quella che ho fatto qualche giorno fa, ma profumata all'arancia.
Spero che piaccia anche a voi quanto piace a me
Marquise al cioccolato e arancia
350 gr cioccolato fondente di ottima qualità
200 gr zucchero
4 cucchiai colmi di succo d'arancia
200 gr burro
5 uova, divise
la buccia grattugiata di due arance
3 cucchiai colmi di farina
Per le scorze da decorazione:
la scorza di una arancia
4 cucchiai di zucchero
2 dl acqua calda
Per la teglia:
poco burro
poca farina
poco cacao
per la decorazione:
250/300 cc panna liquida fresca
poco cacao amaro
Preparare le scorze d'arancia. Con un rigalimoni ricavare dall'arancia le scorzette belle sottili. Se non avete un rigalimoni, togliete la scorza all'arancia senza romperla, pulitela dall'albedo interno e tagliatela a striscioline.
Sbollentare un paio di volte le scorzette, partendo ogni volta dall'acqua fredda. Scolarle e tenerle da parte.
Porre sul fuoco un pentolino con l'acqua calda e lo zucchero, fare cuocere qualche minuto finchè si riduce a sciroppo, togliere dal fuoco ed immergere in questo sciroppo le scorzette sbollentate.
Foderare di carta forno una tortiera da 22/24 cm facendo aderire bene la carta. Operazione che riesce meglio se prima si passa un poco di burro qua e là sul fondo della tortiera, la carta resterà ferma. Imburrare l'interno della carta. Miscelare velocemente 1 cucchiaio di farina con 1 di cacao e spolverare col composto la carta imburrata all'interno della tortiera.
Separare le uova raccogliendo gli albumi in una ciotola.
In un altra terrina lavorare i tuorli d'uovo con 100 gr di zucchero usando la frusta elettrica, fino ad avere un composto chiaro, gonfio e spumoso; unire la farina e la scorza grattugiata delle due arance. Amalgamare bene il composto.
Tritare grossolanamente a coltello il cioccolato. In un tegame mettere il restante zucchero e i 4 cucchiai colmi di succo d'arancia, scaldare il tutto a fuoco dolce in modo da far sciogliere lo zucchero, quindi unire il cioccolato tritato, farlo fondere, quindi togliere il tegame dal fuoco, aggiungere il burro a temperatura ambiente, tagliato a pezzetti, lasciar sciogliere bene il tutto e mescolare per amalgamare bene.
Unire il composto di cioccolato e arancia al composto di uova, mescolare fino a che tutto è perfettamente liscio ed omogeneo.
Montare a neve soda le uova, poi incorporarle pian piano all'impasto preparato. Mescolare per amalgamare bene il tutto e versarlo nella tortiera precedentemente preparata.
Cuocere in un bagnomaria già caldo, con forno statico a 170° - 180° per circa un'ora, anche meno se usate lo stampo da 24.
Togliere il dolce dal forno, lasciarlo riposare una mezz'oretta, poi toglierlo dallo stampo.
Io l'ho capovolto, molto delicatamente, direttamente sul piatto di servizio.
Lasciarlo raffreddare completamente. Meglio se lo si prepara il giorno prima, così ha tutto il tempo di assestarsi e consolidarsi.
Arrivato il momento di servire il dolce, montare a neve ferma la panna, trasferirla in una sac à poche con la bocchetta grande spizzata e fare tutto intorno al bordo della torta una doppia corona di panna.
Spolverare leggermente il dolce con del cacao amaro, decorare con le scorzette ben scolate dallo sciroppo e servire.
L'interno ha una consistenza cremosa, umida, che io amo particolarmente.
Inutile dire che è uno dei classici di casa mia, molto apprezzato, anche da chi di solito non va pazzo per il cioccolato. Ma qui sono proprio la consistenza e la qualità del cioccolato che fanno la differenza.
Provate!
In questo caso però è assolutamente fondamentale usare un cioccolato di altissima qualità....d'altra parte si chiama Marquise......noblesse oblige...
Se fate un giro in rete, troverete tantissime ricette, tutte diverse, vedrete che c'è chi la fa cotta e chi la fa cruda...io le amo entrambe, anche se non sono proprio la stessa cosa.
La prima volta che ho assaggiato questo dolce, cotto, è stato grazie al mio amico Maurizio, chef patissier del Mulino di Ospiate, molti, molti anni fa. E' stata una scoperta voluttuosa, che mi è rimasta impressa indelebilmente nella memoria. E naturalmente mi ha dato la ricetta, com'era consuetudine quando un suo dolce mi colpiva particolarmente e volevo riprodurmelo a casa..
Da quella volta io la cuocio quasi sempre, ma è una questione che decido al momento, secondo il tempo che ho a disposizione, o secondo l'umore...
però anche quella "a crudo", ha una consistenza da deliquio totale, voluttuosa e morbida che accarezza il palato con mille sensazioni...
questa è quella che ho fatto qualche giorno fa, ma profumata all'arancia.
Spero che piaccia anche a voi quanto piace a me
Marquise al cioccolato e arancia
350 gr cioccolato fondente di ottima qualità
200 gr zucchero
4 cucchiai colmi di succo d'arancia
200 gr burro
5 uova, divise
la buccia grattugiata di due arance
3 cucchiai colmi di farina
Per le scorze da decorazione:
la scorza di una arancia
4 cucchiai di zucchero
2 dl acqua calda
Per la teglia:
poco burro
poca farina
poco cacao
per la decorazione:
250/300 cc panna liquida fresca
poco cacao amaro
Preparare le scorze d'arancia. Con un rigalimoni ricavare dall'arancia le scorzette belle sottili. Se non avete un rigalimoni, togliete la scorza all'arancia senza romperla, pulitela dall'albedo interno e tagliatela a striscioline.
Sbollentare un paio di volte le scorzette, partendo ogni volta dall'acqua fredda. Scolarle e tenerle da parte.
Porre sul fuoco un pentolino con l'acqua calda e lo zucchero, fare cuocere qualche minuto finchè si riduce a sciroppo, togliere dal fuoco ed immergere in questo sciroppo le scorzette sbollentate.
Foderare di carta forno una tortiera da 22/24 cm facendo aderire bene la carta. Operazione che riesce meglio se prima si passa un poco di burro qua e là sul fondo della tortiera, la carta resterà ferma. Imburrare l'interno della carta. Miscelare velocemente 1 cucchiaio di farina con 1 di cacao e spolverare col composto la carta imburrata all'interno della tortiera.
Separare le uova raccogliendo gli albumi in una ciotola.
In un altra terrina lavorare i tuorli d'uovo con 100 gr di zucchero usando la frusta elettrica, fino ad avere un composto chiaro, gonfio e spumoso; unire la farina e la scorza grattugiata delle due arance. Amalgamare bene il composto.
Tritare grossolanamente a coltello il cioccolato. In un tegame mettere il restante zucchero e i 4 cucchiai colmi di succo d'arancia, scaldare il tutto a fuoco dolce in modo da far sciogliere lo zucchero, quindi unire il cioccolato tritato, farlo fondere, quindi togliere il tegame dal fuoco, aggiungere il burro a temperatura ambiente, tagliato a pezzetti, lasciar sciogliere bene il tutto e mescolare per amalgamare bene.
Unire il composto di cioccolato e arancia al composto di uova, mescolare fino a che tutto è perfettamente liscio ed omogeneo.
Montare a neve soda le uova, poi incorporarle pian piano all'impasto preparato. Mescolare per amalgamare bene il tutto e versarlo nella tortiera precedentemente preparata.
Cuocere in un bagnomaria già caldo, con forno statico a 170° - 180° per circa un'ora, anche meno se usate lo stampo da 24.
Togliere il dolce dal forno, lasciarlo riposare una mezz'oretta, poi toglierlo dallo stampo.
Io l'ho capovolto, molto delicatamente, direttamente sul piatto di servizio.
Lasciarlo raffreddare completamente. Meglio se lo si prepara il giorno prima, così ha tutto il tempo di assestarsi e consolidarsi.
Arrivato il momento di servire il dolce, montare a neve ferma la panna, trasferirla in una sac à poche con la bocchetta grande spizzata e fare tutto intorno al bordo della torta una doppia corona di panna.
Spolverare leggermente il dolce con del cacao amaro, decorare con le scorzette ben scolate dallo sciroppo e servire.
L'interno ha una consistenza cremosa, umida, che io amo particolarmente.
Inutile dire che è uno dei classici di casa mia, molto apprezzato, anche da chi di solito non va pazzo per il cioccolato. Ma qui sono proprio la consistenza e la qualità del cioccolato che fanno la differenza.
Provate!
antipasti
dolci alla frutta
dolci e dessert
My life
pranzi e cene
primi
secondi
cena di compleanno
gli anni si ricorrono troppo velocemente, mi sembra l'altro ieri che abbiamo festeggiato mio marito, eppure siamo di nuovo qui.
Stavolta una bella cifra tonda, un traguardo raggiunto nonostante tutto. Nonostante i capelli ingrigiti, i dolori articolari e la brontolite acuta , è sempre lui, il mio ragazzo dalla battuta pronta, dalla pungente ironia e dal sorriso contagioso.
Festeggiare fuori? Non ne aveva voglia. Allora gli ho fatto sfregare la lampada ed esprimere 4 desideri su quello che voleva gli preparassi...
Alla fine, non ci sarebbe stato nemmeno bisogno della lampada, sapevo già cosa avrebbe scelto...
Paté di fagiano e mele caramellate
1 piccolo fagiano
1 cipolla
1 carota
2 piccole costole di sedano, quelle centrali
1cucchiaino bacche di ginepro
1 bella foglia di alloro
2 foglie di salvia
180 gr burro
1 bicchierino abbondante di Cognac
poco olio
sale, pepe
per le mele caramellate:
2 mele Stark Delicious
una noce di burro
2 cucchiai zucchero
Pulire bene il fagiano, lasciandolo intero.
In una casseruola mettere un goccio d'olio e le verdure tagliate a tocchi non troppo piccoli.
aggiungere il fagiano, e farlo insaporire da tutti i lati, aggiungere l'alloro, la salvia , le bacche di ginepro, sfumare con il bicchierino di Cognac e lasciar evaporare. Unire un goccio d'acqua e coprire la casseruola abbassando il fuoco.
Portare a cottura pian piano, aggiungendo del liquido se si asciugasse troppo e rigirando ogni tanto il fagiano.
Una volta cotto, lasciarlo intiepidire, quindi eliminarne la pelle e disossarlo con attenzione, evitando che scaglie di osso, e anche eventuali pallini da caccia (ne ho trovati parecchi) , finiscano nel tritatutto.
Passare la carne ottenuta nel tritatutto insieme a qualche cucchiaiata del fondo di cottura filtrato. Tritare bene il tutto e quando è abbastanza omogeneo, aggiungere il burro a pezzetti e continuare a tritare finchè il paté è liscio. Anche se non è perfettamente liscio non importa, è un paté abbastanza rustico.
Questa operazione l'ho fatta nel Bimby che è l'aiuto perfetto per questo tipo di preparazioni!
Foderare uno stampo a piacere con la pellicola, versarvi il paté, livellare bene e sbattere leggermente in modo che si assesti senza lasciare vuoti o bolle d'aria.
Coprire bene con dell'altra pellicola e conservare in frigorifero fino al momento di servire.
Preparare le mele caramellate.
Affettarle non troppo sottili, in una padella antiaderente sciogliere una noce abbondante di burro insieme allo zucchero, aggiungere le mele e lasciarle cuocere mescolandole molto spesso, finchè cominciano a caramellarsi.
Servire il paté con crostini di pane tostato e le mele caramellate
Lasagnette al ragù bianco
Per il ragù bianco:
750 gr carne tritata di manzo
250 gr salsiccia dolce
1 carota
1 grossa cipolla
2 costole di sedano
2 chiodi di garofano
1 pezzetto di cannella
1 cucchiaino di bacche di ginepro
1 rametto di rosmarino
1 ciuffo di salvia
1 foglia di alloro
1 bicchiere di vino bianco
sale, pepe
olio e.v. e una noce di burro
poco parmigiano grattugiato
sfoglie da lasagna fresche
(calcolarne due a testa)
Tritare insieme sedano carota e cipolla. In una capiente casseruola fondere il burro con l'olio e aggiungere il trito, lasciar insaporire quindi aggiungere la carne tritata e la salsiccia spellata e sbriciolata. Profumare con le erbe e le spezie, sale e una generosa macinata di pepe nero.
Lasciar rosolare bene il tutto, la carne deve "soffrire" un pochino....
Sfumare con il vino bianco, lasciar evaporare poi coprire la casseruola e portare a cottura a fuoco dolce, aggiugendo del brodo caldo o dell'acqua calda se si asciugasse troppo e mescolando spesso.
Lasciatelo pippiare per almeno un'ora e anche più.
Cuocere le lasagnette due alla volta in una larga pentola che le possa contentere intere.
Io uso una piccola lasagnera, molto comoda in questo caso.
Scolarle man mano su un canovaccio perfettamente pulito.
mettere un velo di ragù bianco sul fondo del piatto, appoggiarvi la prima sfoglia, aggiungere dell'altro ragù, coprire con un'ltra sfoglia, sfalzandola, e di nuovo il ragù. A finire il piatto, una spolverata di parmigiano e un ciuffetto di rosmarino.
Petto d'anatra, arancia e miele
1 petto d'anatra medio
1 arancia
1 cucchiaio abbondante di miele
olio,
sale e pepe
1 pizzico di finocchietto
Spremere l'arancia, ma prima ricavarne la scorza, eliminare il più possibile l'albedo interno e ridurla a striscioline. Metterle in un pentolino con dell'acqua fredda e portare a ebollizione, lasciarle sobbollire qualche minuto, quindi scolarle e ripetere l'operazione un paio di volte. Scolarle e tenerle da parte.
Parare il petto e, con un coltello molto affilato, fare delle incisioni leggere sulla pelle, senza tagliare la carne sottostante.
A padella fredda, mettere il petto con la pelle in basso, verso il fuoco.
Scaldandosi pian piano, farà uscire molto più grassso dalla pelle, rendendola ben croccate.
Lasciar dorare bene la pelle, quindi girare il petto e lasciarlo sigillare qualche minuto a calore forte.
Passare il petto in forno per 5 minuti, quindi toglierlo, eliminare il grasso che si sarà formato.
Spalmare il miele sulla pelle croccante, aggiungere il finocchietto, il succo d'arancia e le scorze, salare e pepare e rimettere in forno per altri 3 o 4 minuti.
Togliere dal forno, lasciar riposare il petto qualche minuto, quindi scalopparlo, nappandolo con il fondo all'arancia e le scorzette.
Ananas caramellato, tegola alle mandorle e gelato di vaniglia
per le tegole:
2 albumi
100 gr zucchero
20 gr farina
20 gr burro
80 gr mandorle a lamelle
1 cucchiaio raso di cacao
1 pizzico di sale
per l'ananas caramellato:
1 piccolo ananas fresco
3 cucchiai di zucchero
burro
Preparare le tegole:
Fondere il burro e lasciarlo intiepidire.
Sbattere gli albumi senza montarli, fino a che comincerà a formarsi una schiuma bianca.
Unire a quel punto la farina e il burro, il cacao ed infine le mandorle.
Su una placca foderata di carta forno, fare di piccoli mucchietti di composto, allargandoli leggermente e appiattendoli con le dita inumidite, e tenendoli ben distanziati fra loro, perchè si allargheranno parecchio.
Cuocere in forno giù caldo a 180° per circa 15 minuti, dipende dal forno. Sono pronte quando i bordi sono ben dorati.
Appena pronte, togliere la teglia dal forno e con un coppapasta tondo, il più grande, copparli subito mentre sono ancora molto caldi, e con delicatezza togliere il cerchio ottenuto dalla teglia appoggiandolo su un piatto a raffreddare.
All'ultimo momento caramellare l'ananas.
Pulirlo e affettarlo a fette regolari non troppo alte, pareggiare i bordi delle fette in base alla misura dei cerchi di tegola cotti in precedenza.
In una larga padella antiaderente, fondere il burro con lo zucchero, aggiungere le fette di ananas e farle cuocere con il caramello fino a che saranno ben scure.
Spolverare il piatto con lo zucchero a velo, mettere il tondo di tegola nel centro, appoggiarvi sopra un paio di fettine di ananas, guarnire con il gelato alla vaniglia e una fogliolina di menta.
Era contento, molto contento.
Buon compleanno amore mio!
Stavolta una bella cifra tonda, un traguardo raggiunto nonostante tutto. Nonostante i capelli ingrigiti, i dolori articolari e la brontolite acuta , è sempre lui, il mio ragazzo dalla battuta pronta, dalla pungente ironia e dal sorriso contagioso.
Festeggiare fuori? Non ne aveva voglia. Allora gli ho fatto sfregare la lampada ed esprimere 4 desideri su quello che voleva gli preparassi...
Alla fine, non ci sarebbe stato nemmeno bisogno della lampada, sapevo già cosa avrebbe scelto...
Paté di fagiano e mele caramellate
1 piccolo fagiano
1 cipolla
1 carota
2 piccole costole di sedano, quelle centrali
1cucchiaino bacche di ginepro
1 bella foglia di alloro
2 foglie di salvia
180 gr burro
1 bicchierino abbondante di Cognac
poco olio
sale, pepe
per le mele caramellate:
2 mele Stark Delicious
una noce di burro
2 cucchiai zucchero
Pulire bene il fagiano, lasciandolo intero.
In una casseruola mettere un goccio d'olio e le verdure tagliate a tocchi non troppo piccoli.
aggiungere il fagiano, e farlo insaporire da tutti i lati, aggiungere l'alloro, la salvia , le bacche di ginepro, sfumare con il bicchierino di Cognac e lasciar evaporare. Unire un goccio d'acqua e coprire la casseruola abbassando il fuoco.
Portare a cottura pian piano, aggiungendo del liquido se si asciugasse troppo e rigirando ogni tanto il fagiano.
Una volta cotto, lasciarlo intiepidire, quindi eliminarne la pelle e disossarlo con attenzione, evitando che scaglie di osso, e anche eventuali pallini da caccia (ne ho trovati parecchi) , finiscano nel tritatutto.
Passare la carne ottenuta nel tritatutto insieme a qualche cucchiaiata del fondo di cottura filtrato. Tritare bene il tutto e quando è abbastanza omogeneo, aggiungere il burro a pezzetti e continuare a tritare finchè il paté è liscio. Anche se non è perfettamente liscio non importa, è un paté abbastanza rustico.
Questa operazione l'ho fatta nel Bimby che è l'aiuto perfetto per questo tipo di preparazioni!
Foderare uno stampo a piacere con la pellicola, versarvi il paté, livellare bene e sbattere leggermente in modo che si assesti senza lasciare vuoti o bolle d'aria.
Coprire bene con dell'altra pellicola e conservare in frigorifero fino al momento di servire.
Preparare le mele caramellate.
Affettarle non troppo sottili, in una padella antiaderente sciogliere una noce abbondante di burro insieme allo zucchero, aggiungere le mele e lasciarle cuocere mescolandole molto spesso, finchè cominciano a caramellarsi.
Servire il paté con crostini di pane tostato e le mele caramellate
Lasagnette al ragù bianco
Per il ragù bianco:
750 gr carne tritata di manzo
250 gr salsiccia dolce
1 carota
1 grossa cipolla
2 costole di sedano
2 chiodi di garofano
1 pezzetto di cannella
1 cucchiaino di bacche di ginepro
1 rametto di rosmarino
1 ciuffo di salvia
1 foglia di alloro
1 bicchiere di vino bianco
sale, pepe
olio e.v. e una noce di burro
poco parmigiano grattugiato
sfoglie da lasagna fresche
(calcolarne due a testa)
Tritare insieme sedano carota e cipolla. In una capiente casseruola fondere il burro con l'olio e aggiungere il trito, lasciar insaporire quindi aggiungere la carne tritata e la salsiccia spellata e sbriciolata. Profumare con le erbe e le spezie, sale e una generosa macinata di pepe nero.
Lasciar rosolare bene il tutto, la carne deve "soffrire" un pochino....
Sfumare con il vino bianco, lasciar evaporare poi coprire la casseruola e portare a cottura a fuoco dolce, aggiugendo del brodo caldo o dell'acqua calda se si asciugasse troppo e mescolando spesso.
Lasciatelo pippiare per almeno un'ora e anche più.
Cuocere le lasagnette due alla volta in una larga pentola che le possa contentere intere.
Io uso una piccola lasagnera, molto comoda in questo caso.
Scolarle man mano su un canovaccio perfettamente pulito.
mettere un velo di ragù bianco sul fondo del piatto, appoggiarvi la prima sfoglia, aggiungere dell'altro ragù, coprire con un'ltra sfoglia, sfalzandola, e di nuovo il ragù. A finire il piatto, una spolverata di parmigiano e un ciuffetto di rosmarino.
Petto d'anatra, arancia e miele
1 petto d'anatra medio
1 arancia
1 cucchiaio abbondante di miele
olio,
sale e pepe
1 pizzico di finocchietto
Spremere l'arancia, ma prima ricavarne la scorza, eliminare il più possibile l'albedo interno e ridurla a striscioline. Metterle in un pentolino con dell'acqua fredda e portare a ebollizione, lasciarle sobbollire qualche minuto, quindi scolarle e ripetere l'operazione un paio di volte. Scolarle e tenerle da parte.
Parare il petto e, con un coltello molto affilato, fare delle incisioni leggere sulla pelle, senza tagliare la carne sottostante.
A padella fredda, mettere il petto con la pelle in basso, verso il fuoco.
Scaldandosi pian piano, farà uscire molto più grassso dalla pelle, rendendola ben croccate.
Lasciar dorare bene la pelle, quindi girare il petto e lasciarlo sigillare qualche minuto a calore forte.
Passare il petto in forno per 5 minuti, quindi toglierlo, eliminare il grasso che si sarà formato.
Spalmare il miele sulla pelle croccante, aggiungere il finocchietto, il succo d'arancia e le scorze, salare e pepare e rimettere in forno per altri 3 o 4 minuti.
Togliere dal forno, lasciar riposare il petto qualche minuto, quindi scalopparlo, nappandolo con il fondo all'arancia e le scorzette.
Ananas caramellato, tegola alle mandorle e gelato di vaniglia
per le tegole:
2 albumi
100 gr zucchero
20 gr farina
20 gr burro
80 gr mandorle a lamelle
1 cucchiaio raso di cacao
1 pizzico di sale
per l'ananas caramellato:
1 piccolo ananas fresco
3 cucchiai di zucchero
burro
Preparare le tegole:
Fondere il burro e lasciarlo intiepidire.
Sbattere gli albumi senza montarli, fino a che comincerà a formarsi una schiuma bianca.
Unire a quel punto la farina e il burro, il cacao ed infine le mandorle.
Su una placca foderata di carta forno, fare di piccoli mucchietti di composto, allargandoli leggermente e appiattendoli con le dita inumidite, e tenendoli ben distanziati fra loro, perchè si allargheranno parecchio.
Cuocere in forno giù caldo a 180° per circa 15 minuti, dipende dal forno. Sono pronte quando i bordi sono ben dorati.
Appena pronte, togliere la teglia dal forno e con un coppapasta tondo, il più grande, copparli subito mentre sono ancora molto caldi, e con delicatezza togliere il cerchio ottenuto dalla teglia appoggiandolo su un piatto a raffreddare.
All'ultimo momento caramellare l'ananas.
Pulirlo e affettarlo a fette regolari non troppo alte, pareggiare i bordi delle fette in base alla misura dei cerchi di tegola cotti in precedenza.
In una larga padella antiaderente, fondere il burro con lo zucchero, aggiungere le fette di ananas e farle cuocere con il caramello fino a che saranno ben scure.
Spolverare il piatto con lo zucchero a velo, mettere il tondo di tegola nel centro, appoggiarvi sopra un paio di fettine di ananas, guarnire con il gelato alla vaniglia e una fogliolina di menta.
Era contento, molto contento.
Buon compleanno amore mio!
antipasti
pesce
secondi
ricette svuotafreezer
sebbene io tenda a non congelare quasi nulla, qualcosa in freezer staziona sempre.
Non mi piace congelare, trovo che i cibi comunque cambino sapore, anche se si osservano tutte le precauzioni, per cui il freezer per me diventa l'ultima ratio. Magari faccio la spesa in previsione di qualche cosa che ho in mente di fare e poi per qualche motivo non riesco, allora, soprattutto per il pesce, congelo.
Un paio di settimana fa avevo comprato delle fette sottili di pesce spada, e anche dei filetti di rombo, in previsione di un carpaccio un po' diverso. Volevo prepararlo crudo, quindi avevo messo in congelatore. Poi me li sono completamente dimenticati....
In questi giorni decido di dare una bella ripulita al freezer e vado in ricognizione...
Due bei pacchetti, bene....solo che a suo tempo ho fatto la furbata di non annotare cosa c'era in ognuno.
Così, togliendo gli involti dal freezer, ho dato per scontato che fossero tutti e due di pesce spada.
No, c'erano anche i filetti di rombo.... me ne sono resa conto quando hanno iniziato a scongelare.
E mo' che faccio?
Niente paura...
Rosette di spada e rombo, crema di porri, broccoli siciliani e arancia
300 gr rombo sfilettato
300 gr pesce spada in fette sottili da carpaccio
1 porro
1 broccolo siciliano
2 arance
sale, pepe
olio e.v.
poco vino bianco
poco burro
poco prezzemolo
1 spicchio d'aglio
Mondare e pulire il porro e il broccolo.
Affettare finemente il porro e metterlo a stufare in una padella con una noce di burro, quando è appena appassito, coprire a filo di acqua calda e portare a cottura lasciandolo morbido.
Lessare al dente il broccolo diviso in cimette, possibilmente al vapore, in modo che non si riempia d'acqua.
Su un tagliere, parare bene i filetti di spada e quelli di rombo in modo che siano grossomodo di uguale misura, sovrapporli..io ho lasciato all'esterno il rombo, sperando che il rosa del pesce spada si scorgesse nel centro, e invece no, alla fine il colore era tutto molto uguale e non mi a dato l'effetto che volevo.....pazienza.
Salare e pepare leggermente, quindi avvolgerli insieme a cannoncino.
Fissarli due a due con uno spiedino avendo l'accortezza di lasciare la parte finale dell'arrotolatura verso l'interno, in modo che stando uniti non si aprano in cottura.
Scaldare il forno a 200° ventilato.
Ungere abbondantemente una teglia da forno, appoggiarvi ben distanziati e sfalsati, gli spiedini preparati.
Ridurre a pezzetti lo spicchio d'aglio e metterli nella teglia spargendoli qua e là..
Spremere mezza arancia e mescolarne il succo a un dito di vino bianco secco.
Con un cucchiaio bagnare con questo liquido le rosette, ancora un pizzico di sale e di pepe e infornare per una ventina di minuti, forse meno. Cuociono in fretta, per cui controllarli spesso.
Mentre le rosette cuociono, preparare una vinaigrette con il succo dell'altra mezza arancia, un goccio d'olio, sale, pepe e un pizzico di prezzemolo tritato.
Frullare a crema il porro.
Perlare a vivo l'altra arancia e ricavarne gli spicchi, ben puliti da pellicine.
Una volta pronti gli spiedini, mettere un velo di crema di porro sul piatto, prelevare con una paletta lo spiedino dalla teglia e appoggiarlo sulla crema, guranire con le cimettedi broccolo, gli spicchi d'arancia.
Con il cucchiaio condire le rosette con la vinaigrette all'arancia e grattugiare sopra al piatto un poco della scorza della stessa...
Buon appetito!
Non mi piace congelare, trovo che i cibi comunque cambino sapore, anche se si osservano tutte le precauzioni, per cui il freezer per me diventa l'ultima ratio. Magari faccio la spesa in previsione di qualche cosa che ho in mente di fare e poi per qualche motivo non riesco, allora, soprattutto per il pesce, congelo.
Un paio di settimana fa avevo comprato delle fette sottili di pesce spada, e anche dei filetti di rombo, in previsione di un carpaccio un po' diverso. Volevo prepararlo crudo, quindi avevo messo in congelatore. Poi me li sono completamente dimenticati....
In questi giorni decido di dare una bella ripulita al freezer e vado in ricognizione...
Due bei pacchetti, bene....solo che a suo tempo ho fatto la furbata di non annotare cosa c'era in ognuno.
Così, togliendo gli involti dal freezer, ho dato per scontato che fossero tutti e due di pesce spada.
No, c'erano anche i filetti di rombo.... me ne sono resa conto quando hanno iniziato a scongelare.
E mo' che faccio?
Niente paura...
Rosette di spada e rombo, crema di porri, broccoli siciliani e arancia
300 gr rombo sfilettato
300 gr pesce spada in fette sottili da carpaccio
1 porro
1 broccolo siciliano
2 arance
sale, pepe
olio e.v.
poco vino bianco
poco burro
poco prezzemolo
1 spicchio d'aglio
Mondare e pulire il porro e il broccolo.
Affettare finemente il porro e metterlo a stufare in una padella con una noce di burro, quando è appena appassito, coprire a filo di acqua calda e portare a cottura lasciandolo morbido.
Lessare al dente il broccolo diviso in cimette, possibilmente al vapore, in modo che non si riempia d'acqua.
Su un tagliere, parare bene i filetti di spada e quelli di rombo in modo che siano grossomodo di uguale misura, sovrapporli..io ho lasciato all'esterno il rombo, sperando che il rosa del pesce spada si scorgesse nel centro, e invece no, alla fine il colore era tutto molto uguale e non mi a dato l'effetto che volevo.....pazienza.
Salare e pepare leggermente, quindi avvolgerli insieme a cannoncino.
Fissarli due a due con uno spiedino avendo l'accortezza di lasciare la parte finale dell'arrotolatura verso l'interno, in modo che stando uniti non si aprano in cottura.
Scaldare il forno a 200° ventilato.
Ungere abbondantemente una teglia da forno, appoggiarvi ben distanziati e sfalsati, gli spiedini preparati.
Ridurre a pezzetti lo spicchio d'aglio e metterli nella teglia spargendoli qua e là..
Spremere mezza arancia e mescolarne il succo a un dito di vino bianco secco.
Con un cucchiaio bagnare con questo liquido le rosette, ancora un pizzico di sale e di pepe e infornare per una ventina di minuti, forse meno. Cuociono in fretta, per cui controllarli spesso.
Mentre le rosette cuociono, preparare una vinaigrette con il succo dell'altra mezza arancia, un goccio d'olio, sale, pepe e un pizzico di prezzemolo tritato.
Frullare a crema il porro.
Perlare a vivo l'altra arancia e ricavarne gli spicchi, ben puliti da pellicine.
Una volta pronti gli spiedini, mettere un velo di crema di porro sul piatto, prelevare con una paletta lo spiedino dalla teglia e appoggiarlo sulla crema, guranire con le cimettedi broccolo, gli spicchi d'arancia.
Con il cucchiaio condire le rosette con la vinaigrette all'arancia e grattugiare sopra al piatto un poco della scorza della stessa...
Buon appetito!
crostate
dolci alla frutta
dolci e dessert
ancora un dolce
e ancora qualcosa all'arancia.
D'altra parte devo approfittare delle buonissime arance che mi arrivano dalla Sicilia, no?
Ecco una crostata davvero ottima, perfetta per valorizzarle al meglio.
Una crostata che avevo visto capitando per caso a casa di Jo. Vista e salvata in attesa di avere arance decenti. Così, non appena arrivato fresco fresco il secondo carico, non ho perso tempo e l'ho preparata, con le mie varianti.
Crostata frangipane all'arancia
per la frolla:
300 gr farina
200 gr burro
100 gr zucchero a velo
3 tuorli
1 cucchiaino essenza di vaniglia
oppure scorza di limone grattugiata
un pizzico di sale
Preparare la frolla al solito modo.
Mettere nell'impastatore prima il burro con lo zucchero, quindi aggiungere le uova e alla fine la farina insieme alla essenza di vaniglia e al pizzico di sale.
Impastare a bassa velocità finchè l'impasto si raccoglie a palla. Togliere dall'impastatore, maneggiare velocemente la frolla dandole già una forma rotonda, appiattirla, avvolgerla nella pellicola e metterla a riposare in frigorifero per una mezz'ora.
per la crema frangipane all'arancia:
mezzo bicchierino di liquore all'arancia
(Aurum, Cointreau, Grand Marnier)
D'altra parte devo approfittare delle buonissime arance che mi arrivano dalla Sicilia, no?
Ecco una crostata davvero ottima, perfetta per valorizzarle al meglio.
Una crostata che avevo visto capitando per caso a casa di Jo. Vista e salvata in attesa di avere arance decenti. Così, non appena arrivato fresco fresco il secondo carico, non ho perso tempo e l'ho preparata, con le mie varianti.
Crostata frangipane all'arancia
per la frolla:
300 gr farina
200 gr burro
100 gr zucchero a velo
3 tuorli
1 cucchiaino essenza di vaniglia
oppure scorza di limone grattugiata
un pizzico di sale
Preparare la frolla al solito modo.
Mettere nell'impastatore prima il burro con lo zucchero, quindi aggiungere le uova e alla fine la farina insieme alla essenza di vaniglia e al pizzico di sale.
Impastare a bassa velocità finchè l'impasto si raccoglie a palla. Togliere dall'impastatore, maneggiare velocemente la frolla dandole già una forma rotonda, appiattirla, avvolgerla nella pellicola e metterla a riposare in frigorifero per una mezz'ora.
per la crema frangipane all'arancia:
85
g di burro
85
g di zucchero a velo
la scorza di due arance non trattate, grattugiata
100
g di uova
85
g di farina di mandorle
30
g di farina bianca
30 g di succo di arancia
Prima di spremere le arance, grattugiarne la scorza.
Con le fruste elettriche lavorare il burro ammorbidito insieme allo zucchero a velo, quindi unire la scorza d'arancia, poi incorporare le uova una alla volta, la farina di mandorle e la farina bianca e il succo.
Mescolare bene fino a quando il composto sarà omogeneo, e se fosse troppo duro, ammorbidire leggermente con un poco di succo d'arancia.
Tenere da parte.
per la crema pasticcera all'arancia:
la scorza di una arancia non trattata, grattugiata
1 pezzetto di scorza d'arancia intero
250 gr latte
3 tuorli
120 gr zucchero
25 gr farinamezzo bicchierino di liquore all'arancia
(Aurum, Cointreau, Grand Marnier)
Scaldare il latte con la scorza grattugiata. Spegnere e lasciare in infusione qualche minuto.
Nel frattempo montare i tuorli con lo zucchero finchè sonio bianchi e spumosi, aggiungere la farina setacciata e amalgamare bene il tutto.
Versare il latte nel composto di uova, facendolo scendere attraverso un colino per eliminare la scorza d'arancia grattugiata, ma non il pezzetto intero, che andrà cotto insieme alla crema.
Rimettere sul fuoco e cuocere la crema a fuoco dolce finchè è cotta e densa. Eliminare il pezzetto di scorza, profumare col liquore e coprire con la pellicola a contatto e tenere da parte lasciandola intiepidire.
La crostata:
Stendere la frolla. Imburrare e infarinare uno stampo (cm 22/24 circa).
Foderare lo stampo con la frolla, ritagliare i bordi e bucherellarne il fondo con i rebbi della forchetta.
Versare la crema pasticcera sul fondo e livellare bene. Sopra la crema pasticcere mettere la crema frangipane e livellare nuovamente tutto.
Cuocere in forno statico a 160/170° finchè è ben dorata. Ci vorranno 30/35 minuti, dipende dal forno. Io a metà cottura ho passato il forno da statico a ventilato e a 180°.
Sfornare e lasciar raffreddare.
Per servire, spolverare di zucchero a velo e decorare con fettine di arancia pelate a vivo.
Semplicemente buonissima!
bavaresi
dolci al cucchiaio
dolci e dessert
ricette per le feste
in una giornata di pioggia
in una giornata grigia e piovosa che più piovosa non si può, mi ha letterlamente assalito il bisogno di cambiare orizzonte, un bisogno fisico oltre che dell'anima.
Non ne posso più di vedere gli alberi qui davanti, spogli e capitozzati, che piangono sotto la pioggia aggiungendo malinconia a malinconia.
Mi ha assalito la voglia di colore, e anche la voglia di compensare questa malinconia con qualcosa che mi gratificasse e mi facesse dimenticare che l'inverno è ancora lungi dall'essere finito. E cosa c'è meglio di un dolce coi colori del sole per sollevare l'umore?
Così' mi siedo sul divano, la tv accesa in sottofondo, ma mica la guardo, invece comincio a pensare a cosa rassomiglia di più al sapore dell'estate, al sapore del sole, al profumo dell'aria estiva...
scarto il limone perchè non è il mio preferito nel dolci, tranne alcuni, poi la mia attenzione è attratta da qualcosa che passa in tv.
Non so quale documentario parla di un posto che ho visto, nei Caraibi, le Isole Vergini Britannniche, e di colpo mi ritornano in mente i sapori, i colori e la luce di quell'isola bellissima.
Mi torna in mente una bibita assaporata mentre stavamo mollemente sdraiati sullla spiaggia di Tortola...
Mi alzo, vado in cucina e apro il frigorifero... Nel cassetto della verdura stazionano alcuni frutti della passione, ne avevo comprati parecchi per un'altra preparazione.... Alzo lo sguardo e la panna è lì proprio in bella vista.
Decido.Vado col frutto della passione. Già, ma come?
Così:
Charlotte al frutto della passione
per la dacquoise ai pistacchi:
per decorare:
poco zucchero a velo
pistacchi sbucciati, tritati
Montare gli albumi a neve ben ferma con i 100 gr di zucchero.
Non ne posso più di vedere gli alberi qui davanti, spogli e capitozzati, che piangono sotto la pioggia aggiungendo malinconia a malinconia.
Mi ha assalito la voglia di colore, e anche la voglia di compensare questa malinconia con qualcosa che mi gratificasse e mi facesse dimenticare che l'inverno è ancora lungi dall'essere finito. E cosa c'è meglio di un dolce coi colori del sole per sollevare l'umore?
Così' mi siedo sul divano, la tv accesa in sottofondo, ma mica la guardo, invece comincio a pensare a cosa rassomiglia di più al sapore dell'estate, al sapore del sole, al profumo dell'aria estiva...
scarto il limone perchè non è il mio preferito nel dolci, tranne alcuni, poi la mia attenzione è attratta da qualcosa che passa in tv.
Non so quale documentario parla di un posto che ho visto, nei Caraibi, le Isole Vergini Britannniche, e di colpo mi ritornano in mente i sapori, i colori e la luce di quell'isola bellissima.
Mi torna in mente una bibita assaporata mentre stavamo mollemente sdraiati sullla spiaggia di Tortola...
Mi alzo, vado in cucina e apro il frigorifero... Nel cassetto della verdura stazionano alcuni frutti della passione, ne avevo comprati parecchi per un'altra preparazione.... Alzo lo sguardo e la panna è lì proprio in bella vista.
Decido.Vado col frutto della passione. Già, ma come?
Così:
Charlotte al frutto della passione
per la dacquoise ai pistacchi:
Ingredienti:
150 gr albumi
100 gr zucchero semolato
75 gr farina di mandorle
70 gr farina di pistacchi
120 gr zucchero semolato
40 gr farina
150 gr albumi
100 gr zucchero semolato
75 gr farina di mandorle
70 gr farina di pistacchi
120 gr zucchero semolato
40 gr farina
Per la bavarese al frutto della passione:
6 tuorli
130 gr succo del frutto della passione (10/12 frutti bastano e ne avanza un po' per la salsa)
70 gr vino Moscato
100 gr zucchero
130 gr panna liquida
10 gr gelatina in fogli
Per la salsa:
70/80 gr succo di frutto della passione
1 frutto della passione
100 gr acqua
100 gr zucchero
50 gr vino Moscato
per decorare:
poco zucchero a velo
pistacchi sbucciati, tritati
La dacquoise:
Montare gli albumi a neve ben ferma con i 100 gr di zucchero.
Miscelare
le farine insieme agli altri 120 gr di zucchero e aggiungerle poche
alla volta alla montata di albumi, molto delicatamente, per non
smontare il tutto.
Foderare di carta forno una teglia bassa e stendervi il composto in uno strato, livellare il tutto con una spatola a gomito cercando di mantenere ovunque lo stesso spessore.
Foderare di carta forno una teglia bassa e stendervi il composto in uno strato, livellare il tutto con una spatola a gomito cercando di mantenere ovunque lo stesso spessore.
Cuocere a 180°C per 10-12 minuti.
Sfornare,
rovesciare la dacquoise su un0altra placca foderata da carta forno, eliminare quella della cottura e lasciar
raffreddare. Quindi ricavare dalla dacquoise stessa delle strisce a
misura per foderare uno stampo da plumcacke o altro, come preferite, va bene anche
una forma da zuccotto. Io ho un comodissimo stampo rettangolare completamente
apribile e ho usato quello.
Meglio misurarlo bene prima e con l'aiuto di un righello o altro ritagliare perfettamente a misura la dacquoise.
La bavarese:
tagliare a metà i frutti della passione, raccogliendo il contenuto in una ciotola. Frullare tutto e filtrare con un colino a maglia fine. Ammollare la gelatina in acqua fredda.
Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere il Moscato e il succo dei frutto e cuocere a bagno maria, sempre montando con la frusta, e portare la crema a 85°, strizzare bene i fogli di gelatina e aggiungerli al composto avendo cura che si sciolgano perfettamente.
Togliere dal fuoco, continuando a montare la crema con la frusta elettrica finchè la crema è completamente fredda.
A questo punto semimontare la panna e aggiungerla alla crema fredda, mescolando con pazienza finchè il tutto è perfettamente omogeneo.
Con i pezzi di dacquoise ottenuti foderare lo stampo da plunmcake o altro, mettendo prima quello sul fondo, poi i lati più lunghi, quindi quelli corti.
Se non avete uno stampo come il mio, completamente apribile, foderate con doppia pellicola lo stampo che avete scelto, facendola debordare un poco, in modo che sia poi più agevole sformare il dolce.
Una volta foderato lo stampo con la dacquoise, versarvi delicatamente la bavarese. Refilare i bordi in caso la dacquoise sporgesse troppo, coprire e sigillare bene con la pellicola e tenere in frigorifero.
La salsa:
Mettere l'acqua e lo zucchero in pari quantità in una piccola casseruola, portare il tutto a ebollizione, abbassare il fuoco e aggiungere il Moscato e il succo dei frutti della passione.
Lasciar sobbollire dolcemente fino a ridurre della metà i liquidi. Si dovrà ottenere uno sciroppo denso e di un colore arancio brillante. Lasciar raffreddare completamente, quindi tagliare a metà il frutto della passione e aggiungere il suo contenuto alla salsa preparata,mescolando bene.
Al momento di servire, estrarre il dolce dallo stampo, capovolgerlo su un piatto da portata, spolverare leggermente la superficie e guarnire con i pistacchi tritati.
Al momento di servire, estrarre il dolce dallo stampo, capovolgerlo su un piatto da portata, spolverare leggermente la superficie e guarnire con i pistacchi tritati.
Servire il dolce con la salsa
guardo fuori dalla finestra, la pioggia non smette di cadere giù.......mamma mia che voglia di essere lì, su quella spiaggia, adesso!
Dimenticare l'inverno e il freddo, il buio....
dolci al cioccolato
dolci e dessert
torte
torte da credenza
cioccolato mon amour
adoro il cioccolato, come la maggior parte delle persone.
Non tutte, ovvio.
Ma possibile che due di quelle persone che non lo amano siano proprio nella mia famiglia?
Mio marito e mia figlia Chiara non ne vanno pazzi, lo prendono a piccole dosi. Stufa, dicono. Ma stufa chi??? A me non stufa affatto.
Perciò fare dolci al cioccolato a casa mia è, non dico vietato, ma quasi. E anche sentire i loro sbuffi quando porti in tavola una torta o qualcosa al cioccolato, alla fine mi scoraggia a farne...
Meno male che mia nipote Alice mi assomiglia, almeno in questo. Valerio ancora non lo sa bene cos'è il cioccolato, ma quel poco che ha assaggiato gli piace eccome..
Approfitto dei pranzi domenicali dove tutti siamo riuniti per preparare eventuali dolci al cioccolato, col favore del resto della famiglia allargata ai generi, così i succitati marito e figlia vanno in minoranza... intendiamoci, non li lascio senza dolce. Faccio sempre qualcosa di alternativo per loro.
Però a volte, quando ne sento particolarmente la voglia, non mi basta pizzicare un pezzetto di tavoletta, devo, devo fare un dolce al cioccolato, per coccolarmi un poco, per avere la soddisfazione di sentirne il profumo che si spande per tutta casa...
Tanto poi alla fine, brontolando brontolando, assaggiano e apprezzano, a volte apprezzano talmente tanto che a me ne resta ben poco..
Ho comprato recentemente un libro curato da Frédéric Bau, della scuola Valrhona, Enciclopedia del cioccolato si intitola. Molto molto bello, un acquisto di cui non mi pentirò.. Contiene ricette di autori vari.
Sfogliandolo, la mia attenzione è stata attratta da un cake con le banane.... guarda caso, avevo due belle banane che erano già in avanzato stato di maturazione e se fossero passati altri due giorni avrebbero preso la via della pattumiera...
Leggo la ricetta e mi aumenta la salivazione, guardo l'autore: è di Felder. Non potevo scegliere meglio!
Mi metto in cucina.
Cake al cioccolato e banane
80 gr cioccolato fondente al 60%
100 gr burro
40 gr zucchero semolato
20 gr zucchero Muscovado (o zucchero cristallizzato grezzo)
1 tuorlo
3 uova intere
200 gr di purea di banane molto mature (circa 2)
40 gr farina di nocciole
40 gr grué di cacao
50 gr farina
4 gr lievito chimico per dolci
150 gr cioccolato al latte 40%
60 gr uvetta chiara
5 cl rhum bianco
poco rhum scuro
poca noce moscata
pesare l'uvetta, lavarla in acqua bollente, poi farla rinvenire a fuoco molto lento dentro il rhum chiaro allungato con un goccio d'acqua (1/4 dell'insieme) fino alla riduzione completa del liquido. Lasciar raffreddare.
Spezzettare il cioccolato fondente e farlo sciogliere lentamente a bagnomaria o nel Microonde a bassa potenza (350w), mescolando di tanto in tanto.
Fondere il burro , aggiungerlo al cioccolato e raccogliere il tutto in una ciotola, aggiugere i due zuccheri, il Muscovado e quello semolato, mescolando con le fruste elettriche finchè il tutto è amalgamanto e perfettametne liscio. Unire il tuorlo e le tre uova, pian piano sempre badando che il composto resti liscio.
Unire anche la purea di banane, continuare a mescolare a bassa velocità e aggiungere la farina di nocciole, il grué di cacao e la farina miscelata con il lievito chimico.
A questo punto mettere la ciotola in frigorifero per almeno 15 minuti, in modo che il composto indurisca un pochino.
Nel frattempo, con un coltello affilatio, ridurre in scaglie il cioccolato al latte.
Riprendere il composto dal frigorifero, aggiungere l'uivetta ben sgocciolata e le scaglie di cioccolato al latte.
Foderare uno stampo da plumcake con della carta forno, oppure imburrato e infarinato e versarvi l'impasto. Io, di mia sponte, ho passato il bisturi da cucina incidendo per il lungo il centro dell'impasto.
Cuocere in forno già caldo a 180° per 45 minuti circa.
Eì un dolce abbastanza lungo da cuocere per via delle banane schiacciate per cui il tempo di cottura varia da forno a forno, e secondo il grado di maturazione dei frutti, vale sempre la prova stecchino, deve uscire asciutto.. Comunque il dolce rimarrà sempre molto morbido.
Una volta cotto, toglierlo dal forno e dopo qualche minuto, sformarlo e appoggiarlo su un tagliere. Bagnarlo, a dolce caldo, con il rhum scuro usando un pennello da cucina, e cospargerlo di noce moscata.
Dopodichè, sempre a caldo, avvolgerlo nella pellicola facendola aderire bene alla superficie. In questo modo tutto il profumo del rhum impregnerà il dolce senza che aromi e alcool evaporino.
Lasciarlo raffreddare e metterllo in frigo per una notte.
Umido, fondente e profumato, in altre parole strepitoso!!
Da fare e rifare, e rifare...
Non tutte, ovvio.
Ma possibile che due di quelle persone che non lo amano siano proprio nella mia famiglia?
Mio marito e mia figlia Chiara non ne vanno pazzi, lo prendono a piccole dosi. Stufa, dicono. Ma stufa chi??? A me non stufa affatto.
Perciò fare dolci al cioccolato a casa mia è, non dico vietato, ma quasi. E anche sentire i loro sbuffi quando porti in tavola una torta o qualcosa al cioccolato, alla fine mi scoraggia a farne...
Meno male che mia nipote Alice mi assomiglia, almeno in questo. Valerio ancora non lo sa bene cos'è il cioccolato, ma quel poco che ha assaggiato gli piace eccome..
Approfitto dei pranzi domenicali dove tutti siamo riuniti per preparare eventuali dolci al cioccolato, col favore del resto della famiglia allargata ai generi, così i succitati marito e figlia vanno in minoranza... intendiamoci, non li lascio senza dolce. Faccio sempre qualcosa di alternativo per loro.
Però a volte, quando ne sento particolarmente la voglia, non mi basta pizzicare un pezzetto di tavoletta, devo, devo fare un dolce al cioccolato, per coccolarmi un poco, per avere la soddisfazione di sentirne il profumo che si spande per tutta casa...
Tanto poi alla fine, brontolando brontolando, assaggiano e apprezzano, a volte apprezzano talmente tanto che a me ne resta ben poco..
Ho comprato recentemente un libro curato da Frédéric Bau, della scuola Valrhona, Enciclopedia del cioccolato si intitola. Molto molto bello, un acquisto di cui non mi pentirò.. Contiene ricette di autori vari.
Sfogliandolo, la mia attenzione è stata attratta da un cake con le banane.... guarda caso, avevo due belle banane che erano già in avanzato stato di maturazione e se fossero passati altri due giorni avrebbero preso la via della pattumiera...
Leggo la ricetta e mi aumenta la salivazione, guardo l'autore: è di Felder. Non potevo scegliere meglio!
Mi metto in cucina.
Cake al cioccolato e banane
80 gr cioccolato fondente al 60%
100 gr burro
40 gr zucchero semolato
20 gr zucchero Muscovado (o zucchero cristallizzato grezzo)
1 tuorlo
3 uova intere
200 gr di purea di banane molto mature (circa 2)
40 gr farina di nocciole
40 gr grué di cacao
50 gr farina
4 gr lievito chimico per dolci
150 gr cioccolato al latte 40%
60 gr uvetta chiara
5 cl rhum bianco
poco rhum scuro
poca noce moscata
pesare l'uvetta, lavarla in acqua bollente, poi farla rinvenire a fuoco molto lento dentro il rhum chiaro allungato con un goccio d'acqua (1/4 dell'insieme) fino alla riduzione completa del liquido. Lasciar raffreddare.
Spezzettare il cioccolato fondente e farlo sciogliere lentamente a bagnomaria o nel Microonde a bassa potenza (350w), mescolando di tanto in tanto.
Fondere il burro , aggiungerlo al cioccolato e raccogliere il tutto in una ciotola, aggiugere i due zuccheri, il Muscovado e quello semolato, mescolando con le fruste elettriche finchè il tutto è amalgamanto e perfettametne liscio. Unire il tuorlo e le tre uova, pian piano sempre badando che il composto resti liscio.
Unire anche la purea di banane, continuare a mescolare a bassa velocità e aggiungere la farina di nocciole, il grué di cacao e la farina miscelata con il lievito chimico.
A questo punto mettere la ciotola in frigorifero per almeno 15 minuti, in modo che il composto indurisca un pochino.
Nel frattempo, con un coltello affilatio, ridurre in scaglie il cioccolato al latte.
Riprendere il composto dal frigorifero, aggiungere l'uivetta ben sgocciolata e le scaglie di cioccolato al latte.
Foderare uno stampo da plumcake con della carta forno, oppure imburrato e infarinato e versarvi l'impasto. Io, di mia sponte, ho passato il bisturi da cucina incidendo per il lungo il centro dell'impasto.
Cuocere in forno già caldo a 180° per 45 minuti circa.
Eì un dolce abbastanza lungo da cuocere per via delle banane schiacciate per cui il tempo di cottura varia da forno a forno, e secondo il grado di maturazione dei frutti, vale sempre la prova stecchino, deve uscire asciutto.. Comunque il dolce rimarrà sempre molto morbido.
Una volta cotto, toglierlo dal forno e dopo qualche minuto, sformarlo e appoggiarlo su un tagliere. Bagnarlo, a dolce caldo, con il rhum scuro usando un pennello da cucina, e cospargerlo di noce moscata.
Dopodichè, sempre a caldo, avvolgerlo nella pellicola facendola aderire bene alla superficie. In questo modo tutto il profumo del rhum impregnerà il dolce senza che aromi e alcool evaporino.
Lasciarlo raffreddare e metterllo in frigo per una notte.
Umido, fondente e profumato, in altre parole strepitoso!!
Da fare e rifare, e rifare...
pesce
piatti unici
Richiami
Difficile che programmi giorno per giorno quello che sarà il menu della settimana, a grandi linee so cosa fare, ma l'idea precisa mi viene mentre faccio la spesa, guardando cosa c'è nei banchi di carne, pesce e verdura. Una volta deciso, compro quello che serve.
Così passando a curiosare anche sui banchi della pescheria, ho sentito il richiamo di un bellissimo scorfano, (che già dire bellissimo di uno scorfano ce ne vuole...) ce n'erano diversi, tutti di buona stazza, freschissimi, che occhieggiavano in bella vista sdraiati sul loro letto ghiacciato.
Non ho potuto resistere al suo richiamo. L'ho portato a casa.
Ecco cosa ci ho tirato fuori:
Zuppetta di scorfano e spaghetti grezzi spezzati Cav. Cocco
per 2/3 persone
1 scorfano di circa 800/900 gr
oppure due piccoli
una decina di pomodorini pizzutelli
2 cipollotti freschi
3 spicchi d'aglio
1 costa verde di sedano
1/2 cucchiaio di conserva o concentrato di pomodoro
1 ciuffo di prezzemolo
olio, sale, pepe
peperoncino, se piace
poco fumetto di pesce
250 gr spaghetti grezzi Cav. Cocco, spezzati a circa 1,5/2 cm.
3 fette di pane casereccio
In una casseruola alta, antiaderente possibilmente, tostare un paio di minuti i pomodorini tagliati a metà, aggiungere i cipollotto freschi affettati sottilmente, 4 o 5 cucchiaii di olio e lasciar appassire il tutto per qualche minuto, poi unire il concentrato di pomodoro, due degli spicchi d'aglio sbucciati e schiacciati, la costa di sedano e coprire tutto a filo con del fumetto o con dell'acqua calda e riportare a bollore.
Nel frattempo eviscerare lo scorfano, squamarlo bene ed eliminare anche le pinne. Dopodichè sfilettarlo e dividerlo in due filetti.
Mettere la carcasse dello scorfano nel sugo che nel frattempo avrà ripreso a bollire, nel caso non ci stesse per interno, tagliarlo in due con la forbice.
Lasciar cuocere pian piano finchè la carcassa del pesce è completamente cotta, a questo punto prelevarla, appoggiarla su un tagliere lasciandola intiepidire e tenere da parte il sugo che sarà ancora abbastanza liquido.
Spinare quel che resta dello scorfano, e mettere le polpe ottenute dentro al sugo, mettere i resti della testa e della lisca in un colino cinese e premere bene per recuperare tutto l' eventuale liquido, e unire anche questo al sugo tenuto da parte.
Rimetterlo sul fuoco, lasciar prendere calore e appena accenna a bollire, abbassare il fuoco e aggiungere i filetti di scorfano tenuti da parte. Coprire e lasciar cuocere dolcemente, senza muoverli troppo in modo da non romperli. Per comodità di servizio, ho tagliato a metà ogni filetto. Così è più agevole il lavoro e si rischia meno che si rompano in cottura.
Nel frattempo cuocere la pasta. Spezzare gli spaghetti e cuocerli molto al dente.
tagliare a cubetti il pane, meglio se raffermo. In un padellino scaldare un goccio d'olio buono, aggiungere il pane a cubetti insieme all'ultimo spicchio d'aglio e tostare il tutto mescolando continuamente, ci vorranno pochi minuti. Scolare il pane su un foglio di carta da cucina e tenere da parte.
Togliere i filetti dal sugo e tenerli in caldo, il fondo deve essere abbastanza liquido, se non lo fosse, aggiungere del fumetto o dell'altra acqua calda.
Scolare la pasta ancora molto al dente, versarla nel sugo morbido e finire la cottura mescolando piano finchè è cotta, avendo cura che il sugo rimanga abbastanza morbido, da zuppetta infatti.
Servire gli spaghetti con un po' del loro sugo morbido, appoggiarvi sopra un filetto di scorfano, un pizzico di prezzemolo tritato e con i cubetti di pane tostato.
Se volete che il fondo sia più ricco, più denso, un mezzo filetto cotto lo si può spezzettare e lasciare dentro al sugo.
Non era solo bello questo scorfano, era anche molto molto buono!
Così passando a curiosare anche sui banchi della pescheria, ho sentito il richiamo di un bellissimo scorfano, (che già dire bellissimo di uno scorfano ce ne vuole...) ce n'erano diversi, tutti di buona stazza, freschissimi, che occhieggiavano in bella vista sdraiati sul loro letto ghiacciato.
Non ho potuto resistere al suo richiamo. L'ho portato a casa.
Ecco cosa ci ho tirato fuori:
Zuppetta di scorfano e spaghetti grezzi spezzati Cav. Cocco
per 2/3 persone
1 scorfano di circa 800/900 gr
oppure due piccoli
una decina di pomodorini pizzutelli
2 cipollotti freschi
3 spicchi d'aglio
1 costa verde di sedano
1/2 cucchiaio di conserva o concentrato di pomodoro
1 ciuffo di prezzemolo
olio, sale, pepe
peperoncino, se piace
poco fumetto di pesce
250 gr spaghetti grezzi Cav. Cocco, spezzati a circa 1,5/2 cm.
3 fette di pane casereccio
In una casseruola alta, antiaderente possibilmente, tostare un paio di minuti i pomodorini tagliati a metà, aggiungere i cipollotto freschi affettati sottilmente, 4 o 5 cucchiaii di olio e lasciar appassire il tutto per qualche minuto, poi unire il concentrato di pomodoro, due degli spicchi d'aglio sbucciati e schiacciati, la costa di sedano e coprire tutto a filo con del fumetto o con dell'acqua calda e riportare a bollore.
Nel frattempo eviscerare lo scorfano, squamarlo bene ed eliminare anche le pinne. Dopodichè sfilettarlo e dividerlo in due filetti.
Mettere la carcasse dello scorfano nel sugo che nel frattempo avrà ripreso a bollire, nel caso non ci stesse per interno, tagliarlo in due con la forbice.
Lasciar cuocere pian piano finchè la carcassa del pesce è completamente cotta, a questo punto prelevarla, appoggiarla su un tagliere lasciandola intiepidire e tenere da parte il sugo che sarà ancora abbastanza liquido.
Spinare quel che resta dello scorfano, e mettere le polpe ottenute dentro al sugo, mettere i resti della testa e della lisca in un colino cinese e premere bene per recuperare tutto l' eventuale liquido, e unire anche questo al sugo tenuto da parte.
Rimetterlo sul fuoco, lasciar prendere calore e appena accenna a bollire, abbassare il fuoco e aggiungere i filetti di scorfano tenuti da parte. Coprire e lasciar cuocere dolcemente, senza muoverli troppo in modo da non romperli. Per comodità di servizio, ho tagliato a metà ogni filetto. Così è più agevole il lavoro e si rischia meno che si rompano in cottura.
Nel frattempo cuocere la pasta. Spezzare gli spaghetti e cuocerli molto al dente.
tagliare a cubetti il pane, meglio se raffermo. In un padellino scaldare un goccio d'olio buono, aggiungere il pane a cubetti insieme all'ultimo spicchio d'aglio e tostare il tutto mescolando continuamente, ci vorranno pochi minuti. Scolare il pane su un foglio di carta da cucina e tenere da parte.
Togliere i filetti dal sugo e tenerli in caldo, il fondo deve essere abbastanza liquido, se non lo fosse, aggiungere del fumetto o dell'altra acqua calda.
Scolare la pasta ancora molto al dente, versarla nel sugo morbido e finire la cottura mescolando piano finchè è cotta, avendo cura che il sugo rimanga abbastanza morbido, da zuppetta infatti.
Servire gli spaghetti con un po' del loro sugo morbido, appoggiarvi sopra un filetto di scorfano, un pizzico di prezzemolo tritato e con i cubetti di pane tostato.
Se volete che il fondo sia più ricco, più denso, un mezzo filetto cotto lo si può spezzettare e lasciare dentro al sugo.
Non era solo bello questo scorfano, era anche molto molto buono!
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la torta clementina
questa torta mi ha incuriosito, e attirato, non appena la mia amica Paula l'ha linkata in un commento su Facebook.
Mi piaceva l'idea di usare le clementine, che avevo in gran quantità molto buone.
Così la faccio come dolce della domenica, che ormai lo sanno anche i sassi, a casa mia non può mancare.
La ricetta Paula l'ha linkata da QUI e anche a vedere le bellissime foto che la ritraggono mi è aumentata la voglia di assaggiarla.
Come è mia consuetudine, la prima volta che faccio una ricetta non mia, la seguo alla lettera per capire ed eventualmente ragionare poi, in base a come mi viene, a come e se mi piace.
Questa mi è piaciuta, anche se secondo me ci sono un paio di cose da mettere un po' a punto.
Infatti, alla fine lascia un retrogusto leggerissimamente amarognolo, che a me piace a dire il vero, ma che non tutti apprezzano.
Vi metto la ricetta originaria che arriva da Nigella Lawson e quelle modifiche che ho pensato di apportare fra parentesi.
Torta clementina
per lo sciroppo:
1 l. acqua
180 gr zucchero (250 gr)
(1 bicchierino di liquore al mandarino)
4 o 5 clementine bio, non trattate
250 gr farina di mandorle
225 gr zucchero
6 uova
1 cucchiaino di lievito
la rifarò senz'altro, era profumatissima e perchè dentro è bella umida e fondente come piace a me, e con le modifiche che ho pensato sarà sicuramente ancora più apprezzata.
Mi piaceva l'idea di usare le clementine, che avevo in gran quantità molto buone.
Così la faccio come dolce della domenica, che ormai lo sanno anche i sassi, a casa mia non può mancare.
La ricetta Paula l'ha linkata da QUI e anche a vedere le bellissime foto che la ritraggono mi è aumentata la voglia di assaggiarla.
Come è mia consuetudine, la prima volta che faccio una ricetta non mia, la seguo alla lettera per capire ed eventualmente ragionare poi, in base a come mi viene, a come e se mi piace.
Questa mi è piaciuta, anche se secondo me ci sono un paio di cose da mettere un po' a punto.
Infatti, alla fine lascia un retrogusto leggerissimamente amarognolo, che a me piace a dire il vero, ma che non tutti apprezzano.
Vi metto la ricetta originaria che arriva da Nigella Lawson e quelle modifiche che ho pensato di apportare fra parentesi.
Torta clementina
per lo sciroppo:
1 l. acqua
180 gr zucchero (250 gr)
(1 bicchierino di liquore al mandarino)
4 o 5 clementine bio, non trattate
250 gr farina di mandorle
225 gr zucchero
6 uova
1 cucchiaino di lievito
In una pentola mettere i mandarini interi con tutta la buccia, ben lavati e spazzolati, con l'acqua e zucchero
e cuocere a fuoco medio per circa due ore.
Quando l'acqua sarà diventata uno sciroppo denso e ambrato, spegnere e lasciar raffreddare.
(Per ridurre ancora di più quel sapore leggermente amaro, credo che sarebbe meglio sbollentare un paio di volte le clementine prima di farle cuocere nello sciroppo. Una volta sciroppate e tolte le clementine, aggiungerei un bicchierino di liquore al mandarino, ma è facoltativo)
Scaldare il forno a 180°.
Scolare le clementine dal loro sciroppo, che va tenuto da parte, tagliarle a pezzettini facendo attenzione a che non ci siano semi, e frulalrle. Ho usato il Bimby per comodità, ma un buon frullatore è ugualmente valido.
In
una ciotola montare le uova con lo zucchero, unire la farina di mandorle, le clementine frullate e il lievito e mescolare bene affinché sia tutto omogeneo.
Versare il composto in uno stampo a cerniera da 22/24 cm. imburrato e infarinato o rivestito di carta
forno e cuocere per 35 minuti, poi abbassare la temperatura fino a 160° e continuare la cottura per circa 10
minuti o più, dipende dal forno..
la torta dovrà essere umida all'interno, alla fine.
Una volta tolta dal forno, ancora calda, punzecchiatela dappertutto sulla superficie, con un ago, e pennellatela molto bene con lo sciroppo delle clementine tenuto da parte. Io ho aggiunto allo sciroppo anche un bicchierino scarso di liquore al mandarino.
(ho spennellato la torta da calda, con lo sciroppo ancora caldo e non a freddo come dice la ricetta)
Alla fine, prima di portarla in tavola, l'ho guarnita con un paio di clementine sciroppate che avevo cotto insieme a quelle che ho poi frullato e una leggerissima spolverata di zucchero a velo.
la rifarò senz'altro, era profumatissima e perchè dentro è bella umida e fondente come piace a me, e con le modifiche che ho pensato sarà sicuramente ancora più apprezzata.
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